<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Le donne di Verga by </title>
      <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr</link>
      <description>L&#39;evoluzione della visione delle donna nelle opere di Verga</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-28 18:32:52 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-05-07 07:48:05 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title></title>
         <author>marticavalli91</author>
         <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164274936</link>
         <description><![CDATA[<div>La protagonista di "Tigre reale" è Nata, una contessa russa giunta a Firenze per curarsi dalla tubercolosi. Nata fa perdere la testa al giovane Giorgio La Ferlita, avviato alla carriera politica.<br>Giorgio, però, interromper la relazione con Nata, impegnata in matrimonio, e a sua volta si sposa con Erminia, una donna dolce e onesta. Quindi, come puoi immaginare, proprio la figura della moglie si contrappone a quella di Nata, che è una donna fatale e sensuale.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1675853106/7fb25f8ad506629adeca0a35a78187c0/girl_g7bda786b9_1920.jpg" />
         <pubDate>2022-04-29 13:16:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164274936</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>marticavalli91</author>
         <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164277297</link>
         <description><![CDATA[<div>Viene pubblicato il romanzo "<strong>Eva</strong>".&nbsp;<br>L'opera racconta la vicenda di Eva, una ballerina del Teatro "La Pergola" di Milano, che fa innamorare follemente Enrico Lanti, un pittore catanese che non riesce più a fare a meno di lei. Il giovane cerca di convincere la bella ballerina a cambiare vita e a seguire gli ideali romantici ma inutilmente.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1675853106/4d7fc81f415570b2e4bb15eef339dd2a/ballet_gee0a81771_1920.jpg" />
         <pubDate>2022-04-29 13:17:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164277297</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>marticavalli91</author>
         <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164281180</link>
         <description><![CDATA[<div>La novella racconta la storia di Nedda Di Gaudio, una umile raccoglitrice di olive che, per prendersi cura della madre malata, cerca lavoro di fattoria in fattoria. Purtroppo, ben presto la madre morirà e la ragazza si legherà al contadino Janù, anche lui presto defunto a seguito di un incidente sul lavoro. La figlia nata dall’amore extraconiugale per lui, nata anch’essa malata, morirà prematuramente, lasciando sola Nedda con la sua disperazione.<br>La protagonista viene rappresentata come una vera e propria eroina che anche se ostacolata da lutti e disgrazie, malvista dagli altri contadini, sopporta in nome della Vergine quanto il cielo le manda.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1675853106/8ecf6ae53ae82f81d7bae7037721abc4/postcard_gfc3b7b6fa_1920.jpg" />
         <pubDate>2022-04-29 13:20:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164281180</guid>
      </item>
      <item>
         <title>1881 - I Malavoglia</title>
         <author>marticavalli91</author>
         <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164283269</link>
         <description><![CDATA[<div>La donna non è più descritta come sensuale e seducente ma come portatrice di valori tradizionali: legata alla famiglia, dedita al lavoro,&nbsp; alla semplicità e alla sobrietà.<br>Hai già conosciuto le donne della famiglia Malavoglia, ti propongo un breve riepilogo.<br><strong>Maruzza</strong> detta <strong>La Longa</strong>, è la moglie di Bastianazzo. Fa di tutto per aiutare la famiglia economicamente, lavorando e dedicandosi anima e corpo alla famiglia. Muore tragicamente a causa del colera.</div><div><strong>Mena</strong> detta "<strong>Sant'Agata</strong>". Figlia giudiziosa, dedita al lavoro tessile. Dopo la morte della madre, educa la sorella e aiuta gli altri familiari. Decide di non sposare Alfio Mosca, di cui era innamorata, a causa delle scelta di Lia di prostituirsi.</div><div><strong>Lia</strong> è la più piccola della famiglia. Dopo il processo al fratello 'Ntoni, decide di lasciare Aci Trezza e di andare a Catania dove deciderà di prostituirsi. Nessuno avrà più sue notizie.</div><div><br>Come puoi notare, emergono donne dai valori autentici: Mena rinuncia all'amore per Alfio pur di ricostruire la famiglia insieme al fratello Alessi.<br>Anche Lia, pur decidendo di prostituirsi, è spinta alla sua scelta dall'amore per i suoi parenti.<strong><br></strong><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1675853106/e64619a9a10b0f01876e1f65fc15b24e/woman_g290d92995_1920.jpg" />
         <pubDate>2022-04-29 13:21:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164283269</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Leggiamo &quot;Nedda&quot;</title>
         <author>marticavalli91</author>
         <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164288747</link>
         <description><![CDATA[<div>[...]<em>Era una ragazza bruna, vestita miseramente; aveva quell'attitudine timida e ruvida che danno la miseria e l'isolamento. Forse sarebbe stata bella, se gli stenti e le fatiche non ne avessero alterato profondamente non solo le sembianze gentili della donna, ma direi anche la forma umana. I suoi capelli erano neri, folti, arruffati, appena annodati con dello spago; aveva denti bianchi come avorio, e una certa grossolana avvenenza di lineamenti che rendeva attraente il suo sorriso. Gli occhi erano neri, grandi, nuotanti in un fluido azzurrino, quali li avrebbe invidiati una regina a quella povera figliuola raggomitolata sull'ultimo gradino della scala umana, se non fossero stati offuscati dall'ombrosa timidezza della miseria, o non fossero sembrati stupidi per una triste e continua rassegnazione. Le sue membra schiacciate da pesi enormi, o sviluppate violentemente da sforzi penosi, erano diventate grossolane, senza esser robuste. Ella faceva da manovale, quando non aveva da trasportare sassi nei terreni che si andavano dissodando; o portava dei carichi in città per conto altrui, o faceva di quegli altri lavori più duri che da quelle parti stimansi inferiori al còmpito dell'uomo. La vendemmia, la messe, la raccolta delle olive per lei erano delle feste, dei giorni di baldoria, un passatempo, anziché una fatica. È vero bensì che fruttavano appena la metà di una buona giornata estiva da manovale, la quale dava 13 bravi soldi! I cenci sovrapposti in forma di vesti rendevano grottesca quella che avrebbe dovuto essere la delicata bellezza muliebre. L'immaginazione più vivace non avrebbe potuto figurarsi che quelle mani costrette ad un'aspra fatica di tutti i giorni, a raspar fra il gelo, o la terra bruciante, o i rovi e i crepacci, che quei piedi abituati ad andar nudi nella neve e sulle rocce infuocate dal sole, a lacerarsi sulle spine, o ad indurirsi sui sassi, avrebbero potuto esser belli. Nessuno avrebbe potuto dire quanti anni avesse cotesta creatura umana; la miseria l'aveva schiacciata da bambina con tutti gli stenti che deformano e induriscono il corpo, l'anima e l'intelligenza. - Così era stato di sua madre, così di sua nonna, così sarebbe stato di sua figlia.</em> [...]</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1675853106/4b33d99c4a0dd27a3842e03fa993cd1a/postcard_gfc3b7b6fa_1920.jpg" />
         <pubDate>2022-04-29 13:24:53 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164288747</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Leggiamo &quot;Eva&quot;</title>
         <author>marticavalli91</author>
         <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164307161</link>
         <description><![CDATA[<div><em>[...] Avevo incontrato due volte quella donna - non era più bella di tutte le altre, né più elegante, ma non somigliava a nessun'altra. - Nei suoi occhi c'erano sguardi affascinanti, come il corruscare di un'esistenza procellosa che era piena di attrattive. - Tutti gli abissi hanno funeste attrazioni, e quelle voragini che ingoiano la giovinezza, il cuore, l'onore, si maledicono facilmente, ahimè! quando arriva<br>la filosofia dei capelli bianchi. - Era bionda, delicata, alquanto pallida, di quel pallore diafano che lascia scorgere le vene sulle tempie e ai lati del mento come sfumature azzurrine; aveva gli occhi cerulei, grandi, a volte limpidi, quando non saettavano uno di quegli sguardi che riempiono le notti di acri sogni; aveva un sorriso che non si poteva definire - sorriso di vergine in cui lampeggiava l'imagine di un bacio. Ecco che cosa era quella donna, quale si rivelava in un baleno, fuggendovi dinanzi nella sua carrozza come una leggiadra visione, raggiante di giovinezza, di sorriso e di beltà. - In tutta la sua presenza c'era qualcosa come una confidenza fatta al vostro orecchio con labbra tiepide e palpitanti, che vi rendeva possibile il sognare le sue carezze, e farci su mille castelli in aria. Non era soltanto una bella donna - certe altezze non attraggono appunto perché sono inaccessibili. - L'ammirazione che ella destava assumeva la forma di un desiderio; c'era nei suoi occhi qualche cosa come un sorriso e una promessa che faceva discendere la dea dal suo cocchio superbo - o piuttosto vi metteva accanto a lei, e faceva correre il vostro pensiero alle cortine della sua alcova, e ai viali più ombreggiati del suo giardino. Si chiamava Eva [...]</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1675853106/19c6b3ac872ca74d21533a3841aad239/ballet_gee0a81771_1920.jpg" />
         <pubDate>2022-04-29 13:35:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2164307161</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Leggiamo di Mena da &quot;I Malavoglia&quot;:</title>
         <author>marticavalli91</author>
         <link>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2173702504</link>
         <description><![CDATA[<div><em>[...]Mena si strinse nelle spalle, perché era avvezza<br>&nbsp;a fare la volontà di Dio, come la cugina Anna; e compare Alfio, vedendo così, riprese:<br>– Allora vuol dire che non mi volete bene, comare Mena, e scusatemi se vi ho detto che vi avrei sposata. Lo so che voi siete nata meglio di me, e siete figlia di padroni; ma ora non avete più nulla, e se si marita vostro fratello Alessi, rimarrete in mezzo alla strada. Io ci ho il mulo e il mio carro, e il pane non velo farei mancare giammai, comare Mena. Ora perdonatemi la libertà!<br>– Non mi avete offesa, no, compare Alfio; e vi avrei detto di sì anche quando avevamo la Provvidenza e la casa del nespolo, se i miei parenti avessero voluto, che Dio sa quel che ci avevo in cuore quando ve ne siete andato alla Bicocca col carro dell’asino, e mi pare ancora di vedere quel lume nella stalla, e voi che mettevate tutta la vostra roba sul carretto, nel cortile; vi rammentate?<br>– Sì, che mi rammento! Allora perché non mi dite di sì, ora che non avete più nulla, e ci ho il mulo invece dell’asino al carretto, e i vostri parenti non potrebbero dir di no?<br>– Ora non son più da maritare; – tornava a dire Mena col viso basso, e sminuzzando gli sterpolini della siepe anche lei. – Ho ventisei anni, ed è passato il tempo di maritarmi. [...]</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1675853106/c6ebd19843409a0399558d1c52ee4b53/woman_g290d92995_1920.jpg" />
         <pubDate>2022-05-07 07:37:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/marticavalli91/mmdf8wm40obeu4cr/wish/2173702504</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
