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      <title>Vittorio Alfieri by Francesco Pio Stufano</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-02-14 08:12:24 UTC</pubDate>
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         <title>La vita e le opere</title>
         <author>francescopiostufano</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Vittorio Alfieri, nacque il&nbsp;16 gennaio 1749 ad Asti e rappresenta una delle figure più influenti nella storia del teatro italiano, essendo stato il più grande&nbsp;tragediografo&nbsp;del Settecento. Cresciuto in una famiglia aristocratica, ricevette un’educazione accurata: nel 1758 entrò nella Reale Accademia di Torino e ne uscì nel 1766.</p><p>La sua vita fu segnata da eventi tragici, come la morte prematura della madre e la successiva morte del padre. Questi eventi influenzarono profondamente la sua produzione artistica, portandolo a esplorare temi come la&nbsp;solitudine, la&nbsp;tragedia&nbsp;e la&nbsp;lotta&nbsp;per la&nbsp;libertà individuale, rendendolo intollerante verso le convenzioni sociali, le gerarchie militari e l'assolutismo monarchico.</p><p>Non essendo soddisfatto dell’educazione ricevuta alla Reale Accademia di Torino, tra il 1766 e il '67 Alfieri iniziò una serie di viaggi in Italia e in Europa, ispirati più da un'«insofferenza dello stare» che dal desiderio di istruirsi. Trascorse così diversi anni&nbsp;all’estero, viaggiando tra Inghilterra, Francia e Svizzera. Queste esperienze arricchirono il suo bagaglio culturale e gli fornirono spunti per le sue opere future.</p><p>La “conversione" alla letteratura arrivò nel 1775 con la pubblicazione della sua prima opera teatrale, <em>Antonio e Cleopatra</em>: da allora Alfieri si dedicò alla scrittura di&nbsp;22 tragedie, il cui tema centrale è la&nbsp;lotta titanica tra la libertà individuale e la tirannide, e di alcune opere in prosa in cui riflette sul dispotismo.</p><p>Le sue opere sono caratterizzate da uno stile linguistico potente e da un’attenzione scrupolosa alla psicologia dei personaggi. <em>Saul </em>e <em>Mirra</em> sono due delle sue&nbsp;tragedie&nbsp;più famose. Gli ultimi anni della sua vita soggiornò a Firenze studiando il greco e portando a termine la stesura di opere minori come il <em>Misogallo</em> e le <em>Commedie</em>. Morì l'8 ottobre 1803.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-20 20:10:12 UTC</pubDate>
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         <title>Il pensiero alfieriano</title>
         <author>francescopiostufano</author>
         <link>https://padlet.com/francescopiostufano/lmlxkkhj1hi8lajp/wish/3336609661</link>
         <description><![CDATA[<p>Vittorio Alfieri emerge non solo come drammaturgo di grande rilievo, ma anche come&nbsp;pensatore profondamente influenzato dagli ideali illuministici e dallo spirito rivoluzionario&nbsp;del suo tempo. La sua opera e il suo pensiero si intrecciano in un costante dialogo tra l’individuo e la società, tra l’aspirazione alla libertà e il conflitto con le strutture oppressive. Tuttavia essere liberi in un mondo governato dall'assolutismo conduce inevitabilmente a un conflitto tragico con il potere.</p><p>Il&nbsp;concetto di libertà&nbsp;occupa un posto centrale nel pensiero alfieriano. Cresciuto in un’epoca di turbolenze politiche, con la Rivoluzione Francese che scuoteva le fondamenta dell’Europa, Alfieri&nbsp;vedeva la libertà non solo come un diritto inalienabile dell’individuo, ma come una necessità essenziale per la realizzazione umana. Tuttavia, la sua visione non si limitava alla libertà politica: Alfieri esplorava la libertà interiore, la lotta dell’individuo contro le proprie catene emotive e psicologiche.</p><p>Nelle sue tragedie, questa tensione si manifesta attraverso personaggi tormentati, spesso intrappolati in dilemmi morali e in conflitti interiori devastanti.</p><p>In sintesi, il pensiero di Vittorio Alfieri si configura come un appassionato appello alla libertà in tutte le sue forme, sia esterne che interne. La sua opera riflette le tensioni e i sogni di un’epoca di grandi cambiamenti, ma al tempo stesso esplora temi universali che risuonano in ogni era: la ricerca della verità, la natura dell’oppressione e la sete insaziabile dell’essere umano di trovare un significato e una realizzazione nella vita.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-20 20:11:36 UTC</pubDate>
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         <title>“Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli&quot;</title>
         <author>francescopiostufano</author>
         <link>https://padlet.com/francescopiostufano/lmlxkkhj1hi8lajp/wish/3336610532</link>
         <description><![CDATA[<p>“Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli" è una celebre frase della Lettera responsiva a Ranieri de’ Calzabigi, scritta il 6 settembre 1783 da Vittorio Alfieri.</p><p>Nella lettera Alfieri manifesta l’intenzione di compiere ogni sforzo per diventare un autore tragico, visto il successo ottenuto dalla sua prima tragedia, Antonio e Cleopatra. La fama di questa frase è legata anche all’aneddoto per cui Alfieri avrebbe chiesto al suo domestico di legarlo alla sedia per concentrarsi esclusivamente sullo studio, senza distrazioni.<br>Nel corso della sua carriera, Alfieri scrisse ben 19 tragedie, ognuna delle quali rivela il suo profondo impegno nella rappresentazione del conflitto tra l’individuo e l’oppressione, sia essa politica, sociale o interiore.</p><p>Uno degli elementi distintivi delle tragedie alfieriane è l’assenza di un lieto fine. I suoi protagonisti sono spesso eroi tragici, intrappolati in situazioni da cui non possono sfuggire, condannati dalla loro stessa natura o dalle circostanze esterne. Questa inevitabile fatalità non nasce da un cinismo dell’autore, ma piuttosto dalla sua convinzione che l’uomo, quando spinto ai suoi limiti, sia capace di grandezza e nobiltà, anche di fronte alla sconfitta o alla morte.</p><p>In opere come “Antigone", “Agamennone", e “Oreste", Alfieri si confronta con temi classici, rielaborando storie antiche alla luce dei problemi e delle tensioni del suo tempo. Queste tragedie esplorano la lotta per la giustizia, il prezzo dell’onore e la natura corrosiva della vendetta.</p><p>Ma è nelle tragedie in cui Alfieri affronta direttamente temi politici e sociali, come in “Filippo", “Maria Stuarda", e “Bruto Primo", che emerge con chiarezza la sua visione dell’oppressione e del desiderio di libertà. Questi drammi presentano tiranni e oppressori, ma anche eroi che resistono, che lottano per la libertà e la dignità, spesso pagando con la vita.</p><p>Oltre alla potente tematica, le tragedie di Alfieri si distinguono per uno stile incisivo e diretto. Pur rimanendo fedele alle convenzioni classiche, il drammaturgo riesce a trasmettere una profonda emozionalità, grazie a dialoghi tesi e a monologhi carichi di passione.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-20 20:12:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il capolavoro di Alfieri: &quot;Saul&quot;</title>
         <author>francescopiostufano</author>
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         <description><![CDATA[<p><em>Saul</em>&nbsp;è una tragedia composta nel 1782.</p><p>Alfieri trae il soggetto del dramma dalla Bibbia<strong>,</strong> dalla storia della morte del re Saul nella guerra contro i Filistei.&nbsp;Saul è il re scelto da Dio per salvare Israele, per mano del profeta Samuele. Ma presto si ribella al volere di Dio, compiendo diversi atti empi, peccando di superbia. Il nuovo campione di Israele scelto da Dio è David, un giovane pastore, cosa che suscita la gelosia di Saul. I sentimenti del re verso il giovane sono ambigui, da una parte invidia e gelosia, dall'altra ammirazione. Inoltre David stringe amicizia con il figlio del sovrano, Gionata e diventa sposo della figlia, Micol.</p><p>Alfieri si concentra su come Saul viva l'ineluttabilità che viene dall'alto, dal volere di Dio, che non si manifesta mai in maniera oggettiva, ma viene sempre visto attraverso la fede dei sacerdoti. Questa incertezza porta Saul a credere che sia in atto una congiura contro di lui.<br>Lo sfondo della tragedia è la guerra tra Israele e i Filistei,<strong> </strong>presso i quali David è costretto a rifugiarsi. David durante la guerra torna in Israele per aiutare il suo popolo, nonostante il rischio di essere ucciso da Saul. Il sovrano infatti desidera mettere a morte il giovane, ma dopo un colloquio con lui si convince ad affidargli il comando dell'esercito.<br>La comparsa di un sacerdote che annuncia l'incoronazione di David e la condanna di Saul da parte di Dio, porta l'empio sovrano al delirio<strong>.</strong> Il sacerdote viene fatto uccidere e David è costretto a fuggire nuovamente. Saul in un incubo terribile prevede la sua morte e la sconfitta del suo esercito. Il figlio Gionata viene ucciso nella battaglia, i Filistei vincono. Infine Saul, ritrovata la lucidità, rimpiangendo di aver cacciato David e comprendendo la realtà dei fatti, decide di uccidersi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-20 20:14:31 UTC</pubDate>
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         <title>Considerazioni personali</title>
         <author>francescopiostufano</author>
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         <description><![CDATA[<p>Vittorio Alfieri incarna il desiderio di libertà assoluta e autodeterminazione, sintetizzato nel suo motto “Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”. La sua tragedia Saul esplora il tormento psicologico del potere e la lotta contro il destino, con toni drammatici e intensi. Il suo pensiero esalta la ribellione contro i limiti imposti dalla società, mostrando la libertà come un bene supremo ma fragile. Alfieri ci insegna che l’indipendenza va conquistata con volontà ferrea, trasformando la sua vita e le sue opere in un manifesto dell’autodisciplina e della forza interiore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-20 20:41:52 UTC</pubDate>
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