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      <title>Le ecomafie by Emanuela Muscianese</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>Campania</title>
         <author>emanuelamuscianese</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una delle zone maggiormente interessate da questo fenomeno è sicuramente la Terra dei fuochi.<strong> </strong>Con questa espressione si intende un’estesa area della Campania, a cavallo tra le province di Napoli e di Caserta, particolarmente interessata dall’attività illegale delle ecomafie e in particolare dall’interramento illegale di rifiuti tossici e speciali e dai roghi di rifiuti. I roghi dei rifiuti tossici sprigionano nell’aria sostanze nocive come la diossina, pericolose per la salute degli esseri viventi che vivono nelle vicinanze.</div><div>Il triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano è un’area compresa tra i comuni di Acerra, Nola e Marigliano in Campania. La zona è tristemente nota per il forte aumento della mortalità per cancro della popolazione locale, correlato allo smaltimento illegale di rifiuti tossici da parte della camorra. I rifiuti erano provenienti principalmente dalle regioni industrializzate del Nord-Italia.<br><br></div><div><br><br></div><div>Secondo il rapporto sulle ecomafie di Legambiente, Avellino è la prima città in Italia nell'abusivismo edilizio, tanto da essere definita la "capitale del cemento selvaggio".<br>Nel 2021 si era collocata al sesto posto in Italia per reati legati al ciclo illegale dei rifiuti.&nbsp;<br>Sempre nel 2021 la città ha avuto un aumento del 20% rispetto all'anno precedente per quanto riguarda le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>Puglia</title>
         <author>emanuelamuscianese</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel rapporto 2022 dell’illegalità ambientale, la Puglia si colloca tra le prime regioni in termini di reati commessi, occupando il terzo posto<strong>. <br></strong>Nella classifica nazionale le province di<strong> </strong>Bari e<strong> </strong>Foggia<strong> </strong>sono rispettivamente al sesto e<strong> </strong>nono posto con 789 e<strong> </strong>651 reati<strong> </strong>accertati. Il resto delle province pugliesi contano per Lecce 501 reati (13° posto), Taranto 406 (18° posto), Barletta, Andria e Trani 109 e Brindisi 62.&nbsp;<br>La Puglia occupa i primi posti anche nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, in quella del ciclo illegale dei rifiuti e relativamente ai reati contro la fauna e il racket degli animali, come il bracconaggio e il commercio di fauna protetta.<br><br><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>Calabria</title>
         <author>emanuelamuscianese</author>
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         <description><![CDATA[<div>I dati relativi al ciclo illegale del cemento del rapporto di Legambiente collocano la Calabria al secondo posto nella classifica nazionale del 2022.<br>La regione si trova ai primi posti anche relativamente al ciclo illegale dei rifiuti, agli incendi negli impianti di trattamento, smaltimento, recupero dei rifiuti e alle illegalità contro la fauna.<br>In particolare, per quanto riguarda i rifiuti, molte fabbriche e aziende spesso tendono a disfarsi degli scarti prodotti gettandoli nel mare perché lo smaltimento legale di alcune tipologie di rifiuti è molto costoso. Per far ciò si avvalgono dell'aiuto di gruppi mafiosi. I rifiuti vengono gettati in mare tramite navi che non risultano avere alcun carico dannoso all’ interno. Spesso tali navi passano inosservate ai controlli perché viene dichiarato di trasportare solo normali merci.</div><div>Campania (Acerra),Sicilia(Palermo),Calabria(Reggio Calabria) e Puglia(Lecce) sono le regioni dove si commettono più reati ambientali di questo tipo.</div><div>Le attività principali delle ecomafie in relazione al mare sono l'affondamento delle navi contenenti materiali dannosi per disfarsene e il lancio dei barili/containers in mare contenenti sostanze pericolose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>Sicilia</title>
         <author>emanuelamuscianese</author>
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         <description><![CDATA[<div>I settori prediletti dalle ecomafie riguardano il ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, le illegalità nel settore agroalimentare e i delitti contro gli animali. Tutto ciò si traduce in un giro d’affari che nel 2018 ha fruttato all’ecomafia 16,6 miliardi di euro.&nbsp;<br>Palermo è la provincia dove si concentra il maggior numero di reati ambientali accertati dalle forze dell'ordine e dalla Capitaneria di porto dal 2017 al 2021, seguita da Catania e da Messina.&nbsp;<br>Nella classifica nazionale per i reati ambientali secondo il report Ecomafia 2022, realizzato da Legambiente, la Sicilia si colloca al secondo posto.&nbsp;<br>Sempre nel 2022 è stata la regione più colpita dagli incendi boschivi che hanno ridotto in cenere molti boschi e patrimoni naturali, con Palermo al primo posto come numero di reati, seguita da Messina e Catania.&nbsp;<br>A sfregiare il patrimonio naturale della Sicilia sono, subito dopo quelli contro la fauna, i reati relativi al ciclo illegale del cemento. Questa volta a guidare la classifica è Siracusa, seguita da Palermo e Messina.&nbsp;<br>Il maggior numero di ordinanze di custodia cautelare si è registrato, invece, nel ciclo illegale dei rifiuti, dagli smaltimenti illeciti ai traffici.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>Lombardia</title>
         <author>emanuelamuscianese</author>
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         <description><![CDATA[<div>“Ecomafia” non è un termine che riguarda solo il sud Italia. La criminalità organizzata in Lombardia è sempre più presente nel settore dei reati ambientali, tanto&nbsp; che negli ultimi anni è stata definita “Terra dei Fuochi del Nord”.&nbsp;<br>Già nel 2009 il rapporto redatto da Legambiente ha evidenziato come la Lombardia fosse al decimo posto nella classica dell’illegalità ambientale.<br>Dal rapporto del 2021 la Lombardia è risultata essere la prima regione del nord e la settima in Italia per reati accertati. In particolare, è risultata terza per numero di incendi in impianti di trattamento, smaltimento e recupero rifiuti.<br>Nel 2022 si è confermata la regione con maggior numero di illeciti ambientali tra quelle del nord Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>Africa</title>
         <author>emanuelamuscianese</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra i vari settori illegali, uno dei più pericolosi e difficili da contrastare è sicuramente il traffico organizzato e illecito di rifiuti internazionali. L’ecomafia ha infatti assunto ormai una dimensione globale.. <br>Tonnellate di rifiuti provenienti dall'Italia (ma non solo) arrivano, ad esempio, in Africa.  <br>Il traffico illecito di rifiuti opera su due livelli. Da un lato la rivendita di moduli fotovoltaici esausti a Paesi come Mali, Senegal, Burkina Faso e Mauritania; dall’altro ci sono container diretti principalmente in Senegal, Gambia, Togo, Sierra Leone, Nigeria e Ghana pieni di plastica, carta, parti di automobili e moto, rifiuti urbani e ingombranti, materiali <em>Raee</em>, cioè i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono sostanze pericolose e che spesso sono maneggiati dai minori che lavorano nelle discariche per il recupero di alluminio e rame. <strong>&nbsp;<br></strong>Dietro questo traffico enorme ci sono i costi alti dello smaltimento di rifiuti per via legale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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         <title>Italia</title>
         <author>emanuelamuscianese</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo la definizione dell’enciclopedia Treccani, l’ecomafia<strong> </strong>è<strong> </strong>“un’organizzazione di stampo mafioso attiva nei crimini contro l’ambiente e il patrimonio artistico-culturale di un territorio”. Il neologismo fu coniato dall’associazione Legambiente, alla quale si deve l’analisi e il monitoraggio annuale dei settori in cui le ecomafie sono più aggressive: rifiuti, cemento, traffico di animali e specie protette, opere d'arte e agroalimentare.&nbsp;</div><div>Il termine nasce a metà degli anni '90, quando l'ambiente era ancora poco considerato dalla politica e sempre più spesso nelle redazioni dei giornali arrivavano notizie<em> </em>che parlavano di ragazzi minacciati mentre andavano a una riunione contro una discarica, oppure venivano ritrovati bidoni contenenti liquidi che provocavano rossore agli occhi se ci si stava vicino, o ancora consiglieri comunali o assessori all'urbanistica di piccoli paesi del Sud venivano minacciati o si trovavano l’auto bruciata sotto casa. La parola “ecomafia” nasce dalla volontà di mettere insieme tutti quei tasselli, evitando che si facesse finta di non vedere ciò che era sotto gli occhi di tutti: che erano state ed erano ancora pagate tangenti ai politici per devastare l’ambiente, che lo sfregio del paesaggio delle regioni del Sud non era altro che un tributo per i voti dei mafiosi e un danno sociale ed economico grave.</div><div>Dal 1994 L’Osservatorio Nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente svolge attività di ricerca, analisi e denuncia del fenomeno in collaborazione con tutte le forze dell'ordine e altri soggetti.&nbsp;</div><div>Nello stesso anno è stato pubblicato il primo rapporto sull’ecomafia da Legambiente che da allora, ogni anno, fa il punto della situazione.</div><div>Il 2017 è stato l’anno del rilancio delle inchieste contro i trafficanti di rifiuti: è emerso che nel settore si concentra la percentuale più alta di illeciti, il 24%, e che esso si presenta come il cuore pulsante delle strategie eco criminali. Tra le tipologie di rifiuti che risultano maggiormente interessanti per i trafficanti ci sono i fanghi industriali, le polveri di abbattimento fumi, i Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), i materiali plastici, gli scarti metallici (ferrosi e non), carta e cartone. Più che allo smaltimento vero e proprio è alle finte operazioni di trattamento e riciclo che in generale puntano i trafficanti, sia per ridurre i costi di gestione che per evadere il fisco. Oltre a questo, il reato contestato è quello di inquinamento ambientale, che senza dubbio è l’aspetto maggiormente preoccupante del fenomeno, a causa delle conseguenze ad esso legate.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-04 16:05:40 UTC</pubDate>
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