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      <title>Storia della pedagogia by </title>
      <link>https://padlet.com/sbarbareschi/ltuwphdke2h3vs2z</link>
      <description>Silvia Barbareschi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-06-01 12:16:24 UTC</pubDate>
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         <title>Video del discorso di Ken Robinson</title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel video Ken Robinson pone l'attenzione sul fatto che il sistema scolastico usato al giorno d'oggi è fondamentalmente obsoleto, creato nell'illuminismo in un contesto economico, politico e sociale totalmente diverso da quello attuale. In quel periodo il focus era l'istruzione del bambino come buon futuro lavoratore attraverso lo studio di classici (divisione tra accademici e non accademici), mentre ora bisognerebbe concentrarsi maggiormente sulla creatività e il pensiero divergente.&nbsp;</div><div>Altro punto molto importante trattato nel video riguarda il fatto che a una sola domanda corrispondono più risposte e non solo una (riferimento al libro "Break point and beyond" e esperimento a lungo termine su un gruppo di bambini).&nbsp;</div><div>Ultimo trattato riguarda la stardizzazione dei bambini: tutti vengono divisi per età e non si pensa alla loro unicità, alle loro capacità in un dato momento dello sviluppo o alla loro creatività.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Personalmente, ho trovato il video molto interessante: i punti trattati sono attualissimi e esprimono perfettamente ciò che penso io stessa del sistema educativo dei giorni nostri. &nbsp;</div><div>Inoltre, come le insegnanti sono le prime a dover seguire corsi di aggiornamento e stare sempre al passo coi tempi per poter offrire insegnamenti sempre attuali, anche l’intero sistema educativo avrebbe bisogno di essere rinnovato e adattato al periodo storico che viviamo (che è sicuramente molto diverso da quello dell’illuminismo). &nbsp;<br>Mi trovo d’accordo sul concetto che il funzionamento della scuola troppo spesso sia assimilabile a quello di una fabbrica, con un’idea di crescita conformizzata: è vero che si sono fatto dei passi in avanti rispetto al passato con i piani educativi individualizzati e piani didattici personalizzati per alunni con BES, ma per quanto riguarda tutto il resto della classe il concetto di apprendimento è troppo standardizzato.&nbsp;<br>Infine, trovo verissima la tesi che sostiene che a scuola i bambini vengono abituati a non poter consultare il libro per dare le risposte perché questo vorrebbe dire copiare, mentre nella vita verrebbe chiamato collaborare. Veniamo abituati fin da piccoli a lavorare da soli per il conseguimento di un voto (alimentando la motivazione estrinseca piuttosto che quella intrinseca) mentre nella vita e nel lavoro ci verrà sempre chiesto di saper lavorare bene in team: la scuola, sotto questo aspetto, spesso non ci prepara abbastanza.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 12:49:27 UTC</pubDate>
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         <title>Lettura delle fonti</title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questi sono i 3 cartelloni che il gruppo ha realizzato durante la lezione unendo i contributi di tutti i sottogruppi che avevamo formato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:05:49 UTC</pubDate>
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         <title>Analizziamo le fonti per per costruire l&#39;idea del bambino</title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video che io e il mio gruppo abbiamo guardato è quello di "Alice Cascherina" di Gianni Rodari. La storia racconta di una bimba piccola di dimensioni che cadeva in ogni luogo, i parenti la cercavano sempre senza mai trovarla. Le tre caratteristiche della protagonista che io e il mio gruppo abbiamo individuato sono:<br>- Birichina<br>- Maldestra<br>- Allegra</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:09:21 UTC</pubDate>
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         <title>Il concetto di infanzia</title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cosa si intende per infanzia? Quando inizia e quando termina?<br>Per infanzia si intende il primo periodo di vita dell'essere umano. Il fanciullo è definito tale fino al compimento della maggiore età.<br>La definizione dell'infanzia non è sempre stata univoca, infatti s è evoluta nel tempo, influenzata da sviluppi economici, storici, sociali, culturali e politici.<br>Inizialmente il bambino era visto come adulto in miniatura, quindi non veniva data la giusta importanza a questa delicata fase della vita, catapultando il bambino nel mondo degli adulti da giovanissimo<br>In seguito, il bambino veniva visto come "di proprietà" del padre: molto spesso i maltrattamenti erano all'ordine del giorno.<br>Infine, la concezione è cambiata, diventando quella che è ancora presente ai giorni nostri: bambino come possessore di diritti e status sociale che necessita di protezione parentale.<br><br></div><div>Quali diritti ha l'infanzia?<br>I diritti dell'infanzia riportata nella Convenzione sono molti: il diritto alla protezione, alla salute, all'uguaglianza, allo sviluppo. Gli stati membri si pongono come obiettivo quello di riuscire a rispettarli e tutelarli tutti, senza discriminazione di religione, lingua, razza, sesso, orientamento sessuale, opinione politica, etnia, situazione socio-economica, ...<strong><br></strong><br></div><div>Quali sono i compiti della società per tutelare questi diritti?<br>Gli stati hanno il compito di tutelare i diritti garantendo cure, protezioni, terapie fisiche o mentali, sicurezza sociale, ...&nbsp;<br>Al fine di&nbsp;mettere in pratica tutto ciò, la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza ha istituito un Comitato sui diritti dell'infanzia: la sua prerogativa è quella di monitorare se gli stati rispettano la parola data mettendo in pratica i diritti dei bambini. <br><br></div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:25:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sbarbareschi</author>
         <link>https://padlet.com/sbarbareschi/ltuwphdke2h3vs2z/wish/2207520353</link>
         <description><![CDATA[<div>Io e la mia compagna Luna abbiamo elaborato le slide 2-3-4.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:28:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Io e il mio gruppo abbiamo lavorato sulla prefazione e libro primo 0-3 età infantile di Rousseau.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:31:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il nostro &quot;manifesto&quot; della scuola rousseauniana!</title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo è il manifesto che ho realizzato con il mio gruppo (formato da Luna Alberti, Letizia Poli e Leonardo Paoli).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:36:42 UTC</pubDate>
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         <title>Le tecniche - Le nostre sintesi</title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Io e il mio gruppo (formato da Luna Alberti e Amy Corradin) ci siamo occupate di sintetizzare ciò che abbiamo letto riguardo allo schedario, una tecnica usata da Frainet. In particolare, il mio contributo è quello scritto in arancione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:48:48 UTC</pubDate>
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         <title>Il principio del costruttivismo e interazione </title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Io e Luna ci siamo occupate di leggere, capire e registrare un audio esplicativo per i nostri compagni sul principio di costruttivismo e interazione di Bruner</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 13:57:25 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione finale personale</title>
         <author>sbarbareschi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il laboratorio è stato molto utile per poter approfondire argomenti trattati anche col professor Falanga: durante le lezioni, dato il vastissimo programma e le poche ore a disposizione è stato necessario toccare alcuni argomenti in maniera veloce. Durante il laboratorio, invece, abbiamo potuto dedicare ogni lezione a un aspetto specifico per capirlo a fondo. Ho trovato molto utile questo soffermarsi e approfondire i giganti dell’educazione: comprendendo meglio il credo educativo di ognuno anche la materia di per sé, la storia della pedagogia, mi è risultata molto più interessante. Sentire le spiegazioni teoriche approfondite della professoressa riguardanti il mondo della scuola nel passato e le metodologie didattiche, le teorie sviluppate negli anni in ambito educativo degli autori ha stimolato la mia curiosità. Essa mi ha spronata a lavorare bene nei lavori di gruppo che abbiamo svolto, invogliandomi a leggere i documenti proposti con attenzione per capire e scoprire di più sulla tematica. Credo che i lavori proposti basati sulla lettura e comprensione dei documenti siano stati la chiave di volta per la comprensione delle teorie discusse: abbiamo potuto osservare nella “pratica” quello che a lezione ci è stato presentato nella teoria.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Le metodologie didattiche usate dalla professoressa Ravanelli nel corso del laboratorio sono state tante e variegate, con un continuo utilizzo di supporti tecnologici. Penso che questo sia stato uno dei maggiori punti di forza del laboratorio: io sono una studentessa con un DSA e spesso la mia difficoltà più grande è quella di mantenere l’attenzione per un lungo periodo di tempo. L'utilizzo di metodologie diversificate e di supporti digitali mi ha aiutata nel corso del laboratorio: cambiando l’attività e la modalità in cui essa veniva svolta frequentemente ha reso il carico meno pesante per me. Passare da una parte dell’attività svolta al computer individualmente a una in gruppo, in cui venivo sostenuta dai miei compagni, in cui dovevamo muoverci fisicamente nell’aula per creare cartelloni è stato molto positivo.&nbsp;</div><div>Inoltre, ho osservato diversi tipi metodologie che mi sono rimaste impresse perché ho trovato molto efficaci e che sicuramente riproporrò nel mio futuro lavorativo. Ad esempio, la “think - pair - share” usata nella prima attività (quella del video di Ken Robinson) che consiste in un momento iniziale individuale di riflessione sulla tematica (che io trovo imprescindibile: prima di poter lavorare in gruppo io in primis ho bisogno di un momento per raccogliere le idee), seguito dalla scelta delle coppie e condivisione col proprio compagno dei propri pensieri. Ci pone di fronte a un primo compito di creazione del nostro pensiero, seguito dall’ascolto dell’altro e discussione finale, confrontando le idee.&nbsp;</div><div>Altra attività che mi è rimasta impressa per il suo carattere ludico sono i test che abbiamo svolto insieme sul sito di panquiz: mi sono accorta di aver imparato molto rispondendo alle domande poste in quel modo. Inoltre, stimola la competitività che, se emerge nel modo e nella quantità adeguata, è estremamente positiva per i bambini. Senza ombra di dubbio userò questo sito con la mia futura classe.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Per quanto riguarda il gigante che più mi ha impressionata, direi senza ombra di dubbio Frainet. In primis, mi ha colpito come da piccolo riteneva la scuola noiosa e che aveva il desiderio di cambiarla e nel corso della vita è riuscito a raggiungere il suo obiettivo: dimostra la tenacia e la forza di volontà che possedeva. Nonostante si fosse infortunato in guerra non si è mai perso d’animo e ha studiato durante quei 3 anni di convalescenza per riuscire nel suo intento. Le scelte pedagogiche che metteva in atto erano dettate dalla voglia di fare scuola e il suo scopo era quello di rendere l’educazione accessibile anche per classe popolare (fino a quel momento l’istruzione era un lusso che si potevano permettere solo le classi agiate) e che fosse democratica.&nbsp;</div><div>Frainet lavora anche per eliminare l’approccio mnemonico con aspetto militare che caratterizzava la scuola del 1900: voleva abolire la supremazia del maestro e dell’adulto sugli alunni e una azione molto forte da parte sua in questo senso è stata togliere la predella.&nbsp;</div><div>Usava la didattica laboratoriale e il cooperative learning, concetti futuristici per quel tempo. I suoi insegnamenti partivano dall’interesse del bambino. Per quanto riguarda la valutazione comincia a usare il concetto di competenza. Nella sua classe il bambino aveva libertà di espressione e lui si impegnava a esercitare ascolto attivo (stimolando gli studenti a fare lo stesso) per far sentire gli alunni ascoltati e per capirne i bisogni di ognuno.&nbsp;</div><div>Introduce in classe l’uso della tipografia: è un mezzo per rendere il bambino attivo e lo gratifica. Anche in questo caso il lavoro di gruppo è molto importante per raggiungere un buon risultato. Attraverso la tipografia introduce anche il concetto di corrispondenza come motivazione per la stampa. Inizializza anche un progetto di corrispondenza interscolastica, rafforzando il rifiuto dei pregiutizi (non vedendo l’interlocutore il bambino non lo giudica dal suo aspetto fisico). Inoltre, nella sua didattica usa la tipografia anche per stampare un giornalino di classe da mandare in tutta la Francia.&nbsp;</div><div>Altro punto che ha attirato la mia attenzione è l’introduzione dello schedario autocorrettivo, uno strumento attraverso il quale i bambini utilizzavano delle schede-domanda per esercitarsi su problemi e esercizi (sia di aritmetica che di ortografia) per poi poterli correggere e controllare in autonomia su delle schede-risposta: senza dubbio un’idea all’avanguardia.&nbsp;</div><div>In conclusione, posso dire che Frainet mi abbia colpita per la sua passione per l’apprendimento e l’attenzione che aveva per ogni singolo bambino. Ha introdotto concetti molto avanzati per il periodo storico in cui viveva che talvolta neanche ora vengono sempre utilizzati, e questo deve farci pensare.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-01 15:41:55 UTC</pubDate>
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