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      <title>Barocco by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-06-24 14:08:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gaetanopalazzolo</author>
         <link>https://padlet.com/sarahcolletta/mfmbinzwiiil1k1b/wish/3500645869</link>
         <description><![CDATA[<p> Bernini riesce presto ad emergere come l’artista più geniale della Roma di quegli anni, e la prima importante commissione pubblica, che ricevette da papa Urbano VIII, fu di realizzare il baldacchino per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro. Ha solo venticinque anni, quando deve affrontare un compito che non è proprio dei più semplici, sia per la dimensione enorme dell’opera, sia perché è destinato ad uno dei luoghi più simbolici della cristianità, sia perché, problema non certo da poco, il baldacchino doveva sorgere proprio sotto la cupola progettata da Michelangelo. La genesi e l’esecuzione dell’opera richiese un tempo non certo breve (circa dieci anni) a dimostrazione di quanto il compito fosse sentito dal Bernini, che giunse alla soluzione definitiva dopo molte ricerche ed elaborazioni. Di fatto, questo baldacchino segna un passaggio fondamentale nella produzione di Bernini, e nell’arte del periodo, perché da esso si può far iniziare la nuova concezione spaziale barocca, che ritroveremo in tutta la produzione architettonica, e non solo, prodotta per circa 150 anni. Il baldacchino è sorretto da quattro colonne tortili. Si sviluppa secondo una pianta quadrata, i cui lati creano delle curve ellittiche verso l’interno. Al di sopra sono posti quattro angeli, alle cui spalle partono quattro grandi volute, a forma di dorso di delfino, che si incontrano al centro per sorreggere un globo alla cui sommità vi è una croce. Già come forma in sé, il baldacchino è tutto un curvarsi secondo linee dove le rette sono completamente abolite. A ciò si aggiunge un decorativismo straordinario, fatto di tanti diversissimi particolari, che rendono ancora più complessa l’immagine di questo baldacchino. Con ciò si giunge ad uno dei maggiori effetti cercati dal barocco: la spettacolarità di soluzioni altamente scenografiche, ottenute con un virtuosismo tecnico che doveva unire alla spettacolarità anche lo stupore di trovarsi di fronte a qualcosa che non è facile capire come è stato realizzato e come faccia a mantenersi in piedi. Questa forma così originale, si sviluppò soprattutto in architettura, è nata sicuramente dalla necessità di dialogare con la cupola. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-24 14:23:02 UTC</pubDate>
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         <title>SIGNIFICATO E ORIGINE DEL TERMINE</title>
         <author>gaetanopalazzolo</author>
         <link>https://padlet.com/sarahcolletta/mfmbinzwiiil1k1b/wish/3500648828</link>
         <description><![CDATA[<p>Con il termine “Barocco” si indica un fenomeno di gusto e di stile che investì le diverse forme del pensiero artistico, letterario e scientifico in un arco di tempo che coincide, in linea di massima, con il XVII secolo.lLa prima accezione è “storicizzata”, ovvero si riferisce all’epoca in cui prevalse tale gusto.</p><p>lLa seconda implica una connotazione meno “neutra”, basata sull’idea di una tendenza all’eccesso, all’illusione, alla teatralità.</p><p>lIn questa seconda accezione il termine può venire usato anche in relazione ad epoche diverse dal Seicento, per designare un gusto che si contrappone all’equilibrio e all’armonia propri del classicismo.&nbsp;</p><p>Tale fenomeno presenta una dimensione europea, pur nelle differenti articolazioni caratteristiche dei diversi Paesi</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-24 14:26:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sarahcolletta/mfmbinzwiiil1k1b/wish/3500649074</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Giovan Battista Marino</strong> (Napoli, 14 ottobre 1569 – Napoli, 26 marzo 1625) è stato uno dei più importanti poeti italiani del Seicento. È il massimo esponente del <strong>Marinismo</strong>, uno stile letterario caratterizzato da un uso ricercato e spettacolare del linguaggio, ricco di metafore, giochi di parole e immagini sorprendenti.</p><p>La sua opera più celebre è <strong>"L'Adone"</strong> (1623), un poema epico-mitologico in oltre 40.000 versi che celebra l'amore e la bellezza, spesso interpretato come manifesto della poetica barocca. Marino visse tra Napoli, Roma, Torino e Parigi, godendo di grande fama in vita. Fu però anche al centro di critiche per il suo stile considerato eccessivo dai suoi detrattori.</p><p>Morì nella sua città natale nel 1625. La sua influenza fu enorme sulla letteratura barocca italiana ed europea.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-24 14:26:52 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Adone</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sarahcolletta/mfmbinzwiiil1k1b/wish/3500652160</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>"L'Adone"</strong> è un poema epico-mitologico scritto da Giovan Battista Marino e pubblicato nel 1623. Composto da oltre 40.000 versi suddivisi in 20 canti, racconta l’amore tra la dea Venere e il bellissimo giovane Adone, tratto dalla mitologia classica.</p><p>Più che seguire una trama lineare, il poema è un pretesto per esaltare la bellezza, l'amore e l'arte attraverso digressioni, descrizioni ricche e un linguaggio elaborato, tipico del <strong>barocco</strong>. "L'Adone" rappresenta il culmine del <strong>marinismo</strong>, celebrando il piacere sensuale e l'ingegno poetico.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-24 14:29:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sarahcolletta/mfmbinzwiiil1k1b/wish/3500658909</link>
         <description><![CDATA[<p>Le <strong>Metamorfosi</strong> di <strong>Ovidio</strong> sono un poema epico-mitologico in 15 libri, scritto in esametri, che racconta la storia del mondo dalla creazione fino all’epoca di Augusto. Le principali caratteristiche sono:</p><ul><li><p><strong>Tema centrale</strong>: la <strong>metamorfosi</strong>, cioè la trasformazione di uomini, dei o esseri viventi in altre forme (piante, animali, pietre, stelle, ecc.), come punizione o premio divino.</p></li><li><p><strong>Struttura narrativa</strong>: è composta da circa <strong>250 miti</strong>, intrecciati in una narrazione continua, spesso collegati per associazione tematica o temporale.</p></li><li><p><strong>Fonti</strong>: Ovidio rielabora miti greci e romani, spesso con originalità e ironia.</p></li><li><p><strong>Tono</strong>: vario e vivace, alterna drammaticità, erotismo, umorismo e pathos.</p></li><li><p><strong>Stile</strong>: elegante e ricco, con un linguaggio raffinato e un ritmo fluido.</p></li><li><p><strong>Finalità</strong>: oltre all’intrattenimento, esprime una visione del mondo in perenne trasformazione e celebra l’eternità dell’arte e della poesia.</p></li></ul><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-24 14:38:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sarahcolletta/mfmbinzwiiil1k1b/wish/3500664677</link>
         <description><![CDATA[<p>Il <strong>mito di Apollo e Dafne</strong>, narrato nelle <em>Metamorfosi</em> di Ovidio, racconta l'amore non corrisposto del dio Apollo per la ninfa Dafne.</p><p>Dopo essere stato colpito da una freccia d'amore scagliata da Cupido, Apollo si innamora perdutamente di Dafne. Ma lei, colpita da una freccia opposta che provoca repulsione, fugge da lui. Quando Apollo sta per raggiungerla, Dafne prega il padre, il dio-fiume Peneo, di salvarla. Questi la trasforma in un <strong>albero di alloro</strong>.</p><p>Apollo, addolorato, decide di onorare Dafne rendendo l’alloro la sua pianta sacra, simbolo di gloria e poesia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-06-24 14:46:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sarahcolletta/mfmbinzwiiil1k1b/wish/3569016160</link>
         <description><![CDATA[<p>La <strong>scultura "Apollo e Dafne"</strong> di <strong>Gian Lorenzo Bernini</strong> (1622–1625) è uno dei capolavori del Barocco: </p><ul><li><p><strong>Soggetto</strong>: rappresenta il momento culminante del mito di <strong>Apollo e Dafne</strong> narrato nelle <em>Metamorfosi</em> di Ovidio, quando Dafne si trasforma in albero per sfuggire ad Apollo.</p></li><li><p><strong>Materiale</strong>: marmo bianco.</p></li><li><p><strong>Dinamismo</strong>: la scultura cattura un <strong>istante drammatico in movimento</strong>, con corpi in torsione e gesti estremamente espressivi.</p></li><li><p><strong>Realismo</strong>: dettagli impressionanti, come le dita che si trasformano in rami e la pelle che si tramuta in corteccia.</p></li><li><p><strong>Emozione</strong>: i volti esprimono intensamente i sentimenti — desiderio per Apollo, terrore per Dafne.</p></li><li><p><strong>Composizione</strong>: pensata per essere vista da un <strong>punto specifico</strong>, ma invita a essere osservata da più angolazioni.</p></li><li><p><strong>Tecnica</strong>: straordinaria abilità nel rendere il marmo quasi "vivo", leggero e trasparente in alcune parti (foglie, capelli, drappeggi).</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-09-04 14:02:54 UTC</pubDate>
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