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      <title>La relazione di aggiustamento by tutor</title>
      <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile</link>
      <description>Scrittura creativa</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-08-23 14:12:04 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-01-09 09:20:40 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Anna Morra e Caterina</title>
         <author>tutor_masterpsicom</author>
         <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile/wish/693354564</link>
         <description><![CDATA[<div>casa <br>gelato<br>c'era una volta un uomo che decise di comprare una casa molto grande in campagna. <br>Era un inventore e aveva bisogno di molto spazio per i suoi esperimenti.<br>Un giorno, guardando dalla finestra un camion dei gelati al di là della strada, gli venne in mente di costruire una macchina che fosse in grado di produrre gelati dai gusti più bizzarri. <br>Pensava al gelato gusto mare, blu e spumoso; al gusto libertà, rosa con meringhe di nuvole oppure quello al gusto di felicità, con cioccolato e gemme croccanti e dolcissime. Voleva che i bambini della sua città nel mangiarlo avessero davvero un momento di felicità. <br>Così uscì di casa e guidando fino in città, si recò in  svariati negozi per  reperire tutto il materiale necessario per la costruzione della macchina e la realizzazione dei gusti.<br>Tornato a casa si mise all'opera e da quel giorno quella grande casa di campagna si trasformò in un tripudio di odori dolcissimi e di colori. Dalle finestre si vedevano volare nuvole di rosa e arancione, fino a creare dei bellissimi arcobaleni che attiravano tutti gli abitanti della città. Era diventata un'attrazione anche per i più piccoli, i quali di nascosto osservavano il genio inventore e non appena sfornava un gusto succulento erano pronti in fila alla sua porta per poterli assaggiare.<br>L'inventore si impegnò così tanto da riuscire a creare anche un gelato che non si scioglieva per giorni, così che tutti potessero correre e giocare gustandolo. <br>Divenne così la città più felice dell'intera nazione.<br>Fine<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-23 14:12:27 UTC</pubDate>
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         <title>Camilla e Roberta</title>
         <author>tutor_masterpsicom</author>
         <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile/wish/693355556</link>
         <description><![CDATA[<div>Libertà<br>Emozione<br><br>In una metropoli super affollata, viveva una ragazza soffocata dallo stress della vita quotidiana.<br>Questa ragazza era stanca di doversi alzare molto presto per prendere il treno, andare all'università e, una vota tornata a casa, rimettersi sui libri. <br>Avrebbe voluto solo un po' di libertà. <br>E un bel giorno si addormenta nel treno che avrebbe dovuto portarla a destinazione, e per sbaglio si risveglia in un'altra città.<br>La città è Bologna. Per un momento provò un senso di ansia per il fatto di essere in un posto che conosceva, oltre che per essere venuta meno al suo dovere di studentessa. Poi però, scende dalla stazione e di ferma ad ammirare la bellissima città: era bella, grande e all'insegna dell'allegria e della felicità, con grande emozione si mette ad ammirarla e, prendendo sempre spunti di riferimento, si dirige verso il centro della città. <br>Non conosceva quella città, eppure si dirigeva tra le vie e i portici, trasportata solo dall'istinto. <br>La cosa la eccitava, e spaventava allo stesso tempo. E non importava se la situazione le mettesse un pò di ansia, perchè anche se negativa, aveva provato un'emozione, dopo tanto tempo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-23 14:14:39 UTC</pubDate>
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         <title>Greta e Jamila</title>
         <author>tutor_masterpsicom</author>
         <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile/wish/693355643</link>
         <description><![CDATA[<div>Giallo<br>Tazza<br><br>Quella mattina di maggio Gigi si sveglia nel suo letto giallo e va in cucina a fare colazione. Prende una tazza, versa i cereali al gusto del caffè. Dopo una notte di incubi era felice di essersi finalmente svegliata. Avvicinò la tazza alla bocca e iniziò a sorseggiare, ma non appena deglutì, iniziò a girarle la testa, l'intera stanza sembrava volteggiare nell'aria e trasformarsi. Tutto diventa nero e silenzioso. Quando riapre gli occhi una luce fortissima la abbaglia. Sembrava la bacchetta di un mago, uno stregone anzi, vestito di abiti scuri e dagli occhi rosso fuoco. Gliela puntava addosso, un luccichio nell'oscurità. Con una voce profonde e cupa, le disse che avrebbe dovuto seguirlo. Gigi si alza, lo segue e arrivano in una radura in mezzo ad una foresta, intorno a loro sono radunati tanti esseri fantastici che non riconosce, folletti, animali, fate, orchi. Gigi rimase incantata ma al contempo si spaventò moltissimo, dove era finita? Lo stregone le disse che sarebbe rimasta lì per sempre, che avrebbe vissuto lì, che sarebbe stato il suo nuovo mondo. Un mondo fantastico e incantato ma dove sarebbe rimasta intrappolata per sempre. Gigi voleva tornare a casa, con i suoi amici e i suoi genitori. Iniziò a ribellarsi contro lo stregone che però era molto più forte di lei. Gigi finì per terra e sbatté la testa contro un masso. All'improvviso tutto iniziò a girare di nuovo e a trasformarsi. Era di nuovo nella sua cucina, con la faccia per metà dentro la tazza, si era addormentata mentre faceva colazione. in quel momento arriva anche suo fratello che vedendola conciata così inizia a ridere e prenderla in giro 'cosa non si fa per saltare un giorno di scuola'. Gigi, ancora scossa da quello che le è successo, guarda l'orologio e vede che sono già le 7.50, è in ritardo e ha compito di matematica la prima ora. Prende di corsa le sue cose e si precipita fuori di casa per prendere il bus. Appena entra in classe e apre lo zaino però non può credere ai suoi occhi: dentro c'è un piccolo folletto che le sorride come nulla fosse. Era davvero stato solo un sogno? <br>Fine.</div>]]></description>
         <pubDate>2020-08-23 14:14:56 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara e Mattia</title>
         <author>tutor_masterpsicom</author>
         <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile/wish/693355876</link>
         <description><![CDATA[<div>blu<br>Matita<br>Un foglio di carta bianco, appoggiato su un tavolo ed una matita blu per scriverci o disegnare. Questo era quello che Andrea trovò nella stanza quando vi entrò. Erano passati anni dall'ultima volta che aveva varcato quella soglia. Prese posto sulla sedia, tutto era rimasto uguale a quell'ultima volta. Prese in mano la matita e cominciò a tracciare il primo segno. All'inizio provò una sensazione strana. Dopo tanto tempo, era come imparare di nuovo a disegnare. Poi lasciò la sua mano libera di muoversi sul foglio. Dopo pochi tratti, la punta si ruppe. Si guardò in giro per cercare il temperino. Non riuscì a trovarlo, ma in compenso c'era un ben affilato taglierino e con quello riuscì a rifare la punta. Dopo ore che a lui parvero pochi istanti il disegno era finalmente terminato. Ora sul foglio c'era il ritratto di una bellissima fanciulla. "Chi era quella giovane ragazza?", si chiese. Il volto era senz'altro familiare, visto più e più volte ma non riusciva a ricordare chi fosse e nemmeno perché la sua mano avesse scelto di disegnare proprio quel volto. D'altra parte, dopo l'incidente in cui aveva perso la memoria, era una sensazione ormai normale per lui. Stava per rassegnarsi a lasciare quel volto senza nome, quando un rumore improvviso lo distolse dai suoi pensieri e lo fece voltare verso l'ingresso della stanza. Stropicciò gli occhi qualche instante per preparare gli occhi a quella figura che in un primo momento non era riuscito a distinguere chiaramente. Aprì di nuovo gli occhi e con lo sguardo cercò di rimettere a fuoco il più velocemente possibile, ma, ormai là, non c'era più nulla. "Cos'ho appena visto?!", si chiese. Uscì nel corridoio per vedere se ci fosse qualcuno, ma non appena varcò la soglia si svegliò. Era stato soltanto un sogno, sempre lo stesso, che ormai si ripeteva uguale da anni.<br>Fine.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-23 14:15:31 UTC</pubDate>
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         <title>Vanessa e Anna C.</title>
         <author>tutor_masterpsicom</author>
         <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile/wish/693356067</link>
         <description><![CDATA[<div>cucina<br>Videogioco<br>Quel giorno Vanessa era irritata perché aveva preso un insufficienza in matematica, così tornata a casa si fionda in cucina per farsi un caffè e riprende a giocare al suo solito videogioco. Dopo pochi minuti il caffè è pronto, ma quando si alza per spegnere il fornello la moka esplode. Quando si rende conto di ciò che è successo capisce che qualcosa era cambiato. La cucina era sparita, come la sua casa e la sua città. Si trovava nel mondo del suo videogioco. Inizialmente era sollevata del fatto che si trovasse lontana da casa, e per questo lontana da sua madre. In questo modo non le avrebbe dovuto dire dell'insufficienza in matematica, poi si rese conto che c'era qualcosa di peggio di dover parlare dell'ultima verifica con sua madre. Il gioco A cui stava giocando ultimamente era Dark Souls. Quindi si trovava dentro Dark Souls. Dark Souls. Il più letale e più Oscuro  mai creato. Vanessa controllò subito quanta vita, quante fiaschette curative e quante armi le fossero rimaste e si mise in stato di allerta, attenta ad ogni pericolo che sarebbe potuto spuntare da dietro l’angolo. Poi si svegliò. In particolare a svegliarla fu lo sbattere della porta di casa. Sua madre era tornata. Si sarebbe aspettata qualsiasi tipo di pericolo, ma quello, forse il peggiore, non se lo aspettava. <br>E mentre sua madre, che aveva saputo del l’ennesima insufficienza dal professore, le strappava via la console delle mani, Vanessa si ritrovò a rimpiangere con rabbia i draghi e tutti i Non Morti che avrebbe potuto affrontare. <br>Fine!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-23 14:16:06 UTC</pubDate>
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         <title>Irene e Ylenia</title>
         <author>tutor_masterpsicom</author>
         <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile/wish/693356242</link>
         <description><![CDATA[<div>cielo <br>farfalla<br>In Irlanda c'era una famiglia di farfalle. La farfalla più piccola voleva però tanto essere un gufo ma non sapeva come fare. Era un giorno di piena estate, il cielo era limpido e il sole splendeva sopra tutta la città. La piccola farfalla, come tutte le mattine, volava in giro a cercare i suoi amici. Le piaceva soprattutto andare sulla terrazza di un vecchio ristorante. Ma quel giorno era particolarmente triste perché il suo desiderio di diventare un gufo si faceva sempre più forte. Volando di qua e di là vide un gufo sopra un albero e decise di avvicinarsi. Fiduciosa del fatto che il gufo l'avrebbe aiutata ad esaurire il suo desiderio. Quando arrivò dal gufo, lui la mangiò. La farfalla allora divenne un gufo nell'aldilà e la sua anima fu per sempre quella di un gufo.<br>Fine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-23 14:16:33 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia, Arianna e Francesca</title>
         <author>tutor_masterpsicom</author>
         <link>https://padlet.com/tutor_masterpsicom/serviziocivile/wish/693356412</link>
         <description><![CDATA[<div>Gemma<br>Casa<br>drago<br><br>C'era una volta una ragazza che si trovava tranquilla a casa sua finché all'improvviso la finestra accanto a lei andò in frantumi. Sul pavimento, sotto la finestra, c'era una splendente gemma verde. <br>La ragazza si chiese da dove arrivasse quella gemma bellissima, ed è qui che inizia la nostra avventura.<br>Accanto alla gemma trovò delle impronte mai viste prima. Erano enormi, simili a quelle di un rettile. Incuriosita cominciò a seguirle.<br>Le impronte la portarono fin dentro un bosco e, dopo varie ore di cammino arrivò nei pressi di una cascata che si rivelò essere l'entrata di una grotta.<br>Si inoltrò nella grotta senza indugiare, nonostante iniziasse ad avere paura. Era un posto buio, umido e sembrava profondo senza nessun punto d'arrivo. Più camminava, più la paura cresceva dentro di lei. Allo stesso tempo, però, si sentiva emozionata e sentiva di star facendo la cosa giusta. La gemma nella sua mano era calda e iniziava a brillare delicatamente. Emanava una strana forza, sentiva di dover seguire la direzione che le stava indicando.<br>Con passi incerti proseguì il cammino all'interno della grotta fino ad arrivare a quella che sembrava essere una camera che racchiudeva un tesoro. <br>La ragazza non riusciva a credere ai suoi occhi, si pizzicò più volte il braccio per accertarsi che non fosse un sogno. Iniziò ad esplorare questa camera del tesoro, rimanendo sbalordita ad ogni passo di quanti gioielli contenesse, ma ecco che successe l'inaspettato... dal punto più oscuro della camera vide uscire uno strano animale, le sembrava di averlo già visto in qualche libro antico, ma non poteva crederci.<br>Era un drago. Immenso, maestoso, verde smeraldo. La guardava minaccioso e ringhiava contro di lei. "Cosa vuoi ragazzina? cosa ti ha portato qui? Hai rubato tu la mia gemma?"<br>All'improvviso, il calore della gemma era diventato insostenibile. Non appena la ragazza aprì la mano per guardarla, la gemma si trasformò in una grandissima spada. Era più grande di lei ma leggerissima, riusciva a maneggiarla senza problemi. Ora le era tutto chiaro: sapeva che con quella spada avrebbe dovuto liberare il drago, sentiva che stava soffrendo e che la sua vera natura era un'altra. Era stato incatenato e per secoli nessuno aveva osato liberare quel mostro. La gemma aveva deciso che sarebbe stata lei la prescelta, colei che avrebbe avuto la forza e il coraggio necessari per rompere l'incantesimo e restituirgli la libertà che tanto aveva desiderato.<br>Lo liberò e si ritrovò catapultata nella sua stanza, le sembrava di aver sognato tutto questo, ma alzandosi e controllando la casa si accorse che una finestra era rotta. Si toccò le tasche dei pantaloncini, erano piene di gemme...<br><br>FINE?<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-23 14:16:58 UTC</pubDate>
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