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      <title>la bacheca delle notizie by Bacheca San Giuseppe</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-09-21 15:05:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>admin3713</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-09-21 15:07:39 UTC</pubDate>
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         <title>SI IMPARA ANCHE DALL’ERRORE</title>
         <author>coordinamento4</author>
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         <description><![CDATA[<p>“Con un po’ di fantasia anche uno scarabocchio può diventare qualcosa di meraviglioso” questa la frase sul portachiavi consegnato alle bambine e ai bambini di cinque anni che hanno concluso a metà maggio il percorso del “Progetto Continuità, teso a rendere meno faticoso il passaggio dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Primaria.</p><p>Mr. Scarabocchio è il protagonista di un libro per l’infanzia di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://edizioniclichy.it/autore/jim-capobianco/">Jim Capobianco</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://edizioniclichy.it/autore/anna-laura-cantone/">Anna Laura Cantone</a>, che sarà anche il “compagno di viaggio” della futura classe Prima il prossimo Anno Scolastico, e, come si può facilmente intuire, lo “scarabocchio” è una macchia d'inchiostro senza una forma precisa che, di solito, viene prodotta da chi non è ancora abile nello scrivere o nel colorare, è una parola scritta male e, quindi, illeggibile, sono segni tracciati a caso mentre l’attenzione sta da un’altra parte. Un ottimo amico, dunque, per chi inizierà il primo pezzo di scuola. Soprattutto un amico che ricorderà loro che hanno la licenza di sbagliare. Si potrebbe evocare il processo del progresso e della scienza in genere che avanza per tentativi ed errori. E gli errori indirizzano l’evoluzione.</p><p>In ambito didattico gli errori sono strumenti di formazione e di crescita e la scuola è il luogo dove si può liberamente esprimere l’errore perché questo può essere sistemato al fine di una maggior comprensione e perché non è detto che l’errore sia sempre uno sbaglio: a volte consente di scoprire dimensioni che non sono prese in considerazione. Parafrasando don Milani, se la scuola fosse fatta per coloro che non sbagliano mai, non avrebbe motivo di esistere, come un ospedale per i sani!</p><p>Chi non ha mai avuto l’esperienza di sbagliare strada e di trovarsi in luoghi inaspettati che suscitano meraviglia? Chi non ha mai seguito l’esempio di Gianni Rodari che invitava a sbagliare perché da una piccola modifica la fantasia crea nuove narrazioni?</p><p>Vi è un altro aspetto che contempla la possibilità dell’errore, cioè trovarsi di fronte ad una situazione inaspettata e nuova, per affrontare, e magari risolvere, la quale non sono state date indicazioni né esiste il “libretto delle istruzioni”. Sono i momenti in cui è necessario fare appello e contare sulle proprie risorse interiori, raccogliere le conoscenze e le abilità acquisite, per comporle in una struttura diversa e applicarle all’inconsueto contesto. In questo caso ciò che conta è provare a individuare una strada per uscire dal problema, a trovare una rotta che può condurre alla risoluzione, ad applicare a circostanze diverse quanto appreso per altri ambiti. Come recita un interessante frase, la licenza di sbagliare (e di comprendere l’errore per migliorare) viene conferita perché abilita alla vita.</p><p><br/></p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-07-30 09:23:40 UTC</pubDate>
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         <title>NON ESISTE IL LUPO CATTIVO</title>
         <author>coordinamento4</author>
         <link>https://padlet.com/sangiuseppecarugate/m92z5uuenm2aazwg/wish/3531981519</link>
         <description><![CDATA[<p>Recentemente mi è capitato di leggere la storia di un nonno che, per rispondere all’aspirazione del nipote che voleva avere successo nella vita, lo prese per mano e&nbsp;lo portò nel vivaio&nbsp;dove era solito comprare le piante e gli chiese di scegliere due alberi. Quando tornarono a casa li piantarono e ne misero uno in giardino e l’altro in un vaso che si trovava all’interno della casa. “Quale dei due alberi crescerà meglio?”, chiese il nonno al proprio nipote. “L’albero nel vaso, perché è in casa protetto ed al sicuro. L’altro che si trova fuori dovrà affrontare la pioggia, il sole ed il vento, avrà più difficoltà e, chissà, forse morirà”, rispose il bambino. Gli anni passarono e per tutto il tempo il nonno si prese cura di entrambe le piante. Un bel giorno, il bambino, che ormai era diventato un ragazzo, ricordò al nonno la vicenda delle due piante di anni prima. Il nonno portò il proprio nipote a vedere entrambi gli alberi. Poi gli chiese: “Qual è cresciuto di più?”. Il giovane rimase perplesso osservando che l’albero in giardino era cresciuto molto di più di quello in casa. “Com’è possibile? L’albero nel vaso aveva le migliori condizioni dentro casa, avrebbe dovuto crescere di più!”. Il nonno sorrise e disse: “L’opzione più sicura ti permette di sopravvivere, ma non di vivere a pieno. Invece, i rischi si trasformano in sfide e ti spingono a crescere. Solo avendo il coraggio di rischiare potrai scoprire il tuo vero potenziale”.</p><p>La storia precede una frase che ben riassume il suo significato: “prepara tuo figlio per il cammino, non il cammino per tuo figlio”.</p><p>Facilitare la vita a bambine e bambini non li prepara per il loro futuro, non aiutarli ad affrontare insuccessi e frustrazioni non li prepara per il loro futuro, esonerarli da ogni prova, da ogni difficoltà, da ogni problema, da ogni ostacolo non li prepara alla vita. In più, togliere loro ogni fatica, ovviamente commisurata alla loro età, gli preclude il gusto di “avercela fatta” mobilitando e agendo le loro risorse, soprattutto quelle interiori che possono rimanere “nascoste”!.</p><p>L’appello è formulato per le famiglie, ma anche per la scuola che quotidianamente è alle prese con alunne e alunni che si confrontano con nuove esperienze, nuovi saperi, nuove conoscenze, nuove abilità, che, a prima vista, possono apparire insormontabili, “difficili”, complicate, irrisolvibili, incomprensibili, ma con volontà, passione e piacevolezza, alla fine, si possono superare.</p><p>Scuola metafora della vita. Non si chiede a bambine e bambine di accollarsi il carico emotivo e cognitivo delle problematiche mondiali o che spettano al mondo adulto, ma solo le piccole sfide giornaliere che sono alla loro portata e che le loro abilità consentono di risolvere. Non ci sono lupi cattivi a scuola: non lo sono i compiti, le lezioni, le verifiche, le interrogazioni. La scuola è invece il luogo che, affiancando la famiglia, aiuta a non avere paura e ad affrontare con coraggio, tenacia e audacia le complicazioni di ogni giorno. Con una certezza: non sono gli affanni a dare il tono alle giornate, le cose belle sono di gran lunga maggiori.</p><p><br/></p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-07-30 09:55:19 UTC</pubDate>
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         <author>coordinamento4</author>
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         <pubDate>2025-08-27 06:23:58 UTC</pubDate>
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         <author>coordinamento4</author>
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         <pubDate>2025-08-27 06:24:20 UTC</pubDate>
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         <author>coordinamento4</author>
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         <pubDate>2025-08-27 06:25:29 UTC</pubDate>
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         <author>coordinamento4</author>
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         <pubDate>2025-08-27 06:26:12 UTC</pubDate>
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         <author>coordinamento4</author>
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         <pubDate>2025-08-27 06:26:33 UTC</pubDate>
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         <author>coordinamento4</author>
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         <pubDate>2025-11-12 09:40:04 UTC</pubDate>
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         <author>coordinamento4</author>
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         <pubDate>2025-11-12 09:40:27 UTC</pubDate>
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         <title>LE QUATTRO DIMENSIONI DELL&#39;ESSERE UMANO</title>
         <author>coordinamento4</author>
         <link>https://padlet.com/sangiuseppecarugate/m92z5uuenm2aazwg/wish/3678963830</link>
         <description><![CDATA[<p>Nei mesi di giugno e settembre il corpo docente della Scuola Primaria è stato formato sulle</p><p>tematiche che definiscono lo sfondo integrare della Scuola San Giuseppe per l’Anno Scolastico</p><p>2025/2026: armonia delle quattro dimensioni. Ovviamente, si fa riferimento alle quattro dimensioni</p><p>che costituiscono la persona umana: fisica, emotiva, mentale, spirituale. Per quanto si tenda a</p><p>sezionare e a dividere questi quattro aspetti della persona, di ogni persona, dal bambino</p><p>all’anziano, è necessario diventare consapevoli che in realtà sono interdipendenti, si influenzano a</p><p>vicenda, sono intimamente legati tra loro. E “compito” di ognuno dovrebbe essere quello di</p><p>integrare corpo, cuore, mente e spirito, di armonizzarli, appunto, perché è l’unico modo per</p><p>approdare ad un vero benessere.</p><p>Dopo la famiglia, la scuola deve tenere conto che bambine e bambini ea lei affidati devono</p><p>crescere non solo dal punto di vista cognitivo (funzione da sempre assegnata alla scuola, ma</p><p>ormai troppo ristretta e superata), ma anche da quello emotivo, fisico e spirituale.</p><p>Davide Cisotto, massoterapista e posturologo; Barbara Ladisa, pedagogista e insegnante yoga,</p><p>Maurizia Scaletti, pedagogista e autrice del libro “la spiritualità nei bambini” e Pier Cesare</p><p>Rivoltella, professore ordinario di&nbsp;Didattica e Tecnologie dell&amp;#39;educazione&nbsp;presso l&amp;#39;Università di</p><p>Bologna, hanno fornito il quadro teorico e le utili pratiche per aiutare la crescita integrale ed</p><p>equilibrata delle bambine e dei bambini contemporanei, che percepiscono lo stress diffuso</p><p>intorno a loro, che hanno meno occasioni di gioco libero, che non seguono alimentazioni</p><p>bilanciate, che sono circondati da schermi e rumore costante, che non hanno una quotidiana</p><p>connessione con la natura, che vivono in spazi chiusi con mobilità limitata e bombardati da</p><p>stimoli digitali ad alta intensità.</p><p>Il contesto moderno sfida profondamente il loro sviluppo naturale e la scuola deve assumersi</p><p>la responsabilità di modificarsi proponendo uno stile educativo e didattico che risponda alle</p><p>nuove esigenze e che curi tutte le dimensioni di bambine e bambini.</p><p>Alcune scelte diventano inderogabili, come il compattamento orario che elimina la</p><p>stratificazione dei saperi, la didattica fondata sugli episodi di apprendimento situato, la</p><p>metodologia del cooperative learning, un ritmo scolastico che modula lavoro cognitivo e</p><p>movimento (a partire da momenti dedicati alla respirazione), l’outdoor training,</p><p>l’orientamento alla curiosità, alla proattività, alla co-costruzione del sapere.</p><p>Una scuola a servizio di alunne e alunni, insomma, e della loro crescita globale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-11-12 09:43:17 UTC</pubDate>
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         <title>RIFLESSIONI SULLA SCUOLA</title>
         <author>coordinamento4</author>
         <link>https://padlet.com/sangiuseppecarugate/m92z5uuenm2aazwg/wish/3704846010</link>
         <description><![CDATA[<p>Ci sono nazioni che stanno (ovviamente non solo in questi mesi) riflettendo ed operando di</p><p>conseguenza su come impostare il processo educativo e formativo dei minori. In Finlandia</p><p>le scuole adottano un metodo organizzativo che privilegia la compattazione oraria degli</p><p>insegnamenti (giusto per diversificarsi dal corrispettivo adulto dell’agenda lavorativa che</p><p>prevede il ritmo orario); il corretto bilanciamento e il rispetto di tutte e quattro le dimensioni</p><p>della persona (fisica, emotiva, cognitiva, spirituale); l’apprendimento cooperativo e la</p><p>logica della “classe capovolta” (flipped classroom) che destrutturano la metodologia della</p><p>lezione frontale trasformando alunne e alunni da semplici “uditori” a co-costruttori del loro</p><p>sapere; un insegnamento basato sull’esperienzialità (learning by doing by thinking by</p><p>loving).</p><p>Le scuole, in Giappone, hanno eliminato test, prove, verifiche, esami, per passare da un</p><p>sistema scolastico prestazionale e competitivo ad uno basato sulla creatività, sulle</p><p>competenze sociali, sull’intelligenza emotiva, sul problem solving. Il cambiamento ha</p><p>prodotto un abbassamento dell’ansia, dello stress, della disattenzione perché basato su</p><p>un’idea semplice quanto audace: l’istruzione non è una gara e non è necessario spingere</p><p>bambine e bambini a competere perché diventino adulti realizzati. La Danimarca è il primo</p><p>Paese in Europa a vietare i social network ai minori di 15 anni al fine di proteggere la</p><p>salute mentale di bambine e bambini, di contrastare l’ansia, la depressione e la</p><p>dipendenza digitale e di ridurre significativamente episodi di cyberbullismo. Gli Open Days</p><p>della Scuola San Giuseppe hanno messo a tema il confronto con l’Intelligenza Artificiale</p><p>che sta rivoluzionando molti aspetti della vita e la scuola non fa certo eccezione: le</p><p>modalità di insegnamento e di apprendimento dovrebbero modularsi in modo intelligente</p><p>(appunto) sulle potenzialità che le tecnologie offrono. In gioco c’è, certamente, il futuro</p><p>delle nuove generazioni, ma è fondamentale partire dal presente su cui, ovviamente, si</p><p>basa il futuro: la focalizzazione globale sulle questioni educative spinge a considerarle</p><p>essenziali e improcrastinabili, pena l’essere arretrati, inefficaci, disfunzionali. Spesso è</p><p>nocivo non solo il fare male, ma anche il non fare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-12-01 10:54:16 UTC</pubDate>
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         <title>OCCUPARSI DEGLI ADULTI PER PROTEGGERE I BAMBINI</title>
         <author>coordinamento4</author>
         <link>https://padlet.com/sangiuseppecarugate/m92z5uuenm2aazwg/wish/3956346148</link>
         <description><![CDATA[<p>“Se una società vuole veramente proteggere i suoi bambini deve cominciare con l’occuparsi degli</p><p>adulti” affermava John Bowlby, psicologo, medico e psicanalista britannico. Intanto la società non</p><p>è un ente astratto ma è “quell’insieme di individui dotati di diversi livelli di autonomia, relazione ed</p><p>organizzazione che interagiscono al fine perseguire uno o più obiettivi comuni” (cit.).</p><p>Quindi tutti siamo coinvolti a formare questo insieme. E la scuola è definita “specchio” della</p><p>società: “restituisce ingrandite, qualche volta ribaltate, le sue potenzialità e virtù insieme alle sue</p><p>inefficienze e ai vizi”. Se ciò è vero (e non abbiamo motivo di dubitarne) è necessario “cambiare”</p><p>la società perché la scuola possa svolgere la sua funzione educativa.</p><p>Bambine e bambini della contemporaneità sanno più degli adulti. Nascono e crescono in un</p><p>contesto iperstimolante, posseggono un enorme bagaglio di conoscenze, o meglio, hanno a</p><p>disposizione un’enorme possibilità di conoscenze. Sono carenti nell’organizzazione dei saperi che</p><p>approdano nella loro mente in modo confuso, torrenziale, incoerente. Sono carenti nell’abilità di</p><p>ricercare ciò che serve piuttosto che subire ciò che dall’esterno piomba su di loro, spesso come</p><p>bisogno indotto. Forse domani, ma anche oggi, sono questi alcuni fondamentali obiettivi verso i</p><p>quali dovrebbe orientarsi la scuola.</p><p>Bambine e bambini della contemporaneità fanno fatica a codificare e a decodificare i messaggi</p><p>provenienti dal loro campo emotivo; non sono sufficientemente incoraggiati a prendersi cura del</p><p>proprio corpo e a gestire il proprio corpo nello spazio; il loro essere naturalmente spirituali non</p><p>viene nemmeno preso in considerazione, spesso confondendo la spiritualità con la devozione.</p><p>Tematiche troppo ampie da sviluppare in poche righe: ci si deve fermare a semplici affermazioni.</p><p>Quello che manca perché si inizi a rispondere adeguatamente alle istanze delle bambine e dei</p><p>bambini della contemporaneità sono adulti consapevoli, preparati, sereni, presenti, attenti.</p><p>Adulti anagraficamente, senza distinzioni di ruoli e funzioni: genitori, parenti, insegnanti, educatori,</p><p>modelli da imitare, professionisti, specialisti. Persone. Tutti parte di quella società che dovrebbe</p><p>proteggere i suoi bambini.</p><p>Come recita il titolo di un libro di recente pubblicazione, “i bambini lo sanno”: bambine e bambini</p><p>della contemporaneità sanno già come stare bene, gli adulti, tutti gli adulti, devono “solo” aiutarli a</p><p>non dimenticare come si fa, devono “solo” essere attenti a non spegnere ciò che bambine e</p><p>bambini della contemporaneità sono in essenza.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-06-17 11:06:42 UTC</pubDate>
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