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      <title>La Giara &amp; La Morta e La Viva by Andrea</title>
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      <description>Novelle di Luigi Pirandello</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-07 15:04:54 UTC</pubDate>
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         <title>1 La Giara INIZIO</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un ricco proprietario terriero di nome Don Lollò acquista una giara molto grande per contenere l'olio appena raccolto</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:07:29 UTC</pubDate>
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         <title>2</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giorno don lollò trovò la giara in mille pezzi ed egli andò su tutte le furie</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:08:43 UTC</pubDate>
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         <title>3</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Egli doveva far riparare la giara da un artigiano e l'unico che era in paese era Zi' Dima<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:11:13 UTC</pubDate>
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         <title>4</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per riparare la giara,Zi' Dima usa un mastice di sua invenzione,per iniziare,si posiziona dentro la giara,senza pensare che alla fine sarebbe rimasto lì dentro</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:13:54 UTC</pubDate>
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         <title>5</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando Don Lollò ritornò dall'artigiano,egli lo ritrovò bloccato nella giara.Tra i due partirì una discussione:Zi' Dima voleva essere pagato per il lavoro svolto,mentre Don Lollò non voleva pagarlo perché per liberarlo doveva rompere di nuovo la giara</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:17:45 UTC</pubDate>
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         <title>6</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla fine,Don Lollò si sente obbligato a pagare,ma l'artigiano non ha intenzione di pagare nessun risarcimento</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:21:43 UTC</pubDate>
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         <title>7</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Don lollò non era intenzionato a liberare l'artigiano,ma venne a difendere Zi Dima il suo avvocato che accusò il ricco proprietario terriero di sequestro di persona</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:23:27 UTC</pubDate>
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         <title>8</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'artigiano si ostenta a non pagare,dicendo addirittura di preferire rimanere chiuso in quella giara</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:24:58 UTC</pubDate>
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         <title>9 La Giara FINE</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>A questo punto Don Lollò va su tutte le furie e tirò un calcio alla giara,frantumandola in mille pezzi,lasciando libero Zi' Dima</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:26:17 UTC</pubDate>
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         <title>Link Utili ↓</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
         <link>https://padlet.com/Kirito_Gaze/m15w28jpxs9x/wish/301561725</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:29:08 UTC</pubDate>
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         <title>Chi è Luigi Pirandello?</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Se lo vuoi sapere clicca qui ↓</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:30:46 UTC</pubDate>
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         <title>1 La morta e la viva INIZIO</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nino Mò aveva chiamato la sua Tartana con il nome della prima moglie,  Filippa ed era molto stupito nel vedere tanta gente ad attenderlo, al suo ritorno, al molo di Porto Empedocle. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 18:42:48 UTC</pubDate>
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         <title>2</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
         <link>https://padlet.com/Kirito_Gaze/m15w28jpxs9x/wish/345857564</link>
         <description><![CDATA[<div> La ciurma, avvicinandosi al molo vecchio, accortasi che tutta la banchina, era piena di gente che acclamava e che agitava in aria berretti e fazzoletti, non aveva dubbi che fosse gente riunita per l’arrivo del piccolo peschereccio. Padron Nino, invece, pensava che qualche flottiglia di torpediniere si fosse ormeggiata nel piccolo molo ed avesse attirato la curiosità dei paesani, per cui ordinó che si calasse la vela, in attesa della barca rimorchiatrice.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 18:45:53 UTC</pubDate>
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         <title>3</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
         <link>https://padlet.com/Kirito_Gaze/m15w28jpxs9x/wish/345859155</link>
         <description><![CDATA[<div> Allora, i tre mozzi si arrampicarono, uno alle sartie, uno all’albero fino al calcese, uno all’antenna. Giunse la barca, seguita da calchi neri, pieni di gente acclamante: padron Nino ordinò al mozzo arrampicato alla sartie di scendere e di suonare l’Angelus, sia per devozione, sia perché non tollerava gli schiamazzi. Stava per mettersi a pregare, quando la ciurma gli si fece innanzi per annunciargli che era tornata Filippa; dopo tre anni! L’uomo guardò tutti stralunato, per assicurarsi che non scherzassero; con lo sguardo feroce, prese uno per il petto e chiese se fosse vero.Come una scimmia si buttò tra i rimorchiatori che lo attendevano con le braccia protese, e Nino si allontanò dalla Filippa, per avere notizie certe. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 18:49:54 UTC</pubDate>
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         <title>4</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div> Filippa, tre anni prima, si era recata a Tunisi, per visitare la madre morente; poichè il vaporetto era naufragato e lei non ritornava, si pensò che fosse naufragata, come tutti gli altri. Fu, invece, salvata da un piroscafo russo che la condusse in America, impazzita dal terrore. La donna fu chiusa in manicomio, dove guarì e fu rimpatriata: da tre giorni era arrivata in paese e il marito si trovò bigamo, perché aveva sposato, in seconde nozze, la sorella Rosa, che viveva con loro e che poté  accudire al figlioletto, di cui era zia. Rosa era incinta e le due sorelle, d’amore e d’accordo, attendevano il marito sulla banchina del molo: Filippa, sorridente; Rosa, in lacrime; Padron Nino le vide e fu preso dalla voglia di tornare indietro e di fuggire, per sempre, sulla sua tartana: gli rombavano le orecchie e la vista gli si annebbiò. Tuttavia, fu abbracciato da Filippa, la moglie rediviva, che lo spinse ad abbracciare anche Rosa, la sorella, che si struggeva per la disperazione. Nino volle correre a casa, ma fu seguito da un corteo di curiosi, schiamazzanti. Filippa sorreggeva la sorella; la confortava, l’invitava a mettersi nelle mani di Dio; anche la folla urlava al miracolo ed invitava a fare la volontà del Signore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 18:51:11 UTC</pubDate>
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         <title>5</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando i tre entrarono in casa, Filippa, fattasi all’uscio, pregó  tutti di lasciarli in pace: chi se ne andò ; chi rimase lì a curiosare, ma tutti conoscevano l’onestà di Nino e delle due mogli. Per tutta la notte si vide il lume acceso: i tre cenarono; recitarono il rosario, e mentre la giovane moglie riposava col nipote, Filippa e Nino discorrevano, sommessamente, tranquilli, ” cui sembrava rispondesse il lento e lieve mormorio delle acque sulla spiaggia, sotto le stelle,  nel buio della notte già alta.” </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 18:55:42 UTC</pubDate>
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         <title>6</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il giorno dopo, Nino e Filippa, cercarono una cameretta in affitto, che trovarono sulla via del cimitero, ove condussero Rosa, col piccolo, mentre la coppia se ne tornava a casa. I commenti dei paesani erano feroci, poiché quella poveretta veniva giudicata segregata barbaramente, ma Padron Nino non permetteva che nessuno ci mettesse becco negli affari suoi; reimbarcato, non si confidó neppure con la ciurma.  Le sorelle e mogli, rimaste sole, continuavano ad andare d’accordo ed insieme, si recarono al molo, per accogliere il comune marito che tornava, che salutò ambedue e baciò il figlioletto. Raggiunta casa Mo, questa seconda volta, fu Rosa a rimanere con lo sposo, mentre Filippa, col figlio, se ne andò, tranquillamente, nella cameretta vicina al cimitero. I paesani ebbero da ridire, anche quella volta, non tanto per la strana sistemazione, quanto per la pacata sicurezza con cui i tre affrontavano la scabrosa situazione e molti gridarono allo scandalo. Poi, si comprese che quella era la migliore soluzione, essendo le due donne ugualmente mogli, davanti a Dio e alla legge. Ciò che irritava i paesani era la calma, la rassegnazione con cui quei tre affrontavano la situazione e ciò che stupiva era la mancanza di gelosia e di invidia da parte delle due donne. La seconda, poi, aveva agito senza inganno e non aveva colpa del malinteso che s’era creato ed ambedue avevano tanto devozione per quell’uomo che lavorava per loro, per il figlio nato e per il nascituro. Nino, infatti, viveva prevalentemente in mare ed era in paese quattro giorni al mese, per cui, ” una alla volta” le sue due mogli attendevano il loro uomo, considerando che quella fosse  la volontà di Dio</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 18:56:52 UTC</pubDate>
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         <title> 7 La morta e la viva FINE</title>
         <author>Kirito_Gaze</author>
         <link>https://padlet.com/Kirito_Gaze/m15w28jpxs9x/wish/345862925</link>
         <description><![CDATA[<div> Le loro erano tutte buone ragioni e irritavano, come tali. Avvenne che Nino fosse chiamato in pretura, ma non si presentò prima di non aver consultato un legale, per cui si presentò calmo e sicuro di sè: la prima moglie continuava a figurare negli atti morta, per cui, legalmente, Nino aveva solo una moglie, la seconda: gli fu detto che era illegale vivere in bigamia, ma lui ribadì di essersi rimesso alla volontà di Dio e la legge di Dio era superiore a quella degli uomini. Tutto sembrava filare per il meglio, ma l’imbroglio si verificò quando il bigamo si presentò a denunciare la nascita di un figlio, puntuale, ogni cinque mesi: gli andò bene quando denunciò la nascita del bambino che doveva nascere quando ricomparve Filippa,  che non si era fatta ancora viva davanti alla legge; ma come registrare il secondo, ” di lì a cinque mesi, nato da Filippa che figurava ancora come morta?O illegittimo il primo, nato dal matrimonio putativo, o illegittimo il secondo: non c’era via di scampo”.  Padron Nino chiese se fosse possibile registrare come illegittimo il secondo, ma come poteva essere se cinque mesi prima… L’ufficiale comunale non sapeva che pesci pigliare: come poteva un individuo qualsiasi presentarsi lì per imbrogliare le carte? Credeva di essere un sultano, un bey, un pascià?  Padron Nino non c’entrava proprio : s’era rimesso alla volontà di Dio! L’ufficiale non era solo scandalizzato ; era infuriato e gli rispose che Dio non c’entrava per nulla…” State con due mogli; è Dio! E finitela con questo Dio! Che il diavolo vi porti, venite ogni nove mesi almeno; salvate la decenza, gabbate la legge; e ve li schiaffo tutti qua legittimi uno dopo l’altro!” Padron Nino mantenne la calma… l’ ufficiale poteva fare ciò che voleva… lui si era limitato a fare ” l’obbligo” suo… e se ne andava, baciandogli le mani. ” E tornò puntuale , ogni cinque mesi, a fare l’obbligo suo, sicurissimo che Dio gli comandava così.”<br>Per gli altri, per la legge, non era proprio così, come la pensava Nino…il sentimento del contrario…<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 18:57:53 UTC</pubDate>
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