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      <title>RAZIONALISMO ITALIANO by Maria Grazia De Stefano</title>
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      <description>e l&#39;acceso dibattito intorno ad esso.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-06-03 15:14:51 UTC</pubDate>
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         <title>INQUADRAMENTO STORICO </title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il razionalismo italiano inizia a prendere piede durante il periodo fascista,&nbsp; classificandosi come architettura di regime e assumendo così caratteri propagandistici.&nbsp; Il video che segue chiarirà diversi aspetti di tale movimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-03 17:02:01 UTC</pubDate>
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         <title>CASA DEL FASCIO (COMO)</title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Considerato il capolavoro dell'architettura fascista, da alcuni, la casa del fascio si presenta con una facciata disegnata seguendo un equilibrio tra forme moderne e influenze classiche e segue le proporzioni della sezione aurea. I materiali utilizzati per l'esterno risultano essere marmo e vetro. L' uso di tale materiale riflette l'idea del Terragni che scrive: " il fascismo è come una casa di vetro in cui tutti possono guardare", non essendoci, a suo parere una divisione netta tra alte gerarchie dello stato e popolo</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 18:28:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mery_destefano</author>
         <link>https://padlet.com/mery_destefano/llvfmrwtfv2d/wish/265469882</link>
         <description><![CDATA[<div>Girare per tante strade di Roma e di altre città significa imbattersi continuamente in icone architettoniche del fascismo, in slogan mussoliniani, in ritratti del duce. Basta una manciata di esempi. Il monumento alla Vittoria a Bolzano, un tripudio di fasci. La stessa stazione di Santa Maria Novella a Firenze del Gruppo Toscano guidato da Giovanni Michelucci, amata da Mussolini perché Margherita Sarfatti lo convinse che, dall’aereo, il complesso sembrava un fascio. Per non parlare del clamoroso caso del «Palazzo M» di Latina, già Littoria. <br>L’obelisco del Foro Italico, fulcro del progetto del «Foro Mussolini» di Enrico Del Debbio e concluso sotto la guida proprio di Moretti, è il caso più noto per la scritta «Mussolini Dux», oggi al centro di un’infuocata polemica dopo l’intenzione attribuita alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di cancellarla. La discussione è aperta, i pareri come abbiamo visto sono diversi, negli ultimi anni l'architettura fascista è statisticamente emersa come la più studiata nelle nostre università, siamoin un momento in cui il movimento del razionalismo italiano viene ripensato e apprezzato.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 18:41:30 UTC</pubDate>
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         <title>LA CRITICA</title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Così come accadde per il futurismo, considerato movimento portavoce dell'ideologia fascista, anche il razionalismo italiano, anche definito come architettura fascista, venne rifiutato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 19:25:53 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;VANNO ABBATTUTI&quot;</title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Diversi critici ritenevano,e ritengono,  che dare importanza e valore a monumenti o edifici nati per celebrare la figura del duce o che rimandino in qualche modo al messaggio fascista equivalga a dire che il fascismo ha fatto qualcosa di buono; ciò non è ritenuto possibile, un popolo che ha sofferto tanto per i dettami di tale regime dovrebbe volere la solo demolizione di qualunque cosa rimandi ad esso. Ma sarebbe giusto privare l'Italia di un patrimonio artistico che tutti gli altri paesi ci invidiano?  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 19:31:49 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;SONO IL NOSTRO PATRIMONIO&quot;</title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>D'altro canto ci sono critici che ritengono folli coloro che promuovo l'idea della demolizione. La modernità e la bellezza di tali edifici, il progresso che rappresentano non possono essere cancellati a colpi di "martelli".<br>Non bisogna dimenticare, inoltre, che il razionalismo italiano è molto lontano dal monumentalismo celebrativo presente in altre nazioni sottoposte a regimi totalitari. Tale movimento, come vediamo in particolar modo con la stazione di S. Maria Novella a Firenze, è riuscito a ben collocarsi nel panorama artistico preesistente. Una città come quella di Firenze in cui predomina l'arte rinascimentale non ha mai avanzato alcuna proposta di demolizione, ha apprezzato al contrario la funzionalità e l'essenzialità della struttura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 19:34:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <description><![CDATA[￼]]></description>
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         <pubDate>2018-06-05 16:00:52 UTC</pubDate>
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         <title> Novo Comum 1927-28</title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Progettato da Giuseppe Terragni, il Novocomum - edificio su cui non manca la letteratura critica - noto come "transatlantico" per la sua forma e dimensione, nasce con un colpo di mano. Terragni presenta infatti alla commissione edilizia un progetto di stile classico e invece realizza in cantiere un edificio di indubbia modernità, che si articola su cinque piani e completa l'isolato, raccordandosi con un preesistente manufatto dell'architetto Caranchini. L'edificio si manifesta con un "peso" non indifferente; il disegno dei balconi e l'annullamento degli angoli, ottenuto mediante la sovrapposizione di volumi cilindrici e cubici, consentono di alleggerire la struttura. Questa l'immediata novità che è espressione, scrive Kenneth Frampton, del "caratteristico interesse del razionalismo per lo slittamento espressivo delle masse". Tale novità è ben leggibile nella soluzione degli angoli dell'edificio dove, invece del classico rinforzo statico, si presenta (per l'altezza di quattro piani) una successione di cilindri in vetro sopra i quali sporge la massa definita ma aerea del quinto piano. Rapportandosi alle più avanzate ricerche europee contemporanee, Terragni propone un nuovo concetto di "volume" che gli consente di intaccare gli spigoli, per sottolineare con assoluta libertà il senso della profondità e dello spazio. Da rilevare è il gioco architettonico tra pieni e vuoti (e tra i vuoti sono da annoverare le trasparenze vetrate), tra superfici piane e superfici curve; da non trascurare, d'altra parte, dal punto di vista tecnico-storico, la ricerca dei materiali e le novità tecnologiche così come l'uso felice dei colori, in funzione architettonica. Terragni usa il noisette, per le superfici verticali della facciata, l'arancio per gli sbalzi e le rientranze, l'azzurro per le linee parallele delle balaustre in ferro. La facciata del Novocomum ha perso i colori originari già negli anni cinquanta, con l'applicazione di tesserine di marmo sulle facciate, ma il vincolo posto nel novembre 1986 dalla soprintendenza per i beni ambientali e architettonici sull'edificio fa sperare che gli interventi di manutenzione consentano il pieno ripristino della situazione originaria. La storia di questo edificio assume grande importanza poichè sottolinea il coraggio dell'architetto di andare contro corrente, di non seguire le regole, raggirando addirittura la commissione a cui il progetto fu sottoposto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-05 16:09:57 UTC</pubDate>
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         <title>EDIFICIO CHE VENNE POI REALIZZATO</title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <pubDate>2018-06-05 16:24:45 UTC</pubDate>
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         <title>PROGETTO NOVOCOMUM</title>
         <author>mery_destefano</author>
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         <pubDate>2018-06-05 16:26:28 UTC</pubDate>
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