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      <title>I diritti del fanciullo by Felice Patruno</title>
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      <description>Realizzato con gioia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-08 07:05:55 UTC</pubDate>
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         <title>Marco De Monte</title>
         <author>marcodemo2004</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per me togliere il velo è una cosa difficile,invece di essere un bruco vorrei essere una farfalla,vorrei volare libera nel cielo invece di stare a terra.Preferirei essere per sempre una farfalla,e di vivere in cielo</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-08 14:59:53 UTC</pubDate>
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         <title>diritto all&#39; istruzione</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Riccardo De Angelis<br><br>Nell'ordinamento italiano il <strong>diritto allo studio</strong> è un diritto soggettivo che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell'art. 34 della Costituzione nei quali si afferma il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, di raggiungere i gradi più alti degli studi nonché il dovere della Repubblica a rendere effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze da attribuire mediante concorso.<br><br></div><div><br>Il diritto allo studio si differenzia dal diritto all'istruzione che è il diritto, sancito dai primi due commi dell'art. 34 per i quali “<em>La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Obbligo_scolastico"><em>obbligatoria</em></a><em> e gratuita</em>.”<br><br></div><div><br>Il diritto allo studio riguarda dunque il percorso scolastico successivo all'obbligo e quello universitario, canali di formazione non obbligatori che il cittadino ha libertà di intraprendere e di concludere e che lo Stato deve garantire attraverso l'erogazione di borse di studio a coloro che si dimostrano capaci e meritevoli ma privi di mezzi economici.<br><br></div><div><strong><br>Istruzione primaria e secondaria</strong>[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Diritto_allo_studio&amp;veaction=edit&amp;section=3">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Diritto_allo_studio&amp;action=edit&amp;section=3">modifica wikitesto</a>]</div><div><br>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_italiana"><em>Costituzione italiana</em></a> anticipa la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_universale_dei_diritti_umani">Dichiarazione universale dei diritti umani</a> per quanto riguarda l'istruzione nell'articolo 33 e soprattutto nell'articolo 34, che parla di scuola aperta a tutti e di istruzione inferiore gratuita da impartirsi per almeno otto anni; l'obbligo di frequenza e la gratuità non riguardano, al contrario, l'istruzione superiore e quella di livello universitario.<br><br></div><div><br>Per quanto riguarda l'istruzione dei gradi maggiori afferma:<br><br></div><div>« I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. »<br>(Costituzione italiana, art. 34)</div><div><br>introducendo il principio meritocratico. Appare evidente la concezione dell'istruzione come un servizio pubblico necessario ad assicurare il pieno sviluppo della persona umana anche rispetto alla condizione di partenza sfavorevole di qualcuno. Quindi, l'impegno dell'autorità pubblica, come richiesto dall'art. 3, secondo comma della Costituzione, consiste nella rimozione di quegli ostacoli di ordine economico-sociale che caratterizzano il cammino di individui capaci e predisposti allo studio avanzato.<br><br></div><div><br>La presenza di scuole pubbliche costituisce un vincolo costituzionale, infatti, il secondo comma dell'art. 33, afferma che la Repubblica deve occuparsi di istituire scuole statali per tutti gli ordini ed i gradi.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_allo_studio#cite_note-2"><sup>[2]<br></sup></a><br></div><div><br>L'art. 33 della Costituzione afferma che <em>la Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.</em> Secondo la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_Costituzionale">Corte Costituzionale</a> il diritto di accedere e di usufruire delle prestazioni, che l'organizzazione scolastica è chiamata a fornire, parte dagli asili nido<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_allo_studio#cite_note-sent_370-3"><sup>[3]</sup></a> e si estende sino alle università.<br><br></div><div><br>Sempre l'art. 33 garantisce che «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Nella seduta del 29 aprile 1947, l'onorevole <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Epicarmo_Corbino">Epicarmo Corbino</a>, uno dei firmatari dell'emendamento, chiarì davanti all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Costituente_della_Repubblica_Italiana">Assemblea Costituente</a> il senso della precisazione «senza oneri per lo Stato»: «noi non diciamo che lo Stato non potrà mai intervenire a favore degli istituti privati; diciamo solo che nessun istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello Stato. È una cosa diversa: si tratta della facoltà di dare o di non dare».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_allo_studio#cite_note-4"><sup>[4]<br></sup></a><br></div><div><br>Il medesimo articolo costituzionale stabilisce i diritti e obblighi degli enti di istruzione non statali, lo Stato deve garantire la «piena libertà»<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_allo_studio#cite_note-DirObbScuolePrivate-5"><sup>[5]</sup></a> Nell'ordinamento italiano il diritto allo studio è un diritto soggettivo che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell'art. 34 della Costituzione nei quali si afferma il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, di raggiungere i gradi più alti degli studi nonché il dovere della Repubblica a rendere effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze da attribuire mediante concorso.<br><br>Il diritto allo studio si differenzia dal diritto all'istruzione che è il diritto, sancito dai primi due commi dell'art. 34 per i quali “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”<br><br>Il diritto allo studio riguarda dunque il percorso scolastico successivo all'obbligo e quello universitario, canali di formazione non obbligatori che il cittadino ha libertà di intraprendere e di concludere e che lo Stato deve garantire attraverso l'erogazione di borse di studio a coloro che si dimostrano capaci e meritevoli ma privi di mezzi economici.<br><br>Istruzione primaria e secondaria[modifica | modifica wikitesto]<br>La Costituzione italiana anticipa la Dichiarazione universale dei diritti umani per quanto riguarda l'istruzione nell'articolo 33 e soprattutto nell'articolo 34, che parla di scuola aperta a tutti e di istruzione inferiore gratuita da impartirsi per almeno otto anni; l'obbligo di frequenza e la gratuità non riguardano, al contrario, l'istruzione superiore e quella di livello universitario.<br><br>Per quanto riguarda l'istruzione dei gradi maggiori afferma:<br><br>« I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. »<br>(Costituzione italiana, art. 34)<br>introducendo il principio meritocratico. Appare evidente la concezione dell'istruzione come un servizio pubblico necessario ad assicurare il pieno sviluppo della persona umana anche rispetto alla condizione di partenza sfavorevole di qualcuno. Quindi, l'impegno dell'autorità pubblica, come richiesto dall'art. 3, secondo comma della Costituzione, consiste nella rimozione di quegli ostacoli di ordine economico-sociale che caratterizzano il cammino di individui capaci e predisposti allo studio avanzato.<br><br>La presenza di scuole pubbliche costituisce un vincolo costituzionale, infatti, il secondo comma dell'art. 33, afferma che la Repubblica deve occuparsi di istituire scuole statali per tutti gli ordini ed i gradi.[2]<br><br>L'art. 33 della Costituzione afferma che la Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Secondo la Corte Costituzionale il diritto di accedere e di usufruire delle prestazioni, che l'organizzazione scolastica è chiamata a fornire, parte dagli asili nido[3] e si estende sino alle università.<br><br>Sempre l'art. 33 garantisce che «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Nella seduta del 29 aprile 1947, l'onorevole Epicarmo Corbino, uno dei firmatari dell'emendamento, chiarì davanti all'Assemblea Costituente il senso della precisazione «senza oneri per lo Stato»: «noi non diciamo che lo Stato non potrà mai intervenire a favore degli istituti privati; diciamo solo che nessun istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello Stato. È una cosa diversa: si tratta della facoltà di dare o di non dare».[4]<br><br>Il medesimo articolo costituzionale stabilisce i diritti e obblighi degli enti di istruzione non statali, lo Stato deve garantire la «piena libertà»[5] e far in modo che ai loro alunni sia garantito «un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali»e far in modo che ai loro alunni sia garantito «un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali»<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-08 17:29:57 UTC</pubDate>
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         <title>Diritto all&#39;istruzione</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Federica Calasso<br><br>Il <strong>diritto allo studio</strong> è uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona.<br>Nell'ordinamento italiano il <strong>diritto allo studio</strong> è un diritto soggettivo che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell'art. 34 della Costituzione nei quali si afferma il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, di raggiungere i gradi più alti degli studi nonché il dovere della Repubblica a rendere effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze da attribuire mediante concorso.<br>Il diritto allo studio riguarda dunque il percorso scolastico successivo all'obbligo e quello universitario, canali di formazione non obbligatori che il cittadino ha libertà di intraprendere e di concludere e che lo Stato deve garantire attraverso l'erogazione di borse di studio a coloro che si dimostrano capaci e meritevoli ma privi di mezzi economici.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-10 14:15:29 UTC</pubDate>
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         <title>Diritto all&#39; istruzione </title>
         <author>marcodemo2004</author>
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         <description><![CDATA[<div>Marco De Monte<br>con l'articolo 26 garantisce il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto">diritto</a> all'istruzione e per renderlo effettivo si consiglia la gratuità e obbligatorietà dei livelli fondamentali e l'accesso su base di merito ai livelli superiori. Lo stesso articolo continua insistendo anche sulla qualità e il fine dell'istruzione quale rispetto dei diritti umani e pieno sviluppo della personalità, al fine di evitare forme di indottrinamento tipiche dei regimi dittatoriali (ricordiamo che la dichiarazione viene firmata nel 1948 poco dopo la seconda guerra mondiale causata anche dalla diffusione dei regimi totalitari in Europa).<br>L'art. 26 recita<br>« Ognuno ha diritto ad un'istruzione. L'istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L'istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un'istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito. »</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-11 09:13:01 UTC</pubDate>
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         <title>Diritto all’istruzione</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Coppola Giulia <br>Il diritto all’istruzione dei bambini è garantito dalla C<a href="http://www.cosepercrescere.it/i-diritti-del-bambino/">onvenzione Internazionale dei diritti dell’Infanzia</a>. Tutti i bambini del mondo hanno il diritto di andare a scuola e di ricevere un’istruzione. Ogni bambino ha anche il diritto d’imparare un mestiere. <br> Educare, istruire i bambini è fondamentale perché indispensabile a garantire loro una vita migliore. <br> In Italia, l’istruzione scolastica è obbligatoria dai 6 ai 16 anni.</div><div>Tutti i bambini hanno il diritto di ricevere un’istruzione, inclusi i bambini disabili</div><div>Ognuno ha diritto ad avere un’istruzione,l’istruzione è gratis </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-11 16:03:51 UTC</pubDate>
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         <title>Diritti del fanciullo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella parte prima della Costituzione della Repubblica Italiana sono elencati i diritti e i doveri dei cittadini, in particolare al titolo 2 della suddetta parte prima vengono riepilogati i rapporti etico-sociali della famiglia. </div><div>I diritti del fanciullo derivano, dunque, proprio da questa prima parte della costituzione in quanto l’articolo 30 afferma che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio” mentre l’articolo 34, recita che “la scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”</div><div>Nonostante ciò, negli anni che seguirono i grandi conflitti mondiali, l’elevata natività e la scarsità economica che si manifestavano nella grande maggioranza delle  famiglie, costringevano i genitori ad obbligare i propri figli ad abbandonare gli studi per dedicarsi totalmente ai logoranti mestieri artigianali.</div><div>Finalmente, dopo anni di sfruttamento minorile, il 20 novembre 1989 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta la “<em>Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”</em>. Convenzione che verrà man mano ratificata dai vari paesi fino ad arrivare ai tempi attuali dove circa 193 Stati l’hanno fatta propria ed applicata. </div><div>La Convenzione vanta 54 articoli raggruppati in 6 grandi rubriche:</div><div>-Il diritto all’istruzione;</div><div>-Il diritto alla famiglia;</div><div>-Il diritto di esprimersi;</div><div>-Il diritto alla protezione;</div><div>-Il diritto alla salute;</div><div>-Il diritto di esistere.</div><div> Per fare un paragone con gli studi letterari che abbiamo fatto riguardanti il tema dei diritti dei fanciulli e ricordando i tanti scrittori Italiani che nel periodo di fine Ottocento inizi Novecento, crearono romanzi sociali che avevano lo scopo di narrare le situazioni sociali del tempo alla borghesia media, aventi come protagonisti uomini umili e utilizzando un linguaggio spesso dialettale, con rarissimi interventi da parte del narratore, vi è Giovanni VERGA. Egli fu lo scrittore italiano più conosciuto per via delle grandi opere a sfondo per lo più sociale, nonché maggiore esponente del verismo italiano. L’opera che si addice al tema trattato è appunto “Rosso Malpelo”, un’opera che trattava delle condizioni dei carusi siciliani, ovvero dello sfruttamento minorile in Sicilia (carusi in siciliano vuol stare a significare “ragazzo”). Rosso Malpelo è un ragazzo dai capelli rossi, considerato da tutti un “monellaccio” (un tempo chi aveva i capelli rossi veniva considerato una persona cattiva).</div><div> </div><div>Nel racconto capiremo i vari motivi per cui questo ragazzo era “cattivo” e anche il motivo per cui doveva lavorare nella cava di rena rossa (sabbia) dove vi morì il padre, Mastro Misciu; vedremo anche la comparsa di nuovi personaggi quali Ranocchio, la madre e la sorella del bambino. L’opera si conclude tragicamente con la Morte del ragazzo tra i vari canali della cava. </div><div> </div><div>Concludendo credo che, nonostante tutto, il problema dello sfruttamento minorile ancora oggi non sia totalmente risolto, basti pensare ai bambini indiani e pakistani che vengono quotidianamente sfruttati per la realizzazione dei tappeti persiani oppure altre realtà dove bambini sono costretti a lavorare per ore e ore riducendoli ahimè allo stremo e talune volte anche alla morte.</div><div>Giada TORALDO</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-11 21:28:31 UTC</pubDate>
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         <title>ISTRUZIONE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/felicepatruno5/lb7qm6hy0hp6/wish/205963605</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Andrea D'Errico</strong></div><div><mark>Nel passato</mark>l'istruzione non tutti se la poterono permettere,infatti,visto che nel sud Italia prevaleva ancora il latifondismo e la gente aristocratica si poteva contare sulle dita delle mani , c'era ancora molto analfabetismo. Inoltre un fattore che<mark> influenzó l'istruzione</mark> <mark>furono le numerose guerre</mark> che qualche volta fecero esplodere anche scuole e luoghi pubblici così da sospendere il periodo scolastico nonostante l'analfabetismo.&nbsp; <strong>Caratteristiche del passato</strong></div><ol><li><pre>Poca libertà di espressione</pre></li><li><pre>Molta severitá</pre></li><li><pre>Poche possibilità di migliorare il proprio cieto sociale(<em>IDEALE DELL'OSTRICA)</em></pre></li><li><pre>Conformismo (<mark>uguale pensiero,se si aveva pensiero differente si veniva emarginati)</mark></pre></li></ol><div>Il sud era da sempre disprezzato da tutte le persone del nord infatti come es.potremmo prendere in considerazione i treni del passato perché quelli che portavano al nord erano belli,funzionanti e comodi invece i treni che come destinazione avevano il sud erano di legno , scomodi e soprattutto in condizioni pessime e questo ci porta già ad un pensiero <strong><mark>RAZZISTA&nbsp; .</mark></strong>Inoltre il meridione non era ricco ansi a stento le persone si permettevano da mangiare e un tetto sotto cui dormire perché appunto era considerato un paese a parte&nbsp; cioé non faceva parte del"<strong><mark>NUOVO STATO ITALIANO".</mark></strong>In passato vi era molta <mark>paura</mark> a causa delle numerose guerre e le probabilità di sopravvivere erano molto basse poiché le costruzioni non si erano ancora del tutto sviluppate in confronto ai giorni nostri. Come ho scritto precedentemente tutto ciò si collega all' <em><mark>Ideale dell'ostrica </mark></em>di <strong>Giovanni Verga.<br></strong><strong><mark>Nel presente,</mark></strong>cioé ai giorni nostri, molte cose sono cambiate ma <strong><mark>ALTRE NO. </mark></strong><strong>&nbsp;Caratteristiche del presente:</strong></div><ol><li><pre>Molta libertà di espressione</pre></li><li><pre>Possibilità di cambiare il proprio cieto sociale </pre></li><li><pre>Poca severitá (<em><mark>ambito scolastico-ambito sociale)</mark></em></pre></li><li><pre>Molto poco  <strong><em>RISPETTO: </em></strong>delle regole,dell'ambiente,delle persone,delle cose ecc.</pre></li><li><pre>Conformismo<strong><mark>"</mark></strong><strong><em><mark>MODERNO": </mark></em></strong>una sola parola....<em>MODA!!!</em></pre></li></ol><div>Infine aggiungo che <mark>l'</mark><em><mark>ISTRUZIONE </mark></em>é un diritto dell'umanità quindi nessuno e dico nessuno potrà mai portartela via!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 10:57:06 UTC</pubDate>
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         <title>DIRITTO ALLO STUDIO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/felicepatruno5/lb7qm6hy0hp6/wish/205991122</link>
         <description><![CDATA[<div>Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU.<br>&nbsp;<br>&nbsp;L'art. 26 recita:<br>&nbsp;<br>&nbsp;« Ognuno ha diritto ad un'istruzione. L'istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L'istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un'istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito. »<br>&nbsp;<br>&nbsp;L'art. 34 recita<br>&nbsp;“La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita<br>&nbsp;<br>&nbsp;Il diritto allo studio riguarda dunque il percorso scolastico successivo all'obbligo e quello universitario, canali di formazione non obbligatori che il cittadino ha libertà di intraprendere e di concludere e che lo Stato deve garantire attraverso l'erogazione di borse di studio a coloro che si dimostrano capaci e meritevoli ma privi di mezzi economici<br>LIBERO NICOLÒ</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 15:39:50 UTC</pubDate>
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