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      <title>CyberCrime - in una prospettiva clinico-giuridica e con attenzione ai codici affettivi by Giovanni Fasoli</title>
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      <description>Integrato alla ClassRoom szdsytu</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-07 10:39:54 UTC</pubDate>
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         <title>Luoghi di Ricerca</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161505923</link>
         <description><![CDATA[<div>Sito Polizia postale<br>Telefono Azzurro<br>Generazioni Connesse<br>Fast Web Digital Megazine<br>Wired<br>Ninja marketing</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2022-04-28 03:57:07 UTC</pubDate>
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         <title>Privacy</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <description><![CDATA[<h1>Cosa si intende per <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a></h1><div>“<a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/Privacy/">Privacy</a>” è il termine per indicare il “<strong><em>diritto alla riservatezza</em></strong><em> delle informazioni personali e della propria vita privata</em>” (art.1 D.lgs n.196/2003). Tale diritto garantisce ad ogni individuo che i suoi dati personali non siano divulgati o conferiti a terzi senza la sua autorizzazione e che siano trattati nel rispetto delle regole e dei principi stabiliti dalla legge come attuativi del Diritto alla <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/Privacy/">Privacy</a>. Il diritto alla <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a> e, in particolare, alla protezione dei dati personali è un diritto fondamentale delle persone, collegato alla tutela della dignità umana, come sancito anche dalla <strong>Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea</strong> (art. n.7 e 8)<br><br></div><div>Per dato personale si intende “<em>qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale” (</em><strong>art.4 D.lgs 196/2003</strong>).<br>I dati personali si dividono in tre categorie <strong>(art. 4 D.lgs 196/2003</strong>)<br><br></div><ul><li><strong>dati sensibili</strong>:&nbsp; <em>“i dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”</em></li><li>&nbsp;<strong>dati identificativi</strong>: “<em>i dati personali che permettono l’identificazione diretta dell’interessato</em>”. Sono dati personali ad esempio il nome e cognome, l’indirizzo, il codice fiscale, dati sanitari, bancari ma anche la foto o la registrazione della voce.</li><li><strong>dati giudiziari</strong>: "<em>i dati personali idonei a rivelare provvedimenti </em>(<em>di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n.313) in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato (ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale)”</em>;</li></ul><div><br><em>Ognuno ha il diritto di impedire che le proprie informazioni personali (numero di telefono, indirizzo, ma anche scuola che si frequenta, foto personali, ecc…) diventino note ad altri. E’ quello che si intende per “diritto alla </em><a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/"><em>privacy</em></a><em>”. Saperlo riconoscere, gestire e difendere è il primo passo per navigare in Rete in modo responsabile. </em><br>Su Internet i più giovani raccontano esperienze, condividono cosa gli piace e cosa no, postano le foto dei loro momenti più importanti. Ma non solo: vogliono avere sempre più amici, cercano un pubblico, persone con cui interagire. Manifestano insomma, il <strong>bisogno di stare in relazione</strong>, ma anche di mostrarsi e di ricevere approvazione, strettamente connesso alla <strong>ricerca di una propria identità</strong>. E la <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a>?<br>Saper gestire la propria <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a>, non a caso è il primo passo per navigare su Internet in modo consapevole. Riguarda la propria sicurezza online, ma anche la “reputazione” e il saper stabilire il giusto confine tra sé e gli altri. Per questo parlare di <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a> con i tuoi figli/e, può essere davvero un’occasione educativa importante.<br><br>Parla loro anche di una nuova normativa per la protezione della loro <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a>, il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali), entrato in vigore nel Maggio del 2018, che introduce tutele e limiti con riferimento alla loro minore età. Devi sapere infatti che Il GDPR stabilisce l’età necessaria per una persona a fornire il proprio consenso al trattamento dei suoi dati (nel nostro paese l’età del consenso del minore è stabilita ora a 14 anni). Tale consenso è fondamentale per usufruire di molti dei servizi di Internet (<a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/app/">app</a>. <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/social%20network/">social network</a>, ecc.). Prima di questa età è il genitore che deve fornire il consenso per conto dei propri figli/figlie. Occorre quindi informarsi sempre, leggere condizioni di uso e informative sulla <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a>, ma anche ad esempio, verificare che le autorizzazioni richieste delle <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/app/">app</a> siano coerenti con i servizi offerti da quella specifica <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/app/">app</a>.<br><br>Ricorda che anche dopo aver dato il consenso per il trattamento ai dati personali di tuo figlio/figlia hai il diritto di sapere per quali fini sono stati adoperati, quali dati sono stati adoperati, a chi sono stati comunicati. Sii sempre vigile perché hai la possibilità di revocare tale consenso, in quanto i dati sono e restano dell’interessato.<br><br>Sul lato educativo, inoltre hai la possibilità di condividere con i tuoi figli/e considerazioni sui confini della <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a>, sulla differenza tra che ciò è personale e ciò è pubblico, sui rischi a cui ci può esporre dando di sé troppe informazioni online. Soprattutto per i più giovani, la declinazione personale della propria idea di <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a> è una ricerca costante di un equilibrio tra desiderio di condivisione e riservatezza.<br><br>Anche in qualità di genitori è importante tutelare la <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a> dei propri figli/e. Hai mai sentito parlare di “<a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/sharenting/">sharenting</a>”? E’ un termine utilizzato per descrivere la condivisione eccessiva da parte die genitori di contenuti che riguardano i propri figli/e (fatti, fotografie, video…). La sovraesposizione di bambini e bambine in Internet andrebbe evitata sempre, anche in questo modo in fatto si viola la loro <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">privacy</a> e si lasciano tracce digitali che potrebbero essere poco gradite e di cui si perde il controllo, una volta in rete.<br><br><strong>COSA RISCHIANO RAGAZZI E RAGAZZE</strong></div><div><strong>Incontri non graditi</strong></div><div>Pubblicare informazioni che possono farli rintracciare fisicamente, espone loro alla possibilità di un incontro “fisico” con sconosciuti.</div><div><strong>Danni alla reputazione</strong></div><div>Su Internet è impossibile tornare indietro. Cosa grave se, ad esempio, i tuoi figli/e danno un’immagine di sé troppo spinta: dopo anni potrebbero pentirsene (Visita la sezione sexting).<br>Anche un semplice messaggio privato potrebbe avere conseguenze impreviste: il destinatario potrebbe reinviarlo ad altri, pubblicarlo, ecc... i tuoi figli/e potrebbero esserne danneggiati nella sfera sociale. Gli esempi sono tanti: un brutto commento che viene visto da un professore, una confidenza personale che diventa pubblica, un’opinione riservata che gira sui telefonini di tutti...</div><div><strong>Cyberbullismo</strong></div><div>Più parlano del loro privato, più sono esposti al cyberbullismo. I cyberbulli, infatti, possono utilizzare informazioni personali della vittima per danneggiarla agli occhi degli altri, o ferirla più nell’intimo. Possono ritoccare le sue foto, contattarla su altri media, comunicare con i suoi amici... Visita la<br>sezione Cyberbullismo.</div><div><strong>Troppo bisogno di apparire</strong></div><div>Sebbene sia assolutamente normale alla loro età, a volte il "bisogno di apparire" può significare qualcos’altro. Quando, ad esempio, si basa più sulla quantità che sulla qualità dei contatti o assorbe la maggior parte delle energie durante la giornata. In questo caso, potrebbe essere un campanello d’allarme per problemi più profondi e complessi.</div><div><strong>Diffusione dati</strong></div><div>I dati personali non protetti, possono essere usati per spam o per altre truffe attraverso email, link, ecc... Ma anche per ricerche di marketing non autorizzate.</div><div><strong>Il furto di identità</strong></div><div>Il “furto di identità” consiste nell’appropriarsi in modo fraudolento di dati relativi ad un’altra persona o di una azienda, ottenendo informazioni importanti per accedere a conti correnti bancari e postali, sottrarre somme di denaro o effettuare acquisti di beni e servizi. Questo può avvenire sia su Internet che con la moneta elettronica (carte di credito), sportelli bancomat, etc.<br><strong><br>IL PARADOSSO DELLA PRIVACY</strong>: una recente meta-analisi su 166 studi (che hanno coinvolto ben 75.269 partecipanti di 34 paesi) ha esplorato il cosiddetto “paradosso della privacy”, ovvero il fatto che le preoccupazioni degli utenti sulla privacy raramente sembrano tradursi in comportamenti pro-attivi.&nbsp;<br><br></div><div>I risultati hanno contraddetto le convinzioni degli psicologi sociali, rivelando che gli individui che sono più interessati e informati sulla privacy tendono a utilizzare meno servizi online, impostare livelli di sicurezza più elevati e divulgare meno informazioni personali.&nbsp;<br><br></div><div>Tuttavia, e qui il lo studio si fa interessante, quando si tratta di utilizzare i social network, si verifica il cosiddetto “paradosso della privacy”: anche chi esprime preoccupazioni e ha aumentato le precauzioni durante la navigazione, sui social network torna ad essere incauto, disseminando impronte digitali, dati personali e sensibili e permettendo ad un gamma di applicazioni esterne di accedere alle proprie informazioni. È stato stimato che, nonostante solo il 37% degli utenti consideri appropriato il livello di privacy offerto da Facebook, quasi il 40% dei contenuti è condiviso senza nemmeno modificare le impostazioni predefinite (piuttosto insicure).&nbsp;<br><br></div><div>Una delle spiegazioni possibili per il paradosso della privacy è che, nell’usare i social media, gli utenti credano che i rischi riguardino solo gli altri. Questa forma di atteggiamento è stato riscontrato in un ampio spettro di attività sociali correlate al rischio, che vanno dal bere al fumo fino al sesso non protetto. Non è una mancanza di consapevolezza dei rischi associati a queste attività che spiega i comportamenti imprudenti, ma piuttosto l’illusione che tali rischi si applichino solo ad altre persone e non a noi stessi.<br><br></div><div>Un’altra spiegazione fornita riguarda la semplice valutazione del rischio-ricompensa. <strong>I vantaggi percepiti nell’uso dei siti gratuiti e nella divulgazione di informazioni personali superano i rischi percepiti</strong>. Come dimostrano gli studi scientifici, <strong>la maggior parte delle persone utilizza le reti sociali per soddisfare fondamentali esigenze psicologiche </strong>come la necessità di avanzamento sociale, di costruire e mostrare i propri valori, la propria identità e di essere intrattenuti.<br><br><strong>REGOLAMENTO (UE)</strong> 2016/679 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO</div><div>del 27 aprile 2016</div><div>relativo alla <strong>protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali</strong>, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), di seguito il link del testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale:<br><br></div><div>https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32016R0679&amp;from=IT</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:03:07 UTC</pubDate>
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         <title>Hackers vs crackers</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161511396</link>
         <description><![CDATA[<div>Il New Hacker´s Dictionary di Eric S. Raymond definisce un hacker come qualcuno che ama esplorare le possibilità offerte da un sistema informativo e mettere alla prova le sue capacità, in contrapposizione con la maggior parte degli utenti che preferisce apprendere solo lo stretto indispensabile. Questo è, ovviamente, il concetto di hacker espresso con un valore positivo. Vi è tuttavia da segnalare che dell´intento puramente ludico che spingeva i primi hacker ad agire poco è rimasto. I sistemi informatici custodiscono, infatti, dati sempre più preziosi e la loro violazione arreca ormai danni notevoli ad aziende ed istituzioni pubbliche e governative. Vi è infine da segnalare che si usa distinguere tra la figura dell´ hacker e quella del cracker. I cracker sono coloro che fanno attività di hacking a scopo di lucro, infatti sfruttano le proprie capacità (o in certi casi quelle degli altri) al fine di distruggere, ingannare ed arricchirsi. Sono definiti dei veri e propri cybercriminali. Il <strong>cracking</strong>, cioè l’insieme di azioni compiute al fine di danneggiare un sistema, è una pratica altamente dannosa, basti pensare che permette al cybercriminale di <strong>impossessarsi dei dati di una carta di credito o di documenti riservati</strong>. &nbsp;</div><div>Entrambe le figure, per la legge italiana, sono punibili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:03:32 UTC</pubDate>
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         <title>Furti online</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161512167</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il <strong>furto di identità</strong> è un reato penale, sanzionato anzitutto dall’articolo 494 del c.p. “Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno”. Anche il Codice della privacy (D.L.vo 196/2003) tutela l’identità personale. <br><br>Internet e in particolare i social network, anche utilizzati tramite smartphone, sono sempre più il terreno di queste truffe, in quanto favoriscono la circolazione poco protetta dei nostri dati personali . Vediamo i casi più frequenti: <br><br><strong>Phishing</strong>: utilizzo della posta elettronica per carpire dati di accesso con email, falsamente provenienti da Istituzioni pubbliche (Agenzia delle entrate, ad esempio), Istituti di credito, Poste italiane, grandi aziende di servizi elettrici o telefonici con motivazioni accattivanti o minacciose (riscossione di premi, sblocco del conto corrente o della carta di credito, ripristino password etc). <br><br><strong>Creare un account di posta elettronica intestato ad un'altra persona</strong>, allo scopo di instaurare rapporti con altri utenti della Rete inducendoli, quindi, in errore sulla reale identità del mittente. <br><br><strong>Creare un account di Facebook o altro social network (Impersonation) a nome di un’altra persona </strong>ed utilizzarlo a suo danno, ovvero con lo scopo di attribuirle azioni e dichiarazioni, pubblicare sue immagini compromettenti o imbarazzanti o altro. <br><br><strong>Skimming</strong>: clonazione della carta di credito effettuata durante l’operazione di prelievo o di pagamento presso sportelli automatici e terminali POS. <br><br><strong>Bin raiding</strong>: recuperare informazioni fiscali, estratti conto, bollette o qualsiasi altra documentazione altrui, riportante informazioni personali, per farne uso illecito. <br><br><strong>Attivazione di SIM per telefonia e connessione Internet intestate ad altre persone</strong>: viene realizzata presentando dati reali di una persona (sottratti o intercettati con varie modalità) e documenti di identità falsificati. Il rischio è duplice, ovvero che siano addebitati all’ignara vittima i costi per traffico e abbonamenti goduti dai ladri di identità, o peggio che le siano imputate responsabilità per le eventuali attività illecite svolte utilizzando quelle sim (traffico di droga, terrorismo, rapine ed altro). <br><br><strong>Apertura di credito, acquisti a rate o richiesta di prestiti presso banche e finanziarie, a nome della vittima, in modo da farle addebitare la restituzione</strong>. La persona che subisce il furto di identità si vedrà recapitare bollettini o richieste di pagamento, o peggio atti giudiziari come decreti ingiuntivi, ai quali dovrà opporsi dimostrando di non aver mai acquistato i beni o richiesto i prestiti. <br><br><strong>Il furto di immagini e video</strong> <br>Anche l’immagine di una persona (o il logo di una impresa, di una associazione) deve essere considerata sicuramente “dato personale” e il titolare del trattamento dei dati ha l’obbligo di garantire all’interessato la possibilità di esercitare in qualsiasi momento i diritti di aggiornamento, rettifica, integrazione o cancellazione dell’immagine/video. Pertanto non è lecito utilizzare le immagini altrui senza autorizzazione scritta. <br><br><strong>COME DIFENDERSI DAI FURTI D'IDENTITA'</strong></div><div>Per <a href="https://www.fastweb.it/web-e-digital/come-fare-per-prevenire-il-furto-di-identita-online/"><strong>difendersi dai furti d'identità</strong></a> ci sono due principali strategie: o scappiamo da Amazon per rifugiarci in Amazzonia, oppure <strong>impariamo ad essere (molto) più prudenti online e offline</strong>. Per chi al caldo tropicale preferisce l'universo digitale, i suggerimenti di base sono sempre gli stessi: <a href="https://www.fastweb.it/web-e-digital/scegliere-password-sicura-facile-ricordare/">usare password robuste</a>, usarne una per ogni sito o account, farsi aiutare da un buon <a href="https://www.fastweb.it/web-e-digital/password-manager-come-proteggere-le-chiavi-di-accesso/">password manager</a> ed <strong>evitare accuratamente di collegarsi a reti </strong><a href="https://www.fastweb.it/internet/navigare-in-tutta-sicurezza-con-il-wi-fi-pubblico/"><strong>Wi-Fi pubbliche</strong></a>.<br><br></div><div>Poi bisogna <strong>evitare di usare i profili social per fare il login nelle app e nei siti esterni</strong>: l'app o il sito in questione ottengono l'accesso (almeno) ai tuoi dati social di base, compresa l'email con cui ti sei registrato sul social network. Molto importante è anche <strong>usare </strong><a href="https://www.fastweb.it/web-e-digital/autenticazione-in-due-passaggi-come-funziona-e-dove-attivarla/"><strong>l'autenticazione a due fattori</strong></a>, ma <a href="https://www.fastweb.it/smartphone-e-gadget/i-migliori-metodi-per-utilizzare-l-autenticazione-a-due-fattori/">non usare mai il numero di telefono</a> come secondo fattore: clonare un numero telefonico è possibile e sempre più alla portata di mano dei truffatori.<br><br></div><div><strong>Ridurre al minimo la propria "</strong><strong><em>impronta social</em></strong><strong>"</strong>, invece, ci permette di non lasciare troppe tracce che gli hacker potrebbero seguire per scoprire chi siamo e per creare un nostro alter ego digitale. Per chi è più esperto, infine, l'uso di una <a href="https://www.fastweb.it/internet/come-scegliere-la-vpn/">Rete Privata Virtuale</a> (VPN) è il top in quanto a privacy e sicurezza.<br><br></div><div><strong>COSA FARE SE LA NOSTRA IDENTITA' E' STATA RUBATA<br></strong>Se il danno è fatto, di solito il danno è grosso. E ce ne accorgiamo solo dopo. Il modo più classico in cui <strong>scopriamo che qualcuno ci ha rubato l'identità è leggendo l'estratto conto</strong>: se ci sono sorprese, molto probabilmente qualcuno ha fatto acquisto con i soldi nostri. In questo caso è fondamentale avvertire la nostra banca, bloccare tutte le carte collegate ai nostri conti (tutti i conti, non si sa mai) e procedere a modificare tutti i dati di accesso. In alcuni casi, ma varia da banca a banca, potremo recuperare almeno parte del denaro illecitamente sottratto.<br><br></div><ol><li>Innanzitutto bloccare le carte di credito, i conti correnti o le SIM interessati dall’uso fraudolento, telefonando ai gestori. Attenzione a conservare il codice della segnalazione fatta, che viene comunicato alla fine della telefonata.&nbsp;</li><li>In caso di prestiti ed acquisti rateali, disconoscere il contratto tramite lettera raccomandata A/R e non pagare quanto richiesto.&nbsp;</li><li>Dare seguito al disconoscimento con regolare denuncia presentata presso le autorità di Pubblica Sicurezza (da fare sempre, anche in via cautelativa contro eventuali usi illeciti dell’identità rubata non ancora noti)&nbsp;</li><li>Modificare le password di tutti gli account online, a partire da quelli correlati a informazioni o istituti finanziari.&nbsp;</li><li>Se il furto di identità si realizza tramite un sito web o social media, contattare immediatamente il relativo servizio di sicurezza o di assistenza per disconoscere l’account e per chiederne il blocco.&nbsp;</li></ol><div><br><strong>COSA FARE IN CASO DI SOTTRAZIONE E PUBBLICAZIONE DI FOTO/VIDEO</strong><br>Inoltrare una formale richiesta al sito in questione (anche a mezzo fax e/o posta elettronica) per ottenere la cancellazione, ai sensi del Codice della privacy. Se non la si ottiene, occorre rivolgersi al Garante della protezione dei dati personali mediante ricorso. <br><br>Sotto il profilo penale, presentare denuncia presso il più vicino ufficio di Polizia. <br><br>(https://www.generazioniconnesse.it/site/_file/documenti/Schede/Genitori/Privacy/SCHEDE%20SITO_IL%20FURTO%20D_IDENTITA.pdf)<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:04:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161512167</guid>
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         <title>Fishing </title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161512287</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>Fishing</strong> è una particolare tipologia di truffa realizzata sulla rete Internet attraverso l’inganno degli utenti. Si concretizza principalmente attraverso messaggi di posta elettronica ingannevoli:<br><br></div><div>Attraverso una e-mail, solo apparentemente proveniente da istituti finanziari (banche o società emittenti di carte di credito) o da siti web che richiedono l'accesso previa registrazione (web-mail, e-commerce ecc.). Il&nbsp; messaggio invita, riferendo problemi di registrazione o di altra natura,&nbsp; a fornire i propri riservati dati di accesso al servizio. Solitamente nel messaggio, per rassicurare falsamente l'utente, è indicato un collegamento (link) che rimanda <strong>solo apparentemente</strong> al sito web dell'istituto di credito o del servizio a cui si è registrati.&nbsp; In realtà il sito a cui ci si collega è&nbsp; stato artatamente allestito identico a quello originale. Qualora l'utente inserisca i propri dati riservati, questi saranno nella disponibilità dei criminali.<br><br></div><div>Con la stessa finalità di carpire dati di accesso a servizi finanziari on-line o altri che richiedono una registrazione, un pericolo più subdolo arriva dall’utilizzo dei virus informatici. Le modalità di infezione sono diverse. La più diffusa è sempre il classico allegato al messaggio di posta elettronica; oltre i file con estensione <strong>.exe</strong>, i virus si diffondono celati da false fatture, contravvenzioni, avvisi di consegna pacchi, che giungono in formato <strong>.doc .pdf</strong> . Nel caso si tratti di un&nbsp; c.d. “financial malware” o di un “trojan banking”, il virus si attiverà per carpire dati finanziari. Altri tipi di virus si attivano allorquando sulla tastiera vengono inseriti “userid e password”,&nbsp; c.d. “keylogging”, in questo caso i criminali sono in possesso delle chiavi di accesso ai vostri account di posta elettronica o di e-commerce. <br><br>(https://www.commissariatodips.it/approfondimenti/phishing/phishing-che-cose/index.html)<br><br><strong>TIPI DI ATTACCHI FISHING</strong></div><div><strong>DECEPTIVE PHISHING</strong>: letteralmente phishing ingannevole, è il tipo di phishing più comune. In questo caso, un hacker tenta di ottenere dalle vittime informazioni riservate da utilizzare per rubare denaro o lanciare altri attacchi. Una e-mail falsa proveniente da una banca che chiede di fare clic su un link e verificare i dettagli del proprio conto corrente è un esempio di deceptive phishing.</div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><strong>SPEAR FISHING</strong>: Lo spear phishing attacca un individuo o un'organizzazione specifica, spesso con contenuti personalizzati in base alla vittima o alle vittime. Questa tipologia di phishing richiede un'analisi preliminare delle vittime volta a scoprire nomi, titoli lavorativi, indirizzi e-mail e altre informazioni simili. Gli hacker fanno ricerche approfondite in Internet per abbinare tali informazioni sulle vittime ad altri dati che riguardano i colleghi, i nomi e i rapporti professionali di dipendenti chiave delle loro organizzazioni. Grazie a questa procedura, il phisher è in grado di redigere un'e-mail credibile.</div><div>&nbsp;</div><div><em>Esempio</em>: un obiettivo dello spear phishing potrebbe essere un dipendente il cui ruolo comprende il compito di autorizzare i pagamenti. L'e-mail sembra provenire da un dirigente dell'organizzazione che chiede al dipendente di trasmettere il pagamento di una grossa cifra al dirigente o a un fornitore dell'azienda (il link per il pagamento invia invece la cifra al criminale).</div><div>&nbsp;</div><div><strong>CLONE FISHING</strong>: In questo tipo di attacco, i criminali fanno una copia, o clone, di e-mail legittime inviate in passato che contengono un link o un allegato. Quindi, il phisher sostituisce i link o i file allegati con corrispondenti dannosi simili a quelli reali. Facendo clic sul link o aprendo l'allegato, gli utenti autorizzano inconsapevolmente la penetrazione dei loro sistemi. A questo punto, il phisher è in grado di falsificare l'identità della vittima e di spacciarsi per un mittente affidabile prendendo di mira altre vittime all'interno della stessa organizzazione.</div><div>&nbsp;</div><div><em>Esempio</em>: 419/ Truffa alla nigeriana à Uno dei tentativi più antichi e di lunga durata in Internet è una prolissa e-mail di phishing proveniente da un sedicente principe nigeriano. Secondo Wendy Zamora, Head of Content di Malwarebytes Labs, "Il protagonista della truffa alla nigeriana è un sedicente ufficiale di governo o membro di una famiglia reale che ha bisogno di aiuto per trasferire milioni di dollari all'esterno della Nigeria. L'e-mail è contrassegnata come "urgente" o "privata" e il mittente chiede al destinatario di fornire il numero di un conto bancario per mettere i fondi al sicuro".</div><div>&nbsp;</div><div><strong>PHONE FISHING</strong>: noto anche come voice phishing o “vishing”, sono telefonate da parte del phisher che dice di essere un rappresentante dell'istituto bancario locale, delle forze dell'ordine o dell'IRS (agenzia esattoriale statunitense). Il phisher comunica alla vittima informazioni allarmanti e insiste affinché il problema sia risolto immediatamente mediante la condivisione dei dati del conto bancario o il pagamento di una multa. Il pagamento richiesto deve avvenire in genere tramite bonifico o carta prepagata, in modo che il phisher risulti poi irrintracciabile.</div><div><a href="https://blog.malwarebytes.com/cybercrime/2015/08/new-smishing-campaign-targets-t-mobile-subscribers/">L'SMS phishing</a> o "smishing" è il gemello cattivo del vishing, agisce allo stesso modo ma tramite un SMS (che può contenere un link dannoso).</div><div>&nbsp;</div><div><strong>WHALING</strong>: quando gli hacker prendono di mira un "pesce grosso", ad esempio un CEO. Spesso questi criminali trascorrono molto tempo a profilare il bersaglio, per trovare il momento e i mezzi opportuni per rubarne le credenziali di accesso. Il whaling è un attacco particolarmente critico, poiché i dirigenti di alto livello hanno accesso a numerose informazioni aziendali.</div><div>&nbsp;</div><div><strong>PHARMING</strong>: il pharming invia gli utenti verso un sito web fraudolento che sembra perfettamente in regola. Tuttavia, in questo caso, le vittime non devono nemmeno fare clic su un link malevolo per accedere al sito fasullo. Gli hacker possono infettare il computer dell'utente o il server DNS del sito e reindirizzare l'utente a una pagina web fittizia anche se è stato digitato l'URL corretto.&nbsp;<br><br></div><h1><strong>REGOLE DI PREVENZIONE</strong></h1><ul><li><strong>Apri solo mail di provenienza sicura</strong>, da persone che conosci e solo se l’oggetto o il testo non presentano contenuti strani, che ci facciano pensare possa non averli scritti quella persona. Se ti accorgi che dalla casella di un conoscente partono messaggi di spam o <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/phishing/">phishing</a>, avvisalo.</li><li><strong>Elimina tutti i messaggi indesiderati senza aprirli </strong>e non cliccare mai su link contenuti in messaggi email se non sono di provenienza assolutamente affidabile (meglio chiedere conferma al telefono che cliccare d’istinto)</li><li><strong>Non utilizzare mai il link contenuto nel messaggio e-mail che chiede di confermare l’account:</strong> normalmente indirizza ad un sito contraffatto (fake) che sembra quello della banca o dell’emittente della carta di credito ma è gestito dai criminali. Se hai dubbi accedi alla pagina web della banca con l’indirizzo&nbsp; abituale.</li><li><strong>Installa un buon antivirus</strong> (sia sul pc che sul telefonino, vi sono anche pacchetti multi-dispositivo). Esegui la scansione degli allegati prima dell'apertura.</li><li><strong>Attenzione soprattutto quando si scaricano film, giochi o gadget elettronici offerti gratuitamente</strong>, in maniera accattivante e vistosa: sono esche.</li><li><strong>Aggiorna regolarmente il sistema operativo </strong>con gli aggiornamenti proposti (attiva l’aggiornamento automatico, preferibilmente).</li><li><strong>Attenzione ai giochi online ed alle richieste oppure offerte sospette:</strong> acquistare aggiornamenti, crediti o chiavi di gioco solo da negozi ufficiali ed utilizzare mezzi di pagamento protetti (interamente tracciabili e muniti di garanzie antifrode).</li><li>Cerca, su blog e siti di informazione o con il <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/motore%20di%20ricerca/">motore di ricerca</a>, notizie, recensioni e informazioni utili a prevenire il rischio di imbattersi in truffe e pratiche scorrette.</li></ul><div><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:04:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Haters, Odio on-line e Hate Speech</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161512548</link>
         <description><![CDATA[<h1><strong>Chi sono gli </strong><strong><em>HATERS</em></strong><strong>, come nascono e come gestire il conflitto in rete</strong>.</h1><div>La traduzione letterale della parola inglese HATER è odiatore, nemico, avversario, persona che è avversa, è il sostantivo di odiare (hate in inglese).<br><br></div><div>Con l'avvento della rete la parola è entrata nel gergo comune ed identifica gli Internet haters a cui potremmo dare la seguente definizione generale:<br><br></div><blockquote>Una persona che spesso diffonde il proprio odio su Internet per una persona, un luogo, una cosa, un'idea, un concetto, un film, un libro, un programma televisivo, un'idea, ecc...</blockquote><div>All'interno dei temi e concetti oggetti di odio ci sono le forme più gravi: le razze, l'orientamento sessuale, le religioni, le origini etniche, le disabilità, ecc...<br><br></div><div>Va detto che ci sono 3 tipi di hater:&nbsp;<br><br></div><ul><li><strong>Odiatori professionisti</strong>. Sono quelli che individuato chi insultare lo fanno a prescindere senza nemmeno entrare nel merito del discorso.</li><li><strong>Occasionali</strong>. Sono quelli che non lo fanno costantemente ma ereditano la superficialità dell'approccio, se va bene leggono i titoli degli articoli o dei post e poi giù di durezza a criticare e insultare.&nbsp;</li><li><strong>Scientifici</strong>. Loro attaccano volutamente (e a prescindere dai contenuti) le persone note nel loro campo al fine di godere di visibilità riflessa, per mostrare delle loro skills, nella speranza di aprire una discussione dai toni forti (tipicamente senza uno scopo costruttivo). Per le loro finalità tipicamente non usano profili anonimi.</li></ul><div><br>Delle tre categorie non si sa quale sia la peggiore ma sono caratterizzate tutte da due elementi:&nbsp;<br><br></div><ul><li>non sforzarsi di capire cosa dice la fonte</li><li>partire all'attacco e colpire duro fino all'offesa</li></ul><div><br><strong>I fattori che hanno fatto crescere il fenomeno degli hater sono: l'anonimato e la virtualità</strong>.<br><br></div><div>Le persone si possono nascondere dietro un'alias, senza quindi l'esposizione fisica, nascono così i famosi <strong>leoni da tastiera</strong>.<br><br>Nell'hater c'è una percezione selettiva ed è molto forte il <a href="https://www.fabriziocostantini.it/marketing/bias-cognitivi.php#conferma">bias di conferma</a>: egli ricerca ed interpreta le informazioni ponendo maggiore attenzione e peso a quelle che confermano le sue teorie, ipotesi o convinzioni.<br><br></div><div>Quindi l'odiatore troverà e darà più peso a quegli aspetti e informazioni che gettano negatività sull'oggetto odiato.</div><div><br><br><strong><em>HATE SPEECH</em></strong><br>Cosa è?<br>Da HATE "<em>odio</em>" e SPEECH "<em>discorso</em>", si intende un particolare tipo di <strong>comunicazione</strong> che si riserve di parole, espressioni o elementi non verbali, aventi come fine ultimo quello di esprimere e diffondere <strong>odio</strong> e <strong>intolleranza</strong>.<br>Incita al <strong>pregiudizio</strong> e alla <strong>paura</strong> verso un soggetto o un gruppo di persone accumunate da <strong>etnia</strong>, <strong>orientamento</strong> <strong>sessuale</strong> o <strong>religioso</strong>, <strong>disabilità</strong>, <strong>appartenenza</strong> <strong>culturale</strong> o <strong>sociale</strong>.<br>L' Hate speech sfrutta pregiudizi e stereotipi, per andare a colpire i più deboli.<br><br>Ma da <strong>dove viene l'Odio</strong>?<br><em>(generazioniconnesse.it)</em><br>La commissione parlamentare "Jo Cox" ha studiato i fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia, razzismo in Italia e ha definito la <strong>piramide dell'odio</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:05:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Profili fake</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161512716</link>
         <description><![CDATA[<div>Si può creare un <strong>profilo fake</strong> in ogni contesto in cui ci si registra con un <strong>nickname</strong>: può essere un social, così come un forum o una chat. In tutti questi casi non si è obbligati a dare il proprio nome e cognome per registrarsi, ma si possono utilizzare dei soprannomi.<br><br></div><div><strong>Creare un profilo fake significa dichiarare di avere delle caratteristiche che invece non ci appartengono.</strong> Quindi non ci si riferisce necessariamente alle generalità anagrafiche, ma a caratteristiche che sono rilevanti nel contesto specifico. Ad esempio ci si iscrive ad un forum dove si chiedono consigli medici spacciandosi per medico. Ci si iscrive ad un forum di incontri fingendosi del sesso opposto. Si finge di avere delle credenze per entrare in un gruppo e spiare ciò che dicono.<br><br></div><div>Quindi <strong>le caratteristiche falsificate sono rilevanti in base al contesto</strong>, perché sono in grado di condizionare il comportamento degli altri interlocutori.<br><br></div><div>Per quanto riguarda i <strong>profili social falsi</strong>, si dichiarano generalità anagrafiche false: si inseriscono dati che non appartengono a nessuno, quindi si crea un account di fantasia, oppure appartengono a qualcun altro, che sia una persona famosa, o che sia un conoscente a cui si vuole dare fastidio.<br><br><strong>Obiettivo di creare un profilo fake è rimanere anonimi,</strong> ma, come giustamente ha fatto notare la Cassazione, anche se obiettivo di <strong>creare profili social falsi</strong> è rimanere nell’anonimato, in realtà questo scopo viene solo parzialmente raggiunto visto che dall’indirizzo IP si può risalire all’identità dell’utente che crea <strong>profili falsi.</strong> Infatti anche se l’<strong>indirizzo IP</strong> è condiviso da più membri di famiglia, rimane tuttavia una <strong>prova indiziaria sufficiente</strong> per identificare i profili fake. <br><br><br><strong>Quali sono gli illeciti che si possono commettere creando un profilo falso?<br></strong><br></div><ul><li><strong>Sostituzione di persona</strong>: non necessariamente per commettere un illecito. È sufficiente farlo per rubarne la visibilità. In questo senso è molto importante la sentenza della <a href="http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&amp;db=snpen&amp;id=./20200723/snpen@s50@a2020@n22049@tS.clean.pdf"><strong>Cassazione n.22049 del 2020</strong></a>, nella pronuncia relativa alla creazione di un <strong>profilo falso su Facebook</strong>, che stabilisce che <strong>commette il reato di sostituzione di persona chi crea un profilo social servendosi di immagine di soggetto diverso e inconsapevole. </strong>Quando si integra la fattispecie di sostituzione di persona?<ul><li>È sufficiente utilizzare come immagine profilo la foto di un soggetto terzo, anche se il nome dichiarato non è lo stesso della persona di cui viene rubata l’immagine</li><li>Quando si utilizza lo pseudonimo altrui come nickname, quando questo pseudonimo è riconducibile ad una persona fisica</li><li>Utilizzo delle generalità dell’altro soggetto</li></ul></li><li><strong>Furto d’immagine</strong>: si usa la foto di un’altra persona e si mette sul profilo falso. Il reato sussiste anche se il nome utente, non coincide con quello del soggetto presente in foto. Infatti già la foto è sufficiente per creare confusione negli altri utenti e farli cadere in errore. Non è furto d’immagine se utilizzi una grafica trovata sul web. In tal caso però è molto facile incorrere in un altro tipo di illecito: <a href="https://legalfordigital.it/copyright/violazione-copyright/">violazione del diritto d’autore</a>.</li><li><a href="https://legalfordigital.it/reati-informatici/diffamazione-facebook/"><strong>Diffamazione aggravata</strong></a>: quando le offese vengono pubblicate sul web possono raggiungere un numero indefinito di persone, ecco perché il reato è aggravato</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:05:19 UTC</pubDate>
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         <title>Fake news</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161512792</link>
         <description><![CDATA[<div>Per fake news&nbsp; intendiamo le notizia false in sé.<br><br></div><div>Da uno studio dello scorso anno, <strong>un terzo della popolazione mondiale si imbatte ogni giorno in notizie false</strong>, perché infondate o perché riportano immagini o contenuti modificati. Numero incrementato fortemente in seguito alla situazione pandemica, quando ognuno si è sentito libero di condividere e dire la propria, anche da non esperto.<br>Le notizie false possono essere condivise sia in maniera dolosa che inconsapevole, ma anche premeditatamente, creando profili fake che la divulghino.<br>Più una notizia tratta di temi nazional popolari e caldi, più otterrà buoni livelli di condivisione e sarà in grado, anche se incorretta, da manipolare intere fette di popolazione.<br><br>Dati recenti e concordanti mostrano che la <strong>disinformazione</strong> sui <strong>social network</strong> genera di per sé <strong>più engagement</strong> della maggior parte delle notizie accurate e verificate. Su <strong>Facebook</strong>, per esempio, notizie false o tendenziose ricevono <a href="https://www.businessinsider.com/facebook-study-misinformation-six-times-more-engaged-with-than-news-2021-9?r=US&amp;IR=T">sei volte più mi piace</a>, condivisioni e interazioni rispetto alle notizie affidabili, come emerge da una ricerca della New York University e dell'Università francese di Grenoble Alpes. Non bastasse questo, la notizia preoccupante è <strong>che con le fake news si guadagna</strong>, e molto.</div><div>Secondo <a href="https://www.newsguardtech.com/it/miliardi-di-dollari-di-pubblicita-ai-siti-che-pubblicano-disinformazione-newsguard-comscore-report/">un rapporto di NewsGuard</a>, un’organizzazione che monitora tramite un team di giornalisti la disinformazione online, sono <strong>519 i siti</strong> - tra i&nbsp; 6.730 domini monitorati tra <strong>Europa e Stati Uniti</strong> - a diffondere regolarmente bufale o notizie infondate soprattutto su covid e vaccini. Questo significa che il 7% dei siti di notizie più seguiti <strong>pubblica sull’argomento contenuti dannosi</strong>. Tra questi siti ce ne sono <strong>41 anche in Italia</strong>, anche se la maggioranza si trova negli Usa.<br>Lo studio mostra che questi siti guadagnano molti soldi con la pubblicità che ospitano, generando <strong>un cortocircuito informativo</strong> per cui la <strong>disinformazione finanzia altra disinformazione</strong>, inquinando il dibattito pubblico.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/0000/00/00/le-fakenews/" />
         <pubDate>2022-04-28 04:05:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161512792</guid>
      </item>
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         <title>Cyber-stalking</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161513175</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>cyber stalking, </strong>è la versione online del reato di stalking, con cui si indicano quei comportamenti molesti e persecutori posti in essere attraverso i nuovi mezzi di comunicazione (e-mail; messaggistica istantanea; social network; etc.).<br>Il cyber stalker approfitta dell’effetto cassa di risonanza offerto dal web, per tormentare e denigrare la vittima. <br>La <strong><em>finalità</em></strong><strong> </strong>è quella di indurre uno stato di costante ansia e paura nell’altro. Le offese, minacce, insulti, ricatti, etc.,&nbsp; creano nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o timore per sé (o per altre persone a lui vicine), costringendolo a modificare le proprie abitudini di vita. Possono minare seriamente il benessere psicologico della vittima, anche qualora il cyber stalker esista "solo" nella realtà virtuale. Le ripercussioni sono però reali.<br>Il persecutore può essere sia uomo che donna, di qualsiasi età ed estrazione sociale.<br>La sicurezza sul web dipende soprattutto da chi lo utilizza: gli atti persecutori online si possono prevenire attraverso l’utilizzo di qualche accorgimento tecnico e con la consapevolezza che deve sempre accompagnare la navigazione nel web.<br><br>Il reato di stalking è entrato nel codice penale nel 2009, <strong>Art. 612-</strong><strong><em>bis</em></strong><strong> c.p.</strong> e prevede una pena da sei mesi a cinque anni, su querela della vittima, con aggravamenti di pena se il reato viene commesso da un coniuge o da un individuo legato sentimentalmente alla vittima.<br>La Suprema Corte nel 2017 si è espressa sul tema della configurabilità del reato di stalking, <strong>ex art. 612 bis c.p.,</strong> quando i comportamenti molesti o persecutori tipici della fattispecie delittuosa vengono perpetrati <em>attraverso l’uso delle nuove tecnologie o di strumenti ad esse correlati.</em><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:05:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161513175</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cyber-bullying</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161513492</link>
         <description><![CDATA[<div>Il termine <strong>Cyberbullismo</strong> appare per la prima volta, in Canada nel 2000, in un sito web dedicato alla prevenzione del tradizionale bullismo. Negli ultimi anni, l’attenzione della società nei confronti di questo fenomeno è cresciuta in modo esponenziale. Ciò soprattutto a causa dei rischi che questo fenomeno può costituire per bambini e adolescenti.</div><div>A quello che molti studenti oggi chiamano “cyberbullismo” sono state date parecchie designazioni, che includono il “cyberstalking”, “aggressioni online”, “cyber molestie”, “Internet harassment”, “Internet bullying” e “cyber vittimizzazione”.</div><div>Ma possiamo definire il cyberbullismo come qualsiasi comportamento compiuto attraverso media elettronici o digitali da un individuo o gruppi di individui che ripetutamente inviano contenuti ostili o aggressivi con l’intenzione di infliggere danni o sconforto negli altri.</div><div>E’ importante ricordare come la Rete possa essere pervasiva, per cui potrebbe accadere che un singolo attacco online possa avere un effetto fuori misura.</div><div>Le conseguenze, per le vittime di queste situazioni, possono essere anche molto serie.<br><br><strong>Rischi per la vittima e il cyberbullo</strong></div><div>Gli effetti negativi possono ricadere sul benessere sociale, su quello emotivo e su quello scolastico delle vittime: il malessere viene spesso espresso attraverso <em>ansia, bassa concentrazione e un rendimento scolastico che peggiora </em>e (anche se raramente)&nbsp; può sfociare in comportamenti più gravi come <em>depressione e tentativi di suicidio.</em></div><div>Ma ci sono&nbsp; conseguenze che coinvolgono anche i cyberbulli. Questi ultimi infatti possono essere maggiormente a rischio di sviluppo di comportamenti antisociali e di problemi relazionali, delinquenza, abuso di sostanze e suicidio.</div><div><br><strong>Caratteristiche del cyberbullismo</strong></div><div>Le caratteristiche del cyberbullismo sono perfettamente riconoscibili e rendono immediatamente l’idea di quanto il fenomeno possa essere pericoloso.</div><ul><li><strong>Pervasività ed accessibilità</strong>: il cyberbullo può raggiungere la sua vittima in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Se nel bullismo le possibilità di incontro si limitano essenzialmente alla aule, ai corridoi scolastici ed in genere ai contesti aggregativi, in questo caso la possibilità di avere smartphone sempre connessi permette al cyberbullo di attaccare quando preferisce.</li><li><strong>Persistenza del fenomeno</strong>: il materiale diffamatorio pubblicato su internet può rimanere disponibile online anche per molto tempo.</li><li><strong>Spettatori infiniti</strong>: le persone che possono assistere ad episodi di cyberbullismo sono potenzialmente illimitate. La diffusione in Rete è incontrollabile e non avviene con un gruppo di persone definito, come invece nei casi di bullismo.</li><li><strong>Moltiplicazione di cyberbulli</strong>: il mondo dell’online permette che siano molti quelli che diventano a loro volta cyberbulli, anche solo condividendo o promuovendo l’episodio di aggressività, che finisce per replicarsi (ad esempio sulle bacheche dei profili che i ragazzi hanno sui social network) in modo esponenziale.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:06:12 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161513492</guid>
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         <title>Child-grooming</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161513714</link>
         <description><![CDATA[<div>L'<strong>adescamento online</strong> o anche "<strong>grooming</strong>" (“groom” - curare, prendersi cura), è definibile come il tentativo da parte di un adulto di avvicinare un bambino/a o un adolescente per scopi sessuali, conquistandone la fiducia al fine di superare le resistenze emotive ed instaurare con lui/lei una relazione intima o sessualizzata.</div><div>Spesso tali adulti utilizzano la rete come luogo ove adescare i minori, ove entrare in contatto con loro: i luoghi in cui si sviluppano più frequentemente tali dinamiche sono le chat, anche quelle interne ai giochi online, i social network, le app di instant messaging, i siti e le <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/app/">app</a> di teen dating, mentre la relazione sessuale può avvenire attraverso webcam o live streaming e portare anche ad incontri dal vivo. L'adescamento online è un processo manipolativo e pianificato, interattivo e fluido, controllante e controllato, facilitato dalla mole di informazioni di sé che bambine/i e ragazze/i condividono in rete e che costituiscono importanti punti di partenza per agganciare la vittima. L’adescatore si presenta nel ruolo di premuroso confidente, attento ed interessato ascoltatore. Si tratta quindi di un percorso graduale, fatto di step, spesso gli stessi, a tal punto da poter individuare un copione tipico che può svolgersi nell’arco di mesi: il tempo sufficiente affinché il minore si fidi e si affidi.<br><br></div><div>In Italia si configura come reato dal 2012 (<strong>art. 609 – adescamento di minorenni</strong>) quando è stata ratificata la <strong>Convenzione di Lanzarote</strong> (legge 172 del 1 ottobre 2012); nel testo della Convenzione il reato viene definito come “<em>qualsiasi atto volto a carpire la fiducia di un minore di anni sedici per scopi sessuali, attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante internet o altre reti o mezzi di comunicazione</em>”. È importante specificare che il reato si configura anche se l’incontro offline con il minore non avviene, pertanto il reato sussiste anche se l'adescamento non va a buon fine, è sufficiente il tentativo.</div><div><br><strong>Come riconoscerlo? </strong>Il fenomeno dell'adescamento online non conosce significative differenze di genere: sia i ragazzi che le ragazze, soprattutto se disorientati ed in una fase di costruzione della propria identità sessuale, possono risultare vulnerabili e più facili prede di adescatori. Come si è detto, è possibile descrivere un copione dell'adescamento, che consta di cinque principali fasi, la cui descrizione può essere utile ad agevolarne il riconoscimento.</div><ul><li><strong>Fase dell’amicizia iniziale</strong>: l’adescatore effettua ripetuti contatti di socializzazione e conoscenza con la vittima individuata.</li><li><strong>La fase di risk-assessment</strong>: in seguito ai primi contatti con il minore individuato, l’adescatore testa il livello di <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/privacy/">p</a>rivacy nel quale si svolge l’interazione con il bambino o l’adolescente (es. uso esclusivo o promiscuo del dispositivo attraverso il quale il bambino o adolescente sta interagendo).</li><li><strong>Fase della costruzione del rapporto di fiducia</strong>: le confidenze e le tematiche esplorate divengono via via più private ed intime o comunque molto personali. L’adescatore può iniziare a fare regali di vario tipo alla vittima; in questa fase, può avvenire lo scambio di immagini, subito non necessariamente a sfondo sessuale.</li><li><strong>Fase dell’esclusività</strong>: l’adescatore rende la relazione con il minore impenetrabile agli esterni, isolandolo dai suoi punti di riferimento anche grazie alla fondamentale dimensione del segreto. L’obiettivo dell’adescatore è ottenere e mantenere il silenzio della vittima, anche attraverso il ricatto e l’abuso psicologico, per rimanere impunito.&nbsp;</li><li><strong>Fase della relazione sessualizzata</strong>: una volta certo del territorio sicuro costruito con minuziosa pazienza, la richiesta di immagini o video potrebbe essere più insistente o più esplicita, così come la richiesta di incontri offline.&nbsp;</li></ul><div><br></div><div><strong>Come intervenire? </strong>Qualora un adulto dovesse sospettare o avere certezza rispetto alla possibilità che un minore sia coinvolto o si stia coinvolgendo in una situazione di questo tipo, è importante che non si sostituisca al minore stesso, ad esempio nel rispondere all’adescatore.<br>È fondamentale che venga tenuta traccia degli scambi intercorsi (es. salvare le conversazioni, fare degli screenshots) rivolgendosi il prima possibile alla Polizia Postale e delle Comunicazioni.<br>In seguito alla tempestiva gestione degli aspetti strettamente inerenti la Rete e la denuncia, è altresì importante valutare la possibilità di rivolgersi ad un Servizio territoriale (es. Consultorio Familiare, Servizio di Neuropsichiatria Infantile, ecc.) in grado di fornire al minore anche un adeguato supporto di tipo psicologico o psichiatrico. Spesso, infatti, i ragazzi riferiscono, da un lato, di sentirsi traditi e dall’altro, di sentirsi in colpa per aver riposto la propria fiducia in un soggetto il cui intento era negativo ed il cui interesse espresso non era reale.<strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:06:29 UTC</pubDate>
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         <title>Sex-ting</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161513913</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono anni ormai che si parla di<strong> sexting </strong>(crasi dei termini inglesi sex e texting), la pratica di inviare o postare messaggi di testo e immagini a sfondo sessuale, come foto di nudo o semi-nudo, inizialmente via cellulare o tramite Internet, oggi sempre più attraverso app e/o social network. Un esempio pratico sono quelle situazioni in cui gli adolescenti producono e condividono in maniera consensuale immagini “sexy” di se stessi, spesso tra fidanzati/e, utilizzando lo smartphone che possiedono ormai in età sempre più precoce.<br>È un fenomeno comune tra gli/le adolescenti che oggi, data la disponibilità delle nuove tecnologie, vivono in maniera inedita la fase di scoperta della propria identità e, in particolare, della propria sessualità. Il fenomeno si verifica più frequentemente tra i ragazzi delle scuole superiori e proprio per questo è importante la prevenzione durante gli anni della scuola secondaria di primo grado. Dare/diffondere un’immagine “provocante” di se stessi può rappresentare un “regalo” molto intimo o divertente per un fidanzato o una fidanzata; può anche rappresentare un modo per dimostrarsi “adulti” o “più maturi” non solo agli occhi degli altri, ma anche verso se stessi e può aiutare per gestire, a livello inconsapevole, le tante insicurezze tipiche dell’età adolescenziale.<br><br></div><h1><strong>Come riconoscerlo?</strong></h1><div>Le dinamiche di sexting si contraddistinguono per alcune caratteristiche ricorrenti:<strong><br></strong><br></div><ul><li><strong>la fiducia tradita:</strong> nella maggior parte dei casi, chi produce ed invia contenuti sessualmente espliciti ripone fiducia nel destinatario, credendo inoltre alla motivazione originaria della richiesta (es. prova d’amore richiesta all’interno di una relazione sentimentale);</li><li><strong>la pervasività di diffusione dei contenuti: </strong>in pochi secondi ed attraverso un solo click un contenuto può essere condiviso o diffuso ad un numero esponenziale di persone e piattaforme differenti; la diffusione può facilmente e velocemente divenire “virale”;</li><li><strong>la persistenza del fenomeno: </strong>il materiale pubblicato in Rete vi può permanere anche per molto tempo e potrebbe non essere mai definitivamente rimosso. Un contenuto ricevuto, infatti, può essere salvato, a sua volta re-inoltrato oppure condiviso su piattaforme diverse da quelle originarie e/o in epoche successive.</li></ul><div>&nbsp;<br><em>Notare i cambiamenti di comportamento di bambini e ragazzi può essere cruciale per comprendere, in un primo momento, che qualcosa sta accadendo e, in un secondo momento anche con l’aiuto di un professionista, cosa nello specifico.</em></div><div>Spesso, infatti, i cambiamenti comportamentali sono aspecifici, ovvero possono essere il risultato di differenti problematiche; è però fondamentale essere osservatori attenti per poter aiutare il prima possibile un bambino o un adolescente che si trovi ad esperire una situazione di difficoltà in Rete, qualunque essa sia.<br><br><strong>Cosa succede?</strong></div><div><strong>Non possono più tornare indietro<br></strong>Tutte le immagini che spediscono via telefonino o postano e messaggiano online sono praticamente impossibili da eliminare in forma definitiva. Anche se, a pochi istanti dal click, se ne pentono. Qualcuno potrebbe averle scaricate o magari averle inviate ad altre persone, o addirittura potrebbe tirarle fuori dopo anni, rovinandogli la reputazione, creando problemi con il partner o magari sul lavoro.<br><br></div><div><strong>Diventano più esposti e ricattabili<br></strong>Un’immagine troppo spinta può essere usata facilmente da persone che vogliono danneggiare i tuoi figli. Un ex partner che vuole vendicarsi? Un cyberbullo? Uno stalker che attraverso la rete li ricatta? In un attimo potrebbero farla vedere a tutti o minacciare di farlo, e tu non avrai mai la possibilità di eliminarla o riappropriartene definitivamente.<br><br></div><div><strong>Attirano malintenzionati<br></strong>Dando una certa immagine di sé online, magari sul profilo di un <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/Social%20Network/">Social Network</a>, i tuoi figli attirano molte persone a rischio. Che potrebbero essere incentivate ad accedere ai loro dati personali o a tentare un <a href="https://www.generazioniconnesse.it/site/it/wiki-tag-ricerca/adescamento/">adescamento</a> online.<br><br></div><div><strong>Possono infrangere la legge<br></strong>Far girare foto del genere, anche tra minori, può essere considerato diffusione di immagini pedo-pornografiche, non tanto per chi le ha fatte, quanto per chi le ha postate, scaricate e condivise, rendendole pubbliche.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:06:44 UTC</pubDate>
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         <title>Sex-tortion</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161514027</link>
         <description><![CDATA[<div>Spesso definita come <strong>"sextortion" </strong>o <strong>"ricatto via webcam"</strong>, la coercizione online e l'estorsione dei bambini è aumentata vertiginosamente negli ultimi anni. Si tratta di una forma di ricatto digitale in cui vengono utilizzate informazioni o immagini sessuali di bambini per estorcere materiali, favori sessuali o denaro.<br>In un <a href="https://www.europol.europa.eu/publications-documents/online-sexual-coercion-and-extortion-form-of-crime-affecting-children-law-enforcement-perspective">rapporto pubblicato da Europol</a> , viene rivelato che vengono prese di mira vittime di appena sette anni. <br>Quando il trasgressore si rivolge ad un minore ha due motivazioni principali:<br>- Un interesse sessuale nei bambini, dove l'obiettivo dello scambio estorsivo è l'acquisto di materiale sessuale (foto e / o video che ritraggono il bambino) o di un incontro sessuale non in linea;<br>- Un interesse economico, dove l'obiettivo è quello di guadagnare finanziariamente dall’estorsione.<br>Il concetto di sextortion descrive un metodo di estorsione utilizzato da criminali per ricattare una persona sulla base di immagini o filmati che mostrano la vittima mentre compie atti sessuali (masturbazione) e/o nuda. <br><strong>Il termine «sextortion» </strong>è un composto dei termini inglesi «sex» ed «extortion» (estorsione). Le vittime ricevono tramite le reti sociali (per es. su Facebook o su una piattaforma di appuntamenti) un invito o una richiesta di amicizia da parte di un’attraente sconosciuta o di un attraente sconosciuto. Dopo aver accettato l’invito o la richiesta, questa persona prende contatto con la vittima presa di mira e la coinvolge in una conversazione. Successivamente propone di passare a una videochat (per es. in Skype). A quel punto, il criminale convince la vittima a spogliarsi, masturbarsi, danzare nuda o assumere pose indecenti. Tutte le azioni compiute durante la videochat vengono segretamente registrate.&nbsp;<br>In seguito, la vittima viene contattata da ricattatori che la esortano a pagare una somma di denaro.&nbsp;<br>I malintenzionati minacciano di pubblicare le immagini su YouTube indicando il suo nome, di inviare il materiale sensibile via e-mail a parenti, amici o al datore di lavoro oppure di pubblicare il link su Facebook.<br><br></div><div>Sfortunatamente, al momento, nel nostro Paese <strong>non esiste una legge che sia stata pensata proprio per punire i reati di sex tortion</strong>.<br>Esiste però l’<a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-iii/art612ter.html">articolo 612-ter del Codice Penale</a>, che risale al 2019 ed è stato introdotto nel tentativo di bloccare e punire gli atti legati al revenge porn.<br>L’art. 612-ter, infatti, si riferisce ai <em>reati legati alla diffusione di contenuti sessualmente espliciti</em> senza aver precedentemente ottenuto il consenso della vittima.<br>Tuttavia,<strong> questo articolo del Codice penale, da solo, spesso non è sufficiente</strong> per i casi di sex tortion. Non tiene infatti conto di tutte le implicazioni che il sextortion ha nella vittima.</div><div>Per questa ragione,<strong> al criminale vengono spesso contestati in concorso anche altri reati.</strong><br>Prima di tutto,<strong> quello di estorsione</strong>, che viene normato dall’<a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xiii/capo-i/art629.html">Articolo 629</a> del già citato Codice penale. <br>Questo articolo prevede sia una multa, che può raggiungere i 4.000 euro, che una pena detentiva fino ad un massimo di dieci anni.<br>Al criminale che commette sex tortion, poi, <strong>potrebbero anche essere contestate le minacce</strong> (secondo l’<a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-iii/art612.html">Art. 612 c.p.</a>) e <strong>la violenza privata</strong> (secondo l’<a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-iii/art610.html">Art. 610 c.p.</a>).</div><div><strong>In alcuni casi</strong>, infine, il sex tortion <strong>viene considerato a tutti gli effetti una violenza sessuale</strong>.<br>Come abbiamo visto, infatti, in alcuni casi il criminale non richiede alla vittima ricattata dei soldi o altri oggetti di valore, ma prestazioni sessuali o altre immagini compromettenti.<br>In questo particolare caso, al criminale potrebbe essere contestata la violenza sessuale, tentata o reale, <em>in quanto ha cercato di ottenere appagamento sessuale minacciando la vittima.</em><br>Anche qualora non vi sia stato un vero contatto fisico reale con la vittima, in questa specifica situazione si applica al caso di sex tortion <a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-ii/art609bis.html">l’articolo 609-bis del Codice penale</a>, che è quello che si occupa dei reati di violenza sessuale.<br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:06:54 UTC</pubDate>
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         <title>Revenge Porn (612-ter codice penale)</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2161514302</link>
         <description><![CDATA[<div>Il revenge porn o <strong>vendetta porno</strong> è un fenomeno sempre più diffuso che <strong>consiste nella pubblicazione, senza consenso, di foto intime ai danni di chi le ha inviate</strong>, credendo erroneamente che sarebbero rimaste private.</div><div>Le conseguenze di questo fenomeno non portano solamente alla <strong>distruzione psicologica della persona</strong> ritratta nelle foto, ma anche sociale. A volte porta anche a compiere atti estremi come il <strong>suicidio</strong>.<br><br></div><div>In un mese Facebook ha dovuto analizzare 51.300 casi di possibile revenge porn o oltre 2.000 casi di possibile estorsione sessuale, ciò ha portato alla disabilitazione di 14.000 account ed è stato riscontrato che 33 casi hanno come soggetto di vendetta bambini.</div><div>Inizialmente questo fenomeno non era molto tutelato, infatti in Italia fino a poco tempo fa non esisteva una legge specifica contro questo crimine, ma nel luglio scorso è stata applicata ad Imperia per la prima volta la <strong>legge 71/2017</strong> (consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale) sulla <strong>prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, nei confronti di un 15enne</strong>. Uno dei punti salenti della legge è l’ammonimento che prevede che i cyberbulli, accompagnati da almeno un genitore, potranno essere convocati e ammoniti dal Questore con l’intento di renderli consapevoli delle loro azioni aggressive e della gravità di certi episodi, nella logica di educare e responsabilizzare anche coloro che solo inconsapevolmente si rendono attori di comportamenti penalmente perseguibili. Il provvedimento è nato in seguito all’istanza presentata dal padre di una ragazza che aveva ricevuto sul suo smartphone una foto che la ritraeva in un momento di intimità. L’immagine le era stata inviata dall’ex fidanzato, al termine della loro relazione, molto probabilmente con l’intento di minacciarla di divulgare in rete la foto, per vendicarsi della fine del loro rapporto.<br><br></div><div>Non è certamente la fine o la soluzione definitiva, ma è ugualmente un grande passo avanti se si pensa che prima di luglio non c’era nessuna legge specifica che proteggesse le vittime dei casi di revenge porn. In un mondo dove i reati sessuali e reati informatici si fondono a formarne di nuovi serviranno sicuramente leggi nuove e tempestive per porre rimedio a questi crimini.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 04:07:14 UTC</pubDate>
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         <title>0/Slides di accompagnamento</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2162929361</link>
         <description><![CDATA[<div>La visione del corso</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 16:16:40 UTC</pubDate>
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         <title>Pedopornografia online</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2162941331</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La pedopornografia è un reato</strong> che consiste nel produrre, divulgare, diffondere e pubblicizzare, anche per via telematica, immagini o video ritraenti bambini, bambine e adolescenti coinvolti in comportamenti sessualmente espliciti, reali o simulati (ad es. immagini realistiche, esito di manipolazioni grafiche) e qualsiasi rappresentazione degli organi sessuali di <strong>persone minorenni </strong>a fini soprattutto sessuali.&nbsp;</div><div><br>Quando parliamo di <strong>pedofilia on-line</strong> oggi ci riferiamo ad un <strong>fenomeno</strong> che è <strong>nato contestualmente alla diffusione di internet</strong> e che prevede l’uso del computer e di altri supporti tecnologici analoghi per attività connesse ad interessi pedofili.<br>Il fenomeno si è modificato negli anni, seguendo lo sviluppo dell’informatica e della tecnologia.<br>Presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, la <strong>legge n.38/2006, ha istituito il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online</strong>, quale organo del Ministero dell’Interno deputato a coordinare le attività investigative, quelle di prevenzione e contrasto al fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori su internet, nonché punto di contatto nazionale per la banca dati delle immagini pedopornografiche I.C.S.E. (International child sexual exploitation) di Interpol.<br>La legge nr.38 del 6 febbraio 2006 affida al "<strong>Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia sulla rete Internet</strong>" la lotta a questo odioso crimine.<br>Il Centro è la risposta della Polizia di Stato ai criminali che usano la rete per delinquere senza frontiere nei confronti dei minori.<br>E' istituito presso il Servizio Polizia postale e delle Comunicazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e si occupa di prevenzione e repressione di questi reati.<br>L'<strong>obiettivo primario è la difesa dei ragazzi in Internet</strong>, attraverso servizi di monitoraggio per la ricerca di spazi virtuali clandestini dove si offrono immagini e filmati di minori abusati per un turpe commercio online. Più in generale il monitoraggio continuo focalizza l'attenzione sulla scoperta di siti e dinamiche che possano rappresentare fonte di pericolo nella navigazione dei più giovani.<br>Recentemente il Centro ha incluso tra le sue attività anche nuove forme di abuso ai minori in rete come il cyberbullismo, i fenomeni di autolesionismo, le dipendenze online.<br>Il supporto psicocriminologico dell’Unità di Analisi dei Crimini Informatici, un’equipe di psicologi della Polizia di Stato specializzati in cybercrime, integra le attività attraverso un approccio multidisciplinare orientato a massimizzare in particolare la protezione delle vittime. <br><strong>La pedofilia online rappresenta soprattutto una gamma di delitti tra i più efferati che si inquadrano nell’ambito della criminalità transnazionale</strong> e, pertanto, la relativa terminologia che la definisce ha subito nel corso del tempo continui aggiornamenti ad opera di esperti in tavoli di lavoro internazionali a livello interdisciplinare.<br><strong>Le varie categorie dei fenomeni rientranti nella pedofilia online si rifanno a due principali filoni, quello relativo ai contenuti delle immagini e quello relativo ai contatti intercorsi tra vittima ed abusante</strong>.<br><br></div><div><strong>Le vulnerabilità dell’infanzia e dell’adolescenza ed il ruolo della Rete&nbsp;</strong></div><div>La protezione dei minori passa anche dalla Rete, attraverso le attività di monitoraggio operato dalle Forze dell’Ordine di tutto il mondo, sui diversi luoghi virtuali che possono celare spazi importanti nella vita dei più giovani, ove gli stessi incontrano altri internauti, siano essi coetanei o adulti.<br><strong>I socialnetwork rappresentano da circa 15 anni la naturale forma di aggregazione mediatica dei ragazzi e ne accolgono le istanze più disparate; talvolta veri e propri diari mediatici a cui confessare ciò che non avrebbero il coraggio di dichiarare ai propri familiari ed amici e, purtroppo, terreni facili per la messa in atto di pratiche di manipolazione</strong>.<br>L’orientamento delle investigazioni si è avvalso da sempre del sostegno e della conoscenza dei fenomeni di rischio da parte delle ONG, nonché della collaborazione dei gestori dei servizi web più proattivi verso le Istituzioni e, per converso, la conoscenza delle realtà criminose acquisita via via nel corso delle investigazioni di settore ha consentito di avanzare il fronte più ampio della prevenzione a livello interistituzionale per cercare di far fronte a qualsiasi fenomeno emergente di rischio e di pericolo per le vittime minori.<br>Nuovi luoghi virtuali ospitano attualmente profili criminali di altissimo livello, quali in particolare l’uso sempre più frequente e diffuso dei servizi di anonimato e crittografia a scopi illegali e criminali, soprattutto attraverso le Reti Darknet, che impongono nuove difficoltà nelle indagini per l’individuazione e il perseguimento dei responsabili.<br>Sulle Darknet è disponibile anche un numero sempre maggiore di forum, accessibile anche dagli utenti meno esperti di tecnologia, che favoriscono lo scambio di informazioni utili alla commissione di attività delittuose ed alla amplificazione di pratiche manipolatorie.<br>Non si può trascurare neppure il continuo uso illegittimo dei social network e di altre piattaforme sulla rete di superficie, da parte degli autori di reato, con modalità subdole e innovative, finalizzate ad intrattenere e pianificare attività illecite.<br>L’investigazione ha raccolto le attuali sfide tecnologiche con le quali è in atto un confronto quotidiano al servizio della protezione dei cittadini ed in particolare delle fasce più vulnerabili quali i minori.<br>La ricerca e l’analisi sempre più sofisticata delle tracce informatiche, che si avvale della cooperazione internazionale di Polizia attraverso le Agenzie Europol ed Interpol, oltre a consentire l’individuazione dei responsabili di reato, può soccorrere altresì nella geolocalizzazione delle vittime.<br> <br>Nel corso del <strong>2021</strong> sono stati <strong>5.316 i casi di pedopornografia trattati dalla Polizia Postale</strong>, con un incremento del 47% rispetto all’anno precedente (3.243). In crescita anche il numero dei minori approcciati sul web dagli adulti abusanti, pari a 531, in maggioranza con un’età inferiore ai 13 anni (338 minori, quasi il 64% di cui 306 nella fascia 10-13 anni), ma crescono pure i casi di adescamento online dei bambini nella fascia 0 - 9 anni (32 casi).</div><div>Questi i dati che rappresentano purtroppo solo la punta dell’iceberg di un fenomeno sommerso, che fatica a venire alla luce. I pedofili o groomer (adulti adescatori interessati a minori), che sfruttano la rete e i suoi servizi per cercare di entrare in contatto con bambini e bambine, ragazzi e ragazze sono stati 208, pari al 15% del numero complessivo degli indagati per lo scambio di materiale pedopornografico (1.421 adulti). Questa percentuale corrisponde ad adulti con una capacità criminale e un modus operandi complessi, basati su una conoscenza approfondita dei linguaggi, delle abitudini d’uso e delle fragilità proprie delle vittime, tale da poter consentire loro di entrare in contatto, condurre l’interazione diretta e governare i rapporti sul web con le bambine, i bambini e gli adolescenti.<br><br></div><div><a href="https://www.commissariatodips.it/approfondimenti/pedofilia-online/pedofilia-on-line-che-cose/index.html">https://www.commissariatodips.it/approfondimenti/pedofilia-online/pedofilia-on-line-che-cose/index.html</a><br><br><a href="https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/polizia-di-stato-e-save-the-children-insieme-per-il-contrasto-alla-pedopornografia/index.html">https://www.commissariatodips.it/notizie/articolo/polizia-di-stato-e-save-the-children-insieme-per-il-contrasto-alla-pedopornografia/index.html</a><br><br><a href="https://azzurro.it/press/telefono-azzurro-in-aumento-gli-abusi-in-rete-verso-i-minori-la-loro-sicurezza-online-e-una-priorita-su-base-mondiale/">https://azzurro.it/press/telefono-azzurro-in-aumento-gli-abusi-in-rete-verso-i-minori-la-loro-sicurezza-online-e-una-priorita-su-base-mondiale/</a><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-28 16:23:02 UTC</pubDate>
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         <title>01/ Slides di accompagnamento</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2171437192</link>
         <description><![CDATA[<div>Il sè ed il fake</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 13:36:30 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>03/ Slides di accompagnamento</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2171667915</link>
         <description><![CDATA[<div>[Auto] esposizione dell'intimità</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 15:52:49 UTC</pubDate>
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         <title>Modello/ Terapia Ricostruttiva Interpersonale</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
         <link>https://padlet.com/dongiova_fasoli/mobtdh6tqjnq/wish/2189526580</link>
         <description><![CDATA[<div>FONTE - LIBRO https://www.ibs.it/terapia-ricostruttiva-interpersonale-promuovere-cambiamento-libro-lorna-s-benjamin/e/9788821305610?lgw_code=1122-B9788821305610&amp;gclid=Cj0KCQjwspKUBhCvARIsAB2IYuuNb8GdKJv-090Dzsif3PPZYMtTAYrnqKd8pDO4vMSj7LqD2tMi9CIaAjIFEALw_wcB</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-18 13:45:32 UTC</pubDate>
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         <title>02/ Slides di accompagnamento</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>04/ Slides di accompagnamento</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Cyber-security</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Legge sul Cyber-bullismo</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Esposizione - Conoscenze - Rielaborazione</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Lavoro di gruppo</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Foto Maneggio 18 maggio 2023</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Grafici di feedback modulo auto-somministrato IAA</title>
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         <title>Speech su Frames</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Slides</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Psico-dinamica del bullismo e cyber-bullismo</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>CONSEGNA per il LIBRO DI ESAME</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <description><![CDATA[<p>A partire da una situazione, un argomento, un caso da te scelto, delinea la relazione e l’oltrepassamento tra un approccio educativo-preventivo e un approccio psico-educativo (clinico-giuridico)</p>]]></description>
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      <item>
         <title>14,30-18,30  16 aprile</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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      <item>
         <title>14,30-18,30  16 aprile</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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      <item>
         <title>14,30-16,00 CyberCrime 23 aprile [prime 2 Fasoli poi 3 Berti]</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title> 7 maggio 14,30-17,45  CyberCrime  [solo Fasoli] </title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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      <item>
         <title>14,30-18,30  8 aprile</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>14,30-18,30  8 aprile</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Esplorazione del bisogno</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Focalizzazione sul &quot;Sé&quot;</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Applicazione del modello</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>Laboratorio del sè</title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <pubDate>2026-04-16 14:01:20 UTC</pubDate>
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         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <description><![CDATA[<p>1) Chi ha sbagliato se c'è uno sbaglio</p><p>2) In cosa consiste o perché non lo è</p><p>3) Come potevamo non arrivare qui (prevenzione)</p><p>4) Su cosa lavorare dal punto di vista clinico (scegliere un modello)</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-23 09:22:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <pubDate>2026-05-20 21:05:48 UTC</pubDate>
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         <title>Lode</title>
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         <pubDate>2026-05-20 21:07:57 UTC</pubDate>
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         <author>dongiova_fasoli</author>
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         <title>PodCast</title>
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