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      <title>il confucianesimo 儒家 by Debora Marzi</title>
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      <description>Realizzato con un colpo di fortuna</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-12-05 06:54:24 UTC</pubDate>
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         <title>Filosofia o religione?</title>
         <author>debora_marzi</author>
         <link>https://padlet.com/debora_marzi/ktni1ccorud1/wish/420078674</link>
         <description><![CDATA[<div>Il confucianesimo ha una doppia valenza, di pensiero filosofico e religioso:<br><br><strong>FILOSOFIA</strong><br>La visione della vita del filosofo Confucio si basa su un'etica collettiva e individuale che affonda le proprie radici nella <strong>giustizia </strong>e nella <strong>rettitudine</strong>, ma anche nell'importanza delle <strong>relazioni sociali </strong>e delle <strong>tradizioni </strong>rituali.<br>La lealtà e il rispetto del prossimo vengono considerati come doti indispensabili, così come la riflessione e l'apprendimento di conoscenze finalizzate al miglioramento di sé stessi e delle altre persone. Egli stesso si qualifica come un messaggero che ha il ruolo di comunicare la sapienza degli antichi.<br>Confucio, quindi, chiede ai propri discepoli di approfondire la conoscenza dei tempi antichi e dei testi del passato, dai quali devono essere tratti gli insegnamenti per il presente.<br><br><strong>RELIGIONE</strong><br>Il confucianesimo è stato considerato anche come una delle <strong>religioni della Cina</strong>, insieme al <strong>taoismo</strong>, al <strong>buddhismo </strong>ed alla <strong>religione tradizionale delle campagne</strong>. Esso ha <strong>influenzato </strong>profondamente il modo di vivere dei cinesi e, con la sua successiva diffusione, contribuisce a determinare lo sviluppo stesso della storia dei rispettivi Paesi.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-05 06:56:01 UTC</pubDate>
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         <title>Fondamenti del pensiero </title>
         <author>debora_marzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per ristabilire quell’armonia Confucio propose il ritorno ai valori tradizionali e al culto degli antenati: egli riteneva che un buon governo poteva realizzarsi solo rafforzando la vita familiare. Lo Stato venne da lui concepito come una grande famiglia, in cui i riti, il rispetto delle gerarchie, lo studio dei classici, le esperienze degli antichi assicuravano la concordia dei cittadini sotto la guida dell’imperatore. L’imperatore doveva egli stesso esercitare le virtù e vigilare sulla purezza della sacra dottrina. Come premio della sua condotta virtuosa riceveva le cinque specie di felicità e le irradiava sui sudditi: lunga vita, ricchezza, salute e contentezza, amore per la virtù e una fine beata. Confucio raccomandò la pratica della virtù e diede molta importanza al retto comportamento, individuandone i principi fondamentali nel rispetto, nella venerazione per i genitori, per gli anziani e per gli antenati (cui si devono offrire sacrifici), per i principi e per l’imperatore che rappresenta il Cielo. A seconda delle scelte morali che operano, gli uomini possono essere individui comuni, saggi o nobili. I saggi e i nobili, che possiedono autocontrollo, umanità e bontà, seguono il li armonizzando la propria vita con l’ordine generale e conformandosi alle regole del vivere sociale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-05 06:56:25 UTC</pubDate>
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         <title>Epoca storica</title>
         <author>debora_marzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo la tradizione, Confucio nacque nello Stato di Lu (ora parte dell'odierna provincia di Shandong) nel 551 a.C., durante il Periodo delle primavere e degli autunni. In quest'epoca si situa anche l'inizio del movimento filosofico delle Cento scuole di pensiero. <br>Continua a conservare la sua rilevanza anche al giorno d'oggi.<br>La sua vita si svolse in un'epoca di grandi trasformazioni politiche e sociali e la sua opera è stata diversamente giudicata, specie nei tempi moderni: chi ha voluto vedere in lui un riformatore progressista, il cui insegnamento tendeva a riformare i costumi perché fossero al passo coi tempi, e chi, invece, un pensatore reazionario che cercava di far girare all'indietro la ruota della storia, tentando di restaurare un ordine sociale che volgeva al tramonto.<br>Terminò i suoi giorni a Lu.<br>Mentre in vita non aveva avuto che delusioni, dopo la morte gli vennero conferiti gli onori più grandi che ad un uomo sia stato concesso mai di ottenere e nel corso dei secoli, quando il confucianesimo divenne dottrina ufficiale dello Stato cinese, gli venne tributato un vero e proprio culto, anche se di carattere esclusivamente civile.</div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-05 06:56:38 UTC</pubDate>
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         <title>ideologia di Stato per secoli</title>
         <author>debora_marzi</author>
         <link>https://padlet.com/debora_marzi/ktni1ccorud1/wish/420079067</link>
         <description><![CDATA[<div>Il confucianesimo si prestò in modo particolare a consolidare, sostenere e proteggere l'ordine politico e sociale dell'impero cinese e la sua influenza non è ancora scomparsa dalla Cina.La famiglia ed il clan gentilizio furono per secoli alla base della struttura sociale della Cina. Sulla base del popolo minuto incolto, gli "uomini comuni" di cui aveva parlato Confucio, si innalzava la piramide amministrativa al cui vertice si trovava l'imperatore, depositario del "mandato celeste", tramite fra terra, umanità e cielo. L'imperatore cinese, però, non esercitava il suo potere direttamente; egli si avvaleva di uno stuolo di funzionari, selezionati per merito in base ad esami che garantivano da un lato la loro cultura, dall'altro l'adesione personale all'ideologia dominante. Questa fu almeno la tendenza principale, anche se spesso si giunse all'acquisto delle cariche, ma sempre come forma di reclutamento parallelo.</div><div>La classe colta era quella che deteneva effettivamente il potere. Erano gli uomini che si erano potuti innalzare grazie a quello studio su cui tanto avevano insistito sia Confucio sia Mencio sia Xunzi: essi conoscevano i riti e la scienza del governo, possedevano i testi di storia e potevano così rendere operante il mandato celeste dell'imperatore, per mantenere il sistema in giusta armonia. Questa classe di letterati praticamente monopolizzò la cultura e fornì per secoli i quadri dell'amministrazione centrale e periferica: funzionari-letterati privi di specializzazioni tecniche, ma dotati di ampia cultura umanistica e filosofica. Su questa classe, formatasi ai principi del confucianesimo, si fondò per secoli quel sistema amministrativo che fu il pilastro centrale dell'impero cinese e del quale non sono completamente scomparse, neanche oggi, le vestigia e le impostazioni. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-05 06:58:53 UTC</pubDate>
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         <title>Canone Confuciano</title>
         <author>debora_marzi</author>
         <link>https://padlet.com/debora_marzi/ktni1ccorud1/wish/420079159</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>五经，Cinque Classici</strong></div><ol><li>易经，Libro dei Mutamenti </li><li>书经, Libro dei Documenti</li><li>诗经, Libro delle poesie ( o delle odi)</li><li>礼记, Memorie sui riti </li><li>春秋, Annali delle Primavere ed Autunni.</li></ol><div><strong>四书， Quattro Libri</strong></div><ol><li>论语，Dialoghi</li><li>中庸,Giusto mezzo</li><li>大学, Grande scienza </li><li>孟子, Mencio </li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-05 06:59:46 UTC</pubDate>
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         <title>Confucianesimo e la Cina moderna e contemporanea</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/debora_marzi/ktni1ccorud1/wish/420171382</link>
         <description><![CDATA[<div>La visione che Confucio aveva di un mondo in decadenza, per salvare il quale era necessario ripristinare le virtù degli antichi sovrani, il rinvigorimento da lui propugnato dei valori morali propri del passato, il messaggio inteso a fare ritorno ai riti che avevano caratterizzato e regolato i rapporti umani fin dal tempo dei re Wen e Wu della dinastia Zhou, la sua concezione gerarchica e conservatrice dei rapporti sociali, fecero sì che il suo pensiero venisse considerato un <strong>ostacolo </strong>alla modernizzazione della Cina, all'inizio del XX secolo.</div><div>Gli esami di Stato confuciani vennero già aboliti poco prima della fine dell'impero, nel 1905, e anche se il culto di Stato continuò ancora per pochi anni, la sua sorte era ormai segnata.<br>Nel 1917 la rivista <em>Xin Qingnian</em> ("Gioventù nuova") pubblicò degli articoli, a firma di Wu Yu e Chen Duxiu, che mettevano in discussione la validità della dottrina confuciana.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-05 12:54:40 UTC</pubDate>
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         <title>La figura e l&#39;opera di Confucio </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/debora_marzi/ktni1ccorud1/wish/420172056</link>
         <description><![CDATA[<div>Confucio (Kongzi o Kongfuzi, donde la latinizzazione <em>Confutius</em>) visse a cavallo tra il VI e il V sec. a.C. ed era originario dello stato di Lu (attuale Shandong). La sua vita si svolse in un'epoca di grandi trasformazioni politiche e sociali e la sua opera è stata diversamente giudicata, specie nei tempi moderni: chi ha voluto vedere in lui un riformatore progressista, il cui insegnamento tendeva a riformare i costumi perché fossero al passo coi tempi, e chi, invece, un pensatore reazionario che cercava di far girare all'indietro la ruota della storia, tentando di restaurare un ordine sociale che, in effetti, volgeva al tramonto.</div><div>Studioso attento e appassionato di tutto ciò che restava delle antiche tradizioni, iniziò ben presto a raccogliere attorno a sé dei giovani ai quali insegnava le sue dottrine, che consistevano soprattutto nel trasmettere la saggezza e gli esempi degli antichi ed alle quali, pertanto, non attribuiva alcun carattere originale. Usava infatti dire che trasmetteva soltanto ciò che gli antichi avevano pensato e praticato e lo studio consisteva per lui soprattutto nella ricerca di modelli di comportamento tratti dal passato, quando le virtù non erano ancora state offuscate.</div><div>Il suo insegnamento verteva essenzialmente sull'arte del governo e sul comportamento personale socialmente inteso. Il problema politico, del reggimento dello Stato, era effettivamente di capitale importanza a quel tempo, quando la Cina assisteva ad un fenomeno di progressiva parcellizzazione del potere statale, col sorgere e l'affermarsi di principati praticamente indipendenti dal re della dinastia Zhou (1027-221 a.C.) che conservava a Luoyang, la capitale, un potere soltanto di nome. Però Confucio non poté sperimentare che una sola volta le sue capacità di amministrare, tra il 501 e il 500, quando il duca di Lu, il suo paese natale, gli conferì alcuni incarichi tra cui quelli di ministro della giustizia e di intendente dei lavori pubblici. Nonostante le amplificazioni della tradizione, che vuole che in questo breve periodo lo Stato fosse amministrato in maniera perfetta (tanto che le leggi penali, mentre egli era ministro della giustizia, non venivano più applicate per mancanza di delinquenti e di delitti) e che Confucio fosse estromesso, alla fine, dal governo soltanto per effetto di basse invidie e malevole insinuazioni calunniose, in realtà non riuscì ad ottenere il successo politico nel quale aveva sperato, scontentando praticamente tutti col suo rigoroso formalismo.</div><div>Deluso e disgustato tornò all'insegnamento privato, peregrinando nei diversi Stati della Cina, raccogliendo discepoli sempre più numerosi (fino a tremila, dice la tradizione) e dedicandosi alla raccolta di testi antichi, in poesia ed in prosa, dei quali compose due antologie, il "Classico della poesia" (<em>Shijing</em>) ed il "Classico dei documenti" (<em>Shujing</em>), che raccolgono tutti quei testi che egli considerava consoni al suo insegnamento. Dopo alcuni anni di peregrinazioni tornò a Lu, dove scrisse una storia in forma aridamente annalistica del principato, "Primavera e autunno" (<em>Chunqiu</em>), che è servita di modello, insieme ai commentari che vi furono aggiunti nelle generazioni successive, a tutta l'annalistica cinese successiva. Gli ultimi anni li trascorse dedicandosi allo studio del "Classico della mutazione" (<em>Yijing</em>), cercando di comprendere, attraverso la combinazione di linee intere e spezzate, simboleggianti rispettivamente il principio <em>yang</em> ed il principio <em>yin</em>, il senso della vita e la situazione cosmica attuale. Terminò i suoi giorni a Lu.</div><div>Mentre in vita non aveva avuto che delusioni, dopo la morte gli vennero conferiti gli onori più grandi che ad un uomo sia stato concesso mai di ottenere e nel corso dei secoli, quando il confucianesimo divenne dottrina ufficiale dello Stato cinese, gli venne tributato un vero e proprio culto, anche se di carattere esclusivamente civile. Postumamente gli vennero conferiti titoli onorifici di ogni tipo ed ai suoi discendenti, giunti oggi alla sessantacinquesima generazione, onori e cariche particolari che ne fecero una stirpe privilegiata, di una nobiltà che traeva origine non dall'esercizio delle armi ma dalla cultura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-12-05 12:56:31 UTC</pubDate>
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