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      <title>My literary wall by LEILA</title>
      <link>https://padlet.com/leiladisanti/m5s3712r3c7s</link>
      <description>prof.ssa Anella Di Santi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-09-27 18:46:32 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-04-16 16:13:53 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Lingua e Letteratura Italiana</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<div>prof.ssa Anella Di Santi</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-27 18:48:09 UTC</pubDate>
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         <title>Il romanzo realista</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<div> Percorso sulla narrativa realista del secondo '800 : Naturalismo e Verismo <br>- presentazione su Prezi <br>-secondaria 2° grado</div>]]></description>
         <enclosure url="https://prezi.com/rqcrtgiikthu/il-verismo-e-giovanni-verga/?webgl=0" />
         <pubDate>2017-09-27 19:19:37 UTC</pubDate>
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         <title>L’ETÀ DEL POSITIVISMO: UNA NUOVA FIDUCIA NELLA SCIENZA </title>
         <author>leiladisanti</author>
         <link>https://padlet.com/leiladisanti/m5s3712r3c7s/wish/192266109</link>
         <description><![CDATA[<div>Intorno alla metà dell'Ottocento si affermò nella cultura europea il Positivismo, una corrente di pensiero basata sulla conoscenza scientifica della realtà. <br><br>Il termine "positivismo" nacque in Francia, coniato dal filosofo utopista&nbsp; C.H. de Saint Simon (1760-1825); in origine indicava il metodo scientifico delle scienze "positive " (matematica, fisica e scienze naturali), ma si estese rapidamente anche ad altri campi del sapere, in particolare alla filosofia. <br><br>Lo sviluppo del pensiero positivista era strettamente collegato alla percezione di vivere in un'epoca di progresso, caratterizzata da una radicale trasformazione della società occidentale, avvenuta in seguito alla rivoluzione industriale. <br><br>Positivismo significava fiducia nella ragione, nella scienza, nella tecnica e nel progresso umano, l'applicazione del metodo scientifico alla società e all'uomo e la nascita di nuove scienze. Nel corso della seconda metà del secolo, e fino agli inizi del Novecento, il Positivismo esercitò un'influenza grandissima anche sulla letteratura e contribuì alla <br>nascita del Naturalismo. <br>Mentre la cultura romantica aveva esaltato valori come lo spirito religioso, la&nbsp; nazione o il popolo, gli autori che si ispiravano al Naturalismo si prefissero il compito di dare voce ai problemi <br>della società.<br><br><strong>COMTE E LA NASCITA DELLA SOCIOLOGIA&nbsp;</strong></div><div><br>Il principale esponente del Positivismo fu il filosofo francese <strong>Auguste Comte</strong> (1798-1857), autore del <strong>Corso di&nbsp; filosofia positiva (1830-1842).</strong> <br>Egli usò il termine "positivo" per indicare la fase "scientifica" della storia a cui l'umanità era giunta dopo aver superato lo stadio "teologico" e quello "metafisico", in cui si attribuivano i fenomeni <br>della natura all'azione di esseri soprannaturali o a forze occulte. Secondo Comte, solo a partire da pensatori come Galilei e Cartesio l'uomo aveva cominciato a studiare i rapporti di causa-effetto tra i fatti e a formulare leggi che <br>consentissero di comprenderli e di prevedere altre concatenazioni («vedere per prevedere »). <br>Il fine della nuova filosofia positiva consisteva nell'estendere il metodo scientifico a tutti i settori del sapere, dando vita anche a una <br> nuova scienza, <strong>la sociologia</strong>, che avrebbe avuto il compito di osservare e analizzare i fenomeni sociali e scoprire&nbsp; le cause che li determinano.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-28 20:05:59 UTC</pubDate>
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         <title>REALISMO - POSITIVISMO</title>
         <author>leiladisanti</author>
         <link>https://padlet.com/leiladisanti/m5s3712r3c7s/wish/192272649</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La cultura della seconda metà dell’Ottocento è caratterizzata dal:</strong></div><div><strong> </strong></div><div><strong>Realismo→</strong> è l'indirizzo generale della cultura europea della seconda metà dell'800 e <strong><em>sorge come conseguenza della crisi del Romanticismo</em></strong> e di un insieme di esperienze storiche, scientifiche e filosofiche, che portarono ad esaltare il dato reale e utile dal punto di vista sociale, in contrapposizione ad ogni idealismo e ad ogni metafisica.</div><div><strong> </strong></div><div>È in questo periodo, ultimi decenni del 1800 caratterizzato da uno sviluppo industriale e tecnologico, che si diffonde un'attenzione volta ai fatti positivi (= <strong>fatti scientificamente analizzabili</strong>), osservati con criteri scientifici. Infatti nasce una cultura fortemente razionalistica: il <strong>POSITIVISMO.</strong> </div><div> </div><div>Lo sviluppo scientifico diventa lo strumento per analizzare la realtà, che viene indagata con metodo sperimentale. </div><div>L'avanzamento della ricerca e della tecnologia concorre a produrre il generale convincimento della fondamentale importanza della scienza per la vita dell'uomo e la diffusa opinione che soltanto essa, insieme alla tecnologia, fosse in grado di fornire risposte ai suoi bisogni.</div><div><strong> </strong></div><div><strong> </strong></div><div>Il <strong><em>POSITIVISMO</em></strong> fu la teoria filosofica, nata da un’entusiastica fiducia nella possibilità della scienza e della tecnica. Esso è il movimento culturale, attento alla realtà materiale, su cui intende agire con metodi scientifici, per dare origine ad una nuova società, caratterizzata da un rapido e sicuro progresso. (Si tratta di una ripresa e di uno sviluppo della cultura dell’Illuminismo)</div><div>Nasce nella prima metà dell'800, si diffuse a livello europeo nella seconda parte del secolo. </div><div>I suoi caratteri fondamentali sono: esaltazione della scienza, il mito del progresso e l'ottimismo. </div><div> </div><div>Il termine <strong>“positivismo”</strong> fu usato per la prima volta da <strong>Claude-Henry de Saint-Simon</strong>, nel 1820, per indicare il metodo delle scienze positive, basate sul metodo rigorosamente scientifico.</div><div>La Filosofia positivista fu elaborata da <strong>Auguste Comte</strong>, che nella sua opera, <em>“Corso di filosofia positiva”</em>, nel 1830 fornì la base teorica di quella che diventerà in seguito una vera e propria scuola di pensiero. Dalla seconda metà del 1800 il Positivismo di Comte si diffuse in tutt'Europa, diventando una filosofia, una visione del mondo e un'ideologia. </div><div> </div><div><strong><em>Il sapere positivo è un sapere che fa ricorso esclusivamente  a leggi e metodi scientifici, rifiutando ogni spiegazione del mondo di carattere metafisico che si rifaccia ad ipotesi non dimostrate o a principi religiosi. </em></strong></div><div><em> </em></div><div><em>Gli elementi di base sono: </em></div><div><em> </em></div><div><em>1.Il ricorso al metodo della scienza (=osservazione del fenomeno, formulazione dell'ipotesi, verifica sperimentale). Quindi il metodo sperimentale viene esteso ad ogni campo del sapere, ad ogni fenomeno osservabile.</em></div><div><em> </em></div><div><em>2.La totale indipendenza della ricerca scientifica da legami con la religione.</em></div><div><em> </em></div><div><em>3.L'estensione del metodo scientifico ad ogni manifestazione della vita dell'uomo.</em></div><div><strong><em> </em></strong></div><div>Il metodo scientifico verrà applicato anche ai fatti sociali, quindi nasce una nuova scienza chiamata <strong>Sociologia: </strong>scienza che indaga i comportamenti dell'uomo e si basa su analisi matematiche. Viene applicato anche alla Psicologia.</div><div> </div><div>Il Positivismo nasce in Francia nella prima metà dell'800, imponendosi in Gran Bretagna e poi a livello europeo nella seconda parte del secolo e proseguirà fino agli anni della Belle Epoque, cioè l’età bella, in cui sembrava che tutto procedesse per il meglio verso una grande idea di PROGRESSO.</div><div>Infatti il pensiero positivista è animato dall’idea del progresso, inteso come miglioramento della vita dell’uomo.</div><div> </div><div>L’idea del progresso la ritroviamo anche nel socialismo scientifico di Karl Marx e Friedrich Engels, i quali sostenevano che il progresso aveva alla base una lotta politica, necessaria per trasformare in modo radicale il sistema sociale ed economico esistente.</div><div> </div><div>I suoi caratteri fondamentali sono: <strong>l'esaltazione della scienza e dei suoi metodi, il mito del progresso e l'ottimismo.</strong></div><div> </div><div>Il Positivismo è innanzitutto la filosofia della moderna società industriale tecnico-scientifica, infatti si sviluppa soprattutto in quelle nazioni all'avanguardia del progresso industriale e scientifico (Francia, Germania, Gran Bretagna).</div><div> </div><div>Inoltre è anche la filosofia dell'uomo borghese, che era stato fautore della rivoluzione industriale, tanto che entrambi sono animati da una tendenza politica tendente alle riforme.</div><div> </div><div>Il Positivismo viene anche definito <strong>neo-illuminismo</strong>, per la celebrazione della scienza e per la finalità sociale del sapere, in quanto la scienza è utile solo nel momento in cui serve a produrre strumenti di trasformazione della natura per il benessere sociale. </div><div> </div><div>Ci sono però delle differenze:<br><br></div><div>- il Positivismo ha una minore carica polemica, tanto che i positivisti hanno un atteggiamento anti-rivoluzionario (perchè gli illuministi erano sostenitori di un progresso ancora da costruire);<br><br></div><div>-      i positivisti assolutizzano il sapere scientifico, quasi come una fede religiosa.</div><div> </div><div>E’ in questo periodo che emerge LA TEORIA DELL’EVOLUZIONE DELLA SPECIE di Charles Darwin.</div><div> </div><div>Il termine EVOLUZIONE, significa “sviluppo”, quindi processo scientifico che ha trasformato le specie della Terra.</div><div> </div><div>Darwin fece uno studio sulla fauna, flora e rocce, esponendo quanto scoperto scientificamente nel suo libro “L’origine della specie”.</div><div>Proprio qui emerse la teoria della SELEZIONE NATURALE:</div><div> </div><div>In natura solo le specie che possiedono i caratteri più adatti all’ambiente, che continuamente cambia, riescono a sopravvivere e a trasmettere tali caratteri alle generazioni successive, proprio per la lotta alla sopravvivenza.</div><div> </div><div>E’ la natura stessa che opera la selezione, in quanto si riproducono solo le specie con caratteri “vincenti” (questo metteva in discussione il principio del creazionismo, secondo il quale le specie erano tali dall’origine dei tempi, perché frutto di creazione divina).</div><div> </div><div> </div><div> </div><div> </div><div>Differenze :</div><div><strong>Poeta romantico:</strong> era espressione di una voce collettiva, portatore di un messaggio indirizzato all'universalità degli uomini;</div><div><strong>Poeta moderno:</strong> ha una coscienza del proprio ruolo molto più inquieta, vive con disagio, i fenomeni intorno a sé lo rendono inquieto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-28 20:34:48 UTC</pubDate>
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         <title>Le premesse dell&#39;età giolittiana</title>
         <author>leiladisanti</author>
         <link>https://padlet.com/leiladisanti/m5s3712r3c7s/wish/196556498</link>
         <description><![CDATA[<div>Rudinì: 1898, interventi duri della polizia e stato d'assedio dove vi erano rivolte per l'aumento del prezzo del pane. A Milano la polizia spara sulla folla.</div><div>Pelloux: 1899, presenta una serie di provvedimenti alla Camera che limitavano le libertà d'associazione e lo sciopero, accolte dalla sinistra con l'ostruzionismo.</div><div>Saracco: 1900, fase tranquilla politicamente ed economicamente. Umberto I viene ucciso. -&gt; </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:40:30 UTC</pubDate>
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         <title>Le differenze fra Nord e Sud</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel clima generalmente positivo dell'economia, le differenze fra Nord e Sud vennero accentuate. La maggior parte degli operai veniva ancora dal nord, l'analfabetismo al Sud era ancora diffuso, il settore agrario era arretrato, la borghesia era sottomessa ai grandi proprietari terrieri e per sfuggire all'emigrazione e alla disoccupazione molti giovani entravano nel terziario tramite favori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:21 UTC</pubDate>
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         <title>I cattolici</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<p>La democrazia cristiana, che rivedeva la critica alla borghesia e al capitalismo in contenuti cristiani, continuò ad affermarsi sotto la guida di Murri. Vennero fondati circoli, riviste e unioni sindacali, e per timore che questi prendessero il controllo nell'Opera dei congressi Pio X la sciolse.</p><p>Intanto per timore dei socialisti e dei laici e del loro avanzamento in politica i vescovi e il papa incoraggiarono le tendenze clerico-moderate; lo stesso fece Giolitti, poiché costituivano un eventuale alleato. Il non expedit, ancora in vigore, cominciò ad essere sospeso in alcune elezioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il governo Zanardelli-Giolitti</title>
         <author>leiladisanti</author>
         <link>https://padlet.com/leiladisanti/m5s3712r3c7s/wish/196557695</link>
         <description><![CDATA[<div>Riforme nel mondo del lavoro e un atteggiamento neutrale nei confronti dei conflitti di lavoro portano a un aumento degli scioperi e alla nascita di molti sindacati. Nel discorso alla Camera del 1901 Giolitti mostrò le sue idee sull'intervento dello Stato nella vita economica: l'opera delle Camere di lavoro è legittima e serve a migliorare lo stile di vita degli operai e ad educarli. Lo Stato non ha bisogno di intervenire sistematicamente nelle loro questioni se non violano la legge, anzi potrebbe anche "sfruttarle"; lo Stato non ha alcun motivo nel tenere bassi i salari, ma solo gli industriali. Nel fare ciò lo Stato commette tre errori: un'ingiustizia, perché non tratta tutti i cittadini equamente; un errore economico perché turba la legge dell'offerta e della domanda; un errore politico perché si rende nemica una grandissima parte della popolazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:34 UTC</pubDate>
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         <title>I governi Giolitti</title>
         <author>leiladisanti</author>
         <link>https://padlet.com/leiladisanti/m5s3712r3c7s/wish/196557748</link>
         <description><![CDATA[<p>I governi Giolitti furono caratterizzati dall'esercizio di una dittatura parlamentare. Seppur nel tentativo di intervenire negli squilibri sociali, avvicinarsi all'industria e al proletariato, includere nel governo socialisti e cattolici, fece ampio uso di corruzione e trasformismo negli altri partiti (socialisti, cattolici) ed intervenne nelle elezioni, soprattutto al Sud, per far sì che i propri candidati vincessero. Fu inoltre accusato di utilizzare una politica economica che avvantaggiasse l'industria protetta e il Nord, e che non aiutasse il Sud. Egli tuttavia fece delle riforme per aiutare il Sud e per favorirne l'industria e l'agricoltura; statalizzò le ferrovie; prese il monopolio delle assicurazioni sulla vita; e nel 1912 abbiamo il suffragio universale maschile.</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:39 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra in Libia</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<p>La politica estera di Giolitti era stata piuttosto calma. Nel 1902 era stato firmato un accordo con la Francia, che otteneva il diritto di priorità sul Marocco lasciando all'Italia quello sulla Libia. Intanto nel 1910 era nata l'Associazione italiana nazionalista che aveva iniziato un'importante campagna per la spedizione militare in Libia, che avvenne quando la Francia pose il proprio controllo sul Marocco. Dopo una guerra difficile nel 1912 venne firmata la pace di Losanna, con cui i turchi rinunciavano al controllo politico sulla Libia, che in realtà si rivelò prima di materia prima. </p><p>Questa guerra non favorì il governo ma sconvolse gli equilibri- I liberali, i clerico-moderati e i nazionalisti ne uscirono rinforzati, mentre i socialisti si spaccarono di nuovo in riformisti, che non volevano la guerra, e gli estremisti, che la volevano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:44 UTC</pubDate>
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         <title>Lo sviluppo industriale</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Aiutato dai miglioramenti apportati nei primi 40 anni dopo l'Unità: una rete ferroviaria, lo sviluppo dell'industria siderurgica, un sistema finanziario valido.</p><p>I settori interessati: chimico, meccanico (Fiat), elettrico, tessile, agrario, siderurgico.</p><p>Portò a: miglioramento di vita, aumento reddito pro-capite, sviluppo centro urbani (seppure ancora piccoli rispetto a quelli Europei)</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:50 UTC</pubDate>
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         <title>I socialisti</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dall'inizio del 900 i socialisti avevano collaborato col governo poiché ritenevano che quello fosse l'unico modo per conseguire dei risultati.</p><p>In seguito all'eccidio avvenuto in Sardegna fu organizzato il primo sciopero generale nazionale, che evidenziò come mancasse un'organizzazione sul piano nazionale. Quindi nel 1906 i riformisti formarono la Cgl, da cui vennero poi emarginati gli estremisti. Però nel 1912, nel congresso di Reggio Emilia, il controllo passò di nuovo agli estremisti i quali espulsero i riformisti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:54 UTC</pubDate>
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         <title>Il patto Gentiloni</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nelle elezioni del 1913, Gentiloni, leader dell'Unione elettorale cattolica, invitò i militanti a votare quei liberali (che accettarono perché avevano bisogno di voti) che avrebbero attuato un programma che prevedeva, fra le altre cose, il riconoscimento dei sindacati cattolici.</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:42:58 UTC</pubDate>
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         <title>La fine del Giolittismo</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1914 Giolitti si dimise e indicò come successore Salandra, leader della destra liberale: egli aveva intenzione di tornare di nuovo in seguito al fallimento di tale governo. Però la situazione era cambiata dagli anni precedenti; nel 1914 si ebbe la settimana rossa, in cui in seguito alla morte di 3 manifestanti si ebbero pesanti insurrezioni fronteggiate dal governo. Le tendenze conservatrici vennero rafforzate e il movimento socialista si spaccò di nuovo in due. La Grande Guerra portò poi alla crisi finale del giolittismo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-12 17:43:03 UTC</pubDate>
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         <title>DECADENTISMO </title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>&nbsp;</strong></div><div><strong>CONTESTO STORICO.</strong> Il Decadentismo è un movimento artistico e letterario che si diffonde in <strong>Europa</strong>, e in modo particolare in <strong>Italia</strong>, tra la fine dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale (<strong>1870 – 1920</strong>). La corrente letteraria nacque in Francia alla fine degli anni Settanta -Ottanta del XIX secolo, in aperta <strong>contrapposizione con la visione positivista e naturalistica </strong>che affermava la superiorità del progresso e della ricerca scientifica come moto per l’evoluzione della società. A livello storico, il Decadentismo si sviluppa durante la seconda rivoluzione industriale, dominata da nuove scoperte scientifiche e tecnologiche, il colonialismo europeo e lo sviluppo di idee fortemente nazionalistiche, basate sul mito della superiorità della razza, e sul mito del buon selvaggio.</div><div><strong>DECADENTISMO E SIMBOLISMO: ESPONENTI PRINCIPALI. </strong>I primi esponenti del Decadentismo sono stati gli <strong>scrittori simbolisti,</strong> secondo cui la poesia è una forma di rivelazione: <strong>Charles Baudelaire</strong> (1821 – 1867) è il rappresentante più significativo del decadentismo francese, insieme a <strong>Paul Verlaine </strong>(1854 -1891), <strong>Stéphane Mallermé</strong>(1842-1898) e <strong>Arthur Rimbaud</strong> (1854 -1891).<br> Poco dopo si afferma anche in Germania con Stefan Gorge (1868-1933) e Rainer Maria Rilke (1875 – 1926)&nbsp; e in Inghilterra, grazie a <strong>Oscar Wilde</strong> (1854-1900) e <strong>William Butler Yeats</strong> (1865 -1939).<br> <strong>In Italia</strong>, il movimento decadentista si afferma <strong>a fine Ottocento</strong>, ma è nei primi decenni del Novecento che rappresenta in modo più intenso e consapevole le varie correnti artistiche espresse dai principali autori italiani. In particolare, in Italia si possono distinguere due periodi di Decadentismo: il primo, che si sviluppa a partire da fine ‘800 e incarnato in autori come <strong>D’Annunzio, Pascoli e Fogazzaro</strong>, si basa sulla necessità di costruire miti decadenti, mentre il secondo, che caratterizza i primi due decenni del ‘900 e rappresentato da <strong>Pirandello e Svevo</strong>, è più incentrato sulla critica della realtà in modo lucido, distruttivo e profondo.</div><div><strong>DECADENTISMO: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE. </strong>Con il termine Decadentismo si intende un movimento artistico e letterario europeo, sviluppatosi, come abbiamo detto, a partire dalla seconda metà dell’800, che si contrappone alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo prevalente fino a quel momento. Il termine Decadentismo prende il nome da una famosa rivista francese, <strong><em>Le décadent</em></strong>, sulla quale comparve la seguente frase, diventata il simbolo del movimento letterario. <strong><em>“Je suis l’empire à l’empire à la fin de la décadence”</em></strong> (“Io sono l’impero alla fine della decadenza”). Il termine ebbe inizialmente una connotazione negativa, con il quale si faceva riferimento alla nuova generazione di <strong>poeti maledetti </strong>che fece scandalo per il rifiuto esplicito della morale borghese e positivista. Ha poi assunto anche un valore positivo, ossia Decadentismo inteso come <strong>nuovo modo di pensare,</strong> di diversità ed estraneità rispetto alla società contemporanea. <strong>Ecco le caratteristiche principali del Decadentismo:</strong></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Negazione della razionalità come fonte assoluta di conoscenza.</strong> Secondo gli autori decadentisti, il positivismo e il razionalismo che avevano dominato la società ottocentesca non erano stati in grado di dare risposte soddisfacenti ai malesseri della società contemporanea. Per questo vengono messi in discussione gli ideali della società borghese dell’800, l’oggettività, la descrizione della realtà secondo criteri razionali e universali, l’ottimismo incondizionato nei confronti del progresso.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Ritorno all’individualismo.</strong> In contrapposizione con la visione positivistica, i decadentisti credono che non esita una realtà univoca e reale, ma che <strong>la realtà vari da individuo a individuo, </strong>in quanto essa dipende dalla percezione che ne ha il singolo. Per questo la realtà può essere descritta solo <strong>soggettivamente</strong>, piegandosi su se stessi e sul proprio individualismo. La visione dell’io, in questa visione, corrisponde con il mondo.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Anticonformismo.</strong> Alla luce di queste premesse, gli artisti decadentisti scoprono la psicanalisi e cercano di far emergere l’io remoto, il subconscio, quella parte repressa e soffocata dalle norme morali e civile imposte dalla società. Per questo, la letteratura decadente rifiuta regole e convenzioni, ponendosi al di là e al di sopra del Bene e del Male comunemente intesi. Per questo, molti autori avevano una vita controcorrente o condannabile secondo i valori della borghesia dell’epoca, e questo veniva riportata nei loro scritti, dal male di vivere all’estetismo.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>La poesia senza scopi morali.</strong> La poesia è semplicemente un’espressione di irrazionalità che ha solo un fine suggestivo ed evocativo e non educativo o morale. Il lessico usato nelle poesie è impreciso, vago, indefinito perché ha lo scopo di evocare e non di spiegare, dove le parole hanno un potere magico in grado di mettere in contatto il lettore con l’ignoto e l’irrazionale. Inoltre, la poesia è concepita come musicale, quindi contiene molte figure retoriche, come allitterazioni e onomatopee, ma anche metafore e sinestesie. <strong>Il poeta </strong>non è né un vate (però così si definirà D’Annunzio) né un promotore della scienza, ma un <strong>veggente.</strong></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Superiorità dell’artista decadente rispetto al borghese. </strong>Gli autori decadenti non cercavano il consenso del grande pubblico, in quanto ritenevano la borghesia volgare, mediocre e attenta solo all’aspetto economico. L’indecifrabilità delle poesie era voluta proprio perché comprensibile solo da un gruppo ristretto di persone superiori e raffinate che condividevano le stesse idee. Spesso la poesia era anche introspettiva e rivolta solo all’autore stesso.</div><div><strong>DECADENTISMO: VISIONE DEL MONDO</strong>. Il <strong>Decadentismo</strong> rifiuta categoricamente la visione positivistica, ovvero la visione della realtà come un complesso di fenomeni materiali, regolati da leggi ferree, il dominio dell’uomo sul mondo, il progresso. Il decadente ritiene che la ragione non può dare una vera conoscenza del reale, perché l’essenza della realtà sta al di là delle cose, misteriosa ed enigmatica. Tutti gli aspetti della realtà sono legati tra loro da analogie e corrispondenze, che sfuggono alla ragione. Ogni forma visibile è il simbolo di qualcosa di più profondo che sta al di là di essa, e si collega con altre realtà in una rete segreta, che solo il poeta decadente può individuare, attraverso l’inconscio (Freud). Per riuscire a cogliere l’essenza segreta della realtà, il decadente utilizza i seguenti mezzi:</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;stati abnormi e irrazionali dell’esistere: follia, malattia, nevrosi, allucinazioni<br><br></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;stati di alterazione provocati artificialmente con alcol, assenzio, oppio, hashish, morfina<br><br></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;panismo: l’Io individuale si immerge nel Tutto, nella natura, fino a fondersi completamente con essa<br><br></div><div><strong>POETICA DEL DECADENTISMO. </strong>I pochi i privilegiati che possono conoscere la vera essenza della realtà sono gli artisti, in particolare i poeti. Il poeta decadente è un veggente, sa spingere lo sguardo dove l’uomo comune non arriva e attinge a nuove dimensioni. L’arte è espressione di questa conoscenza, e dunque appare come il valore più alto. Questa visione dell’arte ha dato origine al fenomeno dell’estetismo.</div><div><strong>I TEMI: </strong>Il Decadentismo, che si caratterizza per gli elementi sopracitati, affronta una vastità di temi che si traducono anche vere e proprie correnti letterarie diverse (simbolismo, estetismo, panismo, superomismo, e più avanti futurismo, ermetismo, crepuscolarismo, etc) ma riconducibili sotto il pensiero di stampo decadentista. Ecco i principali temi del decadentismo:</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Pessimismo, solitudine, male di vivere:</strong> la maggior parte degli autori decadenti lamenta la condizione pessimistica della vita e dell’uomo, in netta contrapposizione alla visione ottimistica proposta dal positivismo. I decadenti si isolano dalla società perché non si riconoscono più nel mondo cambiato e industrializzato, caratterizzato dalla crisi dei valori.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Morte: </strong>la morte è un tema presente in molti autori, come Pascoli, che lo avverte come un’ingiustizia, mentre secondo D’Annunzio il suicidio è un atto di coraggio.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Amore:</strong> l’amore è presente ma non in senso tradizionale, declinato come amore puro e&nbsp; adolescenziale in Pascoli, come desiderio della femme fatale in D’Annunzio che rende irrazionale l’uomo, o come qualcosa da evitare in Pirandello.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Esoterismo, mistero, oscuro:</strong> i decadenti si rifugiano nell’irrazionalità, l’inconscio e hanno la necessità di evadere dalla desolante realtà; per questo sono attirati dall’esoterismo, il subconscio, il mistero, l’oscuro, ma anche dagli incubi, i sogni, la psiche.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Malattia, follia, nevrosi, delirio, allucinazione, sogno:</strong> sono gli stati d’animo non controllati dalla ragione e che ci permettono di conoscere il nostro io e il mistero al di là delle cose.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Panismo:</strong> indica la tendenza a confondersi e mescolarsi con il Tutto e con l’assoluto, in particolar modo con la natura.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Esaltazione dell’io e superomismo: </strong>molti decadenti si basano sull’esaltazione dell’io tanto da arrivare a teorizzare la figura del superuomo, ideata da Nietzsche e ripresa più volte da D’Annunzio, intesa come potenziale che porta l’uomo al massimo di se stesso, abbattendo tutti i condizionamenti esterni e tutti i vincoli, e che può diventare un modello e una guida per gli altri grazie alla sua cultura. Nietzsche afferma: “L’uomo è una corda tesa tra la bestia e il Superuomo”.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Estetismo e culto della bellezza:</strong> alcuni decadenti si dedicano al culto della bellezza, secondo l’imperativo dell’arte per l’arte. Secondo gli esteti la dicotomia vita-arte si risolve nella coincidenza dei due termini, tentando così di fare della propria vita un’opera d’arte, a favore del bello, unico valore morale del movimento. Nasce così la figura del Dandy. L’esteta è colui che assume come principio regolatore della sua vita il bello, ed agisce esclusivamente in base a questo. Gli atti della sua vita quotidiana sono trasformati in opere d’arte, arte e vita si confondono e tutta la realtà è filtrata attraverso l’arte. L’esteta si circonda di oggetti preziosi, belle donne, prova orrore per la banalità e la volgarità. Il poeta rifiuta allora di farsi portavoce di ideali morali e civili, e l’arte si chiude in una pura celebrazione di se stessa (l’arte per l’arte). (WILDE “Il ritratto di Dorian Gray”, D’ANNUNZIO ”Il piacere”, protagonista Andrea Sperelli).</div><div><strong>Ricapitolando:</strong></div><div>·&nbsp; Ammirazione per le epoche di decadenza: ellenismo, la fine dell’impero romano, età bizantina.</div><div>·&nbsp; Perversione e crudeltà: il fascino per le più sottili perversioni, le crudeltà più efferate.</div><div>·&nbsp; Nevrosi: è una costante che segna tutta la letteratura decadente, incarnata spesso in personaggi di romanzi o poesie.</div><div>·&nbsp; Malattia: è la metafora della condizione storica, un momento di crisi profonda, smarrimento delle certezze, angoscia per il crollo. La malattia diventa anche condizione privilegiata, segno di nobiltà e distinzione dalla massa, disprezzata dagli intellettuali decadenti.</div><div>·&nbsp; Morte: è un tema dominante, ossessivo, tutta la letteratura decadente è caratterizzata da un’attrazione irresistibile verso il nulla.</div><div>·&nbsp; Vitalismo: esaltazione della pienezza vitale senza limiti e freni, celebrazione della forza barbarica che impone il suo dominio sui deboli. Incarna il concetto di vitalismo il superuomo di Nietzsche, ripreso da D’Annunzio. Il vitalismo sembra in contraddizione con la tematica della morte, in realtà esso è un modo per esorcizzare l’attrazione morbosa della morte, per cercare di sconfiggere il senso di stanchezza interiore. Esso è l’altra faccia della malattia interiore, cioè la maschera che cerca di occultarla.</div><div>·&nbsp; Rifiuto della normalità: vitalismo e ossessione della morte sono inoltre espressioni del rifiuto della normalità, di una ricerca esasperata del diverso dell’abnorme.</div><div>·&nbsp; L’artista maledetto: è colui che profana tutti i valori e le convenzioni della società, e si compiace di una vita misera, errabonda, sregolata.</div><div>·&nbsp; L’esteta: la sua vita è un’opera d’arte, si dà ai piaceri raffinati, ha orrore della vita comune borghese e dell’uguaglianza democratica, si isola in una sdegnosa solitudine, circondato da bellezza e arte (D’Annunzio, Oscar Wilde)</div><div>·&nbsp; L’inetto: escluso dalla vita, è privo di energie vitali a causa di una sottile malattia che corrode la sua volontà. Si rifugia nelle sue fantasie, vorrebbe provare forti passioni, ma si sente inaridito, isterilito, impotente (Svevo e la sua Trilogia dell’inetto: “Una vita”, “Senilità”, “La coscienza di Zeno”).</div><div>·&nbsp; La donna fatale: dominatrice del maschio fragile e sottomesso, lussuriosa e perversa, crudele torturatrice, succhia le energie vitali dell’uomo e lo porta alla follia e alla perdizione. In D’Annunzio ella è la Nemica che si oppone ai sogni eroici del protagonista.</div><div>·&nbsp; Fanciullino di Pascoli: rifiuto della condizione adulta, della vita al di fuori del nido familiare, il regredire a forme di emotività infantili. Egli riesce a cogliere la vera essenza della realtà.</div><div>·&nbsp; Superuomo di D’Annunzio: il superuomo di D’Annunzio deve mirare alla rigenerazione dell’Italia, riportandola alla sua grandezza passata e ai suoi destini imperiali. Il superuomo di D’Annunzio è una maschera per nascondere le forze disgregatrici, il fascino della morte e del nulla: infatti, la forza del superuomo non diventa azione, il gesto eroico è solo alluso, rimandato a un vago futuro.</div><div>·&nbsp; Psicologia complicata: gli eroi decadenti hanno una psicologia complicata, dominata da spinte contraddittorie ed ambivalenti. La letteratura decadente è attenta alle ambiguità della psiche, ai suoi impulsi più oscuri e inconfessabili. Da qui nasce il romanzo psicologico, incentrato sull’analisi psicologica dei protagonisti. Ricordiamo che nei primi anni del ‘900 Freud inizia la psicanalisi.</div><div><strong>DECADENTISMO IN ITALIA: GLI AUTORI.</strong> Chi sono i principali autori del Decadentismo italiano? Molti sono tra gli esponenti più celebri della letteratura italiana di fine Ottocento-inizio Novecento.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Gabriele D’Annunzio (1863-1938). </strong>D’Annunzio è stata una figura importante sia per la letteratura che per la politica italiana di inizio Novecento. Incarna appieno la figura dell’autore decadente, facendo propri i temi del panismo (<em>La pioggia nel pineto</em>), del superomismo (lui si credeva tale), dell’estetismo (<em>Il piacere)</em>.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<a href="http://www.studentville.it/blog/scuola-3/giovanni_pascoli_biografia_pensiero_e_opere-6897.htm"><strong>Giovanni Pascoli </strong></a><strong>(1855 – 1912). </strong>Pascoli è insieme a D’Annunzio il maggior poeta decadente italiano. Già dal <em>Fanciullino </em>emerge la sua concezione intima e interiore della poesia, orientata alla valorizzazione del particolare e del quotidiano. L’infanzia, il nido inteso come calore della casa, la vita quotidiana, la natura, la morte sono i temi dominanti della sua poetica.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Antonio Fogazzaro (1842 – 1911). </strong>Meno conosciuto, ma altro autore importante è Fogazzaro, più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura. La sua opera simbolo è <em>Il Santo</em>, romanzo in cui si affrontano i temi della solitudine, la religiosità, la mondanità tentatrice, il romanticismo, il nichilismo.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Luigi Pirandello (1867 – 1936).</strong> Premio Nobel per la letteratura nel 1934, è uno dei decadenti italiani della seconda era. Pirandello incentra la sua opera sulla crisi dell’io, il concetto di maschera in contrapposizione con la vera interiorità della persona, l’identità e la follia, l’alienazione data dal progresso, il relativismo.</div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Italo Svevo (1861 – 1928). </strong>Anche Italo Svevo, la cui opera più famosa è <em>La coscienza di Zeno</em>, incarna il pensiero dell’autore decadente. I temi da lui più frequentemente trattati sono la malattia, l’inettitudine, la scrittura come mezzo di salvezza, il tempo, il sogno e la soggettività.</div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-05 20:59:28 UTC</pubDate>
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         <title>SIMBOLISMO FRANCESE</title>
         <author>leiladisanti</author>
         <link>https://padlet.com/leiladisanti/m5s3712r3c7s/wish/258248009</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Tradizionalmente si fa risalire la nascita del <strong>Simbolismo</strong> alla pubblicazione su «Le Figaro» del <em>Manifesto del Simbolismo</em> dello scrittore francese Jean Moréas. Era il 18 settembre 1886.<br><br></div><div>Il Simbolismo si afferma principalmente in Francia, nella <a href="http://www.studiarapido.it/il-secondo-ottocento-scenario-storico-letterario/"><strong>seconda metà dell’Ottocento</strong></a>, come movimento interno alla più ampia corrente del <a href="http://www.studiarapido.it/il-decadentismo-in-europa-e-in-italia/"><strong>Decadentismo europeo</strong></a>. Dominerà il periodo a cavallo tra i due secoli e influenzerà tutta la poesia del Novecento.<br><br></div><div><br>Il precursore: CHARLES BAUDELAIRE<br><br></div><div><strong>Charles Baudelaire</strong> nacque a Parigi il 9 aprile 1821. Ebbe un’infanzia e un’adolescenza segnate dolorosamente dalla morte del padre, prima, e dalle incomprensioni del patrigno, poi.<br><br></div><div>Dopo aver interrotto gli studi (venne espulso dal collegio nel 1839), Charles Baudelaire fu costretto, per volontà della famiglia, a imbarcarsi su una nave mercantile alla volta delle Indie, ma interruppe presto il viaggio e rimpatriò per ragioni di salute.<br><br></div><div>Entrato in possesso dell’eredità paterna al raggiungimento della maggiore età, si abbandonò a un’esistenza disordinata e dispendiosa, che lo portò a dilapidare in breve tempo il patrimonio.<br>&nbsp;Le difficoltà economiche, aggravate dai debiti contratti con gli strozzini, non gli impedirono, però, di continuare a frequentare gli ambienti letterari e artistici e a dedicarsi all’attività di scrittore, che ben presto divenne l’unica occupazione della sua vita.<br><br></div><div>La sua famiglia, preoccupata per le sue stravaganze (amori passionali e violenti, uso smodato di alcol e droghe) lo fece interdire, ma ciò non servì a riportare alla ragione il poeta che continuò a vivere in modo sregolato.<br><br></div><div>Nel 1857 Charles Baudelaire raccolse e diede alle stampe le sue poesie, già del resto pubblicate su riviste negli anni precedenti, in un volume intitolato <strong>Les Fleurs du Mal</strong> (<em>I Fiori del Male</em>), che ben presto fu sequestrato e condannato sotto l’accusa di immoralità.<br><br></div><div>Le crescenti difficoltà economiche degli anni successivi e le incomprensioni dei suoi connazionali lo convinsero a intraprendere, nel 1864, un viaggio in Belgio, dove nel 1866 venne colto da una paralisi. Riportato a Parigi, vi morì, dopo una lunga agonia, il 31 agosto del 1867, all’età di quarantasei anni.<br><br></div><div>Saggista e traduttore, oltre che poeta, Charles Baudelaire lascia, insieme alla raccolta di liriche <em>I Fiori del</em> <em>Male (1857-1861),</em> una raccolta di poemi in prosa, <em>Lo Spleen di Parigi</em>, una raccolta di saggi <em>I Paradisi artificiali</em> (1860) e una traduzione in francese dei <em>Racconti straordinari</em> dello scrittore <a href="http://www.studiarapido.it/edgar-allan-poe-vita-opere-poetica/"><strong>E. A. Poe<br></strong></a><br></div><div><strong>La poetica<br></strong><br></div><div>L’opera poetica di Charles Baudelaire è consegnata a <strong>I Fiori del</strong> <strong>Male</strong>. In essa esprime il totale <strong>rifiuto verso ogni&nbsp; forma di</strong> <strong>convenzione </strong>e, di conseguenza, verso i canoni della tradizione letteraria, l’avversione nei confronti della società borghese contemporanea, la percezione dell’irreversibile crisi della società del suo tempo. Per i suoi contenuti e, soprattutto, per le soluzioni stilistiche adottate, quest’opera può essere considerata “il manifesto” della corrente poetica del <a href="http://www.studiarapido.it/simbolismo-francese-poesia-e-poeti/"><strong>Simbolismo </strong></a>che ebbe importanti ripercussioni su tutta la letteratura del <a href="http://www.studiarapido.it/primo-novecento-1901-1918-storia-letteratura/"><strong>Novecento</strong></a>.<br><br></div><div>Nel titolo stesso della raccolta c’è la chiave interpretativa della poetica di Charles Baudelaire: <strong>il fiore è il simbolo della purezza, ma anche dell’inutilità dell’arte</strong>. Come la vera arte nasce dalla sofferenza e dal male esistenziale, così il fiore nasce dalla terra putrida per elevarsi poi verso il cielo. Il fiore non ha alcuna utilità pratica, ma vale per la sua assoluta bellezza. Nascono da questo i concetti de “<em>l’art pour l’art”</em>, ovvero <strong>l’arte fine a se stessa</strong>, come <strong>ricerca della bellezza e del piacere</strong> <strong>estetico</strong>, e quello di “<em>poesia pura</em>“, che rifiuta l’impegno politico e sociale e si propone autonoma da ogni condizionamento morale, libera nella sua soggettiva rappresentazione della realtà.<br><br></div><div>Quella di Charles Baudelaire è dunque una poesia incentrata sul <strong>valore evocativo e allusivo della parola</strong>, su una attenta ricerca formale, sulla perfezione musicale dello stile.<br> Per arrivare a questo risultato occorre prestare grandissima attenzione al <strong>lessico</strong>, scegliendo e valutando le parole non più soltanto per il loro significato letterale, ma soprattutto per quelli fonici, allusivi, evocativi, costruendo un componimento in cui la parola, verso, ritmo e musicalità si fondono per ottenere il risultato migliore.<br><br></div><div>Il lettore deve pertanto cogliere nel testo quelle <strong>parole-chiave</strong> che comunicano il significato principale del verso o del componimento e che fanno da “guida” per la comprensione dell’intero testo. Lo strumento di cui il poeta si serve per cogliere e comunicare la sottile rete di corrispondenze che lega tutte le cose è l’<strong>analogia. </strong>L’analogia diventa, così, un mezzo di interpretazione del reale e meccanismo proprio della creazione poetica. Per questo la poesia, secondo i simbolisti, è l’unica via per afferrare la vera realtà del mondo attraverso l’<strong>intuizione<br></strong><br></div><div><br>Simbolismo francese: i caratteri principali<br><br></div><div>Il Simbolismo francese introduce una vera rivoluzione nel linguaggio poetico. Da un lato <strong>elimina</strong> la retorica e l’eloquenza largamente presenti nella lirica romantica, dall’altro <strong>ripudia</strong> la precisione e l’oggettività fredda del classicismo, tutti aspetti riproposti ancora oltre la metà del secolo dai <a href="http://www.studiarapido.it/parnassiani-movimento-poetico-francese/"><strong>Parnassiani</strong></a>.<br><br></div><div>Il Simbolismo prosegue sulla linea tracciata da <a href="http://www.studiarapido.it/charles-baudelaire-vita-opere-poetica/"><strong>Baudelaire</strong></a>, ricercando una poesia intensamente suggestiva ed evocativa, nella direzione dell’indefinito, dell’impreciso, della musicalità, che tolgono alla parola ogni peso di concretezza realistica e referenziale (<strong>Verlaine</strong>), oppure una poesia visionaria, onirica, allucinata, che nasce dalla «sregolatezza di tutti i sensi» e vuole attingere alle regioni più profonde e sconosciute del reale, all’ignoto e all’ineffabile (<strong>Rimbaud</strong>), oppure una poesia fondata sul linguaggio analogico, allusiva, cifrata, densa di simbologie oscure, ai limiti dell’inesprimibile e del silenzio (<strong>Mallarmé</strong>).<br><br></div><div><br>Simbolismo francese: i principali esponenti<br><br></div><div>I principali esponenti del Simbolismo francese sono Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé.<br><br></div><div><strong>Paul Verlaine.</strong> Paul Verlaine (1844-1896), nato a Metz, in una famiglia della piccola borghesia, trascorre una vita disordinata, segnata dall’abuso di alcol e da atti di violenza, come l’aggressione nei confronti della madre e il ferimento del giovane amico Rimbaud.<br><br></div><div>I <strong>caratteri della poesia di Verlaine</strong> sono sintetizzati nel componimento programmatico l’<em>Arte poetica</em> (1882): la poesia è e deve essere soprattutto musica. Soprattutto, la poesia deve rinunciare a descrivere minutamente la realtà. Il fine della poesia, infatti, è quello di cogliere e di trasmettere le impressioni più vaghe e indefinite, di suggerire emozioni e stati d’animo e di penetrare l’intima essenza delle cose. Questo fine si può realizzare solo attraverso l’assoluta rinuncia a ogni norma letteraria e attraverso l’adozione di accordi lievi, di immagini sfumate e di parole portatrici di molteplici significati, più suggestive ed evocatrici che descrittive.<br><br></div><div><strong>Sul piano tematico</strong>, le raccolte di Verlaine sviluppano alcuni motivi tipici del <a href="http://www.studiarapido.it/il-decadentismo-in-europa-e-in-italia/"><strong>Decadentismo</strong></a>, quali la «noia» esistenziale, la percezione del presente come decadenza, il senso di impotenza nei confronti della storia, la concezione della poesia come esercizio formale raffinato e prezioso ma inutile.<br><br></div><div><strong>Arthur Rimabud.</strong> Come la vita di Verlaine, anche quella del “discepolo” e intimo amico Rimbaud (1854-1891) è caratterizzata dalla trasgressione e dall’irrequietudine.<br><br></div><div>Dopo una breve e intensa stagione creativa (1870-1875), Rimbaud abbandona la letteratura e si trasferisce in Africa, spinto da un radicale rifiuto del mondo borghese. Farà ritorno in Francia, già gravemente ammalato, poco prima di morire.<br><br></div><div>Da <a href="http://www.studiarapido.it/charles-baudelaire-vita-opere-poetica/"><strong>Baudelaire</strong></a> Rimbaud trae la concezione del <strong>poeta come «veggente»</strong> che si immerge nell’ignoto e nell’irrazionale rifiutando gli schemi mentali e conoscitivi della tradizione. L’esperienza poetica di Rimbaud è tutta segnata da un <strong>«lungo, immenso e ragionato disordine di tutti i sensi»</strong>, come l’autore stesso precisa.<br><br></div><div>Quello di Rimbaud è, in sostanza, un modo radicalmente nuovo di concepire tanto la poesia quanto la vita stessa, che impone al poeta di attaccare l’odiato perbenismo del mondo che lo circonda, sgretolando la falsa quiete e le positivistiche certezze con la pratica di un linguaggio poetico violento e tracotante.<br><br></div><div>Il rifiuto, quindi, delle convenzioni sociali e dei valori religiosi, viene tradotto nel campo della poesia con lo <strong>stravolgimento violento della sintassi</strong> e con l’<strong>abolizione del significato usuale della parola</strong>, che sarà impiegata non più al fine di una comunicazione, ma piuttosto di una evocazione, fino a creare suggestive atmosfere musicali.<br><br></div><div>È proprio in questo, nella capacità di dar vita al mondo dei sogni in un clima teso e allucinato, che risiede il più grande merito della poesia di Rimbaud.<br><br></div><div><strong>Stéphane Mallarmé.</strong> Mallarmé, (1842-1899) nato a Parigi, soggiorna a lungo in Inghilterra della cui letteratura fu profondo conoscitore. Notevole è anche (e ciò avrà influenza sulla sua poesia) la sua cultura filosofica.<br><br></div><div>Mallarmé insegna Inglese per svariati anni nei licei francesi, ma la fama gli è data (dopo che già da anni ha pubblicato diversi componimenti poetici) dalla citazione che di lui fa Huysmans nel suo <em>A ritroso</em> del 1884. Da allora Mallarmé è riconosciuto dai contemporanei come caposcuola e principale teorico del Simbolismo.<br><br></div><div>Con la sua sperimentazione grafica (il <strong>rifiuto</strong> <strong>della versificazione tradizionale e del suo ordine sintattico e grafico</strong>: il testo si legge ad esempio su due pagine contemporaneamente) e con <strong>la sua concezione della poesia</strong> (la poesia si configura come manifestazione di un bisogno di assoluto e di verità destinato a rimanere inappagato per la presenza del «caso», ossia per l’irrazionalità del reale), a Mallarmé va il merito di aver aperto la strada a molte esperienze letterarie del Novecento, tra cui il <a href="http://www.studiarapido.it/il-futurismo-letteratura-riassunto/"><strong>Futurismo</strong></a> e l’<a href="http://www.studiarapido.it/ermetismo-movimento-poetico-del-primo-novecento/"><strong>Ermetismo</strong></a>.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-05 21:01:48 UTC</pubDate>
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         <title>DECADENTISMO</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <pubDate>2018-05-05 21:04:56 UTC</pubDate>
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         <title>IL NATURALISMO</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <pubDate>2018-05-05 21:17:11 UTC</pubDate>
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         <title>LUIGI PIRANDELLO</title>
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         <pubDate>2018-05-05 21:17:42 UTC</pubDate>
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         <title>DIFFERENZE VERISMO . NATURALISMO</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <pubDate>2018-05-06 00:26:43 UTC</pubDate>
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         <title>IL POSITIVISMO in sintesi</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div><em>E' una corrente di pensiero che interessò l'Europa negli anni che vanno dal </em><strong><em>1848-1870 </em></strong><em>circa. Il Termine POSITIVISMO indica il proposito di rifiutare le tendenze astratte, metafisiche, spiritualistiche proprie del Romanticismo e di prendere invece in esame i fatti positivi concreti ed analizzarli alle luce della scienza. Il Positivismo cerca di capire il mondo partendo unicamente dalla scienza, alla quale si riconosce la capacità di giudicare gli uomini verso il&nbsp; progresso e di costruire una società al più alto grado di giustizia e benessere.</em></div><div><em>La scienza è ritenuta capace di dominare la natura per cui e considerata:</em></div><div><strong><em>GARANZIA INFALLIBILE DEL DESTINO DELL'UOMO.</em></strong><em> Su questa base il positivismo ritiene che:</em></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<em>L'unica conoscenza che l'uomo ha di tutto il mondo è di tipo scientifico costruita attraverso l'osservazione dei fenomeni, la formulazione di ipotesi e la loro verifica sperimentale;</em></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<em>La scienza deve essere assolutamente indipendente dalla religione;</em></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<em>Ogni manifestazione della natura e dell'uomo sono spiegabili scientificamente;</em></div><div><em>Per il Positivismo è possibile analizzare scientificamente la società umana come un qualsiasi organismo, scoprire la leggi che la regolano, ed è possibile anche individuare, attraverso la scienza, lecure più adatte a superare i problemi della società. Questa ideologia ottimista è legata al periodo storico nel quale le invenzioni e scoperte scientifiche si susseguirono con un ritmo sempre più rapido assicurando all'uomo il dominio sulla natura ed un continuo sviluppo economico. Proprio per questo suo ottimismo che dà alla ragione il Positivismo è avvicinabile</em><strong><em> all'Illuminismo.&nbsp; </em></strong><em>&nbsp;&nbsp;</em></div><div><strong><em>T</em></strong><em>uttavia l'Illuminismo era stato l'arma della borghesia europea per abbattere i pregiudizi ed i privilegi e per creare una società migliore; la borghesia del secondo '800 invece non ha di fronte a sé l'assolutismo e la nobiltà ma il proletariato, a cui si vuole impedire il raggiungimento dei propri diritti. Il </em><strong><em>Positivismo</em></strong><em>non possiede più quella carica rivoluzionaria </em><strong><em>dell'Illuminismo.</em></strong></div><div><em>La vera grande novità del Positivismo è quella di estendere il metodo sperimentale a tutti i rami del sapere, dalla filosofia alla storia, dall'arte alla letteratura e, addirittura, alla realtà umana perché si riteneva che anch'essa fosse retta, come la realtà fisica, da leggi naturali.</em></div><div><em>Il Positivismo nacque in Francia nell'ambiente del politecnico e l'iniziatore della dottrina fu: </em><strong><em>AUGUSTO COMTE, </em></strong><em>che fu anche il fondatore della Sociologia, disciplina che studia in modo scientifico la società umana, come se fosse un organismo naturale. Il metodo scientifico applicate anche con rigore nell'antropologia, portò l'Inglese </em><strong><em>DARWIN</em></strong><em>a formulare </em><strong><em>LA TEORIADELL'EVOLUZIONISMO E DELLE SUE LEGGI,</em></strong><em> cioè l'adattamento all'ambiente e la selezione naturale. Darwin quindi studiò l'uomo non più come entità spirituale ma come ultimo anello della catene naturale. Questa teoria fu osteggiata dalla chiesa che invece sosteneva il </em><strong><em>CREAZIONISMO </em></strong><em>così come descritto nella Bibbia</em><strong><em>.</em></strong></div><div><em>Importante fu anche il critico letterario storico</em><strong><em> IPPOLITO TAINE </em></strong><em>che vedeva negli uomini solo un prodotto di fattori ereditari dell'ambiente; egli inoltre riteneva applicabile il metodo scientifico anche all'arte contribuendo alla nascita del </em><strong><em>NATURALISMO FRANCESE. </em></strong><em>Il Positivismo portò ad un cambiamento anche la letteratura sottolineando l'esigenza di un'arte ispirata al vero, lucida oggettiva che ritraesse anche gli aspetti negativi della società.</em></div><div>&nbsp;</div><div><strong>NATURALISMO</strong></div><div>(ASPETTO LETTERARIO DEL POSITIVISMO)</div><div><em>E' una corrente letteraria che nacque in FRANCIA nella seconda metà del 1800; il termine "naturalismo" sta a sottolineare che, in questo periodo&nbsp; dominato dal Positivismo, anche l'arte viene considerata una disciplina naturale alla quale si può applicare il metodo scientifico. Il Naturalismo può essere considerato l'aspetto letterario del Positivismo da cui eredita:</em></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong><em>L'ATTENZIONE PER LA REALTA'</em></strong></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong><em>L'USO DEL METODO SCIENTIFICO</em></strong></div><div>·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong><em>LA FIDUCIA NEL PROGRESSO</em></strong></div><div><em>E' una letteratura quindi che si accosta alle realtà, la indaga con il metodo scientifico, facendo particolare attenzione agli aspetti sociali ed economici delle classi più umili appunto perché in queste sono più evidenti i fattori che condizionano la vita dell'uomo (ambiente ed ereditarietà).</em></div><div><em>Anche lo stile si adegua a questo nuovo contenuto, si adopera infatti un linguaggio semplice antiletterario PERFETTAMENTE ADERENTE ALL'AMBIENTE ED AI PERSONAGGI utilizzando, se necessario, anche il dialetto ed il gergo. Il Naturalismo condivide con il Positivismo l'attenzione e la fiducia nel progresso&nbsp; per cui gli scrittori francesi, pur scrivendo le tristi condizioni di vita&nbsp; degli umili e mettendo in evidenza&nbsp; gli aspetti negativi della società, erano convinti che la loro denuncia potesse servire a migliorare la realtà malsana. I canoni fondamentali di questa letteratura sono tre:</em></div><div><strong><em>OGGETTIVITA':</em></strong><em>Lo scrittore deve partire da fatti realmente accaduti e ricostruirli secondo la relazione&nbsp; Causa-Effetto;</em></div><div><strong><em>IMPERSONALITA':</em></strong><em>Lo scrittore non deve imporre le sue idee, i sui sentimenti, i sui giudizi, non deve parteggiare per i sui personaggi, deve invece esporre i fatti in modo freddo&nbsp; e distaccato come un fotografo;</em></div><div><strong><em>SCIENTIFICITA':</em></strong><em>Lo scrittore deve tener conto delle leggi scientifiche che regolano la società; tutte le azioni umane devono essere lette alla luce dell'ambiente e dell'ereditarietà.</em></div><div><em>Questo verrà ben spiegato da </em><strong><em>ZOLA</em></strong><em> ne </em><strong>IL ROMANZO SPERIMENTALE</strong></div><div><em>Tra i precursori del Naturalismo troviamo HONORE’ DE BALZAC, il quale espresse l’idea che lo scrittore deve essere solamente il regista del bene e del male. Egli afferma che la società umana assomiglia alla natura : “ </em><strong><em>La società fa degli uomini, a seconda dell’ambiente in cui si svolge la vita, tante specie diverse quanti sono gli animali nella zoologia”.Balzac</em></strong><em> scrisse la "Commedia umana" una raccolta di 91 romanzi nei quali vengono descritti uomini appartenenti a diverse estrazioni sociali.</em><br> &nbsp;</div><div>&nbsp;<strong>VERISMO</strong></div><div><em>Il Positivismo ed il Naturalismo fecero sentire la loro influenza anche in Italia dove nacque li </em><strong><em>VERISMO</em></strong><em>che è un adattamento del </em><strong><em>NATURALISMO </em></strong><em>alla realtà italiana, realtà molto diversa da quella Francese. Infatti nella seconda metà del 1800, mentre la Francia dominata da una borghesia fortemente instaurata al potere, era ormai avviata sulla strada del progresso, l'Italia era un paese essenzialmente agricolo e molto povero. La recente unificazione nazionale del 1861,&nbsp; aveva fatto emergere gravi problemi economici e sociali e soprattutto aveva evidenziato il profondo divario esistente tra il NORD e il SUD.</em></div><div><em>Pertanto, la 1° caratteristica del Verismo Italiano fu il suo </em><strong><em>REGIONALISMO; </em></strong><em>mancando infatti un'unità sociale e morale. Nacquero tanti " verismi " che trassero spunto dal vario mosaico italiano.</em></div><div>&nbsp;</div><div><em>I Veristi italiani, che ebbero come teorico LUIGI CAPUANA, rispettavano come i Naturalisti francesi la verità dei fatti senza sovrapporre ad essi i propri giudizi, anche se in genere si astennero dall'analisi dei fenomeni patologici&nbsp; e dall'eccessiva freddezza scientifica utilizzata dai Francesi. Il Verismo non si sofferma&nbsp; come aveva fatto il Naturalismo sui guai&nbsp; e sui vizi dei grandi centri urbani, ma volge soprattutto il suo interesse per gli emarginati delle campagne, ai poveri pescatori delle coste ed in genere alle plebi meridionali, perché proprio al Sud erano evidenti i danni dell'errata politica del nuovo regno d' Italia (tasse obbligatorie; servizio di leva obbligatorio, mercato unico interno), inoltre, diversamente dal Naturalismo francese che aveva una carica ottimistica, il Verismo&nbsp; ha rappresentanti </em><strong><em>ESSENZIALMENTE PESSIMISTI. </em></strong><em>Se infatti gli scrittori francesi pensavano di poter contribuire, attraverso la loro denuncia, ai problemi che travagliavano la società, i veristi, pur proponendosi di fare opera di denuncia, sono convinti che la loro miseria ed emarginazione delle classi sociali più povere sono una realtà inevitabile e difficilmente sanabile, considerando quello che era la realtà politica e sociale dell'Italia appena unita.&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-06 00:29:13 UTC</pubDate>
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         <title>LA 2° GUERRA MONDIALE</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>LA SECONDA GUERRA MONDIALE 1939-1945 PARTE PRIMA</div><div><a href="https://spark.adobe.com/page/uFJSo3cSCGTZH/">https://spark.adobe.com/page/uFJSo3cSCGTZH/<br></a><br></div><div>LA SECONDA GUERRA MONDIALE 1939-1945 PARTE SECONDA</div><div><a href="https://spark.adobe.com/page/iH6CA0YwueLs2/">https://spark.adobe.com/page/iH6CA0YwueLs2/<br></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-06 00:30:40 UTC</pubDate>
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         <title>I Malavoglia</title>
         <author>leiladisanti</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;</div><div><em>GENESI: </em><br>&nbsp;<br>&nbsp;Il romanzo I Malavoglia fu pubblicato nel 1881 (il primo abbozzo, intitolato Padron ‘Ntoni, è del 1874 e fu più volte ripreso e corretto), dopo un lungo lavoro di revisione condotto in parallelo con la stesura delle novelle della raccolta Vita dei campi, nelle quali Verga andava sperimentando le tecniche narrative del romanzo. Nella novella Fantasticheria (1879) Verga anticipa i personaggi dell’opera (il vecchio padron ‘Ntoni, suo figlio Bastianazzo e la moglie Maruzza, detta “la Longa”, e i loro cinque figli ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia), luoghi e temi che sviluppa in questo romanzo.<br>&nbsp;<br>&nbsp;<em>TRAMA:</em><br> <br> Il romanzo narra le vicende di una famiglia di pescatori, i Malavoglia, composta da padron ‘Ntoni (il nonno), da Bastianazzo (il figlio), da Maruzza, detta La Longa (moglie di Bastianazzo) e dai cinque nipoti ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia.<br> <br> La famiglia si avventura in un’impresa commerciale: il trasporto per mare di un carico di lupini infatti Padron ‘Ntoni compra a credito, indebitandosi con zio Crocifisso (l’usuraio del paese), un carico di lupini da rivendere in città, ma l’imbarcazione che trasporta il carico, chiamata eufemisticamente “Provvidenza”, fa naufragio, provocando la perdita dei lupini e la morte di Bastianazzo. Per i Malavoglia è l’inizio di una serie di sventure: Mena rompe il fidanzamento con Brasi Cipolla, figlio di un ricco proprietario terriero (la ragazza in realtà ama Alfio Mosca. Un povero carrettiere che abita dirimpetto ai Malavoglia); Luca muore nella battaglia di Lissa (1866); padron ‘Ntoni per pagare il debito, vende la casa del “nespolo” (così chiamata per un albero di nespolo, che si trova nel cortile inoltre esso è il simbolo dell’unità e dello stato sociale della famiglia). Anche Maruzza muore, di colera, mentre il giovane ‘Ntoni, dopo il servizio militare a Napoli, se ne va a cercar fortuna a Trieste. Ritorna in paese più povero di prima e si dà al contrabbando. Una notte, colto sul fatto, accoltella il brigadiere, don Michele, che è anche il corteggiatore della giovane Lia. Durante il processo, l’avvocato di ‘Ntoni, per attenuare la portata della colpa dell’imputato, cerca di giustificare il ferimento di don Michele come gesto scaturito da motivo di onore: il giovane avrebbe difeso la sorella insidiata dal brigadiere. La vicenda giudiziaria ha esiti disastrosi: ‘Ntoni viene condannato a cinque anni, Lia esce disonorata agli occhi di tutti, quindi lascia il paese e finisce per fare la prostituta a Catania. Mena, a causa della vergogna che ricade sulla famiglia, rinuncia a sposare Alfio. Padron ‘Ntoni si spegne in ospedale, ucciso dalla fatica e dal dolore. Sarà Alessi, l’ultimo dei fratelli, a ricostituire lo “spirito della famiglia”, riscattando la casa del nespolo e sposando Nunziata, una compagna d’infanzia. Quando ‘Ntoni, uscito dal carcere, ritornerà nella casa paterna, si renderà conto di non potervi più restare, perché ha violato le norme etiche della famiglia, e se ne andrà per sempre. I malavoglia più che celebrare i valori tradizionali, raccontano il loro progressivo e inarrestabile tramonto.<br> <br> <em>STRUTTURA NARRATIVA:</em><br> <br> Capitoli<br> <br> Prima parte (capp. I-IV)<br> <br> L’azione comincia nel 1865 con l’affare dei lupini, il naufragio della barca con il carico (la Provvidenza parte un sabato sera di settembre), la cerimonia funebre per la morte di Bastianazzo.<br> <br> Una premessa riassume gli avvenimenti tra il dicembre 1863 (‘Ntoni parte per la leva militare) e il settembre 1865. Il tempo della storia è breve (quattro giorni), mentre il tempo del racconto e dilatato: l’ambiente, i personaggi e le vicende sono rappresentati con un ritmo narrativo lento e graduale. <br> <br> Seconda parte (capp. V-X)<br> <br> Gli avvenimenti sono incentrati intorno a padron ‘Ntoni e ai suoi tentativi di far fronte alle disavventure che colpiscono la sua famiglia, compreso il secondo naufragio della Provvidenza, in cui rischia lui stesso la vita.<br> <br> Il tempo della storia si dilata (circa due anni dall’autunno del 1865 all’estate del 1867) e il tempo del racconto si condensa. Mancano precise indicazioni cronologiche, sostituite da allusioni a eventi pubblici, come per esempio la battaglia di Lissa del 1866 in cui muore Luca.<br> <br> Terza parte (capp. XI-XV)<br> <br> In primo piano non è più l’ambiente della comunità paesana ma la storia dei personaggi e soprattutto del giovane ‘Ntoni.<br> <br> Il tempo della storia copre un arco di circa dieci anni dall’epidemia di colera del 1867, in cui muore Maruzza, ai primi del 187, quando torna il giovane ‘Ntoni. Il tempo del racconto si condensa e il ritmo narrativo è serrato, soprattutto negli ultimi due capitoli che riassumono eventi di un certo numero di anni.<br> <br> <em>SISTEMA DEI PERSONAGGI:</em><br> <br> Il narratore non presenta né descrive i suoi personaggi, ma li nomina, rendendoli riconoscibili. I malavoglia nella scala sociale occupano un gradino intermedio, in quanto piccoli proprietari, sono padroni della casa in cui vivono e della barca da pesca, la Provvidenza, che assicura loro un’esistenza decorosa. In realtà la famiglia si chiama Toscano e come ogni personaggio viene chiamata con nomignoli attribuitogli dal popolo che indicano una caratteristica opposta a quella reale del personaggio. I Malavoglia sono chiamati così paradossalmente per la loro volontà e la loro voglia di lavorare per poter sanare i loro debiti. La famiglia viene paragonata ad un pugno chiuso dove le dita della mano rappresentavano i componenti che si aiutano l’un l’altro:<br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Padron ‘Ntoni,</strong> il patriarca, è il punto di riferimento costante per coloro che gli ruotano intorno, parenti e conoscenti, parla quasi solo per proverbi in quanto sono le uniche forme di saggezza consentitegli dalla sua mancanza di istruzione.<br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Bastianazzo</strong>, il figlio definito “grande e grosso”, è un uomo di buon cuore e lavoratore. Muore ancora giovane in mare durante una tempesta.<br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Maruzza</strong> la Longa, moglie di Bastianazzo, una donna piccina che badava a tessere, salare le acciughe, e a crescere i figli. La sua serenità svanisce con la morte prematura del marito, e poi del figlio Luca. Il dolore per le numerose perdite la invecchia precocemente. La sua vita viene spezzata da una grave malattia: il colera.<br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>‘Ntoni</strong> il figlio maggiore di Bastianazzo e Maruzza, è un ragazzo giudizioso, anche se a volte troppo impulsivo. Col passare degli anni, la sua voglia di lavorare diminuisce, si ribella alla sua condizione di miseria e povertà, in un modo insolito: smette di lavorare e va a cercare guai all’osteria. Questa vita lo porterà a scontare cinque anni di galera. Dopo essere stato rilasciato, lascia il paese d’origine.<br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Luca</strong> l’altro figlio, il più giudizioso, un vero “Malavoglia”, muore prematuramente nella battaglia di Lissa.<br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Alessi</strong> fratello minore di 'Ntoni e Luca, all'inizio della vicenda è definito come un moccioso poi si presenta subito disposto ad apprendere il sapere antichissimo di Padron 'Ntoni, dimostrando interesse per i suoi proverbi, detti e per l'esperienza marinara dell'anziano. Alla fine toccherà ad Alessi il ruolo di "ponte" tra il passato idillico di Padron 'Ntoni e la modernità dei tempi post-Unitari infatti sarà quello che riuscirà a riacquistare la <em>casa del nespolo</em>, sposare la fanciulla che sin da ragazzino gli era piaciuta, la vicina Nunziata, e risollevare il buon nome dei Malavoglia. <br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Mena</strong> è la maggiore delle ragazze Malavoglia, è chiamata Sant'Agata perché sta sempre al telaio. Innamorata da sempre del vicino carrettiere Alfio Mosca, ma promessa al ricco Brasi Cipolla, a causa della povertà della famiglia resterà zitella. Dopo la morte della madre, sarà lei a doversi occupare della casa e soprattutto dell'educazione della sorella minore, Lia. Alla fine, pur avendo la possibilità di sposare Alfio, non lo fa perché teme che si torni a parlare della sorella Lia che era fuggita<br> <br> ·&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<strong>Lia </strong>(Rosalia) la figlia più piccola, finisce sulle bocche di tutti dopo il processo del fratello, e per questo lascia Aci Trezza e diventa una prostituta. Nessuno avrà più sue notizie. Solo Alfio Mosca sa la verità.<br>&nbsp;<br>&nbsp;<em>SPAZIO:</em><br> <br> Lo spazio in cui si svolgono le vicende del romanzo è quello interno di Aci Trezza con i suoi angoli pittoreschi. Una particolare connotazione affettiva ha la casa dei Malavoglia, la “casa del nespolo”, che rappresenta una sorta di “nido”, in cui consolidare i legami familiari, un rifugio, perduto il quali anche la famiglia si disgrega. In opposizione a questo spazio privato che si fa intimo e anche emotivo, c’è lo spazio “esterno”, vissuto soprattutto da ‘Ntoni e da Lia, nelle loro “fughe” verso le insidie della città. Tra questi due poli c’è il mare, percepito come spazio sia “interno” sia “esterno”, come luogo amico o nemico: assume una valenza positiva la “vicinanza” alla costa, mentre diventa un pericolo e un’insidia la lontananza, il mare aperto.<br> <br> <em>TEMPO:</em><br> <br> La saga della famiglia Malavoglia attraversa tre generazioni (il nonno Padron ‘Ntoni, il figlio Bastianazzo e il nipote ‘Ntoni), e il racconto si sviluppa in quindici anni. Sul tempo della storia ufficiale&nbsp; prevale quello ciclico, basato, cioè, sull’alternarsi ciclico delle stagioni e delle costellazioni, della pesca, del lavoro dei campi e scandito dalle ricorrenze religiose che si ripetono ogni anno e regolano i ritmi della vita della gente di Aci Trezza. Il dramma matura quando gli echi della storia si riverberano in questo universo chiuso e apparentemente immutabile, causandone lo snaturamento e determinando conseguenze e lacerazioni traumatiche. Sullo sfondo c’è anche il tempo degli eventi storici, avvenimenti che condizionano e stravolgono l’esistenza dei protagonisti, come, per esempio, la battaglia navale di Lissa, del 1866 (terza guerra d’indipendenza) in cui troverà la morte il secondogenito Luca.<br> <br> <em>CARATTERISTICHE:</em><br> <br> I Malavoglia possono essere definiti come:<br> <br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il romanzo della fedeltà alle proprie radici, perché Verga, attraverso le vicende dei protagonisti, dimostra che chi cerca di cambiare abitudini e ambiente, come ‘Ntoni, è destinato a perdersi e a scatenare la catastrofe, mentre chi rimane fedele alle tradizioni riesce a risollevare la famiglia, anche dalla più cupa desolazione;<br> <br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il romanzo della sconfitta eroica o “anti-idillico”, perché i protagonisti vengono vinti dal destino, ma solo dopo una dura lotta, condotta con un’abnegazione che fa grandeggiare i vinti.<br> <br> <em>TECNICHE NARRATIVE:</em><br>&nbsp;<br> Il romanzo deve essere, secondo Verga, uno “studio sincero e appassionato” di una comunità di pescatori. Da qui l’adozione delle seguenti tecniche narrative:<br>&nbsp;<br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; La tecnica dell’IMPERSONALITÀ, che consiste nell’eclissi dell’autore, cioè l’esclusione di ogni intervento personale dell’autore nella narrazione;<br>&nbsp;<br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; I fatti sono presentati come indipendenti dalla volontà dell’autore;<br>&nbsp;<br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; La REGRESSIONE al livello culturale del narratore popolare e dei personaggi: la storia è raccontata da una voce collettiva, dal coro del paese;<br>&nbsp;<br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Lo STRANIMENTO, cioè la presenza di un narratore capace di far apparire “strano” ciò che è normale e normale ciò che è strano;<br>&nbsp;<br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Dialettismo espressivo: il modello dialettale fornisce la struttura e le modalità del discorso orale;<br>&nbsp;<br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; L’uso di un linguaggio che si abbassa al livello dei personaggi e del mondo rappresentato;<br>&nbsp;<br> -&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il DISCORSO DIRETTO e il DISCORSO INDIRETTO LIBERO, che consentono di rappresentare la mentalità di ogni singolo personaggio e dell’intera comunità di Aci Trezza.</div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <title>Video 1 - Gli anni del boom economico in Italia</title>
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         <title>La TELESCUOLA: la TV dagli anni 1958</title>
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         <title>Don Milani e la sua scuola</title>
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