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      <title>LE PANDEMIE by NANCY MARRONE</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-07 12:20:04 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo XI </title>
         <author>nancymarrone</author>
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         <description><![CDATA[<pre><em> r.1-456</em></pre><div>Renzo arriva a Milano l’11 novembre 1968 e si avvia verso convento dei cappuccini dove fra Cristoforo lo manda per trovare rifugio. Nel mentre nelle vie deserte della città nota farina dispersa per strada, pani abbandonati e un gruppo familiare, scomposto e iroso che porta a casa un carico di pane e di farina, così Renzo capisce che è in corso una sommossa popolare. Infine si reca al convento ma il padre Bonaventura non c’è, per cui si avvia per le strade di Milano da cui sente provenire rumori del tumulto.<br><br><strong><em>Tempo</em></strong><strong>: </strong>notte fra il 10 e l'11 novembre 1628 e mattina del 12.<br><strong><em>Luoghi</em></strong>: Palazzo di don Rodrigo, Pescarenico, Monza, strada da Monza a Milano, convento dei cappuccini.<br><strong><em>Personaggi</em></strong>: i bravi, don Rodrigo, il Griso, il conte Attilio, Perpetua, don Abbondio Gervaso, Tonio, Menico, l'oste, il barrocciaio, Renzo, un uomo, una donna e un ragazzotto carichi di farina, il frate portinaio.<br><br></div><var><strong><em>Sviluppi </em></strong></var><ul><li>insidie di don Rodrigo contro Lucia; con il conte Attilio si libererà di fra Cristoforo e con il Griso organizzerà nuove strategie di persecuzione</li><li>inizia “l'avventura milanese" di Renzo</li></ul><var><strong><em>Struttura </em></strong></var><div>Suddiviso in due parti, con al centro i due protagonisti-antagonisti, don Rodrigo e Renzo.<br><br></div><var><strong><em>Temi</em></strong></var><div>La debolezza e la mediocrità umana.<br><br></div><var><strong><em>Forme</em></strong></var><ul><li>Due soliloqui aprono e chiudono il capitolo; pensieri di don Rodrigo e di Renzo</li><li>Prima parte del capitolo; dialogo.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 05:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo XII</title>
         <author>nancymarrone</author>
         <link>https://padlet.com/nancymarrone/lhaoxo928aijjuaj/wish/2190835034</link>
         <description><![CDATA[<pre><em>r. 1-408</em></pre><var> Le cause</var><ul><li>la scarsità del raccolto e gli approvvigionamenti militari</li><li>l’assenza di farina che determina gli aumenti del prezzo del pane</li><li>Gli interventi dell'amministrazione pubblica e i prezzi imposti dal Ferrer, che accrescono la crisi, le tensioni fra le varie componenti sociali e la furia e l'ignoranza della gente nei fornai nemici.&nbsp;</li></ul><div>Il giorno in cui Renzo entra a Milano la rabbia del popolo esplode in modo irrazionale e violento, dando l'assalto a un forno chiamato "delle grucce". Infine la gente si riunisce in piazza del duomo, tenta l'attacco a un altro forno, e poi si dirige minacciosa verso il palazzo del vicario di provvisione.<br><br><strong><em>Tempo</em></strong>: sera del 10 novembre 1628 mattina dell'11.<br><strong><em>Luoghi</em></strong>: Milano, i pressi del forno delle grucce, piazza del duomo, piazza de' Mercanti, Cordusio, strada verso la casa del vicario di provvisione.<br><strong><em>Personaggi</em></strong>: folla, Renzo, capitano di giustizia.<br><br></div><var><strong><em> Due modalità di scrittura:</em></strong></var><ul><li>&nbsp;espositiva e argomentativa tipica del saggio storico&nbsp;</li><li>&nbsp;narrativa e letteraria corrispondente all'intervento di Renzo nella vicenda della sommossa milanese.&nbsp;</li></ul><var><strong><em> Tre piani temporali:</em></strong></var><ul><li>la ricostruzione delle situazioni che hanno determinato l'insorgere dell’emergenza alimentare</li><li>la ripresa del tempo del racconto con gli avvenimenti che caratterizzano la giornata&nbsp;</li><li>il tempo presente, con la partecipazione di Renzo allo sviluppo dell'azione.</li></ul><var><strong><em>Temi</em></strong></var><ul><li>la carestia, nelle conseguenze sociali che essa produce</li><li>l’autore si sofferma sulle cause naturali che determinano la scarsità di alimenti e sulle responsabilità umane che aggravano la situazione</li><li>La sua polemica è rivolta sia ai "potenti politici e i magistrati incapaci di gestire efficacemente l'emergenza, sia al popolo, che manifesta tutta la propria ignoranza e irrazionalità nelle richieste e nella violenza.&nbsp;</li></ul><var><strong><em>Forme</em></strong></var><ul><li><strong>l'analessi</strong>: l'Autore ricostruisce prima il contesto generale della situazione socio-economica a Milano, e poi la sommossa popolare in cui si inserisce la vicenda di Renzo</li><li>Il saggio storico e poi la relazione cronachistica dell'assalto al forno, determinano il carattere stilistico ed espressivo, mostrando due linguaggi settoriali: quello storico-scientifico relativo alle condizioni economiche e quello tecnico, riferito al mestiere dei fornai.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 06:47:30 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo XIII</title>
         <author>nancymarrone</author>
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         <description><![CDATA[<pre>r. 1-373</pre><div>La massa popolare si affolla minacciosa intorno al palazzo del vicario di provisione, barricato con mezzi di fortuna, e si prepara all’assalto.<br>Proprio quando le cose sembrano peggiorare, arriva il gran cancelliere Ferrer a prelevare il vicario di provvisione per portarlo in prigione; riesce ad arrivare solo grazie a Renzo e ad altri popolani, che gli aprono la strada per evitare il peggio. <br><br><strong><em>Tempo</em></strong>: pomeriggio dell'11 novembre 1628.<br><strong><em>Luoghi</em></strong>: casa del vicario di provvisione, spiazzo davanti alla casa.<br><strong><em>Personaggi</em></strong>: vicario di provvisione, servitori, la folla, Renzo, soldati, un vecchio mal vissuto, Antonio Ferrer, il cocchiere Pedro.<br><br></div><var>La narrazione</var><ul><li>capitolo compatto e unitario, riproduce il secondo fatto di cronaca: l'assalto della folla al palazzo del vicario di provvisione</li><li>è una ricostruzione letteraria, che conferma la natura di romanzo storico propria dell'opera.</li></ul><var>Il secondo atto, organizzazione:</var><ul><li>il prologo, narrazione da dentro il palazzo del vicario di provvisione, all'inizio dell'assalto popolare</li><li>la prima scena, con l'assedio della folla al palazzo</li><li>la seconda scena, con l'arrivo di Ferrer in soccorso del vicario</li><li>l'epilogo, la carrozza con Ferrer e il vicario che si allontana dalla piazza.</li></ul><var><strong><em>temi</em></strong></var><ul><li>l'Autore esprime esplicitamente il proprio giudizio sulla folla e sulle sommosse popolari&nbsp;</li><li>Manzoni denuncia le ingiustizie che subisce e che devono essere sanate; ma ne critica le reazioni istintive e diffida di ogni rivendicazione fatta con forza&nbsp;</li><li>la prepotenza e l'inettitudine dei governanti rappresentati dal Ferrer, dal vicario di provvisione e dal governatore di Milano.&nbsp;</li></ul><div><br></div><var><strong><em>Le forme</em></strong></var><div>La partecipazione e il giudizio dell'Autore sui fatti esposti si manifesta nel capitolo in interventi, diretti e indiretti.&nbsp;</div><ul><li>Diretti sono quelli&nbsp; in cui descrive e analizza la diversa composizione della massa popolare, esprimendo condanne e apprezzamenti</li><li>indiretti sono quelli che trapelano attraverso il punti di vista di determinati personaggi, o attraverso tecniche espressive quali l'aggettivazione.</li></ul><div>Inoltre utilizza il doppio registro linguistico di Ferrer, cioè l'uso alternato di italiano e spagnolo: la comunicazione e la diplomazia all'italiano, la verità e il pensiero personale allo spagnolo.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 13:16:41 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo XV</title>
         <author>nancymarrone</author>
         <link>https://padlet.com/nancymarrone/lhaoxo928aijjuaj/wish/2191538632</link>
         <description><![CDATA[<pre>r. 1-409</pre><div>Renzo è ormai stordito dal vino, l'oste lo accompagna in stanza, e dopo un ultimo <br>tentativo di fargli dire nome e cognome, lo mette&nbsp; a letto e lo denuncia a palazzo di giustizia. <br>La mattina presto, Renzo viene svegliato da un notaio criminale e da due sbirri che lo vogliono arrestare.&nbsp; Legato per polsi, scende in strada e comincia ad ammiccare ai passanti, e infine chiede a voce alta il loro aiuto in nome della comune causa popolare; la gente si unisce intorno al poliziotti con aria minacciosa, mettendoli in fuga e liberando Renzo.<br><br><strong><em>Tempo</em></strong>: sera dell'11 novembre, prime ore della mattina del 12.<br> <strong><em>Luoghi</em></strong>: osteria della luna piena, strada dall'osteria verso il palazzo di giustizia.<br><strong><em>Personaggi</em></strong>: l'oste, Renzo, capitano di giustizia, il notaio criminale, due sbirri, passanti.<br><br></div><var><strong><em>La narrazione</em></strong></var><div>Il capitolo si divide in due parti:</div><ul><li>diurna, definitiva degradazione di Renzo ubriaco e denuncia dell'oste a palazzo di giustizia</li><li>notturna, l'arresto di Renzo e di come il giovane riesce a sottrarsi agli sbirri.</li></ul><div>Il fatto determinante è la persecuzione della polizia nei confronti di Renzo, ricercato come uno dei capi della rivolta; falsa accusa e pretestuosa, che lo obbligherà a fuggire e diventando un grave ostacolo per il matrimonio con Lucia.<br><br></div><var><strong><em>Temi</em></strong></var><ul><li>La filosofia dell'oste, un nuovo punto di vista sulla sommossa e più in generale sulla società del tempo, costituito dal lungo soliloquio del l'oste.</li></ul><var><strong><em>Forme</em></strong></var><div>I dialoghi principali sono tre:</div><ul><li>fra l'oste e Renzo ubriaco&nbsp;</li><li>quello fra l'oste e il notaio criminale a palazzo di giustizia</li><li>quello fra il notaio criminale e Renzo nel momento dell'arresto&nbsp;</li></ul><div>tutti sono basati su un rapporto di falsità tra gli interlocutori, e costruiti con abilità oratoria per nascondere intenzioni e imporre volontà.&nbsp;<br><br>I soliloqui principali sono:</div><ul><li>quelli dell'oste mentre si reca al palazzo di giustizia e durante il colloquio con il notaio criminale&nbsp;</li><li>quello dello stesso notaio criminale durante l'arresto di Renzo&nbsp;</li></ul><div>In entrambi i casi, esprimono pensieri e intenzioni dei personaggi opposti, polemici o contraddittori rispetto alle situazioni o ai comportamenti in cui si trovano coinvolti.</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 15:22:29 UTC</pubDate>
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         <title>Capitolo XXXI</title>
         <author>nancymarrone</author>
         <link>https://padlet.com/nancymarrone/lhaoxo928aijjuaj/wish/2191601563</link>
         <description><![CDATA[<pre>r. 1-524</pre><div>Le prime manifestazioni della peste vengono dai paesi attraversati dai lanzichenecchi; alcune morti sospette richiamano l'attenzione dei responsabili della sanità, ma i medici sminuiscono il tutto. In assenza di valide misure di prevenzione, il contagio si avvicina a Milano tra l'indifferenza popolare e l’irresponsabilità dei governanti.<br>La peste arriva a Milano tra l'ottobre e il novembre del 1629, Il contagio resta per alcuni mesi ma verso marzo, diventa impossibile ignorare l'epidemia, i provvedimenti sono tardivi e superficiali e al lazzaretto la situazione comincia a farsi insostenibile.<br>La città diventa un macabro scenario di sofferenza e morte ma la gente, attribuisce la responsabilità agli untori. Intanto, alla festa di Pentecoste, il penoso e raccapricciante spettacolo di un carro con cadaveri di un'intera famiglia convince tutti della verità dell’epidemia.<br>Il protofisico Lodovico Settala, Il 20 d'ottobre, riferì al tribunale della sanità, che era scoppiato il contagio. Solo quando arrivarono gli avvisi da Lecco e Bellano, Il tribunale spedí un commissario che prese un medico a Como, per visitare i luoghi indicati; entrambi si lasciarono persuadere da un vecchio ed ignorante barbiero di Bellano, che quella sorte de mali non era Peste; in alcuni luoghi, era effetto dell'emanazioni autunnali delle paludi, in altri, effetto dei disagi e della sofferenza, degli alemanni. Questo fu riportato al tribunale, che crebbe a queste parole. Ma quando arrivarono altre notizie di morte da diverse parti, furono spediti a vedere e a provvedere: il Tadino suddetto, e un auditore del tribunale. Quando arrivarono, la pesta era già aumentata. Scorsero vari territorio ma trovarono solo paesi chiusi da cancelli o quasi deserti, gli abitanti scappati e addentrati in campagna, o dispersi.<br>I due si informarono del numero dei morti, visitarono infermi e cadaveri, e&nbsp; trovarono le brutte e terribili marche della pestilenza. Diedero subito, per lettere, quelle sinistre nuove al tribunale della sanità il quale, il 30 d'ottobre, si dispose, a prescriver le bullettew, per non far entrare in Città le persone di paesi dove il contagio si era manifestato.<br>Intanto i delegati presero in fretta e in furia quelle misure per loro migliori; e se ne tornarono, con la triste convinzione che non sarebbero bastate a rimediare e a fermare la peste. Il 14 di novembre, dato ragguaglio, al tribunale, si dovettero presentare al governatore, per riportargli i fatti accaduti.&nbsp;<br>in seguito il celebre Ambrogio Spinola, fu mandato per fermare la guerra, per riparare agli errori di don Gonzalo, e per governare; morì dopo pochi mesi, in quella stessa guerra che gli stava tanto a cuore; morì nel letto.&nbsp;<br>Quando arrivarono le notizie dei paesi contagiati, ci furono persone distanti più di diciotto o venti miglia, che crebbero che vi si suscitasse un movimento generale, un desiderio di precauzioni bene o male.&nbsp; Eppure, se in qualche cosa le memorie di quel tempo vanno d'accordo, è nell'attestare che non ne fu nulla. La penuria dell'anno antecedente, le angherie della soldatesca, le afflizioni d'animo, parvero più che bastanti a render ragione della mortalità: sulle piazze, nelle botteghe, nelle case, parlava della peste, veniva accolto con beffe incredule, con disprezzo iracondo Nel Consiglio dei decurioni, in ogni magistrato. Il cardinal Federigo, appena seppe dei primi casi di contagio, prescrisse, con lettera pastorale ai parrochi, tra le altre cose che ammonissero più e più volte i popoli dell'importanza e dell'obbligo stretto di rivelare ogni simile accidente, e di consegnare le robe infette o sospette: Il tribunale della sanità chiedeva, implorava cooperazione, ma otteneva poco o niente, e nel tribunale stesso, la premura era ben lontana da uguagliare l'urgenza: erano, come afferma più volte il Tadino, due fisici che, per colpa della gravità e dell'imminenza del pericolo, stimolavano quel corpo, il quale stimolava gli altri.<br>Abbiamo visto come, al primo annuncio faticava ad informarsi ecco ura un altro fatto di lentezza portentosa non ostacolato da magistrati superiori. Quella grida per le bollette, risoluta il 30 d'ottobre fu stesa il 23 del mese seguente, fu pubblicata il 29. La peste era gia entrata a Milano<br><br></div><var>La peste arriva a Milano</var><div><br>Tadino e il Ripamonti notarono il nome di chi ce la portò per primo, e altre circostanze della persona e del caso: e infatti, nell'osservare i principi d'una vasta mortalità, in cui le vittime, si potranno indicare, per il numero delle migliaia, nasce così una curiosità di conoscere quei primi e pochi nomi che furono notati e conservati.<br>I due storici dicono che fu un soldato italiano al servizio di Spagna; nel resto non sono ben d'accordo, neppur sul nome. Secondo il Tadino, un Pietro Antonio Lovato, di quartiere nel territorio di Lecco; secondo il Ripamonti, un Pier Paolo Locati, di quartiere a Chiavenna. Differiscono anche nel giorno della sua entrata in Milano: il primo la mette al 22 d'ottobre il secondo il 22 novembre e non si può stare né all'uno né all'altro. Tutt'e due l'epoche sono in contraddizione con altre ben più verificate. Il Tadino, per ragione del suo impiego, poteva, essere informato meglio d'un fatto di questo genere. Del resto, dal riscontro d'altre date che ci paiono, come abbiam detto, più esatte, risulta che fu, prima della pubblicazione della grida sulle bollette.<br>Sia come si sia, entrò questo fante sventurato e portator di sventura, con un gran fagotto di vesti comprate o rubate a soldati alemanni: andò a&nbsp; casa di suoi parenti, nel borgo di porta orientale, vicino ai cappuccini, appena arrivato, s'ammalo; fu portato allo spedale dove un bubbone che gli si scoprì sotto un'ascella, fece insospettire un medico; il quarto giorno morì.<br>Il tribunale della sanità fece segregare e sequestrare in casa la famiglia; i suoi vestiti e il letto in cui era stato allo spedale, furon bruciati, due serventi che l'avevano avuto in cura, e un buon frate che L’aveva assistito, si ammalarono in pochi giorni, tutt'e tre di peste. Il dubbio che in quel luogo s'era avuto, fin da principio, della natura del male, e le cautele usate in conseguenza, fecero si che il contagio non vi si propagasse di più. Ma il soldato ne aveva lasciato di fuori un semino che non tardo a germogliare. Il primo a cui s'attaccò, fu il padrone della casa dove quello aveva alloggiato, un Carlo Colonna sonator di liuto. Allora tutti i pigionali di quella casa furono, d'ordine della Sanità, condotti al lazzeretto, dove la maggior parte si ammalò: alcuni morirono dopo poco tempo dal contagio.</div><div><br>Nella città, le cose contaminate dagli infetti veniva bruciato così la peste sembro svanire, tutto il restante dell'anno, e nei primi mesi del 1630. Ogni tanto attaccava, qualcuno, che moriva. Inoltre la scarsità&nbsp; dei casi allontanava il sospetto della verità, confermava sempre più il pubblico in quella stupida e micidiale fiducia che non ci fosse mai stata la peste. Molti medici ancora, facendo eco alla voce del popolo, deridevano gli auguri sinistri, gli avvertimenti minacciosi dei pochi; e avevano pronti nomi di malattie comuni, per qualificare ogni caso di peste con qualunque sintomo o segno fosse comparso. Gli avvisi di questi accidenti, anche se provenivano dalla Sanità, arrivavano tardi e incerti. Il terrore dell’isolamento e del lazzeretto aguzzava tutti gl'ingegni: non si denunciavano gli ammalati e si corrompevano i becchini e i loro soprintendenti.<br>Siccome però, a ogni scoperta che gli riuscisse fare, il tribunale ordinava di bruciare robe, sequestrava case, mandava famiglie al lazzeretto, il pubblico si arrabbiò , «della Nobiltà, delli Mercanti et della plebe», dice il Tadino; tutti convinti, tutti, che fossero vessazioni senza motivo, e senza senso.&nbsp;<br>L'odio principale cadeva sui due medici, sul Tadino, e sul Senatore Settala, figlio del protofisico: ormai non potevano attraversare le piazze senza essere assaliti da parolacce o sassi. E certo fu singolare, e merita che ne sia fatta memoria, la condizione in cui, per qualche mese, si trovarono quegli uomini, di vedere un orribile flagello, d'affaticarsi in ogni maniera per allontanarlo, d'incontrare ostacoli dove cercavano aiuti, essere il bersaglio delle grida, avere il nome di nemici della patria: pro patriae hostibus, dice il Ripamonti. Il protofisico Lodovico Settala, era uno degli uomini più autorevoli del suo tempo. Alla riputazione della scienza s'aggiungeva quella della vita, e all'ammirazione la benevolenza, per la sua gran carità nel curare e nel beneficare i poveri. E, una cosa che in noi turba e riduce il sentimento di stima ispirato da questi meriti, ma che l doveva renderlo più generale e più forte.<br><br>C'era, un certo numero di persone non ancora convinte che esistesse la peste perché, tanto alcuni ne guarivano, per cui per levare ogni dubbio, il tribunale della sanità trovò un espediente proporzionato al bisogno; in una delle feste della Pentecoste, usarono i cittadini di per andare al cimitero di san Gregorio, fuori di Porta Orientale e presi dal divertimento dalle opportunità dallo spettacolo, ci andavano, con abiti da festa. In quel giorno morì di peste, un'intera famiglia; nell'ora del maggior concorso, in mezzo alla gente i cadaveri di quella famiglia furono condotti al cimitero, con un carro e nudi. affinché la folla potesse vedere in essi il marchio manifesto della peste. Un grido di ribrezzo, di terrore, s'alzava per tutto dove passava il carro; un lungo mormorio regnava dove era passato; un altro mormorio lo precorreva. La gente iniziò a crederci anche se andava acquistata la fiducia&nbsp; ogni giorno.<br><br>Si poteva però, evitare, in gran parte, quel corso così lungo e storto, osservando, ascoltando, paragonando, pensando, prima di parlare.&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 16:01:45 UTC</pubDate>
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         <title>Ad oggi 2022 </title>
         <author>nancymarrone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Penso che ancora oggi non si sia capito l’importanza della prevenzione e della sanità sociale. Dopo tutte le pandemie e le epidemie subite siamo arrivati al 2022 in una pandemia mondiale che sta durando anni, per ora tre; e mi sembra assurdo come ancora oggi dopo tutti questi anni di innovazioni e tecnologie non si sia ancora capito come prevenire o come fermare una pandemia. Inoltre non credo che sia solo una causa naturale perché con tutti i materiali, i servizi e le risorse che abbiamo oggi trovo strano che non si riesca a fermare un virus.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 16:05:16 UTC</pubDate>
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         <title>Modello esponenziale </title>
         <author>nancymarrone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una grandezza cresce esponenzialmente quando ad intervalli di tempo uguali corrispondono incrementi pari ad una frazione costante del totale. Dunque più è grande la quantità di cui si dispone, più essa si accresce. Però con l’avanzare dell’epidemia, risulta irrealistico perché mentre la funzione continua a crescere all’infinito, prima o poi il virus colpirà l’intera popolazione, esaurendo le sue risorse, oppure la popolazione stessa cercherebbe di impedirne la diffusione. <br><strong><em>Esempio</em></strong>: ci troviamo di fronte a 16 persone sane, se una di loro si ammala se ne infetterà un’altra è così via. Quindi il primo giorno avremo 2 soggetti contagiati che a loro volta ne infetteranno altri due a testa arrivando a 4 soggetti infetti. Il terzo giorno arriveremo a 8 e il quarto a 16, il contagio diventa sempre più evidente è rischioso.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 17:13:48 UTC</pubDate>
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         <title>Modello Sir</title>
         <author>nancymarrone</author>
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         <description><![CDATA[<div>“Suscettible, Infected, Recovered” è un modello che rappresenta il numero di infezioni che un singolo individuo può produrre durante il periodo in cui egli è infettivo.</div><div>Considera l’esistenza di tre tipologie di persone:</div><ul><li>Chi non si è ammalato</li><li>Chi è attualmente malato</li><li>Chi è guarito oppure morto.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 17:22:41 UTC</pubDate>
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         <title>L’influenza spagnola </title>
         <author>nancymarrone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Iniziò a febbraio 1918 e finì l’aprile del 1920, durante gli ultimi mesi della Prima Guerra Mondiale; fu registrato il primo caso di influenza spagnola, in un ospedale degli Stati Uniti. Fu battezzata così perché la Spagna rimase neutrale nella Grande Guerra e le informazioni sulla pandemia circolavano liberamente, a differenza degli altri paesi coinvolti nella lotta che cercavano di nascondere i dati. Questo ceppo virulento del virus dell'influenza si diffuse in tutto il mondo contemporaneamente agli spostamenti delle truppe sui fronti europei. I sistemi sanitari rischiarono il collasso e le camere mortuarie funebri non riuscivano a stare al passo con le vittime. Studi recenti hanno rivelato dati più precisi.&nbsp;<br>L’influenza spagnola fu la prima pandemia del XX secolo essa fu di natura virale ed insolitamente mortale, arrivò a infettare circa 500 milioni di persone in tutto il mondo, inclusi alcuni abitanti di remote isole dell'Oceano Pacifico e del Mar Glaciale Artico, provocando il decesso di 50 milioni di persone su una popolazione mondiale di circa 2 miliardi. Inoltre la malattia ridusse notevolmente l'aspettativa di vita dell'inizio del XX secolo che, nel primo anno dal diffondersi della pandemia, risultava diminuita di circa 12 anni.</div><var><strong><em>Varie cause</em></strong></var><ul><li>la variante specifica del virus ebbe una natura insolitamente aggressiva</li><li>un'estrema anomalia climatica che interessò l'Europa durante la pandemia e che causò condizioni ideali per la trasmissione e replicazione del virus</li><li>la trasfezione negli animali&nbsp;</li></ul><div>Nei giovani adulti l'elevata mortalità era legata alle forti reazioni immunitarie; mentre la probabilità di sopravvivenza, in alcune aree, era stata più elevata in soggetti con sistema immunitario più debole, come bambini ed anziani.</div><div><strong><em><br></em></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 17:27:32 UTC</pubDate>
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         <title>La pandemia  </title>
         <author>nancymarrone</author>
         <link>https://padlet.com/nancymarrone/lhaoxo928aijjuaj/wish/2191758974</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Epidemia</strong>, tendenza a diffondersi ovunque, cioè a invadere rapidamente vastissimi territori e continenti.&nbsp;<br>Può avvenire solo in presenza di:&nbsp;</div><ul><li>un organismo altamente virulento</li><li>&nbsp;mancanza di immunizzazione specifica nell’uomo&nbsp;</li><li>possibilità di trasmissione da uomo a uomo.</li></ul><div><br>Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) come agente causale della malattia respiratoria poi denominata Covid-19. La Cina ha reso pubblica la sequenza genomica che ha permesso la realizzazione di un test diagnostico.&nbsp;</div><var><strong><em>IL COVID-19</em></strong></var><div>Il 30 gennaio l'OMS ha dichiarato l'epidemia di Coronavirus in Cina Emergenza internazionale di salute pubblica.</div><div>L'OMS ha elevato la minaccia per l'epidemia di coronavirus al livello mondiale a livello "molto alto" il 28 febbraio 2020.</div><div>L'11 marzo 2020 il direttore generale dell'OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito la diffusione del Covid-19 non più una epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta.<br>La malattia da coronavirus (COVID-19) colpisce in vari modi. La maggior parte delle persone presenta sintomi lievi o moderati e guarisce senza necessità di ricovero in ospedale. Il COVID è iniziato nel 2019 e lo stiamo combattendo ancora oggi nel 2022.</div><div>I sintomi più comuni sono:</div><ul><li>febbre</li><li>tosse</li><li>astenia</li><li>perdita del gusto o dell'olfatto.</li></ul><div>Sintomi meno comuni:</div><ul><li>mal di gola</li><li>mal di testa</li><li>dolori muscolari</li><li>diarrea</li><li>rash cutaneo o scolorimento delle dita delle mani o dei piedi</li><li>occhi arrossati o irritati.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 17:48:57 UTC</pubDate>
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         <title>D.L. 52 art. 9-bis del 20/03/2022</title>
         <author>nancymarrone</author>
         <link>https://padlet.com/nancymarrone/lhaoxo928aijjuaj/wish/2197860636</link>
         <description><![CDATA[<div>Testo in vigore dal: 9.3.2022 al 24.3.2022<br><br></div><var>Art. 9-bis</var><div><br>(Impiego delle certificazioni verdi COVID-19 da vaccinazione, guarigione o test, cosiddetto green pass base). Fino al 31 marzo 2022, termine di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, è consentito sull'intero territorio nazionale solo ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 da vaccinazione, guarigione o test, o green pass base, l'accesso ai seguenti servizi e attività, nel rispetto della disciplina della zona bianca e dei protocolli e delle linee guida adottati ai sensi dell'articolo 1, comma 14, del decreto legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020. n. 74:&nbsp;<br>a) mense e catering continuativo su base contrattuale<br>b) concorsi pubblici<br>c) corsi di formazione pubblici e privati, fermo restando quanto previsto dall'articolo 9-ter.1 del presente decreto e dall'articolo 4-ter e del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76.<br><br>1-bis. Fino al 31 marzo 2022, e' consentito solo ai soggetti in possesso di una certificazioni verde COVID-19, di cui all'articolo 9, comma 2, fa accesso ai seguenti servizi e attivita', nell'ambito del territorio nazionale:<br>a)	servizi alla persona<br>b)	pubblici uffici<br>c)	servizi postali, bancari e finanziari.<br><br>Attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro della salute, d'intesa con i Ministri dell'economia e delle finanze, della giustizia, dello sviluppo economico e per la pubblica amministrazione,&nbsp; entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione;<br>&nbsp;c) colloqui visivi in presenza con i detenuti e gli internati, all'interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.<br><br>1-ter. Le disposizioni di cui al comma 1-bis, lettere a) e c) si applicano dal 20 gennaio 2022. La disposizione di cui al comma&nbsp;1-bis, lettera b), si applica dal 1° febbraio 2022, o dalla data di efficacia del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui alla medesima lettera, se diversa. Le verifiche che l'accesso ai servizi, alle attivita' e agli uffici di cui al comma 1-bis avvenga nel rispetto delle prescrizioni di cui al medesimo comma sono effettuate dai relativi titolari, gestori o responsabili ai sensi del comma 4.<br><br>&nbsp;Le disposizioni di cui ai commi 1 e 1-bis non si applicano ai soggetti di eta' inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute.<br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-24 15:03:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Modello logistico </title>
         <author>nancymarrone</author>
         <link>https://padlet.com/nancymarrone/lhaoxo928aijjuaj/wish/2210535549</link>
         <description><![CDATA[<div>È un modello di che usa delle curve e delle variabili per fare delle stime.<br>L'obiettivo del modello è di stabilire la probabilità con cui un'osservazione può generare uno o l'altro valore della variabile dipendente.<br>In questa immagine la curva logistica è messa a confronto con due modelli in cui C si riduce nel tempo:</div><ul><li>curva rossa, ciò che accade se durante l’epidemia C si riduce nel tempo. Se le persone, impaurite dal contagio, smettono gradualmente di frequentare altre persone esso potrebbe diminuire. In tale scenario la diffusione del contagio viene rallentata e nel nostro esempio si stabilizza quando è stato infettato il 70% della popolazione. Questo valore potrebbe poi non crescere più se, grazie all'isolamento, le persone infette guariscono e sviluppano una resistenza al virus prima di contagiare altri</li><li>curva gialla, ciò che accade se, circa 30 giorni dopo l’inizio dell’epidemia, il valore di C si riduce nell’arco di pochi giorni e potrebbe succedere se si limita in modo radicale la libertà di movimento della popolazione (per esempio chiedendo alle persone di restare in casa, salvo che in casi di emergenza). In questo caso la diffusione del contagio rallenta ancora di più, così da alleggerire la pressione immediata sul sistema sanitario e da guadagnare tempo per lo sviluppo di cure o vaccini.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-03 20:18:28 UTC</pubDate>
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