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      <title>Edgar Lee Masters e Wislawa Szymborska by </title>
      <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d</link>
      <description>Realizzato da Virginia Vassallo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-03-14 12:28:20 UTC</pubDate>
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         <title>Analisi dell&#39; &quot;Antologia di Spoon River&quot; </title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159952281</link>
         <description><![CDATA[<div>Il libro "Antologia di Spoon River" è una raccolta di epitaffi che raccontano le vite degli abitanti di Spoon River, cittadina immaginaria dell’Illinois.&nbsp; Le storie sono tutte collegate fra di loro e fanno riferimento a fatti avvenuti tra marito e moglie, tra figli e amanti, ma anche tra persone che si sono conosciute per motivi di lavoro, denaro o politica. I personaggi di cui ci parla Masters sono molto differenti tra loro: l’autore racconta la vita dell’ubriaco o del giudice ridando a ogni personaggio la stessa dignità che ha perso con la morte. Nell’ “Antologia di Spoon River” non ci sono personaggi più importanti di altri: è una raccolta di poesie polifonica dove nessuna voce prevale sull’altra.&nbsp;</div><div>Tutte le persone di cui l’autore ci parla raccontano la propria storia passata concentrandosi su un momento particolare che li ha condizionati per tutta la vita: sembra che essi siano rimasti per sempre in un attimo decisivo della loro esistenza e raccontano un ricordo, un'immagine o un'emozione della loro vita terrena in modo ossessivo, cercando di difendersi dal giudizio del lettore.&nbsp;</div><div>Queste poesie sono caratterizzate da uno stile apologetico: dagli epitaffi non emerge solo una commemorazione del morto ma anche una critica nei confronti della società americana di inizio Novecento; da ogni avvenimento che si legge si può riflettere sul senso della vita, sull’ipocrisia e sulla vanità della società.&nbsp;</div><div>Masters rinuncia alla sublimazione del reale per veicolare un messaggio in ogni storia che racconta: dal momento che le storie sono state scritte senza l’uso abbondante di figure retoriche, esse rimangono impresse nella mente del lettore più facilmente per la loro immediatezza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:29:03 UTC</pubDate>
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         <title>Analisi della raccolta &quot;La gioia di scrivere&quot;</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159952450</link>
         <description><![CDATA[<div>La poesia di Wislawa Szymborska presenta alcune analogie con quella di Masters: anche la poetessa polacca vuole rappresentare la realtà quotidiana ma, al contrario dello scrittore americano summentovato, lo fa usando uno stile che tende all’assurdo. Szymborska usa il lessico in modo insolito: ella vuole criticare la società che la circonda usando l’ironia grottesca. Nelle parole della scrittrice polacca sembrano celarsi mondi in apparente contrasto con la realtà: in verità essi la rispecchiano e la ridicolizzano.&nbsp;<br><br></div><div>Le poesie della raccolta “La gioia di scrivere” ricordano la rivoluzione letteraria compiuta dal “Maledettismo”: i poeti maledetti criticavano la società borghese e usavano il lessico in modo nuovo come fa Wislawa Szymborska.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:29:48 UTC</pubDate>
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         <title>Analisi della poesia &quot;Notte&quot;</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159952728</link>
         <description><![CDATA[<div>La poesia “Notte” parla del sacrificio di Isacco compiuto da Abramo.&nbsp;</div><div>Durante la notte, la poetessa riflette e chiede ad Abramo, uomo pio, perché voglia sacrificare il suo unico figlio: usando un lessico semplice, gli domanda se il bambino abbia compiuto qualche monelleria per essere punito tanto severamente.&nbsp;</div><div>La poetessa cerca di rifugiarsi sotto le coperte per evitare il giudizio di Dio: un giorno il Signore chiederà al padre di Wislawa di sacrificarla e lei, non credendo ai valori precedentemente insegnati dalla Divinità (l’amore, la fiducia, la bontà),&nbsp; non rifiuterà la morte. Diventando adulta ella diventa “stolta” come lo erano stati i suoi predecessori: capisce che la parola di Dio deve essere interpretata come metafora e non in senso letterale.</div><div>Stile: Nel testo non è presente alcuna figura retorica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:30:49 UTC</pubDate>
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         <title>Analisi della poesia &quot;Webster Ford&quot;</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159952774</link>
         <description><![CDATA[<div>La poesia “Webster Ford” parla di un episodio della vita di Webster Ford: rivolgendosi ad Apollo, ricorda l’apparizione del Dio in una sera estiva mentre si trova vicino al fiume insieme all’amico Mickey. Vedono un fantasma che il protagonista chiama&nbsp; “Apollo Delfico”: mentre sono spaventati da questa apparizione, il figlio del banchiere li insulta e dice che sono i riflessi dei fiori sull'acqua.&nbsp;</div><div>Dopo questa visione, Mickey muore cadendo nel corso d'acqua perché ha guardato il volto di Apollo.&nbsp; Webster conserva sempre nella sua memoria il ricordo della morte dell’amico che un giorno rivede reincarnato in un albero:&nbsp; il suo tronco è morto perché è duro come pietra, mentre le foglie d’alloro sono rigogliose.&nbsp;</div><div>Nella poesia è presente un’invocazione: “Giovinezza, invano sfuggirai al richiamo di Apollo”: il Dio, simbolo della luce, folgora i giovani destinati a morire e il protagonista ricorda che ogni persona deve scegliere tra una morte precoce e veloce (“Una morte in primavera saltando nel fuoco”) oppure una piena di pene e dolorosa.&nbsp;</div><div>Webster, a differenza dell’amico, quando muore, si reincarna in un albero con le foglie appassite ma col tronco vivo.&nbsp;</div><div>I due tipi di alberi che ritroviamo in questa poesia simboleggiano il tipo di morte e di vita a cui si è destinati:&nbsp; Webster è destinato a una vita lunga e tormentata mentre Mickey muore velocemente dopo una folgorazione.&nbsp;</div><div>Stile: Sono presenti varie figure retoriche: delle invocazioni che si ripetono al verso 1 e 31, una sinestesia al verso 8 (“nel buio mugghiante”), una similitudine al verso 8 (“come un razzo che cade”) e una climax ascendente al verso 18 (“tremanti, vibranti&nbsp; e contratti”).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:31:00 UTC</pubDate>
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         <title>Analisi della poesia &quot;Il violinista Jones&quot;</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159952809</link>
         <description><![CDATA[<div>La poesia “Il violinista Jones” racconta la vita di Jones, un violinista che vuole diventare un ricco proprietario terriero per essere rispettato dalla società. Nonostante voglia coltivare i campi e accrescere i suoi possedimenti, non riesce a rinunciare alla sua passione per la musica: per lui non rappresenta una semplice fuga dal lavoro dei campi ma è un trasmutamento positivo delle fatiche e delle difficoltà di un mondo popolato da persone che rinunciano alle proprie idee e passioni per assumere il ruolo che la società gli impone. Jones sceglie di evadere non per non assumersi le proprie responsabilità ma perché sa che il suo talento non può essere celato: è alla ricerca di una propria libertà artistica e spirituale che superi le convenzioni e la materialità.&nbsp; Questa autonomia non garantisce al protagonista una stabilità economica: nonostante ciò, egli decide di elevarsi al di sopra della banalità che lo circonda servendosi della propria immaginazione. Mentre tutti in un vortice di polvere non vedono altro che un segno della siccità, Jones vede materializzarsi il ricordo delle balze della gonna di Sammy in un antico motivo e quando tutti sono felici per il l’imminente guadagno egli non riesce a smettere di suonare. Alla fine della sua vita egli non ha ampliato il suo patrimonio, rompe il suo violino e non ha nessun rimpianto.<br>Stile:&nbsp; Nella poesia è presente un'anafora nei versi 24-25. Lo stile è semplice, caratterizzato dall'uso prevalente di paratassi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:31:08 UTC</pubDate>
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         <title>Analisi della poesia &quot;Elegia di un viaggio&quot;</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159953246</link>
         <description><![CDATA[<div>La poesia “Elegia di un viaggio” tratta il tema della peregrinazione: Wislawa descrive le varie istantanee che le sono rimaste impresse nella memoria dopo un lungo vagabondaggio.</div><div>I primi versi “Tutto è mio, niente mi appartiene,\ nessuna proprietà per la memoria,\e mio finche guardo” si ripetono all’ inizio e alla fine: la poetessa vuole rovesciare il significato simbolico del viaggio (che nella letteratura è sempre stato sinonimo di crescita personale) donandogli una nuovo significato. La Szymborska scrive questa poesia nell’anno 1962, appena inizia l’era del consumismo. Nell’età moderna il viaggio non è più il simbolo di crescita personale bensì è solo una lunga lista di immagini senza significato che rimangono a fatica impresse nella mente. Si può notare la critica che la poetessa rivolge alla società moderna che non apprezza più la bellezza ma cerca di “consumarla” introiettando in sé il maggior numero di immagini possibili.</div><div>La poesia si chiude con una rima tagliente e ironica: “Per l’eccesso e la mancanza\di un solo movimento del collo”: non siamo più capaci di guardare la realtà riflettendo su ciò che ci circonda ma per la troppa curiosità ci voltiamo sempre verso qualcosa di nuovo; inoltre l’eccesso e la mancanza hanno assunto lo stesso significato.</div><div>Stile:&nbsp; Questa poesia è un flusso di immagini che non hanno nessun collegamento tra loro: perciò è stata utilizzata la tecnica del flusso di coscienza. Sono presenti delle antitesi ai versi 34\35 (“Benvenuto e addio \in un solo sguardo) e ai versi 36\37 (“per l’eccesso e la mancanza\un solo movimento del collo”), delle enumerazioni dai versi 4 a 25.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:33:05 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia di Edgar Lee Masters</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159953296</link>
         <description><![CDATA[<div>Edgar Lee Master nasce a Garnett,&nbsp; nel Kansas nel 1869. Viene cresciuto nella fattoria dei nonni a Petersburg e successivamente si trasferisce con la famiglia in un'altra piccola città, bagnata dal fiume Spoon. Incomincia a scrivere poesie sotto l'influenza di un insegnante di liceo e qualcuna viene pubblicata su un quotidiano locale. A ventitré anni parte per Chicago in cerca di fortuna e, dopo aver tentato la strada del giornalismo, è costretto ad entrare nello studio di un famoso penalista. Frequenta gli ambienti culturali di Chicago e scrive poemetti storici, tragedie in versi e sonetti. Nel 1916 esce la sua unica raccolta di successo “Antologia di Spoon River”. In seguito scrive altre opere che furono reputate di scarso valore e non ebbero fortuna. Muore nel 1950.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:33:20 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia di Wislawa Szymborska</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/159953390</link>
         <description><![CDATA[<div>Wisława Szymborska nasce nel 1923 a Kornik, in Polonia. </div><div>La sua infanzia e l'adolescenza sono funestate dallo scoppio della seconda guerra mondiale che la costringono a studiare in clandestinità. In questo periodo incontra il poeta Czeslaw Milosz che la coinvolge nella vita culturale polacca e la incita a scrivere poesie.</div><div>La sua prima raccolta poetica, "Per questo viviamo" è caratterizzata da poesie che inneggiano al socialismo, ideologia che Wisława, come molti altri intellettuali in quel periodo, abbraccia in maniera ufficiale aderendo al Partito Operaio Polacco.</div><div>Più tardi prende le distanze da questa  posizione politica e rende pubbliche le sue riflessioni in una raccolta di poesie, "Domande poste a me stessa", del 1954: in questa seconda opera si ritrova lo stile peculiare della poetessa che utilizza paradossi e l'ironia per mettere in luce la condizione dell'uomo moderno.</div><div>Negli anni Ottanta si impegna a favore del sindacato Solidarnosc e continua a scrivere. Nel 1996 viene insignita del Premio Nobel per la letteratura e muore nel 2012.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-14 12:33:41 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Elegia di un viaggio&quot; di Wislawa Szymborska</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/160366999</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Tutto è mio, niente mi appartiene,<br>nessuna proprietà per la memoria,<br>e mio finché guardo.<br><br></div><div>Dee appena ricordate, già incerte<br>delle proprie teste.<br><br></div><div>Della città di Samokov solo la pioggia,<br>nient’altro che la pioggia.<br><br></div><div>Parigi dal Louvre fino all’unghia<br>si vela d’una cateratta.<br><br></div><div>Del boulevard Saint-Martin restano scalini<br>e vanno in dissolvenza.<br><br></div><div>Nient’altro che un ponte e mezzo<br>della Leningrado dei ponti.<br><br></div><div>Povera Uppsala,<br>con un briciolo della grande cattedrale.<br><br></div><div>Sciagurato ballerino di Sofia,<br>corpo senza volto.<br><br></div><div>Ora il suo viso senza occhi,<br>ora i suoi occhi senza pupille,<br>ora le pupille di un gatto.<br><br></div><div>L’aquila del Caucaso volteggia<br>sulla ricostruzione d’una forra,<br>l’oro falso del sole<br>e le pietre finte.<br><br></div><div>Tutto è mio, niente mi appartiene,<br>nessuna proprietà per la memoria,<br>e mio finché guardo.<br><br></div><div>Innumerevoli, inafferrabili,<br>ma distinti fino alla fibra,<br>al granello di sabbia, alla goccia d’acqua<br>– paesaggi.<br><br></div><div>Neppure un filo d’erba<br>conserverò visibile.<br><br></div><div>Benvenuto e addio<br>in un solo sguardo.<br><br></div><div>Per l’eccesso e per la mancanza<br>un solo movimento del collo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 19:59:11 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Notte&quot; di Wislawa Szymborska</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/160367584</link>
         <description><![CDATA[<div><em>E Dio gli disse: "Orsù, prendi tuo figlio, l'unico che hai <br>e che tanto ami, Isacco, e va nel territorio di Morria, <br>e lì offrilo in olocausto sopra un monte che io ti mostrerò."<br><br></em>Ma Isacco, padre catechista, <br>cosa mai ha combinato? <br>Ha rotto giocando un vetro del vicino? <br>Ha strappato i pantaloni nuovi passando attraverso lo steccato? <br>Ha rubato le matite? <br>Ha spaventato le galline? <br>Ha suggerito?<br><br> Gli adulti <br>continuano stolti a dormire, <br>io stanotte <br>fino al mattino devo vegliare. <br>Questa notte tace, ma tace contro di me <br>e ha il colore della pece, come lo zelo di Abramo. <br><br>Dove mi andrò a riparare <br>quando l'occhio del Dio biblico <br>si poserà su di me come si posò su Isacco? Dio, volendo, può resuscitare <br>l'antico evento. <br>Quindi mi tiro la coperta sulla testa, <br>tra brividi di spavento. <br><br>Qualcosa fra poco <br>imbiancherà davanti alle finestre, <br>la stanza si riempirà del fruscìo <br>d'un uccello, del vento. <br>Ma non ci sono uccelli <br>con ali grandi quanto quelle, <br>ne' vento <br>con una camicia lunga tanto. <br><br>Il Signore Iddio fingerà<br>di essere volato dentro per caso, <br>e mai e poi mai qui, <br>poi si porterà mio padre <br>in cucina per brigare, <br>da una gran tromba gli soffierà nell'orecchio.<br><br>E quando domani all'alba<br>mio padre mi porterà con sè, <br>ci andrò, ci andrò <br>rabbuiata dall'odio. <br>Non crederò nè a bontà nè ad amore, più inerme delle foglie di novembre. Non fidarsi, <br>nulla merita fiducia. <br>Non amare, <br>portare il cuore vivo dentro il petto. <br>Quando accadrà ciò che deve accadere, quando accadrà, <br>invece del cuore <br>mi batterà un fungo secco. <br><br>Il Signore Iddio attende <br>e dalle nubi dà un'occhiata <br>per controllare se alta <br>dal rogo si leva la fiamma  <br>così potrà vedere come si muore a dispetto, perchè io morirò, <br>non mi lascerò salvare!<br><br>Da quella notte<br>oltre la misura di un brutto sogno,<br>Da quella notte<br>oltre la misura della similitudine,<br>Il Signore Iddio cominciò <br>a poco a poco<br>giorno per giorno<br>il trasloco<br>dal letterale<br>al metaforico<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 20:01:59 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Webster Ford&quot;</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/160370422</link>
         <description><![CDATA[<div>Tu non ricordi, o delfico Apollo,</div><div>l’ora del tramonto sul fiume, quando Mickey M’Grew</div><div>gridò, «C’è uno spettro», e io, «E l’Apollo delfico»;</div><div>e il figlio del banchiere ci schernì, dicendo, «E il riflesso</div><div>degli ireos al bordo dell’acqua, voi sciocchi rimbambiti ».</div><div>E da allora, mentre i tediosi anni passavano, e da tempo</div><div>il povero Mickey era caduto dentro la torre dell’acqua incontro alla morte,</div><div>giù, giù, nella tenebra urlante, mi portai</div><div>quella visione svanita con lui come un razzo che cade</div><div>e si smorza a terra, e la celavo per timore</div><div>del figlio del banchiere, invocando che Plutone mi salvasse.</div><div>Tu fosti vendicato per l’onta di un pavido cuore,</div><div>lasciandomi solo finché ti rividi nell’ora</div><div>che mi parve d’esser mutato in albero con tronco e rami</div><div>che indurivano, pietrificavano, eppure gemmavano</div><div>in foglie di lauro, miriadi di foglie lucenti,</div><div>tremolanti, palpitanti, crepitanti, resistenti al torpore</div><div>che dal tronco morente e dai rami s’insinuava nelle vene!</div><div>È vano, giovinezza, fuggire il richiamo di Apollo.</div><div>Gettati nella fiamma, muori con un canto di primavera,</div><div>se morire tu devi in primavera. Perché nessuno</div><div>può guardare il viso di Apollo e sopravvivere, e scegliere devi,</div><div>tra la morte nel fuoco e la morte dopo anni di dolore,</div><div>radicato saldamente alla terra,</div><div>quando senti l’orrenda mano,</div><div>non tanto nel tronco quanto nel torpore tremendo</div><div>che sale strisciando alle foglie di lauro che continuano</div><div>a spuntare finché non sei caduto. O mie foglie</div><div>troppo secche per farne ghirlande, adatte soltanto</div><div>alle urne della memoria, pregiate, forse, come temi</div><div>per cuori eroici, che cantino e vivano senza paura—</div><div>delfico Apollo!</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 20:16:48 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Il violinista Jones&quot;</title>
         <author>virginiavassallo</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/160371508</link>
         <description><![CDATA[<div>La terra ti suscita,<br>vibrazioni nel cuore: sei tu. &nbsp;</div><div>E se la gente sa che sai suonare,</div><div>suonare ti tocca, per tutta la vita.</div><div>Che cosa vedi, una messe di trifoglio?</div><div>O un largo prato tra te e il fiume?</div><div>Nella meliga è il vento; ti freghi le mani</div><div>perché i buoi saran pronti al mercato</div><div>o ti accade di udire un fuscìo di gonnelle</div><div>come al Boschetto quando ballano le ragazze.</div><div>Per Cooney Potter una pila di polvere</div><div>o un vortice di foglie volevan dire siccità;</div><div>a me pareva fosse Sammy Testa-rossa</div><div>quando fa il passo sul motivo di <em>Toor-a-Loor.</em></div><div>&nbsp;Come potevo coltivare le mie terre,</div><div>— non parliamo di ingrandirle —&nbsp;</div><div>con la ridda di corni, fagotti e ottavini<br>che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa,</div><div>e il cigolìo di un molino a vento — solo questo?</div><div>Mai una volta diedi mani all'aratro,che qualcuno non si fermasse nella stradae mi chiamasse per un ballo o una merenda.<br>Finii con le stesse terre,<br>finii con un violino spaccato&nbsp;<br>e un ridere rauco&nbsp;<br>e ricordi,<br>e nemmeno un rimpianto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-15 20:22:39 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia di Wislawa Szymborska</title>
         <author>albanesedocente</author>
         <link>https://padlet.com/virginiavassallo/ktfglx7qfw3d/wish/1173969793</link>
         <description><![CDATA[<div>Wisława Szymborska nasce nel 1923 a Kornik, in Polonia. </div><div>La sua infanzia e l'adolescenza sono funestate dallo scoppio della seconda guerra mondiale che la costringono a studiare in clandestinità. In questo periodo incontra il poeta Czeslaw Milosz che la coinvolge nella vita culturale polacca e la incita a scrivere poesie.</div><div>La sua prima raccolta poetica, "Per questo viviamo" è caratterizzata da poesie che inneggiano al socialismo, ideologia che Wisława, come molti altri intellettuali in quel periodo, abbraccia in maniera ufficiale aderendo al Partito Operaio Polacco.</div><div>Più tardi prende le distanze da questa  posizione politica e rende pubbliche le sue riflessioni in una raccolta di poesie, "Domande poste a me stessa", del 1954: in questa seconda opera si ritrova lo stile peculiare della poetessa che utilizza paradossi e l'ironia per mettere in luce la condizione dell'uomo moderno.</div><div>Negli anni Ottanta si impegna a favore del sindacato Solidarnosc e continua a scrivere. Nel 1996 viene insignita del Premio Nobel per la letteratura e muore nel 2012.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-07 17:16:10 UTC</pubDate>
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