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      <title>IC Pelago sec  Ghiberti  tutor 2023-24 by DOMENICO CANCIANI</title>
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      <description>Scuola secondaria Ghiberti, IC Pelago </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-11-06 15:29:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>domecancia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-11-06 15:31:03 UTC</pubDate>
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         <title>PRIMO PASSO: STRUMENTI DI DEMOCRAZIA</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2779533022</link>
         <description><![CDATA[<p>Una Premessa Necessaria</p><p><br></p><p>L’introduzione di uno strumento, di un oggetto mediatore, nella classe non è mai innocente. Suppone sempre, da parte dell’insegnante, una riflessione sulle sue intenzioni pedagogiche e educative, accompagnato dall’osservazione costante delle modalità e delle condizioni con le quali i bambini e le bambine se ne appropriano.</p><p><br></p><p>Dopo un primo tempo di appropriazione, è con la pratica regolare di situazioni di ricerca ed esercizio reale della vita cooperativa che degli apprendimenti reali possono avere luogo.</p><p><br></p><p>Se come insegnanti consideriamo i bambini e le bambine già capaci di cittadinanza, titolari di libertà pubbliche, come fare per fare in modo che gli allievi e le allieve possano esercitare le loro libertà e i loro diritti di partecipazione?</p><p><br></p><p>Si diventa cittadini nella pratica stessa della cittadinanza. Ed è scommettendo sulla loro autonomia, sulla loro responsabilità, sulla loro capacità di giudizio, che i bambini e le bambine possono essere accolte, vivere il valore della cooperazione, e diventare capaci di libertà, autonomia, responsabilità, solidarietà.</p><p><br></p><p>La scuola non dovrebbe essere chiusa a delle pratiche che permettano a ciascuno di partecipare realmente al suo funzionamento e alla vita della classe, della scuola, della città. E’ anzi compito degli insegnanti proporre loro un contesto, delle attività, dei dispositivi pedagogici affinché ciascuno possa imparare ad impegnarsi in progetti collettivi, a lavorare in gruppo, a partecipare alla presa di decisioni, a sentirsi responsabile, a discutere le regole della vita nella scuola.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-07 09:41:47 UTC</pubDate>
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         <title>L’assemblea</title>
         <author>domecancia</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il consiglio di cooperativa è una riunione a cadenza fissa e con un tempo prestabilito dove ciascuno ha il diritto di prendere la parola per dare un parere, passare un’informazione, fare una proposta su attività-iniziative-regole di vita comune, una critica, congratularsi o ringraziare.</p><p>C'é una legge del consiglio che precede qualsiasi altra legge: Nessuno giudica nessuno. Non si può offendere né prendere in giro.</p><p>Quando il consiglio comincia, può succedere che si dimentica ciò che si voleva dire. Per non dimenticare ciò che si ha da dire si può proporre:</p><p>- <strong>un pannello murale </strong>: le informazioni sono disponibili a tutti. Permette di iscriversi per chiedere la parola. Si può scrivere direttamente sul cartellone oppure sui post-it attaccati successivamente sul pannello.</p><p><strong>- una scatola di lettere</strong>: si decora una scatola che servirà a raccogliere le richieste di presa di parola sotto forma di foglietti scritti e firmati</p><p>-<strong> il quaderno del segretario</strong>: scrivere le richieste di presa di parola sul quaderno del “ segretario/a” affinchè questi possa dare la parola una volta aperto il consiglio.</p><p>-<strong> domanda diretta: </strong>proporre all’inizio del consiglio che il “presidente” lasci la possibilità di iscriversi a coloro che vogliono parlare.</p><p>Un esempio di pannello murale: Si allestisce un pannello con 3 cartelli:</p><p><strong>MI CONGRATULO PERCHE’ </strong></p><p><strong>IO CRITICO PERCHE’ </strong></p><p><strong>IO PROPONGO</strong></p><p><br></p><p>Il pannello e’ sempre appeso e visibile su una parete della classe. Ognuno è libero di scrivere ciò che vuole esporre al gruppo durante la riunione cooperativa settimanale.</p><p><br></p><p>Il pannello murale permette di preparare il consiglio di cooperativa. Durante tutta la settimana i bambini e le bambine possono scrivere ciò di cui vogliono parlare sotto l’argomento corrispondente. Ogni argomento deve essere firmato da chi lo scrive. Se l’argomento non è firmato non si può leggere</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-07 09:43:55 UTC</pubDate>
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         <title>I Cartelli</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2779541321</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>IO MI CONGRATULO PERCHE’</strong></p><p>In questa sezione si collocano le congratulazioni che bambini e insegnanti si fanno per un fatto concreto e reale. Ruolo dell'insegnante è spesso quello di sostenere le congratulazioni, sia dicendo esplicitamente che sono importanti, sia producendone di mirate ad ogni assemblea.</p><p><strong>IO CRITICO PERCHE’ / IO HO UN PROBLEMA CON... PERCHE’</strong></p><p>In questa sezione si collocano le critiche che chiunque può portare a un membro della classe. Bisogna evitare che si trasformino in "processi" e che provochino chiusure invece che aperture. E’ bene non sottovalutare il ruolo e la postura dell’insegnante che non é lì per distribuire giudizi e punizioni, nè tantomeno quello di lasciare che lo faccia qualcuno del gruppo. Le critiche portate alla luce portano a possibili chiarimenti, a comprendere dei possibili malintesi. L’insegnante vigila e promuove la delucidazione ( Le maître est là pour favoriser l’élucidation scriveva Freinet!) .</p><p><strong>Per questo è bene darsi delle precise regole:</strong></p><p>A. Vengono prese in considerazione solo critiche relative a fatti precisi circostanziati. Esempio:</p><p>1) - Io critico Osvaldo perché ieri mi ha spinto sulle scale. PRESA IN CONSIDERAZIONE</p><p>2) - Io critico Osvaldo perché mi dà sempre le botte. NON PRESA IN CONSIDERAZIONE (non si riferisce ad un fatto preciso)</p><p>3) - Io critico Osvaldo perchè è disordinato. NON PRESA IN CONSIDERAZIONE (si riferisce alle caratteristiche di una persona e non ad una sua azione)</p><p>4) - Io critico Osvaldo perché la sua buchetta è troppo disordinata e gli oggetti cascano fuori e poi le persone li calpestano. PRESA IN CONSIDERAZIONE</p><p>B) La critica viene letta da chi l'ha fatta ed eventualmente spiegata.</p><p>Il Presidente dà poi la parola SOLO alla persona criticata che può accettare o non accettare la critica.</p><p>Se l'accetta si scusa oppure si impegna a risolvere il problema.</p><p>Se non l'accetta deve dire il motivo:</p><p>- il fatto non è avvenuto come è stato detto nella critica. Esempio: Ti sbagli: non è dalla mia buchetta che cascano le cose, è quella sotto la mia. Per questo non accetto la critica.</p><p>- il fatto non è negativo, ma positivo (o per lo meno percepito tale). Esempio: io penso di aver fatto bene a darti una spinta perché tu mi avevi pestato cinque volte il piede apposta per farmi cadere e io ti avevo già chiesto di spostarti con le parole. Per questo non accetto la critica.</p><p>C) Nessun altro ha diritto di parola sulla critica.</p><p><br></p><p><strong>IO PROPONGO</strong></p><p>Può accadere che sia compito degli insegnanti mettere i primi. Questa sezione si riempie non appena i bambini e la bambine capiscono che le decisioni prese diventano EFFETTIVAMENTE reali. Se una decisione è diventata legge si DEVE rispettare, vale per tutti, anche per gli insegnanti!</p><p>Le proposte possono riguardare uscite, nuove attività, modifica delle regole di vita comune all’interno della classe, soluzione di problemi che sono sorti. Il presidente, dopo aver letto una proposta, dà la parola al diretto interessato. Questo spiega nei dettagli la proposta perché sia chiaro a tutti cosa si sta per andare a votare.</p><p>La fase più interessante e complessa è quella della discussione della proposta che può diventare talvolta una modifica della proposta stessa, può nascere una contro-proposta oppure possono seguire semplicemente delle dichiarazioni di voto motivate.</p><p>Il presidente ha il difficile compito di dare la parola e di chiudere gli interventi qualora diventassero troppi e fuori argomento. Quindi si chiarisce nuovamente la proposta nella sua versione definitiva, con relative modifiche se queste sono state accettate dall’autore della proposta, e si mette ai voti.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-07 09:48:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2779544139</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-11-07 09:50:26 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>1°  INCONTRO 15 nov.23                                                    - Spazi di parola e confronto: come favorire e strutturare all&#39;interno delle classi la presa di parola, la possibilità di esprimere le proprie idee e emozioni, di confrontarsi con i compagni e compagne per costruire la propria conoscenza in modo collettivo? Con quali strategie didattiche      </title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2790873900</link>
         <description><![CDATA[<p>                </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-15 13:55:33 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>2° INCONTRO 21 DIC. 23   Scuola in Movimento.</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2833089636</link>
         <description><![CDATA[<p> &nbsp;Parliamo a lungo del progetto di scuola in atto: i ragazzi arrivano e hanno un armadietto in cui tengono le loro cose e proseguono&nbsp; verso un’aula dedicata . I gruppi classe si spostano a seconda delle lezioni da seguire e saranno dotati di una borsa con logo della scuola per agevolare gli spostamenti. <strong>La scuola diventa open: ogni spazio diventa utilizzabile,</strong> compresi i corridoi di trasferimento che possono diventare luoghi in cui sostare, comunicare, scambiare . Le insegnanti sottolineano che in questo modo <strong>si sviluppa un senso appartenenza, di partecipazione, di responsabilità</strong> nei confronti di tutta la scuola, che&nbsp; a poco a poco viene percepita come <strong>bene pubblico</strong> .</p><p>Ma come si può organizzare una scuola di 16 classi sincronizzata negli scambi?&nbsp; Dal p.d.v degli insegnanti occorre <strong>rinunciare ai desiderata… </strong>si entra e si esce&nbsp; rinunciando a piccoli ”privilegi”&nbsp; di orario Nei cambi d’ora i ragazzi/e si muovono lestamente, volentieri, ma a volte , c’è un o’ di confusione raramente succedono piccoli&nbsp; sgarbi e non si <strong>individua facilmente le responsabilità</strong> . &nbsp;</p><p><strong>La mano invisibile</strong>: la sedia nuova e rossa, preferita dalla Dirigente viene graffiata e rovinata; compare una scritta incisa w hitler.&nbsp; Due casi in cui ci si interroga su come agire</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-24 08:09:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>BULLIZIOTTI</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2833089906</link>
         <description><![CDATA[<p>E un tema-problema che ritorna nel <strong>BULLISMO</strong>. La scuola partecipa con la piattaforma Elisa del Ministero. Si tratta di sensibilizzare al fatto che le responsabilità non sono solo dei protagonisti (carnefice e vittima) , ma degli astanti, dei testimoni, che possono adottare comportamenti come il silenzio, l’approvazione, o mettersi in mezzo …&nbsp;&nbsp; Al fine di monitorare e intervenire : collocata una cassetta <strong><em>BULLIBOX</em></strong> , per segnalazioni; Istituita&nbsp; una giornata<strong><em> MABASTA, </em></strong>dei <strong><em>MABAPROF </em></strong>e dei ragazzi che si assumono un compito, una responsabilità da <strong><em>&nbsp;BULLIZIOTTI, a rotazione. &nbsp;</em>La palla passa al tema SORVEGLIARE, PUNIRE, RIPARARE. </strong>Come non trasformare la scuola in un sistema democratico e partecipativo,. Occorre utilizzare tutte le possibilità dei una scuola, compresa la letteratura (es. I. Mc Ewan- vedi appendice)</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-24 08:10:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ASSEMBLEA – CONSIGLIO</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2833090393</link>
         <description><![CDATA[<p>.&nbsp; Trovare le parole per confrontarsi Se ne può parlare nei Consigli di cooperazione- assemblea di classe.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un’insegnante osservatrice sostiene che la metodologia usata (propongo, mi congratulo-critico) funziona, aiuta i ragazzi/e a trovare le parole per confrontarsi direttamente con i compagni senza agire fuori dalle righe. La prof in seguito alla assemblea indice una verifica veloce per vedere se gli impegni e le responsabilità prese siano state rispettate. In effetti ragazzi/e si auto-richiamano alle responsabilità prese.&nbsp; Tuttavia vengono istituite due figure a rotazione. La cassetta postale vuota. In una classe prima nessun post-it per suggerire alcun tema-problema da trattare. Se ne parla gli ins. sottolineano che la classe è ancora “piccola”. Forse occorre uno stimolo della prof… o un stimolo letterario… che faccia partire l’esperienza.</p><p><strong>Tante congratulazioni e una critica</strong>. In un’altra classe ci si chiede come mai solo congratulazioni… ma la prof tiene con sé un post-it che critica un/a prof…&nbsp; argomento delicato, non lo mette in discussione, si chiede che fare? Consigli ed esperienza vengono scambiate: &nbsp;solo cercando &nbsp;di &nbsp;capire&nbsp; e indirizzando <strong>la critica all’azione, non alla persona</strong>si potrà procedere. Lo scambio produce degli orientamenti tipo: <strong><em>le persone si rispettano, le azioni possono cambiare</em></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-24 08:13:49 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ROUTINE </title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2833091577</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>ROUTINE INDIVIDUALI E CONTINUATIVE SULL’ ATTIVITÀ</strong>: &nbsp;l’incontro si conclude con la proposta di provare a chiedere a&nbsp; ragazzi/e all’inizio e al termine di un’attività o percorso di apprendimento una loro autovalutazione con semplici domande tipo :</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>E’ stato facile, difficile , prendere la parola?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Cosa hai imparato che non sapevi?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Ci sono stati momenti di inciampo, di imbarazzo?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Che titolo daresti alla discussione avvenuta?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>E’ stata utile, inutile l’esperienza del Consiglio?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Cosa cambieresti per la prossima volta?&nbsp;</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-24 08:21:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>TERZO INCONTRO</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2875233679</link>
         <description><![CDATA[<p>“STUDENTS4STUDENTS è un servizio di tutoraggio didattico gratuito online, con lo scopo di supportare chi è in difficoltà a scuola e non ha strumenti propri per mettersi in pari con la classe. Si avvale di convenzioni       con UniFi, UniPi, UniSi e UniStraSi,   </p><p>VOLONTARI PER L’EDUCAZIONE” (Save the children) opera per il recupero di apprendimenti e motivazione allo studio di ragazzi/e, in situazioni di povertà educativa e materiale e a rischio dispersione scolastica. un volontario, adeguatamente formato, affianca stabilmente online,</p><p>un singolo ragazzo/a o un piccolo gruppo per l’accompagnarlo nello studio</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-06 15:12:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2875236154</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>ROUTINE INDIVIDUALI E CONTINUATIVE SULL’ ATTIVITÀ</strong></p><p>Come vanno questi progetti?, come li accolgono ragazzi/e? &nbsp;Il dialogo si sposta sui momenti in cui ile docenti parlano con la classe chiedendo come va il lavoro scolastico, come è stato stare in gruppo; se è stato faticoso svolgere un certo compito. Si tratta di riflessioni libere, a fine attività, a fine giornata, a fine quadrimestre …&nbsp; alcune docenti motivano queste routine sia per aiutare con la riflessione i ragazzi/e a migliorare se stessi, ma anche come specchio in cui vedere l’efficacia della propria azione educativa per alcuni. Per altri le routine sono più strutturate usano emoticon questionari moodle, cui i ragazzi/e rispondono in maniera anonima . usando anche , seppure in maniera impropria, il cellulare.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-06 15:13:48 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2875239070</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>QUELLE DUE PAROLE&nbsp; AL CAMBIO D’ORA</strong>. si ritorna a parlare della versione DADA della scuola. Spostarsi da un’aula all’altra lo fanno i gruppi di ragazzi/e. ma così facendo vengono a mandare ai docenti quei minuti di scambio che sulla porta della classe avveniva prima . Quei micro-incontri durante il cambio d’ora aiutavano molto le relazioni e, seppur con un linguaggio a volte muto..&nbsp; fornivano informazioni utili sul clima del gruppo. Una sorta di routine tra docenti si è interrotta e si discute come&nbsp; poter riattivare quei momenti di saluto e di scambio. Qualcuno usa la mail… comunicazione fredda, distinta.&nbsp; Forse col cellulare? Tutte escludono&nbsp; whatsapp che finirebbe per intasare ogni momento della giornata… occoRrerebbe strutturare un momento, un dispositivo capace di restituire alcune forme di comunicazione&nbsp; informali tra docenti (c’era una volta la stanza o la macchinetta del caffè…)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-06 15:15:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2875240378</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>ASSEMBLEA CHI LA VUOLE&nbsp; SEMPRE E CHI NO</strong></p><p>L’assemblea di classe è diventata rituale. &nbsp;Vengono messi in luce comportamenti differenti: in classe 1^ i ragazzi/e parlano solo con l’insegnante e non tra di loro. In classe 2^ vogliono fare ripetutamente delle assemblee, e&nbsp; apparentemente decidere, ma poi non seguono comportamenti conseguenti, ad esempio nella rotazione di posti nell’aula (banchi a isola).&nbsp; Si dialoga a lungo fornendo possibili “consigli”: per i piccoli inventare una situazione che li costringa un po’ a discutere tra loro (funzione animativa dell’insegnante: es. dove andiamo in gita?). Per i più grandi stabilire una durata del cambio d’isola sopportabile e una regola neutra, non costrittiva. Es. banchi per segni zodiacali, isole per date di nascita, ordine alfabetico etc)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-06 15:16:24 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2875242391</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>CORRISPONDENZA INTERSCOLASTICA.&nbsp; UNA TECNICA DI VITA</strong></p><p><em>&nbsp;‘Ragazzi miei, non siamo più soli!’</em> esclama Freinet all’aprire, nella sua classe di un paesino delle Alpi Marittime in Provenza, il pacco proveniente da un paesino della Bretagna, contenente gallette, conchiglie, lettere, il giornalino ‘Il menhir’. Sono gli anni 20.</p><p>La corrispondenza fra classi e scuole è<strong> apertura sulla vita:</strong> prende in considerazione la vita familiare, culturale e sociale dei bambini, le loro esperienze, amplia il loro universo.</p><p>Stimola l’autoespressione, risveglia sensibilità e curiosità; sviluppa immaginazione, creatività, spirito critico, senso estetico, piacere di mettersi alla prova con un impegno costante</p><p><strong>LA&nbsp;MAIL ART&nbsp;È&nbsp;UNA FORMA D’ARTE, </strong>sviluppatasi negli anni Venti del secolo scorso, legata in particolare alle creazioni di Marcel Duchamp e all’Art nouveau.<strong> </strong>Si tratta di un movimento artistico popolare, basato sul servizio postale come mezzo di distribuzione delle proprie creazioni artistiche. In questo modo, si crea un legame molto stretto tra&nbsp;mittente e destinatario. Il fascino dell’arte postale è dato dal duplice significato della produzione artistica, che include sia&nbsp;il messaggio che &nbsp;il mezzo. In pratica, vi è una compartecipazione all’opera, dato che&nbsp;chi riceve la mail&nbsp;art&nbsp;non è un semplice destinatario, ma&nbsp; poi partecipa attivamente , apportando il proprio contributo creativo e inviando la sua opera ad altri .&nbsp; <strong>La mail art prevede prevalentemente l’utilizzo di cartoline, carta, collage, francobolli.</strong> Tutti noi possiamo cimentarci in quest’arte, utilizzando materiali riciclati e creatività. Lo scambio di corrispondenza artistica&nbsp; può avvenire anche fra scuole. La mail art permette al bambino di rappresentare con spontaneità ciò gli suggerisce la fantasia: disegni resi affascinanti dalla prospettiva di scoprire le creazioni altrui e scambiarsi idee. Si tratta di un modo per ispirarsi di fronte alla vita e alla natura, con occhi sempre nuovi. (da wikipedia)</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-06 15:17:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Quarto Incontro                                                            Progetti di scuola e Consiglio Fuoriclasse</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2904105957</link>
         <description><![CDATA[<p><em>Oggi è presente </em><strong><em>l’Educatore,</em></strong><em> e la parola passa alle recenti attività e proposte di </em><strong><em>CONSIGLIO FUORICLASSE</em></strong><em> . Poche proposte, a volte ripetitive, ma sempre interessanti: mettere gli specchi nei bagni dei ragazzi: riparare porte e maniglie,; trasformare gli angoli in cui sono scritte brutte con pitture artistiche; si parla anche dell’ edificio scolastico che sarà abbattuto per trasferirsi in uno nuovo entro 2 anni, in seguito ad un bando vinto per la costruzione di una scuola innovativa. Le proposte innescano alcuni commenti: gli specchi sembrano il segno di un bisogno di migliorare l’autopresentazione dei “maschi”… tipico dell’età adolescenziale in cui la paura è sempre quella di apparire, essere riconosciuti e accolti, di essere all’altezza, anche sul piano fisico.</em></p><p><em>&nbsp;</em></p><p><em>C’è una</em><strong><em> RICHIESTA DI LETTURA </em></strong><em>che va accolta,&nbsp; ragazzi/e chiedono di&nbsp; dotare la scuola di libri digitali,&nbsp; di e-book, in alternativa&nbsp; inviare copie in pdf . Tuttavia c’è una mancanza di risorse: esiste anche un club del libro ma non ci sono volontari per la sorveglianza, non c’è una piattaforma della scuola capace di reggere molti contatti.</em></p><p><em>Dal consiglio&nbsp; Fuoriclasse&nbsp; si prende la proposta di </em>&nbsp;<em>fare un giornalino della scuola</em></p><p><em>&nbsp;raccogliendo tutte &nbsp;le proposte&nbsp; &nbsp;e coinvolgendo ala Dirigente scolastica, le associazioni del territorio o&nbsp; altri enti o sponsor del territorio. Viene&nbsp; segnalata anche la difficoltà di procedere con un Consiglio forse troppo numeroso: 16 classe=32 delegati. la scuola è molto apprezzata e aumenterà ancora il n. di classi.&nbsp; Come garantire la parola e la partecipazione? si fanno diverse ipotesi come fare due consigli, o suddividere i periodi di partecipazione etc.</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-04 08:04:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Consiglio di COOPERAZIONE- Assemblea di CLASSE</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2904109563</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Consigli di COOPERAZIONE<em>, n</em></strong><em>on sempre con un ritmo preciso, vengono fatte. I ragazzi/e prendono la parola. C’è chi trova i limiti del dell’istituzione e li vive con disagio e si agita, (rompe) … ma c’è chi vive il tempo della scuola come rassicurante, luogo di incontro quotidiano, una sorta casa-scuola.&nbsp; Negli interventi dei&nbsp; più piccoli il dato di realtà è meno presente, vengono espressi desideri “voli pindarici” dice l’insegnante. Coi più grandi il dibattito si incardina su parola e ascolto, sulle regole affinchè ci sia un turno, un riconoscimento reciproco.</em></p><p><em>Le docenti registrano anche momenti di imbarazzo e silenzio quando si sfiorano argomenti toccanti (bullismo ad as.) in quei casi vengono fatti interventi&nbsp; “di copertura, minimizzazioni,&nbsp; vagamente omertosi . Parliamo della metafora</em><strong><em>&nbsp;&nbsp; Elefante nella stanza</em></strong><em>&nbsp; è un'espressione per indicare una verità che, per quanto ovvia e appariscente, viene ignorata o minimizzata. L'espressione indica la presenza di &nbsp;un problema noto ma di cui nessuno vuole discutere. La metafora indica che un&nbsp;</em><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elefante"><em>elefante</em></a><em>&nbsp;dentro una stanza sarebbe impossibile da ignorare; quindi, se le persone fanno finta che questo non sia presente, la ragione è che sperano di evitare un problema imbarazzante. (vedi storia in calce)</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-04 08:07:45 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>I COMPITI PER CASA.                                                          in whatsap e registro elettronico? o diario cartaceo.</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2904111545</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><em>I COMPITI PER CASA. S</em></strong><em>i entra nel discorso dell’uso del registro elettronico, non solo per comunicare assenze e presenze, o votazioni alle famiglie peri compiti per casa. Ci sono insegnanti che non usano più il diario cartaceo e non dettano ai ragazzi le cose da studiare a casa, a volte non dicono loro nemmeno il voto.&nbsp; Ci si chiede reciprocamente come agire e condividere un comportamento-regolamento&nbsp; d’istituto. Non è ritenuto giusto educativamente che siano i genitori&nbsp;&nbsp; a vedere e sapere (controllare) tutto in diretta: è il ragazzo/a che compie un percorso formativo , deve imparare a prendersi le sue responsabilità, anche quando decide di non eseguire compiti per casa, o non dire certe cose ai genitori. Questa è ii cammino dell’età evolutiva,&nbsp; adolescenziale</em></p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-04 08:09:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title> LA MERAVIGLIOSA STORIA DELL’ELEFANTE</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2904113518</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel tempo antico, in un paese dell’Arabia Felice, regnava il califfo Omar an-Numan, uomo ricchissimo e benvoluto da tutti per la sua saggezza. Il califfo era di larghe vedute e non si fermava all’apparenza delle cose. Prima di esprimere un giudizio si sforzava sempre di capire le relazioni e i legami che ci sono fra i fatti, anche se a prima vista questi possono sembrare isolati e diversi. Il califfo perciò era rattristato dall grettezza di spirito dei suoi ministri, che non vedevano più il là del loro naso.</p><p><em>“Va in giro per il mio regno</em>” disse un giorno il califfo ad un suo servo fidato <em>“e trova se ti riesce tutti quegli uomini sfortunati che sono ciechi fin dalla nascita, e che non hanno mai sentito parlare degli elefanti</em>”. Il servo fedele eseguì l’ordine e dopo qualche tempo ritornò con alcuni uomini ciechi fino dalla nascita. Essi erano vissuti in villaggi sperduti fra le montagne, perciò degli elefanti non avevano mai sentito parlare e non ne supponevano nemmeno l’esistenza.</p><p>Il califfo Omar an-Numan fece allora preparare un grande ricevimento e invitò a cena tutti i suoi ministri. Alla fine del banchetto il califfo batté le mani e da una grande porta di bronzo entrò nella sala un gigantesco elefante. Subito dopo, da un’altra porticina, avanzarono i ciechi.</p><p><em>“Mi sapreste dire che cos’è un elefante?”</em> disse ai ciechi Omar an-Numan fra lo stupore&nbsp; dei convitati.</p><p>“No” risposero in coro i ciechi “è la prima volta che sentiamo questa parola”.</p><p><em>“Ebbene” riprese il califfo “di fronte a voi c’è un elefante. Toccatelo, palpatelo, cercate di comprendere di cosa si tratta. Colui che darà la risposta giusta riceverà cento dinari d’oro”.</em></p><p>I ciechi si affollarono intorno all’animale e cominciarono a toccarlo con attenzione, soffermandosi via via a riflettere sulle sensazioni ricevute. Un cieco stava lisciando da cima a fondo la grossa zampa dell’animale; la pelle dura e rugosa gli sembrava pietra; la forma era quella di un lungo cilindro.</p><p><em>“L’elefante è una colonna!”</em> esclamò soddisfatto, certo di avere guadagnato per primo la ricompensa.</p><p>“No!” gridò un secondo cieco, “<em>l’elefante è una tromba</em>!”. Egli aveva toccato la proboscide e rivolto la sua attenzione solo a quella parte dell’animale.</p><p><em>“Niente affatto. L’elefante è una corda!”</em> disse il cieco che aveva toccato la coda.</p><p><em>“Ma no! L’elefante è un grosso ventaglio!”</em> ribatté chi aveva toccato l’orecchio.</p><p><em>“Vi sbagliate tutti! L’elefante è un pallone gonfiato</em>!” urlò il cieco che aveva toccato la pancia.</p><p>Tra i ciechi regnava il disaccordo perché ognuno aveva la presunzione di conoscere l’intero elefante pur avendone toccato solo una piccola parte.</p><p>Il saggio Omar an-Numan, soddisfatto, si rivolse allora ai suoi ministri: “<em>Chi non si sforza di avere della realtà una visione più ampia possibile, ma si accontenta degli aspetti separati e parziali senza metterli in relazione fra di loro, si comporta come questi poveri ciechi. Egli potrà conoscere a fondo tutte le rughe che ci sono nella zampa di un elefante, ma l’intero elefante non lo conoscerà mai; anzi, non saprà nemmeno che esiste un simile animale</em>.”</p><p>&nbsp;<em>( da ‘</em><strong><em>Andata &amp; ritorni. &nbsp;Percorsi formativi interculturali</em></strong><em>. a cura di Paola Falteri . ed. M.C.E 1995)</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-04 08:11:08 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ROUTINE SULL’ ATTIVITÀ</title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/2932801046</link>
         <description><![CDATA[<p>&nbsp;<strong>ROUTINE INDIVIDUALI E CONTINUATIVE SULL’ ATTIVITÀ</strong>: &nbsp;l’incontro si conclude con la proposta di provare a chiedere a&nbsp; ragazzi/e all’inizio e al termine di un’attività o percorso di apprendimento una loro autovalutazione con semplici domande tipo :</p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>E’ stato facile, difficile , prendere la parola?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Cosa hai imparato che non sapevi?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Ci sono stati momenti di inciampo, di imbarazzo?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Che titolo daresti alla discussione avvenuta?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>E’ stata utile, inutile l’esperienza del Consiglio?</em></p><p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>Cosa cambieresti per la prossima volta?&nbsp;</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-25 16:58:23 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>QUINTO INCONTRO.                             E dopo la scuola? </title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/3004625719</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>E’ arrivato il caldo, tempo di conclusione d’anno. &nbsp;I dialoghi procedono su:</strong></p><p><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Esami di terza media non sembrano preoccupare.</strong></p><p><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nemmeno la spada di Damocle delle prove Invalsi preoccupa, ragazzi/e sono stati allenati. &nbsp;Dubbi sulla utilità delle prove per la scuola, per fortuna gli esiti non entrano più nella valutazione finale. In fondo sono solo prove di comprensione della lettura e poco altro. Come non considerare che la ricerca psicopedagogica ha evidenziato che esiste una varietà di comportamenti, risposte, intelligenze diverse.</strong></p><p><strong>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sui giudizi orientativi per le scuole superiori si segnalano contraddizioni tra proposte della scuola, desideri della famiglia, possibilità reali dei ragazzi/e. A volte la tendenza a scelte già precostituite in casa, e nonostante gli incontri con gli psicologi dell’orientamento e gli open day con visita alle scuole superiori, le scelte non tengono conto della realtà, delle competenze e dei desideri dei ragazzi, i quali sono allineati a idee fisse (liceo scientifico su tutti), e non si guardano in giro, non prendono consapevolezza delle proprie abilità, paura di scegliere autonomamente, di mettersi in gioco. Significativo l’episodio di una ragazza che chiede<em>: Posso non partecipare all’orientamento? Tanto ho già deciso. </em>Un segnale di chiusura, forse di paura di cambiare idea rispetto alle aspettative familiari-</strong></p><p><strong>Un’ insegnante di sostegno sottolinea come alcuni ragazzi/e siano iscritti a scuole “d<em>ifficili”, e </em>così vengono messi in condizioni di insuccesso. Solo dopo queste bocciature o abbandoni vengono aiutati a scegliere scuole professionalizzati, con un tutoraggio. Sarebbe meglio imboccare questa strada da subito, senza perdere anni in scelte impraticabili<em>.</em></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-23 06:57:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/3004627104</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><em>&nbsp;</em></strong></p><p><strong>Il Consiglio Fuoriclasse appare a volte un corpo estraneo: chi partecipa comunica poco con compagni/e. L’assemblea di classe contribuisce alla partecipazione e sviluppa consapevolezza delle attività progettate e realizzate. Inoltre diventa un buon strumento di comunicazione bidirezionale passando idee, proposte, commenti e critiche&nbsp; dalla classe al Consiglio Fuoriclasse e viceversa.</strong></p><p><strong>La&nbsp; routinarietà dell’Assemblea parte dalla cassetta postale in cui sono stati inserirti domande, dubbi, proposte argomenti degli alunni. Se ne estrae uno alla volta e questo facilita la discussione, finanche alla approvazione e verifica del <em>Patto d’aula</em> perché ogni regola è discussa, e approvata viene sentita come propria, e quindi da rispettare. Il dialogo e lo scambio aiutano a imparare a non giudicare i compagni/e.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-23 06:58:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/3004630704</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>&nbsp;Dovendo scegliere una iniziativa da segnalare a Disamis, una <em>attività generatrice di cambiamento</em> &nbsp;si&nbsp; descrive articolatamente&nbsp; <em>una giornata finale solidale </em>dello scorso anno: un calcio alla povertà. Si può fare anche quest’anno, rendendola annuale? Si è svolta in palestra, organizzata dai ragazzi con tornei di Basket e pallavolo. Diversi i fattori educativi interessanti:</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-23 07:01:02 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>domecancia</author>
         <link>https://padlet.com/domecancia/macee2ujxo8vtexk/wish/3004634126</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>a.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La proposta nasce all’interno delle iniziative agenda 2030. Un ragazzo adottato propone un compito di realtà: far arrivare al suo ex orfanotrofio un dono solidale.</strong></p><p><strong>b.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La creazione di squadre miste, eterogenee, che favoriscano la cooperazione</strong></p><p><strong>c.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un ticket d’ingresso di 1 euro per costituire un fondo di solidarietà.</strong></p><p><strong>d.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Una griglia di partecipazione per permettere a tutti7e di assistere alle partite.</strong></p><p><strong>Si discute a lungo: la finalità solidale è motivante. Occorre pensare a una giornata&nbsp; di gioco che non sia solo consumato dai partecipanti, ma capace di lasciare una traccia solidale.&nbsp; Un alunno andrà in Bolivia coi genitori, medici entrambi, per azioni di volontariato in una comunità collegata all’Operazione Mato Grosso. Un’insegnante ha partecipato ad una iniziativa i Perù e conosce associazione Salesiana don Bosco 34 cui si potrebbe far pervenire la donazione eventuale senza intermediari.</strong></p><p><strong>&nbsp;</strong></p><p><strong>Ci si lascia con l’idea di un ultimo incontro congiunto con l’Educatore, in data da definire</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-23 07:03:32 UTC</pubDate>
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