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      <title>Pacific Trash Vortex by Lorenzo Castilletti</title>
      <link>https://padlet.com/lorenzo_castilletti/lj19d1rh6f0y</link>
      <description>Inquinamento nell&#39;oceano di plastica.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-12 13:56:32 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-28 08:38:57 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Pacific Trash Vortex</title>
         <author>lorenzo_castilletti</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzo_castilletti/lj19d1rh6f0y/wish/303253945</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il <strong>Pacific Trash Vortex</strong>, noto anche come <strong>grande chiazza di immondizia del Pacifico</strong> o semplicemente <strong>isola di plastica</strong> , è un enorme accumulo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spazzatura">spazzatura</a> galleggiante (composto soprattutto da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plastica">plastica</a>) situato nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oceano_Pacifico">Oceano Pacifico</a>, approssimativamente fra il 135º e il 155º <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meridiano_(geografia)">meridiano</a> Ovest e fra il 35º e il 42º <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parallelo_(geografia)">parallelo</a> Nord. Dal 2013 è stato riconosciuto come nuovo stato, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lo_stato_del_Garbage_Patch">Garbage Patch State</a>, dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unesco">Unesco</a>, sotto richiesta dell'artista italiana <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Cristina_Finucci">Maria Cristina Finucci</a>.</div><div>La sua estensione non è nota con precisione: le stime vanno da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km² (cioè da un'area più grande della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Penisola_Iberica">Penisola Iberica</a> a un'area più estesa della superficie degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">Stati Uniti</a>), ovvero tra lo 0,41% e il 5,6% dell'Oceano Pacifico. Nonostante le valutazioni ottenute indipendentemente dall'Algalita Marine Research Foundation e dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marina_degli_Stati_Uniti">Marina degli Stati Uniti</a> stimino l'ammontare complessivo della sola plastica dell'area in un totale di 3 milioni di tonnellate, nell'area potrebbero essere contenuti fino a 100 milioni di tonnellate di detriti. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 14:00:30 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;accumulo si è formato a partire dagli anni 80, a causa dell&#39;azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico , dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, il centro di tale vortice è una regione relativamente stazionaria dell&#39;Oceano Pacifico , che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro, formando un&#39;enorme &quot;nube&quot; di spazzatura presente nei primi strati della superficie oceanica.Questo accumulo viene informalmente chiamato con diversi nomi, tra cui Isola orientale di Immondizia o Vortice di Pattume del Pacifico. Una chiazza di detriti galleggianti simile, con densità comparabili, è presente anche nell&#39;Oceano Atlantico . Molti animali come tartarughe e uccelli muoiono a causa di questi detriti, scambiati talvolta per meduse o pesci.</title>
         <author>lorenzo_castilletti</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzo_castilletti/lj19d1rh6f0y/wish/303259019</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 14:09:54 UTC</pubDate>
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         <title> Vogliamo capire come mai 4 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica (a partire dai 335 milioni di tonnellate di plastica prodotti ogni anno nel mondo di cui si stima circa l&#39;80% finisca in discarica o nell&#39;ambiente) si siano dati appuntamento li nella grande chiazza nell&#39;Oceano Pacifico del nord, spinti dalle correnti circolari capaci di catturare bottiglie di plastica sulla costa Americana per poi depositarle al centro del vortice; con il passar del tempo le bottiglie diventano un brodo insieme a tutti gli altri pezzi galleggianti ed evanescenti, persino ad occhi dei satelliti. La maggior parte dei frammenti è così piccola da finire nello stomaco dei pesci, per poi risalire da un anello all&#39;altro lungo la catena alimentare fino all&#39;uomoMentre i rifiuti galleggianti di origine biologica sono spontaneamente sottoposti a biodegradazione, in questa zona oceanica si sta accumulando un&#39;enorme quantità di materiali non biodegradabili come plastica e rottami marini. Anziché biodegradarsi, la plastica si fotodegrada, ovvero si disintegra in pezzi sempre più piccoli fino alle dimensioni dei polimeri che la compongono; nondimeno, questi ultimi restano plastica e la loro biodegradazione resta comunque molto difficile. La fotodegradazione della plastica può produrre inquinamento da PCB.</title>
         <author>lorenzo_castilletti</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzo_castilletti/lj19d1rh6f0y/wish/303260385</link>
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         <pubDate>2018-11-12 14:12:24 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;esistenza della Grande chiazza di immondizia del Pacifico fu preconizzata in un documento pubblicato nel 1988 dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) degli Stati Uniti. Le predizioni erano basate su risultati ottenuti da diversi ricercatori con base in Alaska che, fra il 1985 e il 1988, misurarono le aggregazioni di materiali plastici nel nord dell&#39;Oceano Pacifico. Queste indagini trovarono elevate concentrazioni di detriti marini accumulati nelle regioni dominate dalle correnti marine. Basandosi su ricerche effettuate nel Mar del Giappone, i ricercatori ipotizzarono che condizioni similari dovessero verificarsi in altre porzioni dell&#39;Oceano Pacifico, dove le correnti prevalenti favorivano lo sviluppo di masse d&#39;acqua relativamente stabili. I ricercatori indicarono specificamente il Nord del Pacifico come zona di convergenza del Vortice subtropicale.Per diversi anni alcuni ricercatori oceanici, tra cui Charles J. Moore, hanno investigato a fondo la diffusione e la concentrazione dei detriti plastici presenti nel Vortice subtropicale del Nord Pacifico. I detriti sono principalmente di monofilamenti, fibre di polimeri incrostati di plancton e diatomee. </title>
         <author>lorenzo_castilletti</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzo_castilletti/lj19d1rh6f0y/wish/303262611</link>
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         <pubDate>2018-11-12 14:16:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lorenzo_castilletti</author>
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         <pubDate>2018-11-12 16:11:00 UTC</pubDate>
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