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      <title>Citazioni La frontiera 2L by kruso plokamoi</title>
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      <description>Realizzato con un po&#39; di pazienza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-06-23 05:45:24 UTC</pubDate>
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         <title>POST DI ESEMPIO</title>
         <author>krusoplokamoi</author>
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         <description><![CDATA[<div>"...."<br>Da cap. X, pag. Y<br>Rosa V.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-19 16:25:17 UTC</pubDate>
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         <title>1° citazione</title>
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         <description><![CDATA[<div>"Il viaggio è molto lungo, per capire quello che è successo devi sapere perché sono partiti".<br>Da cap. 6 pag. 50<br>Prosperi L.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 15:37:10 UTC</pubDate>
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         <title>2° citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435679088</link>
         <description><![CDATA[<div>"La domanda cruciale non è perché sia accaduta una tragedia del genere, dal momento che ne sono accadute tante altre nello stesso identico modo. La domanda cruciale è: perché erano quasi tutti eritrei?" <br>Da cap. 7 pag. 62<br>Prosperi L.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 15:42:35 UTC</pubDate>
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         <title>1° citazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435691222</link>
         <description><![CDATA[<div>"C'è qualcosa di incommensurabile in ogni naufragio di massa. A prima vista, c'è qualcosa che rende questi eventi simili tra loro nell'angoscia della morte, della difficoltà dei soccorsi, nella fatica di narrare mostrare dei pochi sopravvissuti, nell'impossibilità-spesso-di andare oltre, di lasciarci alle spalle quanto è accaduto ma allo stesso tempo c'è qualcosa che rende unico ciascuno di questi eventi, anche quelli che hanno avuto l'onore delle cronache<br>Cap 3 pag 34<br>M. Graziosi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 15:58:20 UTC</pubDate>
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         <title>2° citazione </title>
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         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435706383</link>
         <description><![CDATA[<div>Li guardo in faccia, fisso i loro occhi, osservo le loro labbra sottili che parlano. E penso che vista da qui, dal cuore  di un'isola che è stata l'epicentro di una strage orrenda, un'isola di pochi chilometri conficcata nel Mediterraneo, l'Eritrea appare allo stesso tempo lontanissima vicinissima.<br>Cap 14 pag 162<br>M Graziosi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 16:19:43 UTC</pubDate>
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         <title>1° citazione</title>
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         <description><![CDATA[<div>"Tuttavia, non è la violenza a sgomentarci. Ma il fatto che, anche quando comprendiamo pienamente le sue leggi, non riusciamo ad arrestarle"<br>Cap.29 pag.312<br>Valentina Boggian</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 16:37:51 UTC</pubDate>
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         <title>2° citazione</title>
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         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435720144</link>
         <description><![CDATA[<div>"Quei corpi, vivi o inanimati, sono ridotti a cose, nient'alto che cose. Non è la barbarie a nauseare, ma la sua gratuità. Tra le foto dei vivi ciò che più mi sconvolge sono le facce imbarazzate delle vittime, come se la violenza subita sia impudica."<br>Cap. 10 pag. 105<br>Valentina Boggian</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 16:40:54 UTC</pubDate>
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         <title>1° citazione</title>
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         <description><![CDATA[<div>"Se c'è una cosa che ho imparato dalla loro amicizia è che chi sopravvive a un naufragio in cui ha assistito impotente alla morte dei propri cari, dei propri amici, dei proprio compagni, dei propri figli, non riesce più a liberarsi da quell' immenso dolore.Ne rimangono impregnati il volto, la voce, la vita."<br>Da cap. 13 pag.133<br>C.Onado</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 17:04:21 UTC</pubDate>
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         <title>1° citazione</title>
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         <description><![CDATA[<div>La frontiera corre sempre nel mezzo.<br>Di qua c'è il mondo i prima. Di là c'è quello che deve ancora venire, e che forse non arriverà mai.<br>Da cap. 29  pag. 314<br>Giacomo Nanetti</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 17:09:56 UTC</pubDate>
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         <title>2° citazione</title>
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         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435743923</link>
         <description><![CDATA[<div>"Era umida e faceva schifo. Sentivo il sangue spandersi nella mia bocca, colare sulle mie labbra, impregnarmi, sporcarmi. Il pezzo di carne di maiale era sul manganello, e  cercavano di infilarmelo in bocca. Spingevano, spingevano... mi tenevano fermo e spingevano. Erano tre, o forse quattro. Non ricordo quanti erano. L'occhio mi faceva male perché mi avevano tirato un pugno. Ricordo solo che spingevano per aprirmi la bocca, mi tenevano fermo. E poi quel sangue sporco, quel sangue di maiale... Mi colava sul collo, scendeva sotto la camicia..."<br>Da cap. 25 pag. 279<br>Giacomo Nanetti</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 17:17:20 UTC</pubDate>
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         <title>2° citazione </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Alla base di ogni viaggio c'è un fondo oscuro, una zona d'ombra che raramente viene rivelata, neanche a se stessi.Un groviglio di pulsioni e ferite segrete che spesso rimangono tali.Ma capita altre volte che ci siano dei viaggiatori che ne hanno passate così tante da esserne saturi<br>Da cap.29 pag.313<br>C.Onado</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 17:21:02 UTC</pubDate>
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         <title>1° citazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435793366</link>
         <description><![CDATA[<div>"Mi accorsi, di colpo, che le stavo osservando senza essere in grado di interpretarle. Eppure quelle immagini per Shorsh erano tutto. Non erano un prodotto della Storia, erano il suo presente. Non erano una riflessione teorica, erano carne viva" <br>Dal cap I, pag 12<br>I. Rubbi</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-24 18:35:12 UTC</pubDate>
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         <title>1° citazione</title>
         <author>lstellati</author>
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         <description><![CDATA[<div>“Qualcuno, infine, riesce ad arrivare a nuoto fino alla spiaggia. Una ragazzina racconta di aver nuotato con una amico, si facevano coraggio a vicenda. poi a un certo punto non l’ha più sentito.”<br>Da cap. 5 pag.47<br>Luca Stellati</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 18:38:44 UTC</pubDate>
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         <title>2° citazione</title>
         <author>lstellati</author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435797034</link>
         <description><![CDATA[<div>“A volte penso che sia meglio non essere né italiano, né tedesco. Se sei immigrato, allora forse puoi trovare uno spazio tuo.”<br>Da cap. 20 pag.222<br>Luca Stellati<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 18:41:04 UTC</pubDate>
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         <title>2° citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435800674</link>
         <description><![CDATA[<div>"Sembra un luogo senza tempo in cui si bighellona e si contratta, si litiga, si beve... Nessuna delle persone che si è arenata davanti ai leoni e alle lapidi sa qualcosa della storia del monumento, di ciò che commemora, di ciò che nega, di ciò che rimuove. Mi chiedo se in questa indifferenza ci sia una forma di nemesi, di compensazione dei torti del passato, mentre risalgo verso Piazza dei Cinquecento". <br>Da cap. 8, pag. 84<br>I.Rubbi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 18:47:21 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435806635</link>
         <description><![CDATA[<div>"La cosa mi sorprende. Siamo in genere portati a pensare ai viaggi come a frecce che si muovono in un'unica direzione, da sud verso nord, da est verso ovest. Anche quando siamo disposti ad ammetterne la complessità, il dilatarsi per mesi o anni lungo tragitti tortuosi, difficilmente conveniamo che chi decide di raggiungere l'Europa, dopo un po' di anni, possa tornare indietro".<br>Dal cap. 16, pag. 177<br>I. Rubbi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 18:57:48 UTC</pubDate>
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         <title>1^citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435834017</link>
         <description><![CDATA[<div>“Quando le ho chiesto perché mandino in strada ragazzi di quattordici anni armati di coltelli per aggredire gli immigrati, mi ha risposto “Noi prepariamo i ragazzi ad affrontare il domani”.”<br>Pag 242 <br>A. Papoff</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-24 19:46:33 UTC</pubDate>
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         <title>2^citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435836011</link>
         <description><![CDATA[<div>“Ci sono almeno due livelli di violenza da distinguere: C’è la violenza esplicita, che consiste nelle minacce. In questi casi la violenza viene esercitata, filmata e diffusa su internet. E poi c’è la violenza sotterranea che si scatena contro i ceti sociali più deboli.”<br>Pag 234-235<br>A. Papoff</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-24 19:50:45 UTC</pubDate>
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         <title>1^ Citazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435842806</link>
         <description><![CDATA[<div>“Quando diventeremo forti, saremo spietati. Se servirà non saremo più democratici, se servirà ci sporcheremo le mani per la patria, perché le patria è al di sopra di ogni cosa. Non contano né le istituzioni né altro.” <br>Cap. 21 pag 235 <br><br>M. Dall’Olio</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-24 20:05:31 UTC</pubDate>
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         <title>2^ Citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435846704</link>
         <description><![CDATA[<div>“Dopo molti chilometri di strada, arrivati al cimitero, c’era sempre una croce inscritta nella calce, con accanto una data e un numero, lo stesso numero di identificazione consegnato loro dalla polizia. Mai una volta che abbia visto un nome.” <br>Cap. 6 pag 57 <br><br>M. Dall’Olio</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 20:15:09 UTC</pubDate>
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         <title>1^ Citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435869835</link>
         <description><![CDATA[<div>Quante mattanze silenziose si siano consumate.  Quanti piccoli atti di ignavia o omissione si sono sommati gli uni agli altri. Quante ferite insanabili sono state prodotte [...]. Quante lettere come queste si sarebbero potute scrivere, e colpevolmente non sono state scritte. Quanti casi rimarranno privi di accertamento, tanto da far apparire anche i 55 morti di quella sera simili a tanti altri mai presi in considerazione. <br>(Cap.12 pag. 124)<br>A. Merighi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 21:17:28 UTC</pubDate>
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         <title>2^ Citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435872739</link>
         <description><![CDATA[<div>La tecnica è sempre la stessa:<br>si fermano gli stranieri, gli si chiedono i documenti, e immediatamente parte il pestaggio con calci e pugni. <br>Quanto ai documenti, vengono sistematicamente distrutti. <br>(Cap. 21 pag. 230) <br>A. Merighi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 21:28:23 UTC</pubDate>
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         <title>1^ Citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435892895</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi accorsi, di colpo, che le stavo guardando senza essere in grado di interpretarle. Eppure quelle immagini per Shorsh erano tutto. Non erano un prodotto della Storia, erano il suo presente. Non erano una riflessione teorica, erano carne viva. Spiegavano nel dettaglio i motivi della sua fuga in Italia, svelavano un passato di violenze inenarrabili a cui aveva assistito da vicino, a cui parenti o amici avevano assistito, quando non ne erano stati vittima.<br>(Cap. 1 pag 12)<br>S. Casarini</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 22:52:52 UTC</pubDate>
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         <title>2^ Citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435895423</link>
         <description><![CDATA[<div>I flussi cambiano sotto i nostri occhi molto rapidamente. Cambiano i posti di frontiera, cambiano le rotte. Cambiano le cause che li determinano. Ogni nuovo conflitto che deflagra e ogni dittatura che implode generano una nuova ondata<br>(Cap. 18 pag. 188)<br>S. Casarini</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 23:06:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435900832</link>
         <description><![CDATA[<div>Vivere fuori dal porto, tra le fabbriche abbandonate e case di cartone, insieme ad altri ragazzini della tua stessa età, vuol dire bramare l'imbarco ogni minuto della giornata. È quello il tuo pensiero fisso, tutto il resto non conta.<br>P. 254<br>Ruben Ferraresi </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 23:38:45 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>1ª citazione <br>"Ho dodici anni e ho avuto un litigio con mio fratello. Lui ne ha quattordici. Vivo in un campo di tortura insieme a molte persone, ci tengono incatenati. Sono sempre affamato. Se piango mi picchiano." <br>Da cap. 10, pagg.105-106<br>Finelli.A</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 23:44:36 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>2ª citazione<br>"È anche un problema di ignoranza",[...] "Quando finirà tutto questo, costruirò una scuola per i figli dei beduini. Stiamo parlando di bambini di 5 o 6 anni che vanno in giro con dei coltellacci e che guidano i fuoristrada senza riuscire a vedere niente al di là del parabrezza. Se questi bambini andassero a scuola, non direbbero mai di un altro essere umano che è inferiore al loro cammello, non aiuterebbero a spostare dei corpi da una stanza all'altra come se fossero dei giocattoli. Vanno aiutati. "<br>Da cap.11, pag. 121<br>Finelli A. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 23:50:39 UTC</pubDate>
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         <title>1ª citazione</title>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la caduta del Muro di Berlino, il confine principale tra il mondo di qua e il mondo di là cade proprio tra le onde di quelli che, con dall’antichità, stato chiamato Mare di mezzo. P. 40<br>Saracco G.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-24 23:53:29 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Alcuni gruppi uscivano di sera per picchiare gli stranieri. Certe notti ci facevano sapere che era meglio non mettere il naso fuori dalla tendopoli. Erano dei greci, soprattutto anziani, ad avvisarci. Ci dicevano anche di non andare in determinati posti. Due o tre volte ho visto giovani armati di bastoni e coltelli. Cercavano gli afghani. Volevano picchiarci senza motivo.”<br>P. 257<br>Ruben Ferraresi</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 00:04:51 UTC</pubDate>
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         <title>2ª citazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435905328</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella tradizione teologica latino-americana c’è una relazione strettissima  tra la povertà e la morte. I poveri non sono solo quelli che vivono in uno stato di indigenza. I poveri sono quelli che muoiono prima del tempo, e la frase “Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio“ vuol dire che le porte del regno sono aperte innanzitutto a loro, a tutti quelli che hanno visto la propria vita calpestata, spezzata, recisa anticipatamente oppure relegata a una condizione prossima alle tenebre dell’Ade precristiano.<br>Il regno è innanzitutto l’ora.<br>Molti si sono affrettati a dire: “Se si facesse come vuole il Papa, allora dovremmo accogliere tutti…”. Oppure: “Le parole del Papa sono sono in metafora”. P.133<br>Saracco G.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 00:10:39 UTC</pubDate>
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         <title>1^ citazione</title>
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         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435906167</link>
         <description><![CDATA[<div>17.mantenere viva la convinzione del perché del proprio viaggio .<br>18.Non lasciarsi intrappolare e confondere dai perché delle situazioni disperate :"perché proprio a me?","perché questa ingiustizia?","perché questa violenza?","perché non posso vivere in pace?","perché sono finito qui?".<br>19.avere immediatamente chiara la risposta  a questi perché:"perché non potevo più restare","perché non posso tornare ","perché ho cominciato e devo andare fino in fondo","perché forse questo tempo passerà".<br>P.96 E.Staglianò</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 00:16:43 UTC</pubDate>
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         <title>2^ citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435907338</link>
         <description><![CDATA[<div>Cantava il ragazzo pakistano di cui nessuno conosceva il nome. Cantava o forse pregava, giurano quei pochi che hanno prestato attenzione a ciò che faceva ogni giorno.<br>Gorgheggiare qualcosa di ripetitivo, una nenia rivolta a se stesso, come in un dialogo interiore. Lo faceva ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni sera. Attraversava le strade del quartiere , si fermava agli angoli e proseguiva nel suo gorgheggio ,sempre identico. Guardava fisso il cielo o l'asfalto davanti ai<br>suoi piedi. Raramente si fermava a  osservare le persone che lo insultavano o lo schernivano.<br>Era una sorta di scemo del villaggio, il pakistano .O almeno così era percepito.<br>Cantava anche la sera che lo hanno ammazzato come un vitello. Cantava, poi si è scoperto, alcune sure del Corano.<br>Sempre le stesse.<br>P.286<br>E.Staglianò</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 00:25:31 UTC</pubDate>
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         <title>1^ citazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435953703</link>
         <description><![CDATA[<div>L'assassinio di Killah P. è il punto di non ritorno. Dopo una decina di giorni, il 28 settembre, i vertici del gruppo ultra-nazionalista vengono arrestati. Viene arrestato quello che tutti consideravano il capo, Nikolaos michaliolakos, e vengono incriminati altri sette parlamentari del movimento.  <br> Cap 21 p.248<br>Michele Minarini </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 08:25:02 UTC</pubDate>
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         <title>2^ citazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435954775</link>
         <description><![CDATA[<div>"ho dodici anni e ho avuto un litigio con mio fratello.Lui ne ha quattordici. Vivo in un campo di tortura insieme a molte altre persone, ci tengono incatenati. Sono sempre affamato. Se piango mi picchiano". [...] "ci dicono che l'unico modo per essere liberati è raccogliere denaro. Ci danno i telefoni ci dicono di chiamare i nostri genitori,  ma è difficile parlare con con loro. Mi hanno rovesciato addosso della plastica bruciata e mi hanno urlato contro così forte che i miei genitori non capivano ciò che dicevo. A volte ci appendono al soffitto e fa molto male". [...] " non è facile per i miei genitori trovare così tanti oldi, sono molto poveri. Questi vogliono un sacco si soldi, ma un giorno ci hanno detto che era arrivato del denaro e uno di noi poteva andare. Eravamo così felici ! Ma poi è iniziata la lotta. "<br>Cap. 10 p.105 e 106  <br>Michele Minarini  </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 08:44:33 UTC</pubDate>
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         <title>1^Citazione</title>
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         <description><![CDATA[<div>Sentì di aver oltrepassato una linea, di essersi aggrappato con le unghie a una nuova vita, rinunciando per sempre a un’altra. Solo allora comprese che il travaglio cui era stato costretto aveva definitivamente dissipato la sua giovinezza.<br>Cap.2 pag.23<br>Greta G.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-25 09:22:30 UTC</pubDate>
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         <title>2^citazione</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>E poi cadaveri, tanti cadaveri stranamente ricuciti lungo il torace. Non ce la faccio a guardare. Quei corpi, vivi o inanimati, sono ridotti a cose, nient’altro che cose. Non è la barbarie a nauseare ma la sua gratuità. Tra le foto dei vivi ciò che mi sconvolge sono le facce imbarazzate delle vittime, come se la violenza subita sia innanzitutto impudica.<br>Cap. 10 pag. 105<br>Greta G.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-25 09:30:27 UTC</pubDate>
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         <title>1^ citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435958522</link>
         <description><![CDATA[<div>C'è una faglia sotterranea che taglia in due il Mediterraneo da est a ovest. Dal Vicino Oriente fino a Gibilterra. Una linea fatta di infiniti punti, infiniti nodi, infiniti attraversamenti. Ogni punto una storia, ogni nodo un pugno di esistenze. Ogni attraversamento una crepa che si apre. E' la Frontiera. Non è un luogo preciso, piuttosto la moltiplicazione di una serie di luoghi in perenne mutamento, che coincidono con la possibilità di finire sauna parte o rimanere nell'altra.<br>Cap. 4, pag 40<br>Greta Francioni</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 09:43:11 UTC</pubDate>
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         <title>1^ citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435958996</link>
         <description><![CDATA[<div>“Guardo le immagini in TV, come tutti, e mi chiedo ancora una volta la stessa cosa che mi sono chiesto quando ho iniziato a scrivere questo libro: davvero si può pensare che l’unica soluzione a un dramma umano di vastissime proporzioni sia quello di bloccare i viaggi, creando un imbuto sulla riva sud o sulla riva est del mediterraneo?” Fabrizio Mei</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 09:50:24 UTC</pubDate>
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         <title>2^ citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435959470</link>
         <description><![CDATA[<div>Il mondo coloniale è un mondo scisso in due, scriveva Frantz Fanon. Il confine è indicato dalle caserme e dai commissariati di polizia. Ma poi la Storia si è messa in moto. I campi lasciati vuoti dai colonizzatori sono stati occupati dagli ex colonizzati che hanno assimilato le tecniche dei precedenti conquistatori. Spesso le hanno estremizzate, le hanno estese. Come se la Storia fosse davvero un enorme banco da macellaio in cui si finiscono per riprodurre gesti, tic mentali, azioni, rituali, già segnati dai vincitori di ieri. Come se ogni liberazione, alla fine, non conducesse ad altro che a impugnare un coltello e a stare dalla solita parte del banco. Il colonizzato è un perseguitato che sogna continuamente di diventare persecutore. Fanon aveva ragione su un punto essenziale: l'odio è un sentimento mimetico.<br>Cap. 8 pag 94<br>Greta Francioni</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 09:56:55 UTC</pubDate>
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         <title>2^ citazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/435960279</link>
         <description><![CDATA[<div>"Abbiamo avuto casi di ogni genere, non ci siamo fatti mancare nulla: fratturati, lussati, feriti da colpi di arma da fuoco, e poi scabbia, morbillo, rosolia, ex malarici, intossicati... A un certo punto è arrivata perfino una donna con un catetere attaccato, era senza un rene. Era partita con le buste di ricambio e una scatola di antibiotici: si era presa una pallottola per proteggere i figli durante una sparatoria in Siria. L'avevano operata lì ma lei aveva deciso di partire ugualmente. Sempre dalla Siria sono partiti due ragazzini paraplegici. Ti lascio immaginare in che condizioni abbiano fatto il viaggio. Erano portati in braccio, a turno, dalla gente che viaggiava con loro." Cap. 17, pag. 180-181</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-25 10:06:15 UTC</pubDate>
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         <title>1^ Citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/436049335</link>
         <description><![CDATA[<div>"Una linea fatta di infiniti punti, infiniti nodi, infiniti attraversamenti. Ogni punto una storia, ogni nodo un pugno di esistenze. Ogni attraversamento una crepa che si apre. È la Frontiera. Non è un luogo preciso, piuttosto la moltiplicazione di una serie di luoghi in perenne mutamento, che coincidono con la possibilità di finire da una parte o rimanere nell'altra"<br><br>Capitolo 4 pag 40, Gaia Gandini </div>]]></description>
         <pubDate>2020-01-25 23:59:45 UTC</pubDate>
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         <title>2^ Citazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/436052538</link>
         <description><![CDATA[<div>"È il 2009.<br>Nella notte tra il 28 e il 29 marzo avviene una strage nelle acque libiche. Una barca salpata da Said Bilal Janzur con circa trecento persone a bordo si rovescia a poche decine di miglia dalla costa. Vengono recuperati ventuno cadaveri. I ventitré sopravvissuti si salvano tenendosi aggrappati a un frammento del relitto. Tutti gli altri risultano dispersi, le probabilità di ritrovarli vivi in quel tratto di mare sono pochissime. E difatti, appena un giorno dopo, viene dichiarata la cifra di 253 morti. Nel frattempo, un'altra imbarcazione partita la stessa notte, con 350 uomini e donne a bordo, è intercettata e ricondotta nel porto di Tripoli da un rimorchiatore italiano, l'Asso 22.<br>La notizia viene battuta dalle agenzie di stampa, finisce sui giornali e viene subito dimenticata. Ma in seguito, nel corso di un'inchiesta condotta dalla magistratura italiana, si scopre che i barconi affondati quella notte sono due, non uno. E che i morti, complessivamente, potrebbero essere seicento. <br>La scoperta è del tutto accidentale. La Direzione distrettuale antimafia di Bari sta conducendo un'inchiesta su un gruppo di donne nigeriane costrette a prostituirsi. Per incastrare i trafficanti dispone una serie di intercettazioni telefoniche. Così, alcuni mesi dopo il naufragio gli uomini del Ros captano una telefonata agghiacciante. <br>Gli interlocutori sono un trafficante di donne residente in Italia, il cui numero di cellulare è stato posto sotto controllo, e un uomo che parla dalla Libia. Quest'ultimi si definisce un 'connection man'. Sono solo un 'connection man', ripete più volte mentre si affanna a rispondere alle domande sempre più insistenti del primo. 'I'm only a connection man...' I due parlano in inglese. <br>Il trafficante è nervoso. Lo accusa di avergli fatto perdere un 'carico' prezioso, una montagna di soldi: trenta ragazze già acquistate per essere mandate sui marciapiedi di mezza Italia sono 'andate perse' in un naufragio. Ne parla come se fossero arance. Impreca, offende. Ha perso il 'carico', e ora vuole essere risarcito. <br>"La barca si è spezzata in due," si giustifica il 'connection man'. L'altro lo minaccia, lui risponde come può. A un certo punto si capisce che stanno parlando del naufragio avvenuto la notte tra il 28 e il 29 marzo 2009. In un dialogo che diventa via via più serrato, il 'connection man' prova a parare i colpi: "Tutti danno la colpa a me, ma che colpa ne ho io se c'era cattivo tempo. Le barche si sono spezzate perché il legno con cui erano fatte non era buono. Era marcio, tutto qua".<br>'Le barche', non 'la barca'.<br>Usa il plurale, lo ripete più volte. <br>Alla prima telefonata ne fanno seguito delle altre. Il trafficante è sempre più rabbioso, vuole indietro i soldi del carico umano perso in mare. E allora il 'connection man' dice chiaramente che le barche affondate quella notte erano due, non una. Sulla prima c'erano poco più di 250 persone. "Una ventina sono state recuperate," precisa riferendosi alla barca di cui già si sapeva. Sull'altra, sulla nave fantasma, erano molte di più, almeno 350.<br>"Di cosa ti lamenti, allora?" aggiunge il 'connection man'. "È stata una disgrazia. Tu hai perso trenta donne, ma i morri sono stati quasi seicento..."<br><br>Presto si scopre il nome dell'organizzazione dei viaggi, è un nigeriano che vive a Tripoli. Il 'connection man' viene iscritto nel registro degli indagati per strage colposa. Viene anche presentata alla magistratura libica una rogatoria internazionale in cui si chiede di indagare sul suo conto. Ma la richiesta non ottiene alcuna risposta, la Libia si mostra sorda a ogni possibile accertamento. Gheddafi è ancora saldamente al potere. Il suo regime è un muro di gomma, impermeabile. Benché il rais si presenti all'Italia come il gendarme che blocca i flussi migratori, è impossibile fare luce su uno dei più grandi trafficanti della costa. <br>A tale difficoltà nell'ottenere una collaborazione nelle indagini si aggiunge la scomparsa dei pochi superstiti. Dei 350 intercettati dal rimorchiatore Asso 22 e riconsegnati alla polizia libica non c'è più traccia. Con tutta probabilità sono finiti in qualche centro di internamento per migranti. Quanto ai ventitré recuperati vivi dalla prima delle navi affondate, i nordafricani, quasi la metà, sono stati rimpatriati nei rispettivi paesi, mentre quelli provenienti dall'Africa subsahariana sono finiti nel centro di detenzione di Tuaisha e lì se ne sono perse le tracce. <br><br>Nei mesi successivi alla pubblicazione dell'articolo non sono riuscito a sapere niente di più. Poi è scoppiata la guerra in Libia e il paese è piombato nel caos. In assenza di un'indagine giudiziaria ben strutturata, la piccola crepa che si era aperta si è richiusa in fretta. Il naufragio è tornato ad essere fantasma. <br>Oggi ci penso spesso. <br>Quella notte quasi mille esseri umani hanno provato a raggiungere le coste italiane. Sono affogati in seicento, e chi non è morto è finito in qualche carcere libico. Tragedia nella tragedia, accanto ad altri migranti che avevano pagato per il viaggio, hanno perso la vita anche trenta ragazze destinate alla più orrenda delle schiavitù, quella sessuale. Se non fosse stato per un litigio telefonico tra i loro aguzzini, della vera entità del naufragio non si sarebbe mai saputo niente. Neanche quel poco che il 'connection man' si è lasciato sfuggire, con l'unico intento di mettersi la coscienza a posto. <br><br>Capitolo 19, pag 214 - 216, Gaia Gandini </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-26 00:32:57 UTC</pubDate>
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         <title>1^Citazione</title>
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         <link>https://padlet.com/krusoplokamoi/m5fmkr9e8pjz/wish/436107602</link>
         <description><![CDATA[<div>"Quella sera, la violenza sui curdi di Halabja mi appariva quasi pornografica nella lenta successione di corpi inermi di uomini e animali, perché nulla sapevo della loro storia, nulla sapevo degli omicidi di massa perpetuati dal regime di Baghdad. O meglio non ne sapevo abbastanza. Non abbastanza per poter decifrare quei fotogrammi.<br>Credo che sia questo uno dei principali motivi per cui ci è difficile comprendere il "popolo dei barconi" che giunse sulle coste europee. Ci è facile utilizzare la categoria di "vittime", almeno quando ci liberiamo dell'ossessione di essere invasi.<br>Ma quella categoria, a sua volta, appare indistinta, quasi priva di carne e storia, proprio come le immagini di Halabja  che scorrevano senza commento davanti ai miei occhi in una sera apparentemente simile a tante altre."<br><br>Cap. 1 Pag. 14 , Francesca Lelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-26 11:21:05 UTC</pubDate>
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         <title>2^ Citazione </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Perché le frontiere cambiano"[...]"Le frontiere cambiano non rimangono mai fisse"[...]"Forse, le ho detto, perché i naufragi sono dei punti fissi, delle voragini, da cui provare a risalire, passo dopo passo, per ricostruire quelle mutazioni. Ma di questa riposta ero già meno sicuro. In realtà avrei voluto dirle: tutti quei morti, quella mattanza continua...e il silenzio che la avvolge. Ecco, il silenzio. La vera risposta è il silenzio."<br><br>Cap. 3 pag. 24,25 ; Francesca Lelli<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-26 11:33:45 UTC</pubDate>
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         <title>La frontiera</title>
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         <description><![CDATA[<div>La frontiera. Per molti è sinonimo di impazienza, per altri di terrore. Per altri ancora coincide con gli argini di un fortino che si vuole difendere. Tutti la mettono in cima alle altre parole, come se queste esistessero unicamente per sorreggere le frasi che delineano le sue fattezze. La frontiera corre sempre nel mezzo. Di qua c'è il mondo di prima. Di là c'è quello che deve ancora venire, e che forse non arriverà mai.<br>Davide Cavani</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-27 20:24:08 UTC</pubDate>
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         <title>Le frontiere</title>
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         <description><![CDATA[<div>Le frontiere cambiano, non rimangono mai fisse.<br>Davide Cavani</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-27 20:25:27 UTC</pubDate>
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