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      <title>compiti by vilu</title>
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      <description>attività </description>
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         <title>compiti inglese testo sulla diversità</title>
         <author>vilu</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;I’m different for the color of my eyes that change with the weather, but especially for my sunny character. I'm friendly with everyone, I love to talk so much.I love my difference! I like things different from other people: I like fish and salad but I don't like cotton candy. My favourite color is red and my favourite number is seven. My sport is karate.&nbsp;</div>]]></description>
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         <author>vilu</author>
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         <author>vilu</author>
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         <author>vilu</author>
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         <author>vilu</author>
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         <author>vilu</author>
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         <pubDate>2016-11-08 15:55:45 UTC</pubDate>
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         <title>francese</title>
         <author>vilu</author>
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         <description><![CDATA[<div>verbo prendre<br>je prends<br>tu prends<br>il/elle/on prend<br>nous prenons<br>vous prenez<br>Ils/elles prennet<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-08 16:20:17 UTC</pubDate>
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         <title>musica africa</title>
         <author>vilu</author>
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         <description><![CDATA[<div>Strumenti musicali africani . In Africa, la musica tradizionale è caratterizzata proprio dall’utilizzo di particolari strumenti musicali, spesso prodotti con materiali naturali come zucche, corna, pelli, conchiglie anche se attualmente è in uso una vasta tipologia di materiali artificiali, perlopiù in alluminio o in metallo come lattine, stringhe, tappi di bottiglia, bidoni. Oltre agli strumenti in senso proprio, troviamo una serie di oggetti che pur non essendo classificabili come strumenti, vengono di fatto suonati e definiti da queste stesse popolazioni come “strumenti ritmici”, vale a dire: sonagli, pendagli, fischietti, bracciali, conchiglie etc. In etnomusicologia, generalmente si suddividono gli strumenti musicali in quattro grandi categorie: • IDIOFONI Il suono è prodotto dallo strumento stesso senza particolari ausili o supporti • MEMBRANOFONI Il suono è prodotto da una o più membrane che vengono battute con le mani o con bastoni affusolati • CORDOFONI Il suono è prodotto da corde, in cuoio o in nylon, che vengono pizzicate<figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:300,&quot;url&quot;:&quot;http://www.meklaie.org/Immagini/Immagini%20Musica%20Africa/clip_imdewdwage001.jpg&quot;,&quot;width&quot;:400}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.meklaie.org/Immagini/Immagini%20Musica%20Africa/clip_imdewdwage001.jpg" width="400" height="300"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> • AEROFONI Il suono è prodotto dal fiato del musicista e canalizzato dallo strumento stesso Anche il canto riveste una particolare importanza nell’ambito della musica africana, tradizionale e non. Fra gli strumenti musicali africani si ricordano il tamburo, il gong e la campana duplice, mentre fra gli strumenti melodici si annoverano gli archi, diversi tipi di arpa, il kora, il violino, molti tipi di xilofono come il balafon, i lamellafoni come la m'bira o sanza e diversi tipi di strumento a fiato come il flauto e la la tromba. Il grande numero di tamburi usato nella musica tradizionale africana include il tama (tamburi parlanti), il bougarabou e il djembe nell'Africa occidentale, tamburi ad acqua nell'Africa centrale e tipi diversi di tamburi spesso chiamati engoma o ngoma nell'Africa meridionale. Durante l'epoca coloniale, strumenti europei come il sassofono, le trombe e la chitarra furono adottati da molti musicisti africani; i loro suoni furono integrati nei modelli tradizionali e sono usati in maniera estesa nella musica popolare africana.&nbsp; <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:369,&quot;url&quot;:&quot;http://www.meklaie.org/Immagini/Immagini%20Musica%20Africa/image001.jpg&quot;,&quot;width&quot;:491}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.meklaie.org/Immagini/Immagini%20Musica%20Africa/image001.jpg" width="491" height="369"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Relazione con la danza Il trattamento di musica e danza come forme di arte separate è un'idea europea. In molte lingue africane non c'è nessun concetto che corrisponde precisamente a questi termini. Per esempio, in molte lingue di tipo Bantù vi è un concetto che può essere tradotto come canzone ed un altro che copre ambo i campi semantici dei concetti europei di musica e danza. Così c'è una parola per musica e danza (il significato esatto dei concetti può differire fra cultura e cultura). Per esempio, in Kiswahili la parola ngoma può essere tradotta come "tamburo", "danza", "danza religiosa", "danza celebrativa" o "musica", in funzione del contesto della frase. Comunque ogni traduzione di un concetto singolo risulta essere incompleta. Perciò, da un punto di vista interculturale, la musica africana e la danza devono essere viste in collegamento molto stretto. La musica è ancora oggi estremamente funzionale nella vita africana, accompagnando sempre i momenti più importanti della vita come la nascita, il matrimonio, la caccia e anche le attività politiche. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-08 16:47:14 UTC</pubDate>
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         <title>musica estremo oriente</title>
         <author>vilu</author>
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         <description><![CDATA[<div> La musica cinese </div><div><br></div><div><strong>Le tradizioni e il linguaggio contemporaneo</strong><br> <br> La musica cinese è sorprendentemente vicina al nostro mondo musicale, eppure si è sottratta a lungo alla comprensione dell’Occidente, eccezion fatta per gli studi specialistici di pochi sinologi o per orecchiabili suggestioni dal facile esotismo. François Picard, tra i più profondi conoscitori della musica e della cultura cinesi, guida ideale per avvicinarci a questo mondo complesso, variegato e affascinante, presenta qui i generi, la storia, la teoria e gli strumenti con precisione di filologo e con entusiasmo appassionato. <br> Non meno suggestive le riviste di Enzo Restagno con i giovani musicisti cinesi precedute da un ampio saggio che introduce il tema del rapporto tra tradizione e contemporaneità così come è vissuto da una generazione che ha attraversato la dura esperienza della Rivoluzione Culturale, e che ha approfittato dell’attuale graduale apertura della Cina al mondo esterno per manifestare un desiderio estremamente vitale di conoscere e di farsi conoscere.<br> <br> <strong>François Picard</strong>, ex allievo del conservatorio di Shanghai, ha sostenuto una tesi di dottorato in musicologia con Iannis Xenakis. Docente di etnomusicologia analitica all’Università della Sorbona, collabora ai programmi di France Culture e con l’Unesco.<br> <br> <strong>Enzo Restagno</strong> insegna Storia della Musica al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Torino. La sua attività di musicologo e critico lo ha portato a collaborare con riviste e quotidiani italiani e stranieri e a realizzare vari programmi radiofonici con la Rai. Appassionato esperto di musica contemporanea, è membro dal 1986, con Roman Vlad, del comitato artistico del festival Settembre Musica di Torino.Sitar  E’ una specie di liuto antico che in origine era dotato di tre corde (Si = 3 ) (Tar = Corde), ed  è una combinazione della Vina indiana e del Tamburo persiano, è stato inventato dal famoso musicista Amir Khusrau vissuto nel XIII sec. alla corte dell’allora sultano di Delhi. Nella versione più moderna utilizza solitamente venti corde delle quali tredici simpatiche (poste di sotto le sette principali), vibrano per simpatia pizzicando le altre sette, grazie ad un anello metallico chiamato (mizrab) che s’infila nell’indice della mano destra. Il lungo manico è di legno, mentre la cassa acustica è costituita da una zucca tagliata a metà, svuotata e lasciata essiccare a lungo. Un sottile strato di legno è utilizzato come coperchio che diventerà poi la tavola armonica dello strumento. I ponti su cui poggiano le corde sono in osso di corna di cervo o di bufalo. I maestri liutai più esperti e rinomati costruttori di Sitar, vivono prevalentemente nel Nord dell’India: Calcutta, Benares ed infine Delhi.   |  <br> <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image005.jpg" width="106" height="299"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> <br> | Surbahar  La sua forma si assomiglia a quella del Sitar ma di dimensioni più grandi, la tonaltà del suono è notevolmente più bassa rispetto a quella del Sitar. Sulla parte superiore del manico, posta nel retro, solitamente è applicata una seconda cassa armonica fatta con una zucca o in legno. Nella parte finale del manico, una testa di cigno o di drago ne fanno da ornamento. Per la caratteristica del suono di questo strumento, è utilizzato per esprimere le atmosfere dei Rāg<em>a</em> secondo lo stile d’espressione musicale tra i più antichi (Druphad). Ha come cassa armonica una grande zucca dalla forma schiacciata a differenza di quella del Sitar che è tondeggiante. Il numero delle corde sono solitamente venti delle quali sette superiori e tredici di risonanza. “Il modello di Surbahar raffigurato nell’immagine affianco, è stato realizzato dal grande Maestro liutaio Shri Radha Krishna Sharma di Benares, ed è uno dei suoi ultimi strumenti musicali che ha realizzato poco tempo prima della sua morte fisica. Colgo l’occasione per offrire i miei umili omaggi al grande Maestro, che ancora oggi  desidero ringraziare pubblicamente per la preziosa eredità che ha lasciato a noi musicisti, per tutti gli strumenti musicali di pregiata qualità, materializzati negli anni in questa dimensione terrena grazie le sue esperte mani”.  Tambura<br> <br>  E’ una specie di liuto bordone, come forma simile al Sitar ma privo di tasti incurvati lungo il manico. Le corde variano da quattro a sei, i modelli più sofisticati possono essere provvisti anche di una serie di corde simpatiche. L’intonazione è regolata attraverso le chiavi o piroli che si trovano nella parte superiore del manico di legno e per rifinire l’accordatura sono utilizzati dei piccoli registri in osso posti alla base della tavola armonica. Il suono riprodotto dal Tampura è circolare ed armonioso. Solitamente viene suonato per creare un sottofondo (bordone) nei brani musicali strumentali e soprattutto per il canto. Oggigiorno si possono trovare svariati modelli di Tampura, anche dalle forme che si allontanano da quella più classica, più conosciuta.   |  <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image010.jpg" width="87" height="275"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>  <br> | Esraj  Esistono in India numerosi strumenti ad arco. L’Esraj, è tipico dell'India settentrionale dal suono dolce e delicato. Apparso in India durante la dominazione musulmana, unisce i caratteri del Sitar e del Saranghì, E’ dotato di un manico con 19 capotasti mobili e di 15 corde a risonanza simpatica (dipende dai modelli). Il ponticello in osso dove poggiano tutte le corde dello strumento, è posizionato sulla tavola armonica che è di pelle. E’ Antenato del Dilrubha che ha dimensioni leggermente più grandi ed il suo suono tende a toni più bassi.    | <br>   <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image011.jpg" width="226" height="103"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | Tara Shenai  E’ un ibrido tra l’Esraj e lo Shenai (strumento a fiato). Il suono particolare di questo strumento è dato dal piccolo accessorio che viene montato alla base della cassa armonica, appare come un piccolo grammofono che tramite una specie di uncino aggancia la prima corda dell’Esraj. Suonando la prima corda, grazie lo sfregamento dell’archetto, la vibrazione viene trasmessa alla membrana interna del piccolo “grammofono” che ne riproduce il suono facendolo fuoriuscire amplificato tramite la trombetta che appare sulla parte frontale dell’accessorio.<br>  <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image012.jpg" width="183" height="138"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>   |   <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image013.jpg" width="169" height="248"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image014.jpg" width="138" height="58"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>  <br> | Saranghi  E’ uno strumento ad arco, ha quattro corde principali che suonandole tramite l’archetto, fanno risuonare le molteplici corde di risonanza. Il corpo dello strumento è fatto con legno ed un pezzo di pelle funge da tavola armonica. Le corde principali poggiano su di un ponticello in osso ed il ponticello è posizionato direttamente sulla pelle, le corde simpatiche poggiano su due piccoli ponticelli posti sulla parte superiore del manico. Le dimensioni del Saranghi non sono grandi, il manico è liscio a forma di rettangolo. Sul fianco del manico vi sono le chiavi per accordare le corde di risonanza. Le quattro corde principali sono fatte di budello mentre quelle di risonanza sono di metallo. Il suo suono armonioso e melodioso, si avvicina notevolmente alla voce umana. Viene spesso utilizzato per accompagnare la voce dei cantanti classici, ma anche ascoltato nell’assolo offre sensazioni e stati d’animo profondi. |   <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image015.jpg" width="97" height="220"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | <strong>Santoor<br> <br></strong>Il Santoor a percussione è un Salterio con cassa armonica, le cui corde vengono percosse da martelletti di legno. Fu importato in Europa dal Medio Oriente nell’XI sec. da dove fu in seguito introdotto nell’Estremo Oriente verso il 1800. Troviamo suoi predecessori in Germania (Hackbrett), in Francia (Tympanon) ed Inghilterra (Dulcimer). E’ provvisto di ponticelli mobili sotto ogni corda; ogni nota è formata da gruppi di 3 o 4 corde. E’ uno strumento che viene suonato prevalentemente nel Nord dell’India, in modo particolare nella regione del Kashmir.   | <br>  <br><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image016.jpg" width="157" height="139"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | <strong>Harmonium<br>  </strong>L’harmonium indiano è una versione più semplice del modello brevettato da Debain a Parigi nel 1848. E’ uno strumento ad ancia libera generalmente dotato della lunghezza di 3 ottave con due o più file di ancie per ottenere la combinazione delle varie tonalità in ottave diverse. Ha anche dei bordoni fissi in varie tonalità. Vi sono diversi modelli, dai più semplici a quelli più complessi che offrono un maggior numero di combinazioni di timbriche. Per suonarlo, si usa la mano sinistra per attivare il mantice posto nella parte posteriore del corpo dello strumento, la mano destra si usa per la tastiera. Viene generalmente utilizzato per accompagnare il canto.   | <br> <br> <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image017.jpg" width="191" height="148"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | <strong>Sruti box</strong><br> <br> Ha le caratteristiche sonore e meccaniche dell’Harmonium, però non è dotato di tastiera e le sue dimensioni sono più piccole. Ha delle ancie fisse che vengono aperte manualmente per regolare l’intonazione desiderata. Si potrebbe definire "la tampura ad ancie" e viene utilizzato come bordone fisso, assolve il compito d’armonizzatore e viene generalmente utilizzato per accompagnare la voce.  |  <br> <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image018.jpg" width="125" height="127"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> <br> | <strong>Tabla</strong><br> <br> E’ sicuramente la percussione indiana più conosciuta nel mondo. E’ composta da due percussioni abbinate insieme per essere suonate contemporaneamente, per offrire due tipi di suoni diversi; uno dalla timbrica alta e legnosa, l’altra dal suono basso, più cavernoso. Le pelli di questo strumento, poggiano su dei contenitori simili a dei vasi. Il pezzo che si suona con la mano sinistra “bhayan”   (suono alto) è fatto in legno a differenza del pezzo che si suona con la mano destra “dhayan” (suono basso), è fatto in metallo o in coccio.   | <br>   <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image019.jpg" width="150" height="96"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | <strong>Dhol - (Mridanga)<br> <br></strong> Tamburo a cilindro dal corpo in terracotta, con una delle due pelli di dimensioni molto ridotte, caratteristica questa, che gli permette di avere una sonorità molto acuta. E’ conosciuto anche con il nome di Mridanga e le sue origini del Bengala. In India viene usato molto nei canti devozionali in modo particolare nella tradizione Vaisnava da “Maha Vishnu”.   | <br> <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image020.jpg" width="176" height="125"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | Packawaj<br>  Da questo tamburo a cilindro è nata la Tabla. Nel settore classico della musica indiana è la percussione più antica, infatti, oggi viene usata prevalentemente nel canto Druphad (stile risalente alla cultura Vedica). Il suonatore di Packawaj è dotato di tecnica sopraffina quanto il suonatore di Tabla, conservando però ben chiare differenze d’impostazione. Sulla pelle più grande, quella destinata a provocare il suono basso, viene applicata al momento di suonare la percussione, una specie chapaty (pane Indiano), trattasi di un impasto fatto con acqua e farina. Il musicista applicando l’impasto sulla pelle farà in modo da ottenere un suono basso, cupo e breve.   | <br> <br> <br> <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image021.jpg" width="179" height="114"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | Dholak<br>  Questo tamburo a cilindro è dotato di due pelli, una libera di diametro più piccolo ed una di diametro maggiore con della pasta (masala) al suo interno che la caratterizza di un suono più basso. Le pelli vengono tese ed accordate tramite anelli metallici regolabili. <br> Percussione folk per eccellenza, viene usato molto nei canti devozionali (bhajans) e nella musica folklorica. Nel periodo che anticipa la festa del Mahashivaratri, festività in onore alla divinità (<em>Shiva</em>) e in occasione della festa Holi in onore alla divinità (<em>Krishna</em>), è facile incontrare per le strade delle cittadine e dei villaggi indiani venditori ambulanti di Dholak, che per richiamare l’attenzione degli eventuali acquirenti, suonano la percussione creando un’atmosfera festosa. Rientra sicuramente tra le percussioni più popolari del Nord India dove la maggior parte delle famiglie ne possiede una. <br>   |      <figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.krishnadas.it/Strumenti%20musicali%20dell%27India_file/image022.jpg" width="179" height="100"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>  <br> | <strong>Bansoori</strong><br> <br> Flauto in bambù con imboccatura traversa, tipico della musica classica indiana. Esistono diverse misure e secondo della misura, varia l’intonazione più o meno alta o bassa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-08 17:09:50 UTC</pubDate>
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         <title>musica americana</title>
         <author>vilu</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Deserto anima della musica indiani d'america</strong></div><div>Nella tradizione degli indiani d'America la musica possiede particolari poteri soprannaturali, una canzone sacra può portare le preghiere al mondo degli spiriti, curare malattie, influenzare il tempo e gli eventi. Nelle parole di un santo uomo Lakota di nome Red Weasel c'è una asserzione di queste convinzioni: "Posso pregare con la mia bocca e la preghiera sarà sentita, ma se la canterò sarà ascoltata prima da Wakan Tanka."&nbsp;<br><br></div><div><br></div><div><a href="http://www.youtube.com/channel/UCcwUM5ysHqXSAGKhndfeXsg?feature=watch">Musiche nativi americani originali<br></a><br></div><div>Quasi tutte le cerimonie degli indiani americani sono accompagnate dalla musica condotta al <strong>suono dei tamburi</strong> che rappresentano il "<strong>battito del cuore della madre Terra</strong>" ma anche altri strumenti venivano usati, come <strong>flauti, tubi e sonagli</strong> mentre non esistevano strumenti a corda come invece accade ancora oggi, seppure tutt'ora allo stato primitivo, dove alcuni strumenti a corda vengono usati, costruiti con legno, materiale vegetale, corde procurate da elementi animali, mentre per i nativi americani sembra che gli strumenti a corda non avessero importanza ma rimasero sempre allo stato basilare, pur raggiungendo anche stadi particolari di armonia intrinseca nelle melodie personali che possono esserci arrivate dal lontano passato. Sebbene la musica degli indiani americani abbia una componente fortemente ritmica, spesso questo ritmo è irregolare, più simile al ritmo di un discorso o di un canto di uccello che al ritmo propriamente europeo o occidentale dove esso viene congegnato per mantenere una cadenza particolarmente controllata e regolare.&nbsp;<br><br></div><div>Alcune tribù facevano uso anche di una sorta di scala musicale simile a quella europea mentre altre tradizioni usavano i toni vocali con intervalli troppo brevi per poter essere usati su normali tastiere standard: questo e le particolari vivacità della musica originale indiana americana (escludendo quelle con componenti particolarmente Folk moderne) donano il suono particolare e l'insolito ritmo classico nella musica dei nativi americani.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:227,&quot;url&quot;:&quot;http://indianiamerica.it/images/indiani/indiano%20suonatore.jpeg&quot;,&quot;width&quot;:222}" data-trix-content-type="image"><img src="http://indianiamerica.it/images/indiani/indiano%20suonatore.jpeg" width="222" height="227"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-08 17:23:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>musica europea</title>
         <author>vilu</author>
         <link>https://padlet.com/vilu/lxyw1o0y4oaa/wish/136171129</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli strumenti a corda</div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:200,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/ribeca.jpg&quot;,&quot;width&quot;:67}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/ribeca.jpg" width="67" height="200"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div>La Ribeca</div><div><br></div><div>La ribeca è uno strumento cordofono ad arco medievale, a più corde, tipico dei trovatori e dei menestrelli, probabilmente introdotto in Europa nel sec. VII dagli arabi attraverso la Spagna. Lo strumento è dotato di un corto manico che si raccorda con il profilo della cassa stessa.&nbsp;</div><div><br></div><div>&nbsp;</div><div><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;<a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a><br><br></div><div><br></div><div>Il Salterio<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:90,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/salterio.jpg&quot;,&quot;width&quot;:133}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/salterio.jpg" width="133" height="90"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br></div><div>Strumento antico di origine orientale a forma triangolare o trapezoidale, con corde tese. Si suonava con le dita o con plettro. Fu introdotto in Europa nel secolo XI&nbsp;</div><div>L'Arpa&nbsp; <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:394,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/arpa.jpg&quot;,&quot;width&quot;:428}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/arpa.jpg" width="428" height="394"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>&nbsp; &nbsp;L’arpa, presente anche nelle civiltà primitive e perfezionata all’inizio dell’Ottocento, è uno strumento a corde pizzicate. La sua forma è pressoché triangolare: su un telaio troviamo 47 corde tese in verticale. Nella parte inferiore è situata la cassa armonica. Alla base dello strumento troviamo sette pedali. L’arpa è impiegata raramente come strumento solista. E’ molto sfruttata invece nell’orchestra moderna, in particolare è stata largamente utilizzata nella musica francese e russa di fine Ottocento. I due effetti più tipici dell’arpa sono l’arpeggio e il glissando. <a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>&nbsp;<br><br></div><div><br></div><div>La Cetra<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:116,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/cetra.jpg&quot;,&quot;width&quot;:150}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/cetra.jpg" width="150" height="116"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br>&nbsp; E' uno strumento privo di manico o di traversa, costituito da una cassa lungo la quale, da una estremità all'altra, sono tese le corde. Può essere suonato per mezzo di uno o più plettri , con le dita nude o ad arco. Può avere alcune corde tastabili, con le dita o con un bastoncino; la disposizione delle corde può seguire una progressione diatonica o cromatica, o essere basata su gruppi di corde formanti un accordo ( c. ad accordi ).&nbsp; &nbsp;<a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>La Ghironda <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:273,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/ghironda.jpg&quot;,&quot;width&quot;:506}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/ghironda.jpg" width="506" height="273"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> La Ghironda è uno strumento musicale a corde, fatte vibrare mediante sfregamento da parte del bordo impeciato di una ruota di legno, ad esse sottostante, azionata da una manovella. La cassa armonica può avere forme diverse, ma prevalgono la forma piatta o a chitarra, e la forma a liuto. Il numero delle corde varia generalmente da tre a sei; alcune sono corde di bordone, che producono sempre la stessa nota, altre sono le corde che producono la melodia. La Ghironda fu strumento dei menestrelli, che la diffusero in tutta Europa. Divenne così uno strumento popolare, suonato soprattutto da mendicanti girovaghi, spesso ciechi. Fu ripresa come strumento della musica d’arte nei secoli XVII- XVIII, al seguito della musica pastorale. La ghironda è ancora diffusa nel nostro secolo in Francia, in Ungheria e in Spagna. In Italia è stata in uso fino ai primi decenni del ‘900.&nbsp;</div><div><br></div><div>&nbsp;La Chitarra</div><div>Di probabile origine araba-orientale ha sei corde che possono venire pizzicate. Il piano armonico è di abete oppure di cedro rosso canadese, le fasce sono di legno duro (acero, pero ecc.). La chitarra di tipo classico ha la cordiera incollata alla tavola armonica con ponticello incorporato, fondo piatto, manico con tastature metalliche e chiavi a vite per le sei corde simili (solitamente di nailon) che vengono pizzicate con le dita e non con il plettro.<br><br></div><div><br></div><div>&nbsp;<a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a><br><br></div><div><br></div><div>Gli strumenti a fiato<br><br></div><div>&nbsp;</div><div><br></div><div>Lo Chalumeau<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:226,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/chalumea.jpg&quot;,&quot;width&quot;:386}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/chalumea.jpg" width="386" height="226"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br><br></div><div>Lo Chalumeau è il nome generico dato a molti strumenti a fiato, nei sec. XII-XIII. Nel '500 e nel '600 indicò indifferentemente due strumenti: uno a ancia doppia e a tubo conico, antenato del moderno oboe, l'altro ad ancia semplice e a tubo cilindrico da cui deriva il clarinetto.&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp;<a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a><br><br></div><div><br></div><div>Il Cornetto<br><br></div><div>&nbsp;<figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:422,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/cornetto.jpg&quot;,&quot;width&quot;:563}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/cornetto.jpg" width="563" height="422"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br><br></div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;<a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a><br><br></div><div><br></div><div>La Tromba<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:83,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/tromban.jpg&quot;,&quot;width&quot;:278}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/tromban.jpg" width="278" height="83"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br><br></div><div>La tromba è uno strumento aerofono di ottone, a Bocchino, con canneggio curvato cilindro, che a partire dal sec. XIX fu provvisto di valvole e pistoni, e che nella parte finale si allarga e termina in un padiglione. La tromba fu nota sin dall'antichità in diverse forme diritte. Dalle trombe romane derivano le trombe medievali (o buccine). Queste non più circoscritte a usi militari, o di caccia, o di richiamo, furono impiegate sempre più largamente ( con Monteverdi e dal sec. XVII) nella musica strumentale ed operistica.&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp;<br><br></div><div><a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a><br><br></div><div><br></div><div>La Zampogna<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:229,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/zamp.jpg&quot;,&quot;width&quot;:146}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/zamp.jpg" width="146" height="229"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br><br></div><div>La zampogna è uno strumento aerofono della musica popolare diffuso in una grande varietà di tipi in tutta l'Europa, in Asia sino all'India, e nell'Africa Settentrionale. Consiste in una o più canne sonore in appositi innesti di legno, di corno o di metallo fissate ad alternate aperture di un otre di pelle entro il quale si accumula l'area, in messavi tramite un cannello dalla bocca del sonatore o da un mantice da lui manovrato con il braccio. L'aria sotto la pressione del braccio del sonatore che stringe l'otre, alimenta le ance semplici o doppie e di cui le canne sono munite.&nbsp;</div><div><br>&nbsp;<a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Gli%20strumenti%20musicali.html#Inizio"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:24,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF&quot;,&quot;width&quot;:24}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/NOTE.GIF" width="24" height="24"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a><br><br></div><div><br></div><div>Il Flauto&nbsp;<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:156,&quot;url&quot;:&quot;http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/flauti.jpg&quot;,&quot;width&quot;:218}" data-trix-content-type="image"><img src="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/flauti.jpg" width="218" height="156"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br><br></div><div>Il flauto è uno strumento aerofono nel quale un flusso d'aria è indirizzato contro il bordo affilato di uno spigolo, il quale funziona da generatore di vibrazioni che si trasmettono ad una colonna d'area contenuta nel tubo producendo un suono di altezza determinata. Possono essere privi di fessure, quando sono le labbra stesse del suonatore a formare un' oggetto di aria lineare o a fessura quando appunto un condotto a fessura canalizzata il fiato costringendolo contro lo spigolo di un'apertura. I primi si distinguono in flauti a imboccatura terminale e flauti a imboccatura laterali o traversi. I flauti possono essere a canna chiusa o aperta o tubolari singoli o multipli, muniti di fori per le dita, o privi di fori.&nbsp;</div><div><a href="http://spazioinwind.libero.it/maxconi/3a99/Medioevo/Il%20canto%20gregoriano.html">Canto Gregoriano &nbsp;<br></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-08 17:29:30 UTC</pubDate>
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         <title>musica araba</title>
         <author>vilu</author>
         <link>https://padlet.com/vilu/lxyw1o0y4oaa/wish/136175522</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:202,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/oud-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:133}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/oud-s.jpg" width="133" height="202"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>&nbsp; |&nbsp; &nbsp; &nbsp;| L'<strong>UD </strong>é lo strumento più noto ed importante della musica Araba. Di derivazione del più antico strumento Persiano,chiamato "<em>Barbat</em>", lo"<em>Ud</em>" che letteralmente significa legno, assume questo nome quando fu adottato il liuto con la tavola armonica in legno in sostituzione di quella originaria in pergamena. Questo strumento è stato alla base di ogni tipo di composizione e sviluppò per la sua importanza anche una corrente di studio e di pensiero musicale denominata "<em>Scuola degli Udisti</em>".</div><div><br><br></div><div><br></div><div>Lo Ud è costituito da una cassa armonica lignea (piriforme) ed un breve manico con la paletta terminale ricurva ad angolo retto. Il numero delle corde di base è di quattro, ma nel IX secolo fu aggiunta una quinta corda e più tardi ancora apparve il "<em>shashtar</em>", un liuto a sei corde, di cui cinque dopie e la più acuta semplice.</div><div>Gli arabi lo definiscono, non senza ragione, il "sultano degli strumenti musicali".</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong><strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://www.emusic.com/samples/m3u/song/10964650/14550897.m3u"><strong>Qanun</strong></a><strong>&nbsp;</strong></div><div><br><br></div><div><br>&nbsp;| Discendente della antica arpa egiziana, il <strong>Qanun</strong> ha un ruolo importante nella musica araba già dal X secolo.<br>E’ uno strumento di ottone e legno a forma trapezoidale che possiede 72 corde accordate a gruppi di tre, le modulazioni e i cambi di tono sono dovute a piccole alette di bronzo che si stringono quando si vuole aumentare il suono di una nota. Lo strumento viene poggiato orizzontalmente sulle ginocchia o sul tavolo del musicista che lo suona pizzicando le corde con le dita o con plettri applicati agli indici.&nbsp; |&nbsp; &nbsp; &nbsp;| <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:190,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/Qanun-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:252}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/Qanun-s.jpg" width="252" height="190"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:202,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/rabab-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:116}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/rabab-s.jpg" width="116" height="202"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> |&nbsp; &nbsp; | <strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://www.sternsmusic.com/playlist.php?tp=mp3&amp;song=33968"><strong>Rabab</strong></a><strong>&nbsp; </strong><a href="http://baladi.ru/AHLANWASAHLAN_2005/2.wmv"><strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:12,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/video%2820%29.gif&quot;,&quot;width&quot;:12}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/video%2820%29.gif" width="12" height="12"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong></a>Viene utilizzato nella musica popolare in Egitto e, in Iraq, nella musica classica. Strumento composto di un manico largo di legno che termina con due tasselli laterali. La cassa di risonanza è piccola, ricavata dall’armatura del cocco e ricoperta di pelle animale. Dotato di due corde di crine di cavallo accordato in casa, si suona con l’aiuto di un arco.</div><div><br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><strong><em>Strumenti a fiato<br></em></strong><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div><div><br>&nbsp;| <strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://tanz-zentrum.de/mp3/verycairo2_19.mp3"><strong>Mizmar</strong></a><strong>&nbsp; </strong><a href="http://baladi.ru/AHLANWASAHLAN_2005/2.wmv"><strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:12,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/video%2820%29.gif&quot;,&quot;width&quot;:12}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/video%2820%29.gif" width="12" height="12"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong></a><strong>&nbsp; (in Egitto) o&nbsp; Zurna (in Turchia)</strong> E’ una specie di oboe tradizionale che possiede 7 fori nella parte frontale e uno nella parte posteriore. Strumento comune nei paesi arabo-islamici, viene utilizzato in tutta la musica folcloristica dell’Egitto. Lo troviamo anche nella musica popolare del Magreb con il nome di “Mizud”. &nbsp; |&nbsp; &nbsp; | <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:129,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/ZURNA-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:202}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/ZURNA-s.jpg" width="202" height="129"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br> | &nbsp; | <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:202,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/nay-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:133}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/nay-s.jpg" width="133" height="202"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>&nbsp; &nbsp;| <strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://tanz-zentrum.de/mp3/verycairo2_15.mp3"><strong>Nay</strong></a><strong> </strong>E’ lo strumento musicale più antico creato dagli Egizi nell’epoca faraonica con il gambo della canna (pianta selvatica che cresce ai margini degli innumerevoli canali che affluiscono al Nilo).<br>La lunghezza oscilla tra i 37 e gli 80 cm. - minor lunghezza corrisponde a suono più acuto - e ha 7 fori, di cui uno nella parte inferiore. <br>Il suo timbro poetico si adatta ad effetti melanconici che possono esprimere sia gioia che disperazione.<br>Fin dai tempi antichi gli arabi hanno utilizzato il flauto per accompagnare recite di poesie.&nbsp; <br>&nbsp;| <strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://www.sternsmusic.com/playlist.php?tp=mp3&amp;song=33970"><strong>Arghoul</strong></a><strong>&nbsp; </strong>Strumento tipico della musica popolare rurale (<strong>Sha’abi</strong>) d’Egitto, l’<strong>arghoul</strong> è senza dubbio lo strumento a fiato più antico del panorama musicale dell’Egitto di oggi. Si compone di due canne, legate fra loro o incollate o attaccate con la cera, munite di ancia, delle quali una può produrre una sola nota, e quindi fa da basso continuo, mentre l’altra è provvista di 7 fori che permettono la produzione della melodia.Esistono tre tipi di arghoul: l’«arghoul as-sghir», o arghoul piccolo, il «rorhma» di misura intermedia, e l’«arghoul al-kebir», o arghoul grande.&nbsp; |&nbsp; &nbsp; | <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:202,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/arghul-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:133}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/arghul-s.jpg" width="133" height="202"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><strong><em>Strumenti a percussione<br></em></strong><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div><div><br>&nbsp;| <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:202,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/req-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:307}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/req-s.jpg" width="307" height="202"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>&nbsp; |&nbsp; &nbsp; | <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> <a href="http://www.emusic.com/samples/m3u/song/10783803/12593815.m3u"><strong>Req</strong></a><strong> </strong>Req significa “delicato”. La cornice circolare in legno è costituita da piattini di metallo e ricoperta su un lato da pelle di capra o di pesce. Il suono di questo strumento a percussione tiene il ritmo nella musica araba, specialmente nelle esecuzioni di brani classici. Conosciuto anche con il nome <strong>Tarr</strong>.&nbsp; <br> | <strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://www.emusic.com/samples/m3u/song/10783803/12593813.m3u"><strong>Duff</strong></a><strong> </strong>Simile al “req”, il <strong>Duff </strong>non possiede piattini e ha un diametro tra i 30 e i 50 centimetri. La cornice circolare è ricoperta da un lato con pelle di capra.<br>Utilizzato nella musica popolare e religiosa, è conosciuto anche con il nome di <strong>ADUFE.</strong>&nbsp; |&nbsp; &nbsp;<figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:159,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/duff-s.jpg&quot;,&quot;width&quot;:108}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/duff-s.jpg" width="108" height="159"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> |&nbsp;</div><div><br><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br>&nbsp;| <strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Bendir Simile al Duff, il Bendir ha la cornice in legno, del diametro generalmente compreso tra 40 e 70 cm; non presenta </strong><strong><em>cembali</em></strong><strong> a differenza del tamburello o del riqq egiziano. Spesso possiede un foro sul lato, dove inserire il polli e per facilitare la presa e il controllo dello strumento. La membrana è di pelle di capra e viene incollata o talvolta inchiodata sulla cornice.Sotto la pelle sono tese alcune corde di risonanza che danno al tamburo un classico suono "ronzante" e svolgono la stessa funzione della cordiera in un rullante. In origine, queste stringhe sono in budello animale, ma negli stumenti più </strong><strong><em>turistici</em></strong><strong> e commercializzati oggi è largamente diffuso il nylon.&nbsp; &nbsp;</strong>&nbsp;| <strong>&nbsp; </strong><strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:186,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/180px-Bendir_2.jpg&quot;,&quot;width&quot;:180}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/180px-Bendir_2.jpg" width="180" height="186"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong> | <strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://www.emusic.com/samples/m3u/song/10783803/12593816.m3u"><strong>Darbuka</strong></a><strong>&nbsp; – (Tabla, tablah)</strong></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br>&nbsp;| <strong>&nbsp;</strong>&nbsp;| <strong>&nbsp;</strong><strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:216,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/Egyptian-tablah_2.jpg&quot;,&quot;width&quot;:142}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/Egyptian-tablah_2.jpg" width="142" height="216"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong>&nbsp;| <strong>Strumento a percussione utilizzato nella musica classica, popolare e moderna araba.<br>Anticamente la forma cilindrica veniva fatta di terracotta e sulla bocca superiore veniva tesa pelle di pesce. Attualmente si trova più facilmente in alluminio e plastica perchè più resistente all’umidità. Chiamato anche "iI cuore della musica araba".</strong></div><div><br><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br>&nbsp;| <strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Doholla&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Tamburo a calice simile alla darbuka ma di dimensioni maggiori.&nbsp; &nbsp; </strong>&nbsp;| <strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</strong><strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:200,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/doholla.jpg&quot;,&quot;width&quot;:130}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/doholla.jpg" width="130" height="200"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong>&nbsp;| <strong>&nbsp;</strong></div><div><br></div><div><br></div><div><strong><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:16,&quot;url&quot;:&quot;http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif&quot;,&quot;width&quot;:16}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.evelinapapazova.com/img/upl/audio%20speakicon.gif" width="16" height="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://www.cyberlepsy.com/pattern3.mp3"><strong>Zagat</strong></a><strong> – (Zill, Sagat, Kasat o Sajjat)<br></strong><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br>&nbsp;| &nbsp; | <figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:200,&quot;url&quot;:&quot;http://evelinapapazova.com/img/upl/cimbali.jpg&quot;,&quot;width&quot;:130}" data-trix-content-type="image"><img src="http://evelinapapazova.com/img/upl/cimbali.jpg" width="130" height="200"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>&nbsp; &nbsp;| Strumento formato da due paia di piattini metallici, ciascuno di 6 cm. di diametro che si mettono sul dito medio e sul pollice di ciascuna mano e si usano come accompagnamento alla musica. Possiamo trovarlo nel folklore di Turchia ed Egitto) spesso viene usato dalla popolazione Gawazee).</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-08 17:40:46 UTC</pubDate>
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