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      <title>PROGETTO PON CITTADINI DEL MONDO by rischio idro</title>
      <link>https://padlet.com/rischio19/amendola</link>
      <description>Il rischio idrogeologico:&quot; Italia un paese fragile&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-12-11 15:54:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il dissesto idrogeologico in Italia</title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/422798665</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-12-11 16:08:20 UTC</pubDate>
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         <title>Le frane del maggio 1998</title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/422800649</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>Le colate rapide di Sarno del maggio 1998</strong></div><div><br></div><div>Il 5 e il 6 maggio 1998 alcuni comuni delle province di Salerno, Avellino e Caserta vennero colpiti da numerose <strong>colate rapide di fango</strong>, causate dalle piogge persistenti che da giorni stavano interessando l’Appennino campano, ed in particolare la zona del<strong> Pizzo d’Alvano</strong>.<br><br></div><div>Per dare un’idea delle precipitazioni che interessarono quelle aree e che portarono all’innesco delle frane, si possono analizzare le misure di pioggia registrate dal pluviometro di Lauro, che per la sua vicinanza è da considerarsi tra i più rappresentativi. Dall’analisi dei dati si osserva che nelle <strong>48 ore</strong> tra il 4 e 5 maggio, ovvero immediatamente prima e durante l’evento franoso, si misurarono <strong>173 mm di pioggia</strong>. Più nel dettaglio l’analisi oraria rivela che nelle prime ore del 4 maggio si ebbero piogge deboli e che, dopo una pausa di 11 ore, le precipitazioni ripresero ininterrottamente fino alle prime ore del mattino del giorno 6. Nei sei giorni precedenti, dal 28 aprile al 3 maggio, il pluviometro aveva registrato una cumulata di 61,4 mm. Pertanto si trattò di piogge non particolarmente intense ma persistenti, dato che si protrassero per nove giorni consecutivi.<br><br></div><div>In poche ore, dalle 14:00 del giorno 5 alle prime ore del 6 maggio, più di <strong>2 milioni di metri cubi</strong> di materiale si riversarono sui centri abitati nel territorio di<strong> Sarno</strong>, <strong>Siano</strong> e <strong>Bracigliano</strong> in provincia di Salerno, <strong>Quindici</strong> in provincia di Avellino e <strong>San Felice a Cancello</strong> in provincia di Caserta.<br><br></div><div>Le <strong>case distrutte</strong> furono<strong> 178</strong> e oltre 450 quelle danneggiate. Complessivamente<strong> persero la vita 159 persone</strong>, delle quali 137 nella sola Sarno, la cui frazione Episcopio fu l’area maggiormente colpita. Molte di queste persone rimasero intrappolate nelle proprie case, schiacciate o soffocate dal fango e dai detriti. Altri tentarono la fuga per strada e vennero raggiunti dalle colate e travolti.<br><br></div><div>Le prime avvisaglie dell’incombente tragedia si ebbero sul versante Nord-Est del Pizzo d’Alvano, nella zona di Quindici, dove nel primo pomeriggio, in Contrada Fosso Cerasole, si staccò una frana che arrivò a sfiorare le case. Nelle ore successive diverse colate di fango e detriti raggiunsero il centro cittadino e le zone più a valle, invadendo le strade, devastando case ed edifici, e provocando 11 morti. Contemporaneamente, dal versante opposto si staccarono altre colate che raggiunsero Siano, Bracigliano e, soprattutto, Sarno, dove alle ore 17 una di esse travolse diverse abitazioni nelle località Curti e Viale Margherita. Intorno alle ore 20 altre frane investirono le frazioni San Vito ed Episcopio, causandovi la maggior parte delle vittime. Durante la notte un’altra colata investì in pieno l’ospedale Villa Malta di Sarno, dove, insieme coi medici e gli infermieri del pronto soccorso, persero la vita alcuni dei feriti che vi erano stati trasportati durante la giornata.<br><br></div><div>I fenomeni franosi che si sono verificati durante questo evento hanno caratteristiche che li rendono unici in Italia e rari nel mondo. Si tratta infatti di frane complesse che coinvolgono <strong>coltri piroclastiche</strong>. Tali coltri, che nelle aree in questione possono raggiungere i 6 metri di spessore, sono costituite da alternanze di ceneri e pomici, derivanti dalle principali fasi eruttive del sistema vulcanico Somma-Vesuvio, e che rappresentano la parte più fine e leggera dei prodotti da caduta.<br><br></div><div><br></div><div>A seguito delle precipitazioni, i materiali piroclastici della coltre, localmente saturi di acqua, cominciarono a scivolare verso valle, trascinando con sé altro materiale e incanalandosi negli impluvi. Le colate così alimentate acquistarono massa, passando da poche decine ad alcune centinaia di migliaia di metri cubi di volume, e, a causa delle elevate pendenze, raggiunsero <strong>velocità dell’ordine di 15-20</strong> metri al secondo, acquisendo così una forza distruttrice in grado di demolire completamente gli edifici.<br><br></div><div>Le indagini di campagna e i rilievi tecnici eseguiti hanno permesso di individuare e cartografare 227 colate, per la maggior parte innescatesi in prossimità di discontinuità morfologiche antropiche o naturali. <strong>Quelle di dimensioni maggiori</strong>, nell’area di Sarno, superarono i <strong>3 km di lunghezza</strong>, e<strong> 800 metri di dislivello</strong>, mobilizzando anche più di<strong> 200.000 metri cubi di volume.<br></strong><br></div><div>Il disastro del 5-6 maggio 1998 produsse un notevole eco in Italia e all’estero, e portò all’emanazione di una nuova legislazione in materia di dissesto geo-idrologico. Poche settimane dopo l’evento venne infatti emanato il Decreto Legge 180/98, convertito in Legge 267/98, la cosiddetta “Legge Sarno”, recante norme su criteri e metodi per l’individuazione del rischio da frana e inondazione, e per la redazione dei Piani per l’Assetto Idrogeologico. La legge ha posto particolare attenzione alle fasi di perimetrazione e valutazione dei livelli del rischio e alla definizione delle conseguenti misure di salvaguardia, e ha richiesto agli enti territoriali competenti la programmazione di opere di mitigazione del rischio stesso.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-11 16:10:55 UTC</pubDate>
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         <title>Schema geologico</title>
         <author>rischio19</author>
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         <description><![CDATA[<div>Stratigrafia dei versanti del Pizzo Alvano</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-11 16:16:33 UTC</pubDate>
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         <title>Gli artisti per Sarno</title>
         <author>rischio19</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mostra una luce per Sarno</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-11 16:18:59 UTC</pubDate>
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         <title>La cartografia del territorio colpito dalle frane</title>
         <author>rischio19</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ortofoto post evento 1:10.000</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-11 16:22:34 UTC</pubDate>
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         <title>Le opere di messa in sicurezza</title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/422814756</link>
         <description><![CDATA[<div>Vasca cortedonica</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-11 16:30:24 UTC</pubDate>
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         <title> L&#39;incendio è una reazione ossidativa.Gli incendi rappresentano e hanno rappresentato da sempre il fattore di maggior rischio per le attività umane.</title>
         <author>pqcv7dn3hv</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423241518</link>
         <description><![CDATA[<div>Un incendio può essere provocato da diverse cause sia naturali.<br>il 21 settembre 2019 un gruppo di ragazzi minorenni decisero di incendiare le montagne di Sarno, non sapendo poi le conseguenze. L'incendio fu fermato la mattina del 21 settembre. Le montagne colme di cenere, a causa delle piogge cedettero portando tutti i detriti in città. I cittadini che vivevano nei dintorni sono stati ospitati dalle scuola media "de Amicis baccelli". Per questo fenomeno Sarno è esposta a un pericolo idrogeologico. Negli ultimi mesi la protezione civile ha lavorato duramente per portare Sarno alla tranquillità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:47:23 UTC</pubDate>
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         <title>DIVERSI TIPI DI FRANE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423241985</link>
         <description><![CDATA[<div>A seconda del tipo di materiale che si distacca e del modo in cui avviene lo spostamento, si possono distinguere diversi tipi di frane:<br>1. <strong><em>Frane di crollo</em></strong><strong>:</strong> consistono nella caduta improvvisa di masse di roccia coerente e fratturata, che si stacca secondo piani preesistenti fortemente verticalizzati. Il materiale si accumula in un ammasso di blocchi a spigoli vivi alla base del versante, che in genere è a forte pendenza.<br>2. <strong>Frane di scivolamento:</strong> il piano di distacco di norma coincide con una superficie di discontinuità del versante (litoclasi o faglia). La posizione del piano più idonea al movimento è a franapoggio, meno inclinato del pendio; il collasso del materiale soprastante è favorito dalla percolazione dell'acqua lungo fessure a monte fino alla superficie predisposta alla rottura. Questo lubrifica la superficie di contatto e predispone per lo scorrimento il pacchetto di materiali soprastante.<br>3. <strong>Frane con movimento rotazionale:</strong> il distacco avviene lungo una superficie di neoformazione, in genere curva. Interessa materiali semicoerenti e si manifesta quando viene superata la resistenza al taglio del materiale costituente il versante.<br>4. <strong>Frane per colamento:</strong> sono tipiche delle argille imbevute d'acqua. La colata è in genere lenta e durevole nel tempo. Sono sovente molto grandi e possono interessare interi versanti. Il piano di stacco è incerto; si mobilizza periodicamente in occasione di eventi pluviometrici.<br>5. <strong>Smottamenti:</strong> sono piccole frane che coinvolgono la parte più superficiale del substrato se questo è incoerente. Se risultano abbastanza estese prendono anche il nome di <strong>lame</strong> .<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:48:09 UTC</pubDate>
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         <title>Monte Saretto </title>
         <author>guidosquillante06</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423243227</link>
         <description><![CDATA[<div>il Monte Saretto quando venne incendiato. Oggi viene messo in sicurezza da alcuni operai che mettono alcuni muri di legno per fermare il fango quando scenderà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:49:52 UTC</pubDate>
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         <title>le frane più grandi in italia </title>
         <author>luigisiano00</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423244281</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Le <a href="https://www.geologi.info/tag/frane"><strong>frane</strong></a> in Italia sono oltre 486.000 e coinvolgono un’area di circa 20.700 km<sup>2</sup>, pari al 6,9% del territorio nazionale. Tali dati derivano dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (Progetto IFFI) realizzato dall’ISPRA, dalle Regioni e dalle Province Autonome.<br><br></div><div>Queste descritte rappresentano solo alcuni esempi di frane classificate e rilevate negli anni.<br><br></div><div> <br><br></div><div><strong> <br></strong><br></div><div><strong>Val Pola, 1987<br></strong><br></div><div>Un primo esempio è la frana avvenuta tra il 15 e il 22 luglio 1987 in Valtellina (SO) in Val Pola: le cause furono molteplici, dalle intense precipitazioni di quei giorni alle temperature eccezionalmente elevate che favorirono lo scioglimento delle nevi perenni con conseguente piena del fiume Adda e dei suoi affluenti. Tra il 18 e il 19 luglio l’ammasso di detriti ai piedi del versante originò uno sbarramento del fiume Adda con la formazione di un lago di circa 50.000 m<sup>3</sup>. Il 28 luglio sul versante orientale del monte Zandila s’innescò uno scivolamento di circa 35 milioni di m<sup>3</sup>, evoluto rapidamente in una valanga di roccia (rock avalanche). La frana determinò un’onda di piena catastrofica che, propagandosi verso monte per 2,7 km, distrusse tre villaggi e causò complessivamente 27 vittime. Tale frana occluse completamente l’alveo dell’Adda formando un lago con volume di 22 milioni di m<sup>3</sup>.<br><br></div><div>Immediatamente dopo l’evento franoso furono adottate misure di emergenza per tenere basso il livello del lago mediante il pompaggio delle acque; successivamente venne realizzato un tunnel di by-pass per la diversione del fiume Adda e un rilevato alla base del versante (APAT, 2007).<br><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div><strong>Sarno, 1998<br></strong><br></div><div> <br><br></div><div><br></div><div> <br><br></div><div>Altro tragico evento, da cui prese il nome un decreto, si verificò il 5 maggio 1998 a Sarno, costituito da smottamenti e frane distaccatesi dal massiccio di Pizzo d’Alvano, tra le province di Salerno e Avellino; il fiume di fango e detriti travolse diversi paesi.<br><br></div><div>L’anno precedente sul territorio si erano verificate frane di entità minore che, con il senno del poi, mettevano in luce le carenze dell’assetto idrogeologico del territorio. In teoria i 140 mm di pioggia caduti in 72 ore non avrebbero dovuto provocare questo disastro, ciò che fu recriminato a posteriori è il non aver considerato la stratigrafia e la natura del terreno, lo strato superficiale permeabile ed erodibile alla sommità del monte, le costruzioni di infrastrutture viarie a civili abitazioni lungo i naturali alvei di sfogo delle acque, unito a un’incuria e a una scarsa manutenzione dei corsi d’acqua.<br><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div><strong>Italia nord-occidentale, 2000<br></strong><br></div><div>Il massimo picco di frane nell’anno 2000 fu legato all’intenso evento meteorologico che ha interessato l’Italia nord-occidentale, in particolare le aree comprese tra l’alto corso del fiume Po e il fiume Ticino e gran parte della Valle d’Aosta. Durante l’evento sono stati raggiunti valori di precipitazione media in 60 ore di circa 400 mm, con valori di picco in alcune aree di 600 mm.<br><br></div><div>In <strong>Valle d’Aosta</strong> l’evento è stato uno dei più gravosi accaduti negli ultimi 250 anni in termini di distruzione e perdita di vite umane. L’area colpita dai dissesti più rilevanti è quella delle valli di Rhêmes, Cogne, Gran San Bernardo, Valtournanche, Champorcher, Gressoney e la valle centrale della Dora Baltea. I fenomeni fluviali di sovralluvionamento e i colamenti rapidi hanno causato la perdita di vite umane, ingenti danni a centri abitati, a infrastrutture viarie anche di primaria importanza, alle reti di servizi e alle attività produttive e agricole (Regione Autonoma Valle d’Aosta, 2000).<br><br></div><div>In <strong>Piemonte</strong> l’evento ha innescato la riattivazione di alcune grandi frane alpine quiescenti. Ad esempio, si è verificata la riattivazione di un antico, vasto e profondo fenomeno franoso in roccia nel comune di Ceppo Morelli con una serie di crolli di blocchi variabili tra 5 e 250 m<sup>3</sup> che hanno causato la parziale distruzione della strada comunale, il danneggiamento e la chiusura della strada statale di fondovalle e l’evacuazione di due centri abitati (ARPA Piemonte, 2003). Al termine dell’evento si contarono 37 tra morti e dispersi e oltre 40.000 persone evacuate. Il danno economico fu stimato in oltre 5.000 <br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:51:22 UTC</pubDate>
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         <title>I TIPI DI FRANE:</title>
         <author>marcodavino2007</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423245151</link>
         <description><![CDATA[<div>frana di colamento;<br>frana di crollo;<br>frana di scivolamento;<br>frana di sconscendimento;<br>frana di smottamento;<br>frana sottomarina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:52:31 UTC</pubDate>
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         <title>Venezia </title>
         <author>guidosquillante06</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423245417</link>
         <description><![CDATA[<div>Anche a Venezia ci fu una strage, quando venne inondata per ben cinque giorni consecutivi. Inondò case,negozi etc.Che poi fu risolta con alcune macchine che furono aggiustate dopo tanti anni che non erano in funzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:52:53 UTC</pubDate>
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         <title>Incendio sul Sarno</title>
         <author>lorisulserver</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423247032</link>
         <description><![CDATA[<div>Un vasto incendio si è propagato sul monte Saretto a Sarno . Il sindaco Giuseppe Canfora ha seguito da vicino le operazioni di spegnimento, insieme con le forze dell'ordine ; i cittadini hanno dovuto "tenere le finestre chiuse ed uscire solo in caso di necessità". </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:54:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Incendio MONTE SARETTO</title>
         <author>correafulvio</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423248231</link>
         <description><![CDATA[<div>21 settembre 2019 Sette ragazzi, sei minorenni ed un maggiorenne, tutti del posto, sono sospettati di aver appiccato il fuoco sulla collina del Saretto a Sarno (Salerno). Il gruppo è stato incastrato dalle telecamere della zona.Nel corso della giornata sono state effettuate anche diverse perquisizioni. Inizialmente i sospetti erano ricaduti su due minorenni. Le indagini successive hanno individuato anche altri presunti responsabili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:56:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PERCHE&#39; AVVENGONO LE FRANE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423248319</link>
         <description><![CDATA[<div>Con il termine <strong>frana</strong> si indica il movimento o la caduta di una massa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terreno">terreno</a> o <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roccia">roccia</a> sotto l'azione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Forza_di_gravit%C3%A0">forza di gravità</a>. Con lo stesso termine ci si riferisce, per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Metonimia">metonimia</a>, al materiale coinvolto nel movimento, cioè al <em>corpo di frana</em>.Le <strong>frane</strong> più disastrose sono quelle innescate dai terremoti e dalle eruzioni vulcaniche, <strong>perché</strong> durante tali eventi viene liberata una quantità di energia enorme che può mettere in movimento gigantesche masse di roccia e terra. ... Le <strong>frane</strong> provocate dall'attività vulcanica possono essere anche più devastanti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:56:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Alcune foto del progetto</title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423249671</link>
         <description><![CDATA[<div>Il monte Saretto </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 13:57:50 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SE TANTE PERSONE SONO ANCORA IN VITA DOPO LE FRANE DEVONO RINGRAZIARE IL </title>
         <author>luigisiano00</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423253460</link>
         <description><![CDATA[<div>Il corpo nazionale dei vigili del fuoco<br>(il corpo nazionale dei vigili del fuoco)</div><div>Salviam la vita agli altri il resto conta poco<br>(Salviam la vita agli altri il resto conta poco)</div><div>Il pompiere paura non ne ha il pompiere paura non ne ha</div><div>Anche se di notte suona la sirena<br>(Anche se di notte suona la sirena)</div><div>Quando noi usciamo nessuno più ci frena</div><div>Il pompiere paura non ne ha,<br>il pompiere paura non ne ha,<br>il pompiere paura non ne ha il pompiere paura non ne ha<br>Portiamo il soccorso a chi ci chiede aiuto<br>(Portiamo il soccorso a chi ci chiede aiuto)<br>Un giorno senza<br>rischio per noi non è vissuto<br>(un giorno senza rischio per noi non è vissuto)<br>Il pompiere paura non ne ha il pompiere paura non ne ha<br>Quando le fiamme avanzano noi non abbiam timore<br>(Quando le fiamme avanzano noi non abbiam timore)<br>Abbiamo santa barbara dentro il nostro cuore<br>(Abbiamo santa barbara dentro il nostro cuore)<br>Il pompiere paura non ne ha, il pompiere paura non ne ha</div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:03:29 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:03:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:05:25 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>caiazzaa818</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423255760</link>
         <description><![CDATA[<div>OPERE DI MESSA IN SICUREZZA </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:06:36 UTC</pubDate>
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         <title>Frana a Sarno 1998</title>
         <author>lorisulserver</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1998 alcuni paesi campani nelle province di Salerno, Avellino e Caserta furono colpiti da un’alluvione che causò una serie di violentissime frane: morirono 160 persone, di cui 137 solo nel comune salernitano di Sarno e 11 in quello di Quindici, in provincia di Avellino. Tremila persone rimasero sfollate: 180 case furono distrutte e altre 450 furono danneggiate. Fu uno dei peggiori disastri naturali di quegli anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:08:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Incendio Monte Saretto</title>
         <author>rischio19</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il suolo bruciato crea uno strato bituminoso che accelera l'erosione delle acque piovane</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:09:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>MORTI DELLA FRANA</title>
         <author>salvatore_marchese1610</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423258623</link>
         <description><![CDATA[<div> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sarno">Sarno</a>137 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quindici_(Italia)">Quindici</a>11 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bracigliano">Bracigliano</a>7 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Siano">Siano</a>5 Totale160<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:10:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>sindaco </title>
         <author>caiazzaa818</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423259458</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=X-54oJDpjVo">5 Maggio 1998 la Strage di Sarno - YouTube</a>https://www.youtube.com › watch</div><ol><li><br></li></ol><div><br></div><div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=X-54oJDpjVo"><strong>▶ 1:05</strong></a></div><div>5 mag 2013 - Caricato da Paolo Favarin</div><div>È una strage annunciata, poiché si sa che i comuni di <strong><em>Sarno</em></strong>, Quindici, ... di prove gli unici due imputati ...</div><div> Il 5 maggio del 2010 il sindaco Gerardo Basile, inizialmente giudicato non colpevole in merito all'accusa di omicidio colposo plurimo nei primi due gradi di giudizio, si è visto annullare le due sentenze dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_cassazione">Corte di cassazione</a>. Questo giudizio - motivato dal fatto che, secondo la Corte, la condotta del sindaco sarebbe stata "<em>passiva</em>" nella gestione degli eventi - ha rimandato la pratica alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_d%27appello">Corte d'appello</a> di Napoli per un nuovo processo<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alluvione_di_Sarno_e_Quindici_del_1998#cite_note-8"><sup>[8]</sup></a>. Nel dicembre 2011 la Corte d'appello condanna Basile alla pena di anni 5 di reclusione, confermata in Cassazione nel 2013 (Cass. pen., sez. III, n. 19507/2013); la pena fu poi ridotta di 3 anni per effetto dell'indulto del 2006, mentre i restanti 2 anni furono scontati in regime di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affidamento_in_prova_al_servizio_sociale">affidamento in prova al servizio sociale</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:11:47 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>correafulvio</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423259716</link>
         <description><![CDATA[<div>Incendio MONTE SARETTO<br>21 settembre 2019 </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:12:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Visita alle opere in messa in sicurezza e teatro.</title>
         <author>marcodavino2007</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423265179</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:18:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Roberto robustelli </title>
         <author>caiazzaa818</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423265585</link>
         <description><![CDATA[<h1>Roberto Robustelli: "Io, sopravvissuto al fango di Sarno, sono tornato per aiutare la città"</h1><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:19:16 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Frane</title>
         <author>pqcv7dn3hv</author>
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         <description><![CDATA[<div> Si indica il movimento o la caduta di una massa di terreno o roccia sotto l'azione della forza di gravità.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:19:55 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>luigisiano00</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423268078</link>
         <description><![CDATA[<div>Intervista roberto robustelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:22:40 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Intervista a Roberto Robustelli</title>
         <author>guidosquillante06</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423268448</link>
         <description><![CDATA[<div>Roberto Robustelli è stato sopravvissuto alla frana del 5 maggio 1998. Lui è sopravvissuto per quattro giorni bevendo la sua urina, oggi è Vicesindaco di  Sarno.Roberto è stato diciamo miracolato perchè quando ha salvato la vita alla madre e alla sorella, lui la zia e il padre stavano cercando il fratello e a un certo punto i tre sono stati travolti da una valanga e li ha separati.Roberto si trovava in una cantina e nel braccio si era conficcato un ramo e mentre lui lo stava togliendo è sceso dell'altro fango. la frana gli è girata intorno ed è entrata nella cantina, la forza del fango che lo spingeva  lo trascinò sul tetto tanto forte che la testa <br>gli è spaccata a metà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:23:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Villa Lanzara</title>
         <author>caiazzaa818</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423271019</link>
         <description><![CDATA[<div>Mostra villa Lanzara:"Una luce per Sarno" </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:26:26 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Tipi di frana </title>
         <author>guidosquillante06</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/423274562</link>
         <description><![CDATA[<div>Questi sono  alcuni tipi di frana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:30:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>chi puo scappa via </title>
         <author>caiazzaa818</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-12-12 14:35:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/424124570</link>
         <description><![CDATA[<div>Uscite Pon "Italia a rischio"</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-14 10:01:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ISTITUTO COMPRENSIVO  “Giovanni Amendola” SARNO PON FSE 2014-2020 </title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/424126925</link>
         <description><![CDATA[<div>CITTADINI DEL MONDO<br>RISCHIO IDROGEOLOGICO<br>PROGETTO ITALIA UN PAESE FRAGILE<br>Esperto: Prof. Anella Esposito,<br>Tutor: Prof. Diana Piserchia,<br>Facilitatore: Prof. Emilia Esposito</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-14 10:34:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Gli alunni che hanno partecipato</title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/424127783</link>
         <description><![CDATA[<div>AGOVINO ELEONORA 3 B<br>BUONAIUTO FRANCESCA 2 E<br>CAIAZZA ANTONIO 2 H<br>CIOFFI MANUELA 2 E<br>CORRADO GAIA 2 E<br>CORREA FULVIO 2 E <br>D'AVINO MARCO 2 E<br>FABBROCILE LORENZO 2 E<br>GAITO GIUSY 2 E<br>LANZETTA ALESSIO 3 B<br>MARCHESE SALVATORE 3 H<br>MITIDIERI CHIARA 2 D<br>PAPPACENA MARCO 2 E <br>PELUSO DANIELE 3 B<br>RENZULLO FRANCESCO 2 E<br>SIBILIO CHIARA 2 E <br>SIRICA MICHELE 3 G<br>SQUILLANTE BENEDETTA 2 E<br>SQUILLANTE GUIDO 3 B<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-14 10:45:53 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>rischio19</author>
         <link>https://padlet.com/rischio19/amendola/wish/424127985</link>
         <description><![CDATA[<div>Ecco il gruppo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-14 10:48:25 UTC</pubDate>
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