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      <title>OXFORD by Patrizia Todde</title>
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      <description>Made with an open mind</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-07-19 16:08:03 UTC</pubDate>
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         <title>15 luglio 2018</title>
         <author>topatti</author>
         <link>https://padlet.com/topatti/lsma0bdbcc4a/wish/270661491</link>
         <description><![CDATA[<div>Iniziamo questa avventura.</div><div>Mancano tre  settimante alla mia partenza per Oxford e non ho ancora notizie da Benjamin, il responsabile della Oxford International Study centre&nbsp;</div><div>Generalmente prima di partire inizio a cercare informazioni sul luogo che mi ospiterà. Ricerco informazioni sui luoghi di interesse, sui cibi tipici della zona, su particolarità e curiosità.</div><div>Giusto per avere un'idea del luogo che mi accoglierà ma non troppo perchè mi piace ancora stupirmi e restare a bocca aperta davanti a qualcosa di nuovo. Allo stesso tempo ho bisogno che quel "nuovo" sia anche un po' conosciuto.</div><div>E' proprio il non conoscere che fa nascere in noi i pregiudizi nei confronti dell'altro. Mi piace citare una battuta del film "Benvenuti al Nord" che ben rappresenta, seppur in modo leggero e ironico, gli stereotipi più diffusi e comuni:<br><br></div><div>"-Ma come sei di Napoli e non sai fare uno scippo?"</div><div>"-E che c'azzecca che so' di Napoli? E se ero di Baghdad mettevo' na bomba mmiez '' o mercat ?!"</div><div>&nbsp;</div><div>Ecco, forti sono i nostri pregiudizi tra noi stessi italiani a maggior ragione verso culture così distanti geograficamente da noi come quella anglosassone. Ti accorgi, quando sei tra loro, di come invece siano poco diversi da noi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-19 22:47:33 UTC</pubDate>
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         <title>30 luglio 2018</title>
         <author>topatti</author>
         <link>https://padlet.com/topatti/lsma0bdbcc4a/wish/271443825</link>
         <description><![CDATA[<div>Manca esattamente una settimana alla mia partenza.</div><div>Sono un mix di ansia ed emozione e più si avvicina il giorno più l’agitazione sale. </div><div>L’aspetto che più mi affascina di questa esperienza è la dimensione interculturale che sono sicura di trovare anche questa volta.</div><div>Conoscere insegnanti di paesi differenti mi entusiasma: ascoltarli raccontare le realtà delle loro scuole, le loro difficoltà, i loro sistemi scolastici. Tutti mondi differenti ma con un unico obiettivo: fare scuola.</div><div> </div><div>Il corso: “Early Childhood and Primary Years’ Education: Interactivity and Creativity in the classroom” sembra molto interessante e credo che mi offrirà diversi spunti per arricchire la mia professione di maestra così come è successo nelle precedenti mobilità. Ovviamente mi auguro “to improve my English language” ecco perché ho scelto anche di stare in host family.</div><div><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-30 12:53:50 UTC</pubDate>
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         <title>My host family</title>
         <author>topatti</author>
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         <description><![CDATA[<div>Della famiglia che mi accoglierà purtroppo non so ancora nulla, dovrò aspettare ancora qualche giorno quando Marianna mi invierà i contatti. </div><div>Non riesco ad immaginarla ma so di certo che non sarà:</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-30 12:55:44 UTC</pubDate>
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         <title>Here I&#39;m....</title>
         <author>topatti</author>
         <link>https://padlet.com/topatti/lsma0bdbcc4a/wish/271444513</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel&nbsp; post-it del 15 luglio ho parlato di stereotipi ma anche chi mi accoglierà sicuramente si sarà fatta o si farà un’idea di come potrei essere. Anche gli inglesi hanno un vasto repertorio di stereotipi per noi italiani ed ecco come potrebbero immaginarmi.<br>Purtroppo rimarranno particolarmente delusi: non ho mai fatto la pasta in casa né tantomeno l’ho mai tirata con il mattarello. Ma se mi chiederanno di preparare un ragù li accontenterò. Se pensano invece che mi mancherà il caffè e che gesticolo mentre parlo su quello avranno ragione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-30 13:04:46 UTC</pubDate>
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         <title>Ricomincio da qui… 26 settembre</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/topatti/lsma0bdbcc4a/wish/286246828</link>
         <description><![CDATA[<div>Vi ho lasciato con una partenza per i primi giorni di agosto che purtroppo ho dovuto rinviare.<br>Ora mancano davvero pochissimi giorni all'inizio della mia mobilità ad Oxford. Partirò domenica mattina.<br>Marianna, la responsabile dell'accomodation, mi ha comunicato il nome della mia host family. E' la stessa che era stata individuata per me nel mese di agosto: Mrs Angie Mackerel.&nbsp;<br>Mi aspetteranno due settimane di formazione che sicuramente arricchiranno la mia professione ma soddisferanno anche la mia curiosità e la mia apertura verso il nuovo inteso come luoghi, persone, culture, cibi e profumi.&nbsp;<br>Porterò in questo viaggio anche un pezzetto di Sardegna da far conoscere a chi mi ospiterà: regalerò ad Angie i nostri dolci sardi, due tovagliette in lino orlate in pizzo (hand made) e un vasetto di miele dei nostri apicoltori.<br>Nelle ultime mobiltà, sempre programmate in estate, ho sempre trovato un clima piacevole non eccessivamente caldo, con qualche pioggerellina di breve durata. Questa volta, però, con una partenza autunnale sono quasi sicura di trovare, per ritornare ai nostri stereotipi,&nbsp; il classico "tempo inglese" perciò non dovrò scordarmi di mettere in valigia l'ombrello.<br>See you soon my dear collegues.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-09-26 20:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>In Oxford</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/topatti/lsma0bdbcc4a/wish/289786529</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono ad Oxford da 5 giorni e trovo solo ora il tempo di aggiornare il mio diario. Sono stati giorni intensi trascorsi a scuola e in famiglia. Iniziamo con ordine.<br>Il viaggio dall'aeroporto di Stansted ad Oxford è stato interminabile: ben quattro ore di bus prima di raggiungere la casa della famiglia che in questi giorni mi ospiterà.<br>The host family is very kind. E' una giovane famiglia:&nbsp; Angie, suo marito Adam e i due bambini Victoria e Harrison. Nella stessa casa è ospite anche Natsuho,&nbsp; una ragazza giapponese, che starà ad Oxford per dieci&nbsp; settimane. La compagnia per cui lavora le ha offerto un'ottima opportunità di formazione per imparare l'inglese.<br><br>The school<br>L'Oxford International Study Center è nel centro della città, facilmente raggiungibile con il bus.<br>Mi aspettavo di trovare una dimensione multiculturale all'interno della scuola e invece sono rimasta delusa.&nbsp; Nel mio corso è presente solo una collega tedesca. A metà settimana lei ha iniziato un secondo corso. Perciò attualmente durante la lezione del pomeriggio sono da sola.&nbsp;<br>Non è la prima mobilità Erasmus a cui partecipo ma è la prima volta che, in un corso rivolto a docenti di scuola primaria e dell'infanzia, le attività siano presentate in maniera così "tradizionale" con sole lezioni frontali accompagnate da slide e da video.<br>Continuerò ad aggiornare, nei prossimi giorni il mio diario.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-05 18:52:54 UTC</pubDate>
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         <title>About...</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/topatti/lsma0bdbcc4a/wish/290980442</link>
         <description><![CDATA[<div>Come ho già accennato nel precedente post le lezioni sono molto tradizionali: slide e video. Proprio ciò che un docente in formazione non vorrebbe trovare. Nelle prime giornate il focus è stato incentrato su literacy, maths and science. Le tre aree sono state analizzate mettendo a confronto diverse scuole di pensiero: Montessori, Steiner e Reggio Emilia. Sottolineo come l’Italia con Montessori e Reggio Emilia sia guida pedagogica anche nel sistema educativo inglese.</div><div>Non mi dilungo sulle diverse correnti ma voglio soffermarmi su un aspetto della matematica proposto nelle slide:  l’uso dei regoli.</div><div>Presentati da teacher Marguerita come innovativi  nelle nostre scuole invece i regoli sono ormai dimenticati da tempo e relegati, nella migliore delle ipotesi, in vecchi armadi polverosi.<br>The Cuisenaire Rods, conosciuti da noi come regoli o numeri in colore, così moderni non sono; infatti sono stati inventati da George Cuisenaire nel 1950. Pensate che io ho avuto la fortuna di vedere un video recentissimo (1957) in cui i bambini erano impegnati proprio nel loro uso.<br>Per tornare ai regoli ritengo che l’uso acritico di uno strumento, soprattutto in matematica, sia rischioso.  Il focus deve rimanere sull’insegnamento della matematica e non sullo strumento utilizzato e sulle sue caratteristiche percettive come colore, grandezza e disposizione proprio come nel caso dei regoli.  Concludo qui questa mia riflessione e aggiungo che, al mio ritorno e per la vostra gioia, condividerò con voi questo “preziosissimo video” <br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-09 19:45:18 UTC</pubDate>
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         <title>Oxford city</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Oxford è una città meravigliosa ricca di edifici gotici: Chiese, College, Università, librerie ma l'elenco potrebbe continuare all'infinito. E' una città "giovane" con i suoi studenti che camminano lungo le strade con le loro uniformi e gli zainetti sulle spalle. E' semplicemente multiculturale: le etnie si mescolano e quasi non ti accorgi delle differenze.&nbsp;<br>La foto è stata scattata dall'alto della torre di Church of St.Mary the Virgin<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-09 20:15:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessandra_bass</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-02 19:53:20 UTC</pubDate>
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