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      <title>Easter traditions by Olga Mosca</title>
      <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve</link>
      <description>Holy Week in Naples and surroundings</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-22 17:17:54 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-10-03 19:52:26 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Ciao, sono Laura ( Fortunato ) , frequento la III A e vi guiderò nella scoperta delle nostre tradizioni pasquali. Siete pronti ?  E allora, VIAAAA</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256921220</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Nella nostra regione ( la Campania ) in tutta la Settimana Santa ci sono per le strade, nelle chiese e nelle case tante manifestazioni in cui&nbsp; il sacro e il profano si mescolano.<br>Per sapere tutto, o quasi, abbiamo chiesto a papà, alla mamma, ma anche ai " grandissimi " : i nonni e poi abbiamo coinvolto nelle nostre indagini il personale della scuola ( maestre, collaboratori scolastici : ce ne sono alcuni che non sono di Scafati, vengono da Sarno e ci potevano dire qualcosa delle tradizioni del loro paese ) .<br>Beh, leggete, guardate ed ascoltate, a noi è piaciuto questo lavoro e speriamo che piaccia anche a voi !&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:07:51 UTC</pubDate>
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         <title> La Domenica delle Palme - Simbolo </title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256922219</link>
         <description><![CDATA[<div>Il simbolo della Pasqua è l'ulivo, il ramoscello d'ulivo ( la palma ) che ci  scambiamo , come segno di pace e di concordia, all'uscita dalla chiesa la Domenica delle Palme.<br>I festeggiamenti e i riti della tradizione pasquale a Napoli e nel napoletano cominciano proprio la Domenica delle Palme.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:09:54 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il Giovedì Santo - lo &quot; struscio &quot;</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256923997</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Giovedì Santo è il giorno dello " struscio " e della  visita ai sepolcri. </div><div>Lo "struscio " fa ormai parte del vocabolario italiano ed indica una passeggiata per le vie del centro in una qualsiasi città d’Italia.<br><br></div><div>Originariamente, si riferiva  alla passeggiata che si svolgeva a Napoli, lungo Via Roma, in occasione della visita ai “Sepolcri”  il pomeriggio del Giovedì Santo.<br><br></div><div>I Sepocri non avevano nulla a che vedere col camposanto: si trattava di altari addobbati a festa in onore dell’Eucarestia, in ricordo dell’ultima cena che Gesù fece con gli Apostoli la sera del giovedì, prima che venisse arrestato e condannato a morte.<br><br></div><div>I parroci facevano a gara tra loro per far addobbare nella maniera più bella una cappella della Chiesa dove, a fianco del Tabernacolo, venivano collocati vasi ricolmi di fiori, specie di colore rosso  (in memoria della passione ) , spighe di grano, drappeggi lussuosi.<br><br></div><div>La gente si fermava a pregare ma anche ad ammirare questi altari illuminati a giorno da candele e lampadine e gettava monete ai piedi dell’altare che poi sarebbero state raccolte dai sagrestani.<br><br></div><div>La passeggiata , a Napoli, si svolgeva lungo “Via Roma” che molti chiamavano “Tulèt” in ricordo del viceré spagnolo Don Pedro de Toledo.<a href="http://dettinapoletani.it/wp-content/uploads/2016/03/Via-Roma.jpg"> <br></a>Una volta, negli anni ’30 e ’40, lo “struscio” – come racconta mia nonna – era l’occasione per indossare l’abito bello primaverile e, per gli uomini, per calzare sul capo la “paglietta”.<br>Le visite ai Sepolcri, esse dovevano essere, non si sa per quale motivo, di numero dispari.<br><br></div><div>Lungo Via Roma e nelle immediate vicinanze si potevano visitare la Madonna delle Grazie, la Basilica dello Spirito Santo, il Gesù Nuovo, Santa Chiara, Santa Brigida, San Ferdinando ed altre ( a Napoli ci sono più chiese che a Roma ) .<br><br></div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:13:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title> Lo &quot; struscio &quot;, che cos&#39;è ?</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256925149</link>
         <description><![CDATA[<div>Lo " struscio " risale al 700, quando a Napoli fu vietato di circolare durante la settimana santa con cavalli e carri ( in seguito l'ordinanza di  divieto fu solo per via Toledo ), tutti dovevano muoversi a piedi. Le strade erano affollate di gente che procedendo lentamente " strusciava " i piedi a terra , ma anche le stoffe degli abiti " strusciavano " sul selciato producendo un suono sommesso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:16:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>I riti , le processioni</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256927263</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il Giovedì e il Venerdì Santo in molti paesi della penisola sorrentina ed amalfitana, ma anche dell'agro nocerino-sarnese si svolgono processioni molto suggestive ed emozionanti. Le origini di questi riti sono antichissime ed in esse si fondono elementi religiosi, tradizioni e folclore popolari. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:20:51 UTC</pubDate>
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         <title>Penisola sorrentina - Processione bianca</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256928642</link>
         <description><![CDATA[<div>A Sorrento, a Meta , ma anche a Sarno, nel cuore della notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo  i componenti delle " Congreghe " , a Sarno detti " paputi " , vestiti con un saio bianco ( " processione bianca " ) col capo e il viso coperti da un cappuccio, attraversano a passo veloce le vie del centro, cantando e portano in processione i simboli del martirio di Gesù.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:24:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Penisola sorrentina - Processione nera</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256930887</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Venerdì Santo si svolge una delle processioni più antiche d'Italia : la processione nera , del Cristo Morto .<br>I componenti delle Arciconfraternite , o " paputi " ( a Sarno ) indossano un saio nero e hanno il viso e il capo nascosti da un cappuccio anch'esso nero. La processione rievoca il Cristo Morto ; una statua lignea di Gesù crocifisso viene portata in corteo per le vie del centro città fino alla chiesa , dove la processione ha termine.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:28:58 UTC</pubDate>
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         <title>La Settimana Santa in ... tavola</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256934103</link>
         <description><![CDATA[<div>Da questo momento in poi , la nostra miniera di informazione sono stati i nonni , in verità soprattutto le nonne, che sanno tutto di cucina, di usanze e " devozione ".<br>Le tradizioni gastronomiche della signora Angela, la nonna di Aniello<br><br>Diario di golosità, dal mercoledì alla domenica di Pasqua.<br>Ecco cosa preparo in cucina :<br><br>Mercoledì Santo<br>Taralli ( ciambelle ) dolci fatti con : uova, zucchero, farina e scorza di limone<br><br>Giovedì Santo<br>Pastiera di grano<br><br>Venerdì&nbsp;<br>Digiuno , astinenza .<br>Giornata di penitenza e di preghiera. Si mangia&nbsp; " leggero " : verdura o un po' di pasta o pesce in bianco.<br><br>Sabato Santo<br>Si preparo il " casatiello " , in genere ne facncio due :<br>uno per la sera del Sabato Santo e l'altro per il Lunedì di pasquetta.<br><br><br>Domenica di Pasqua<br>Prenzo pasquale :&nbsp; Mnesta maritata, agnello stufato e piselli, carciofi bolliti, " fellata " ( affettato di salumi ), frutta, pastiera.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:36:09 UTC</pubDate>
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         <title>Fellata - che cos&#39;è ?</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256934622</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il termine deriva da " fella " che in dialetto napoletano significa " fetta ". La "fellata " è perciò un affettato di salumi, tagliati a fettine più o meno sottili. La " fellata " è costituita da : salame napoletano, sopressata, capocollo, ricotta salata, provolone e uova sode.<br>Ad accompagnare la " fellata " c'è il " casatiello " una ciambella di pasta di pane farcita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:37:16 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il &quot; Casatiello &quot; </title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256939756</link>
         <description><![CDATA[<div>La parola " casatiello " deriva da " caso " che in dialetto napoletano significa formaggio, ingrediente di cui questo pane rustico è ricco.<br>Oltre al formaggio, altri ingredienti sono : mortadella, prosciutto crudo e cotto, pecorino romano, parmigiano, strutto , ciccioli di maiale e uova sode.<br>Queste ultime sono inserite per intero ( con tutto il guscio )a metà tra l'impasto e l'interno. Le uova sono ricoperte da una croce di pasta di pane.<br>La forma del " casatiello "è ricca di simbologie cristiane : la ciambella rotonda  ricorda le corona di spine di Gesù in croce, mentre le uova ricoperte da una croce ricordano la risurrezione di Gesù che rinasce dopo la crocifissione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:50:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il &quot; tortano &quot; o &quot; casatiello &quot; ?</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256943094</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Sulle tavole napoletane a Pasqua c'è&nbsp; il Casatiello salato o il Tortano. Sono due torte rustiche che si differenziano per la posizione delle uova: nel casatiello si mettono sopra a raggiera, chiuse da una croce d’impasto; nel tortano le uova si trovano all’interno, nel ripieno.<br>La forma del&nbsp; casatiello è fortemente simbolica, rappresenta infatti la corona di spine del Crocifisso. <br>Il casatiello si mangia il sabato santo insieme alle fave, alla soppressata e alla ricotta salata; quello che avanza si porta alla gita il lunedì di pasquetta. <br>E' un pane salato molto particolare ( bello pesante, a digerire ), non a caso a Napoli quando si vuole&nbsp; indicare una persona poco gioviale si dice “<strong>sì proprio’ nu casatiello!</strong> ” Traduzione per chi non è napoletano&nbsp; “Sei proprio una persona dal carattere pesante”.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 16:58:20 UTC</pubDate>
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         <title>Il pranzo di Pasqua</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256944446</link>
         <description><![CDATA[<div>Il pranzo di Pasqua si apre con la " mnesta maretata ".<br>Il nome deriva dal fatto che gli ingredienti : carne, verdure ( cicoria, scarola, verza, borragine ) si sposano, si cuociono insieme , creando un unico sapore.<br> Questa pietanza ha origini antichissime e ha subito molte modifiche nel tempo.<br>Ad "importarla" in terra partenopea, sono stati probabilmente gli spagnoli nel 1300. In Spagna, infatti, è diffusa una minestra molto simile, nota come "Olla Potrida" che avrebbe dato origine a Napoli alla minestra maritata (o "pignato grasso").</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 17:01:08 UTC</pubDate>
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         <title>Agnello stufato  con piselli e uova</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256946603</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella tradizione cristiana l'agnello simboleggia il sacrificio di Gesù<br><strong>L’agnello alla pasqualina: ricetta tipica napoletana</strong><br><br></div><div><strong>Ingredienti:<br></strong><br></div><ul><li>1 kg di agnello di agnello tagliato a pezzi</li><li>300 g di piselli freschi o surgelati</li><li>3 uova</li><li>un bicchiere di vino bianco</li><li>una cipolla</li><li>100 g di grana e pecorino romano grattugiati</li><li>sale q.b.</li><li>olio extravergine di oliva</li><li>rosmarino</li></ul><div><strong>Procedimento:<br></strong><br></div><div>Premessa: bisogna scegliere dei pezzi di agnello, con più ciccia e meno muscolari. Mettere a marinare per un paio d’ore l’agnello in acqua, vino bianco e sale. Alzare i pezzi di agnello dalla marinata ed asciugarli.<br>Prendere una pentola larga e piana, e mettere a soffriggere l’olio con la cipolla tagliata a tocchetti. <br>Versare i pezzi di agnello e farli rosolare per circa 15 minuti a fuoco medio. Bagnare con il vino bianco e far evaporare.<br>Continuare la cottura per circa un’ora. Aggiungere, se occorre, qualche mestolo di acqua calda, in modo da mantenere l’agnello sempre un pò umido. <br>Quasi a fine cottura aggiungere i piselli sbollentati precedentemente ; far cuocere il tutto ancora per qualche minuto. <br>Sbattere le uova con il sale, i formaggi grattugiati e il rosmarino.<br>Togliere dal fuoco l’agnello, farlo raffreddare per qualche secondo e aggiungere il composto di uova.<br>Fare amalgamare il tutto rimettendo il tegame qualche istante sulla fiamma bassa, aggiungendo un filo di olio extravergine d’oliva. Servire ben caldo… e <strong>Buona Pasqua!<br></strong><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 17:05:01 UTC</pubDate>
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         <title>Dolci - La pastiera di grano </title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256947315</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La leggenda vuole che l'origine della pastiera sia legata alla sirena Partenope. I napoletani, per ringraziare la sirena del canto melodioso con cui allietava le loro giornata, incaricarono sette ragazze di consegnarle i dono della natura: <br>- la farina, simbolo della forza della campagna<br>- la ricotta, il tesoro dei pastori<br>- le uova, il ciclo della vita<br>- il grano bollito nel latte, simbolo della natura<br>- l'acqua di fiori d'arancio, i profumi della terra<br>- le spezie ( la cannella ), i popoli lontani<br>- lo zucchero , la dolcezza del canto della sirena<br><br>La sirena consegnò i doni ricevuti agli dei che mescolarono gli ingredienti dando vita alla pastiera napoletana</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 17:06:28 UTC</pubDate>
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         <title>Carciofi bolliti</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256968786</link>
         <description><![CDATA[<div>Ingredienti<br><br>20 gr Sale</div><div>4 Carciofi</div><div>Prezzemolo</div><div>2 Aglio</div><div>150 gr Olio d'oliva</div><div>10 gr Pepe</div><div>200 ml Acqua<br><br>Procedimento<br><br>Riempire una ciotola piena d’acqua ed aggiungere il succo di un limone e un cucchiaio di farina ( per non far annerire i carciofi ).<br><br></div><div>Pulire i carciofi eliminando parte del gambo e delle foglie esterne più dure .</div><div>Eliminare la parte interna della peluria utilizzando un cucchiaio o uno scavino.<br><br></div><div>Mettere i carciofi  nella ciotola con l’acqua e il succo di limone.<br><br></div><div>Mettere l’olio in un tegame o in una padella dai bordi alti, aggiungere gli spicchi d’aglio tagliati a fettine e privati della parte interna.<br><br></div><div>Scolare i carciofi ed aggiungerli nel tegame sul fuoco, lasciar insaporire per un paio di minuti , mettere un pizzico di sale, pepe, il prezzemolo e un bicchiere d’acqua.<br><br></div><div>Coprire i carciofi in umido con un coperchio e lasciar cuocere a fiamma bassa.<br><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 17:45:35 UTC</pubDate>
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         <title>Pasqua in poesia</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256971598</link>
         <description><![CDATA[<div>Oggi è Pasca<br>poesia in napoletano e in LIS<br><br><br><a href="https://youtu.be/fCMGq33XkUQ">https://youtu.be/fCMGq33XkUQ</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 17:50:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>It is Easter - poem</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/256973167</link>
         <description><![CDATA[<div>English version<br><br><a href="https://youtu.be/JF2GndgaJCM">https://youtu.be/JF2GndgaJCM</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-01 17:54:07 UTC</pubDate>
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         <title>A mnesta maretata</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257376747</link>
         <description><![CDATA[<div>Io ho chiesto a mia nonna Marisa la ricetta, perchè prepara una mnesta maritata così buona che non avanza mai niente.<br>Ecco cosa occorre e come si prepara. <br><br><strong>INGREDIENTI </strong>(per 5-6 persone)<br><br></div><div>carne mista: <br>1/2 gallina, <br>500 gr di manzo (corazza), <br>3 “nnoglie” (salsicce piccanti fatte con intestini di maiale), <br>verdura mista (scarola, cicoria, broccoletti in foglia e verza), <br>scorzette di formaggio (parmigiano), <br>1 cipolla,<br>1 carota, <br>1 costa di sedano, <br>sale q.b.<br><br><strong>PROCEDIMENTO</strong></div><div><br></div><div>1.&nbsp; &nbsp; Riempire d’acqua una pentola molto capiente,&nbsp; versare la cipolla tagliata in due, la costa di sedano, la carota e il sale. Portare a bollore, unire la gallina e il manzo al brodo e cuocere per circa un’ora .<br>2.&nbsp; &nbsp; A parte sbollentare le “nnoglie” per sgrassarle un po’, aggiungerle poi al brodo di carne ed ultimare la cottura del brodo per un’altra ora.<br>3.&nbsp; &nbsp; Nel frattempo pulire le verdure miste e sbollentarle separatamente, per poco tempo (questa operazione può essere effettuata un giorno prima e le verdure cotte al dente si possono conservare in frigorifero).<br>4.&nbsp; &nbsp; A cottura ultimata, mettere la carne in un piatto, far raffreddare il brodo e sgrassarlo (togliendo la pellicola che si forma in superficie), aggiungere poi le verdure, la carne tagliata a pezzi grossi, le scorzette di formaggio e rimettere in cottura per 10 minuti verificando se occorre altro sale.<br>5.&nbsp; &nbsp; Servire la minestra con crostini di pane raffermo, avendo cura di mettere in ogni piatto tutti gli elementi che la compongono, spolverare con una manciata generosa di parmigiano grattugiato.<br><br>Mia nonna dice che ,er una minestra più “carica” si può aggiungere della cotica di maiale, un osso di prosciutto o delle “tracchiulelle” (costine di maiale), mentre per una dal sapore più leggero si può utilizzare unicamente la carne di gallina.<br><br>.<br><br>&nbsp;Jacopo Celiberti&nbsp; III&nbsp; A<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 17:48:45 UTC</pubDate>
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         <title>I carciofi arrostiti</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257397105</link>
         <description><![CDATA[<div> <em>‘e carcioffole arrostute , così come le prepara mia nonna Barbara.<br></em><br></div><div>Per preparare i carciofi arrostiti ,  servono dei particolari tipi di carciofi detti <strong>“Mammarelle”</strong>, così li chiamiamo a  Napoli.<br><br></div><div>Le “Mammarelle” sono i primi carciofi quelli che arrivano sulle  tavole tra Marzo e Aprile, letteralmente sono dei “carciofi mamma” cioè proprio le primizie, dopo i quali arriveranno i secondi carciofi “figli e nipoti”.<br><br></div><div>Famosi sono  i <strong>carciofi di Schito</strong>,  frazione di  Castellammare di Stabia, ( a 6/ 7 Km da Scafati )perchè non hanno  spine , sono molto grossi, larghi e non molto lunghi.<br><br></div><div>I carciofi arrostiti, tradizionalmente vengono <strong>preparati e consumati la domenica delle Palme, a Pasqua e Pasquetta.</strong> <br><br></div><div>Preparazione<br><br></div><div>Tagliare il gambo dei carciofi; ma non tutto, lasciare un pochino di gambo per infilarlo nella brace, tenendolo in piedi.<br><br></div><div>Allargare  le foglie dei carciofi infilando il manico del cucchiaio in ogni “giro di foglie” facendo leva per fare spazio.<br><br></div><div>Sciacquare  i carciofi bene bene con acqua, avendo cura di pulire bene anche gli spazi tra le foglie; dopo, metterli a sgocciolare a testa in giù per un po' e poi asciugare con la carta.<br><br></div><div>Mettere i carciofi in piedi,  in una teglia o in una pentola, e cospargerli  di sale, prezzemolo, aglio tritato, pepe e olio.<br><br></div><div>Gli ingredienti del “ripieno” vanno messi per la maggior parte al centro del carciofo, e qualcosina dentro i vari “giri di foglie”.<br><br></div><div>Attenzione  a mettere la giusta quantità di olio,  perchè altrimenti il carciofo non cuocerà bene.<br><br></div><div>A brace pronta, infilare i carciofi per il poco di gambo che è rimasto, e far cuocere almeno 40 minuti, se i carciofi sono piccoli, altrimenti di più, bagnandoli con olio per non farli seccare, e girandoli spesso in modo da farli cuocere uniformemente.<br><br></div><div>Quando i carciofi arrostiti saranno cotti, le foglie bruciate andranno tolte.<br><br></div><div>I carciofi arrostiti, così preparati saranno pronti per essere mangiati in ogni loro parte.<br><br></div><div>Verranno buoni se si rispetta ogni passo della ricetta, del resto un proverbio napoletano dice ” <em>‘a carcioffola s’ammonna fronna a ffronna”</em> cioè “il carciofo si monda brattea a brattea” il che vuole significare che le cose si fanno poco per volta se si vogliono avere buoni risultati.<br><br></div><div>Buon appetito!<br><br>Federica Boccia III A<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 18:27:07 UTC</pubDate>
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         <title>Cena del Giovedì Santo, zuppa di cozze</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257404541</link>
         <description><![CDATA[<div>La ricetta di  mia nonna Antonietta<br><strong>Ingredienti per 4 persone</strong></div><ul><li><em>1 kg cozze pulite</em></li><li><em>250 g di vongole veraci</em></li><li><em>500 g di polpo verace</em></li><li><em>200 g di fasolare</em></li><li><em>200 g di fasolare</em></li><li><em>200 g di maruzzielli o lumache di mare</em></li><li><em>4 scampi o gamberi</em></li><li><em>8 freselle o vascuott</em>o</li><li><em>50 g di “o russ” (l’olio piccante)</em></li><li><em>100 g di olio extravergine di oliva</em></li><li><em>Aglio</em></li><li><em>Prezzemolo tritato</em></li></ul><div><strong>Procedimento<br></strong><br></div><div>Pulire il polpo , bollirlo in acqua sale, pepe e conservarlo nella sua acqua di cottura. Tagliarlo a cubetti e lasciare almeno due piccoli tentacoli per la decorazione finale. <br>Pulire le cozze lavandole sotto l’acqua corrente e sfregandole le une contro le altre per pulire il guscio. Tirare via il filamento che esce dal lato della cozza (o' funiciello) e mettetele in una ciotola con l’acqua per un quarto d’ora.<br>Mettete a stabulare in acqua e sale le vongole, le fasolare e le lumache per pulirle da eventuali residui di sabbia.<br>In una casseruola far imbiondire l’aglio con l’olio e il peperoncino. Aggiungere i pomodori pelati a pezzetti e fare cuocere il sugo per 20 minuti. Aggiungere al soffritto i frutti di mare (precedentemente sciacquati) e un po’ d’acqua di cottura del polpo. Coprire e far cuocere il tutto per un paio di minuti a fiamma viva.</div><div>Nel frattempo riscaldare il polpo in un po’ della sua acqua insieme agli scampi.</div><div>Una volta pronto il pesce, preparare la zuppa disponendo in un piatto fondo da portata le freselle passate velocemente nel sugo. Aggiungere prima le cozze semi aperte poi gli altri frutti mare e infine il polpo tagliato, i tentacoli, gli scampi e o ”russ” a piacere.</div><div><br></div><div><br>Michele Annunziata III A<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 18:42:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La pastiera</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257428587</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa ricetta me l'ha dettata mia nonna, che mi ha detto che così la preparava anche sua nonna, quindi , ricetta antichissima... <strong><br>Ingredienti<br></strong><br></div><div><strong>PER IL RIPIENO<br></strong><br></div><ul><li>600 gr di ricotta di pecora</li><li>500 gr di zucchero</li><li>6 uova</li><li>600 gr di grano cotto</li><li>4 scorza di limone non trattato</li><li>4 ml di acqua di fiori d'arancio (2 fialette)</li><li>1 gr di vanillina (2 bustine)</li><li>200 gr di canditi misti</li><li>1 cucchiaino di cannella in polvere</li><li>30 gr di burro</li><li>400 ml di latte</li><li>30 ml di limoncello o di Strega</li></ul><div><strong>PER LA PASTA FROLLA<br></strong><br></div><ul><li>600 gr di farina</li><li>6 tuorli d'uovo</li><li>300 gr di burro</li><li>300 gr di zucchero</li><li>1 pizzico di sale</li></ul><div><br><strong>Procedimento<br></strong><br></div><div>Formare una fontana con la farina e mettere nel centro lo zucchero, il burro a fiocchetti ammorbidito, il pizzico di sale e il primo tuorlo. Impastare, unendo i tuorli uno alla volta fino a che non si assorbono per bene al composto.<br><br></div><div>Impastare solo per il tempo necessario ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Formare una palla con la pasta frolla e metteterla a riposare per almeno 30 minuti in frigorifero coperta con della pellicola trasparente.<br><br></div><div>Far cuocere il grano nel latte a fuoco basso, aggiungendo 30 grammi di burro, le quattro scorze di limone e un cucchiaino di zucchero. Quando il composto diventa cremoso, spegnere sotto il fuoco e far raffreddare.<br><br></div><div>Amalgamare bene la ricotta, passata prima al setaccio, con lo zucchero. Aggiungere sempre mescolando, i 6 tuorli d’uovo uno alla volta. Tenere le chiare da parte e montarle a neve ( serviranno dopo) . Quindi unire l’acqua di fiori d’arancio, la cannella, la vanillina, il liquore e infine i canditi di zucca e di cedro fatti a cubetti piccoli.<br><br></div><div>Aggiungere tutto il grano ormai freddo, avendolo prima privato delle scorze di limone e in ultimo gli albumi montati a neve. Mescolare fino a rendere l’impasto cremoso e omogeneo.<br><br></div><div>Riprendere la pasta frolla dal frigo e dividerla mettendone da parte un terzo. Stendere la parte più grande con il mattarello ad un’altezza di circa mezzo centimetro cercando di formare un disco più o meno regolare.<br><br></div><div>Imburrare una teglia da forno circolare da 28 cm e rivestirla con il disco di pasta frolla togliendo i bordi che dovessero eccedere la teglia ( la tradizione vuole che la pastiera sia alta 5/6 cm ).<br><br></div><div>Aggiungere gli scarti di pasta a quella messa da parte in precedenza e stenderla nuovamente. Formare un rettangolo per ricavarne tante striscioline larghe circa 2 cm .<br><br></div><div>Versare il contenuto di ricotta e grano nella teglia rivestita di pasta frolla e livellare con la lama di un coltello. Non riempirla fino in cima, ma lasciare un dito tra il bordo e il ripieno. Completare incrociando sulla superficie le striscioline di pasta appena create mantenendo una distanza di 3 cm l’una dall’altra.<br><br></div><div><br>Cuocere la <strong>pastiera</strong> in forno preriscaldato a 180 °C per 1 ora e 20 circa. <br><br></div><div>Spolverare la superficie della <strong>pastiera</strong> con lo zucchero a velo prima di servirla.<br><br></div><div>Giuseppe Giordano III A<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 19:44:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Casatiello </title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257430888</link>
         <description><![CDATA[<div>Ecco la ricetta di mia nonna Lina<br>Ingredienti<br><br></div><ul><li>600 g di farina  0 </li><li>circa 300 ml di acqua</li><li>25 g di lievito di birra </li><li>225 g di strutto</li><li>100 g tra pecorino e parmigiano reggiano</li><li>150-200 g salame napoletano</li><li>150 g provolone semi piccante</li><li>12 g di sale</li><li>pepe</li><li>4 o 6 uova per decorare</li></ul><div><br>Preparazione<br><br></div><div>Preparare la pasta del pane impastando la farina con 50 g di strutto, l'acqua tiepida ed il sale fino ad avere un impasto morbido ed elastico.<br><br></div><div>Far lievitare l'impasto in un recipiente coperto dalla pellicola per alimenti fino a quando non triplica. <br><br></div><div>Quando l'impasto è ben cresciuto, dopo circa un paio di ore, trasferire l'impasto su di un piano di lavoro leggermente infarinato  e stenderlo formando un rettangolo dallo spessore di 1 cm.<br><br></div><div>Ora  iniziare a farcire l' impasto con lo strutto,il pepe e i formaggi grattugiati. Fare diverse pieghe a libro e ad ogni piega inserire parte della farcia, per quest'operazione si può usare il mattarello in modo delicato per non "stressare" troppo l'impasto.<br><br></div><div>Iniziare a spalmare circa 1/4 dello strutto morbido, usando le mani o una spatola, sul rettangolo di pasta, aggiungere un po' dei formaggi grattugiati ed il pepe. Piegare il rettangolo a libro come si fa per la pasta sfoglia, stendere nuovamente la pasta e procedere come sopra con la farcia.<br><br></div><div>Proseguire così fino ad esaurimento dello strutto .<br><br></div><div>Tra una piega e l'altra fare riposare l'impasto 5 minuti . Prendere un pezzo d'impasto e tenerlo da parte,  servirà per fare le striscioline sulle uova.<br><br></div><div>Con l'ultima spalmata di strutto si aggiungono il salame ed il provolone tagliati a cubetti. Arrotolare la pasta delicatamente su se stessa come un salame.<br><br></div><div>Ungere uno stampo con il buco al centro con la sugna e sistemarvi dentro il rotolo unendo bene le due estremità e fare lievitare fino al bordo dello stampo coperto da un canovaccio, ci vorranno circa 3 ore. (i tempi di lievitazione sono sempre soggettivi, perché dipendono dalla temperatura dell'ambiente e dalla quantità di lievito usato).<br><br></div><div>Lavare bene il guscio delle uova con cui si decorerà il  rustico, disporle a raggiera con le punte rivolte verso il centro dello stampo , con l'impasto tenuto da parte fare dei bastoncini da disporre a croce sulle uova.<br><br></div><div>Spennellare il casatiello con un tuorlo d'uovo. Accendere il forno a 180° e quando è tiepido e non ha ancora raggiunto la temperatura, infornare il rustico in modo che cuocerà lentamente nel forno, ci vorrà circa 1 ora, prima di sfornare fare la prova stecchino.<br><br></div><div>Servire freddo, si conserva bene per 3-4 giorni ben chiuso in pellicola per alimenti.<br><br>Pasquale Ambrosio III A<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 19:51:26 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Uovo di cioccolato</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257435307</link>
         <description><![CDATA[<div>Delizia napoletana di Gay Odin</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:06:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>&#39;A pastiera</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257437629</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>STORIA DELLA PASTIERA<br><br>A Napule regnava Ferdinando<br>ca passava e' jurnate zompettiando;<br>mentr' invece a' mugliera, 'Onna Teresa,<br>steva sempe arraggiata c’ ‘a faccia appesa<br>o' musso luongo, nun redeva maje,<br>comm'avesse passate tanta guaje.<br>Nù bellu juorno Amelia, a' cammeriera<br>le dicette: "Maestà, chest'è ‘a Pastiera.<br>Piace ‘e ffemmene, all'uommene e ‘e ccriature:<br>uova, ricotta, grano, e acqua de’ sciure,<br>'mpastata insieme ‘o zucchero e ‘a farina<br>‘a può purtà nnanz o'Rre: e pur' a Rigina".<br>Maria Teresa facett a' faccia brutta:<br>mastecanno, diceva: "E ‘o Paraviso!"<br>e le scappava pure o' pizz'a riso.<br>Allora o' Rre dicette: "E che marina!<br>Pe fa ridere a te, ce vò a Pastiera?<br>Moglie mia, viena ccà, damme n'abbraccio!<br>Chistu dolce te piace eh? E mò c' ‘o saccio<br>ordino al cuoco che a partir d'adesso,<br>stà pastiera la faccia un pò più spesso.<br>Nun solo a Pasca, che altrimenti è un danno;<br>pe te fà ridere ha dda passà n'at' anno!"<br><br><br>Aniello Esposito III A</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:15:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La tradizione in rima </title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257438222</link>
         <description><![CDATA[<div>'O pranzo 'e Pasca<br>&nbsp;<br>A tavola nun è tradizione<br>si nun faccio ‘a benedizione…<br>e doppo fatto ‘o segno d’ ‘a Croce<br>tutte quante ‘nzieme a una voce<br>a nostro Signore ringraziammo<br>po’ ognuno ‘o posto sujo e zitto<br>s’accummencia ca fellata d’ ‘o sottoscritto,<br>e tutte quanto nuje brindammo….<br>ll’ove sode, ‘o capucuollo ..j’ che festa<br>c’ ‘a ricotta salata.. tutta appriparata<br>dint’a na guantiera tutta argentata…<br>e po la mia mogliera porta ’ a menesta,..<br>fatta c’ ‘a carne ‘o ‘a gallina paesana…<br>po’ e ccarcioffole, po’ doppo arrepusate<br>ncopp’a tavola è pronto ‘o tortano e ‘o vino<br>ll’acqua minerale, ‘a coca cola, ‘o chinotto,<br>‘a cassosa, e tutto a soddisfazione,<br>po se metteno ‘e paste dint’a guantiera,<br>po’ ce stà ‘a colomba pasquale, ‘a pastiera…<br>e po’ l’amaro do’ cumpagno mio Pachialone<br>‘ o stock 84, ‘o limoncello, tanti liquore<br>e all’urdemo ‘o cafè…ah, m’ero scurdato<br>‘a cosa cchiu’ bella ll’uovo ‘e ciucculata,<br>ca surpresa ‘e diciotto karati tutta d’oro…<br>ma quanto m’hè custata sta magnata…<br>mannaggia ‘a mesata mia se n’è vulata!!<br>Ah, ‘a supresa pesa 50 grammi e tutta d’oro?<br>Va be’ dimane gia’ stà addo ‘mpignatore!!<br><br><br>Giorgia Della Monica Esposito III A</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:17:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>&#39;O casatiello</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/257440217</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong><br>Pasqua, Gesù è risorto.<br>Tutto è bello, pure pecchè<br>se mangia ‘o casatiello.<br>Rotunno, gruosso, grasso e sapurito,<br>‘o vide, e te rinasce l’appetito.<br>Che d’è, te ne vuò fa sulo na’ fetta?<br>Cu chella ce può fa Pasqua e Pasquetta.<br>Salame, pepe, nzogna, acqua e farina,<br>e nu’ sacco ‘e formaggio pecorino:<br>ce vonno pur’e cicole ‘e maiale, ca so’ pesante<br><br><br>Sara Di Somma III A</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 20:24:08 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il Venerdì Santo</title>
         <author>olga_mosca</author>
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         <description><![CDATA[<div>il Venerdì Santo le campane restano mute e i sagrestani chiamano a raccolta i fedeli con la “trucola”: un aggeggio di legno che emette un rumore stridente.<br>Nelle chiese icone e crocefissi vengono ricoperti da drappi viola, in segno di rispetto verso Cristo morto.</div><div><br></div><div><strong>Il Venerdì Santo è dedicato alla tradizione della </strong><strong><em>Via Crucis</em></strong><strong>, la rappresentazione delle ultime ore di vita di Cristo</strong>, dal tradimento per trenta denari di Giuda fino alla crocifissione, strutturate in “stazioni”. Questa processione si svolge per le strade dei paesi , ci sono persone che interpretano Gesù, i soldati, i due ladroni, Pilato, il Cireneo, ecc. Tutto il rito religioso della via crucis viene drammatizzato e rappresentato come in una recita.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-04 10:56:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il Sabato Santo</title>
         <author>olga_mosca</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il Sabato Santo c’è la benedizione dell'acqua e del fuoco. Ogni fedele prende acqua in una bottiglietta e un po' di cenere in un fazzoletto ricamato.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-04 11:02:03 UTC</pubDate>
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         <title>Di queste tradizioni ( i  &quot; paputi &quot;, le processioni, i sepolcri ) ce ne ha parlato  la signora Carla Monteleone , la nostra collaboratrice scolastica, che vive a Sarno  </title>
         <author>olga_mosca</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-13 16:02:17 UTC</pubDate>
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         <title>La pastiera - la sua storia è leggenda...</title>
         <author>olga_mosca</author>
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         <description><![CDATA[<div>“<em>Magnatella na risata!</em>”<br><br></div><div>Pare che&nbsp; questo&nbsp; modo di dire napoletano risalga a <strong>Maria Teresa d’Asburgo-Teschen</strong>, seconda moglie del re di Napoli Ferdinando II di Borbone. Maria Teresa era sempre di&nbsp; cattivo umore e perciò i napoletani la soprannominarono la regina che non sorride mai. Beh, non ci crederete, pare che&nbsp; sorrise per la prima volta dopo aver assaggiato una fetta di <strong>&nbsp;pastiera</strong>.<br><br></div><div>Noi abbiamo indagato, ricercato in biblioteca e sul web e abbiamo visto che la sua nascita è avvolta nella leggenda, eccola qua per voi !&nbsp;</div><div><br></div><div><strong>La sirena Partenope, che aveva fondato Napoli</strong>, a primavera, cantava&nbsp; melodie ai cittadini che, ammaliati dalla sua voce, decisero di portarle in dono farina, zucchero, ricotta, grano, uova ed acqua di fiori d’arancio. <strong>La sirena accettò questi doni e li portò agli dèi.&nbsp; </strong>&nbsp;Gli dei mescolarono gli ingredienti e crearono la prima pastiera.<br><br></div><div>In realtà, questa leggenda sarebbe legata alla dea <strong>&nbsp;Cerere</strong>. Grano e uova simboleggiano abbondanza, fecondità e rinascita, l’acqua di fiori d’arancio rappresenta<strong> l’arrivo della primavera</strong>.<br><br>abbiamo scoperto che quasi certamente&nbsp; furono le <strong>suore</strong> del convento di <strong>San Gregorio Armeno</strong>,a perfezionarne la ricetta seguita ancora oggi.</div><div><br></div><div>Questo dolce simboleggia la rinascita, il nuovo, l’abbondanza, forse la serenità,è un invito a  godere i sapori e le feste ,a tornare a sorridere di gusto, proprio come Maria Teresa d’Asburgo,( la regina che non sorrideva mai) subito dopo il primo morso.<br><br></div><div><br></div><div>Federica Boccia III&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-13 16:11:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La &quot; processione bianca &quot; e la &quot; processione nera &quot; sono tipiche della penisola sorrentina &quot; e di esse ce ne ha parlato molto ( ci ha fatto vedere anche dei filmati ) la maestra Susi ( Vellecca ) che abita a Meta di Sorrento... ( abbiamo avuto notizie ed immagini &quot; di prima mano &quot; !!!)</title>
         <author>olga_mosca</author>
         <link>https://padlet.com/olga_mosca/mdusnr9w1mve/wish/260243097</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-13 16:28:19 UTC</pubDate>
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