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      <title>EREDI DELLA LOTTA III A by JOEL DE PETRIS</title>
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      <description>Raccolta materiale per il Podcast</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Quando?</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Milano: 27 luglio 1993 </p><p>5 morti </p><p>12 feriti </p><p>Firenze: 27 maggio 1993 </p><p>5 morti </p><p>48 feriti </p><p>Roma: 28 luglio 1993 </p><p>0 morti </p><p>22 feriti </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>1º parte</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>La locuzione bombe del 1992-1993 indica un periodo della storia della Repubblica Italiana caratterizzato da una serie di attentati con ordigni da parte dell'organizzazione criminale siciliana di tipo mafioso Cosa nostra.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>VIA PALESTRO </title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>La dinamica </p><p><br></p><p>Alle 22:45 circa del 27 luglio 1993 una giovane donna, bionda, sui trent'anni, venne vista parcheggiare una Fiat Uno in via Palestro a Milano, di fronte al Padiglione di Arte Contemporanea. Secondo la testimonianza di due passanti, la donna risalì su un'altra vettura insieme ad altri due uomini. </p><p><br></p><p>Alle 22:55 l'auto di pattuglia della Polizia Locale con a bordo Alessandro Ferrari e Catia Cucchi venne fermata da una coppia di passanti, che li avvisava che da una Fiat Uno targata MI7P2498 parcheggiata di fronte al PAC fuoriusciva del fumo bianco. Ferrari scese dall'auto ed effettuò un veloce sopralluogo: dopo aver verificato che poteva trattarsi di un principio di incendio, non essendoci fiamme ma solamente un denso fumo bianco, insieme alla collega avvertì via radio la propria sala operativa, chiedendo l'invio di una pattuglia dei Vigili del Fuoco. Poco dopo, alle 23:05, arrivò sul posto la squadra di Via Benedetto Marcello, che constatò come ci fosse solo molto fumo. Aperto il cofano, la squadra notò un pacco nastrato con lo scotch e dei fili elettrici. Scattò subito l'allarme bomba e si decise di evacuare la zona, bloccando la strada e le auto in transito. </p><p><br></p><p>Mentre le sale operative venivano avvertite per l'invio degli artificieri, alle 23:14 un'esplosione violentissima fece saltare in aria l'auto e uccise Ferrari, La Catena, Pasotto e Picerno, lasciando feriti gli altri. </p><p><br></p><p>L'onda d'urto dell'esplosione frantumò i vetri delle abitazioni circostanti, distrusse il muro del Padiglione d'Arte Contemporanea e danneggiò la vicina Galleria d'Arte Moderna. La deflagrazione provocò, nella notte, verso le 4 e mezzo del mattino, un'altra esplosione dovuta alla rottura di una tubatura sotterranea del gas, che provocò ulteriori danni al Padiglione, alle opere d'arte al suo interno e anche alla vicina Villa Reale. A compiere l'atto si scoprì poi che erano stati i membri del gruppo Cosa nostra. </p><p><br></p><p>Era il Padiglione d'Arte Contemporanea l'obiettivo? </p><p><br></p><p>Anche per via delle testimonianze rese durante il processo circa "il vero obiettivo" distante 150 metri dall'esplosione, si è ipotizzato che l'obiettivo reale potesse essere la "Galleria di Arte Moderna", che dista effettivamente 150 metri dal PAC. Va anche detto che all'epoca il PAC era comunque ritenuto una delle istituzioni più in vista a Milano, avendo sede nelle scuderie della settecentesca Villa Belgioioso (poi Villa Reale), già bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale e ricostruita nel 1953 proprio per far posto al Padiglione, che fu trasformato in centro espositivo alla fine degli anni '70. La ricostruzione costò allo Stato italiano 5 miliardi di lire[6].</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Francesco Tagliavia</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p>Il 5 ottobre 2011 boss mafioso Francesco Tagliavia viene condannato all'ergastolo per tutte le stragi del '93 di Roma, Firenze e Milano</p>]]></description>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Ipotesi (Firenze,Milano)</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le bombe del 93 secondo quanto accertato dagli investigatori, sono lo strumento mediante il quale la mafia siciliana, attraverso la paura e il terrore, intende aprire una trattativa con le istituzioni al fine di ottenere la modifica di alcune leggi come quelle sui collaboratori di giustizia, quella sul cosiddetto “carcere duro”, quella sulla confisca dei beni.</p><p><br></p><p>periodo della storia della Repubblica Italiana caratterizzato da una serie di attentati con ordigni da parte dell'organizzazione criminale siciliana di tipo mafioso Cosa nostra</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Febbraio 1992</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel febbraio 1992 un gruppo di fuoco composto da mafiosi di Brancaccio e della provincia di Trapani (Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Vincenzo Sinacori, Lorenzo Tinnirello, Cristofaro Cannella, Francesco Geraci) si spostò a Roma per uccidere Costanzo; le armi e l'esplosivo necessarie per questi attentati furono tanti</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Video 92/93</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro. (3) </title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le indagini sugli attentati alle chiese vennero inizialmente coordinate dalla Procura di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, che nell'ottobre 1993 iscrisse nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Registro_degli_indagati">registro degli indagati</a> i tre <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Camorra">camorristi</a>Raffaele Catapano, Francesco Cocozza e Vincenzo Rinaldi, accusati dal collaboratore di giustizia <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Annacondia">Salvatore Annacondia</a> di avergli chiesto in carcere di aderire ad un programma di attentati contro il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Patrimonio_artistico_nazionale_(Italia)">patrimonio artistico italiano</a> per arrivare all'abrogazione dell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Articolo_41-bis">articolo 41 bis</a> sul carcere duro per i detenuti mafiosi: tuttavia le accuse vennero subito archiviate per mancanza di prove.</p><p>Nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1994">1994</a> tutte le indagini sugli <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bombe_del_1992-1993">attentati di Roma, Firenze e Milano</a> passarono alla Procura di Firenze, condotte dal procuratore capo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pier_Luigi_Vigna">Pier Luigi Vigna</a> e dai sostituti procuratori <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/w/index.php?title=Francesco_Fleury&amp;action=edit&amp;redlink=1">Francesco Fleury</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/w/index.php?title=Gabriele_Chelazzi&amp;action=edit&amp;redlink=1">Gabriele Chelazzi</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/w/index.php?title=Giuseppe_Nicolosi_(magistrato)&amp;action=edit&amp;redlink=1">Giuseppe Nicolos</a>i : in quell'anno, la svolta all'inchiesta sugli attentati alle chiese fu data dalla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Collaboratore_di_giustizia_(Italia)">collaborazione con la giustizia</a> di Emanuele Di Natale e di alcuni membri del suo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nucleo_familiare">nucleo familiare</a> (il nipote Umberto Maniscalco e il figlio illegittimo Pietro Siclari), cui si aggiunsero le dichiarazioni di Antonio Scarano e Pietro Carra, i quali avevano avuto un ruolo nell'esecuzione dell'attentato. Nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1998">1998</a> Giuseppe Barranca, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gaspare_Spatuzza">Gaspare Spatuzza</a>, Cosimo Lo Nigro, Francesco Giuliano, Salvatore Benigno, Luigi Giacalone, Emanuele Di Natale, Aldo Frabetti, Pietro Carra e Antonino Mangano vennero riconosciuti come esecutori materiali degli attentati alle chiese nella sentenza per le <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bombe_del_1992-1993">stragi del 1993</a>.</p><p>Nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2008">2008</a> Spatuzza iniziò a collaborare con la giustizia e le sue dichiarazioni fecero riaprire le inchieste su tutte le stragi del biennio <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1992">1992</a>-<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1993">93</a>: nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2011">2011</a> la Corte d'Assise di Firenze condannò all'ergastolo Francesco Tagliavia, capo della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Famiglia_(mafia)">Famiglia</a> di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corso_dei_Mille-Sant%27Erasmo">Corso dei Mille</a> accusato da Spatuzza di aver fornito supporto logistico ed economico all'esecuzione degli attentati, sentenza diventata definitiva nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2017">2017</a>; sempre sulla base delle dichiarazioni di Spatuzza, nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2012">2012</a>la Procura di Firenze dispose l'arresto del pescatore Cosimo D'Amato, cugino di Cosimo Lo Nigro, il quale era accusato di aver fornito l'esplosivo, estratto da residuati bellici recuperati in mare, che venne utilizzato in tutti gli <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bombe_del_1992-1993">attentati del 1992-1993</a>, compresi quelli alle chiese di Roma. Nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/2013">2013</a> D'Amato venne condannato all'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ergastolo">ergastolo</a> con il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Rito_abbreviato">rito abbreviato</a> dal <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giudice_dell%27udienza_preliminare">giudice dell'udienza preliminare</a> di Firenze, condanna divenuta definitiva nel 2016.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>MENNUCCI, PERUZZI, CORFINI, MASIELLO</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>I SEGMENTI NARRATIVI da assegnare a ciascun studente SONO:</p><p>A) Introduzione generale e info sui luoghi delle bombe (Masiello)</p><p>B) Roma (Mennucci)</p><p>C) Firenze (Corfini)</p><p>D) via Palestro + ipotesi (Peruzzi)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1993 avvennero 4 attentati </p><p>Milano (via palestra 16)</p><p>Roma ( San Giovanni in laterano e San Giorgio in velabro)</p><p>Firenze ( via geogrifi)</p><p>La locuzione bombe del 1992-1993 indica un periodo della storia della Repubblica Italiana caratterizzato da una serie di attentati con ordigni da parte dell'organizzazione criminale siciliana di tipo mafioso Cosa nostra.</p><p>Le bombe del 93 secondo quanto accertato dagli investigatori, sono lo strumento mediante il quale la mafia siciliana, attraverso la paura e il terrore, intende aprire una trattativa con le istituzioni al fine di ottenere la modifica di alcune leggi come quelle sui collaboratori di giustizia, quella sul cosiddetto “carcere duro”, quella sulla confisca dei beni</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro  (2) </title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>A <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giugno">giugno</a> Scarano accompagnò con la sua auto Lo Nigro e Spatuzza a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Trastevere">Trastevere</a>durante la tradizionale "<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Festa_de_Noantri">Festa de Noantri</a>" e in centro, nella zona di via dei Cerchi e del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Velabro">Velabro</a>: i due osservarono strade e edifici, misurarono i tempi dei tragitti per individuare un luogo da colpire; infine scelsero come obiettivi le chiese di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/San_Giorgio_al_Velabro">San Giorgio al Velabro</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_in_Laterano">San Giovanni in Laterano</a>.</p><p>Il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/26_luglio">26 luglio</a>, Lo Nigro, Spatuzza, Benigno e Giuliano si portarono da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a> (dove avevano preparato un <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Strage_di_via_Palestro">altro attentato</a>) nell'appartamento di via Dire Daua a Roma. Nella serata del giorno successivo Lo Nigro, Spatuzza e Giuliano rubarono tre <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fiat_Uno">Fiat Uno</a>, accompagnati da Benigno e Scarano: le tre auto rubate furono portate nel magazzino di Di Natale sulla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Via_Ostiense">via Ostiense</a>, dove Lo Nigro e Benigno provvidero a imbottirne solo due con l'esplosivo già conservato lì; la sera stessa, Lo Nigro portò la prima autobomba davanti a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/San_Giorgio_al_Velabro">San Giorgio al Velabro</a> mentre Spatuzza e Giuliano portarono la seconda a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Attentato_a_San_Giovanni_in_Laterano">San Giovanni in Laterano</a>, accendendo le rispettive <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Miccia">micce</a> e fuggendo poi a bordo della terza Fiat Uno guidata da Benigno, che venne poi abbandonata presso lo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Scalo_di_San_Lorenzo">Scalo di San Lorenzo</a>, dove vennero prelevati da Scarano, che li riportò in via Dire Daua: le esplosioni, che avvennero a distanza di quattro minuti l'una dall'altra, provocarono ventidue feriti ma nessuna vittima, nonché gravi danneggiamenti alle due chiese.</p><p>Poco prima di andare a parcheggiare le autobombe davanti alle chiese, Spatuzza si occupò di imbucare due lettere anonime, che gli erano state consegnate su incarico del <strong><em>boss</em></strong> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Graviano">Giuseppe Graviano</a> ed erano destinate alle redazioni dei quotidiani <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corriere_della_Sera"><strong><em>Corriere della Sera</em></strong></a> di Milano e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_Messaggero"><strong><em>Il Messaggero</em></strong></a> di Roma, in cui si leggeva:</p><p>«Tutto quello che è accaduto è soltanto il prologo, dopo queste ultime bombe, informiamo la Nazione che le prossime a venire andranno collocate soltanto di giorno ed in luoghi pubblici, poiché saranno esclusivamente alla ricerca di vite umane. P.S. Garantiamo che saranno centinaia»</p><p>Nel primo pomeriggio del 28 luglio <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">papa Giovanni Paolo II</a> visitò ambedue i siti colpiti da esplosioni. Una delle possibili spiegazioni in ordine all'individuazione degli obiettivi è stata che potesse trattarsi di un'intimidazione nei confronti dei massimi esponenti istituzionali dell'epoca, il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Presidente_del_Senato_della_Repubblica">Presidente del Senato</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Spadolini">Giovanni Spadolini</a> e il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Presidente_della_Camera_dei_deputati_(Italia)">Presidente della Camera</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Napolitano">Giorgio Napolitano</a>, ma anche che potesse trattarsi di un sinistro avvertimento al <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_Vaticano">Vaticano</a> per il discorso contro la mafia pronunciato da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">Giovanni Paolo II</a> durante la sua visita ad <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Agrigento">Agrigento</a> nel maggio precedente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>San Giovanni in Laterano e San Giorgio in Velabro (1)</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli <strong>attentati alle chiese di Roma</strong> sono stati due  attacchi terroristici organizzati dall'organizzazione mafiosa di cosa nostra avvenuti in sostanziale contemporaneità nei pressi della Basilica di San Giovanni in Laterano e della chiesa di San Giorgio in Velabro.</p><p>Fu piazzata un’autobomba il 28 luglio 1993 alle ore 00:03-00:08.</p><p>a commettere questo reato furono: Pietro Carra, Cosimo Lo Nigro, Giuseppe Barranca, Francesco Giuliano, Gaspare Spatuzza, Luigi Giaccalone, Antonio Mangano, Salvatore Benigno, Antonio Scarano, Emanuele Di Natale, e Cosimo D’Amato (esecutori materiali).</p><p>Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Filippo e Giuseppe Graviano, Matteo Messina Denaro, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Giuseppe Ferro, e Francesco Traglivia (mandanti).</p><p>ci furono 22 feriti.</p><p><br></p><p>Alle ore 00:03 un'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Autobomba">autobomba</a> esplose in piazza di San Giovanni in Laterano presso la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Giovanni_in_Laterano">Basilica di San Giovanni in Laterano</a> e il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Palazzo_del_Laterano">Palazzo del Laterano</a> mentre un altro attacco fu attuato cinque minuti dopo alle 00:08 nei pressi della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Giorgio_in_Velabro">chiesa di San Giorgio in Velabro</a>, complessivamente si contarono ventidue feriti.  Quaranta minuti prima nella stessa notte un'altra autobomba <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Strage_di_via_Palestro">esplose in via Palestro a Milano</a> alle 23:14 circa.</p><p><br></p><p>Intorno alla metà di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Maggio">maggio</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1993">1993</a>, Antonio Scarano (spacciatore di droga di origini <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Calabria">calabresi</a> legato al <strong><em>boss</em></strong> castelvetranese <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Matteo_Messina_Denaro">Matteo Messina Denaro</a>, che si era già messo a "disposizione" per l'esecuzione dell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Attentato_di_via_Fauro">attentato in via Fauro</a>) venne incaricato da Luigi Giacalone (mafioso di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roccella-Acqua_dei_Corsari">Roccella</a>) di reperire un appartamento a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>: Scarano ne trovò uno in affitto in via Dire Daua, nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Trieste_(Roma)">Quartiere Africano</a>, da un suo amico, Alfredo Bizzoni.</p><p>Sempre a metà maggio, Cosimo Lo Nigro, Francesco Giuliano e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gaspare_Spatuzza">Gaspare Spatuzza</a>(mafiosi di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corso_dei_Mille-Sant%27Erasmo">Corso dei Mille</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Brancaccio-Ciaculli">Brancaccio</a>) provvidero a macinare e confezionare alcuni chili di esplosivo necessario per compiere attentati, presso una casa fatiscente a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Corso_dei_Mille-Sant%27Erasmo">Corso dei Mille</a> messa a disposizione da Antonino Mangano (capo della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Famiglia_(mafia)">Famiglia</a> di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Roccella_(Palermo)">Roccella</a>); una parte dell'esplosivo venne affidata a Pietro Carra (autotrasportatore che gravitava negli ambienti mafiosi di Brancaccio), il quale lo occultò in un doppiofondo ricavato nel suo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Camion">camion</a> per trasportarlo a Roma, presso un magazzino sulla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Via_Ostiense">via Ostiense</a> messo a disposizione da Emanuele Di Natale (spacciatore di droga amico di Scarano), dove lo stesso Di Natale, insieme a Scarano, Giuliano, Lo Nigro, Spatuzza (presente anche Salvatore Benigno, mafioso di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Misilmeri">Misilmeri</a>"esperto" di esplosivi), provvidero a scaricarlo e a sotterrarlo nel cortile del magazzino per utilizzarlo in un secondo momento.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>L’operazione husky è lo sbarco in Sicilia degli alleati americani nel 10 luglio 1943 durante la seconda guerra mondiale. Fu lo sbarco più grande dopo lo sbarco di Normandia. Gli alleati americani si fecero aiutare dai mafiosi.</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Lucky Luciano</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p> Era un boss mafioso  che comandava il porto di New York  e possedeva gli escavatori  che servirono  a sminare le bombe in Sicilia aveva anche il compito di aprire il fronte italiano per invadere iL regime  fascista .</p><p>Lacky Luciano, il cui vero nome era Salvatore Lucania, è stato un noto mafioso italo-americano, considerato uno dei principali capi della mafia di New York nel XX secolo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Luciano giocò un ruolo cruciale nel supportare gli sforzi bellici degli Stati Uniti.</p><p>In particolare, Luciano fu coinvolto nell'Operazione Husky, il nome in codice per lo sbarco alleato in Sicilia nel 1943. Il suo scopo principale era quello di garantire che l'operazione si svolgesse senza intoppi e che le forze alleate potessero contare su informazioni utili sulle forze nemiche. Luciano, in cambio della sua cooperazione, ottenne la libertà condizionata e assistette gli Alleati nel mantenere l'ordine tra le comunità italiane e nel prevenire sabotaggi da parte delle forze dell'Asse.</p><p>La sua influenza e le sue connessioni con le autorità locali furono fondamentali per il successo dell'operazione, dimostrando come la criminalità organizzata potesse interagire con gli eventi storici su larga scala.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Dati generali </title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>L'Operazione Husky fu l'invasione alleata della Sicilia, che ebbe luogo dal 9 al 17 luglio 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa operazione segnò l'inizio della campagna per la liberazione dell'Italia dal controllo delle forze dell'Asse (Germania e Italia fascista). </p><p>L'operazione coinvolse una vasta coalizione alleata, principalmente composta da truppe britanniche e statunitensi, supportate da forze canadesi e di altri paesi del Commonwealth. L'invasione fu preceduta da un intenso bombardamento aereo e navale, e le forze alleate sbarcarono su più punti della costa siciliana, tra cui Gela, Licata, e Pachino.</p><p>L'operazione Husky portò rapidamente alla conquista della Sicilia, nonostante la forte resistenza delle forze tedesche e italiane. La sua riuscita ebbe importanti conseguenze strategiche, poiché destabilizzò ulteriormente il regime fascista di Mussolini e portò all'invasione dell'Italia continentale nel settembre dello stesso anno, con lo sbarco di Salerno (Operazione Avalanche). L'operazione segnò anche l'inizio di un lungo processo di liberazione della penisola italiana.</p><p>L'Operazione Husky è considerata una delle più grandi operazioni anfibie della storia, con oltre 160.000 soldati coinvolti. La sua riuscita segnò una svolta decisiva nella guerra in Europa.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Calogero vizzini</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Calogero Vizzini (1887-1954) è stato uno dei più noti capi mafiosi siciliani durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Originario di Villalba, un piccolo paese in Sicilia, Vizzini divenne uno degli uomini più potenti nell'Isola grazie alla sua influenza nelle zone agricole e alle sue connessioni con la politica e l'economia locali.</p><p>Durante l'Operazione Husky, l'invasione alleata della Sicilia nel luglio 1943, Vizzini ebbe un ruolo significativo. Le forze alleate, preoccupate per la stabilità della regione e per la resistenza dei soldati dell'Asse, cercarono di mantenere l'ordine e di evitare la violenza indiscriminata tra le fazioni locali. In questo contesto, Vizzini entrò in contatto con gli alleati, e la sua posizione di potere gli permise di agire come intermediario tra la mafia siciliana e le forze anglo-americane.</p><p>Si ritiene che, in cambio di una certa protezione e della sua collaborazione, Vizzini e la mafia siciliana fornirono supporto agli alleati, contribuendo a mantenere la pace nella zona e a garantire la cooperazione di molte comunità locali. La sua capacità di controllare le dinamiche sociali e politiche della Sicilia fu cruciale per la riuscita dell'Operazione Husky, poiché permise di evitare un conflitto armato che avrebbe potuto compromettere l'invasione.</p><p>Vizzini, grazie a questi legami con gli alleati, divenne ancora più potente nel dopoguerra. La sua influenza crebbe, e la sua figura divenne centrale nella mafia siciliana, mantenendo un controllo significativo sulla regione fino alla sua morte nel 1954.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
         <link>https://padlet.com/joeldepetris/l6s37gxsnhdtzqfw/wish/3347457333</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/x_x9LBmWfl4?si=ZZjWAoEJ_QP8RaMU" />
         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Il contesto storico</title>
         <author>joeldepetris</author>
         <link>https://padlet.com/joeldepetris/l6s37gxsnhdtzqfw/wish/3347457334</link>
         <description><![CDATA[<p>Il contesto storico</p><p>Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti erano impegnati in un conflitto globale contro le Potenze dell'Asse, tra cui l'Italia fascista di Benito Mussolini. Nonostante il coinvolgimento diretto della mafia in Italia nella vita politica e sociale del paese, si riteneva che molti membri della mafia avessero legami più forti con il mondo criminale piuttosto che con il regime fascista. In alcune regioni dell'Italia, la mafia esercitava un controllo sostanziale sulla popolazione, ma era anche stata ostracizzata dal regime fascista, che cercava di distruggere o limitare qualsiasi forma di potere al di fuori del suo controllo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>MENICHINI, MACINO, DEL DIANDA, BIANCHI, PADOVANI</title>
         <author>joeldepetris</author>
         <link>https://padlet.com/joeldepetris/l6s37gxsnhdtzqfw/wish/3347457335</link>
         <description><![CDATA[<p>I SEGMENTI NARRATIVI da assegnare a ciascun studente SONO:</p><p>A) Introduzione generale e info storiche (Amèlie)</p><p>B) Lucky Luciano (Juri)</p><p>C) rapporto USA-mafia (Harun)</p><p>D) Calogero Vizzini sindaco mafioso (Melissa)</p><p>E) La storia dell'aiuto mafioso agli USA fra verità e leggenda (Cherubino)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>La verità dietro la leggenda</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il presunto aiuto della mafia agli Stati Uniti</p><p>La leggenda dell'aiuto mafioso agli Stati Uniti durante la guerra è principalmente legata all'Operazione Husky, lo sbarco alleato in Sicilia nel 1943. La teoria vuole che, in cambio di promesse di ridurre la repressione contro le organizzazioni mafiose, la mafia italiana avrebbe offerto il suo sostegno logistico e informativo agli Alleati durante l'invasione della Sicilia. Questo sostegno sarebbe consistito in una serie di azioni pratiche, come la fornitura di informazioni su posizioni strategiche delle truppe fasciste e l'aiuto nelle operazioni di sabotaggio.</p><p>Un altro episodio leggendario riguarda la figura di Lucky Luciano, un famoso boss mafioso italo-americano. Luciano, che era in carcere negli Stati Uniti, sarebbe stato liberato con l'aiuto del governo americano per garantirsi il suo supporto nelle operazioni contro la mafia siciliana e per ottenere il controllo di alcune attività portuali cruciali. Si dice che Luciano avesse svolto un ruolo fondamentale nel garantire la cooperazione della mafia siciliana durante l'invasione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito della mafia antifascista</title>
         <author>joeldepetris</author>
         <link>https://padlet.com/joeldepetris/l6s37gxsnhdtzqfw/wish/3347457338</link>
         <description><![CDATA[<p>Il mito della mafia "antifascista"</p><p>Un altro aspetto che ha contribuito alla leggenda è la visione della mafia come una forza antifascista. Sebbene alcuni membri della mafia possedessero sentimenti di opposizione al fascismo, non si può certo considerare la mafia come un movimento di resistenza organizzata contro Mussolini. Tuttavia, la percezione che la mafia abbia svolto un ruolo di resistenza è stata rafforzata dai racconti popolari e dai racconti degli ex membri della mafia che, in seguito, cercarono di giustificare la propria collaborazione con gli Alleati.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Realtà o leggenda</title>
         <author>joeldepetris</author>
         <link>https://padlet.com/joeldepetris/l6s37gxsnhdtzqfw/wish/3347457339</link>
         <description><![CDATA[<p>la storia dell'aiuto della mafia italiana agli Stati Uniti è un mix di verità e leggenda. Sebbene ci siano prove che alcuni mafiosi abbiano collaborato con gli Alleati, spesso le storie sono state amplificate o deformate nel tempo. Il supporto della mafia non è stato determinante nel successo delle operazioni alleate durante la Seconda Guerra Mondiale, ma la cooperazione, pur parziale, ha sicuramente lasciato un segno nel modo in cui la mafia è stata vista in relazione alla politica americana del tempo. La figura di Lucky Luciano, in particolare, ha alimentato il mito di una mafia che avrebbe "salvato" gli Stati Uniti, ma in realtà la realtà era molto più complessa e meno eroica di quanto spesso descritto nelle leggende popolari.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Rapporto usa-mafia</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Il coinvolgimento della mafia siciliana</strong></p><p>Nel periodo precedente all'invasione, la mafia siciliana aveva una forte influenza sull'isola, con una rete di potere che si estendeva nel territorio e nelle classi sociali. Durante l'occupazione fascista, la mafia era stata messa sotto pressione dalle autorità, ma si era comunque mantenuta potente, anche se in modo piuttosto nascosto. Quando gli Alleati si prepararono a invadere la Sicilia, si trovarono di fronte a una situazione in cui avevano bisogno di ottenere il supporto delle forze locali per garantire il successo dell'operazione.</p><p>In vista dell'invasione, le autorità alleate, tra cui l'intelligence americana (in particolare la , OSS, precursore della CIA), cercarono di stabilire contatti con gruppi di potere locali. Alcuni membri della mafia siciliana furono visti come possibili alleati per facilitare l'invasione e gestire l'ordine pubblico dopo la liberazione dalle forze fasciste e naziste. La mafia, infatti, aveva radici profonde nella Sicilia e poteva esercitare una certa influenza su molte aree dell'isola.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Indagini e processi </title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le indagini sulla strage di Portella della Ginestra furono inizialmente condotte da Alfredo Agrisani e Salvatore Guarino. Dopo l'evento, furono rastrellate 175 persone e denunciati quattro mafiosi: Giuseppe Troia, Salvatore Romano, Elia Marino e Pietro Grigoli, tutti poi prosciolti in istruttoria per mancanza di prove attendibili. A fine giugno 1947, quattro cacciatori testimoniarono di essere stati ostaggi di alcuni banditi sul monte Pelavet e riconobbero Salvatore Giuliano come il capo banda.</p><p>Le indagini passarono poi all'Ispettorato generale di Pubblica Sicurezza per la Sicilia, sotto la direzione di Giacinto Paoloantonio. Un importante sviluppo fu fornito da tre confidenti dello stesso, che indicarono Francesco Gaglio come l'anello debole della banda; Gaglio confermò le responsabilità dei suoi compagni, ma molti testimoni, tra cui ragazzi di Montelepre "arruolati" dalla banda, ritrattarono le loro dichiarazioni, sostenendo di essere stati sottoposti a maltrattamenti durante gli interrogatori.</p><p>Giuliano, inizialmente, negò ogni coinvolgimento nella strage, ma successivamente ammise la sua responsabilità in un'intervista e in due memoriali inviati alla magistratura nel 1950, poco prima della sua morte. Il primo memoriale attribuiva a lui la responsabilità della strage, spiegando che le vittime erano il risultato di un errore dei suoi uomini, mentre nel secondo scagionava il ministro Mario Scelba da accuse di essere il mandante. Tuttavia, emersero lettere in cui Giuliano lanciava velate accuse proprio contro Scelba.</p><p>Il processo iniziò nel 1950 e si concluse il 3 maggio 1952, con la conferma che gli unici responsabili della strage e degli assalti successivi erano Giuliano e i suoi uomini, condannati all'ergastolo. Durante il processo, Gaspare Pisciotta accusò vari politici, tra cui deputati monarchici e democristiani, di aver pianificato la strage con Giuliano. Tuttavia, la Corte d'Assise di Viterbo dichiarò infondate le accuse di Pisciotta, poiché egli fornì nove versioni diverse riguardo ai mandanti politici della strage, minando così la sua credibilità.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Ipotesi sui mandanti </title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il movente e le responsabilità dietro L’eccidio rimasero a lungo dibattuti. Il ministro dell’interno Mario Scelba dichiarò che non vi erano motivazioni politiche, mentre la sentenza del 1952 attribuì l'attacco solamente alla banda di Giuliano, che voleva riaffermare il proprio potere dopo la vittoria del Blocco del Popolo alle elezioni regionali. Tuttavia alcuni banditi affermarono che vi erano mandanti esterni come esponenti della monarchia e della democrazia cristiana. Gaspare Pisciotta, braccio destro di Giuliano, dichiarò in tribunale che lo stesso Scelba aveva garantito impunità ai banditi in cambio di un’azione contro i comunisti, ma ritrattò. Un’indagine della commissione antimafia concluse che non vi erano prove sufficienti per attribuire responsabilità dirette ai politici.</p><p>Un’altra ipotesi collega la Strage a un complotto internazionale nel contesto della Guerra Fredda. Giuliano scrisse una lettera al presidente degli USA Harry Truman, dichiarando di voler eliminare i comunisti dalla Sicilia col sostegno americano, ma la Casa Bianca ignorò la richiesta. L’interpretazione più diffusa è che la Strage fosse un messaggio politico voluto da agrari e mafiosi per fermare le lotte contadine e la crescita della sinistra in Sicilia. La mafia, che già in passato aveva represso i movimenti socialisti, avrebbe usato Giuliano come esecutore materiale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>TOGNERI, FALORNI, GALLIONE. PELLEGRINI</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>I SEGMENTI NARRATIVI da assegnare a ciascun studente SONO:</p><p>A) Introduzione generale e info storiche (Falorni)</p><p>B) le ipotesi dei mandanti(Pellegrini) </p><p>C) Bandito Giuliano (Gallione)</p><p>D) Indagini e processi (Togneri)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>strage di Portella della Ginestra fu un eccidio commesso il 1º maggio 1947 in località Portella della Ginestra, nel comune di Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, da parte della banda criminale di Salvatore Giuliano detto anche Tiriddu , che sparò contro la folla di contadini riuniti per celebrare la festa dei lavoratori, provocando undici morti e numerosi feriti.</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <title>La strage di ginestra </title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ginestra un posto dove si festeggiava le vittorie del popolo ecc… . Ma quel giorno fu diverso: le persone, aspettando una festa, vennero attaccate dalla mafia, che ferì 27 persone e 11 morte fra cui 3 bambini e 8 adulti. Le persone dopo quel evento si arrabbiarono e non uscirono più di casa avendo paura. La strage fu progettata e realizzata da bandito Giuliano e la sua banda.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <author>joeldepetris</author>
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         <title>Salvatore Giuliano</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <author>joeldepetris</author>
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         <title>Gaspare Pisciotta</title>
         <author>joeldepetris</author>
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      <item>
         <title>come il bandito Giuliano, il Re di Montelepre, è stato un brigante italiano. Detto “Turiddu” aderì al movimento separatista siciliano, sorto nel secondo dopoguerra. A capo di una banda armata, compie azoni criminose contro uomini dello Stato e diventa uno strumento della mafia. Il suo nome resta principalmente legato alla strage di Portella della Ginestra (1º maggio 1947), in cui morirono undici persone e altre ventisette rimasero ferite. Molti aspetti della sua vicenda non sono ancora chiari.</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <author>joeldepetris</author>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il termine prese piede nei primi anni del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/XX_secolo">Novecento</a> e derivava dall'abitudine degli <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Estorsione">estorsori</a> di inviare alle loro vittime lettere minatorie contrassegnate dall'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emblema">emblema</a> del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teschio_e_tibie_incrociate">teschio e tibie incrociate</a> o dall'impronta di una mano nera, accompagnate da minacce di morte, di sfregi e danneggiamenti,questo tipo di crimine si diffuse da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/New_York">New York</a> a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chicago">Chicago</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Francisco">San Francisco</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/New_Orleans">New Orleans</a>, compiuta da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Usura">strozzini</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia">siciliani</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calabria">calabresi</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abruzzo">abruzzesi</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Molise">molisani</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Puglia">pugliesi</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campania">campani</a>. I principali capibanda che compirono questo tipo di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Estorsione">estorsione</a> furono i <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia">siciliani</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Morello">Giuseppe Morello</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_Lupo">Ignazio Lupo</a>, che strangolavano e bruciavano le vittime che rifiutavano di pagare e i <em>picciotti</em> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">napoletani</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Alfano">Enrico Alfano</a> e Pellegrino Morano. Anche il cantante <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Caruso">Enrico Caruso</a> e il trasformista <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leopoldo_Fregoli">Leopoldo Fregoli</a>, durante le loro tournée americane, subirono minacce ed estorsioni dagli affiliati alla Mano Nera.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Petrosino</strong>, detto <strong>Joe</strong>(<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Padula">Padula</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/30_agosto">30 agosto</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1860">1860</a> – <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palermo">Palermo</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/12_marzo">12 marzo</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1909">1909</a>), è stato un <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polizia">poliziotto</a><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiano</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Naturalizzazione">naturalizzato</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">statunitense</a>, un pioniere nella lotta contro il <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crimine_organizzato">crimine organizzato</a>. Le tecniche di lotta al crimine, di cui Petrosino è stato ideatore, sono ancora oggi praticate dalle forze dell'ordine.</p><p>Appena giunto in Sicilia Alle 20:45 del venerdì 12 marzo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/1909">1909</a>, tre colpi di pistola in rapida successione e un quarto sparato subito dopo suscitarono il panico nella piccola folla che attendeva il tram al capolinea di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piazza_Marina">piazza Marina</a> a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palermo">Palermo</a>.</p><p><br></p><p>Nel 1905, diventato tenente, gli era stata affidata l'organizzazione d'una squadra di poliziotti italiani, l'Italian Branch (composta da cinque membri, tra cui il successore di Petrosino, Michael Fiaschetti, nativo di Morolo), e ciò aveva reso più proficua ed efficace la sua lotta senza quartiere contro la Mano Nera, una tenebrosa organizzazione a carattere mafioso, con ramificazioni in Sicilia, attraverso la quale si esprimeva il racket.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Vito Cascio Ferro nacque a Palermo il 22 gennaio del 1862 da una povera famiglia contadina. Ancora bambino, si trasferì con la famiglia a Bisacquino, in provincia di Palermo, poiché Accursio Cascio Ferro, il padre, era stato assunto come campiere presso il locale feudo Santa Maria del Bosco di proprietà dei baroni Inglese.</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel 1884 Cascio Ferro venne accusato di estorsione e incendio doloso, venendo prosciolto per insufficienza di prove. Nel 1892, militò nelle file del Fascio contadino di Bisacquino, riuscendo in seguito a diventarne anche dirigente, ma a causa della dura repressione attuata dal Ministro dell'interno Francesco Crispi nei confronti dei Fasci siciliani si trovò costretto ad abbandonare la Sicilia, cercando rifugio in Tunisia nel 1894. Tornato a Bisacquino poco tempo dopo, Cascio Ferro riuscì a far fortuna imbastendo una flottiglia di pescherecci per lo smercio in Tunisia del bestiame rubato lungo il territorio della provincia  di Palermo; fece quindi richiesta per entrare a far parte del </p><p>Circolo dei Civili di Bisacquino, frequentato dai locali proprietari terrieri, ma la sua domanda d'iscrizione venne respinta all'unanimità. Allora Cascio Ferro entrò all'interno della sede del circolo in groppa al suo asino, minacciando pubblicamente i presenti, per dimostrare il suo potere.</p><p><br></p><p>Nel 1898 Cascio Ferro venne arrestato per il rapimento della baronessina Clorinda Peritelli di Valpetroso e subì una condanna di tre anni. Una volta scontata la pena, nell'agosto del 1901 si recò a Le Havre, in Francia, per imbarcarsi sulla nave La Champagne diretta per gli Stati Uniti d'America.</p><p><br></p><p><strong>Soggiorno negli Stati Uniti e l'omicidio di Petrosino</strong></p><p>Cascio Ferro giunse a Ellis Island, nel New Jersey, il 30 settembre del 1901[4]. Trovato alloggio presso la sorella Francesca e il cognato a Manhattan (New York), si unì ben presto alla cosca di estorsori e falsari capeggiata da Giuseppe Morello e dai suoi fratellastri Vincenzo, Nicola e Ciro Terranova, mafiosi originari di Corleone, che lo coinvolsero nelle attività della «Mano Nera», attività che consistevano in estorsioni all'interno della comunità italiana di Little Italy, accompagnate da sfregi, danneggiamenti e minacce di morte per tutti coloro che rifiutavano di pagare loro il «pizzo» e di acquistare i dollari falsi stampati dalla loro banda. Nel 1902 Cascio Ferro, assieme ad altri tre associati, venne tratto in arresto dai servizi segreti statunitensi per contraffazione di banconote, ma non venne condannato perché riuscì a procurarsi un alibi.</p><p>Nel 1903 il detective italo-americano Joe Petrosino sospettò Cascio Ferro di essere uno dei responsabili del famigerato «delitto del barile» (il corpo orribilmente sfigurato del mafioso siciliano Gaspare Candella, membro della banda di Giuseppe Morello, fu trovato chiuso in un barile abbandonato in una strada), ma Cascio Ferro riuscì a sfuggire all'arresto scappando dapprima a New Orleans, in Louisiana, e poi l'anno successivo in Sicilia.</p><p>Nel 1909, quando Petrosino venne assassinato a Palermo nella centrale Piazza Marina, Cascio Ferro fu sospettato di essere stato l'autore dell'omicidio. Infatti, quando fu tratto in arresto, gli fu trovata addosso una fotografia di Petrosino, ma l'accusa decadde a causa dell'alibi fornitogli dall'onorevole Domenico De Michele Ferrantelli, deputato di Bivona, di cui Cascio Ferro era il più importante capo-elettore. L'onorevole affermò che nel momento in cui Petrosino fu ucciso, Cascio Ferro era ospite in casa sua.</p><p>Nel 2014, dopo oltre un secolo dall'assassinio del detective, alcune intercettazioni telefoniche svolte nell'ambito di una più vasta operazione di polizia hanno confermato il coinvolgimento di Cascio Ferro quale mandante dell'omicidio Petrosino e di Paolo Palazzotto quale esecutore.</p><p><br></p><p><strong>Declino e morte</strong></p><p>Nel 1923 il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prefetto">sottoprefetto</a> di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corleone">Corleone</a> segnalò Cascio Ferro al <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ministero_dell%27interno">Ministero dell'interno</a> come «uno dei peggiori pregiudicati, capacissimo di commettere ogni delitto».</p><p>Il 1º maggio del 1926 il Servizio Interprovinciale di Pubblica Sicurezza, creato dal «prefetto di ferro» <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Mori">Cesare Mori</a> per arrestare i sospetti <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosa_Nostra">mafiosi</a>, rastrellò la zona che include <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bisacquino">Bisacquino</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corleone">Corleone</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Contessa_Entellina">Contessa Entellina</a>, arrestando 150 persone sospette, tra cui Cascio Ferro che fu accusato di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio">omicidio</a>. In un primo momento egli riuscì ad ottenere la libertà su cauzione ma fu arrestato di nuovo nel 1928 a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sambuca_di_Sicilia">Sambuca di Sicilia</a>, comune dell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Agrigento">agrigentino</a>, e tradotto nel carcere di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sciacca">Sciacca</a>. Nel 1930 la Corte d'Assise di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agrigento">Agrigento</a> lo condannò all'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ergastolo">ergastolo</a> per <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio">omicidio</a>.</p><p>Vito Cascio Ferro morì nel 1943, di sete, mentre era ancora rinchiuso nel carcere di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pozzuoli">Pozzuoli (NA)</a>. Infatti fu letteralmente dimenticato durante l'evacuazione del carcere, i cui detenuti si era deciso di allontanare poiché su Napoli erano previsti bombardamenti aerei da parte anglo-americana.</p><p><br></p><p><strong>Televisione</strong></p><p>Nel 1972 la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rai">Rai</a> trasmise il seguitissimo <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sceneggiato_televisivo">sceneggiato</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Petrosino_(miniserie_televisiva_1972)"><em>Joe Petrosino</em></a>, per la regia di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_D%27Anza">Daniele D'Anza</a>, in cui il personaggio di Vito Cascio Ferro fu interpretato dall'attore <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messina">messinese</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Mollica">Massimo Mollica</a>.</p><p>Nel 2012 la Rai trasmise lo sceneggiato in due puntate <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Mori_-_Il_prefetto_di_ferro"><em>Cesare Mori - Il prefetto di ferro</em></a>, in cui la parte di don Vito fu interpretata dall'attore <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Taranto">tarantino</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosimo_Cinieri">Cosimo Cinieri</a>.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <title>La mano nera</title>
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         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>La mano nera fu un insieme di bande che praticava estorsioni all'interno delle comunità  italiane nelle città statunitensi all'inizio del 20 esimo secolo. Nome e simbolo di varie associazioni segrete, con finalità politiche o di carattere delinquenziali .   Questo termine è iniziato nel  novecento . </p><p><br></p><p><br></p><p>ALEX BONUCCELLI 3C</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <author>joeldepetris</author>
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         <title>NAVARINO, BERGAMINI, BARSOTTINI, ARRIGHINI, BONUCCELLI</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>I SEGMENTI NARRATIVI da assegnare a ciascun studente SONO:</p><p><strong>Navarino illustra con immagini la narrazione</strong></p><p><br></p><p>A) Introduzione generale e info storiche (Bergamini)</p><p>B) La Mano nera nei media (Bonuccelli) </p><p>C) Vito Cascio Ferro (Barsottini)</p><p>D) Joe Petrosino (Arrighini)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Ez</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ez</p>]]></description>
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         <title>Fase 3</title>
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         <description><![CDATA[<p>Ogni studente approfondisce il proprio segmento di argomento e inizia a pensare ad un testo da leggere durante il podcast</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Fase 2</title>
         <author>joeldepetris</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il materiale viene organizzato in micro argomenti e assegnati ai singoli studenti</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Fase 1</title>
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         <description><![CDATA[<p>Ogni gruppo approfondisce il proprio argomento attraverso le risorse attraverso la ricerca Web.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-01 13:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>ASCOLTA COME E&#39; FATTO UN PODCAST SULLA MAFIA</title>
         <author>joeldepetris</author>
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