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      <title>Progetto tecnologia by Lavinia Cantini</title>
      <link>https://padlet.com/laviniacantini04/l9f16wy4y6mj</link>
      <description>Insulae e Domus</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-03-23 14:29:12 UTC</pubDate>
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         <title>Domus</title>
         <author>laviniacantini04</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp; &nbsp;La <em>domus</em> era una tipologia di abitazione utilizzata nell'antica<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Roma"> </a>Roma. Era un domicilio privato urbano e si distingueva dalla villa<em> suburbana</em>, che invece era un'abitazione privata situata al di fuori delle mura della città, e dalla <em>villa rustica</em>, situata in campagna e dotata di ambienti appositi per i lavori agricoli. La <em>domus</em> era l'abitazione delle ricche famiglie patrizie, mentre le classi povere abitavano in palazzine fatiscenti chiamate insulae.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-23 14:29:39 UTC</pubDate>
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         <title>Video domus</title>
         <author>laviniacantini04</author>
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         <pubDate>2017-03-23 14:46:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>laviniacantini04</author>
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         <description><![CDATA[<div> L'<strong><em>insula</em></strong> era una tipologia edilizia che costituiva, in buona sostanza, il condominio dell'antica roma tardo-repubblicana e, poi, umperiale. Nella forma più tipica si trattava di edifici quadrangolari, con cortile interno, talvolta porticato, sul quale erano posti i corridoi di accesso alle varie unità abitative (diremmo oggi gli "appartamenti"). Questi edifici erano composti da un piano terra, in genere destinato a botteghe di vario genere , dotate di un soppalco per deposito di materiali e/o alloggio degli artigiani più poveri, e da piani superiori, destinati agli alloggi, via via meno pregiati verso l'alto. Le unità avevano in genere da tre a dieci vani, tra i quali uno di solito era di dimensioni maggiori rispetto agli altri e in posizione migliore. Il primo piano, solitamente, ospitava le abitazioni di maggior pregio. I solai e le coperture erano spesso sostenute da volte, che garantivano maggiore stabilità. Mancavano i servizi igenici, essendo notoriamente usate a tale scopo le latrine pubbliche e le terme.</div><div>A ostia antica se ne conservano diverse tipologie, a volte riunite in caseggiati che comprendevano anche spazi per attività artigianali e servizi comuni (per esempio il caseggiato di Diana).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-23 14:52:21 UTC</pubDate>
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         <title>Le stanze della Domus</title>
         <author>laviniacantini04</author>
         <link>https://padlet.com/laviniacantini04/l9f16wy4y6mj/wish/162164662</link>
         <description><![CDATA[<div>La domus si sviluppava in orizzontale ed era composta da molte stanze con funzioni diverse: l'ingresso bipartito in vestibulum e <em>fauces</em> (da cui si accedeva all'atrium, che era la stanza centrale subito dopo l'ingresso, da cui si poteva accedere agli altri ambienti che vi si affacciavano), le stanze da letto, la sala dei banchetti detta triclinium(dove gli ospiti potevano mangiare sdraiati sui letti tricliniari), alcuni ambienti laterali detti <em>alae.</em><br><br></div><div>Le stanze che si affacciavano direttamente sulla strada erano solitamente affittate a terzi per essere adibite a negozi o botteghe artigiane ed erano denominate tabarnae.<br><br></div><div>Nel retro della casa all'aperto c'era l'<em>hortus</em>, il giardino/orto domestico.<br><br></div><div>Le domus più prestigiose erano più ampie ed erano composte di due parti principali: la prima gravitava attorno all'atrio, la seconda attorno a un grande giardino porticato su cui si affacciano altre stanze, ornato solitamente da alberi da frutto, giochi d'acqua e piccole piscine. Avevano il bagno, che era l'esatta copia delle terme (comprendeva infatti lo spogliatoio, il <em>calidarium</em>, la piscina dell'acqua calda, il <em>tepidarium</em>, piscina dell'acqua tiepida, per arrivare al <em>frigidarium</em> che era la piscina con l'acqua fredda). In alcune ville più ricche si poteva trovare anche la biblioteca,  un padiglione per intrattenere gli ospiti ed il solarium, una terrazza che poteva anche essere coperta.<br><br></div><div>Generalmente la domus signorile non era dotata di finestre sull'esterno, o, se vi erano, erano molto piccole. L'illuminazione era fornita dalla luce solare che entrava dal <em>compluvium</em> dell'atrio e illuminava di riflesso le stanze ad esso adiacenti. Dal compluvium entrava, oltre che la luce anche l'acqua piovana che veniva raccolta in una vasca o cisterna quadrangolare al centro dell'atrio detta.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-23 15:18:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/laviniacantini04/l9f16wy4y6mj/wish/162164662</guid>
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         <title></title>
         <author>laviniacantini04</author>
         <link>https://padlet.com/laviniacantini04/l9f16wy4y6mj/wish/162172646</link>
         <description><![CDATA[<div> Dopo il grande incendio di Roma, l'imperatore Nerone dettò norme molto severe per la costruzione delle insulae, proibendo che avessero muri perimetrali comuni e sviluppo in altezza superiore ai 5 piani. Decretò inoltre che tutti gli edifici fossero costruiti prevalentemente in pietra e dotati di portici sporgenti dalla facciata, con servitù pubblica di passaggio e attrezzature antincendio. Troiano, a sua volta, ridusse i limiti di altezza imposti da Augusto, portandoli a 60 piedi (poco meno di 18 m). Le norme furono tuttavia largamente disattese e, tra la fine del || e gli inizi del ||| secolo, l'insula Felicles, nel Campo marzio, viene citata quasi proverbialmente da Tertulliano (Adversus Valentinianos, 7) per la sua altezza straordinaria. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-23 15:36:28 UTC</pubDate>
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