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      <title>GIORNATA COMUNITARIA PIATTAFORMA SULLA QUALE CONDIVIDERE LE OPINIONI  by Daniele Fabbri</title>
      <link>https://padlet.com/fabbri_dani/m3pqfsjtt0nr</link>
      <description>BASTA AVERE UN QUAD COD NEL CELLULARE INQUADRARLO E SI HA ACCESSO ALLA CONDIVISIONE DELLE PROPRIE IDEE CON GLI ALTRI FRATELLI  SENZA TRALASCIARE L&#39;OPINIONE DI NESSUNO ANCHE SE SI è PASSATI AD UN ALTRO ARGOMENTO .</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-26 23:01:15 UTC</pubDate>
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         <title>Facciamo una simulazione della.giornata comunitaria con i vari argomenti che si sono trattati domenica scorsa</title>
         <author>fabbri_dani</author>
         <link>https://padlet.com/fabbri_dani/m3pqfsjtt0nr/wish/308061273</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-26 23:10:27 UTC</pubDate>
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         <title>Programma </title>
         <author>fabbri_dani</author>
         <link>https://padlet.com/fabbri_dani/m3pqfsjtt0nr/wish/308062534</link>
         <description><![CDATA[<div>      <br> GIORNATA COMUNITARIO 17 NOVEMBRE <br>Carissimi fratelli e sorelle della Zona Romagna, la Giornata Comunitaria di questa Domenica avrà inizio:<br>Alle ore 11:00 con la Santa Messa per i Poveri presieduta dal Vescovo S.E. mons. Livio Corazza in occasione della Giornata dei Poveri 2019, sarebbe importante esserci visto il nostro coinvolgimento nell’organizzazione, presso la Parrocchia di San paolo – via Pistocchi, 19 Forlì<br><br>Appena sarà finita la S. Messa ci avvieremo verso la  Scuola Don Oreste Benzi – Via dei Mille, 1  – Forlì<br><br>PROGRAMMA:<br>•	12:30 PRANZO - COME AL SOLITO OGNUNO È INVITATO A PORTARE SECONDO E DOLCE IN ABBONDANZA (Si raccomanda di portare cose già pronte da servire a tavola perché ci sarà giusto il tempo per scaldare le pietanze)<br>•	14:30 ORA MEDIA<br>•	14:45 Inizio incontro: <br><br>Condivisione Diretta<br><br>	PRESENTAZIONE TRACCIA DI LAVORO (A BREVISSIMO ARRIVERANNO IL TESTO E LE DOMANDE )<br>	DIVISIONE IN GRUPPI PER PERMETTERCI DI APPROFONDIRE L’ARGOMENTO <br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-26 23:17:01 UTC</pubDate>
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         <title>Sono timido o timida e non riesco a dire la mia opinione in giornata comunitaria e qui riesco a scriverlo</title>
         <author>fabbri_dani</author>
         <link>https://padlet.com/fabbri_dani/m3pqfsjtt0nr/wish/308064464</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-26 23:27:23 UTC</pubDate>
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         <title>Mi spiace perché l&#39;opinione che ho di questo argomento NON SONO RIUSCITO A DIRLO è già passata avanti e ora mi è venuto in mente di dire questo vorrei che rimanesse in memoria e se tenesse conto nel verbale della mia opinione</title>
         <author>fabbri_dani</author>
         <link>https://padlet.com/fabbri_dani/m3pqfsjtt0nr/wish/308064562</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-26 23:27:52 UTC</pubDate>
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         <title>sondaggio 18 11 2019 condivisone diretta</title>
         <author>fabbri_dani</author>
         <link>https://padlet.com/fabbri_dani/m3pqfsjtt0nr/wish/412308992</link>
         <description><![CDATA[<div>Gesù mi trasforma in lui<br>Questa relazione  con Gesù come la curo e l’alimento?<br>È indispensabile?<br>La mia vita e le mie responsabilità le porto avanti lo stesso?<br><br><br><br><br>Chiamati a vivere la condivisione<br>Per vocazione sono chiamato a modificare la mia vita per aiutare il povero!<br>Modificando:<br>gestione del mio tempo , come?:<br>le mie relazioni familiari:<br>le mi relazioni sociali:<br>la mia profesione:<br>i beni di cui vengo in possesso li gestisco diversamente:<br>cosa mi impedisce di fare cio che è descritto qui sopra?<br>La mentalità di questo mondo?<br>Non voglio mettere in discussione  le mie sicurezze?<br>La paura di perdere la mia vita?<br><br><br>La conferma del “ DIRETTAMENTE”	<br>Chi siìono gli ultimi a cui sono legato direttamente?<br>So elencarli e dargli un nome?<br>Fallo qui sotto:<br><br><br><br>Rendo conto al nucleo e alla comunità di questo?<br>Da quanto tempo non chiedo la conferma al rdz di questo?<br><br><br><br>La sfida dell’accoglienza.<br>Condivisione diretta non è una sola forma o modalità!<br>Ma sotto il proprio tetto va accolto qualcuno per la visibilizzazione piena  del dono della cond. Diretta!ù<br><br>Quali elemmentioggettivi?<br>e\o aspetti personali me lo impediscono?<br>Come mi faccio aiutare nel nucleo a discernere i motivi per cui dire si o no all’accoglienza?<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-17 07:24:11 UTC</pubDate>
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         <title>LA NOSTRA SPIRITUALITÀ: POSSEDUTI DA CRISTO NEI POVERI </title>
         <author>fabbri_dani</author>
         <link>https://padlet.com/fabbri_dani/m3pqfsjtt0nr/wish/412309997</link>
         <description><![CDATA[<div><br>I poveri ci fanno stare con Cristo, e ciò è meraviglioso, ma non basta: è necessario arrivare al punto che è Cristo che ci fa stare con i poveri. Se la nostra vita non diventa posseduta da Cristo e quindi dai poveri, si corre il rischio che questi siano traditi anche da noi.<br>La nostra condivisione con il povero è prima di tutto condivisione con Gesù povero; e necessariamente diventa condivisione con Gesù nel povero e con il povero che è di Gesù. Dall’unione mistica con Gesù scaturisce un’unione interiore, profonda con il povero, che precede ogni azione in favore del povero, per cui l’azione ne diventa l’espressione richiesta ed indispensabile. Gli atti che compiamo diventano allora espressione di comunione profonda e di riconoscimento del nostro essere “consorti”.<br>Il punto nodale di ogni membro della Comunità è dunque questo: dico di sì o di no a Cristo, giocando in lui tutta la mia vita? Voglio o no sostituire alla mia vita quella di Cristo povero e servo? Voglio o no incarnare lui in me?&nbsp;<br><br>Alla base delle mie scelte di vita, del mio essere in Comunità, del mio spendermi per i poveri a cui sono legato c’è questa relazione profonda con Gesù che mi attira a sé e mi trasforma in lui? Come curo e alimento questa relazione? La ritengo indispensabile? Oppure sento che ne posso fare anche a meno, perché tanto riesco lo stesso a portare avanti la mia vita e le mie responsabilità?<br><br><br>CHIAMATI A VIVERE LA CONDIVISIONE<br>Noi, per vocazione, abbiamo da vivere nell’interno della Chiesa la condivisione, la condivisione diretta, là dove ci troviamo, nelle vie e nei modi che ci sono stati indicati dal Signore, ma è questo amore dal di dentro, che ti fa avere l’altro nel cuore prima ancora di incontrarlo, che ti fa condividere davvero, perché è l’altro che è entrato dentro di te.<br>La condivisione alla quale noi siamo chiamati non è altro che l’effetto di un amore che ti fa avere dentro di te l’altro che il buon Dio ti ha dato come fratello, a partire dal più povero, attraverso il quale si esprimere l’amore di Dio in te.&nbsp;<br>Pensate cos’è la condivisione: è la vita dell’altro che è già dentro di te, perché l’altro è amato dello stesso amore con cui il Padre ama te. Andateci in profondità: è la gioia, questa, credetelo!&nbsp;<br><br>Per vocazione sono chiamato a condividere la situazione di chi è considerato ultimo, mettendo la mia vita con la sua vita. Al di là di ogni azione che riesco a fare, per me è un modo di essere che modifica concretamente la gestione del mio tempo, delle mie relazioni familiari e sociali, della mia professione, dei beni di cui vengo in possesso? Cosa mi impedisce di vivere appieno la condivisione diretta?La mentalità di questo mondo? La mancanza di volontà di mettere in discussione le mie sicurezze? La paura di perdere la mia vita?<br><br><br>LA CONFERMA DI QUEL “DIRETTAMENTE”<br>Quanto abbiamo discusso su quell'avverbio: direttamente! Quel “direttamente” è stato lasciato volutamente alla interpretazione che dà lo Spirito Santo, volta per volta, momento per momento.<br>È la Comunità che conferma ogni membro perché possa vivere realmente e serenamente la propria vocazione. Altrimenti uno si tormenta sempre.<br>Quel condividere “direttamente” è comprensibile solo nel sacramento della Comunità, inteso come segno di grazia, perché la Chiesa è sacramento. Solo lì, nella Comunità, ognuno capisce quel “direttamente”. Questo è bellissimo, se ci pensate, perché il come condividere non è affidato ad una regolina, ad una specificazione. È affidato alla custodia della Comunità, per cui la Comunità diventa custode di quel “direttamente” per ogni suo membro. Capite quale importanza enorme riveste questo fatto!È il Responsabile di zona che per primo legge nella vita dei suoi fratelli a quali poveri essi sono uniti. Poi nel dialogo con loro li spingerà a verificare con il proprio nucleo a quali poveri essi sono legati. Spingerà poi il nucleo stesso a fare questo lavoro profondo. Infine, starà a lui confermare il fratello e dire: «Sta’ in pace, questi sono i tuoi poveri».<br>Come sarà bello allora nella giornata comunitaria poter discutere assieme e dare la possibilità a ognuno di fronte a tutti i fratelli di dire quali sono i poveri a cui è legata la sua vita! Finché non lo farete, la Comunità traballerà, perché così non c'è la coscienza del proprio io, del proprio posto nella Chiesa.&nbsp;<br><br>Ho chiaro in me chi sono gli ultimi che il Signore mi ha fatto incontrare e il modo con cui sono legato direttamente ad essi? Posso dare loro un nome? Rendo conto al nucleo e alla Comunità di come oggi sto condividendo o do per scontato questo fatto per il ruolo che rivesto e l’ambito in cui vivo da tempo? Da quando non chiedo la conferma su questo punto al mio R/Zona?<br><br><br>LA SFIDA DELL’ACCOGLIENZA<br>Sul piano concreto è la condivisone diretta che sconvolge il mondo perché porta avanti la redenzione in atto. Vi ho sempre detto che uno deve dimostrare a se stesso che non può accogliere sotto lo stesso tetto. Questo è richiesto a tutti! Ad esempio, chi vive la vocazione nell’ambito politico ha lo stesso impegno di accogliere alla mensa e al posto in casa: la condivisione diretta è richiesta a tutti, è coessenziale alla nostra vocazione sulla terra. Quando la Comunità Papa Giovanni non condividesse più direttamente diventerebbe un’assemblea di gente che parla.Anche nelle case di preghiera, nelle case di fraternità, tutti devono porsi questa domanda. Tu devi dimostrare che non puoi accogliere. Altrimenti rischiamo la mancanza di forza della nostra vocazione. Voi mi siete maestri di vita!<br>Questo richiamo lo faccio perché in Comunità sta diminuendo l’accoglienza diretta. Ci vuole però anche serenità e pace e lo Schema di vita è di una sapienza enorme: non sei tu che devi decidere quanti ne devi accogliere o meno; sei tu, come paternità e maternità responsabile, però per esserne certo ti sottoponi ai fratelli. Questo è il punto più critico e difficile, anzi viene prima del rendere conto finanziariamente. Rendi conto perché il mondo geme e piange aspettando la rivelazione dei figli di Dio. Tutte le cose che fai sono ottime ma devi però prima di tutto dare il dovuto, e questo è il debito della Comunità e rappresenta la giovinezza, l’esplosione, la creatività.&nbsp;<br>Io pregherei tutti i R/Zona di portare avanti questo discorso, senza però fare del terrorismo: sarebbe scandaloso perché vorrebbe dire che non c’è amore al Signore. Il nostro Schema di vita è così saggio e cosi bello che dà pace ma nello stesso tempo non ti permette di evadere, di fuggire.&nbsp;<br><br>Il Signore ci ha aiutato nel nostro cammino comunitario a comprendere che non si può ridurre la condivisione diretta a una sola forma o modalità. Ma nessuna di queste esclude di per sé l’accoglienza sotto il proprio tetto, che è la visibilizzazione piena del dono della condivisione diretta. Quanto mi lascio mettere in discussione da queste parole del Direttorio? Quali sono gli elementi oggettivi e gli aspetti personali che ostacolano in me la concreta possibilità di accogliere? Come mi faccio aiutare nel nucleo e in Comunità a discernere in me i motivi veri del mio dire sì o no all’accoglienza? &nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-11-17 07:36:51 UTC</pubDate>
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