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      <title>CANNIZZARO NEXT: Scienza, Ambiente, Futuro by Cannizzaro Next: scienza, ambiente, futuro</title>
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      <description>Il periodico della scuola</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-12-02 15:38:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-12-03 17:50:50 UTC</pubDate>
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         <title>LA BIODIVERSITA&#39; DEI MONTI LEPINI</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Sabato 29 novembre, alcune classi del Cannizzaro hanno assistito, tramite collegamento in diretta, alla IX Conferenza scientifica annuale sulla “Biodiversità dei Monti Lepini”, svoltasi presso l'Auditorium Comunale Leone XIII di Carpineto Romano.</p><p>Nella conferenza, organizzata dalla Compagnia dei Lepini, si è parlato di rischio idrogeologico, diversità micologica, alberi monumentali, censimento dei boschi, gatti selvatici, coleotteri scarabeidi, corsi d’acqua, siti acquatici artificiali, mammiferi insettivori e tanto altro.</p><p>Sono intervenuti diversi professionisti quali naturalisti e docenti universitari che hanno condiviso con i presenti i loro più recenti studi riguardanti questi temi.</p><p>Ci si è focalizzati molto sul concetto di biodiversità, che sta a indicare la varietà di organismi viventi che vanno a formare ciascun ecosistema. In quest'ambito sono fondamentali le risorse dei Monti Lepini, aventi un insieme di particolari caratteristiche che li rendono favorevoli a ospitare molteplici specie, arricchendo così la diversità del territorio locale. Anche a livello nazionale, i Lepini rappresentano uno dei territori a più alto contenuto di biodiversità.</p><p>La Biodiversità è molto complessa, la possiamo riassumere dicendo che è l'insieme di tutte le forme di vita sulla Terra: dagli animali alle piante, dagli ecosistemi agli habitat naturali, fino ai paesaggi che costituiscono l'ambiente in cui viviamo. Questa varietà non è un lusso, ma è la base che consente al nostro pianeta di mantenersi vivo e in equilibrio. Ogni organismo, anche il più piccolo, svolge un ruolo fondamentale nel grande intreccio della natura. Tuttavia, oggi la biodiversità è sotto una forte minaccia: l'impatto dell'uomo sull'ambiente sta causando cambiamenti profondi. Non solo scompaiono specie, ma intere comunità naturali e habitat (terrestri, marini e d'acqua dolce) si impoveriscono.</p><p>Un esempio che ci ha colpito molto proviene dalla cattività di animali marini. II parco<br>acquatico Marineland, ad Antibes (Francia), è stato per decenni simbolo di esibizioni di delfini e orche, ad oggi all'interno vi sono rimaste solo due orche, madre e figlio (Wikie e Keijo), una volta attori di grandi spettacoli per adulti e bambini. Una legge francese del 2021 ha vietato la cattività e gli spettacoli dei cetacei, il parco ha chiuso, ma Wikie e Keijo (insieme ad altri delfini) sono rimasti, costretti a vivere in vasche degradate, con acqua sporca, alghe e strutture in disfacimento. <br>Un altro drammatico esempio è avvenuto in natura, anche animali apparentemente sicuri sono in pericolo. I koala, simbolo dell'Australia, hanno rischiato di scomparire durante gli incendi del 2019-2020: migliaia sono morti o hanno perso il loro habitat. Anche se la specie non è estinta, questi eventi mostrano quanto la vita degli animali sia fragile e quanto sia urgente proteggerli. <br>Ma la crisi ambientale non colpisce solo la natura selvaggia. Anche ambienti urbani come New York sono soggetti a fenomeni pericolosi. Studi recenti mostrano che New York City sta lentamente "affondando" sotto il peso dei suoi stessi grattacieli: in media il terreno si abbassa di circa 1-2 millimetri all'anno. Se questi valori si mantengono costanti, in dieci anni la città potrebbe abbassarsi di 10-20 millimetri (ossia 1-2 centimetri circa). Un dato apparentemente piccolo, ma significativo, se si considera che si somma all'innalzamento del livello del mare (causato dal cambiamento climatico) e all'aumento dell'intensità delle tempeste e degli eventi meteorologici estremi. Questo significa che le aree costiere o vicino ai fiumi possono diventare sempre più vulnerabili e soggette a inondazioni, allagamenti e danni strutturali, modificando drasticamente la vita quotidiana delle persone. <br>Un'ampia analisi basata su circa 2.100 studi in tutto il mondo ha rivelato che la biodiversità globale sta subendo un declino massiccio: non solo diminuiscono specie, ma cambia l'intera composizione degli ecosistemi. Questo declino non riguarda solo animali visibili (piante, mammiferi, uccelli), ma anche microrganismi, insetti, funghi e ecosistemi acquatici, ossia l'intera rete della vita.</p><p>La scomparsa di anche una sola specie porta ad alterazioni irreversibili, con conseguenze sulla mitigazione del clima oltre che sulle materie prime e sulla nostra alimentazione. Le cause principali della perdita di biodiversità sono riconducibili all'azione dell'uomo. L'impatto più forte deriva da attività come la deforestazione e le emissioni di gas serra in atmosfera (CO2, metano…), che accelerano i cambiamenti climatici. La rapidità del fenomeno impedisce alla maggior parte delle specie di adattarsi e le porta quindi ad estinguersi.</p><p>Quando un ecosistema viene danneggiato o scompare, non si perde solo un luogo naturale, ma tutto ciò che esso garantiva: ossigeno, acqua pulita, equilibrio climatico, rifugio per gli animali e risorse per l'uomo. È importante agire perché la crisi ambientale non è qualcosa di lontano o teorico: sta cambiando ogni giorno davanti ai nostri occhi, spesso senza che ce ne rendiamo conto. <br>Il problema è che questi cambiamenti non sono lievi: stanno diventando sempre più rapidi e tragici, e riguardano direttamente la nostra vita, oggi vediamo estati sempre più estreme, inverni improvvisamente rigidi, suoli che cedono, specie che scompaiono, mari che si riscaldano e città che diventano più vulnerabili. Tutto questo non è futuro: è già presente. E più aspettiamo, più sarà difficile tornare indietro.</p><p>L’ecosistema dei Lepini rappresenta un bene comune che abbiamo il dovere di continuare a tutelare e valorizzare, ponendo enfasi sul concetto di sostenibilità. Questa conferenza è stata sia un'occasione per approfondire la conoscenza del nostro territorio, sia uno spunto di riflessione su come l'umanità debba prendere coscienza e impegnarsi seriamente nel proteggere la natura e i suoi elementi.</p><p>Ulteriori opportunità per riflettere ci vengono offerte anche da Mondo Futuro, un’associazione del territorio con cui la nostra scuola, molto sensibile alle iniziative legate all’ambiente e alla sostenibilità, collabora da ben 5 anni. Mondo Futuro è formata essenzialmente da ragazzi e ragazze che operano attivamente nelle scuole con svariati progetti: convegni formativi, piantumazione di alberi,&nbsp;incontri con gli studenti e così via. Sono tutti eventi volti a sensibilizzare i giovani riguardo questo tema e anche a promuovere una concreta valorizzazione e salvaguardia del nostro ambiente, prima che la situazione divenga irreversibile.</p><p>Il nostro pianeta è un bene prezioso che dobbiamo proteggere e custodire. San Francesco, nel <em>Cantico di frate Sole</em>, ci ricorda quanto il legame tra l’uomo e la natura sia profondo e simbiotico: ogni elemento del creato è parte della stessa famiglia. Questo ci fa comprendere che l’uomo e la natura sono uniti da una stessa origine e che ogni creatura, dal sole agli animali, merita rispetto e riconoscenza. Il Cantico ci invita a lodare le opere di Dio e a non sfruttarle, ricordandoci un messaggio semplice ma profondo: ogni elemento del creato possiede un valore e una dignità propri.</p><p><br></p><p>A cura della prof.ssa Anna Rita Briganti</p><p>e degli alunni:</p><p>Giada Depaolis, Elena Stampiglia, Ilaria Cannone, Tommaso Coccarelli, Adduci Giuseppe, Renzi Matteo, Lorenzo Carosi   (3 C Informatica)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-12-10 08:44:50 UTC</pubDate>
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         <title>EDITORIALE</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2025-12-11 05:24:26 UTC</pubDate>
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         <title>INTERVISTA ALLA DIRIGENTE SCOLASTICA Dott.ssa DANIELA MICHELANGELI</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2025-12-11 07:36:18 UTC</pubDate>
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         <title>INTERVISTA AL SINDACO DEL COMUNE DI COLLEFERRO, Dott. PIERLUIGI SANNA</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2025-12-11 07:59:59 UTC</pubDate>
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         <title>“Chi non conosce la verità è sciocco, ma chi pur conoscendola la chiama menzogna è un criminale.”    GALILEO GALILEI                                </title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>PERCHE' ANCORA LO RICORDIAMO?</strong></p><p>Se oggi parliamo di satelliti, telescopi e leggi della fisica in modo così chiaro, lo dobbiamo in gran parte a un uomo vissuto più di quattro secoli fa: Galileo Galilei, l’uomo che ha consolidato il metodo scientifico.</p><p>Ma chi era davvero questo personaggio citato spesso nei libri di storia ma spesso poco conosciuto fino in fondo?</p><p><br/></p><p><strong>CHI ERA?</strong></p><p>Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 febbraio 1564 e, dopo la formazione iniziale a Firenze e gli studi di Medicina a Pisa, si dedica alla matematica e alle scienze applicate come meccanica e idraulica. Nel 1589 ottiene la cattedra di Matematica all’Università di Pisa, dove introduce un metodo innovativo: <em>tutto ciò che si afferma deve essere dimostrato</em>, senza assumere nulla come verità data. Questo approccio rigoroso renderà il suo contributo fondamentale per lo sviluppo della scienza moderna.</p><p>Tra il 1592 e il 1610, durante il periodo padovano, Galileo compie scoperte decisive: formula la legge sulla caduta dei gravi e utilizza per primo un cannocchiale puntato verso il cielo (1609), aprendo la strada all’astronomia sperimentale. Le sue osservazioni delle macchie solari e delle fasi di Venere e Mercurio lo collocano tra i difensori del modello copernicano, in contrasto con la cosmologia tolemaica.</p><p>Nel 1632 pubblica il <em>Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em>, opera centrale nel dibattito tra geocentrismo ed eliocentrismo, che porta al suo processo e all’abiura. Negli ultimi anni scrive i <em>Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze</em>, testo che lo consacra come <em>uno dei padri della scienza moderna</em>, grazie al suo metodo fondato sulla dimostrazione e sull’osservazione.</p><p>Galileo muore l’8 gennaio 1642, dopo aver “cambiato la storia dell’Uomo”, come riportato nel suo testo.</p><p><br/></p><p><strong>SCOPERTE SCIENTIFICHE</strong></p><p>Galileo Galilei è famoso in primo luogo per il perfezionamento del cannocchiale, il quale gli ha permesso di rivoluzionare l’astronomia con scoperte che hanno messo in discussione anche ciò che si credeva da secoli.</p><p>Le sue osservazioni l’hanno portato a perfezionare e confermare la teoria di Copernico, secondo cui è la Terra a orbitare intorno al Sole, al contrario di come era erroneamente pensato all’epoca.</p><p>Ma non si fermo qui: osservò le valli e montagne della superficie della Luna e le macchie solari della superficie del Sole, dimostrando che questi corpi celesti non sono perfetti come si credeva.</p><p>Inoltre scoprì i 4 satelliti di Giove, dimostrando l’esistenza di altri satelliti oltre alla Luna e capì che la Via Lattea non era una striscia di luce ma un immenso insieme di Stelle.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>RAPPORTO CON LA CHIESA</strong></p><p>Il rapporto tra Galileo e la Chiesa fu complesso e pieno di tensioni.</p><p>Le sue osservazioni astronomiche sostenevano una teoria che all'epoca la Chiesa considerava in contrasto con la propria interpretazione delle Scritture.</p><p>Galileo cercò più volte il dialogo e provò a spiegare che la scienza non voleva sfidare la fede, ma capire come funziona la natura.</p><p>Tuttavia, le sue scoperte furono viste come troppo rivoluzionarie e nel 1633 venne processato e costretto a rinnegare pubblicamente le sue idee.</p><p>Nonostante ciò, continuò a studiare e il suo lavoro rimase fondamentale per il progresso scientifico.</p><p>&nbsp;In un'epoca in cui le idee "scomode" erano pericolose, Galileo ha avuto il coraggio di fidarsi dei fatti, dei numeri e degli esperimenti. È per questo che oggi lo consideriamo il simbolo della curiosità, della libertà di pensiero e della scienza moderna.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-12-12 08:44:08 UTC</pubDate>
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         <title>INTELLIGENZA ARTIFICIALE: UNA GRANDE SFIDA PER COSTRUIRE UN FUTURO MIGLIORE

</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3720448850</link>
         <description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale “IA” è entrata sempre in modo più presente nella vita quotidiana, influenzando la scuola, il lavoro, la sanità, la comunicazione e tantissimi altri settori.</p><p>Questa nuova tecnologia, è capace di analizzare enormi quantità di dati e di svolgere attività molto complesse, che l’uomo non riuscirebbe a risolvere in così poco tempo.</p><p>L’IA è stata una delle innovazioni più importanti di questo tempo con il suo grandissimo sviluppo che porta tantissimi vantaggi, offrendo diverse opportunità, ma, anche tantissimi rischi i quali devono essere riconosciuti e ridotti al minimo.</p><p>In ambito scolastico noi studenti spesso facciamo uso di Chat Gpt che può aiutare nello studio attraverso, traduzioni create in pochi secondi e piattaforme che si adattano ad esercizi e varie necessità.</p><p>Nel mondo del lavoro l’IA è utilizzata per codificare dei codici, creare nuove app in poco tempo ecc…. ma la cosa che potrebbe spaventare di più è che essa possa sostituire il lavoro manuale dell’uomo.</p><p>Come vediamo oggi giorno con l’evoluzione dei robot, macchine artificiali che assomigliano agli uomini, si stanno perdendo la creatività e il pensiero della mente umana.</p><p>Questi robot li troviamo nei ristoranti dove consegnano i piatti come dei veri e propri camerieri, salutando e dicendo “buon appetito “, adottati anche da Amazon, i robot organizzano tutti i vari pacchi da spedire.</p><p>In sala operatoria si trovano delle macchine che operano al posto dei primari di chirurgia e così via….</p><p>Quindi si stanno perdendo pian piano quelle che erano le attività strategiche e creative dell’uomo.</p><p>Oltretutto nella sanità l’IA contribuisce a dare diagnosi precoci di alcune malattie, aiuta con la lettura di immagini mediche e nella gestione delle emergenze, migliorando la qualità delle cure.</p><p>Anche nella comunicazione con l’IA si facilita l’accesso alle informazioni e ci sono possibilità di incontrare nuove persone grazie alle varie app create.</p><p>Quindi l’IA, se usata correttamente, può aumentare l’efficienza, ridurre gli errori e promuovere l’innovazione. Dall’altro lato, presenta rischi non trascurabili. Uno dei principali è la tutela della privacy: gli algoritmi nell’IA richiedono grandi quantità di dati personali e il loro utilizzo “improprio “ potrebbe mettere a rischio la privacy della persona.</p><p>Un secondo rischio è che l’IA può far girare notizie false che possono essere interpretate come vere da chi le legge.</p><p>Altro problema è causato dagli algoritmi che prendono decisioni senza avere sentimenti, basate su dati incompleti e distorti, portando le persone a fare cose di cui potrebbero pentirsi.</p><p>Bisogna stare molto attenti a ciò che si legge, ma soprattutto a non credere a tutto ciò che ci pone davanti l’IA, credendo che sia molto più sviluppata dell’uomo.</p><p>In realtà l’uomo è molto intelligente ma svolge tutte le attività con il proprio tempo, invece l’IA dà risultati in pochi secondi ma molto volte con dati sbagliati e distorti.</p><p>Per questi motivi, è fondamentale che l’utilizzo di questa tecnologia sia regolato in modo chiaro e responsabile.</p><p>Le istituzioni dovrebbero definire norme che garantiscono trasparenza, sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali, imponendo controlli molto severi soprattutto nei settori più sensibili come la sanità e la giustizia.</p><p>Allo stesso tempo le aziende che programmano queste tecnologie dovrebbero adottare principi rigorosi per la salvaguardia di chi usa l’IA.</p><p>È necessario, se non indispensabile per la società, anche, investire nell’educazione digitale, affinché i cittadini possano riconoscere i vari rischi e come affrontarli.</p><p>A mio parere la comunità, si deve preparare all’evoluzione dell’intelligenza artificiale con un atteggiamento “equilibrato “né con paura né con spavalderia.</p><p>L’IA non deve essere considerata come un nemico che rimpiazza il lavoro dell’uomo o il suo modo di pensare, ma deve essere considerata come una tecnologia molto potente capace di migliorare e non di portare al degrado il mondo.</p><p>Occorre però puntare sulla formazione dell’uomo sull’uso di questa tecnologia, affinché possa attingere il più possibile da quest’ultima per migliorare il mondo del lavoro, della sanità, del sistema scolastico ecc…. Solo in questo modo l’intelligenza artificiale potrà diventare un’opportunità di progresso e non fonte di nuovi problemi.</p><p>Quindi bisognerebbe limitare un po’ l’utilizzo di questa tecnologia, per il semplice fatto di non diventare “schiavi “dell’IA e non perdere, la nostra creatività e il nostro metodo di studio.</p><p>In conclusione l’IA rappresenta una grande sfida ma anche una grande occasione. I suoi vantaggi sono tantissimi, se usata con trasparenza, responsabilità e conoscendola tramite la formazione, ma, i suoi rischi non devono essere trascurati.</p><p>Con regole e norme adeguate, un uso responsabile e lo studio di questa tecnologia, l’IA può contribuire a costruire un futuro innovativo, giusto per tutti senza compromettere i diritti fondamentali dell’uomo.</p><p><br/></p><p>A cura della prof.ssa Anna Rita Briganti</p><p>e dell’alunna Vanessa Menichelli (classe 4 A chimica)</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-12-12 08:50:25 UTC</pubDate>
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         <title>Perché scegliere il liceo delle Scienze Applicate? </title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3720452063</link>
         <description><![CDATA[<p>Abbiamo scelto il liceo delle Scienze Applicate perché&nbsp;ci piace unire la teoria con la pratica, fare esperimenti, osservare i fenomeni e trarre conclusioni concrete. Pensiamo che questo indirizzo ci offra un metodo di studio più pratico e moderno, che unisce teoria e applicazione. Vogliamo sviluppare competenze tecnologiche e scientifiche che ci saranno utili sia all’università sia nel futuro lavoro, e crediamo che questo percorso sia il più adatto per coltivare la nostra curiosità e prepararci alle sfide della società di oggi.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-12-12 08:54:22 UTC</pubDate>
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         <title>IMPRESSIONI E SPUNTI DI RIFLESSIONE DOPO L&#39;INCONTRO CON LA NOSTRA DIRIGENTE dott.ssa DANIELA MICHELANGELI</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3720675163</link>
         <description><![CDATA[<p>L’incontro del 27 novembre scorso con la Dirigente scolastica del nostro Istituto, la Dott.ssa Daniela Michelangeli, è stato particolarmente significativo. Ci ha permesso di comprendere quanto siano fondamentali la formazione e l’esperienza per raggiungere ruoli di responsabilità e quanto la scuola possa incidere positivamente sulla società e sul mondo del lavoro.</p><p>La storia della nostra Preside, ricca di tappe importanti e di esperienze diverse, dimostra come impegno, passione e sensibilità possano davvero fare la differenza nel contesto educativo. Lei è un esempio prezioso per tutti noi: ci ricorda che la scuola non è solo un luogo di studio, ma un ambiente vivo, che cresce e si rinnova insieme alle persone che lo abitano. Il suo percorso, iniziato con un forte impegno per l’inclusione e caratterizzato da anni di aggiornamento e dedizione, testimonia la forza di una Dirigente che mette i ragazzi e il loro futuro al centro della propria missione.</p><p>La sua carriera ha sempre valorizzato l’ascolto, l’attenzione ai bisogni di ciascuno e la promozione di una scuola aperta e accogliente. Ancora oggi la Preside Michelangeli porta avanti questa visione con energia e spirito di rinnovamento. Sotto la sua guida, il nostro Istituto realizza progetti dedicati all’inclusione, alla legalità, alla cittadinanza attiva, all’uso consapevole della tecnologia e alla collaborazione con il territorio.</p><p>Avere una Dirigente con una visione così ampia e attenta è una grande risorsa: significa poter contare su una guida capace di ascoltare, accompagnare e investire davvero nel futuro degli studenti.</p><p><br></p><p>A cura delle prof.sse R. Panicara, A.R. Briganti e degli alunni della classe 3C LSA</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-12-12 13:24:19 UTC</pubDate>
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         <title>I preparati dermatologici del nostro istituto</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-12-19 14:39:47 UTC</pubDate>
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         <title>PREMIAZIONE STEM IN ESCAPE ROOM </title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 15 dicembre scorso, presso l’ITIS Cannizzaro, si è svolta un’innovativa <strong>Escape Room digitale</strong>, pensata per orientare gli alunni delle scuole medie verso una scelta più consapevole della scuola superiore, attraverso l’utilizzo diretto dei vari laboratori.</p><p>I ragazzi si sono messi alla prova in una sfida a tempo, affrontando e superando diverse prove in un clima di collaborazione e competizione.</p><p>I risultati di questa esperienza saranno resi noti <strong>il 16 gennaio alle ore 15.30</strong>, presso l’<strong>Aula Magna</strong> del nostro Istituto, dove verranno premiate le <strong>prime tre squadre classificate</strong>.</p><p>Non mancate, vi aspettiamo numerosi!</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-10 08:57:26 UTC</pubDate>
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         <title>STUDENTE DEL CANNIZZARO PER UN GIORNO</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Vuoi provare a metterti nei nostri panni? Cosa aspetti? Iscriviti alla proposta della nostra scuola e diventa uno studente del Cannizzaro per un giorno! Le iscrizioni sono aperte e potrai partecipare ogni sabato a partire dal 17 gennaio al 7 febbraio. </p><p>Per scegliere il tuo futuro, con il Cannizzaro sei al sicuro!</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-01-10 09:04:52 UTC</pubDate>
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         <title>Incontro con l&#39;autore nella nostra biblioteca</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-01-20 16:46:30 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sulla tragedia di Crans-Montana</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-01-21 15:34:45 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione sui recenti episodi di violenza nelle scuole</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-01-23 05:04:44 UTC</pubDate>
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         <title>Per un bagno di benessere</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-01-24 18:51:19 UTC</pubDate>
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         <title>UXORICIDIO TRA LETTERATURA E REALTA&#39; CONTEMPORANEA</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3775295882</link>
         <description><![CDATA[<p>Dante nel Purgatorio presenta Pia de’ Tolomei, una donna uccisa dal marito per gelosia, raccontata in modo allusivo e delicato: lei non accusa nessuno e chiede solo di essere ricordata. Nella letteratura molte altre donne subiscono violenza nel matrimonio, come Francesca da Rimini, uccisa dal marito, e Desdemona nell’Otello di Shakespeare, strangolata per gelosia. Anche nella mitologia greca Clitennestra uccide il marito Agamennone, mostrando come la violenza coniugale sia un tema antico. Questi esempi servono a riflettere sull’ingiustizia, sul potere maschile e sull’importanza del rispetto e dell’uguaglianza.</p><p><br></p><p><strong><em>Quando la violenza distrugge un'intera famiglia</em></strong></p><p>La vicenda di Claudio Carlomagno si svolge nel gennaio 2026 e rappresenta un grave caso di violenza domestica. L’8 gennaio 2026 scompare la moglie, Federica Torzullo, e dopo alcuni giorni le indagini rivelano che è stata uccisa dal marito, che viene arrestato e confessa il delitto. L’omicidio viene classificato come femminicidio, perché avvenuto all’interno di una relazione che avrebbe dovuto essere sicura e protettiva.</p><p>Alla base del gesto ci sarebbero stati problemi di coppia e difficoltà emotive dell’uomo. Questo episodio evidenzia come la violenza possa nascere anche in contesti familiari apparentemente normali e come sia importante saper riconoscere i segnali di disagio prima che sfocino in tragedie. Il femminicidio di Federica mostra quanto il possesso e il controllo possano trasformare un legame affettivo in una situazione pericolosa.</p><p>Pochi giorni dopo, il 26 gennaio 2026, i genitori di Claudio vengono trovati morti, in quello che sembra essere un suicidio, probabilmente legato allo shock e al dolore per quanto accaduto. Questo evento evidenzia come un atto di violenza non distrugga solo la vita della vittima diretta, ma possa avere conseguenze devastanti su un’intera famiglia.</p><p>La vicenda invita a riflettere sull’importanza della prevenzione, dell’educazione emotiva e del supporto psicologico nelle relazioni familiari. Mostra come la violenza di genere non sia mai un episodio isolato e quanto sia essenziale intervenire tempestivamente per proteggere le persone e prevenire tragedie simili.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-03 13:09:46 UTC</pubDate>
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         <title>INCONTRO CON IL GIORNALISTA ROBERTO CAMPAGNA E CON L&#39;ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA MONDO FUTURO</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3776030678</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-02-03 22:06:51 UTC</pubDate>
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         <title>7 gennaio: Festa del Tricolore</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3776501183</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-02-04 05:47:33 UTC</pubDate>
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         <title>12 febbraio: Darwin Day</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3788143595</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Darwin Day 2026 e biodiversità: tra successi della conservazione e nuove minacce globali </strong></p><p><br></p><p>Oggi 12 febbraio si celebra il "<em>Darwin Day</em>", giornata istituita per tutelare la biodiversità nel mondo in onore del padre della teoria dell'evoluzione, Charles Darwin, nato proprio in questo giorno nel 1809. </p><p>Pur essendosi iscritto da giovane alla facoltà di medicina a Edimburgo, Darwin non riuscì mai ad appassionarsi alla disciplina. Suo padre allora lo mandò all'Università di Cambridge per studiare teologia, ma Darwin, interessato alle collezioni di insetti e appassionato dei testi sulla natura, si dedicò alle scienze naturali.</p><p>E così decise di partecipare alla spedizione della nave <em>Beagle</em>, che dal 1831 per cinque anni batté le coste dell'America Meridionale e dell'Australia.</p><p>Al suo ritorno, Darwin riportò taccuini pieni di appunti sulle innumerevoli specie vegetali e animali da lui conosciute: in particolare, egli fu colpito dalle specie che abitavano l’arcipelago delle Galàpagos, al largo dell'Ecuador, come iguane, tartarughe e uccelli.</p><p>Nei campioni di animali e vegetali raccolti Darwin osservò forti somiglianze tra i fossili e le forme viventi di una stessa area, quale appunto quella delle Isole Galàpagos.&nbsp;A partire da questa intuizione, Darwin notò che in ogni popolazione ci sono delle differenze tra i vari individui e che alcune di queste sono ereditarie&nbsp;e consentono agli individui portatori di generare più discendenti di altri.</p><p>Nacque così il concetto di "<em>selezione naturale</em>" secondo cui il più forte è l’individuo che si adatta meglio al suo ambiente.</p><p>E così ai nostri giorni ogni anno il <em>Darwin Day</em> celebra l’intuizione che ha cambiato il nostro approccio con la natura (e "<em>L'origine delle specie</em>", il saggio darwiniano che ha fondato la biologia evoluzionistica moderna): la vita sulla Terra è il risultato di un’evoluzione lenta, fatta di adattamenti biologici che si manifestano in tempi lunghissimi. </p><p>La biodiversità è il prezioso risultato di questo processo.</p><p>Oggi, tuttavia, la crisi climatica, il consumo di suolo, l'inquinamento e lo sfruttamento delle risorse hanno alterato e continuano a perturbare i delicati equilibri naturali che si sono instaurati in milioni di anni.</p><p>Questo è il messaggio al centro del nuovo <em>report</em> del WWF Italia, che proprio quest’anno compie 60 anni, e diffuso in occasione di questa giornata.</p><p>Il documento racconta lo stato di salute di alcune specie tipiche e conosciute da tutti, che a volte si è riusciti a tutelare, ma che continuano ad essere minacciate dal crescente inquinamento: è importante capire che la loro difesa comporta la salvaguardia degli ecosistemi da cui dipende anche la nostra sopravvivenza.</p><p>Un caso emblematico a tale proposito è quello del <strong><mark>lupo</mark></strong>, che è stato oggetto di un'azione di tutela, ma anche di una <em>bagarre</em> politica.</p><p>Negli anni Settanta del secolo scorso in Italia restavano appena 100-150 esemplari di lupo (<em>Canis lupus</em>), mentre oggi ce ne sono oltre 3500, infatti questa è una delle più grandi storie di successo della tutela della biodiversità.</p><p>Una volta protetto dalle leggi infatti, il lupo è tornato a popolare montagne e colline dimostrando quanto rapidamente la natura si riprenda se non viene sopraffatta. Nonostante questo recupero, tuttavia, la specie è ancora vulnerabile a causa dell'uomo, per le uccisioni illegali e per gli esperimenti di ibridazione con il cane. </p><p>Per tali motivi nell'ultimo decennio si stanno portando avanti tecnologie innovative per la deestinzione del lupo "<em>Dire wolf</em>": la <em>Colossal Biosciences</em>, azienda biotecnologica statunitense con sede a Dallas, in Texas, ha "<em>riportato in vita</em>" tramite la deestinzione (con tecniche di manipolazione genetica) l'enocione, classificato come <em>Aenocyon dirus</em>, canide vissuto durante il Pleistocene, era compresa tra 2,6 milioni e 10000 anni fa, e oggi famoso grazie alla serie televisiva <em>Games of Thrones</em> (<em>Il Trono di Spade</em>) in cui rappresenta il simbolo della nobile <em>Casa Stark</em>. Conosciuto anche come “lupo terribile” (<em>Direwolf</em>), o “<em>metalupo</em>”, questo predatore, pur presentando una certa somiglianza con il moderno lupo grigio, era un carnivoro diffuso in molte aree delle Americhe, caratterizzato da una dentatura robusta e da un cranio massiccio. </p><p>Di recente questa specie ha subito un declassamento dello stato di protezione, fatto che, secondo il WWF, rischia di annullare i successi ottenuti. Attualmente infatti la percentuale di mortalità del lupo causata dall'uomo arriva al 20-30% l’anno: è un dato ancora elevato per una specie che sta consolidando il suo recupero.</p><p>La soluzione per il WWF consiste nella lotta al bracconaggio, nella riduzione delle recinzioni elettrificate e dell'assalto con cani da guardia, e nella maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica. </p><p>Un altro esempio è quello dell’<strong><mark>orso bruno marsicano</mark></strong> (<em>Ursus arctos marsicanus</em>), specie unica ed endemica dell’Appennino centrale, che attualmente conta poco più di 50 esemplari tanto da essere classificato come “<em>in pericolo critico</em>” dall’IUCN (acronimo inglese per "<em>Unione Internazionale per la Conservazione della Natura</em>").</p><p>Il WWF sta lavorando da anni per ridurre la mortalità dell'orso causata dall’uomo e per migliorare la convivenza con le comunità locali (e i recenti episodi di attacchi dell'orso all'uomo hanno sollevato diverse questioni politiche in merito). Tra i progetti più ambiziosi c’è "<em>Orso 2x50</em>", che punta a raddoppiare entro il 2050 sia il numero di animali che il territorio occupato.</p><p>Infine, non possiamo trascurare il caso della <strong><mark>foca monaca</mark></strong>, definita da alcuni "<em>il fantasma del Mediterraneo</em>".</p><p>In effetti la foca monaca (<em>Monachus monachus</em>), una delle specie più minacciate al mondo e l’unica endemica del Mediterraneo, conta meno di 1000 esemplari tra Mediterraneo orientale e poche zone dell’Atlantico (in Italia attualmente gli avvistamenti sono rari). Al momento la foca monaca è classificata dall'IUCN come “<em>vulnerabile</em>” a livello mondiale e, proprio a causa delle scarse segnalazioni, come “<em>data deficient</em>” in Italia.</p><p>I principali nemici di questa specie sono la plastica onnipresente nei mari (e che spesso i grandi mammiferi marini ingoiano) e le “reti fantasma”, a volte lasciate abbandonate nei fondali, ma che possono intrappolare e uccidere molti animali.</p><p>Per questi motivi alcune specie marine vengono costantemente monitorate: in particolare, il WWF partecipa al progetto internazionale "<em>Life Adapts" </em>che valuta la resilienza di alcune specie del Mediterraneo nei confronti degli effetti del cambiamento climatico e interviene sul restauro dei loro habitat, sia in mare che lungo le coste.</p><p>Ci sono anche risultati positivi nelle iniziative per la tutela della biodiversità, come nel caso dell’<strong><em><mark>aquila di Bonelli</mark></em></strong> ("<em>Aquila fasciata"</em>), grande rapace mediterraneo, che nei primi anni Duemila aveva sfiorato l'estinzione con appena 20-25 coppie presenti in Italia a causa dell'impiego di pesticidi tossici, dell'elettrocuzione degli uccelli sui cavi elettrici, del bracconaggio e dei furti di uova. Al contrario, oggi la sopravvivenza dell'aquila di Bonelli è stata assicurata da due popolazioni, in Sardegna e in Sicilia, che rappresentano l'unica area italiana di nidificazione.</p><p>E grazie al progetto "<em>Life ConRaSi"</em> (<em>Conservazione dei rapaci siciliani</em>), al monitoraggio Gps e alla sorveglianza dei nidi, la popolazione siciliana è raddoppiata. </p><p>Unendo le ricerche della scienza e della tecnologia quindi possiamo davvero tutelare la grande ricchezza di flora e di fauna del nostro pianeta così come Darwin desiderava:</p><p>“<em>Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti</em>".</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p>PARIS Cristian e alunni della 3 A Chimica</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-12 14:55:41 UTC</pubDate>
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         <title>Carnevale: tra maschere, colori e tradizioni senza tempo</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3789919700</link>
         <description><![CDATA[<p>Ogni anno, tra febbraio e marzo, piazze e strade si riempiono di colori, musica e maschere. Il Carnevale è spesso associato al divertimento, ai carri allegorici e ai costumi fantasiosi, ma dietro questa festa si nasconde una storia antichissima e affascinante. Le sue origini affondano in riti pagani legati al ciclo delle stagioni e alla rinascita della natura, molto prima che il Cristianesimo ne ridefinisse il significato. Per comprendere davvero il Carnevale, occorre quindi andare oltre l’apparenza festosa e riscoprire le sue radici storiche e simboliche.</p><p>Nell’Antica Grecia e nell’Antica Roma, questo periodo dell’anno era dedicato alla fine dell’inverno e al risveglio della terra. I Saturnali romani, feste dedicate al dio Saturno, possono essere considerati gli antenati del Carnevale. Durante queste celebrazioni, l’ordine sociale veniva temporaneamente ribaltato: gli schiavi cenavano ai tavoli dei padroni, che a loro volta li servivano. Simili erano le feste dionisiache greche, caratterizzate da processioni, danze e maschere in onore di Dioniso. Celare il viso con una maschera permetteva di annullare le gerarchie: sotto di essa, il povero era uguale al ricco e ogni tabù poteva essere infranto.</p><p>Con l’ascesa del Cristianesimo, la Chiesa non proibì queste feste, bensì le integrò nel calendario liturgico. La parola stessa Carnevale ne svela la natura cristiana: deriva dal latino medievale carnem levare (“togliere la carne”). Il Carnevale divenne così il periodo di festa che precedeva il Mercoledì delle Ceneri, l’ultimo momento di convivialità prima dei quaranta giorni di digiuno e penitenza della Quaresima.</p><p>Nel Medioevo, il Carnevale esplose come festa popolare. Nacquero molti dolci tipici — come chiacchiere e castagnole — legati alla necessità di consumare ingredienti ricchi prima dell’inizio della Quaresima. In questo periodo presero forma anche tradizioni locali che ancora oggi caratterizzano la festa, come quella del Carnevale di Venezia, celebre per le sue maschere raffinate, i balli, gli spettacoli teatrali e le feste nei palazzi.</p><p>Con lo sviluppo della commedia e del teatro popolare, il Carnevale si popolò di personaggi fissi: il servo astuto Arlecchino, il vecchio avaro Pantalone e il saggio Pulcinella. Queste maschere diedero un volto ai vizi e alle virtù della società dell’epoca, trasformando la festa in uno specchio ironico della realtà.</p><p>Nel corso dei secoli, la festa ha continuato a evolversi. Nell’Ottocento nacquero i grandi carri allegorici, come quelli del Carnevale di Viareggio, originati nel 1873 da una protesta dei cittadini contro le tasse imposte dall’amministrazione comunale. Con il tempo, i carri divennero sempre più spettacolari e satirici, trasformandosi in potenti strumenti di critica verso il potere politico e la società.</p><p>Oggi il Carnevale è una festa globale, celebrata in modi diversi a seconda delle tradizioni locali. Nonostante le differenze, alcuni elementi restano comuni: sfilate, carri, musica, balli, maschere e dolci tipici.</p><p>&nbsp;</p><p>Tra i Carnevali tuttora celebri, oltre a quello di Venezia, spiccano il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Acireale in Sicilia e il Carnevale di Rio de Janeiro in Brasile, famoso per le sue spettacolari parate di samba e i costumi scintillanti.</p><p>Anche la nostra scuola, ha preso parte alla tradizione carnevalesca, partecipando alla sfilata “La scienza in maschera”, organizzata dal Comune di Colleferro, che si è tenuta nella mattinata di venerdì 13 febbraio.</p><p>Noi studenti abbiamo sfilato in gruppi, suddivisi per indirizzo di studio, indossando costumi a tema, così da rappresentare in modo creativo e originale le diverse anime della nostra realtà scolastica.</p><p>Insomma allegria e divertimento hanno caratterizzato il Carnevale degli studenti dell'ITIS Cannizzaro, un ringraziamento speciale va all' Amministrazione Comunale per l'opportunità e alla Dirigente Scolastica Dott.ssa Daniela Michelangeli che permette sempre a noi ragazzi di essere presenti a momenti di reale condivisione come questi.</p><p>&nbsp;</p><p>A cura della prof.ssa Anna Rita Briganti</p><p>e della classe 3C Informatica</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-14 08:29:24 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>AL VIA LE OLIMPIADI: IL MONDO SI UNISCE SOTTO I CINQUE CERCHI</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3789953324</link>
         <description><![CDATA[<p>A partire dal 6 febbraio 2026 sono iniziati i Giochi Olimpici Invernali, un evento che fino al 22 febbraio vedrà l’Italia protagonista. Per la prima volta nella storia le Olimpiadi sono ospitate congiuntamente in due città, Milano e Cortina, che ieri hanno acceso contemporaneamente le torce olimpiche. È la terza volta nella storia che il nostro paese ospita le Olimpiadi invernali, dopo quelle del 1956 e del 2006. La competizione comprende la partecipazione di circa 2900 atleti provenienti da oltre 90 nazioni, pronti a sfidarsi in un totale di 16 discipline. Quest’anno, inoltre, anche lo sci alpino entra a far parte delle discipline olimpiche per la prima volta.</p><p>Nella cerimonia di apertura lo stadio di San Siro ha regalato al mondo una cerimonia di apertura indimenticabile, accompagnata dalla voce di Bocelli con “Nessun Dorma” e di Laura Pausini con l’Inno d’Italia. Da non dimenticare nemmeno l’esibizione di Mariah Carey, che ha intonato “Nel blu, dipinto di blu”, e l’omaggio al grande stilista Giorgio Armani.</p><p>Il momento più solenne è stato l’accensione dei bracieri olimpici, affidata a Alberto Tomba e Deborah Compagnoni a Milano e a Sofia Goggia a Cortina. Un momento di grande emozione, che rappresenta l’inizio ufficiale dei Giochi Olimpici.</p><p>Oltre alla competizione, il cuore dell’evento risiede nei suoi valori. Il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, nel suo discorso di apertura delle Olimpiadi ha affermato: «I valori olimpici vengono praticati, non solo ammirati».</p><p><em>È questo,</em> ha ricordato Mattarella, <em>il significato del motto olimpico: Citius, Altius, Fortius, Communitar (Più veloce, più alto, più forte, insieme).</em></p><p>Molto importante è stato anche il fair play citato nel giuramento olimpico, sottolineato dall’atleta Stefania Constantini. Un messaggio di unità ribadito anche dall’attrice Charlize Theron alla cerimonia, che ha descritto lo sport come un ponte fondamentale per unire i popoli.</p><p><br></p><p>A cura della prof.ssa Anna Rita Briganti</p><p>e della classe 4 A chimica</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-02-14 10:08:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il profumo inconfondibile dei nostri agrumi</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-02-14 18:10:02 UTC</pubDate>
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         <title>11 FEBBRAIO - GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE E DELLE RAGAZZE NELLA SCIENZA</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-02-21 07:48:47 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ITIS CANNIZZARO INCONTRA PIETRO GRASSO</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-02-24 15:56:10 UTC</pubDate>
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         <title>14 marzo 2026 - Pi Greco Day</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-03-02 15:57:34 UTC</pubDate>
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         <title>14 marzo: il compleanno di Einstein</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 14 marzo è una data che tutti ricordiamo perché il giorno successivo è passato alla storia come le "<em>Idi di marzo</em>", l'assassinio di Giulio Cesare nel 44 a.C., fatto che segnò una svolta nella storia mondiale.</p><p>Eppure, oltre che per la morte di un personaggio importante, questo periodo è ricordato anche per la nascita di un grande scienziato che è riuscito a cogliere uno dei segreti più affascinanti dell'universo con la sua teoria della relatività: <strong>Albert Einstein</strong>.</p><p>Albert nacque a Ulma il 14 marzo 1879 da una famiglia di piccoli industriali ebrei che si trasferì a Monaco di Baviera l'anno seguente. Albert era un bambino introverso: imparò a parlare tardi e a scuola incontrò molte difficoltà, anche perché non sopportava i rigidi metodi educativi del tempo. Al contrario, a casa la madre lo spronò a studiare il violino e lo zio l'algebra. Inoltre, Albert lesse molti testi scientifici con "<em>un’attenzione senza respiro</em>". </p><p>Nel 1894 la famiglia si trasferì in Italia per lavorare presso una fabbrica di Pavia, e così il padre Hermann lo esortò ad iscriversi al <em>Politecnico Federale di Tecnologia</em> (ETH) di Zurigo. Tuttavia, dato che Albert (avendo 16 anni) non aveva ancora conseguito il diploma di scuola secondaria superiore, nel 1895 sostenne l'esame di ammissione. In quell'occasione Albert, proprio il nostro grande Einstein, fu bocciato per le insufficienze riportate nelle discipline letterarie. A quel punto il direttore del Politecnico gli consigliò di prendere il diploma nella scuola di Aarau e qui Einstein trovò finalmente l’atmosfera giusta per accompagnare i suoi studi. Finalmente, nel 1896 Albert si iscrisse al Politecnico: fin da subito decise che non avrebbe fatto l’ingegnere ma l’insegnante, e quando in seguito studiò a Zurigo (tra i suoi insegnanti si ricorda Hermann Minkowski, l'ideatore dello spazio-tempo), iniziò a dedicarsi alla fisica.</p><p>Albert si laureò nel 1900 e prese la cittadinanza svizzera per lavorare presso l'Ufficio Brevetti di Berna: ciò gli lasciò il tempo per lo studio della fisica. Nel frattempo non dimenticò l'amore e sposò Mileva Maric, sua collega di università, dalla quale ebbe tre figli: Lise (non riconosciuta e di cui non si seppe nulla fino al 1987), Hans Albert ed Eduard. Tuttavia, il matrimonio finì nel 1914.</p><p>Intanto Albert aveva iniziato a pubblicare i risultati dei suoi studi: in particolare, nel 1905 sugli "<em>Annalen der Physik</em>" uscirono cinque studi teorici di base. Il primo, relativo alle dimensioni molecolari, era la sua tesi di dottorato, mentre il secondo, sui quanti di luce (effetto fotoelettrico) introdusse un’ipotesi rivoluzionaria sulla natura della luce: l’energia trasportata da ogni "pacchetto" del raggio luminoso (fotone) è proporzionale alla frequenza della radiazione. Fu proprio questo lavoro a procurargli il Premio Nobel per la fisica nel 1921. Il terzo lavoro riguardava i moti browniani e il quarto, dal titolo "<em>Elettrodinamica dei corpi in movimento</em>", conteneva una prima formulazione della teoria della relatività ristretta. L’ultimo lavoro, relativo al contenuto di energia dei corpi, introdusse la celeberrima equivalenza tra massa ed energia.</p><p>Sempre nel 1905 Albert ottenne un incarico all’Università di Zurigo e poi nel 1911 in quella di Praga, all'epoca sotto il dominio austroungarico. Nel 1912 tornò a Zurigo e nel 1914, aiutato da Max Planck, si trasferì a Berlino, dove ricoprì per quasi un ventennio la cattedra di fisica dell’Accademia prussiana delle Scienze. A Berlino inoltre Albert sposò la cugina Elsa Löwenthal.</p><p>Nel 1916, dopo dieci anni di studio, finalmente pubblicò "<em>I fondamenti della teoria della Relatività generale</em>". In effetti Albert stesso osservò che mentre la teoria della relatività ristretta avrebbe potuto essere enunciata anche senza il suo contributo, sarebbe stato difficile che qualcun altro potesse pensare a modificare la teoria della gravitazione, ritenuta assodata dopo Newton, con la relatività generale.</p><p>Albert mostrò sempre l'autonomia del suo pensiero, infatti negli anni '20 espresse il suo disaccordo nei confronti dell'approccio probabilistico della meccanica quantistica, che era seguito dalla maggior parte dei fisici. A tale proposito negli anni successivi Albert si dedicò ad elaborare una teoria che unificasse il campo elettromagnetico e quello gravitazionale.</p><p>E fu uno scienziato eclettico con la mente impegnata a 360°, ad esempio partecipò al dibattito filosofico del tempo sui fondamenti della scienza e della divulgazione scientifica attraverso conferenze, articoli e opere come "<em>Sulla teoria speciale e generale della relatività"</em> (1917) e "<em>L’evoluzione della fisica"</em> (1938).</p><p>A causa delle persecuzioni razziali lasciò la Germania nel 1932, stabilendosi prima in Belgio e poi negli Stati Uniti, a Princeton. Nel 1936 morì la seconda moglie e nel 1944 Albert ottenne comunque la cittadinanza americana nonostante le proteste di chi lo considerava un immigrato ebreo e comunista. Morì proprio a Princeton nel 1955 (il suo corpo fu cremato e le ceneri disperse lungo il fiume Delaware, negli Stati Uniti).</p><p>Oggi Albert è ricordato anche per il suo impegno sociale e civile: i suoi ideali furono sempre la giustizia, la tolleranza, il rispetto e l’opposizione alla guerra e alla violenza, tanto che nel 1914 rifiutò di firmare il <em>Manifesto degli intellettuali tedeschi </em>che giustificava l’aggressione tedesca contro il Belgio e lavorò per proteggere gli Ebrei dalle violenze naziste (gli fu proposta la presidenza dello Stato di Israele, che tuttavia rifiutò).</p><p>Anche nel 1939, quando a lui si rivolsero Fermi, Szilard e Wigner per chiedergli di sollecitare l’appoggio del presidente Roosevelt al progetto per la preparazione della bomba atomica, egli rifiutò con fermezza di aderire a qualsiasi iniziativa bellica (una sua frase famosa, a tale proposito, è: "<em>Il mio pacifismo è un sentimento istintivo, un sentimento che mi abita perché l’omicidio è ripugnante. Il nazionalismo è una malattia infantile. È il morbillo dell’umanità”)</em>. E a quel punto, nel disperato tentativo di opporsi alla minaccia del dominio nazista sul mondo, scrisse la storica lettera che diede il via al <em>Progetto Manhattan</em>.</p><p>Ciò lo fece ritenere per molto tempo "il padre della bomba atomica" anche per aver enunciato l’equivalenza tra massa ed energia: un dramma interiore per lui che aveva sempre creduto nella pace tanto che dal 1945, data della distruzione atomica di Hiroshima e Nagasaki, alla sua morte, si impegnò totalmente per l’uso pacifico dell’energia atomica.</p><p><em>“La pace non può essere mantenuta con la forza, può essere solo raggiunta con la comprensione”.</em></p><p><br></p><p><em>A cura della classe 3 A Chimica e di Emanuele Saturnini 4 A TLC</em></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-10 15:08:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il conflitto in Iran</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-03-10 17:37:57 UTC</pubDate>
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         <title>50 anni del quotidiano la Repubblica</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-03-17 11:43:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-03-17 14:15:37 UTC</pubDate>
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         <title>LA STORIA DEL GATTO CESARE</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <title>L&#39;ITIS Cannizzaro in Spagna...</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-03-21 12:32:54 UTC</pubDate>
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         <title>1826-2026: bicentenario dalla nascita di S. Cannizzaro</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-04-09 15:00:02 UTC</pubDate>
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         <title>Aprile 2026: prosegue l&#39;esplorazione lunare</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-04-09 15:42:48 UTC</pubDate>
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         <title>Incontro con l&#39;autore al mercato coperto</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-04-26 15:05:28 UTC</pubDate>
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         <title>Maggio ricorda un&#39;elezione importante...</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-05-09 04:39:14 UTC</pubDate>
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         <title>Emiliano Borghi - Intervista a un professionista del volo: la nostra scuola all&#39;aeroporto di Latina.</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-05-11 12:16:10 UTC</pubDate>
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         <title>Congratulazioni a Kevin Bangrazi della 5 A Chimica, arrivato terzo alle finali regionali dei Giochi della Chimica e premiato presso la sede della Società Chimica Italiana il 14 maggio. L&#39;ITIS Cannizzaro non si smentisce...</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-05-13 12:59:02 UTC</pubDate>
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         <title>SOCIAL NETWORK: LIBERTÀ O DIPENDENZA?</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Al giorno d’oggi i social sono l’elemento principale della vita dei giovani. Siamo abituati a condividere ogni giorno post, storie e pensieri che chiunque può vedere e commentare. Passiamo ore incollati ad uno schermo ad osservare la vita degli altri, senza renderci conto che, il più delle volte, smettiamo di vivere la nostra.</p><p>Sui social possiamo trovare qualsiasi tipo di contenuto, ma non sempre questo é una cosa positiva.</p><p>Ci imbattiamo in influencer che raccontano storie, mostrano ciò che fanno durante la giornata, propongono agire al loro pubblico, dimenticandosi “forse” di poter avere un forte impatto sulla vita di chi osserva.</p><p>Molto spesso prendiamo spunto da ciò che vediamo, ci lasciamo trasportare, sembra come se spegnessimo il cervello non riuscendo neanche a distinguere il vero dal falso. Ciò rappresenta un vero disagio nelle nostre vite. La linea di confine che distingue ciò che é reale da ciò che non lo é affatto risulta talmente sottile che, a volte, ci troviamo anche a voler imitare degli stili di vita insostenibili soltanto perché vengono proposti da influencer che stimiamo e che, però, mostrano un’immagine falsa, rispetto a quello che vivono realmente.</p><p>Un altro problema che persiste soprattutto nelle vite dei più giovani, é quello di trovarsi costantemente inondati da contenuti contrastanti tra loro e di conseguenza di non riuscire a costruirsi un pensiero personale senza essere influenzati. Fortunatamente, però, possiamo trovare anche influencer che propongono contenuti validi, vera informazione e si mostrano realmente per quello che sono. Raccontano situazioni reali, fanno riflettere sul fatto che la vita “perfetta” che gli altri mostrano non esiste, e che quindi non dobbiamo confrontare la nostra vita con la loro.</p><p>Purtroppo a volte la tossicità dei social incide sul rapporto dei ragazzi con le famiglie. Ci sono situazioni in cui i consigli dei genitori, che vogliono soltanto bene, vogliono insegnarci a costruire un pensiero critico, vengono completamente ignorati per seguire ciò che si vede sui social. Proprio per questo il rapporto genitore-figlio si sgretola completamente.</p><p>Per risolvere questo problema, secondo me, bisognerebbe innanzitutto limitare le ore che si passano davanti allo schermo, in secondo luogo bisognerebbe prendere con molta più leggerezza ciò che si vede, focalizzandosi sulla nostra vita piuttosto che su quella degli altri.</p><p>Noi giovani dovremmo imparare ad informarci per creare un pensiero che sia nostro e non che derivi da ciò che pensano gli altri.</p><p>Penso, inoltre, che sia molto importante poter esprimere il proprio pensiero, confrontarsi, senza però voler prevalere sull’altro, accettando che non tutti la pensino allo stesso modo. Credo inoltre, che sia fondamentale avere opinioni contrastanti, per non ridurci a essere tutti uguali e a trasformare la società in una società tossica dove a sbagliare non sono coloro che si adattano agli ideali proposti, soffocando il loro pensiero, ma coloro che lottano per difenderlo.</p><p><br/></p><p><em>Elena Stampiglia classe 3C Informatica</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-05-18 11:45:47 UTC</pubDate>
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         <title>MONTI LEPINI, LA MEMORIA DELLA RESISTENZA RIVIVE IN UN LIBRO CARICO DI STORIA E CORAGGIO </title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-05-18 11:53:50 UTC</pubDate>
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         <title>IL MAGGIO DEI LIBRI: LETTURE IN BIBLIOTECA</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <description><![CDATA[<p>Venerdì 22 maggio 2026, in occasione del “Maggio dei libri”, le classi 1A LSA e 1B LSA hanno partecipato alla lettura del racconto “Super Santos” di Roberto Saviano, presso la biblioteca del nostro istituto “Il castello dei destini incrociati “. Scopo dell’evento è la sensibilizzazione alla lettura, infatti, i ragazzi hanno letto alcuni passi tratti dal testo facendo emergere tematiche e argomenti intensi e profondi. Si ringraziano i docenti e gli alunni che hanno reso possibile realizzare questo momento di riflessione e di condivisone, ma un ringraziamento particolare va agli studenti che hanno accompagnato le letture con musiche di sottofondo interpretando brani da Chopin a Pino Daniele, i Deep Purple, Aiello… Al pianoforte Roberta di Donna (1A LSA), Davide Francesco Conforti (1B LSA), Leonardo Campulla (5C IT) e alla chitarra elettrica Emanuele Saturnini (4A TLC) e alunno del progetto Music del nostro Istituto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-05-25 15:23:03 UTC</pubDate>
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         <title>IL LABORATORIO TEATRALE DELL&#39;ITIS CANNIZZARO PRESENTA: LA FINE DEL MONDO STORTO</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-05-25 16:11:01 UTC</pubDate>
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         <title>Il nostro spettacolo</title>
         <author>giornalino5</author>
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         <pubDate>2026-05-26 10:40:45 UTC</pubDate>
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         <title>Incontro conclusivo FSL “Cannizzaro next: scienza, ambiente, futuro”.</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3930118253</link>
         <description><![CDATA[<p>Giovedì 28 maggio 2026, dalle ore 10.30 alle ore 12:10, presso l’Aula Magna dell'Istituto Istituto, si terrà l’incontro conclusivo del percorso FSL "Cannizzaro next: scienza, ambiente, futuro”. </p><p>All’evento parteciperanno le classi del progetto e l’associazione Mondo Futuro che premierà i migliori video di stampo giornalistico, realizzati dagli alunni e aventi come tematica proprio la scienza, il futuro e l’ambiente.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-05-26 15:08:10 UTC</pubDate>
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         <title>Conclusione dei progetti per Mondo Futuro</title>
         <author>giornalino5</author>
         <link>https://padlet.com/giornalino5/l4omhbpn96u8tuec/wish/3939458722</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-06-03 09:13:33 UTC</pubDate>
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