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      <title>LAVASTOVIGLIE ARTRITICA by leonora2402</title>
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      <description>Eleonora Paolon, Ruffoli Elettra, Emma Bellodi, Giulia Zanella</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-10-25 15:53:08 UTC</pubDate>
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         <title>il fumo e come migliorare il problema </title>
         <author>giuliazanella21</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p><br></p><p>5 anni fa una ragazza di nome Martina ha iniziato a fumare sigarette, senza che le importasse che facesse male per lei o l’ambiente. Un giorno a scuola sono arrivati degli ambientalisti per parlarci dei danni che succedeva all’ambiente, delle cause e dei modi per migliorarlo attraverso video molto commuoventi e statistiche. Dopo quel giorno Martina si iniziò ad interessare sempre di più di quella questione, facendo ricerche e parlandone con gli insegnanti o andando a fiere . piano piano iniziò a smettere di fumare capendo di piu il pericolo che potesse causare sia per l’ambiente sia che per stessa.</p><p>Oltre a se stessa voleva fare anche qualcosa per gli altri e consegnò volantini a tutta la scuola e li mise all’interno dei bar o locali con su scritto cosa provocasse fumare e come rimediare.</p><p><br></p><p>Giulia Zanella</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-15 16:22:06 UTC</pubDate>
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         <title>Elettra Ruffoli (LA NEVE)</title>
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         <description><![CDATA[<p>Guardo fuori dalla finestra e non vedo più il colore bianco e soffice della neve. Abito in un piccolo paesino vicino alle montagne e assieme a mio fratello eravamo soliti rotolarci nella neve fuori casa e mangiarci i ghiaccioli che pendevano dal tetto. </p><p>Era bello tirarci le palle di neve addosso, era bello creare nuvole di fumo con il nostro respiro. Con nostalgia ricordo quei momenti mentre immagino con la mente dei fiocchi di neve che mi accarezzano il viso.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-15 16:27:41 UTC</pubDate>
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         <title>Eleonora Paolon (Il sogno di Wall-e)</title>
         <author>leonora2402</author>
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         <description><![CDATA[<p>Eleonora una sera decise di riguardare uno dei suoi film preferiti: WALL-E. Era da molti anni che non lo faceva e ora, con gli occhi di una persona adulta, si rese conto di molti dettagli in più, e che questo "futuro distopico" non lo era più di tanto.</p><p>Quando finì il film e andò a dormire, Eleonora si ritrovò a sognare di un futuro che sembrava lontano: di deserti distesi su città, di celi ricoperti di nuvole cariche solo di fulmini e saette, di isole sommerse fino alla punta dell'ultima montagna, e di altre isole create da rifiuti. Nel sogno Eleonora vagava senza sosta spaventata dalla sua solitudine e della distruzione intorno a lei.</p><p>Dopo essersi svegliata di colpo da questo sogno, Eleonora restò spaventata per tutta la notte, rendedosi conto che questo futuro assurdo era sempre più vicino.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-15 16:28:06 UTC</pubDate>
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         <title>LA SCATOLA DELLA NEVE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><em>Anno 2030</em></p><p>Ciao, mi chiamo Mileidy, e sono una bambina venezuelana nata il 4 febbraio del 2020, a Timotes.</p><p>Oggi, che è il mio decimo compleanno, mio papà mi ha regalato una scatola misteriosa.</p><p>Mi ha detto, con fare serioso “Mileidy, questa è una preziosa scatola che si tramanda da generazione in generazione, ed è molto speciale”. Ma quando gli ho chiesto il motivo, non ha voluto darmi risposta.</p><p>Quando l’ho presa tra le mani, mi sembrava una qualsiasi scatola di legno. Quadrata, grande circa mezzo metro per lato. Era tutta nera… forse fatta di ebano? È un legno prezioso che io sappia.</p><p>Non sapendo che farci, ho fatto come fa il mio gatto Prisma ogni volta che vede una scatola, e ci sono entrata.</p><p>Ma a mia sorpresa, ad entrarci non finirono solo le mie gambe, ma anche tutto il mio corpo!</p><p>Dopo una scivolata nel buio, sono caduta di sedere su qualcosa di morbido, bagnato e tanto, tanto freddo.</p><p>Guardandomi intorno, mi resi conto di essermi ritrovata in una distesa bianca. Non avevo mai visto una cosa del genere.</p><p>Girando la testa a sinistra, vidi un enorme cartellone con una scritta super colorata che recitava “Feliz año nuevo 1990!”. Non riuscivo a crederci… ero tornata indietro nel tempo di 30 anni?!</p><p>Mi girai attorno sbalordita, pizzicandomi la guancia per vedere se era un sogno. E questa cosa bianca? Di che si trattava? Ne raccolsi una manciata e subito vidi questa sostanza sciogliersi tra le mie mani calde. Poco prima era fredda e solida, subito dopo era diventata acqua.</p><p>Ancora confusa, vidi una signora passare di fianco, e le chiesi che cosa fosse questa distesa bianca. Con uno sguardo confuso al mio pigiama, lei mi rispose “Non è ovvio cara? Si tratta di neve. Non l’hai mai vista?”.</p><p>Neve? Ne avevo sentito parlare da alcuni miei amici che abitano più in alto sulle montagne, ma non l’avevo mai vista! Che cosa particolare!</p><p>Dopo qualche minuto di incertezza, iniziai a saltellare qua e là tra, bagnandomi tutta. A me si unirono anche un gruppo di bambini venuti a giocare sulla neve. Era tutto così divertente!</p><p>Ma i miei nuovi amici dovevano tornare a casa, e dopo essere rimasta da sola, mi resi conto che molti dei miei amici, nel presente, non conoscevano questa incredibile neve.</p><p>Decisi quindi di tornare indietro, rientrando nella scatola, e appena tornata nella mia calda cameretta, decisi di informarmi il più possibile sulla neve. C’era così tanto da sapere!</p><p>Tra una formula chimica incomprensibile e altre cose che non capivo, scoprii anche perché non avevo mai visto la neve.</p><p>Esiste questa cosa, chiamata “cambiamento climatico”, che sta pian piano cambiando il clima del mondo, surriscaldandolo. Questo porta a casi come quello del mio paese, anni fa meta turistica per la fantastica neve, ora luogo in cui non nevica più da molto.</p><p>Tutto ciò non mi sembrò affatto giusto, e decisi di raccontarlo a tutti i miei amici. Insieme decidemmo di provare a cambiare la rotta del mondo, cercando modi per aiutare il clima. Sapevamo di non poter fare miracoli, ma sapevamo anche che ognuno di noi poteva fare qualcosa per aiutare.</p><p><em>Anno 2050</em></p><p>Ciao, mi chiamo Mileidy, e sono una ragazza venezuelana nata il 4 febbraio del 2020, a Timotes.</p><p>Oggi, che è il mio 30esimo compleanno, sto andando a sciare con i miei amici.</p><p>Timotes è riuscita a fatica, negli anni, a riaprire la sua stazione sciistica, e questo è il primo anno in cui le strutture sono di nuovo in funzione.</p><p>Arrivati sulla punta più alta della pista, mi giro a guardare il panorama.</p><p>Non avrei mai pensato di rivedere questa vista. E non avrei mai creduto che il solo sensibilizzare le persone vicino a me sull’argomento del cambiamento climatico, spingendole a fare la loro parte, avrebbe riportato indietro qualcosa di così prezioso.</p><p>“Mileidy! Ti sei imbambolata? Stiamo aspettando tutti te per scendere!” mi riprende un mio amico d’infanzia ridendo. Mi giro verso di lui e sorrido.</p><p>Già, non avrei mai detto che saremmo stati capaci di riportare questa gioia a tutti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-15 16:45:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuliazanella21</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>OBIETTIVO</strong></p><p>Raccontare come l'azione singola, come la sensibilizzazione, può portare al cambiamento</p><p><br/></p><p><strong>MESSAGGIO</strong></p><p>È un messaggio di incoraggiamento alle future generazioni. E incoraggia l'azione individuale.</p><p><br/></p><p><strong>TARGET</strong></p><p>Bambini dell'elementari</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-13 13:43:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuliazanella21</author>
         <link>https://padlet.com/leonora2402/l3ow4l9d3rjcui4j/wish/2823905130</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>CONTESTO:</strong> Mileidy è una bambina venezuelana e oggi è il giorno del suo decimo compleanno. Suo papà gli ha regalato una scatola misteriosa. Non sapendo che farci, ci entra dentro.</p><p><strong>CONFLITTO:</strong> Mileidy cade nella scatola e si ritrova in un luogo sconosciuto circondata da neve. Ma lei non sa cosa essa sia.</p><p><strong>EVOLUZIONE:</strong> Mileidy cerca di capire cos'è la distesa bianca e chiede aiuto ad una signora. Dopo aver capito di cosa si tratta, inizia a giocare sulla neve con dei bambini appena conosciuti.</p><p><strong>CLIMAX:</strong> Quando i suoi nuovi amici se ne vanno, si rende conto che i suoi amici nel presente non conoscono la neve, e comprende che deve esserci un problema.</p><p><strong>CHIUSURA:</strong> Mileidy torna nel presente, si informa, scopre il cambiamento climatico, e decide di sensibilizzare le persone intorno a lei.</p><p><strong>CONLUSIONE:</strong> Passano 20 anni, e vediamo Mileidy andare a sciiare sulla neve. Si vede così che la sensibilizzazione ha portato ad un cambiamento nell'ambiente.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-13 13:47:55 UTC</pubDate>
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         <author>leonora2402</author>
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         <pubDate>2024-01-12 16:56:57 UTC</pubDate>
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         <author>leonora2402</author>
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         <pubDate>2024-01-12 16:57:33 UTC</pubDate>
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         <title>La scatola della neve</title>
         <author>leonora2402</author>
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         <pubDate>2024-01-23 15:24:16 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;sola di plastica</title>
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         <description><![CDATA[<p>Anna e suo fratello Marco stavano facendo un gioco che facevano spesso: scegliere una cosa ed elencarne diversi nomi finchè uno dei 2 non sa più cosa dire. Partono dai modelli di macchine, poi i nomi di regione ed arrivano ad elencare le isole. Dopo averne elencate diverse Marco. in difficoltà, se ne esce con una che Anna non conosce: l'isola di plastica. Anna lo accusa di star barando perchè è impossibile che esiste un isola di questo genere, ma marco insiste, non vuole perdere il punto. Decidono di cercare su internet e con sorpresa di Anna scoprono che quest'isola purtroppo esiste, e che non esiste solo una. Le isole di plastica non sono come Anna si immaginava ma delle isole fatte di plastica colorata con forme interessanti, ma estese discariche di rifiuti galleggianti che si sono accumulati nel tempo nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Questa scoperta colpisce molto anna, tanto che si mette a piangere pensando a tutti gli animali e le forme di vita che soffrono a causa di questo fenomeno. Disperata corre allora dal papà per parlargliene e chiedergli cosa fare perchè non esistano più. Il papà prova a consolarla, ma la avverte anche il cambiare le cose non è semplice e che servirebbe l'aiuto di molti, ma la cosa che lei può fare bnel suo piccolo singolarmente è restare informata a riguardo, provare a vivere facendo caso ai suoi consumi e al modo in cui ricicla, e una volta fatto questo, continuare a parlarne con altri per sensibilizzarli all'argomento. Anna decide che è proprio quello che avrebbe fatto. </p><p><br/></p><p>Emma Bellodi</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-24 12:38:02 UTC</pubDate>
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