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      <title>BENI UNESCO IN CAMPANIA by Maria Ercolani</title>
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      <description>Realizzato da Maria Ercolani, Claudia Coppola, Clementina Terracciano, Siria Perna e Jasmin El Hakmi.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-21 13:54:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:06:47 UTC</pubDate>
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         <title>ERCOLANO</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Ercolano ha origine nel XII secolo a.C. e ha fine nel 79 d.C., quando, dopo l'eruzione del Vesuvio, viene ricoperta di materiali vulcanici. È stata luogo di villeggiatura per gli antichi Romani. Gli scavi iniziati nel 1710 hanno riportato alla luce un sito archeologico che ogni anno attira oltre 300'000 visitatori. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:09:33 UTC</pubDate>
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         <title>CORPI DEGLI ABITANTI</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Dei corpi degli abitanti ci rimangono solo gli scheletri, che però hanno consentito uno studio migliore persino rispetto al riconoscimento del DNA (ad esempio, gli studiosi hanno riconosciuto i corpi di una donna incinta, dei gladiatori e un soldato con cinturone e gladio). Ma qual è la causa del perché dei corpi degli Ercolanesi vi sono rimasti solo gli scheletri? Il calore ha vaporizzato le carni, e la cenere, invadendo le stanze, ha bloccato gli scheletri nella posizione dell'istante della morte. Le ossa hanno tracce di bruciature, mentre i crani sono esplosi. Le mani e i piedi sono contratti, tipica reazione dei corpi sottoposti a calore estremo, i denti hanno bruciature e fratture evidentissime. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:23:01 UTC</pubDate>
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         <title>OGGETTI RINVENUTI</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Sono stati rinvenuti molti oggetti, tra cui: lucerne, chiavi, argenterie, gioielli d'argento e d'oro, monete, amuleti, una scatola contenente oggetti chirurgici, mosaici, sculture e oggetti di uso quotidiano.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:23:41 UTC</pubDate>
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         <title>COSA CI È RIMASTO DELLE ABITAZIONI?</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Grazie ad un banco tufaceo durissimo, creatosi da una marea di fango e detriti vulcanici solidificatisi, i tetti e i piani delle costruzioni riuscirono a conservarsi all'interno di esso, e a rimanere abbastanza intatti. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:24:05 UTC</pubDate>
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         <title>EDIFICI PUBBLICI RITROVATI</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><em>Palestra (accesso delimitato da un vestibolo con volta decorata);</em></li><li><em>Due terme (una delle quali di grandi dimensioni e ricca di affreschi);</em></li><li><em>Collegio degli Augustali ( edificio religioso al cui interno si riuniva il collegio sacerdotale dei Sodales Augustales);</em></li><li><em>Teatro (in gran parte interrato e visitabile solo attraverso cunicoli).</em></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:26:26 UTC</pubDate>
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         <title>DA COSA È FORMATA L&#39;ANTICA ZONA DI ERCOLANO?</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>È formata da cinque strade, tre cardi e due decumani.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:33:24 UTC</pubDate>
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         <title>ABITAZIONI RITROVATE</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Le più celebri abitazioni ritrovate ad Ercolano sono: Villa dei Papiri, Casa della Stoffa, Casa del Sacello di Legno, Casa del Telaio, Casa del Mobilio carbonizzato.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:35:11 UTC</pubDate>
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         <title>VILLA DEI PAPIRI</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Passeggiando tra gli scavi di Ercolano, ci ritroviamo dinanzi ad una delle scoperte archeologiche più importanti e preziose di tutto il mondo, la Villa dei Papiri. Elaborati affreschi con colori vivaci e brillanti, tra cui il famoso "rosso pompeiano", mosaici preziosissimi e grande quantità di statue, parte di queste sono conservate e visitabili al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in quanto furono oggetto di collezione dei Borbone. Negli altri ambienti esplorati, gli archeologi trovarono più di 1820 rotoli di papiro, completamente carbonizzati, che si presentavano ancora arrotolati in custodie di legno così come li aveva disposti il proprietario. Inizialmente risultò difficile riconoscerli, e furono scambiati come pezzi di carbone; alcuni purtroppo andarono persi. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 14:57:07 UTC</pubDate>
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         <title>CASA DELLA STOFFA</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Percorrendo il cardine V verso sud, vi si trova la Casa della Stoffa, dove vi abitava una famiglia di artigiani e mercanti di stoffe, com'è provato dai numerosi tagli di tessuto rinvenuti in uno stanzino del pianterreno.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 15:04:32 UTC</pubDate>
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         <title>CASA DEL SACELLO DI LEGNO</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Superato l'incrocio del Decumano Inferiore, si trova la casa del Sacello di Legno. Conserva frammenti della decorazione pittorica del I e del III stile, e dove la denominazione ad un sacello di legno a forma di tempietto a due ante con sotto un armadio.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-21 15:09:48 UTC</pubDate>
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         <title>FESTA DEI GIGLI DI NOLA</title>
         <author>terracc678</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La festa dei gigli di Nola è stata inserita nel 2013 come patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'Unesco. La festa è celebrata la domenica successiva del 22 Giugno, per celebrare le gesta di San Paolino, vescovo della città a cui è dedicato l'evento. I protagonisti sono i Gigli, strutture di legno alte 22 metri,sostenute da un gruppo di cullatori. La storia è nata il 22 giugno, quando Papa Gregorio decise di raccontare le peripezie a cui fu sottoposto San Paolino durante le invasioni barbariche. La storia narra di quando Nola fu invasa dai vandali. Paolino aveva speso tutte le sue risorse per liberare i prigionieri e sostenere le famiglie cadute. All'ascolto di una storia di una vedova alla quale fu strappato l'unico figlio inviato in Africa come schiavo, Paolino volle fare lo scambi tra se stesso ed il figlio. Partìer l'Africa e il re accettò lo scambio. Durante la schiavitù, Paolino si prese alcune simpatie da parte di alcuni cortigiani, il re, venuto a sapere di questo potere, decise di frequentarlo e, in seguito, Paolino confessò di essere vescovo di Nola. Il re, spaventato dalla rivelazione, gli restituì la libertà e gli chiese cos'altro volesse, e il vescovo rispose la libertà dei Nolani: così fu. I Nolani, saputa dalla liberazione, accolsero il vescovo e gli schiavi liberati, organizzando un corteo delle arti e dei maestri, ora corrispondono alle attuali corporazioni chiamate: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto. Ognuno portò in dono un Giglio. Ma ricordiamo soprattutto la Barca, quando Paolino sbarcò in Africa.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-26 09:31:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <pubDate>2018-03-26 09:58:57 UTC</pubDate>
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         <title>CARNEVALE SAVIANESE</title>
         <author>terracc678</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Dal 1979, si è sviluppato un Carnevale con carri allegorici. È un carnevale attestato tra i primi dieci in Italia. Nato dalla passione del maestro Nicola Strocchia, visto nel rione di Sant'Erasmo ad un carro allegorico. Da allora la passione dei Savianenesi per il Carnevale è cresciuta fino ad essere uno degli eventi più attesi in Campania. I carri posizionati lungo la via del Centro Storico, già circa una settimana prima della sfilata possono essere ammirati da locali e turisti in un clima di festa e spettacolo. Inoltre ha fatto determinare la nascita di un artigianato, specializzato per la creazione dei carri che vengono modellati con materie varie: carta, pasta, ferro, polistirolo e legno.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-26 10:01:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <author>mariaercolani03</author>
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         <pubDate>2018-04-03 14:33:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <pubDate>2018-04-03 14:34:48 UTC</pubDate>
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         <title> Chiesa di Santa Sofia</title>
         <author>siriaperna03</author>
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         <description><![CDATA[<div>La sua fondazione risale ai primi anni del 4° secolo , opera dell’imperatore Costantino che volle edificare l’edificio di culto su modello della chiesa di Santa Sofia di Costantinopoli. Le opere al suo interno sono state trasferite, mentre rimane il pavimento maiolicato del 18° secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-03 20:04:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>siriaperna03</author>
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         <title>Acquedotto vanvitelliano</title>
         <author>siriaperna03</author>
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         <description><![CDATA[<div>BServiva per portare l’acqua alle cascate e alle fontane della Reggia. Si trova nei pressi di caserta e fù  inaugurato il 1º ottobre 1899. Accanto ad esso monumento ossario ai Caduti Garibaldini è ossario in memoria dei caduti nella battaglia del Volturno del 1° ottobre 1860</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-03 20:09:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>siriaperna03</author>
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         <author>siriaperna03</author>
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         <pubDate>2018-04-03 20:13:44 UTC</pubDate>
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         <title>PAESTUM</title>
         <author>siriaperna03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Paestum Antica città della Campania situata presso il litorale tirrenico, a sud di Salerno: fu uno dei centri principali della Magna Grecia. Alla fine del V secolo a.C. Paestum fu conquistata dai lucani, poi i romani  stabilirono una propria colonia, cambiando il nome della città da poseidonia con quello attuale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-03 20:14:13 UTC</pubDate>
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         <title>Reggia di Caserta </title>
         <author>terracc678</author>
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         <description><![CDATA[<div>È un palazzo reale,con annesso un parco,ubicato a caserta ai tempi di Carlo di Borbone re di Napoli e dal 1735 al 1759 ed è la residenza reale più grande al mondo.<br>Nel 1977 è stata dichiarata dall'unesco patrimonio dell'umanità insime a l'acquedotto di Vanvitelli.<br>La reggia doveva avere un'aspetto di un palazzo moderno che celebrasse i fasti dei Borboni,che elevasse il regno di Napoli e di Sicilia allo stesso rango con gli europei e che diventasse il centro amministrativo della nuova capitale del regno,Caserta.<br>Per realizzare questo proggetto fù chiamato l'architetto,Luigi Vanvitelli. Il suo impianto è semplice e rigoroso,la facciata ha andamento uniforme,rotto da sporgenze al suo contro e all'interno si mostra sfarzosa:il vestibolo centrale, l’immenso scalone d’onore, le milleduecento stanze, distribuite su tre piani, moltiplicano le vedute prospettiche in uno straordinario gioco di rimandi.<br>Attorno alla Reggia di Caserta si estende un parco di oltre 120 ettari: qui, fra boschetti, fontane e giochi d’acqua, sbucano ovunque statue di eroi e divinità della mitologia classica, che spesso alludono alla passione per la caccia dei regnanti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 08:51:32 UTC</pubDate>
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         <author>terracc678</author>
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         <pubDate>2018-04-08 09:14:17 UTC</pubDate>
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         <title>IL CIMITERO DELLE FONTANELLE</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Il cimitero delle Fontanelle è un antico cimitero di Napoli, è un'ossario che si trova nel rione Sanità. All'interno di questo cimitero, ci sono migliaia di teschi ed è chiamato in questo modo per la presenza di fonti d'acqua. In passato, il cimitero accoglieva 40.000 resti di persone, vittime dell'epidemia di peste avvenuta nel 1656. A questi morti, si aggiungono quelli che, dopo l'arrivo dei Francesi, non potevano essere sepolti nelle chiese, e così li portarono al cimitero delle Fontanelle. Vi è una grotta di tufo dove vennero accatastati i teschi dei napoletani.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 13:00:39 UTC</pubDate>
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         <title>CATACOMBE DI SAN GENNARO</title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Le catacombe di San Gennaro rappresentano il monumento più importante del Cristianesimo neapolitano sia per il suo sviluppo sia per gli affreschi che l'adornano. Queste catacombe originariamente dovevano essere un Sepolcro gentilizio annesso alla villa, esse sono le più importanti di tutta la zona napoletana. Divennero luoghi importanti soprattutto quando il vescovo Giovanni Primo trasferì le reliquie di San Gennaro, dalla sua prima tomba che si trovava nell'agro Marciano. Infatti molti fedeli si recavano in preghiera presso la sua tomba per cercare protezione. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 13:10:16 UTC</pubDate>
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         <author>mariaercolani03</author>
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         <pubDate>2018-04-08 17:01:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <pubDate>2018-04-08 17:10:43 UTC</pubDate>
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         <author>mariaercolani03</author>
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         <pubDate>2018-04-08 17:15:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariaercolani03</author>
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         <pubDate>2018-04-08 17:42:14 UTC</pubDate>
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         <title>La pizza</title>
         <author>jasminelhakmi05</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La pizza è un piatto di origini italiane, soprattutto a quella napoletana, il termine pizza deriva dal greco pita. Gli italiani si sono subito presi il merito di questo alimento, ma nn è proprio così perché anche i greci e gli arabi avevano già inventato delle focacce molto simili.  All’inizio la pizza veniva venduta solo esclusivamente sulle bancarelle, da poi ci fu il primo ristorante proprio a Napoli ancora oggi esistente di nome  pizzeria pont’alba.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-09 09:45:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il babà</title>
         <author>jasminelhakmi05</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Il babà o babbà è un dolce da forno a pasta lievitata con lievito di birra, tipico della pasticceria napoletana. Il suo diametro può variare da 5–7 cm fino a 35–40 cm. Lo si trova anche diviso in due e ripieno con del cioccolato o panna. Inoltre, esiste anche una versione con essenza di bergamotto.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-09 09:47:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>terracc678</author>
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         <pubDate>2018-04-09 09:53:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>terracc678</author>
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         <pubDate>2018-04-09 09:55:46 UTC</pubDate>
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         <title>Storia del bab</title>
         <author>jasminelhakmi05</author>
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         <description><![CDATA[<div>La leggenda narra che questo delizioso dessert sia stato inventato per caso dallo zar polacco agli inizi del diciottesimo . Si racconta che il sovrano non gradisse particolarmente il <em>kugelhupf</em>, un dolce tipico polacco che egli trovava troppo asciutto. Stanco che gli venisse servito come dessert, lo prese e lo scagliò dall’altra parte della tavola, proprio dove si trovava una bottiglia di rhum. Così facendo, il liquore finì per inzuppare il dolce, inebriando la stanza con un profumo così intenso che lo zar volle assaggiarlo, innamorandosene. Lo zar lo chiamò “<em>Alì Babà</em>” in onore di uno dei personaggi de “Le mille e una notte” che lui adorava leggere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-09 09:55:46 UTC</pubDate>
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