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      <title>La primavera by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-30 13:32:29 UTC</pubDate>
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         <title>LA PRIMAVERA </title>
         <author>contikatia95</author>
         <link>https://padlet.com/contikatia95/kr07ec5sea9t/wish/482173011</link>
         <description><![CDATA[<div>Il passero solitario <br><strong> </strong>D'in su la vetta della torre antica,</div><div>Passero solitario, alla campagna</div><div>Cantando vai finchè non more il giorno;</div><div>Ed erra l'armonia per questa valle.</div><div>Primavera dintorno</div><div>Brilla nell'aria, e per li campi esulta,</div><div>Sì ch'a mirarla intenerisce il core.</div><div>Odi greggi belar, muggire armenti;</div><div>Gli altri augelli contenti, a gara insieme</div><div>Per lo libero ciel fan mille giri,</div><div>Pur festeggiando il lor tempo migliore:</div><div>Tu pensoso in disparte il tutto miri;</div><div>Non compagni, non voli,</div><div>Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;</div><div>Canti, e così trapassi</div><div>Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.</div><div><br></div><div>Oimè, quanto somiglia</div><div>Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,</div><div>Della novella età dolce famiglia,</div><div>E te german di giovinezza, amore,</div><div>Sospiro acerbo de' provetti giorni</div><div>Non curo, io non so come; anzi da loro</div><div>Quasi fuggo lontano;</div><div>Quasi romito, e strano</div><div>Al mio loco natio,</div><div>Passo del viver mio la primavera.</div><div>Questo giorno ch'omai cede alla sera,</div><div>Festeggiar si costuma al nostro borgo.</div><div>Odi per lo sereno un suon di squilla,</div><div>Odi spesso un tonar di ferree canne,</div><div>Che rimbomba lontan di villa in villa.</div><div>Tutta vestita a festa</div><div>La gioventù del loco</div><div>Lascia le case, e per le vie si spande;</div><div>E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.</div><div>Io solitario in questa</div><div>Rimota parte alla campagna uscendo,</div><div>Ogni diletto e gioco</div><div>Indugio in altro tempo: e intanto il guardo</div><div>Steso nell'aria aprica</div><div>Mi fere il Sol che tra lontani monti,</div><div>Dopo il giorno sereno,</div><div>Cadendo si dilegua, e par che dica</div><div>Che la beata gioventù vien meno.</div><div><br></div><div>Tu, solingo augellin, venuto a sera</div><div>Del viver che daranno a te le stelle,</div><div>Certo del tuo costume</div><div>Non ti dorrai; che di natura è frutto</div><div>Ogni vostra vaghezza.</div><div>A me, se di vecchiezza</div><div>La detestata soglia</div><div>Evitar non impetro,</div><div>Quando muti questi occhi all'altrui core,</div><div>E lor fia voto il mondo, e il dì futuro</div><div>Del dì presente più noioso e tetro,</div><div>Che parrà di tal voglia?</div><div>Che di quest'anni miei? che di me stesso?</div><div>Ahi pentirommi, e spesso,</div><div>Ma sconsolato, volgerommi indietro.</div><div><strong><br></strong><br></div>]]></description>
         <pubDate>2020-03-30 13:44:41 UTC</pubDate>
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         <title>BIOGRAFIA </title>
         <author>contikatia95</author>
         <link>https://padlet.com/contikatia95/kr07ec5sea9t/wish/482331878</link>
         <description><![CDATA[<div>Giacomo Leopardi<br>Giacomo Leopardi nasce il 29 giugno 1798 a Recanati da famiglia ecclesiastica, formazione da autodidatta passa 7 anni nella biblioteca del padre, durante i quali fece uno studio matto e disperato che infierì sulle sue condizioni di salute, gli provocò scoliosi e problemi alla vista.Nella sua vita compose 240 opere trattando temi diversi, si interessó anche alla politica condannando il governo di Napoleone.Ebbe pochissimi amici ,i più importanti furono Giordani,Stella e Ranieri.Con Giordani intraprese  una fitta corrispondenza <br>che gli permetteva di avere contatti con la cultura italiana ed europea.Nel 1819 l’ambiente recanatese divenne insofferente per lui. Tentó di scappare, ma venne scoperto.Nello stesso anno scrisse i Piccoli Idilli contenente l’Infinito, alla Luna; si sposta a Roma con l’intento di trovare lavoro e sperando di trovare una società diversa da quella che conosceva, ma rimane deluso e decide di ritornare a Recanati; qui nel 1823 scrive Le Operette Morali.Nel 1825 sotto richiesta dell’editore Stella si trasferisce a Milano, successivamente a Firenze ,a Bologna e a Pisa, dove compone i Grandi Idilli (1828-1830) contenenti A Silvia .Per ragioni di salute è costretto a rinunciare a un incarico offertogli in Germania.Depresso, si chiude in casa per 16 mesi non avendo contatti con nessuno.Partecipa con le Operette Morali a un “concorso” indetto dall’Accademia della Crusca senza vincere: questo lo porterà a una depressione ancora più profonda.In questo periodo compone alcune delle sue opere più importanti come Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, il  sabato del villaggio , la quiete dopo la tempesta.Nel 1830 si trasferisce a Firenze dove si innamora di Fanny Targioni Tozzetti, la quale non contraccambia assolutamente il suo amore.Su questa tema Leopardi scriverà Il ciclo di Aspasia.Nel 1833 accettando l’offerta dell’amico Ranieri si trasferisce a Napoli dove scriverà La ginestra nel 1836 e morirà l’anno successivo.Durante quasi tutta la vita Leopardi (1817-1832) scriverà lo Zibaldone, il titolo indica una pietanza formata da molto ingredienti , infatti è una sorta di diario scritto senza l’intento di essere pubblicato, un’opera complessa che verrà tenuta dalla famiglia.Ranieri per molti anni prima di essere pubblicata.Scritto con vari registri stilistici, conteneva tutti i suoi pensieri, le sue idee, le sue vicende private, di stralci di poesie o opere che permisero solo nel 1900, di capire in modo più approfondito le sue opere e quindi avere una visione più chiara e apprezzarle al meglio.<br><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 14:38:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>contikatia95</author>
         <link>https://padlet.com/contikatia95/kr07ec5sea9t/wish/482333707</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 14:39:12 UTC</pubDate>
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         <title>COMMENTO</title>
         <author>contikatia95</author>
         <link>https://padlet.com/contikatia95/kr07ec5sea9t/wish/482373991</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Tema di questa poesia è il parallelo che il poeta stabilisce tra il proprio comportamento e quello del passero. Entrambi disdegnano compagnia e divertimenti, preferendo trascorrere il proprio tempo in solitudine, mentre la natura sembra ridestare il suo più bel periodo: la Primavera e Recanati è in Festa. Ma anche se il loro modo di comportarsi è identico, diverso è il destino a cui andranno incontro: il Passero potrà morire senza rimpianti, perché in lui la scelta di vivere in solitudine è dettata da un istinto naturale, mentre il poeta, quando la giovinezza sarà irrimediabilmente finita, non potrà far altro che pentirsi di come è vissuto. </div><div>La poesia inizia con la descrizione del percorso del passero: dalla cima della torre antica alla campagna. Il passero espande nell’aria il suo dolce e melodioso canto. La primavera brilla nell’aria, cosi ché commuove il cuore di chi la guarda. Gli altri uccelli volano felici nel cielo e fanno mille giri, mentre il passero se ne sta in disparte e solo, non cercando né compagni né altri uccelli, passando in questo modo la migliore e più viva parte dell’anno e della sua vita. Nella seconda strofa il poeta dice che anche la sua vita  somiglia a quella del passero. Egli non cerca né divertimenti, né svaghi, che sono dolci compagni della giovinezza e non cerca nemmeno l’amore che è fratello della giovinezza ed è rimpianto doloroso dei giorni vissuti. Egli se ne sta da solo, mentre tutti i giovani del luogo escono nel giorno di festa, guardano e si lasciano guardare, e nel cuore si rallegrano. Intanto il sole, tra cime lontane, tramonta, gli ferisce gli occhi tesi a guadare l’aria chiara e sembra dire che anche la giovinezza tramonterà. La poesia si conclude con la riflessione del poeta, che dice che, mentre la vita del passero solitario è dovuta alle leggi naturali, la sua vita è dovuta alla sua libera scelta (ma in verità alla triste condizione del suo corpo) e quando sarà vecchio ripenserà alla sua triste vita giovanile rimpiangendo la sua possibile, ma negata giovinezza.</div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 14:52:49 UTC</pubDate>
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         <title>LA PRIMAVERA </title>
         <author>contikatia95</author>
         <link>https://padlet.com/contikatia95/kr07ec5sea9t/wish/482445282</link>
         <description><![CDATA[<div>Il passero solitario <br><strong> </strong>D'in su la vetta della torre antica,</div><div>Passero solitario, alla campagna</div><div>Cantando vai finchè non more il giorno;</div><div>Ed erra l'armonia per questa valle.</div><div>Primavera dintorno</div><div>Brilla nell'aria, e per li campi esulta,</div><div>Sì ch'a mirarla intenerisce il core.</div><div>Odi greggi belar, muggire armenti;</div><div>Gli altri augelli contenti, a gara insieme</div><div>Per lo libero ciel fan mille giri,</div><div>Pur festeggiando il lor tempo migliore:</div><div>Tu pensoso in disparte il tutto miri;</div><div>Non compagni, non voli,</div><div>Non ti cal d'allegria, schivi gli spassi;</div><div>Canti, e così trapassi</div><div>Dell'anno e di tua vita il più bel fiore.</div><div><br></div><div>Oimè, quanto somiglia</div><div>Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,</div><div>Della novella età dolce famiglia,</div><div>E te german di giovinezza, amore,</div><div>Sospiro acerbo de' provetti giorni</div><div>Non curo, io non so come; anzi da loro</div><div>Quasi fuggo lontano;</div><div>Quasi romito, e strano</div><div>Al mio loco natio,</div><div>Passo del viver mio la primavera.</div><div>Questo giorno ch'omai cede alla sera,</div><div>Festeggiar si costuma al nostro borgo.</div><div>Odi per lo sereno un suon di squilla,</div><div>Odi spesso un tonar di ferree canne,</div><div>Che rimbomba lontan di villa in villa.</div><div>Tutta vestita a festa</div><div>La gioventù del loco</div><div>Lascia le case, e per le vie si spande;</div><div>E mira ed è mirata, e in cor s'allegra.</div><div>Io solitario in questa</div><div>Rimota parte alla campagna uscendo,</div><div>Ogni diletto e gioco</div><div>Indugio in altro tempo: e intanto il guardo</div><div>Steso nell'aria aprica</div><div>Mi fere il Sol che tra lontani monti,</div><div>Dopo il giorno sereno,</div><div>Cadendo si dilegua, e par che dica</div><div>Che la beata gioventù vien meno.</div><div><br></div><div>Tu, solingo augellin, venuto a sera</div><div>Del viver che daranno a te le stelle,</div><div>Certo del tuo costume</div><div>Non ti dorrai; che di natura è frutto</div><div>Ogni vostra vaghezza.</div><div>A me, se di vecchiezza</div><div>La detestata soglia</div><div>Evitar non impetro,</div><div>Quando muti questi occhi all'altrui core,</div><div>E lor fia voto il mondo, e il dì futuro</div><div>Del dì presente più noioso e tetro,</div><div>Che parrà di tal voglia?</div><div>Che di quest'anni miei? che di me stesso?</div><div>Ahi pentirommi, e spesso,</div><div>Ma sconsolato, volgerommi indietro.</div><div><strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-30 15:15:55 UTC</pubDate>
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