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      <title>IL CIBO NELL&#39; ARTE by </title>
      <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka</link>
      <description>Racconto tra le raffigurazioni artistiche del cibo dal Cinquecento alla fine dell&#39;Ottocento</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-02-16 10:25:45 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-03-02 10:20:10 UTC</lastBuildDate>
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         <title>IL RUOLO DEL CIBO NELLA STORIA DELL&#39;ARTE</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499630173</link>
         <description><![CDATA[<div>Mangiare è una delle pratiche fondamentali delle comunità umane. Mangiamo per nutrirci, ma anche per stare insieme, per interagire con chi ci sta accanto e con l’ambiente.</div><div>Da sempre, il cibo ha ricoperto un ruolo molto speciale nelle opere d’arte di tutte le epoche, ed ha il compito di:&nbsp;<br><br></div><ol><li>Rappresentare lo status sociale;</li><li>Assumere una valenza simbolica;</li><li>Essere oggetto di comunicazione di massa.</li></ol><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 14:36:46 UTC</pubDate>
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         <title>IL CIBO NELL&#39;ARTE DEL RINASCIMENTO (CINQUECENTO)</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499639702</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Sul finire del <strong>Cinquecento</strong>, la rappresentazione del cibo nei quadri fornisce una vera e propria lettura sociologica del periodo. Si dà soprattutto importanza al cibo dei poveri o alla contrapposizione del cibo consumato da poveri e ricchi. Per tutto il Rinascimento, fino al XVII Secolo, il cibo fu solo un&nbsp; coprotagonista nelle opere dei maggiori artisti conosciuti, utilizzato sia per illustrare scene di vita quotidiana, sia per dare maggiore risalto nei dipinti. <br><br><em>Adamo ed Eva </em>di Albrecht Durer<br><strong>Descrizione dell'opera</strong></div><div>I due progenitori sono ritratti in una tavola ciascuno su sfondo scuro, appoggiati a figura intera su un suolo sassoso (in quello di Adamo vi si legge anche il monogramma). Eva è vicina all'Albero della Vita e il serpente le sta porgendo il frutto del Peccato originale, che essa afferra senza guardare. Nell'altra tavola Adamo tiene già in mano un ramo con il frutto e, con le foglie, si copre le parti intime per il sopraggiungere della vergogna. Essa ha un volto tondeggiante e i capelli lunghi, a differenza delle fisionomie tradizioni dell'arte tedesca; inoltre le sue gambe incrociate accennano a un dinamismo più marcato rispetto ad Adamo.</div><div>Rispetto all'analogo tema trattato da una celebre incisione del 1504, il dipinto del Prado mostra l'evoluzione del concetto di bellezza ideale per l'artista: la bellezza ideale dei soggetti non scaturisce dalla regola classica delle proporzioni di Vitruvio, ma da un approccio più empirico, che lo portò a creare figure più slanciate, aggraziate e dinamiche. La novità si vede bene confrontando l'opera con l'incisione del Peccato originale di qualche anno prima, in cui i progenitori erano irrigiditi da una geometrica solidità. La storia dell’uomo, secondo la Genesi, comincia con un atto alimentare che segna la disobbedienza a Dio, rivelando la fragilità dell’uomo e la necessità di Redenzione. Nel Giardino dell’Eden, Adamo ed Eva colgono il frutto proibito dall’albero “della conoscenza del bene e del male”, tentati dal serpente. Durer realizza una versione su due tavole separate dal fondo nero, i rami di melo nascondono le nudità.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 14:42:56 UTC</pubDate>
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         <title>Pieter Bruegel, Nozze di contadini</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499663068</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>In un granaio, ad una grande tavolata, si sta celebrando il pranzo nuziale di una coppia di contadini. I commensali indossano gli abiti del periodo. E’ riconoscibile la sposa con una coroncina in testa e con un drappo scuro appeso dietro di lei. Lo sposo, come da tradizione, serve la tavola e probabilmente è il personaggio all’estrema sinistra che sta travasando della birra in una brocca. Il pasto è povero, polenta per tutti, servita con delle semplici assi, forse una porta. In primo piano un 🤬 con un cappello da adulto che gli copre gli occhi sta leccando il piatto. La quantità di dettagli di vita quotidiana fanno di quest’opera uno dei primi chiari esempi di pittura di genere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 14:55:39 UTC</pubDate>
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         <title>Vincenzo Campi, I mangiatori di ricotta</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499682396</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>L’opera appartiene al soggetto della scena di genere, costituita prevalentemente da immagini di vita quotidiana che hanno come protagonisti soggetti appartenenti a classi sociali meno abbienti.<br>I tre uomini e la donna hanno appena iniziato ad assalire il piatto di ricotta, un latticino economico rispetto agli altri tipi di formaggi, come quello di capra, diffuso nel seicento ed utilizzato nelle cucine dei ricchi signori. I personaggi mostrano un atteggiamento divertito, guardano verso l’osservatore che può notare la goduriosità e l’appagamento sui loro volti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:05:47 UTC</pubDate>
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         <title>Annibale Carracci, Il mangiafagioli</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499692193</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>In antitesi al Manierismo, ecco un quadro “di genere”, considerato un capolavoro per l’abilità dell’artista di rendere un rozzo e umile paesano per quello che è, rozzo e umile senza intenti grotteschi, distante dai temi sacri e mitologici, raffigurante il realismo della quotidianità: un popolano, forse seduto a un tavolo di una taverna, consuma un pasto frugale a base di fagioli, cipolle, funghi e patate, accompagnato da una brocca di vino bianco. Il punto di vista è ravvicinato, la pittura è veloce, moderna, dalle spesse pennellate, anticipa il tema della natura morta e non fa che perfezionare l’intenzione del pittore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:11:55 UTC</pubDate>
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         <title>Annibale Carracci, La bottega del macellaio</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499699812</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>La scena è affollata, senza alcuna priorità di soggetti, le figure sono ritratte per intero nelle loro azioni quotidiane. Probabilmente queste operazioni all’interno della bottega non avvenivano contemporaneamente, ma il quadro rappresenta una sintesi durante l’arco della giornata di questo lavoro considerato umile e bistrattato, ripreso dal “vero naturale”, senza alcuna velleità manieristica.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:16:42 UTC</pubDate>
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         <title>Tintoretto, Ultima cena</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499705407</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>La vista della tavolata non è frontale e in quest’ottica l’effetto prospettico è maggiore. L’ambiente è una classica taverna veneziana, quindi l’Ultima cena viene attualizzata. Cristo è quasi sul fondo della scena, illuminato dalla luce divina, e sta offrendo il pane. I vapori si trasformano in presenze angeliche. In primo piano, sono raffigurati due inservienti. La donna offre un’alzata ricolma di manna ebraica che l’altro servitore rifiuta, preferendo della frutta. Sul tavolino di servizio, sono presenti la pisside per le particole, il secchiello e l’aspersorio per l’incenso, elementi che rimandano al sacramento dell’eucarestia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:20:00 UTC</pubDate>
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         <title>LA PITTURA TRA LA FINE DEL 500&#39; E IL SEICENTO</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499717636</link>
         <description><![CDATA[<div>Intanto si cominciano a diffondere i <em>quadri di genere</em> e gli oggetti diventano sempre più importanti e protagonisti della scena al pari delle persone.<br>Partendo dal Nord Europa, fanno capolino scene di mercati e cucine, cronache di feste e banchetti, interni di botteghe e anche in Italia si comincia a sentire questo cambiamento.</div><div>Con la fine del XVI secolo la <strong><em>Natura Morta</em></strong> è pronta ad affermarsi nella pittura al pari degli altri generi; in questi anni gli alimenti raffigurati non saranno concepiti come comparse ma diventeranno i veri protagonisti dell’arte. Frutta e verdura vengono rappresentati nei loro minimi particolari, nella loro naturalezza, nella loro imperfezione, stando ad indicare la bellezza corrosa dal tempo, la precarietà della vita terrena e il ciclo della natura.&nbsp;<br>Tanti sono i pittori protagonisti, con le loro opere, di questo periodo storico e artistico: Velasquez in Spagna, gli artisti fiamminghi come Jan Steen, Johannes Vermeer e Pieter Claesz, Arcimboldo e Caravaggio in Italia.</div><div>Un posto a parte merita <strong>Giuseppe Arcimboldo</strong>, l’eccentrico autore di composizioni illusioniste e surrealiste ante litteram, noto per le sue teste composte, nelle quali utilizza ortaggi, fiori, frutti, carni e pesci, oggetti di uso quotidiano. Manierista capace e competente, padroneggia perfettamente le tecniche pittoriche e figurative della migliore scuola lombarda del XVI° secolo. Sbalorditivo nel saper trovare nuove soluzioni utilizzando il solito stile. Fu molto imitato nei secoli successivi&nbsp; talvolta usando le immagini per composizioni ambigue e di doppia lettura come nell’ Ortolano del 1590.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:26:43 UTC</pubDate>
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         <title>IL SEICENTO E L&#39;AFFERMAZIONE DELLA NATURA MORTA</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499723723</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Nel Seicento il cibo diventa il vero protagonista della tela. La <em>Natura Morta</em> è pronta ad affermarsi nella pittura al pari degli altri generi; in questi anni gli alimenti raffigurati non saranno concepiti come comparse ma diventeranno i veri protagonisti dell’arte. Frutta e verdura vengono rappresentati nei loro minimi particolari, nella loro naturalezza, nella loro imperfezione, stando ad indicare la bellezza corrosa dal tempo, la precarietà della vita terrena e il ciclo della natura.</div><div><br><strong>CARAVAGGIO E LA CANESTRA DI FRUTTA</strong></div><div>Principali fautori sono i pittori fiamminghi olandesi e in Italia è <strong>Caravaggio</strong> che sfida la pittura del suo tempo dipingendo la celebre <strong>Canestra di frutta</strong>, prima opera conosciuta nella quale il cibo non è accessorio, ma protagonista assoluto della tela.<br>La precisione fotografica con cui Caravaggio dipinge la canestra è a dir poco sorprendente, tanto che consigliamo di guardarlo da vicinissimo per coglierne al meglio i particolari; ogni frutto e ogni foglia diventa letteralmente un protagonista proprio come se fosse una rappresentazione sacra o mitologica. I frutti fragranti e succosi, diventano i protagonisti della rappresentazione, definitivamente separati da secondi significati religiosi o filosofici, e collocati sullo stesso piano della figura umana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:30:33 UTC</pubDate>
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         <title>Caravaggio, Cena in Emmaus</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499731573</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>Cristo risorto riappare, durante una cena ad Emmaus, ai suoi discepoli, che lo riconoscono dai suoi gesti ripetuti nell’Ultima cena. La mensa presenta il pane e il vino ma è arricchita anche da altri alimenti, come il pollo e la cesta di frutta, raffigurata in bilico sulla tavola, quasi come un invito per chi guarda ad afferrare i frutti del paradiso</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:35:22 UTC</pubDate>
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         <title>Diego Velasquez, Vecchia che frigge le uova</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499738593</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>Il dipinto è stato eseguito a Siviglia dove andava molto di moda il genere delle <em>bodegones</em>. Questa tecnica pittorica si differenzia dalla semplice natura morta in quanto vengono accostate alle vivande delle figure umane umili e semplici, del popolo, inserite nella cornice di un’osteria. Dietro ad una apparente banalità dei temi, si celano solitamente significati allegorici.<br>Il dipinto rappresenta una figura anziana di una donna che, seduta davanti a un tegame di terra cotta, cuoce delle uova; con la mano destra tiene un cucchiaio di legno, con la sinistra si sta accingendo a rompere un uovo sul bordo del recipiente. Il volto della donna, segnato dall’età, è di una solennità pensosa; altrettanto serio è il fanciullo che rivolge lo sguardo verso lo spettatore, con un melone in una mano e un fiasco di vino nell’altra. I due personaggi sono immobili come gli oggetti che li circondano, non c’è relazione tra loro. Gli sguardi non si incontrano. La scena appare in un equilibrio perfetto: il lato destro, dove si trova la donna grazie alla caraffa, al bianco del piatto e all’uovo nella mano sinistra, fa da contrappunto all’oscurità del lato sinistro.<br>Il contrasto tra gioventù e vecchiaia simboleggia il tema della caducità della vita terrena, mentre l’uovo in mano alla donna è il simbolo della rigenerazione. La resa degli elementi della tela, infine, è molto realistica: dalle uova al mortaio, all’ombra del coltellino nella ciotola, alle due caraffe e alla cipolla.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:39:56 UTC</pubDate>
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         <title>Pieter Claesz, il maestro delle nature morte. Natura morta con torta di tacchino</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499748141</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>Questa tela realizzata nel 1627 oltre ad essere una delle più celebri di Claesz, è anche la migliore per comprendere meglio la sua tecnica pittorica. Il soggetto cardine del quadro è il tacchino, animale affascinante giunto da poco dal nuovo mondo. Il tortino al centro del tavolo, ripieno appunto della carne di tacchino è già stato assaggiato, quindi si può dedurre che ci troviamo all’inizio del pasto. Le ostriche invece sono tutte al loro posto nel piatto. Per servire il tacchino sono già stati predisposti il sale e il pepe sul piatto visibile a destra. Questo dettaglio, a prima vista di poco conto invece è un indice, insieme alle posate molto lucide, della ricchezza dei proprietari. Dall’altro lato del tavolo è possibile ammirare il limone sbucciato, chiaro rimando alla brevità della vita e alle sue amarezze, con un coltello nel quale il pittore ha posto la sua firma e l’anno della realizzazione. Infine dietro la saliera vi è un vero tripudio di decorazioni tipiche dei banchetti rinascimentali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:45:59 UTC</pubDate>
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         <title>Jan Steen, L&#39;allegra famiglia</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499751263</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>Con la riforma protestante e la controriforma cattolica, c’erano stati episodi di iconoclastia. L’arte sacra cominciava ad essere sostituita dall’arte di genere, con soggetti di vita quotidiana. Il banchetto è quasi al termine e regna la confusione. Alcune stoviglie sono a terra, la tovaglia è scomposta. Il prosciutto sul tavolo ci racconta di un pranzo per un’occasione speciale. La famiglia è quella del pittore, il quale si ritrae nel suonatore di cornamusa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:48:02 UTC</pubDate>
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         <title>IL SETTECENTO</title>
         <author>dariolp83</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>In un contesto realistico di una cucina povera, una ragazza si ritrae dalle insistenti attenzioni di un giovane, cercando di salvaguardare le uova che tiene nel grembiule. L’uovo raffigura la virtù della donna, virtù compromessa dall’uovo già rotto caduto di fronte a lei. Il cavolo rappresenta una metafora linguistica: in quel secolo era nata l’espressione “mon petit chou”, vezzeggiativo usato per chiamare figli e mariti. Nell’angolo a destra, un gatto è alle prese con la sua preda, un polletto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:52:23 UTC</pubDate>
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         <title>Jeanne Etienne Liotard</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499761821</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>Una cameriera è in atto di servire una tazza di cioccolata ad una padrona ipotetica. Il vassoio di lacca è una preziosa cineseria di importazione, la tazza a campana di porcellana di Meissen, la trombleuse d’argento per impedirne il rovesciamento e il bicchiere d’acqua rimandano al rituale della cioccolata mattutina alla corte di Maria Teresa d’Austria, presso la quale Liotard era pittore ufficiale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 15:54:58 UTC</pubDate>
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         <title>IL CIBO RAFFIGURATO DA VINCENT VAN GOGH</title>
         <author>dariolp83</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si giunge così al maestro assoluto, al genio di&nbsp; Vincent Van Gogh, il quale si propone di rappresentare i più umili, nel tentativo, attraverso l’arte, di ridare dignità a tutti gli esseri viventi indipendentemente dalla loro classe sociale. Nel celebre quadro “I Mangiatori di patate”, dipinto nel 1855, la patata, ortaggio alquanto comune e base dell’alimentazione contadina, rappresenta, ancora una volta, la ricompensa per il duro lavoro svolto<br><br><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>Nel celebre quadro “I Mangiatori di patate”, dipinto nel 1885, la patata, ortaggio alquanto comune e base dell’alimentazione contadina, rappresenta, ancora una volta, la ricompensa per il duro lavoro svolto. L'opera raffigura l'interno di una povera abitazione di Nuenen, appena illuminata da una fioca luce che, sgorgando dalla lampada a petrolio appesa a una delle travi del soffitto, si riflette sulle cuffie bianche, sulle tazzine di caffè, e sul magro pasto dei commensali. Al centro della composizione è presente una famiglia di contadini che, dopo aver trascorso la giornata a lavorare duramente nei campi, si riunisce intorno a un tavolo, per consumare la cena. Un'anziana signora, ricurva per la fatica, versa il caffè nelle tazzine, mentre l'uomo alla sua destra, probabilmente suo marito, reca in mano una patata; la donna a sinistra intinge la forchetta nel vassoio delle patate. Lo sguardo della donna è rivolto verso l'uomo accanto a lei, i cui lineamenti sono imbruttiti da fatica e rassegnazione, per un destino che non cambierà. In primo piano, una bambina, di spalle, tiene forse le mani giunte al petto, nell'atto di recitare una preghiera prima del pasto (secondo un'altra interpretazione, si ipotizza che l'autore, nascondendone il volto, abbia voluto «salvarla» dal triste destino che l'attende. Gli sguardi sono sfuggenti, non si incrociano e la bambina in primo piano rafforza l'idea che l'osservatore si stia intrufolando in un momento intimo, agendo come un vero fattore di distanziamento. La bambina, inoltre, tenta di ovviare alla maldestra disposizione della famiglia, raccordando le due parti e, ponendosi in posizione intermedia tra l'osservatore e la sorgente luminosa, dà vita a un forte controluce.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_mangiatori_di_patate#cite_note-fm-8"><sup><br></sup></a>Van Gogh stesso sottolinea come le mani nodose che stanno afferrando le patate, sono le stesse che, durante il giorno, le hanno seminate e raccolte:<br><br></div><div>«Ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute; il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole».</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:05:28 UTC</pubDate>
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         <title>V. Van Gogh e le nature morte</title>
         <author>dariolp83</author>
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         <pubDate>2023-03-01 16:08:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dariolp83</author>
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         <pubDate>2023-03-01 16:10:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dariolp83</author>
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         <pubDate>2023-03-01 16:13:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dariolp83</author>
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         <pubDate>2023-03-01 16:16:49 UTC</pubDate>
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         <title>MANGIARE CON LA NATURE MORTE DI PAUL CEZANNE</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499803636</link>
         <description><![CDATA[<div>Le scene domestiche su piccola scala di nature morte erano considerate un argomento assai poco interessante dall'Accademia Reale di Francia del 19° secolo, ma Cezanne ha dimostrato che questo genere modesto poteva anticipare idee nella pittura moderna. EGLI dipinse tutta una serie di nature morte di frutta durante gli anni Settanta del XIX secolo.<br><br><strong>Natura morta con mele e arance, 1899<br>Descrizione dell'opera<br></strong>Questa tela rappresenta una natura morta di mele e di arance in un recipiente per frutta bianco e una piattino bianco posati su un drappo del medesimo colore, a lato di una brocca decorata con dei fiori su fondo bianco. Un tessuto floreale riprende i contrasti primari del blu scuro e dell'arancione. Inoltre, Cézanne gioca sulle linee spezzate delle pieghe e sulla rotondità dei frutti.&nbsp;<br>I frutti furono usati da Cézanne come soggetto molto spesso, in quanto non importanti, né rappresentativi di nulla in particolare. Questo quadro viene da molti considerato come dipinto emblematico del Cubismo, in quanto ne anticipa alcuni aspetti, come l'utilizzo di figure geometriche per rappresentare i frutti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:21:23 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;OTTOCENTO E I DE&#39;JEUNERS IMPRESSIONISTI </title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499833965</link>
         <description><![CDATA[<div>I pittori impressionisti hanno immortalato sulla tela diversi momenti legati al mangiare, i vari dèjeneurs:<br><br></div><ul><li>Le <strong>dèjeuner sur l'herbe</strong> di Edouard Manet;<strong>&nbsp;</strong></li><li>Le <strong>dèjeuner sur l'herbe</strong><em> di </em>Claude Monet;<strong>&nbsp;</strong></li><li>Le<em> </em><strong>déjeuner des canotiers</strong><em> di </em>Pierre Auguste Renoir<strong>.</strong></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:40:40 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Edouard Manet</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499847008</link>
         <description><![CDATA[<div>La <em>Colazione sull'erba</em> fu al centro di uno dei più clamorosi scandali artistici dell'intera storia dell'arte. Gli animi benpensanti della borghesia di Parigi si indignarono rumorosamente di fronte alla donna nuda dipinta da Manet, e tacciarono l'intero quadro di una scandalosa «indecenza». <br><br><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>La <em>Colazione sull'erba</em> raffigura un episodio squisitamente contemporaneo. Due uomini e una donna stanno consumando la merenda all'aperto, in una radura costeggiata dalla Senna, a poca distanza da Parigi (si presume presso l'île Saint-Ouen). Bisogna notare che i due signori sono vestiti con abiti moderni di città - veri e propri dandy del loro tempo - e stanno amabilmente conversando tra di loro. Quello a sinistra è lo scultore Ferdinand Karel Leenhoff, futuro cognato dell'artista, mentre a destra è raffigurato uno dei due fratelli di Manet, Eugène o Gustave, semisdraiato sul manto erboso e con il braccio allungato in direzione della giovane amica: si tratta di un gesto che evoca un dialogo, anche se sembra che nessuna delle figure rappresentate stia conversando. Si tratterebbe, in realtà, di una mossa derivata dall'incisione del Raimondi. <br>Alla destra della prima figura maschile troviamo infine una donna nuda che conversa, per la quale ha posato Victorine Louise Meureunt, all'epoca la modella prediletta di Manet. Con il mento posato sulla mano, la fanciulla volge lo sguardo verso lo spettatore (è l'unico personaggio della composizione a farlo), quasi a voler dialogare e intessere una relazione con chi sta osservando la scena, lasciandosi scappare contestualmente un enigmatico sorriso. Anche in questo caso la posa è filtrata attraverso l'incisione di Raimondi: la donna, tuttavia, è inequivocabilmente contemporanea («una donna ordinaria del demi-monde», per usare le parole di un critico). Per di più ella non è semplicemente nuda, ma addirittura denudata, forse perché in procinto di farsi il bagno nel fiume: nell'angolo in basso a sinistra, infatti, giacciono le sue vesti, nella fattispecie un cappellino di paglia di Firenze, adornato da un flessuoso nastro azzurro, e un abito dello stesso colore. A fianco dei vestiti scomposti si trovano anche i resti della colazione: la frutta che rotola disordinatamente dal cestino, il pane e la fiaschetta d'argento costituiscono a tutti gli effetti una natura morta all'interno del dipinto stesso, e raccontano agevolmente la storia del picnic. Lo stesso Manet, d'altronde, amava dipingere nature morte e spesso le inseriva in composizioni di più ampio respiro, concedendo loro grande rilevanza e spazio, proprio come nella <em>Colazione sull'erba</em>. In alto, quasi al vertice di quell'ipotetico triangolo isoscele che racchiude le quattro figure, troviamo un'altra giovane ragazza, stavolta vestita con una camicia da giorno, intenta a bagnarsi i piedi nella limpida acqua del ruscello. Intorno a lei si dispiega un bosco verdeggiante e frondoso, dove troviamo anche un piccolo ciuffolotto in volo, il quale aggiunge una nota realistica e scanzonata all'intero dipinto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:48:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Claude Monet</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499854101</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Descrizione dell'opera<br>Colazione sull'erba</strong> (Le Déjeuner sur l'herbe) è un dipinto realizzato nel 1865-1866 dal&nbsp; pittore francese Claude Monet.&nbsp; È conservato nel Musèe Orsay di Parigi. Il quadro riprende il celebre dipinto di Edouard Manet, <em>Le dèjeuner sur l'herbe</em>.&nbsp; Questo è solo un frammento di un'opera di maggiori dimensioni, che Monet abbandonerà lasciandola in pegno al proprietario di casa per il mancato pagamento dell'affitto, questi la terrà in un luogo umido dove ammuffirà parzialmente. Per questo motivo quando egli riuscirà a recuperarla nel 1884 la taglierà e ne conserverà soltanto tre frammenti, il terzo dei quali è oggi scomparso. Il dipinto è realizzato con la tecnica dell'<em>"en plen air,</em> cioè della pittura all'aperto, direttamente sul posto e non in studio, secondo gli insegnamenti di Manet.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:53:00 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Pierre Auguste Renoir</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2499859766</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Descrizione dell'opera<br></strong>La celeberrima scena de <em>La colazione dei canottieri</em>, infatti, ha luogo nella veranda aperta del ristorante dei Fournaise sull'isola di Chatou abitualmente frequentato dai canottieri parigini che praticavano questo sport lungo la Senna e ivi si concedevano il meritato riposo in compagnia di amici ed amiche. Si vedono ben quattordici persone festosamente riunite attorno a un tavolo: di queste, sono identificabili la bella Alphonsine Fournaise, appoggiata pensosa alla balaustra, Paul Lhote con la paglietta, Aline Charigot (futura moglie del pittore) intenta a strapazzare affettuosamente un cagnolino, ma anche Charles Eprussi (sullo sfondo con la tuba), un ricco banchiere che Renoir conobbe al salotto dei Charpentier. Speciale menzione merita anche Alphonse Fournaise, figlio del proprietario del locale, il quale veste una maglietta bianca alla marinara e un cappello di paglia: si tratta di un abbigliamento distintivo dei canottieri, e anche il suo fisico possente - con le braccia tornite ed il torso virile - sembra suggerire all'osservatore che egli si sottopone a un allenamento assiduo e costante. Ad aver posato per i personaggi de <em>La colazione dei canottieri</em>, dunque, sono gli stessi amici e conoscenti dell'artista. Con la luce estiva del sole che filtra attraverso il tendaggio a righe la scena viene inondata di riverberi rosati. Ne consegue un'atmosfera conviviale, festosa e leggermente <em>bohémienne</em>, accentuata dalla fitta rete di sguardi che lega espressivamente i vari personaggi. Pittore magistrale della <em>via moderne</em>, in questo modo Renoir rende con leggerezza l'atmosfera di una domenica pomeriggio, e sembra quasi che si possano udire il ciarliero brusio degli uomini e le risate delle ragazze</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-01 16:56:37 UTC</pubDate>
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         <title>Jan Vermeer, La lattaia</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2500716155</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Descrizione dell'opera<br></strong><br>l tema delle scene di cucina ebbe una notevole diffusione nei Paesi Bassi fin dal Cinquecento, con le opere di Pieter Aertsen e Joachim Beuckelaer.&nbsp;<br>Vermeer rappresentò una donna robusta, probabilmente una cuoca, intenta a versare il latte in un interno domestico spoglio. A differenza dei suoi predecessori, all'artista non interessava rappresentare una pittoresca scena di genere o una natura morta di cibi e pietanze più o meno arricchita dalla presenza di figure umane di contorno: sebbene infatti questi temi siano riecheggiati e in parte sviluppati nel dipinto (soprattutto la bella descrizione degli oggetti), quello che colpisce soprattutto è l'atmosfera rarefatta e silenziosa, carica di un'acuta osservazione psicologica della realtà quotidiana, senza enfasi retorica. La lattaia è infatti colta mentre fa un gesto quotidiano, eseguito quasi con sacralità silenziosa. Nella stanza, illuminata da una finestra sulla sinistra e caratterizzata da una parete spoglia come sfondo, gli oggetti immobili rifrangono la luce svelando le loro diverse caratteristiche materiche: in primo piano, sul tavolo, una brocca con coperchio appare lucida e smaltata, mentre il pane sembra croccante e il cestino di vimini assorbe la luce con maggiore opacità. Questi effetti sono ottenuti variando sapientemente la tecnica pittorica, ora liscia e velata, ora ruvida e fatta di piccoli puntini. Accanto alla finestra un'attenzione analoga è riposta nella rappresentazione di una gerla appesa e un paiolo d'ottone. In basso, sul pavimento, si vede poi uno scaldino, tra briciole sparse sul pavimento, vicino a una fila di mattonelle di Delft sporche che fanno da battiscopa. Anche la parete è resa vibrante da alcune semplici ma efficaci notazioni realistiche dell'ambiente: alcune macchie, un chiodo a cui non sta appeso niente, i segni dell'intonaco scrostato sul lato più umido, che dà all'esterno. Sullo sfondo, come hanno evidenziato le radiografie, l'artista aveva inizialmente dipinto una cartina geografica, eliminandola però, assieme ad altri pentimenti, poiché non consona all'ambientazione. Ad accrescere il senso di modestia di questo angolo di cucina, un vetro della finestra è rotto. Protagonista resta comunque la donna, forte e robusta, leggermente inclinata per bilanciare il peso del contenitore e controllare, con espressione concentrata, la sua azione. Il volto appare inondato di luce e incorniciato dalla cuffia bianca. Il suo busto giallo, il grembiule blu, la gonna rossa, assieme ai colori della brocca e del bacile della terracotta, del bianco del latte, del verdognolo della tovaglia e del drappo azzurro sul tavolo, compongono un mirabile concerto cromatico, in cui le varie note sono fuse senza prevalere l'una sull'altra. Vermeer ha infatti il dono rarissimo di far nascere la pittura, nello stesso istante, come luce e come colore.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 07:45:43 UTC</pubDate>
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         <title>IL CIBO DAL SETTECENTO AL NOVECENTO</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2500720565</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il 1700 e il 1900 il cibo ebbe lo scopo di comunicare un messaggio ben preciso</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 07:49:49 UTC</pubDate>
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         <title>VIDEO SUL CIBO NELL&#39;ARTE</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2500816494</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 09:20:29 UTC</pubDate>
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         <title>CONCLUSIONI</title>
         <author>dariolp83</author>
         <link>https://padlet.com/dariolp83/maht1rives7bkxka/wish/2500826595</link>
         <description><![CDATA[<div>Se è vero che il cibo diventa arte, è vero che l'arte diventa cibo.&nbsp;L'arte è cibo per gli occhi, per la mente, ma soprattutto, è cibo per l'anima e nutre l'uomo in modo integrale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-02 09:29:14 UTC</pubDate>
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