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      <title>Di_speriamo 2.0 by STEFANO Didonè</title>
      <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-01-11 20:24:02 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>+&quot;schiacciare l&#39;interiorità&quot;[p.97]--&gt; &#39;riduzione&#39; dell&#39;individuo:</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3318765712</link>
         <description><![CDATA[<p>sapere di essere osservati uccide la reale spontaneità della persona, i suoi veri desideri, le sue pulsioni... è un obiettivo!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 16:12:38 UTC</pubDate>
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         <title>+&quot;abitare il chiaroscuro&quot; [p.99]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3318774089</link>
         <description><![CDATA[<p>poter abitare il chiaroscuro, l'indefinito, la 'zona di confine', è necessario a crescere, e al divenire responsabili: attraverso gli errori affiniamo la capacità di scegliere! ma è molto più facile essere "guidati" -anche inconsciamente- dal controllo totale esterno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 16:18:17 UTC</pubDate>
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         <title>+&quot;interiorità non trasparente&quot; [p.102]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3318779928</link>
         <description><![CDATA[<p>'non è mai completamente rappresentabile, visibile'; 'la molteplicità complessa di elementi non è mai totalmente conoscibile'.</p><p><br></p><p>cfr. "studio di funzione"</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 16:22:16 UTC</pubDate>
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         <title>+&quot;non sapere è strutturale&quot;/&quot;mostruosità&quot; [p.103]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3318789733</link>
         <description><![CDATA[<p>'il non sapere è strutturale', e fonte di ogni sapere e conoscenza possibili... se l'uomo imparasse a non pretendere di sapere tutto!!!</p><p><br></p><p>'siamo in difficoltà ad accettare la mostruosità (ciò che è diverso di noi, non conoscibile, non rappresentabile, NON PADRONEGGIABILE'</p><p><br></p><p>se l'uomo imparasse a non pretendere di conoscere tutto (penso anche alla ricerca del colpevole di alcuni casi di cronaca e alla morbosità con cui sono stati seguiti tale ricerca e poi giudizio)</p><p><br></p><p>cfr. "albero della conoscenza del bene e del male"</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 16:27:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>+&quot;il futuro è dimensione del presente&quot; [p.129]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3318958880</link>
         <description><![CDATA[<p>'il futuro non esiste in sé, come blocco di ciò che sarà, ma è DIMENSIONE DEL PRESENTE, a cui partecipa'</p><p><br></p><p>'capacità di assumere il presente situazionale'--&gt; mi fa pensare a quanto spesso le persone siano indaffarate a programmare dettagliatamente il futuro e contemporaneamente in difficoltà a gestire l'inaspettato nel presente!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 18:38:48 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>+&quot;sicurezza in cambio di libertà&quot; [p.137-138]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3318966956</link>
         <description><![CDATA[<p>'la minaccia provoca insicurezza", "l'insicurezza amplifica e giustifica l'urgenza"... storia recente, ma anche presente. Penso che il potere sia costantemente con questa leva in mano, costantemente a fornire sicurezza in cambio di libertà, a propinare la riduzione delle negatività del mondo per mezzo del controllo (cfr. pp.98-99)</p><p><br></p><p>E ancora: 'quando ci si sente insicuri viene quasi spontaneo affidarsi ad una norma, ad una legge, ad un codice di condotta imposto dall'esterno... EVITARE DI ASSUMERE LE SFIDE (RESPONSABILITÀ) che si presentano! </p><p>--&gt; ok, ma l'intelletto individuale che fine fa se deleghiamo anche queste scelte?</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 18:46:10 UTC</pubDate>
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         <title>-&quot;unità razionali&quot; [p.104]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319102361</link>
         <description><![CDATA[<p>Si dice che l'umanità è pensata come insieme di individui autonomi e 'razionali', concezione da superare secondo gli autori. </p><p>Ma non necessariamente sono ritenuti razionali: proprio il riconoscimento dell'individualità accoglie e acconsente la non razionalità (secondo che criteri?) di taluni!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 21:01:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>-&quot;nessuno a capo&quot; [p.105]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319118066</link>
         <description><![CDATA[<p>Si sostiene che se si identifica l'umano come 'piega di un tessuto composto di numerosi fili' (e non come individuo), "nessun elemento si trova 'a capo' della molteplicità non gerarchizzabile"</p><p><br></p><p>Tutt'altro: è proprio rispettando l'individualità del singolo che diviene inammissibile un  'capo', un potere di uno, pochi, molti - o addirittura della maggioranza ( es. democrazia) - su altri.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 21:19:22 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>-&quot;crisi e distruzione&quot;/&quot;individuo&quot; [p.105]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319132674</link>
         <description><![CDATA[<p>Riporto:</p><p>"l'astrazione che fa degli uomini una serie d'individui autonomi HA PRODOTTO LO SCENARIO ATTUALE DI CRISI E DISTRUZIONE, ha DIMOSTRATO LA SUA NON VIVIBILITÀ a un livello oggettivo e materiale".</p><p><br/></p><p>Si accettano dimostrazioni di queste personali ipotesi!</p><p><br/></p><p>Ma ancor prima: siamo così sicuri che lo scenario attuale sia di crisi e distruzione? </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 21:38:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>-&quot;cambiamento&quot; [p.121]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319155812</link>
         <description><![CDATA[<p>"Il cambiamento è da un livello di costruzione a un altro, non da una bugia a una verità".</p><p><br/></p><p>Non sempre direi! esempi? le scoperte scientifiche, gli eventi naturali...</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 22:10:30 UTC</pubDate>
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         <title>-preconcetti e... &quot;bisogna/dobbiamo&quot;[p.122, 123]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319166686</link>
         <description><![CDATA[<p>"vivere significa 'vivere in grande', non nella piccolezza della propria vita personale, significa [...] PARTECIPARE AL DESIDERIO DI LIBERTÀ E GIUSTIZIA"--&gt;Quindi tutti desideriamo libertà e giustizia (non direi) o tutti dovremmo desiderarle?</p><p>"dobbiamo fare tesoro", "bisogna chiedersi"...</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 22:27:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>- &quot;Capitalismo&quot; [p.127]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319174768</link>
         <description><![CDATA[<p>"Il capitalismo è il sistema di produzione in cui viviamo".</p><p>FALSO... altrimenti il settore pubblico dell'economia non assorbirebbe il 60% dei redditi dei privati!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 22:40:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>-&quot;sobrietà&quot; e &quot;privazioni&quot; [p.134]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319181418</link>
         <description><![CDATA[<p>"Non ci sarà abbastanza per tutti".</p><p><br></p><p>1) adesso ce n'è per tutti? e ieri?</p><p>2) auspicare la sobrietà, e le privazioni inevitabili [p.135] mi fa molto pensare alla decrescita felice teorizzata da Piketty (filosofo che si è venduto come economista).</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 22:53:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>+&quot;libertà&quot; e &quot;controllo&quot; [p.96-97]</title>
         <author>francescobarbisan</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3319191342</link>
         <description><![CDATA[<p>Libertà e controllo indistinguibili: condivido pienamente l'obiettivo di far credere il controllo come una scelta personale frutto di libertà. Non mancano persone che auspicano il controllo per una personale esigenza di sicurezza! </p><p><br></p><p>Condivido poi l'affermazione in merito all'incorporazione dello "sguardo del guardiano" (non sapendo in che momenti siamo osservati) che porta a modificare i propri comportamenti per essere "sempre impeccabili". Credo che sia una grande leva usata dal potere per orientare i comportamenti delle persone, e il controllo sarà non solo dell'organo di potere, ma anche dei suoi "delegati occulti del potere"</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 23:11:22 UTC</pubDate>
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         <title>Io sono il mio nemico(?)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3320743661</link>
         <description><![CDATA[<p>(Cfr. pag. 100)</p><p>Si parla molto di digitalizzazione e di tutte le sue conseguenze di privacy o accessibilità continua a materiali una volta irraggiungibili se non fisicamente (es.: registro scolastico).</p><p><strong>Digitalizzare </strong>fa parte del progresso, è una sua parte fondamentale, è anche una soddisfazione dell'uomo: ricerca e realizzazione di alcuni suoi desideri.</p><p>Diverso è <strong>costringere </strong>ad utilizzare una tecnologia, perché è l'unica sul mercato, perché svolge il suo compito meglio di altre (<strong>FUNZIONA!</strong>).</p><p>Siamo stati indotti a fidarci di chi offre la tecnologia migliore, spesso solo perché ha una migliore pubblicità.</p><p>Allora affidiamo i nostri dati e, così facendo, li mettiamo <strong>in cassaforte anche da noi stessi</strong>, dimenticandoci della loro esistenza a volte.</p><p>I nostri dati li postiamo, accettiamo i "<em>cookies</em>" inconsapevolmente, accettiamo che altri salvino i loro dati nei nostri dispositivi e non sappiamo cosa lo sviluppatore ha scritto dietro.</p><p><strong>L'algoritmo non è mai neutro: dipende! </strong>Alcune funzionalità devono essere obiettive, devono avere performance elevate e di certo questo non può derivare da ragionamenti soggettivi.</p><p>Tutto il resto, l'ormai mal discussa AI, deriva da ciò che l'uomo ha lasciato nel corso degli ultimi anni digitali, non c'è nulla di nuovo, solo tanta statistica e matematica.</p><p>Se non vogliamo che la tecnologia ci invada, combattiamo contro noi stessi perché forse siamo noi i nostri nemici.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-08 10:16:08 UTC</pubDate>
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         <title>Machine unlearning... disimpariamo?</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3320745743</link>
         <description><![CDATA[<p>(Cfr. pag. 108-117)</p><p>"<em>Spersonalizzazione</em>", "<em>desoggettivazione</em>", "<em>multidimensionalità</em>", "<em>decostruire</em>" sono tutti vocaboli che in qualche modo sembrano <strong>spezzare </strong>la nostra persona in quanto individuo.</p><p>Ma... siamo fatti di relazioni e di esperienze e sono proprio queste "parti" che ci compongono.</p><p>Rimane comunque importante non dimenticare o non lasciare soffocare la nostra identità che si è formata e si sta formando continuamente. </p><p>Da una costruzione/relazione si passa ad un'altra e sarà sempre così: <strong>perdersi per poi ritrovarsi</strong>.</p><p>Il ritrovarsi, per essere concretizzato, credo presupponga il raggiungimento di un obiettivo, una scelta di vita "ideale" per noi in un determinato momento della nostra vita.</p><p>Forse non è il termine adatto ma qual è il nostro paragone, il nostro esempio di <strong>testimonianza "viva tra i viventi"</strong> al quale vogliamo ritrovarci in esso?</p><p>"<em>Mostraci il Padre e ci basta</em>" (vedi Gv 14, 1-12) è una frase dei discepoli che denota scarsa volontà di perseverare, rompersi per accontentarsi di qualcosa che in realtà è fuori misura.</p><p>Gesù sta annunciando la Resurrezione, la sua volontà di tornare addirittura da noi e prenderci con lui dopo averci preparato un posto.</p><p>Siamo pervasi in ogni nostra azione da realtà modificate, chiamiamole "<em>aumentate</em>" o "<em>virtuali</em>", molto spesso il nostro tramite con le altre persone sono i dati digitali, ma non viviano in un <strong>metaverso</strong>.</p><p>Le nostre azioni, alla fine, sono reali, toccano la pelle delle altre persone, ci graffiamo negli scontri quotidiani.</p><p>Non dimentichiamoci, come i discepoli che in quel momento non capiscono, fanno fatica a credere ad un compimento grande che avverrà, di ciò che abbiamo appreso nel tempo perché servirà per costruirci la strada, la nostra strada.</p><p>Da qualche tempo si sta studiando il "<strong>machine unlearning</strong>", una tecnica tramite la quale si cerca di rimuovere determinati dati da un modello addestrato in modo efficiente, efficace e, soprattutto, senza la necessità di realizzare un nuovo addestramento.</p><p>Questo per garantire la conformità alla privacy dei dati di training, la gestione dinamica dei dati, l'inclusione non autorizzata di dati tutelati dalla proprietà intellettuale o altre forme di tutela e, infine, l'uso di dati provenienti da data breach.</p><p>Tutto ciò può essere valido per le macchine, per migliorarne l'utilizzo, garantire una certa sicurezza e salvaguardia dei propri dati.</p><p><em>Ma siamo sicuri che ciò che si studia sulle macchine poi non venga trasmessa anche all'uomo? Dovrebbe forse essere il contrario?</em></p><p>"<strong>Avvia il ragionamento</strong>", "<strong>Non riesco a...</strong>" o "<strong>Parla per me</strong>" (rispettivamente <em>ChatGPT </em>e lo stesso <em>Padlet</em>, di cui allego gli screen), quanto ci fa disimparare?</p><p>Fuggiamo dalla poca voglia di metterci in gioco, rivalutiamo l'esistenza e l'impegno.</p><p>"<em>Se tutto cambia, niente cambia, perchè il cambiamento esiste e si può misurare soltanto rispetto a ciò che rimane</em>".</p><p><br></p><p><strong>P.S.:</strong> se volete un riassunto e fare domande sul testo letto senza sbatti e con l'AI, cliccate qui 😁: <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://notebooklm.google.com/notebook/4b9f9c4e-2411-4603-862a-0108684d9446?_gl=1*1xmjgmd*_ga*OTc3NDg1Njg2LjE3MzczNjIyODE.*_ga_W0LDH41ZCB*MTczOTAwMDMwNC41LjEuMTczOTAwMDMwNC4wLjAuMA..&amp;original_referer=https:%2F%2Fnotebooklm.google%23&amp;authuser=1">https://notebooklm.google.com/notebook/4b9f9c4e-2411-4603-862a-0108684d9446?_gl=1*1xmjgmd*_ga*OTc3NDg1Njg2LjE3MzczNjIyODE.*_ga_W0LDH41ZCB*MTczOTAwMDMwNC41LjEuMTczOTAwMDMwNC4wLjAuMA..&amp;original_referer=https:%2F%2Fnotebooklm.google%23&amp;authuser=1</a></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-08 10:20:57 UTC</pubDate>
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         <title>Un Dio che gode della nostra gioia</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Cito e riassumo un prete dell'agordino: </p><blockquote><p>"<em>Il vino è quello che serve, un </em><strong><em>brio</em></strong><em>. Ma siamo davvero disposti ad alzarci se succede qualcosa?</em></p><p><em>"</em><strong><em>Fate quello che dice lui</em></strong><em>"... anche il Papa ha sollecitato diverse volte per avviare il Sinodo ma nessuno lo ha ascoltato a dovere, molti hanno fatto orecchie da mercante.</em></p><p><em>Forse perché la verità era scomoda? Dava uno scossone troppo forte? Cosa andavano a perdere i "vertici" della Chiesa?</em></p><p><em>Tutto ciò è durato fino ad un certo momento. Con fatica, dopo diverse ammonizioni, qualcuno si è attivato ed il Sinodo è partito.</em></p><p><em>A volte è necessario attivarci su ciò che di sano propongono gli altri e non evitare di agire perché lo dice qualcuno che non ci comoda... </em><strong><em>agiamo perché è Vangelo</em></strong><em>!</em>"</p></blockquote><p><br/></p><p>L'amore felice, tra uomini e Dio, è sempre minacciato. Dio gode della nostra gioia e se ne prende cura.</p><p>Cavalchiamo quel <strong>trascinamento d'amore</strong> che ci porta ad una <strong>sobrietà condivisa</strong>.</p><p>Affetto o ragionamento?</p><p>Sentire o sapere?</p><p>"<em>Da affetti inesorabili partono gesti che preparano il futuro</em>".</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-08 10:23:11 UTC</pubDate>
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         <title>Speranza e vastità: c&#39;è un percorso da affrontare</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>"Con me, la meraviglia della prima volta"</strong></p><p>Vivere la vastità, il desiderio, non accontentarsi delle briciole di utile.</p><p>Andare oltre la nostra stessa vita, evitando la trappola dell'utilità ma perdersi nella vita anche senza trovarle non senso, coltivare l'apparente inutilità, avere uno sguardo vasto sull'universo che diventa diverso se respiro vastità. <strong>Recuperare l'inutilità come valore</strong>, frequentare di più il desiderio che la sua realizzazione perché troppo spesso ci perdiamo il meglio di tutto questo: il viaggio, l'attesa, il sogno, la strada.</p><p><em>Quello che io sogno divento, quello in cui credo invento!</em></p><p><br/></p><p><strong>"Con gli altri, un equilibrio sopra la follia"</strong></p><p>Esiste una <strong>tensione evolutiva</strong> in continuo mutamento: nella relazioni c'è bisogno di un continuo assestamento per goderle anche dentro le tempeste e i terremoti che di certo arrivano.</p><p>A volte serve prendere il largo per incontrare gli altri, solo se siamo disposti ad accettare che le relazioni siano in continuo mutamento potremmo godere della forza della vastità, una fedeltà in continuo equilibrio, non come qualcosa di fisso e immutabile.</p><p>Serve quindi la capacità di <strong>perdersi e di ritrovarsi continuamente</strong>: tempi di banalità, chiacchiere da bar, silenzi imbarazzanti ed interminabili, occhi sempre sugli schermi, evitando accuratamente di scendere dentro la vita e di allargare lo sguardo sulla straordinarietà di essa e confrontarsi, parlare, condividere quello che conta davvero.</p><p>Una sola regola è fondamentale: girare alla larga! Allontaniamoci da chi inquina il nostro cuore, da chi vuole relazioni basse, frequentiamo piuttosto amici e amori dalle larghe vedute e dai pensieri intelligenti e aperti, frequentiamo chi è disposto sempre a costruire e a reinventarsi.<strong> Non accontentiamoci delle briciole d'amore</strong>: impariamo l'arte della potatura per far nascere la vastità tra noi.</p><p><br/></p><p><strong>"Con (D)io, fuori misura"</strong></p><p>"<em>Si direbbe che ciò che lo tormenta è nulla rispetto a ciò che egli spera. Che la morte è nulla più di un vento di sabbia. Che vivere è come il suo cammino: senza fine.</em>"</p><p><br/></p><p>A volte usciamo per scelta o costrizione, per desiderio o bisogno di evasione. Serve quindi sradicare i paletti, confrontarci con ciò che è più vasto di noi, <strong>fuori misura</strong>!</p><p>C'è uno sguardo che fa uscire allo scoperto, ecco perché molti lo evitano.</p><p>E quello sguardo dona anche la forza per sopportare il peso della verità di sé stessi e insieme la capacità di rimetterci fiduciosi in cammino.</p><p>Per ciascuno di noi resta possibile decidere il nostro sguardo: in esso c'è l'inizio della tattilità. Possiamo avere uno sguardo che accarezza o uno sguardo che uccide.</p><p>Ognuno di noi con lo sguardo raggiunge l'altro, già gli parla e lo tocca.</p><p>"<strong>Esci dalla tua terra e va dove io ti condurrò</strong>" (Gn 12,1)</p><p>Dio ti conduce fuori. Qualunque sia il motivo per cui ti trovi fuori, Dio esce con te: segue il cammino, ogni cammino.</p><p>La fede, la speranza, sono esperienze di uscita, di rottura se necessario. Nessuno può possedere Dio, devo quindi confrontarmi con ciò che è fuori misura.</p><p><br/></p><p><strong>La salvezza sta nello sguardo</strong> --&gt; essere visti è principio di ogni comunicazione reale, veritiera e non fasulla. Non dimentichiamoci mai quando "abbiamo visto", quando "siamo stati visti"</p><p><br/></p><p><strong>La forza per dire sì</strong> --&gt; "<em>Una cosa sola ti manca</em>" (Mc 10,17-22) il giovane pieno di zelo è giunto alla possibilità di scegliere: non di scegliere cosa fare ma scegliere di essere e scegliere come trovare pienezza. Gesù ci offre di rischiare l'amore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-08 10:27:05 UTC</pubDate>
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         <title>Nessuno arriverà mai alla meta</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>(Cfr. pag. 131)</p><p>Nell'esodo del popolo ebraico dopo la fuga dalla schiavitù egizia, la cosa più importante non è l'arrivo alla terra promessa ma il viaggio, il cammino nel deserto.</p><p><strong>Ma nel deserto siamo davvero liberi?</strong></p><p>Come Gesù è stato tentato nella solitudine, nella prova, in quali trappole potremmo noi cadere?</p><p>Non c'è momento più sfidante di questo nel quale <strong>sostenere il desiderio</strong> e mantenere viva la fede e la speranza.</p><p><br/></p><p><em>Come si costruisce la novità se non facendo la rivoluzione?</em> Motto ripreso dal noto provider di telefonia "<em>Iliad</em>" tra l'altro...</p><p>Le rivoluzioni sono creatrici di novità ma non sempre sono pacifiche, lotte, sommosse popolari erano e sono all'ordine del giorno.</p><p><strong>Come vivere, allora, nella pace in questo periodo se vogliamo fare davvero una rivoluzione?</strong></p><p>Alla meta in ogni caso ci arriviamo se abbiamo fede nel nostro Dio e nel progetto che siamo chiamati a vivere con impegno.</p><p><br/></p><blockquote><p>"Ci sono dei momenti nei quali si resta soli con Dio e colla propria coscienza.</p><p>Allora tutto quello che si è stati affiora alla superficie, vi prende alla gola, vi stampa in fronte uno stigma indelebile, vi afferra la volontà e ve la incammina per il sentiero, che è magari aspro o tortuoso, ma che è il vostro."</p></blockquote><p><em>Alcide De Gasperi, 1934</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-08 10:53:35 UTC</pubDate>
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         <title>Antidoto alla paura è l&#39;agire, qui e ora</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3320856881</link>
         <description><![CDATA[<p>(Cfr. pag. 128)</p><p>Dal podcast <strong>Realmen </strong>💪</p><p>🎵 <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://realmen.it/podcast/episodes/season-1/4-antidoto-alla-paura-e-l-agire/">https://realmen.it/podcast/episodes/season-1/4-antidoto-alla-paura-e-l-agire/</a> 🎵</p><p><br></p><p><strong>Quando non c'è una strada, creala</strong>.</p><p>A volte siamo troppo impegnati nella programmazione, ad avere il piano perfetto, e non passiamo all'azione: a volte è meglio sbagliare piuttosto che ritardare all'infinito la programmazione.</p><p>Sognare in grande e agire in piccolo. Sono quei piccoli passi quotidiani che fanno la differenza.</p><p>Con la scusa che tu stai programmando, pensando, pensi che già stai agendo, ma non è così.</p><p>Pensare ti fa stimare quali potrebbero essere le difficoltà e come superarle.</p><p>L'esperienza proprio dell'agire ti da' l'opportunità per capire quali sono i problemi e poi come risolverli... "<strong>learn by doing</strong>".</p><p>Più ne sai di una cosa e più ti terrorizza, più sai quanti problemi potrebbero emergere e quanti casi complicati potresti non saper gestire.</p><p>Serve saper trovare l'equilibrio con l'esperienza propria e altrui, sempre se lo vogliamo.</p><p>La curva di apprendimento delle difficoltà è esponenziale nel senso che le grandi difficoltà le apprendi tutte subito, poi arriva un affinamento.</p><p>Hai una crescita di apprendimento molto veloce che copra l'80% delle cose che potrebbero accadere. Il restante 20% lo impari in una vita.</p><p>Valuta le tue forze, valuta il tuo nemico e informati, soprattutto sull'esperienza degli altri, vedi ciò che funziona e scarta ciò che non funziona.</p><p>Tutto il resto viene cammin facendo.</p><p>Imparare a stare davanti al fallimento è una delle armi vincenti per qualsiasi strada tu abbia intenzione di percorrere.</p><p>Server mettere in conto il "NO" di un'altra persona però mi apro a questa possibilità e apprendo un nuovo modo di vivere.</p><p>Anni fa si sentiva "<em>Andrà tutto bene</em>"... non è andato tutto bene. Era una frase da sciocchi e impreparati.</p><p>L'esito di una battaglia è sempre incerto però ti puoi preparare alla sconfitta come alla vittoria.</p><p>Ogni azione, alla fine, va sempre valutata per i <strong>frutti </strong>che porta, che sono più profondi dei risultati.</p><p>Il risultato è qualcosa di immediato, il frutto invece arriva se te ne prendi cura, ci vuole tempo.</p><p>Non adattiamoci in maniera scontata e passiva al contesto della nostra vita, non diventiamo <strong>schiavi volontari</strong> di ciò che possiamo evitare con l'agire.</p><p><br></p><p><em>Chi ha più palle di te non è perché fa uno sforzo personale maggiore ma perché ha una consapevolezza più profonda di chi è</em>.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://realmen.it/podcast/episodes/season-1/4-antidoto-alla-paura-e-l-agire/" />
         <pubDate>2025-02-08 14:35:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3320856881</guid>
      </item>
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         <title>Panopticon... [96-103]</title>
         <author>marygardellini</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3320928804</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><em>Panopticon... Scelto o imposto?</em></strong></p><p><br/></p><p>Nel mondo dei big data e del tanto citato <em>"algoritmo"</em> (come se una sola parola potesse racchiudere un sistema di dinamiche vasto e complesso), è ormai assodato il fatto che i nostri dati possono finire nelle mani di altri. Dunque, è fondamentale lavorare nella <strong>consapevolezza </strong>dell'essere continuamente <em>esposti</em>. <strong>Le sbarre </strong>alle finestre, quindi, <strong>le mettiamo noi stessi </strong>nel momento in cui <strong>scegliamo </strong>consapevolmente di finire<strong> imprigionati da qualcosa che non comprendiamo.</strong> Una presa di coscienza è essenziale per restituire la libera scelta ai singoli.</p><p><br/></p><p><strong><em>Interiorità vs esteriorità</em></strong></p><p><br/></p><p>Perché sentirsi necessariamente schiacciati? Piuttosto: come convive la tua realtà con la tua <strong>interiorità</strong>?</p><p>E ancora: perché, se ci si sente osservati, si dovrebbe mutare il proprio comportamento mostrandosi <em>"come si deve" (secondo chi, poi?)</em>? Anzi, mi verrebbe da dire che spesso avviene l'opposto, specialmente per chi alimenta le proprie manie di protagonismo.</p><p>Anche qui, la<strong> presa di coscienza</strong> del mondo in cui viviamo è essenziale.<strong> Volersi opporre a tutti i costi è un grave rifiuto all'apprendimento della realtà. </strong>Il rischio è di incatenarsi a un passato che non esiste più e di soffocare in un presente che si percepisce come inadeguato.</p><p><br/></p><p>Sorvoliamo sul fatto che, in tutto ciò, secondo gli autori, i <em>giovani</em> siano i primi a dimostrarsi deboli e fallaci nella gestione di queste dinamiche (<strong>assurdo</strong>, si tratta proprio di nativi digitali che comprendono molto bene cosa cambia tra online e offline)... si vedano i report in cui emerge che il <strong>cyberbullismo </strong>è molto più frequente negli <strong>over 45,</strong> ma quello tra adolescenti fa più notizia nei canali di comunicazione quando il target che ascolta ha in media 50 anni. </p><p><br/></p><p>Vero, comunque, che in questa <strong>sovrastimolazione </strong>si tende a far passare in secondo piano la<strong> coltivazione della propria interiorità</strong>, per la quale si presuppone una ricerca consapevole e destinata a non concludersi mai.</p><p>Affermare, però, che <em>"è trasparente colui che è svuotato della propria interiorità"</em>, non contempla la possibilità che un individuo possa aver accettato e "fatto pace" con la propria interiorità, portandola verso l'esterno, dove le trasparenze permettono di guardare oltre.</p><p><br/></p><p><strong><em>Bestialità varie</em></strong></p><p><br/></p><p>Affermare che<strong> le piattaforme digitali non siano uno strumento neutro </strong>è - <s>fatico a essere educata nel commentare</s> - una <strong>scemenza</strong>, dietro cui si nascondono moltissimi <strong>preconcetti </strong>che trasudano in molti paragrafi del brano letto.</p><p>Fortunatamente,<strong> non viviamo in una distopia orwelliana,</strong> in quanto ancora possiamo godere del libero arbitrio. </p><p><br/></p><p>Estremizzare questi concetti e renderli assoluti è un grande pericolo perché <strong>allontana dalla realtà</strong>, e così facendo ci si distanzia dal voler, invece, studiare e <strong>apprendere </strong>ciò che ci circonda.</p><p><br/></p><p>Certo, indubbiamente per qualcuno questa "bolla" di ignoranza (detta in senso buono) può risultare <strong>comoda</strong>, ma rimane una <strong>scelta del singolo</strong> accettarla così come si è plasmata attorno a esso.</p><p>Chi non pensa, o non vuole farlo, non ha paura.</p><p>Chi pensa, agisce di conseguenza.</p><p><br/></p><p><strong><em>Le dimensioni... di mostruosità (?!?!) dell'uomo-profilo</em></strong></p><p><br/></p><p>Non nego che la <strong>profilazione</strong> sia sempre più precisa non solo nel <strong>conoscere </strong>le persone, ma anche nell'<strong>anticipare </strong>i loro bisogni e nel mostrare ciò che potrebbe piacere.</p><p><br/></p><p>Concordo sulla nascita dell'<strong>uomo-profilo</strong>, ma non la vedo necessariamente come una falsa realtà... Piuttosto come un modo per <strong>"leggersi dall'esterno"</strong>: osservando con attenzione, posso apprendere con chiarezza quale "dimensione di me" è stata registrata, e poi capire se davvero mi rappresenta... Spesso, l'immagine restituita, è solo uno specchio di ciò che vorremmo essere. Però, il profilo evoca un <strong>senso di appartenenza e sicurezza</strong>, una sorta di<strong> "etichetta" </strong>che è stata <strong>creata su misura per noi</strong>.</p><p><br/></p><p>Ritenere che questa e altre dimensioni una <em>mostruosità</em> vuol dire <strong>non accettare una parte di noi</strong>. Certo, è <strong>difficile individuare le nostre dimensioni</strong>, è un percorso non scontato e molti non vogliono affrontarlo perché temono di scoprire dei lati di sé non gradevoli (ecco perché, tutto sommato, l'immagine restituita dalla profilazione non ci fa così schifo...), ma nel negare la loro esistenza <strong>stiamo rifiutando qualcosa che viene comunque da noi.</strong>.. Non mi sembra una scelta molto saggia.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-08 16:56:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>[Andare] oltre... l&#39;individuo? [104-114]</title>
         <author>marygardellini</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3321338911</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Superamento dell'individuo?</strong></p><p><br/></p><p>Viviamo nell'epoca dell'<strong>affermazione dell'individuo</strong>... Per molti, autori compresi, risulta difficile da digerire questa realtà; penso sia più profittevole <strong>accoglierla </strong>e capire come sia possibile viverla rimanendo coerenti con se stessi.</p><p><br/></p><p><strong>Termini che non lasciano vie di fuga</strong></p><p><br/></p><blockquote><p>"<strong>L'ideologia</strong> dell'individuo razionale [che] sceglie liberamente come gestire la propria vita"</p></blockquote><p>Non capisco perché sia stata etichettata come <em>ideologia</em> la possibilità di decidere della mia vita. Chi (o cosa) me lo impedisce? Perché non posso decidere il mio grado di trasparenza?</p><p> </p><blockquote><p>"Uno stato di conoscenza definitivo e stabile su ognuno di noi è <strong><em>impossibile</em></strong>"</p></blockquote><p>Altro termine molto forte: davvero è impossibile? Casomai, è difficile.</p><p><br/></p><p><strong>Dove nasce un desiderio?</strong></p><p><br/></p><blockquote><p>"Il desiderio [...] non nasce da nessuna libera scelta. [...] C'è ben poco di 'individuale' nei nostri desideri [...] pensarsi come origine dei propri desideri porta a una maggiore impotenza."</p><p><br/></p></blockquote><p>Penso che il <strong>desiderio </strong>sia uno dei sentimenti più <strong>profondi </strong>e reconditi, che a volte nemmeno si riconosce, riuscendo addirittura a sorprendere. Ritenere che sia un movimento provocato da una spinta esterna significa annullare il retropensiero. </p><p>Concordo, comunque, con la parte in cui si dice che la libertà ci permette di tradurre la conoscenza in azione.</p><p><br/></p><p><strong>Io per me vs io per te</strong></p><p><br/></p><p>Interessante il concetto di <strong>verità di prospettiva</strong>, intesa come la separazione tra quello che penso di essere e come vengo percepito dall'esterno. Vi sarà sempre il rischio di incasellarsi da soli, pensando di vivere una sola verità, ma accettare di essere <strong>individui multidimensionali </strong>è liberante perché permette di accogliere nuove prospettive. Peccato che poi gli autori parlino di dover <em>"accettare"</em> la multidimensionalità come se fosse una condanna <strong><em>tragica </em></strong><em>(mamma mia, che termine forte!)</em>, quando invece sarebbe più efficace accoglierla e valorizzarla.</p><p><br/></p><p><strong>(S)personalizzarsi</strong></p><p><br/></p><p><em>"Vivere nella dimensione dell'individuo" </em>sicuramente alimenta la <strong>percezione <em>personale</em></strong>; si corre comunque il rischio di <strong>chiudersi </strong>dallo stimolo esterno, che può portare arricchimento. Ecco perché concordo quando si dice che lo <strong>studio </strong>può aiutare a capire come far convivere in armonia la propria unicità con l'essere anche molteplice e multidimensionale, facendo sì che una parte alimenti l'altra.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-09 13:16:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>[De]costruire [117-124]</title>
         <author>marygardellini</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3321356398</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Pluralità di prospettive</strong></p><p><br></p><p>La realtà è bellissima nella sua dinamicità e pluralità di <strong>prospettive</strong>, come gli archi riflessi culturali citati dall'autore o, senza essere troppo fantasiosi con i termini, come le idee, le opinioni o i punti di vista diversi dei singoli individui.</p><p><br></p><p><strong>Eppure, non tutto è decostruibile</strong>. Ci sono dei punti che vengono fissati: si pensi alle leggi della <strong>fisica classica</strong>. Una volta che Einstein ha portato sul banco dei fisici la teoria della <strong>relatività</strong>, non ha distrutto quanto è venuto prima di lui: ha solo "alzato l'asticella", ha portato lo sguardo su uno spettro più ampio dove la fisica classica non funzionava più. Non è così lineare il passaggio tra una costruzione e un'altra... Si va per fasi, per intrecci, <strong>per punti di vista</strong>, appunto.</p><p><br></p><p>Le decostruzioni diventano solo modi di <strong>plasmare la realtà in funzione del tempo in cui si vive</strong>, solo per una questione di migliore comprensione.</p><p><br></p><p>Non trovo che i giovani si fossilizzino nel ritenere giusta l'attuale "decostruzione". Sono i primi a vivere la vita <em>[liquida]</em> in modo più effimero, lasciandosi trasportare dagli eventi e <strong>accogliendo il cambiamento</strong> con meno indignazione rispetto agli adulti. </p><p>Come ben detto dagli autori, la <strong>libertà </strong>è un <strong>divenire </strong>che mi permette di assumere questo cambiamento.</p><p><br></p><p><strong>Catastrofismo</strong></p><p><br></p><p>Termini duri come <em>"minacciata" </em>e <em>"proteggere"</em> riferiti alla vita, o<em> "fallimento" </em>e<em> "distruzione"</em> riferiti al mondo evidenziano un livello di <strong>catastrofismo </strong>malcelato tra le righe che mi fa sorgere una domanda: il tema non era <strong>"DI-SPERIAMO"</strong>?</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-09 13:47:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Studio e curiosità [125-135]</title>
         <author>marygardellini</author>
         <link>https://padlet.com/stefanodidone/mmml3fw3kgfav2hf/wish/3321372109</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Studiare sempre</strong></p><p><br/></p><p>Concordo moltissimo con il punto in cui si mette in evidenza l'importanza dello <strong>studiare i processi</strong>, così da dare modo di agire nella situazione in modo consapevole. </p><p><br/></p><p>Infatti, non è sufficiente appoggiarsi a un'idea per renderla reale: è un tipo di <strong>idealismo che può provocare danni</strong>. Si veda la parte in cui si dice che <em>"ogni ecologia reale è per sua stessa essenza anticapitalista": </em>niente di più falso. Purtroppo, diversi movimenti ecologisti hanno posto il fondamento delle loro idee su affermazioni di questo tipo, <strong>bloccando il progresso</strong> e negando qualsivoglia soluzione che, seppur porterebbe beneficio alla loro causa, segue le logiche del profitto. <strong>Rifiutare</strong> le dinamiche economiche ha peggiorato la situazione e allontanato l'obiettivo... Ecco perché si torna al voler ribadire l'importanza dello studio, della curiosità, del provare a capire come funzionano le cose.</p><p><br/></p><p><strong>Vivere il presente per impostare le basi del futuro</strong></p><p><br/></p><p>Pensare sempre al domani (di cui non abbiamo il controllo) ci allontana dalle scelte e dalle azioni dell'oggi, dove invece abbiamo margine di manovra. L'autore riporta gli stessi consigli che dà lo psicologo all'ansioso: concentrarsi su come si vive il presente e dedicare meno tempo alla programmazione e al perfezionamento di un futuro aleatorio.</p><p><br/></p><p>L'<strong>agire situazionale</strong> è un bel consiglio che aiuta a essere più concreti e attendibili... Probabilmente, porta anche maggior risultato!</p><p>Questo non significa abbandonare una visione a lungo termine, bensì estendere quel tipo di visione all'<em>hic et nunc, </em>dove le cose cambiano per davvero.</p><p><br/></p><p><strong>Tre livelli</strong></p><p><br/></p><p>Interessante il consiglio finale del portare l'azione su<strong> tre livelli </strong>diversi. Cercare e sperimentare modi di vita diversi può solo che allargare la propria prospettiva, pur mantenendosi coerenti a se stessi e al proprio pensiero.</p><p><br/></p><p>Sorvolando sui termini molto negativi dei due livelli successivi<em> (distruzione dilagante, schiacciare, caos, impossibile...)</em>, avrei optato per il termine <strong>"confronto" </strong>al posto di <em>"scontro",</em> anche qui molto forte e d'impatto.</p><p><br/></p><p><strong>Prospettive irrealistiche</strong></p><p><br/></p><p>Parlare di <em>"sobrietà imposta" o "sobrietà solidale" </em>come soluzioni per questo mondo così irrecuperabile (dal punto di vista degli autori) è <strong>un'ipotesi </strong>irrealistica, altresì <strong>inapplicabile</strong>, frutto dello stesso idealismo infruttuoso citato in precedenza. Nessuno applicherebbe stili di vita di questo tipo, frenando ancora una volta lo stimolo a trovare soluzioni (necessarie, tra l'altro?) realmente applicabili. </p><p><br/></p><p>Unica cosa che condivido è la pillola finale: <strong>partire dal singolo</strong> e, in seguito, <strong>condividere </strong>la propria esperienza (quando positiva) con altri è sicuramente più efficace.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-09 14:12:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-02-11 11:48:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-02-11 11:48:28 UTC</pubDate>
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         <title>Speranza tra una costruzione e l&#39;altra</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>(cfr. pag 121). </p><p>Forse proprio il fatto che si passa da un livello di costruzione a un altro senza arrivare mai ad una "vera" e assoluta costruzione, mi da la sensazione che ci sia ancora da sperare, che nulla sia perduto, nulla sia definitivamente da buttare. Ogni costruzione che decostruisce quella precedente ci dà la possibilità di affrontare i problemi attuali con libertà e dinamismo, agendo nelle e attraverso le crepe del sistema in cui viviamo (dall'interno).</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 22:33:05 UTC</pubDate>
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         <title>Conflitto... inevitabile?</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Quando 2 dimensioni diverse non riescono a dialogare, il conflitto è davvero inevitabile? Il contesto sicuramente influisce sulla dimensione che facciamo emergere.... ma non si riesce ad andare oltre? A vedere la multidimensionalità nelle sue varie sfaccettature?</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-12 23:02:13 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;una sobrietà gioiosa&quot; (133)</title>
         <author>dsdidone</author>
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         <description><![CDATA[<p>Bello questo "flusso di coscienza" digitale! </p><p>Rilancio con queste parole: </p><p><strong>"La sobrietà è il nostro destino. Ma non è una strada a senso unico</strong>, perché essa può essere assunta in due modi diversi. Ci troveremo di fronte a un bivio. O accettiamo una sobrietà imposta, disciplinata, che permetterà di ridurre in parte il nostro modo di consumare e produrre per far sì che una piccolissima élite continui a godere dei frutti del mondo del consumo. <strong>O scegliamo una sobrietà solidale, condivisa, assunta</strong>".</p><p>Così insegna Pepe, alias José Alberto Mujica Cordano, classe 1935, conosciuto pubblicamente come Pepe Mujica, Presidente dell'Uruguay dal 1º marzo 2010 al 1º marzo 2015. Una storia da conoscere!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-13 08:41:43 UTC</pubDate>
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         <title>Commento generale</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Una visione del mondo odierno un po’ pessimistico/ drastico che rispecchia però abbastanza fedelmente a mio parere la situazione attuale: l’uomo al centro di tutto, che cerca la sua realizzazione e il farsi un nome nel mondo con gli ideali di potere, successo, realizzazione, ricchezza, verso cui ci spingono le pubblicità, i media ecc.</p><p>Concordo con la necessità di ridimensionalizzarsi, con un po’ di sana umiltà e la consapevolezza che siamo solo una piccola parte di un grande sistema, di cui la natura e l’ambiente occupano un grande spazio. Non ho trovato molti spunti su cosa fare concretamente se non quello che stiamo già facendo, ovvero partire dal basso nel ns piccolo (anche perché, abbiamo alternative?)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-13 15:34:07 UTC</pubDate>
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         <title>Non demonizzare il presente </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Bisogna ricordarsi di non demonizzare ma vivere in maniera critica il presente. Educare significa proprio questo: trarre fuori da una situazione di passività per osservare in maniera critica ciò che stiamo vivendo. Bisogna essere consapevoli e rendere consapevoli che ciò che pubblichiamo e vediamo pubblicato è frutto di un arte-fatto, qualcosa costruito per essere guardato da noi ed è una sfaccettatura della realtà. Internet e i social d'altronde non hanno solo una accezione negativa ma rendono possibile creare dei legami e una comunità che può diventare anche autentica. Non viviamo in una trasparenza totale ma dobbiamo conoscere e riconoscere le modalità d'uso che facciamo di tali strumenti e le relazioni di dipendenza che ci legano ad essi. Essere critici e insegnare lo spirito critico anche ai giovani è il primo passo per instaurare relazioni autentiche dentro e fuori il mondo digitale. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-13 18:03:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il segreto dell'esistenza umana non sta soltanto nel vivere ma anche nel sapere per cosa si vive </p><p>Dostoevskij </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-13 18:04:27 UTC</pubDate>
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         <title>Scontro</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Si arriva a tanto quando si decide di muoversi a favore di qualcosa in cui si crede molto.</p><p>Lo scontro è solo un'immagine, può non essere violento, anzi può essere dato da una dialettica sottile che pesa ogni parola.</p><p>Richiede sforzo, impegno, fatica e a volte mette in conto un po' di dolore perché la controparte può essere qualcuno caro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-14 08:45:06 UTC</pubDate>
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         <title>Spiragli di speranza </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>"studiare i processi che costituiscono la realtà per agire in essa". Ecco ciò che a mio avviso lega di più con il tema affrontato. L'agire nel presente, nel quotidiano, come una goccia che alla fine la pietra la rompe. Aspettare il momento in cui la costruzione attuale venga decostruita (nel futuro) "dal potere" porta inevitabilmente a dei rimpianti per non averci provato, per non aver vissuto a pieno la nostra unica vita (il nostro presente).</p><p>Quindi più che partire dal basso direi di partire dalle piccole cose, che sommate, in fondo, portano a generare a nuova costruzione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-15 18:52:32 UTC</pubDate>
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