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      <title>Globalizzazione by antoprivitera4@gmail.com</title>
      <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc</link>
      <description>Il tuo consumo, il loro guadagno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-18 09:29:36 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-12-04 00:07:00 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Argomento 6 Il té dalla piantina alla bustina</title>
         <author>peppex_calta</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il maggior produttore di tè nel mondo è l'India seguita dalla Cina. Questi due paesi però destinano circa i 2/3 della loro produzione. Perciò il più grande esportatore di tè nel mondo è lo Sri Lanka. A seconda del paese il te puo essere prodotto in grandi piantagioni o da parte di piccoli contadini. A loro volta le grandi piantagioni possono essere statali, di proprietari terrieri o società estere. Indipendentemente dal paese di origine e da chi possiede la piantagione tutto il tè che si affaccia sul mercato è acquistato da 6 multinazionali. La più importante è la Unilever. Il prezzo che le multinazionali pagano è fissato nelle aste. La prima asta è sorta a Londra nel 1834 ed essa rimane tut'oggi la piú importante. Dopo quella di Londra altre aste importanti sono sorte nel luogo della produzione. Le aste sono genstite dagli agenti abilitati e dovrebbero vendere hai migliori offerenti, ma le multinazionali possiedono degli agenti propri che definiscono i prezzi in base alle loro esigenze. In questo modo le multinazionali aumentano di potere mentre la maggior parte dei contadini ,poveri, subiscono le angherie di una macchina commerciale che tende di schiacciare chi è sotto.<br><strong>Giuseppe e Lorenzo</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 10:00:00 UTC</pubDate>
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         <title>Globalizzazione </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc/wish/138645848</link>
         <description><![CDATA[<div>Termine adoperato a partire dal 1990 per indicare un insieme assai ampio di fenomeni legati alla crescita dell' integrazione economica, sociale e culturale ,che sfrutta il consumatore per continuare lo sviluppo economico della multinazionale e creare un sistema capitalistico.Sfruttare zone a basso prezzo di manodopera per aumentare la produttività. Questo fenomeno è anche detto delocalizzazione.<br><strong>Giorgio e Ignazio A.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 10:09:04 UTC</pubDate>
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         <title>Argomento 2</title>
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         <description><![CDATA[<div>Grazie alla produzione di colture per l'esportazione, i contadini fanno entrare valuta straniera nel proprio Paese. Il 50% della valuta straniera proviene dalla vendita dei prodotti agricoli. Con i soldi guadagnati spesso vengono acquistati prodotti non utilizzabili dai contadini. I paesi del Sud importano piú di quanto esportano e si indebitano. Per questo i salari diminuiscono, i prezzi salgono, le prestazioni sociali e sanitarie peggiorano, la disoccupazione aumenta e la produzione è sempre piú orientata verso l'esportazione.<br><strong>Giulia e Rachele </strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 10:09:29 UTC</pubDate>
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         <title>Argomento 7 La banana</title>
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         <description><![CDATA[<div>La banana è un frutto che cresce in tutta la fascia tropicale ed equatoriale. I maggiori esportatori sono: Ecuador, Costa Rica, Honduras, Colombia, Panama, le Filippine e alcune isole dei Caraibi (Windwards).<br>Le banane di queste isole si differenziano dalle altre perché sono prodotte direttamente da 25.000 piccoli contadini e perché ricevono un prezzo più alto della media internazionale perché sono esportate in Europa a regime protetto.<br>Da uno studio fatto dall'Istituto FLACSO risulta che per ogni 100 lire pagate nel nord per comprare le banane, solo otto tornano nel sud del mondo.<br>Le multinazionali non ci tengono a gestire in proprio la produzione e scelgono questa via solo quando dà maggiori profitti. Spesso adottano la joint-venture, la formazione di una nuova società per volontà di più forze economiche.<br>Più conveniente ancora della joint-venture, forse è la produzione su contratto.<br><strong>Giuseppe, Alessia.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 10:10:50 UTC</pubDate>
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         <title>Argomento 5 Il cacao dai semi al cioccolato</title>
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         <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc/wish/138646591</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cioccolato proviene dal cacao.Nord Africa, Sud est dell'Asia e America Latina sono i maggiori esportatori.Il cacao subisce molte trasformazioni.La produzione da parte dei contadini è attività a gestione locale. Il commercio:grandi società e multinazionali comprano i semi di cacao per trattarli. Questi trattamenti vengono effettuati dall'azienda che compra i semi oppure da altre aziende specializzate. Per finire si produce il cioccolato,tra i maggiori venditori vi sono la Nestlè e la Ferrero.<br>Paolo, Mosè, Ignazio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 10:13:22 UTC</pubDate>
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         <title>Argomento 1</title>
         <author>antoprivitera4</author>
         <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc/wish/138647509</link>
         <description><![CDATA[<div>In costa d'Avorio solo una minima parte del guadagno dalle coltivazioni di caffè va ai piccoli coltivatori, mentre la maggior parte del guadagno se la dividono i commercianti locali, i grossisti e gli esportatori.<br>Il contributo dei contadini è molto alto ma viene assegnato a loro un minimo guadagno mentre il restante va speso per le classi sociali più agiate, nella maggior parte dei paesi le spese sono per la maggior parte spesi in armamenti, è una parte minima quella che va spesa per l'educazione e sanità<br><strong>Marco e Karim</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 10:19:26 UTC</pubDate>
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         <title>Argomento 3 L&#39;onda lunga dei prezzi internazionali</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc/wish/138745118</link>
         <description><![CDATA[<div>Se della povertà dei contadini del Sud si discutesse in un aula di tribunale i commercianti e i governanti locali che loro non hanno responsabilità specie i commercianti affermerebbero che i prezzi non dipendono da loro, ma dall'andamento sul mercato internazionale. anche se i commercianti locali non possono farsi scudo per coprire i loro soprusi e le loro angherie.<br><em>Le vendite a termine </em><br>Le borse sono agenzie che mettono i venditori e compratori di un determinato prodotto in rapporto fra loro, la più antica e quella di New York. Ancora oggi  New York, Parigi, Londra sono sede delle principali borse dello zucchero, cotone, caffè, cacao. Nelle borse oltre a trattare partite di immediata consegna, si stipulano &lt;contratti a termine&gt; , si sviluppano attorno al 1860 a Chicago. A quei tempi i trasporti avvenivano unicamente via fiume, e poiché d'inverno ghiacciavano, e il grano non poteva essere venduto fino alla primavera successiva, ma come succede che ogni volta che c'è una grande offerta, i prezzi calavano a picco causando gravi danni agli agricoltori, per aggirare l'ostacolo l'ufficio commerciale di Chicago decise di mettere il grano in vendita quando era ancora sui campi e cosi fece nascere i contratti a termine. Chi ha  comprato a termine si ritenere possessore di una quantità prenotata, la può rivendere, cosi succede che      la reale consegna avvenga ad uno che l'ha comprata anche di sedicesima mano. Questa possibilità   fa nascere la speculazione, poiché  è una attività che si basa sulla compra-vendita  fatta per guadagnare sulle variazioni di prezzo che si hanno fra la firma del contratto a termine ed il momento della consegna.<br><em>Il controllo del mercato internazionale  <br></em>La speculazione prospera sul mercato internazionale e si formano momenti di scarsità; i veri artefici del fenomeno sono le grosse multinazionali. Per ogni prodotto tropicale c'è un gruppo di multinazionali che controlla la quasi totalità del mercato internazionale che si arricchisce con gli stratagemmi. Alcune di queste multinazionali sono società commerciali pure , quindi comprano il prodotto grezzo per rivenderlo a fabbriche di trasformazione; altre invece sono società di trasformazione, che comprano il prodotto grezzo e lo rivendono all'ingrosso o al dettaglio tramite catene di supermercati.  <br><strong>Agata, Nicolò<br><br>MAPPA DEI PADRONI DEL CIBO</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 16:09:24 UTC</pubDate>
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         <title>8)La produzione di banane su contratto</title>
         <author>marino_anastasio</author>
         <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc/wish/138817868</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Nelle Filippine si è sviluppata la coltivazione delle banane sotto la copertura di un'azienda che ha il nome di Dole-Stanfilco, la compagnia ha firmato numerosi contratti con più di 360.000 contadini nel sud Cotabato. Convinse i coltivatori ad abbandonare le coltivazioni di riso per passare alle coltivazioni di banane, attraverso i ciarlatani. Con l'aumento della produzione di banane È diminuita la produzione di altri prodotti specialmente per colpa dell'uso di pesticidi adatti alla piantagione di banane ma non adatti agli altri alberi da frutto. La Del Monte è molto presente nel settore sia delle banane che dagli ananas, che produce su terreni propri, al contrario delle banane, che compra dai coltivatori locali. Questo accordo con i contadini ha una durata minima di 10 anni prorogabile fino a 25 solo su richiesta. In teoria la compagnia deve guadagnare abbastanza per coprire le spese e dare un profitto ai contadini ma questo non succede perchè i "conti" vengono svolti a tavolino e quindi sono molto approssimati.La Del Monte ha un modo tutto suo di verificare la qualità dei suoi prodotti, non si basa sull'aspetto e l'integrità effettiva della banana bensì dall'andamento del mercato, quando il prezzo d'esportazione cala le banane rifiutate sono circa il 50% mentre quando il prezzo aumenta l'esportazione è nettamente maggiore. È anche molto precisa nei rimborsi dei prestiti, il contadino deve firmare delle cambiali a copertura del denaro ricevuto e degli interessi stabiliti dalla società. Il contadino è anche costretto a ipotecare il terreno, cosicché quando il contadino non riesce a mantenere l'accordo, la del monte prende il suo diritto di ipoteca prendendosi il terreno, gli attrezzi e la produzione.<br><strong>Anastasio, Michele</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-18 19:28:36 UTC</pubDate>
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         <title>  Argomento   4</title>
         <author>antoprivitera4</author>
         <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc/wish/138863996</link>
         <description><![CDATA[<div>Il caffè è prodotto in tutta la fascia equatoriale e tropicale anche se i maggiori produttori ed esportatori si trovano in AMERICA LATINA , dove ,tra altro, c'è un enorme divario fra persone estremamente ricche e&nbsp; quelle estremamente povere. La produzione di caffè ,infatti, non è totalmente in mano ai produttori locali, bensì anche in mano a multinazionali che si arrichiscono levando soldi ai piccoli proprietari. Fra loro c'è la stessa differenza che nel medioevo c'era fra il libero contandino e il feudatario. Le multinazionali oltre a poter contare sullo sfruttamento della mano d'opera, hanno anche il vantaggio di poter vendere il prodotto direttamente agli esportatori, possibilità che i piccoli proprietari non hanno e non possono avere. Il 60% del mercato del caffè in mano alle multinazionali è anche costituito da alcune multinazionali che col caffè non c' entrano nulla ma attraverso l'abilità di diversificazione riescono&nbsp; a contribuire allo sviluppo del sistema capitalista che danneggia sempre di più chi non ne sta ai piani alti. Il leader italiano del mercato del caffè è Lavazza, che su un mercato di duemilamiliardi ne fattura novecentomiliardi (il 48% di tutto il mercato nazionale). Il prezzo del caffè a livello di internazionale scende costantemente, ma il prezzo al consumo non varia, ciò vuol dire che si fermano sempre più soldi nelle tasche dei grandi proprietari capitalisti e sempre meno soldi (il 4% del prezzo finale) ai piccoli contadini che dalle multinazionali vengono sfruttati.<br>Aristide, Kamil</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-19 09:31:42 UTC</pubDate>
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         <title>PER LA PROFF. Privitera</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/antoprivitera4/l13a81kg2tsc/wish/139640215</link>
         <description><![CDATA[<div>La pagina non di puo' stampare se la puo' convertire  in .pdf <br>perfavore grazie buona serata<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-23 18:11:04 UTC</pubDate>
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