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      <title>ACRI by Alessia Curto</title>
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      <pubDate>2019-03-27 15:13:51 UTC</pubDate>
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         <title>  ORIGINI                                       Ricostruire le origini della città di Acri è abbastanza complicato per la  mancanza di ritrovamenti casuali avvenuti nei vari tempi,unita alla furia degli eventi e delle calamità. Raffaele Capalbo nella sua opera riporta varie testimonianze di ritrovamenti rinvenuti nella città:                 -tombe circolari nella località  Piazza Matteotti, nella via Rotonda(località Posta),nella località Castrati e nella contrada Pantano d’Ulmo (Timpone della morte)               -oggetti di ferro ossidato come forbici o vasi di argilla rossa.                        L&#39;etimologia del lemma Acri deriverebbe dal greco ακρα (Akra) che significa sommità. Tale nome è attestato già nel 1324, quando se ne fa riferimento con la frase &quot;In castro Acri&quot; ovvero &#39;nella città fortificata di Acra&#39;. Secondo alcuni occuperebbe il posto di Acheruntia o di una città bruzia chiamata Acra. Gli abbondanti ritrovamenti archeologici degli ultimi anni suggeriscono la presenza di una città pre bruzia, probabilmente da identificare con Pandosia Bruzia fondata e capitale del regno di Italo, re degli Enotri (e degl&#39;Itali-Morgeti), dal cui nome deriverebbe la parola Italia. Acri dunque fu l’antica Aciria o Acherontia ciò lo prova uno dei suoi fiumi detto nei tempi Osci Acherante e Acironti, nei tempi greci Acheros, nei mezzani Cironti ed oggi Caramo e Calamo. La difficoltà nel stabilire il nome Acri si collega alla difficoltà di stabilirne le origini, infatti ci sono varie ipotesi riguardanti ciò. Vi è chi sostiene che a fondarla siano stati gli Osci (popolo proveniente dall’Illiria e dalle regione poste nel nord della Grecia e giunte nel Bruzio nel primo millennio a.C.)  e chi crede che i greci si unirono ad una popolazione preesistente che doveva abitare all’apice del colle Castello ovvero l’attuale Padia e lo dimostra rione Picitti(uno dei più antichi di Acri). Quest’ultimo era un posto favorevole alla difesa in quanto permetteva di avvistare eventuali truppe nemiche.Altri studiosi identificano Acri nell’antica e famosa Pandosia presso le cui mura trovò tragica morte Alessandro D’Epiro, re dei Molossi e zio di Alessandro Magno.   </title>
         <author>a_curto</author>
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         <pubDate>2019-03-27 15:19:07 UTC</pubDate>
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         <title>BRONZO MEDIO                    Il sito di Colle Dogna si sono svolte due campagne di scavo, nel 1999 e nel 2000, che hanno riportato in luce una sequenza di grande rilievo per lo studio della transizione dall&#39;età del rame all&#39;età del bronzo. Gli strati già asportati hanno restituito numerosi vasi interi dell&#39;antica età del bronzo, gli strati ancora da esplorare sono assai promettenti, comprendono infatti livelli di abitazione relativi alla facies di Laterza, strati con reperti del tardo Neolitico. A Serra Policaretto, sui pianori circostanti lo stabilimento di imbottigliamento delle acque minerali, si rinvengono reperti del tardo Neolitico, forse una serie di insediamenti a carattere agricolo. E’ stato anche individuato un deposito di età classica, che potrebbe comprendere resti strutturali del tipo della villa. L&#39;altopiano Sila Greca-Piano del Barone è caratterizzato da una dispersione di reperti neo-eneolitici a testimoniare un analogo sistema insediativo, che doveva sfruttare intensamente le fasce altitudinali più elevate per la coltivazione dei cereali. All&#39;interno di questi pianori sono presenti frammenti ceramici protostorici. In località Gastia è stata rinvenuta, isolata, un&#39;accetta in pietra verde di età neo-eneolitica, in uno dei pochi poderi ancora non intaccati dalle profonde trasformazioni urbanistiche. Timpone della Morte ospitava nell&#39;età del bronzo medio un tipico insediamento su altura naturalmente difesa, analogo a quanto noto per la piana di Sibari.  </title>
         <author>a_curto</author>
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         <pubDate>2019-03-27 15:25:47 UTC</pubDate>
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         <author>a_curto</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>ETA’ GRECO-ROMANA</strong></div><div><strong>Ripercorrendo a ritroso la storia di Acri, bisogna considerare la posizione strategica di Acri, situata tra </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rossano_(Italia)"><strong>Rossano</strong></a><strong> e </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sibari"><strong>Sibari</strong></a><strong>, e quindi viene da chiedersi se, prima della caduta della potente Sibari, non fosse sotto la sua influenza, per poi passare sotto l'egida della vicina Crotone. Nella sua lunga storia la città di Acri si oppose strenuamente al dominio di </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma"><strong>Roma</strong></a><strong> ma, dopo la battaglia di </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canne"><strong>Canne</strong></a><strong>, si schierò a fianco del duce cartaginese </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Annibale"><strong>Annibale</strong></a><strong>, per poi doversi arrendere nel </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/203_a.C."><strong>203 a.C.</strong></a><strong> e conoscere uno dei tanti saccheggi della sua storia.</strong></div><div><br></div><div><strong><br>La sua voglia di libertà si rianimò tra il </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/73_a.C."><strong>73</strong></a><strong> ed il </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/71_a.C."><strong>71 a.C.</strong></a><strong> quando, insieme ai comuni limitrofi, sostenne la rivolta di </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spartaco"><strong>Spartaco</strong></a><strong>, accampatosi nei territori detti Campo Vile nei pressi del comune di Bisignano, durante la </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_servile"><strong>terza guerra servile</strong></a><strong>.Lo storico Davide Andreotti Loria, a pag. 259 della sua </strong><strong><em>Storia dei cosentini</em></strong><strong>, così scrive:<br></strong><br></div><div><strong> | «...della spaventosa eruzione del </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vesuvio"><strong>Vesuvio</strong></a><strong>, che distrusse </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pompei"><strong>Pompei</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ercolano"><strong>Ercolano</strong></a><strong> e </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stabiae"><strong>Stabia</strong></a><strong>, e che il fumo e le ceneri coprirono Roma e buona parte del </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bruzio"><strong>Bruzio</strong></a><strong>... narra </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cassio_Dione_Cocceiano"><strong>Dione</strong></a><strong> (155-239 d.C.) che per i tremuoti, ne andò sossopra </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosenza"><strong>Cosenza</strong></a><strong>, che danneggiatissimi come nelle altre città, ne andarono gli edifici i templi, che per essere isolati, presentarono una resistenza minore alle ondulazioni del spaventoso flagello... Lessi in </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli"><strong>Napoli</strong></a><strong> in una cronistoria manoscritta, che sin dal quel tempo, caddero tutti i templi di Cosentia (Cosenza), Menechine (Mendicino), Besidiae (Bisignano), Mamerto (Oppido Mamertino), Acrae (Acri), e che dai cristiani tali tremuoti si attribuissero a i divini voleri che per essi desideravano volere abbattuti, i templi dell'</strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Idolatria"><strong>idolatria</strong></a><strong>, correa l'anno </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/79"><strong>79</strong></a><strong> dell'era volgare»</strong></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tito_Livio"><strong><br>Tito Livio</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quinto_Orazio_Flacco"><strong>Orazio</strong></a><strong> e nel </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo"><strong>Medioevo</strong></a><strong> lo storico </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Procopio_di_Cesarea"><strong>Procopio</strong></a><strong> la citano come "Fortezza da Guerra" e "Presidio". Procopio scrive:<br></strong><br></div><div><strong> | «avendo preso un certo presidio presso i Lucani... che gli abitanti chiamano Acerenza o Acheruntha, vi pose un presidio di 300 uomini...»</strong></div><div><strong><br>Lo storico ci dice inoltre che il presidio era comandato dal capitano Morra, e che lo stesso presidio passò poi all'Imperatore </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano"><strong>Giustiniano</strong></a><strong>. Nel </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/542"><strong>542</strong></a><strong> abbiamo notizie della strenua resistenza che la città di Acri oppose agli </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ostrogoti"><strong>Ostrogoti</strong></a><strong>, guidati da </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Totila"><strong>Totila</strong></a><strong>, che conquistò la città per fame e sete, la saccheggiò, distruggendone gran parte, e perpetrando orribili violenze.<br></strong><br></div><div><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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