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      <title>PERCORSO ARABO NORMANNO by </title>
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      <description>Realizzato con un occhiolino e un sorriso</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-09 08:46:40 UTC</pubDate>
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         <title>CAPPELLA PALATINA </title>
         <author>francescogambacorta702</author>
         <link>https://padlet.com/francescogambacorta702/mphjzyv7yn3w/wish/229937913</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Si trova all’interno </strong>d<strong>el Palazzo dei Normanni che fu costruito nella paleopoli, la parte più alta e antica della città. La Cappella Palatina, che significa cappella del Palazzo, fu voluta da Ruggero II d’Altavilla, primo re normanno di Sicilia e fu utilizzata da quest’ultimo come cappella privata nel 1130. Un tempo il suo aspetto esteriore era totalmente diverso ad oggi. Della sua facciata originaria non è rimasto quasi nulla perché inglobata da altre strutture più recenti. Si vede una chiesa latina suddivisa da dieci colonne di granito in tre navate e ad oriente cioè nel presbiterio possiamo riconoscere una piccola chiesa cristiana orientale cioè bizantina a pianta quadrata sormontata da una cupoletta emisferica, come quelle che si vedono in Oriente in Grecia o in Turchia per esempio. Se la prima impressione è quella di entrare in una normale chiesa cristiana, se guardiamo più attentamente la sua struttura possiamo riconoscere due piccole chiese. Anche le iscrizioni che troviamo sulle pareti sono sia in Latino che in Greco, questo testimonia il fatto che, in questa piccola cappella, al tempo di Ruggero II le due componenti religiose si controbilanciavano e che venisse “officiato” in greco e in latino.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:07:00 UTC</pubDate>
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         <title>PALAZZO DEI NORMANNI</title>
         <author>francescogambacorta702</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Il Palazzo dei Normanni di Palermo, anticamente Palazzo Reale, è la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana</strong>. È <strong>uno dei monumenti più visitati dell’intera Sicilia e la più antica dimora reale d’Europa</strong>. <br><strong>Un tempo ospitava i sovrani di Sicilia e fu sede imperiale con Federico II e Corrado IV. Al primo piano di questo maestoso palazzo si trova la Cappella Palatina. Sorge nella parte più alta dell’antico nucleo cittadino, sopra i primi insediamenti punici, le cui tracce sono ancora visibili nei sotterranei. La prima costruzione, il Qasr , ossia il Palazzo o Castello, è attribuibile al periodo della dominazione araba della Sicilia (IX secolo) e fu trasformato dai Normanni in un complesso polifunzionale che fosse in grado di esprimere tutta la potenza della monarchia.&nbsp; Fu così che si diede il via alla realizzazione di una struttura composta da edifici a forma di torre, collegati tra di loro da un sistema di porteci alternati a giardini, che ospitavano anche laboratori di oreficeria e di produzione di tessuti. Tramite dei sotterranei questo complesso era anche collegato alla cattedrale. Nel 1132, sotto il Regno di Ruggero II, fu costruita la cappella Palatina, che divenne il baricentro delle varie strutture in cui il palazzo si articolava. Arrivati gli svevi portarono nel palazzo attività amministrative, di cancelleria e letterarie, ospitando la scuola poetica siciliana.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:18:10 UTC</pubDate>
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         <title>CHIESA DI SAN CATALDO </title>
         <author>francescogambacorta702</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>Fu costruita da un Ammiraglio del Regno, Majone da Bari che ne fece la cappella privatFa del suo palazzo, sui resti delle antiche mura punico-romane. La fondazione avvenne immediatamente dopo la metà del 12° secolo. L’aspetto di oggi è completamente falso rispetto alle origini, perché il palazzo di Majone inglobava la cappella, e subì molte trasformazioni nel corso dei secoli. Ma i criteri del restauro del 1882 del Patricolo abbatterono senza pietà il palazzo isolando la chiesetta.Questa chiesetta è stata aperta al pubblico solo da un secolo, in quanto era riservata alle cerimonie dei Cavalieri di Gerusalemme. L’esterno, fortemente restaurato, è un parallelepipedo di conci tufacei con tre archi a rincassi con monofore in ogni facciata. L’abside centrale fuoriesce appena sul lato est. Una cornice finemente intagliata corona tutta la costruzione. Sul tetto si svolge, per tutta la lunghezza del fabbricato un tamburo a forma di parallelepipedo, più stretto, con tre finestre sui lati lunghi e una su quelli corti, sormontato da tre cupolette che sono diventate uno dei simboli di Palermo. In origine erano rivestite di cocciopesto e oggi di intonaco rosso.<br>L’arcidiocesi ha affidato la chiesa alla sezione di Palermo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:21:35 UTC</pubDate>
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         <title>SALA DI ERCOLE</title>
         <author>francescogambacorta702</author>
         <link>https://padlet.com/francescogambacorta702/mphjzyv7yn3w/wish/229943042</link>
         <description><![CDATA[<div><em><br></em><strong><em>Sala del Parlamento</em></strong><strong> conosciuta come </strong><strong><em>Sala d'Ercole</em></strong><strong> perché vi si riunivano negli ultimi secoli i membri del Parlamento Siciliano . Nel 1799 GiuseppeV,elasco pittore figurista, su committenza di Ferdinando III di Borbone decorò a tempera le pareti della sala con alcune tra le dodici Fatiche di </strong><strong><em>E</em></strong><strong>rcole. Sulla volta si ammirano: la </strong><strong><em>Nascita di Ercole</em></strong><strong>, la scena </strong><strong><em>Ercole si dà la morte facendosi bruciare su una pira ardente</em></strong><strong> e la monumentale </strong><strong><em>Apoteosi</em></strong><strong> dell'eroe mitologico greco. Le decorazioni a grottesca&nbsp; e le candelabra in stile neoclassico pompeiano furono dipinte dal pittore ornatista BenedettoCobardi Nell'ambiente si riuniscono dal 1947 i deputati dell' Assemblea Regiionale Siciliani i  quali costituiscono l'organo legislativo della regione. Ha la funzione di anticamera al Salone d'Ercole la Sala di Archimede. La sala prende il nome dall'omonima statua, ed è ricavata negli antichi ambienti medievali che collegavano lo scalone d'onore alla cinquecentesca </strong><strong><em>Sala dei Parlamenti</em></strong><strong>.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:27:27 UTC</pubDate>
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         <title>SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI</title>
         <author>francescogambacorta702</author>
         <link>https://padlet.com/francescogambacorta702/mphjzyv7yn3w/wish/229946358</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Tra i più interessanti esemplari dell’arte siculo-normanna, è considerato uno dei monumenti simbolo di Palermo. Uno degli edifici ecclesiastici più affascinanti e singolari della nostra città. Provate ad immaginare Palermo senza il fascino esotico delle cupolette intonacate di rosso che coprono la chiesa di S. Giovanni degli Eremiti.Confinante con l’antica cinta muraria medievale sudoccidentale della città, il complesso di S.Giovanni degli Eremiti è situato nei pressi di Palazzo dei Normanni nel tratto un tempo lambito dalle acque del fiume del Maltempo , uno dei due fiumi che un tempo attraversavano la città.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:39:01 UTC</pubDate>
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         <title>SANTA MARIA DELL&#39;AMMIRAGLIO ( MARTORANA)</title>
         <author>francescogambacorta702</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Situata in posizione dominante la sottostante piazza Bellini, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota anche come la” Martorana“, deve la sua più comune denominazione alla presenza di un monastero benedettino femminile, fondato nel 1193 da Goffredo ed Aloisia de Marturano, al quale nel 1435 il re Alfonso “il Magnanimo” concesse la chiesa.La sua edificazione (1143-1185), si deve al grande Ammiraglio del Regno, Giorgio Antiocheno, come ringraziamento per l’aiuto e la protezione concessagli dalla Santissima Vergine: il famoso Ammiraglio, volle assegnare la chiesa al clero greco bizantino, stabilendone anche la dotazione (un fondo in Misilmeri con 10 villani). Nel 1282 dopo la rivolta del Vespro, nella chiesa ebbe luogo la riunione dei maggiori baroni del Regno, in cui si giurò fedeltà a Pietro d’Aragona che aveva appoggiato la rivolta contro Carlo d’Angiò.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:43:31 UTC</pubDate>
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         <title>PIAZZA VILLENA O QUATTRO CANTI </title>
         <author>francescogambacorta702</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>La realizzazione della piazza avvenne nel 1609, nove anni dopo il taglio della via Maqueda, sotto il viceré Giovanni Fernandez Paceco, duca di Villena. In quello stesso anno avvenne il completamento dei cantoni est ed ovest, mentre il cantone sud venne terminato nel 1612 sotto il viceré d'Ossuno e quello di nord nel 1620 durante il viceregno del conte di Castro . La sistemazione delle statue avvenne a partire dal 1617 con l’assegnazione dell’incarico a Mariano Smiriglio, ingegnere del Senato palermitano.La forma della piazza è un ottagono situato al centro della Palermo antica, formato dall’alternanza di strade e quinte architettoniche, che funge da punto di incontro tra i quattro quartieri principali dell’epoca, ovvero la Kalsa, La Loggia,&nbsp; il Capo e l’Albergheria.<br>Le quattro facciate, che rappresentano i cantoni, sono adornate con su più livelli, con una decorazione basata sull’uso degli ordini architettonici classici, dorico e ionico e corinzio e sormontati dagli stemmi reale, senatorio e viceregio. I quattro prospetti si susseguono dal basso in alto secondo un principio di ascensione: dalla natura al cielo. Così al piano inferiore si parte da una fontana, ognuna delle quali rappresenta uno degli antichi fiumi che bagnavano Palermo:&nbsp; Papireto, Kemonia, Oreto e Pannaria, al di sopra della quale si erge una figura rappresentante allegoricamente le quattro stagioni.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:48:17 UTC</pubDate>
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         <title>PIAZZA PRETORIA </title>
         <author>francescogambacorta702</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La fontana è stata realizzata nel 1554 dallo scultore fiorentino Francesco Camilliani per il giardino del nobile spagnolo Don Luigi Toledo, suocero del Gran Duca di Toscana Cosimo I dei Medici.&nbsp;<br>Una ventina di anni dopo, per far fronte ad una situazione debitoria dei Toledo, venne venduta al Senato palermitano e giunse a Palermo nel 1574.&nbsp;</div><div>Piazza della Vergogna, come comunemente i palermitani chiamano Piazza Pretoria, deve il suo nome, non come si potrebbe credere alla nudità dei corpi, ma all’ingente somma di denaro che il Senato palermitano dovette sborsare, ventimila scudi (ottomila onze), per il suo acquisto. Dato il momento storico di miseria, epidemie e carestia di quegli anni, sembra che i palermitani gridassero quando uscivano dal palazzo i componenti del Senato : “Vergogna, Vergogna”.</div><div>La fontana si presenta su tre lati circondata da edifici: il Palazzo Pretorio, la Chiesa di Santa Caterina e due palazzi baronali: Palazzo Bonocore e Palazzo Bordonaro. Il quarto lato si affaccia su via Maqueda.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 09:56:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francigambacorta</author>
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         <description><![CDATA[Sala del Parlamento conosciuta come Sala d'Ercole perché vi si riunivano negli ultimi secoli i membri del Parlamento Siciliano . Nel 1799 GiuseppeV,elasco pittore figurista, su committenza di Ferdinando III di Borbone decorò a tempera le pareti della sala con alcune tra le dodici Fatiche di Ercole. Sulla volta si ammirano: la Nascita di Ercole, la scena Ercole si dà la morte facendosi bruciare su una pira ardente e la monumentale Apoteosi dell'eroe mitologico greco. Le decorazioni a grottesca  e le candelabra in stile neoclassico pompeiano furono dipinte dal pittore ornatista BenedettoCobardi Nell'ambiente si riuniscono dal 1947 i deputati dell' Assemblea Regiionale Siciliani i  quali costituiscono l'organo legislativo della regione. Ha la funzione di anticamera al Salone d'Ercole la Sala di Archimede. La sala prende il nome dall'omonima statua, e]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 07:55:58 UTC</pubDate>
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         <title>Santa Maria dell&#39;Amiraglio</title>
         <author>francigambacorta</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-27 08:22:49 UTC</pubDate>
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