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      <title>Una Vita da fiaba by giusi sanfilippo</title>
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      <description>Realizzato con il fascino</description>
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         <author>gsgiusisanfilippo007</author>
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         <pubDate>2020-02-24 22:49:11 UTC</pubDate>
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         <author>gsgiusisanfilippo007</author>
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         <description><![CDATA[<div>C’era una volta un professore ormai in pensione cha amava i libri, le passeggiate e il suo cane Braccovaldo. Il cane era un meticcio adottato dal professore quando ancora era un cucciolotto. Ormai era diventata tutta la sua famiglia ed era molto affezionato. Amava, a differenze degli altri cani, i cappelli. Una volta durante una passeggiata in Via Etnea a Catania si fermò davanti ad un negozio di cappelli e iniziò ad abbaiare così forte che il professore dovette entrare e comprare non solo un basco colorato per Braccovaldo ma anche un cilindro nero per lui. <br><br></div><div>Quando passeggiavano, adesso, per la città tutti si giravano a guardarli…Braccovaldo, infatti, con la sua aria fiera e superba incuriosiva i passanti fino a quando la signora De Pelis (la proprietaria del negozio di cappelli) si fece avanti per invitare il professore e il suo cane a cena. <br><br></div><div>La fine è stata lieta non solo per il professore che ha trovato la sua anima gemella, ma anche per Braccovaldo, il quale con la sua passione aveva lanciato una moda canina molto seguita a Catania e dintorni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-25 22:26:54 UTC</pubDate>
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         <author>gsgiusisanfilippo007</author>
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         <description><![CDATA[<div>C’era una volta una famiglia come tante, composta da una mamma un papà e la figlioletta Clelia. Una sera a casa Riccioli la moglie raccontò al marito che erano successe strane cose, eventi inaspettati durante la giornata.<br><br></div><div> Erano spariti, infatti, oggetti e altri rimossi e addirittura un armadio era stato spostato in un’altra stanza. Nessuno era però entrato o uscito di casa. La figlioletta Clelia sosteneva fossero stati i fantasmi. Il signor Riccioli provò a spostare l’armadio ma non ci riuscì e così si fece aiutare dai vicini di casa. Quando uno di loro si avvicinò alla creatura per farle un complimento questa lo buttò a terra solo con un dito…nessuno poteva crederci…nessuno aveva mai visto una forza così straordinaria. Clelia aveva il polso doppio, che conferiva una forza prodigiosa. Infatti, col passare del tempo riusciva a sollevare una lavatrice e piegare le sbarre di ferro come biscotti. <br><br></div><div>Si scoprì che questo polso doppio era ereditario e che il nonno materno era un fabbro famoso in tutta la Sicilia per la sua forza, il bisnonno era l’uomo forzuto in un circo e risalendo l’albero genealogico si scoprì che il loro antenato fosse proprio Maciste.<br><br></div><div>Da grande Clelia partì per l’America dove diventò una campionessa di lancio del peso e i suoi genitori la seguivano felici. Clelia imparò a non vergognarsi mai delle qualità anche se diverse dalle sue compagne. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-25 22:27:44 UTC</pubDate>
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         <author>gsgiusisanfilippo007</author>
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         <description><![CDATA[<div>C’era una volta in un paesino lontano vicino una montagna oscura un castello con sei pinnacoli e torri merlate. La strada per raggiungerlo è impervia e rocciosa. Qui vive un cavaliere di nome Lucio. Intelligente e amichevole, se pur un po' goffo e impacciato ama gli animali e rispetta la natura. <br><br></div><div>Un giorno si presenta al castello un cagnolino affamato e infreddolito. Ha camminato tanto in cerca di riparo. Lucio si prodiga a rinfoccillarlo con amorevole dolcezza. All’improvviso quel tenero cagnolino inizia a parlare e a raccontare la sua storia, del suo paese lontano, dei suoi amici catturati da un orco che abita all’interno della montagna e durante il viaggio per ritrovarli ha affrontato tanti pericoli. <br><br></div><div>Il cavaliere Lucio si attiva per aiutare il suo piccolo amico: studiano un piano per entrare all’interno della montagna e liberare i suoi amici cani.<br><br></div><div>Lucio ha iniziato a combattere con la sua spada l’orco, mentre il cagnolino si preoccupa di liberare i suoi amici, portandoli in salvo. Giunti al castello il cagnolino per ingraziare la generosità del cavaliere gli regala un quadrifoglio magico che esaudisce quattro desideri. Il suo primo desiderio è stato proprio quello di far tornare a casa sani e salvi i cagnolini. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-25 22:29:34 UTC</pubDate>
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         <author>gsgiusisanfilippo007</author>
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         <description><![CDATA[<div>C’era una volta il Maestro Giorgino Gioia che era il direttore dell’orchestra del Teatro Massimo di Catania che amava il suo lavoro più di chiunque altro al mondo. Non amava gli applausi ma il silenzio alla fine dell’esibizione…era un tipo strano ma simpatico. Concludeva ogni spettacolo con un triangolo:”Dlin”. È proprio quella nota così necessaria e così insignificante arrivò nell’universo fino al pianeta Trin. Qui una sua abitante, convinta che quel suono fosse un richiamo d’amore per lei, decise di partire alla volta di Catania. <br><br></div><div>Concluso lo spettacolo l’extratterestre “prelevò” il Maestro e lo tele-trasportò nel suo pianeta. Risvegliato dal torpore notturno Giorgino chiese informazioni. Gli fu spiegato che la sua musica aveva incantato i cieli e desideravano ascoltare dal vivo e non in differita le vibrazioni che trasmetteva la sua musica. <br><br></div><div>Il pubblico apprezzò così tanto il concerto che non si sentiva volare una mosca durante e dopo lo spettacolo. Il Maestro ne rimase così colpito che volle restare nel pianeta di Trin perché l’amore per la musica non ha nazionalità o confini. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-25 22:30:38 UTC</pubDate>
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         <author>gsgiusisanfilippo007</author>
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         <description><![CDATA[<div>C’era una volta un bambino, Nicolas, dagli occhi vispi che sognava di diventare un prestigiatore. Non amava andare a scuola, voleva restare a casa davanti al computer a giocare. Non voleva uscire di casa, sua mamma lo pregava di fare una passeggiata…ma niente. Un giorno sul davanzale della sua finestra vide qualcosa che brillava. Si avvicinò e trovò un mago piccoletto e iracondo che bisbigliava dietro la finestra. <br><br></div><div>Il mago entrato nella stanza si trasformò in dimensioni reali, spiegò a Nicolas che se voleva diventare un grande mago doveva esercitarsi ogni giorno, doveva leggere e scrivere bene per poter fare le pozioni magiche. Ma soprattutto andare al parco o nelle piazze per stupire la gente che è sempre di fretta e non si ferma mai. Il premio, se avesse seguito tutti i consigli, sarebbe stato poter andare con il mago sulle ali del vento fino alle nubi per guardarle negli occhi.<br><br></div><div>Nicolas accetta i consigli del mago e gli promette che si sarebbe esercitato e non sarebbe stato davanti al computer.<br><br></div><div>Il bambino s’impegna con tutte le sue forze e quando dopo un anno il mago fa ritorno per mantenere le sue promesse trova un ometto sicuro e coraggioso. Entrambi partono sulle nuvole: uno spettacolo meraviglioso.<br><br></div><div>La lezione che ha imparato è stata quella di impegnarsi quotidianamente per raggiungere i propri sogni, anche i più ambiziosi e prestigiosi.<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-25 22:31:26 UTC</pubDate>
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         <author>gsgiusisanfilippo007</author>
         <link>https://padlet.com/gsgiusisanfilippo007/lgkzq8mu7ppn/wish/450445692</link>
         <description><![CDATA[<div>C’era una volta in un paese sperduto nei pressi di Catania un ladro che terrorizzava tutta la città. Non amava rubare gioielli, automobili, pellicce o soldi, durante la notte rapinava le gambe della gente. <br><br></div><div>La mattina le persone si svegliavano e cadevano a terra, disperati chiamavano la polizia che non sapeva che pesci pigliare…nessuno sapeva nulla e la notte nessuno voleva dormire.<br><br></div><div>Alcuni facevano dormire il cane sulle gambe, altri li legavano con una catena al letto. Purtroppo, questi accorgimenti non sono serviti a granché visto che i furti erano all’ordine del giorno.<br><br></div><div>I giornali e la televisione dicevano che il ladro era davvero IN GAMBA!!! <br><br></div><div>La polizia intanto aveva raddoppiato i posti di blocco e trappole in tutta la città. Un giorno un signore dall’aria distinta entra in un negozio e ordina ben trenta paia di scarpe. La notizia si diffuse fino all’orecchio del commissario, il quale fece pedinare il tizio che fu colto con le mani nel sacco.<br><br></div><div>Tutte le gambe furono portate al commissariato nell’attesa dei proprietari, ma con la confusione molti sbagliarono per cui un’ottantenne finì con le gambe di una ventenne, un signore mingherlino con le gambe di un culturista e così via…<br><br></div><div>Al processo il ladro volle confessare: aveva rubato tutte quella gambe perché tantissime persone non le usano mai abbastanza, preferiscono usare l’ascensore alle scale,  l’auto alla bicicletta e così via. Purtroppo questa confessione non lo esento da una condanna a trent’anni per ogni gamba sottratta. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-25 22:32:07 UTC</pubDate>
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