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      <title>UDA GEOGRAFIA  by Leonardo Sambuco</title>
      <link>https://padlet.com/leonardosam94/kp2cidtcsagto2wy</link>
      <description>Fatto con mentalità aperta</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-18 16:12:48 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-20 14:32:43 UTC</lastBuildDate>
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         <title>AFRICA</title>
         <author>leonardosam94</author>
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         <description><![CDATA[<div>1. GEOPOLITICA<br>2. POPOLAZIONE<br>3. CLIMA<br>4. RISORSE<br>5. TURISMO<br><strong>6. STORIA<br>7. LINGUA<br>8. USI E COSTUMI<br><br></strong>1. L'Africa è un continente del pianeta Terra, il terzo per superficie (considerando l'America al secondo posto se intesa come un unico continente), attraversata dall'equatore e dai tropici del Cancro e del Capricorno e, quindi, caratterizzata da una grande varietà di climi e ambienti. Insieme all'Eurasia, forma il cosiddetto <em>Continente Artico</em>. Confina ad est con il continente asiatico, attraverso l'istmo di Suez a nord-est, bagnato dal Mar Rosso e dall'Oceano Indiano, compreso il Madagascar; a sud con l'Oceano Atlantico e Indiano ,ad ovest con l'Oceano Atlantico; a nord con il Mar Mediterraneo, che la separa dall'Europa.<br>Il continente africano ha una forma quasi triangolare, allargata nella parte settentrionale, che si assottiglia in corrispondenza della zona a sud dell'equatore. Il continente è completamente circondato dal mare ad eccezione di una piccola zona in corrispondenza dell'istmo di Suez. Gli unici collegamenti con gli altri continenti sono rappresentati dalla penisola del Sinai che lo lega all'Eurasia. Lo stretto di Gibilterra lo separa dall'Europa.<br>Lo Stato più grande del continente è l'Algeria, mentre quello più piccolo sono le Seychelles, un arcipelago al largo della costa orientale. Lo Stato più piccolo sulla terraferma è invece il Gambia.<br>Le maggiori altitudini dell'Africa si trovano in prossimità della Rift Valley: si tratta del Kilimangiaro (5895 m di altitudine) in Tanzania, del Kirinyaga o Monte Kenya (5199 m di altitudine) nello stato omonimo. Kilimangiaro e Kirinyaga sono vulcani spenti, ma sulle loro cime si trovano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ghiacciaio">ghiacci perenni</a>.<br>Nella parte settentrionale del continente, dall'Oceano Atlantico fino al Mar Rosso, si estende il deserto del Sahara, il più vasto deserto del mondo (9000000 km²); la sua superficie è principalmente pianeggiante, ma vi si trovano anche rilievi che raggiungono i 2400 m s.l.m.<br>Il principale fiume africano è il Nilo che, con il suo affluente Kagera, è tradizionalmente considerato il fiume più lungo del mondo (6671 km) davanti al Rio delle Amazzoni. Le sue sorgenti sono nell'Africa equatoriale, da cui provengono i due rami principali: il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco. Il Nilo attraversa l'Africa nord-orientale e quando raggiunge il Mediterraneo sfocia con un'ampia foce a delta.<br>2. La popolazione dell'Africa è di circa 1,314 miliardi di abitanti, con una densità di 36 ab/km². Alcune tra le città più importanti sono Algeri (ALGERIA), Il Cairo (EGITTO), Tripoli (LIBIA) e Tunisi (TUNISIA).<br>3. Il clima del continente africano è generalmente caldo, anche se ci sono variazioni notevoli a seconda delle zone. L'estrema porzione settentrionale del continente ha un clima mediterraneo, con estati secche e inverni umidi. Questo tipo di clima si trova anche nella parte più meridionale dell'Africa, presso Città del Capo. Il resto del Nord Africa presenta un clima desertico o semidesertico, mentre avvicinandosi all'equatore il clima si fa tropicale, molto umido; è qui che si registra il massimo di precipitazioni annuali. Il clima ritorna desertico o semidesertico nelle zone del Corno d'Africa e del Kalahari, mentre è prevalentemente tropicale nel Madagascar. Climi di alta montagna si trovano nella zona dell'Acrocoro Etiopico e sulle vette più alte come il Kilimangiaro e il Ruwenzori. Le temperature sono generalmente piuttosto elevate. In Africa spesso si registrano cambiamenti climatici importanti specie nella zona sub-sahariana.<br>L'Africa presenta una grande varietà di ambienti ed ecosistemi, molti dei quali sono unici al mondo. La parte settentrionale del continente è occupata in gran parte dal gigantesco deserto del Sahara, mentre a sud di questo, l'ambiente predominante è la grande savana, l'immensa distesa erbacea teatro dei grandi safari per turisti. Nella zona equatoriale, in particolare nel bacino del Congo, vi sono invece le grandi foreste tropicali, estese anche su buona parte della zona del golfo di Guinea. Altre aree desertiche si trovano nella zona del Corno d'Africa e nella zona sud-ovest del continente, dove si trova il grande deserto del Kalahari. Un'estesa foresta pluviale occupa anche la parte orientale del Madagascar, per il resto ricoperto da savane. L'estrema parte nord-ovest del continente, la zona settentrionale di Tunisia, Algeria e Marocco, e la punta meridionale, presentano ambienti tipicamente mediterranei.<br>L'Africa è famosa in tutto il mondo per la varietà e l'unicità degli animali che la popolano (leone, leopardo, ghepardo, sciacalli, gorilla, giraffe, elefanti, rinoceronti, bufali, zebre, gazzelle, dromedari, ippopotami, coccodrilli, struzzi, avvoltoi).<br>4. Sebbene disponga di abbondanti risorse naturali, l'Africa rimane il continente più povero e meno sviluppato del mondo. Questo è il risultato di una serie di cause che possono riguardare governi corrotti che hanno spesso commesso gravi violazioni dei diritti umani, alti livelli di analfabetismo, mancanza di accesso al capitale straniero e frequenti conflitti tribali e militari.<br>La povertà, l'analfabetismo, la malnutrizione, l'approvvigionamento idrico inadeguato e le strutture igienico-sanitarie, nonché la cattiva salute, colpiscono gran parte delle persone che risiedono nel continente africano.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Africa#cite_note-22"><sup><br></sup></a>Dal 1995 al 2005, il tasso di crescita economica dell'Africa è aumentato, con una media del 5% nel 2005. Alcuni paesi hanno registrato tassi di crescita ancora più elevati, in particolare l'Angola, il Sudan e la Guinea equatoriale, che avevano appena iniziato a estrarre le loro riserve di petrolio o avevano ampliato la loro capacità di estrazione del petrolio.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Africa#cite_note-28"><sup><br></sup></a>Si ritiene che il continente detenga il 90% del cobalto mondiale, il 90% del platino, il 50% dell'oro, il 98% del cromo, il 70% della sua tantalite, 64% del suo manganese e un terzo del suo uranio. La Repubblica Democratica del Congo (RDC) detiene il 70% del coltan mondiale, un minerale utilizzato nella produzione di condensatori al tantalio per dispositivi elettronici come i telefoni cellulari. La RDC detiene inoltre oltre il 30% delle riserve mondiali di diamanti. La Guinea è il maggiore esportatore mondiale di bauxite. Poiché la crescita in Africa è stata trainata principalmente dai servizi e non dall'industria o dall'agricoltura, è stata una crescita senza posti di lavoro e senza riduzione dei livelli di povertà.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Africa#cite_note-33"><sup><br></sup></a>Negli ultimi anni, la Repubblica Popolare Cinese ha stretto legami sempre più forti con le nazioni africane ed è il principale partner commerciale dell'Africa. Nel 2007, le società cinesi hanno investito in totale 1 miliardo di dollari in Africa.<br>5. Negli ultimi vent'anni il turismo in Africa è più che raddoppiato (nel 2016 il continente ha registrato più di 58 milioni di visitatori); per un'industria che vale già l'8,5% del PIL e può contribuire a portare sviluppo e benessere "inclusivo". Tra le destinazioni più apprezzate c’è sicuramente il Kenya<strong> </strong>dove le autorità, grazie ad anni di esperienza e nonostante alcuni ostacoli legati al terrorismo islamico e alla corruzione, continuano a valorizzare il loro tesoro ambientale e culturale valutando un miglioramento delle connessioni aeree.<br>Il turismo è un settore economico importante per molti paesi africani. Ci sono molti paesi che beneficiano pesantemente del turismo come Uganda, Algeria, Egitto, Sud Africa, Kenya, Marocco, Tunisia, Ghana e Tanzania. La particolarità turistica dell'Africa risiede nell'ampia varietà di punti di interesse, diversità e moltitudini di paesaggi, nonché nel ricco patrimonio culturale. Inoltre, un'industria ecoturistica è presente in alcuni paesi africani, questo concetto si basa su viaggi responsabili e viaggi in aree che potrebbero essere protette e particolarmente fragili. L'intento è quello di creare il minor impatto possibile sull'ambiente.<br><strong>6. L'Africa viene generalmente considerata la culla dell'umanità; i più antichi reperti umani sono infatti stati ritrovati nell'Africa subsahariana. Il Sahara ha costituito un elemento importantissimo nell'evoluzione storica del continente. Mentre la storia dei popoli del Nord Africa si intreccia con quella dell'Europa e del Medio Oriente, gran parte dell'Africa subsahariana ebbe con il resto del mondo contatti molto ridotti, spesso limitati al fenomeno della tratta degli schiavi neri da parte dei mercanti arabi che agivano nell'Oceano Indiano. L'influsso arabo ebbe anche un rilievo nello sviluppo di alcune aree isolate delle coste orientali dell'Africa (per esempio Zanzibar e il Madagascar).<br>La prima circumnavigazione dell'Africa potrebbe essere stata compiuta dai Fenici intorno al 600 a.C. (fonte dello storico greco Erodoto).<br>La nazione europea che prima delle altre comprese il valore della navigazione intorno al continente africano fu il Portogallo. Nel XV secolo il Portogallo era un Paese in cerca di nuovi territori; il principe Enrico, figlio del re Giovanni I del Portogallo, nel 1414 convinse il padre a intraprendere una campagna nell'Africa settentrionale. Nel 1415 espugnò la città di Ceuta, nel Marocco settentrionale, aprendo così la via a nuove possibilità di sviluppo commerciale.<br>A partire dal XV secolo, gli europei approdarono per la prima volta nell'Africa sub-sahariana. Per i tre secoli successivi, tuttavia, la presenza europea si limitò alla regione costiera del Golfo di Guinea, in cui venne scritta una delle pagine più tristi della storia dell'Africa e del mondo: la tratta degli schiavi. Dai porti dell'Africa Occidentale per diversi secoli salparono infatti le navi che, con il loro carico umano, si dirigevano verso le Americhe, dove in una vita durissima spesa nelle piantagioni si consumò l'esistenza di milioni di Africani. La fase di colonizzazione più intensa si ebbe però nell'Ottocento: a partire da questo periodo e fino agli anni della seconda guerra mondiale, portoghesi, francesi, inglesi e poi ancora belgi, tedeschi e italiani, si lanciarono in una sorta di sfrenata gara di conquista che li vide spesso contrapporsi in scontri durissimi.<br>L'epoca coloniale ha lasciato tracce profonde nel continente. Il colonialismo ha inoltre profondamente influito sull'economia del continente. Lo sfruttamento delle ricchezze minerarie e forestali ha provocato l'alterazione degli equilibri ambientali e delle tradizioni. La fragilità politica dell'Africa è dimostrata anche dagli avvenimenti più recenti. Negli ultimi vent'anni, infatti, regimi dittatoriali e guerre civili hanno spesso concorso ad insanguinare il continente: dall'Angola al Mozambico, dall'Etiopia al Sudan, dalla Liberia alla Sierra Leone, fino al terribile genocidio del '94 in Ruanda e ai conflitti ancora in corso, l'Africa continua ad essere martoriata da esplosioni di odio e di violenza.<br>7. Nell'intero continente africano, all'anno 2013, venivano parlate più di 2 000 lingue diverse, pur considerando le difficoltà che insorgono all'atto della definizione di lingua soprattutto nel caso non ne esistano (come è il caso di gran parte dell'Africa) forme standardizzate. La stragrande maggioranza di queste sono lingue indigene africane, mentre una minor parte (di origine europea o mediorientale) sono state portate in Africa durante le varie fasi coloniali.<br>Le lingue parlate in Africa precedentemente alla colonizzazione europea possono essere classificate in cinque famiglie linguistiche.<br>A queste lingue si devono aggiungere quelle appartenenti alla famiglia delle </strong><strong><em>lingue indoeuropee</em></strong><strong> (prevalentemente inglese, francese e portoghese), portate nel corso degli ultimi 500 anni dai colonizzatori europei. In seguito al processo di decolonizzazione e alla creazione degli Stati africani sono state quasi sempre adottate come lingua ufficiale, spesso sovrapponendosi e imponendosi alle lingue indigene. Il plurilinguismo è la regola, ancora al giorno d'oggi, soprattutto nell'Africa subsahariana, dove il parlante medio ha generalmente la conoscenza del suo idioma regionale, di una lingua franca (o più di una) tradizionalmente usata nella zona (non sempre identificata ufficialmente) e della lingua ufficiale del suo Stato di residenza (generalmente una lingua di origine europea).<br>8. L’Africa è una terra esotica ricca di folklore e di aspetti culturali affascinanti, caratterizzati da tradizioni e costumi che rendono le comunità africane uniche e inconfondibili. La cultura africana è dunque estremamente diversificata, che non solo varia da Stato a Stato, ma da area ad area.</strong></div><div><strong>Un aspetto tipico della popolazione africana è l’esistenza di molte tribù e gruppi etnici, ognuno con le proprie credenze e i propri rituali, ma tutte con un elemento comune importate: una profonda spiritualità e una incredibile vitalità.</strong></div><div><strong>La cucina è un altro elemento che caratterizza la cultura africana; pur essendo basata soprattutto su ingredienti poveri, l’unione di cibi e spezie locali dà alla cucina africana un gusto e un profumo inconfondibili, e molti cuochi occidentali cercano di ispirarsi a questi piatti.<br>Gli africani sono un popolo festoso, e la </strong><a href="https://aliceforchildren.it/progetti-umanitari-in-kenya/alice-music-academy-musica-slum/"><strong>musica</strong></a><strong> e la danza sono i modi con cui spesso esprimono la loro vitalità. <br>La cultura africana è estremamente diversificata, comprende un’ampia sfaccettatura di credenze, usi e costumi. Di seguito, alcuni tra i gruppi etnici più conosciuti.<br></strong><strong><em>Bantu</em></strong><strong><br>Bantu (o </strong><strong><em>bantù</em></strong><strong>) si riferisce a un gruppo etno-linguistico africano che ricopre oltre quattrocento etnie; sebbene estremamente diversificata, condivide la lingua e la cultura, a causa di una storia comune. Tra i gruppi etnici appartenenti al gruppo bantu, si trovano gli Zulu in Sudafrica, gli Shona in Mozambico, Zimbabwe e Zambia, e tanti altri ancora. Sono facilmente associabili alla cultura africana per antonomasia, in quanto compongono circa i due terzi della popolazione africana.<br>Esistono più di cinquecento lingue bantu: la più famosa è lo swahili, largamente utilizzata in Kenya.</strong></div><div><strong><em>Afar</em></strong></div><div><strong>Una delle tribù più antiche del continente africano sono gli Afar, ancora presenti in Etiopia, Eritrea, Gibuti, Somalia, Corno d’Africa e nella Valle Awash. Estremamente legati alla natura e al territorio, la loro principale fonte di sostentamento è l’allevamento. La maggioranza è di religione musulmana, solo una piccola minoranza è ortodossa.</strong></div><div><strong><em>Masai</em></strong></div><div><strong>I Masai sono un popolo nilotico che vive tra il Kenya e la Tanzania. Sono tradizionalmente nomadi e vivono di pastorizia. Strettamente gerarchizzati, hanno una struttura patriarcale: è ancora fortemente sviluppata l’idea che le ragazze, non appena fertili, debbano essere date in spose.<br></strong><strong><em>Wodaabe</em></strong><strong> <br>I wodaabe conducono una vita nomade in Africa centrale. Una tradizione celebre legata a questa etnia è il </strong><strong><em>Guérewol</em></strong><strong>, un importante rito di corteggiamento che si tiene una volta all'anno. Il rituale consiste in un evento di danza chiamato Yaake, durante il quale gli uomini ballano e sfoggiano ornamenti preziosi e pitture coloratissime sul viso al fine di attirare l'attenzione del pubblico, composto da giovani donne in età matrimoniale. La musica è caratterizzata dal battere delle mani e dei piedi dei cantanti, che per dimostrare la loro devozione verso la donna infine prescelta, si spostano nel suo accampamento e ballano talvolta per ore, al fine di dare prova della loro resistenza fisica.<br>Durante queste danze, gli uomini Wodabee hanno l'occasione di mettere in mostra ciò che presso la tribù è ritenuto l'ideale di bellezza: alta statura, denti e occhi bianchissimi, che spesso i giovani roteano nel corso del rito.</strong></div><div><strong><em>Mursi</em></strong></div><div><strong>I Mursi sono una tribù stanziata in Etiopia. Essi costituiscono una delle numerose tribù in cui è presente la pratica del disco labiale. Quest'ultima prevede la foratura del labbro e la sua successiva dilatazione attraverso un disco, nella maggior parte dei casi in argilla o legno. Spesso le dimensioni del disco variano in base alla condizione economica e sociale dellla donna che lo indossa. Presso i Mursi, il disco simboleggia il passaggio dall'età infantile al completamento dello sviluppo fisico e viene applicato intorno ai quindici o sedici anni. I dischi inseriti variano e ne vengono usati di più grandi ed appariscenti con il passare del tempo.<br>Questa pratica potrebbe sembrare ai nostri occhi un'imposizione dolorosa e forzata a cui le donne sono obbligate. In realtà essa è il frutto di una scelta personale e spontanea delle ragazze Mursi. Sono state attribuite varie interpretazioni dell'uso di questo accessorio nel corso della storia: i dischi sono stati ritenuti un mezzo per scoraggiare i mercanti dal rapire le donne, il cui volto appariva loro deforme, durante il periodo della tratta degli schiavi. Alcuni antropologi li hanno invece considerati come indicatore della condizione sociale in base al loro diametro. Oggi il disco labiale è un simbolo di bellezza, fascino e fertilità per la donna che lo utilizza.</strong></div><div><strong><em>Hamer</em></strong></div><div><strong>Gli Hamer vivono nel sud dell'Etiopia. Quando un ragazzo raggiunge l'età adulta deve affrontare una particolare prova, che gli conferirà il diritto di sposarsi: il salto dei tori. Il giovane dovrà camminare lungo le schiene di tori disposti in fila, senza vestiti e cercando di evitare di cadere. Il percorso dovrà essere compiuto avanti ed indietro per un numero di volte non inferiore a quattro. Nel caso in cui il traguardo non venisse raggiunto, egli potrà ritentare solo l'anno successivo. Solo con il completo conseguimento dei risultati, egli sarà considerato un uomo a tutti gli effetti dalla società e potrà sposarsi, avere dei figli e possedere il bestiame.</strong></div><div><strong><em>Himba dalla "pelle rossa"</em></strong></div><div><strong>Gli Himba sono situati in Namibia. Le donne di questa tribù sono conosciute per il colore caratteristico della loro pelle. Lo strato rosso che le ricopre si chiama </strong><strong><em>otjize</em></strong><strong>: si tratta di un composto a base di burro, grasso e ocra rossa, applicato con cura ogni mattina per finalità puramente estetiche. Questo piccolo segreto, contribuisce a rendere la bellezza della donne Himba ancora pià scultorea e davvero particolarissima.</strong></div><div><strong><em>San</em></strong></div><div><strong>Concludiamo questa presentazione con una tradizione che sfocia nel magico e che appartiene al popolo San, situato nel Kalahari, tra Sudafrica, Namibia e Botswana. Questo popolo pratica una celebre danza della guarigione, conosciuta come </strong><strong><em>trance dance</em></strong><strong>. Essa viene guidata dagli anziani del gruppo e continua per ore attorno al fuoco, a ritmi velocissimi e continuativi. I guaritori danzano fino allo sfinimento e al raggiungimento di uno stato di trance in cui possono trovare soluzioni alle afflizioni e alle difficoltà della tribù, attraverso il contatto con gli spiriti.<br>Conoscere e approfondire alcuni aspetti riguardo queste tribù, che ancora vivono nella natura più incontaminata e preservano le loro antiche usanze ed i loro costumi, incuriosisce a tal punto da ritrovarsi a immaginare di vedere tutto ciò di persona un giorno, per restare a bocca aperta di fronte alla ricchezza e al fascino senza fine di questi popoli.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-18 16:25:45 UTC</pubDate>
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         <title>OCEANIA</title>
         <author>leonardosam94</author>
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         <description><![CDATA[<div>1. GEOPOLITICA<br>2. POPOLAZIONE<br>3. CLIMA<br>4. RISORSE<br>5. TURISMO<br><strong>6. STORIA<br>7. LINGUA<br>8. USI E COSTUMI<br><br></strong>1. L'Oceania (anche Continente Nuovissimo) è il continente della Terra che ha come parte continentale l'Australia e che comprende la maggior parte delle isole dell'oceano Pacifico: Melanesia (inclusa la Nuova Guinea), Micronesia e Polinesia (inclusa la Nuova Zelanda).<br>Il continente deve il suo nome al termine "oceano", per il ruolo fondamentale che il Pacifico ha nell'unire le migliaia di isole che ne fanno parte: più di trentamila.<br>Con una superficie di 8 595 545 000 km², l'Oceania è il più piccolo dei continenti per terre emerse; nello stesso tempo, l'area occupata dalle sue circa 25 000 isole è più vasta di quella di qualsiasi altro continente.<br>La maggior parte delle terre emerse di questo continente appartiene all'Australia, che a causa delle sue dimensioni viene considerata una massa continentale e non un'isola.<br>Per quanto riguarda la popolazione, l'Oceania, con i suoi circa 40 milioni di abitanti di cui 24 milioni in Australia, è all'ultimo posto tra i continenti abitati, o al penultimo se si considera anche l'Antartide.<br>L'Oceania è suddivisa tradizionalmente in quattro parti (Australia, Melanesia, Micronesia, Polinesia).<br>Dal punto di vista geologico, l'Oceania si estende su due placche: la placca australiana e la placca pacifica.<br>Diversamente da tutti gli altri continenti, le più elevate catene montuose dell'Oceania non si trovano nella terraferma continentale, ossia in Australia, ma nelle tre maggiori isole: Nuova Guinea, Isola del Nord e Isola del Sud. <br>Le maggiori altitudini si raggiungono in Nuova Guinea: la vetta più alta del continente è il Puncak Jaya (4884 m) nei Monti Sudirman; la seconda vetta oceaniana è il Monte Wilhem (4509 m), che sorge invece nei Monti Bismarck. Per la presenza del Puncak Jaya, la Nuova Guinea è, tra tutte le isole del mondo, quella che ha il monte più alto.<br>Come altitudine, vengono poi le Alpi Neozelandesi, che percorrono le due isole maggiori dell'omonimo arcipelago. La maggiore vetta di questa catena è il Monte Cook (3764 m), nell'Isola del Sud.<br>Meno alte rispetto alle montagne della Nuova Guinea e della Nuova Zelanda sono le Alpi Australiane, che costeggiano la costa orientale dell'Australia; la loro vetta più alta è il Monte Kosciuszko (2228 m), nel Nuovo Galles del Sud. Anche montagne isolate e massicci presenti nelle isole minori possono raggiungere altezze elevate.<br>L'Oceania è il secondo continente, dopo quello americano, per ricchezza di risorse idriche in rapporto alla popolazione. I fiumi più importanti sono situati in Australia; il fiume Darling e il fiume Murray, confluenti, formano un unico sistema fluviale che con i suoi 3750 km è il maggiore per lunghezza di tutta l'Oceania; questi due fiumi sono notevoli anche per la vastità del loro bacino complessivo, che occupa un'area di 1 061 469 km².<br>Il lago principale è il lago Eyre, anch'esso situato in Australia.<br>I paesi oceaniani più vasti sono, nell'ordine: Australia, Papua Nuova Guinea, Nuova Guinea Occidentale (che non è uno Stato indipendente, ma due province appartenenti allo Stato asiatico dell'Indonesia) e Nuova Zelanda. Altri Stati indipendenti hanno un territorio costituito da piccole isole o da arcipelaghi, configurandosi così come microstati e come Stati insulari. Esistono poi isole o gruppi di isole non indipendenti, ma appartenenti a Francia, Regno Unito, Stati Uniti d'America e Nuova Zelanda. La Papua Nuova Guinea è l'unico Stato che ha confini terrestri: con l'Indonesia.<br>2. La popolazione dell'Oceania è di circa 40 milioni di abitanti, con una densità di 4,5 ab/km². Alcune tra le città più importanti sono Canberra, Sidney e Melbourne (AUSTRALIA).<br>3. Le isole dell'Oceania, essendo in prevalenza comprese tra i due tropici, godono di un clima caldo ed umido, con escursione termica molto ridotta e precipitazioni distribuite nel corso dell’anno. L'Australia invece, attraversata dal tropico del Capricorno, presenta un <em>clima tropicale e subtropicale umido solo sulla costa orientale, mentre nell’interno le precipitazioni sono molto scarse </em>(climi tropicali e subtropicali secco). Lungo la costa sud orientale dell’Australia, in Tasmania ed in Nuova Zelanda, poste più lontane dal tropico, si ha un clima temperato, mitigato dall’influenza dell’Oceano.<br><br>In sostanza nel continente ci sono 4 zone:<br><br>- clima tropicale con temperature miti (vicino ai tropici);<br>- clima tropicale umido (Australia settentrionale e Nuova Guinea);<br>- clima arido (all'interno dell’Australia);<br>- clima temperato (coste sud-orientali dell’Australia e Nuova Zelanda).<br><br>In Oceania crescono piante tipiche dell’Asia tropicale ed eucalipti. In Nuova Zelanda invece ci sono foreste sempreverdi di conifere, mentre in Nuova Guinea troviamo la foresta pluviale. Animali caratteristici (e famosi...) di queste regioni sono: il canguro, il koala, il dingo.<br>4. L'agricoltura ha avuto un notevole sviluppo dopo le emigrazioni dall'Europa. &nbsp;<br>I prodotti principali dell'Australia sono il frumento, la frutta, la canna da zucchero e gli agrumi.<br>Per quanto riguarda i prodotti minerali i principali sono l'oro, il piombo, il carbone, l'uranio, lo zinco, il petrolio e i gas naturali e la bauxite; il nickel, ed il ferro si trovano principalmente in Australia e in Nuova Caledonia, l'argento e il rame in Nuova Zelanda, ed i fosfati a Nauru.<br>L'Australia oltre a essere presso che autosufficiente per quanto riguarda i generi alimentari, esporta grandi quantità di frumento, carne, latticini e lana, di cui fornisce oltre il 25% della produzione mondiale annua. E' anche tra i principali prodotti ed esportatori mondiali di minerali, in particolare di carbone. Tutta via, se i prodotti non lavorati rappresentano una parte centrale delle esportazioni del paese, negli ultimi anni la crescita della produzione è stata molto meno significativa per l'economia interna. L'agricoltura partecipa solo per circa il 3% alla formazione del prodotto interno lordo (PIL) e la produzione di minerali solo per il 5%; il settore industriale, che dagli anni quaranta ha conosciuto una rapida crescita vi partecipa per circa il 15%.</div><div>5. Il settore terziario è ancora più importante; in Australia a partire dagli anni settanta i servizi sono cresciuti fino ha divenire attualmente il settore principale dell'economia: nei primi anni novanta essi partecipavano per circa il 60% alla formazione del PIL. IN particolare, il settore dei servizi finanziari era il più importante, partecipando per quasi il 22% del PIL.<br>Il turismo è florido nelle località balneari della costa e in alcuni dei principali arcipelaghi: le isole Fiji, la Polinesia Francese e la Tasmania.<br><strong>6. Prima dell’arrivo degli Europei, ad abitare le terre dell’Oceania erano popolazioni indigene che vi si stabilirono circa 50mila anni fa, in particolare nei territori di Australia e Nuova Guinea, probabilmente sfruttando un canale terrestre che esisteva al tempo con l’Asia.</strong></div><div><strong>Una colonizzazione alla quale ne seguì una seconda, datata circa 1000 a.C., incentivata dallo svilupparsi delle conoscenze in materia di navigazione e che portò ad esplorare e raggiungere isole e territori vicini lungo tutto il Pacifico, in particolare Polinesia e Melanesia, giungendo sino in Nuova Zelanda, e man mano verso le isole più sperdute.</strong></div><div><strong>I primi europei giunsero in Oceania a partire dal 1500, come ad esempio Magellano che effettuò alcune esplorazioni durante il suo viaggio verso le Filippine. In realtà, le esplorazioni più importanti e le maggiori scoperte di queste isole si concentrarono prevalentemente durante il Settecento, ad opera di scienziati, cartografi e navigatori di ogni nazionalità (olandesi, spagnoli, portoghesi, ma soprattutto inglesi e francesi).<br>Il maggiore di questi esploratori fu l’inglese James Cook a cui si deve la scoperta della Nuova Caledonia, di Tahiti e delle Hawaii, e per alcuni anche dell'Australia, nonostante in realtà Cook fu il primo ad arrivarvi in maniera organizzata dopo che altri l’ebbero avvistata e in parte esplorata. Molto, inoltre, si deve anche ai francesi Louis Antoine de Bougainville e Jean-François de La Pérouse che arrivarono, il primo alle Isole Salomone e il secondo alle Samoa. Non essendovi grandi risorse, le terre dell’Oceania non vennero considerate un Eldorado (come avvenuto per il Sud America) e dunque le potenze europee non rivaleggiarono molto per contendersele.<br>La civiltà europea si occupò soprattutto di un’attività religiosa, da parte di missionari francesi e inglesi (rispettivamente cattolici e protestanti) e poi politica.<br>L’insediamento europeo, tuttavia, ebbe conseguenze drammatiche per le comunità locali (Maori e Aborigeni), sterminate ogni qual volta opponevano resistenza e sottomesse a una cultura molto diversa dalla loro e spesso difficile da capire e condividere. Lo scarso interesse per queste terre portò ad utilizzarle dapprima come colonie penali e condurvi detenuti e galeotti, e poi per con l’intento di svolgervi attività agricole e di allevamento.</strong></div><div><strong>I flussi più consistenti sono poi sopraggiunti nel XX secolo, da parte di immigrati europei e asiatici. Oggi la maggior parte della popolazione è costituita proprio da persone di origine europea e statunitense, ma l’Oceania resta un continente poco popolato e con una scarsissima densità abitativa, con una distribuzione della popolazione irregolare e una urbanizzazione elevata principalmente in Australia e Nuova Zelanda, nonché in alcune isole a elevato richiamo turistico.<br>7. In Oceania si parlano approssimativamente 1.000 lingue, che presentano molti dubbi per la loro classificazione. A grandi linee possiamo differenziare tre gruppi:</strong></div><div><strong>• le lingue austronesiane;<br>• le lingue non austronesiane della Papua Nuova Guinea;<br>• le lingue dell'Australia.</strong></div><div><strong>Le lingue austronesiane, divise nei sottogruppi melanesiano, polinesiano e micronesiano, sono presenti principalmente in Polinesia, Micronesia, Melanesia e Nuova Zelanda. Ne troviamo degli esempi dall'Isola di Pasqua (rapa nui) alle Hawaii (hawaiano) fino alla Nuova Zelanda (maori). Anche il malgascio, lingua parlata in Madagascar, è incluso nella famiglia austronesiana.</strong></div><div><strong>La loro classificazione riflette un'occupazione graduale di isole in genere non abitate. La parentela tra le lingue austronesiane è stata osservata già nei primi viaggi del capitano Cook.</strong></div><div><strong>Le lingue non austronesiane della Papua Nuova Guinea sono ancora poco note.</strong></div><div><strong>Nel caso delle lingue dell'Australia, delle circa 750 lingue che si parlavano nell'isola all'arrivo degli europei, oggi ne sono presenti 250 approssimativamente, molte delle quali tenute in vita solo dagli ultimi parlanti.</strong></div><div><strong>Nonostante questi precedenti, le lingue dell'Oceania non hanno resistito alla pressione della colonizzazione. È infatti in questo continente dove si registra la scomparsa del maggior numero di lingue autoctone. Il samoano, lingua ufficiale a Samoa parlata da circa 130.000 persone, è una delle poche eccezioni.</strong></div><div><strong>Il francese e l'inglese godono di ufficialità in quasi tutti gli stati dell'Oceania. A parte Vanuatu, che ha come lingue ufficiali l'inglese, il francese e il bislama, e la Nuova Caledonia o la Polinesia francese, dove la lingua ufficiale è il francese, la lingua ufficiale in molti stati dell'Oceania è l'inglese.</strong></div><div><strong>Anche il giapponese, il cinese e l’hindi sono stati introdotti in vari punti dell'Oceania, come le Hawaii, dove si parla ancora cinese e giapponese, o le isole Figi, dove ci sono ancora parlanti di hindi.</strong></div><div><strong>Nel caso delle lingue della Papua Nuova Guinea, lo stato con la più grande diversità linguistica al mondo, la scelta del tok pisin come lingua ufficiale sembra costituire una minaccia per le lingue della zona.</strong></div><div><strong>Alcuni termini provenienti da varie lingue dell'Oceania hanno avuto una grande diffusione attraverso l'inglese. Tra questi, i vocaboli ukelele (hawaiano), tabù, tatuaggio (tongano) e kiwi (maori). Dalle lingue australiane ci è arrivata la parola boomerang, che era in origine il nome di un gruppo etnico locale, e alcuni nomi di animali, come dingo, koala e canguro.</strong></div><div><strong>8. Nonostante la bellezza naturale di un continente come l’Oceania gli ecosistemi odierni risultano fortemente compromessi dalla presenza dell’uomo, dalla pesca a strascico ai livelli di inquinamento globale dovuto agli esperimenti nucleari condotti dalle colonie sui fondali oceanici, fino ad arrivare all’incremento del flusso del turismo a discapito della salute dell’ambiente stesso. Le isole dell’Oceania presentano due gruppi etnici rappresentati dai malesiani dalla pelle scura e dalla statura medio-bassa e dai polinesiani dalla pelle chiara e gli occhi tipicamente a mandorla.</strong></div><div><strong>L’Australia e la Nuova Zelanda comprendono soprattutto popolazioni discendenti dagli immigrati europei in prevalenza britannici, sotto una religione principalmente cristiana protestante e l’inglese come lingua più parlata. Le tradizioni più antiche sono rappresentate dalle popolazioni aborigene che hanno abitato il continente in passato sfruttando la caccia per sopravvivere. A testimonianza delle antiche popolazioni si trovano i graffiti aborigeni nel Parco Nazionale del Kakadu, in Australia. A livello artistico e musicale l’Oceania vanta influenze musicali della tradizione Maori, la haka, una danza propiziatoria Maori, ma anche discipline sportive di origine britannica.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-18 16:26:26 UTC</pubDate>
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         <title>ASIA</title>
         <author>leonardosam94</author>
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         <description><![CDATA[<div>1. GEOPOLITICA<br>2. POPOLAZIONE<br>3. CLIMA<br>4. RISORSE<br>5. TURISMO<br><strong>6. STORIA<br>7. LINGUA<br>8. USI E COSTUMI<br><br></strong>1. L'Asia è una regione geografica del mondo, comunemente considerata un continente, a sua volta parte del supercontinente euroasiatico insieme all'Europa e di quello eurafrasiatico insieme ad Europa ed Africa.</div><div>È il più vasto dei continenti del mondo, con una superficie di oltre 4,4 volte più grande di quella dell'Europa e pari a circa un terzo di tutte le terre emerse ed è anche il più popolato.<br>L'Asia si trova quasi interamente nell'emisfero boreale e si presenta nel suo complesso come una massa continentale compatta di grandi dimensioni, ed è il solo continente ad essere bagnato da tre oceani: l'Atlantico (con il Mar Glaciale Artico e il Mar Mediterraneo), l'Indiano e il Pacifico. La massa continentale si spinge a sud con le tre penisole dell'Arabia, del subcontinente indiano e dell'Indocina. A quest'ultima seguono, come prolungamento naturale, le isole dell'Indonesia, mentre più a est, nell'Oceano Pacifico, vi sono grandi isole (Giappone e Filippine) che delimitano mari costieri.<br>È da notare che l'Asia non è separata fisicamente e geologicamente dall'Europa, con la quale forma un'unica massa continentale, l'Eurasia. La sua identificazione come continente separato è accettata da tutti ma solo convenzionalmente, dovuta a ragioni storiche. L'Asia inoltre è unita anche all'Africa dall'istmo di Suez; è separata dall'America Settentrionale dallo stretto di Bering (largo 92 km); il complesso insulare indonesiano la collega all'Australia.<br>L'asse nord-sud è di 8600 km circa, quello ovest-est di 9000 km circa. Si estende su una superficie di più di 44 milioni di km².<br>L'Asia è il continente con la maggiore altitudine media (oltre 1000 m); dal punto di vista geografico, può essere divisa in quattro grandi regioni: la regione settentrionale, pianeggiante, costituita dal bassopiano turanico-siberiano e dal tavolato siberiano; la regione mediana, con i giganteschi sistemi montuosi; la regione meridionale, frazionata in tre grandi penisole (Penisola Arabica, Penisola Indiana e Penisola Indocinese), e la regione orientale, di cui fa parte l'Arcipelago Malese, il più vasto arcipelago della Terra. Il fiume Enisej divide in due parti il tavolato siberiano: l'orientale (altopiano siberiano) con bassorilievi che generalmente non superano i 500 m, con alcune cime più elevate (monti Putorana, 2037 m; monti Enisej, 1122 m); l'occidentale (bassopiano siberiano), con terre pianeggianti divise dal bassopiano turanico. La regione mediana dei grandi sistemi montuosi comprende una fascia gigantesca di acrocori, altipiani e di catene che si annodano nel Pamir, il "tetto del mondo".<br>Da occidente la grande fascia orografica presenta l'altopiano anatolico, con a nord i monti del Ponto e a sud il Tauro, l'Acrocoro Armeno, che raggiunge i 5165 m con il monte Ararat, e si collega a nord con il sistema dal Caucaso formato da catene parallele altissime (Elbrus, 5633 m), e a sud-est con l'altopiano iranico chiuso tra i monti Elbrus e i monti della Persia meridionale che terminano, con i monti Sulaiman, nella pianura dell'Indo.<br>Da queste masse montuose si dipartono poi catene minori nella Cina e, verso sud, nella penisola indocinese. Fra i due fasci di catene che si dipartono dal Pamir, si stende l'altopiano del Hanhai (mare disseccato), la cui parte orientale è occupata dal deserto del Gobi.<br>La regione meridionale dell'Asia presenta due grandi penisole bagnate dall'oceano Indiano: l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Penisola_araba">Arabia</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/India">India</a>, formate da tavolati con orli montagnosi, morfologicamente simili all'Africa; il tavolato indiano (Deccan) è orlato lungo le coste da rilievi, Ghati Occidentali e Ghati Orientali, ed è separato dai grandi sistemi montuosi centrali dal bassopiano indogangetico. I festoni insulari e peninsulari della parte orientale del continente sono frammenti di catene montuose periferiche caratterizzate dalla presenza di molti vulcani (116 attivi), allineati secondo la cosiddetta <em>cintura di fuoco</em> pacifica.<br>L'Asia non è soltanto il continente più esteso del mondo, è anche quello in cui sono presenti i più profondi contrasti fisici, umani ed economici. Per esempio il monte Everest (8848 m) è il punto più alto della Terra, mentre la fossa delle Marianne quello più profondo.<br>2. La popolazione è stimata sui 4,5 miliardi di abitanti, con una densità di 100 ab/km². All'interno dei suoi 49 Stati, alcune tra le città più importanti sono Abu Dhabi (EMIRATI ARABI UNITI), Il Cairo (EGITTO), Pechino (CINA), Mosca (RUSSIA), Giacarta (Indonesia) e Singapore (SINGAPORE).<br>3.&nbsp; Il clima dell’Asia è molto vario; ci sono principalmente 4 climi che dominano in Asia e sono:</div><div>- il clima siberiano, caratterizzato da inverni lunghi e gelidi, estati corte ma calde e da siccità in ogni stagione. Da nord a sud le fasce di vegetazione naturale (tundra, taiga, prateria) corrispondono a tre diverse gradazioni di temperatura.<br>Nell’Asia centrale domina la vegetazione di alta montagna sui rilievi e il deserto e la steppa dove si trovano pianure o valli. Ma lavori di irrigazione hanno portato a una diminuzione della steppa e una parte adatta alle coltivazioni. Gli animali più a rischio sono: il cavallo selvatico, l’asino selvatico, il cammello selvatico e l’orso bianco;</div><div>- il clima mediterraneo, che si limita all’Asia minore. L’inverno è piovoso e temperato, mentre l’estate è calda e secca;</div><div>- il clima desertico, in cui la siccità è quasi completa accompagnata da fortissimi venti dove si alterano forti escursioni termiche dal giorno alla notte e con inverni molto rigidi;</div><div>- il clima monsonico, caratterizzato da stagioni piovose e alcune molto secche;</div><div>Gli ambienti naturali dell’Asia sono molto disparati, come del resto, i suoi climi.</div><div>Nell’Asia settentrionale si trova la tundra, la taiga e in alcune parti la prateria.&nbsp; Qui c’è la più grande foresta di conifere dove sopravvivono molti animali rari come l’orso polare (nella tundra) e il lupo bianco (nella taiga).<br>4. Il continente asiatico&nbsp; è interessato, attualmente, da una forte crescita economica anche grazie all’inteso processo di industrializzazione avviato in alcune aree del continente. La realtà economica del continente resta però complessa e contraddittoria, infatti, a fronte di realtà geografiche (ad esempio il Giappone che contende agli Stati Uniti il primato economico) in forte evoluzione, sussistono realtà economicamente sottosviluppate (ad esempio l'India). Agricoltura e allevamento sono le attività tradizionali dell’Asia; l’agricoltura è praticata con attrezzature modeste e su piccoli appezzamenti di terreno. Il clima monsonico ha favorito la coltivazione del riso (alimento fondamentale per buona parte della popolazione asiatica); nelle zone aride, invece, è favorita la coltivazione del frumento e del mais. Accanto a queste colture di sussistenza sono tuttora in produzione quelle di piantagione ( importate dai colonizzatori), sfruttate dalle grandi società multinazionali. I principali prodotti sono: tè, caffè, cacao, canna da zucchero, caucciù, arachidi, banane e cotone.<br>A partire dal novecento il Giappone ha avviato un processo di industrializzazione che l’ha indotto in breve tempo a diventare una delle maggiori potenze economiche.<br>Il processo di industrializzazione ha interessato anche paesi dell’area sud-orientale, in particolare: Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore che sono anche serviti da modello ad altri paesi quali: Thailandia, Malaysia, Indonesia e Filippine.<br>L’elevato tasso di industrializzazione è stato favorito da due elementi essenziali: il basso costo della manodopera e le agevolazioni fiscali che anno incentivato gli investimenti da parte dei&nbsp; paesi ricchi.<br>Anche la Cina, soprattutto negli ultimi anni, ha avviato un inteso processo di sviluppo economico che ha portato ha una fortissima modernizzazione grazie all’introduzione, sia pure controllata, dell’economia di mercato.<br>I paesi dell’area meridionale (Caucaso ed Asia Centrale), risentono ancora della storia recente, tuttavia, grazie ai loro enormi giacimenti di petrolio e di gas naturale, non è difficile credere che, nei prossimi anni, anche loro saranno protagonisti di un forte sviluppo economico.<br>5.<br><strong>6. La storia dell'Asia può essere vista come la storia collettiva di diverse regioni costiere periferiche distinte come l'Asia orientale, l'Asia meridionale, il Sud-est asiatico e il Medio Oriente, collegate dalla massa interna della steppa eurasiatica.<br>La periferia costiera ospitava alcune delle prime civiltà e religioni conosciute al mondo, con ciascuna delle tre regioni che sviluppò le prime civiltà attorno alle fertili valli fluviali. Queste valli erano fertili perché il terreno era ricco e poteva sopportare molte radici. Le civiltà in Mesopotamia, India e Cina condividevano molte somiglianze e probabilmente si scambiavano tecnologie e idee come la matematica e la ruota. Altre nozioni come quella di scrittura probabilmente si sono sviluppate individualmente in ciascuna area. Città, stati e poi imperi si svilupparono in queste pianure.<br>La regione della steppa era stata a lungo abitata da nomadi a cavallo e dalle steppe centrali potevano raggiungere tutte le aree del continente asiatico. Anche la parte settentrionale del continente, che copre gran parte della Siberia, era inaccessibile ai nomadi della steppa a causa delle fitte foreste e della tundra. Queste aree in Siberia erano molto scarsamente popolate.<br>Il centro e la periferia erano tenuti separati da montagne e deserti. Il Caucaso, l'Himalaya, il deserto del Karakum e il deserto del Gobi formavano barriere che i cavalieri della steppa potevano attraversare solo con difficoltà. Sebbene tecnologicamente e culturalmente gli abitanti delle città fossero più avanzati, potevano fare poco militarmente per difendersi dalle orde a cavallo della steppa. Tuttavia, le pianure non avevano abbastanza praterie aperte per supportare una grande forza di cavalli. Così i nomadi che conquistarono gli stati del Medio Oriente furono presto costretti ad adattarsi alle società locali.<br>La diffusione dell'Islam fece oscillare l'età dell'oro islamica e il Rinascimento timuride, che in seguito influenzò l'età degli imperi islamici della polvere da sparo.<br>La storia dell'Asia presenta importanti sviluppi osservati in altre parti del mondo, nonché eventi che hanno interessato quelle altre regioni. Questi includono il commercio della Via della Seta, che ha diffuso culture, lingue, religioni e malattie in tutto il commercio afro-eurasiatico. Un altro importante progresso fu l'innovazione della polvere da sparo nella Cina medievale, successivamente sviluppata dagli imperi della polvere da sparo, principalmente dai Moghul e dai Safavidi, che portò a una guerra avanzata attraverso l'uso delle armi.<br>La storia del continente asiatico è molto antica (9000 a.C.), la civiltà della Valle dell'Indo (IVC) era una civiltà dell'età del bronzo (3300–1300 a.C.; periodo maturo 2600–1900 a.C.) centrata principalmente nella parte occidentale del subcontinente indiano; tanto che si ritiene che una prima forma di induismo sia stata eseguita durante questa civiltà.<br>Anche Cina e Vietnam erano centri di lavorazione dei metalli.<br>La dinastia achemenide dell'impero persiano, fondata da Ciro il Grande, governò un'area dalla Grecia e dalla Turchia fino al fiume Indo e all'Asia centrale dal VI al IV secolo a.C.;<br>Alessandro Magno conquistò questa dinastia nel IV secolo a.C., creando il breve periodo ellenistico. Non fu in grado di stabilire stabilità e dopo la sua morte, la Persia fece irruzione in piccole e deboli dinastie tra cui l'Impero Seleucide, seguito dall'Impero dei Parti. Entro la fine dell'età classica, la Persia era stata riconsolidata nell'Impero Sasanide, noto anche come il secondo Impero Persiano.<br>L'Impero Romano avrebbe poi controllato parti dell'Asia occidentale. Le dinastie seleucide, partiche e sasanide della Persia dominarono per secoli l'Asia occidentale.<br>Dall'anno 1000 a.C. si susseguirono nella Cina classica varie dinastie: Zhou, Qin e Han.<br>Durante il periodo medievale, gli imperi del mondo orientale continuarono ad espandersi attraverso il commercio, la migrazione e le conquiste delle aree vicine. La polvere da sparo era ampiamente utilizzata già nell'XI secolo e utilizzavano la stampa a caratteri mobili cinquecento anni prima che Gutenberg creasse la sua macchina da stampa. Buddismo, Taoismo, Confucianesimo erano le filosofie dominanti dell'Estremo Oriente durante il Medioevo. Marco Polo non fu il primo occidentale a viaggiare in Oriente e tornare con storie sorprendenti di questa diversa cultura, ma i suoi resoconti pubblicati tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo furono i primi ad essere ampiamente letti in tutta Europa.<br>Nel V secolo, il Medio Oriente era diviso in piccoli stati deboli; i due più importanti erano l'Impero Sasanide dei Persiani in quelli che oggi sono l'Iran e l'Iraq, e l'Impero Bizantino in Anatolia (l'odierna Turchia). Bizantini e Sassanidi combattevano continuamente tra loro, un riflesso della rivalità tra l'Impero Romano e l'Impero Persiano vista nei cinquecento anni precedenti. I combattimenti hanno indebolito entrambi gli stati, lasciando il palcoscenico aperto a un nuovo potere, sotto forma di Islam, che crebbe in Medio Oriente con la figura di Maometto a Medina.<br>Dopo che Maometto ha introdotto l'Islam, ha avviato la cultura mediorientale in un'età dell'oro islamica.<br>Il dominio degli arabi terminò improvvisamente a metà dell'XI secolo con l'arrivo dei turchi selgiuchidi, che migrarono a sud dalle terre d'origine turche nell'Asia centrale.; in poco tempo hanno conquistato la Persia.<br>La frammentazione del Medio Oriente permise alle forze unite, principalmente dall'Inghilterra, dalla Francia e dall'emergente Sacro Romano Impero, di entrare nella regione. Nel 1099 i cavalieri della Prima Crociata conquistarono Gerusalemme e fondarono il Regno di Gerusalemme, che sopravvisse fino al 1187, quando Saladino riconquistò la città. Feudi crociati più piccoli sopravvissero fino al 1291. All'inizio del XIII secolo, una nuova ondata di invasori, gli eserciti dell'Impero Mongolo, invase la regione, saccheggiando Baghdad durante l'assedio di Baghdad (1258) e avanzando fino al confine di L'Egitto in quelle che divennero note come le conquiste mongole. I mongoli alla fine si ritirarono nel 1335, ma il caos che ne seguì in tutto l'impero depose i turchi selgiuchidi. Nel 1401, la regione fu ulteriormente afflitta dai turco-mongoli, da Timur, e dalle sue feroci incursioni. A quel punto era sorto anche un altro gruppo di turchi, gli ottomani.<br>Le potenze economiche e navali europee si spinsero in Asia, prima per commerciare e poi per conquistare le principali colonie. Gli olandesi hanno aperto la strada seguiti dagli inglesi. Il Portogallo era arrivato per primo, ma era troppo debole per mantenere le sue piccole partecipazioni ed è stato in gran parte respinto, mantenendo solo Goa e Macao. Gli inglesi fondarono un'organizzazione privata, la Compagnia delle Indie Orientali, che gestiva sia il commercio che il controllo imperiale di gran parte dell'India.<br>L'Impero russo iniziò ad espandersi in Asia a partire dal XVII secolo e alla fine del XIX secolo avrebbe preso il controllo di tutta la Siberia e della maggior parte dell'Asia centrale. L'Impero Ottomano controllava l'Anatolia, il Medio Oriente, il Nord Africa e i Balcani dal XVI secolo in poi. Nel XVII secolo, i Manciù conquistarono la Cina e fondarono la dinastia Qing. Nel XVI secolo, l'Impero Mughal controllava gran parte dell'India e iniziò la seconda età dell'oro per l'India. La Cina è stata la più grande economia del mondo per gran parte del tempo, seguita dall'India fino al 18° secolo.<br>Le potenze europee avevano il controllo di altre parti dell'Asia all'inizio del XX secolo, come l'India britannica, l'Indocina francese, le Indie orientali spagnole e il portoghese Macao e Goa. Il </strong><strong><em>Grande Gioco</em></strong><strong> tra Russia e Gran Bretagna fu la lotta per il potere nella regione dell'Asia centrale nel XIX secolo. Parti dell'Asia rimasero libere dal controllo europeo, sebbene non influenzassero, come la Persia, la Thailandia e la maggior parte della Cina. Nel ventesimo secolo, il Giappone imperiale si espanse in Cina e nel sud-est asiatico durante la Seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, molti paesi asiatici divennero indipendenti dalle potenze europee. Durante la Guerra Fredda, le parti settentrionali dell'Asia erano controllate dai comunisti con l'Unione Sovietica e la Repubblica popolare cinese, mentre gli alleati occidentali formavano patti e alleanze. Nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale, un massiccio piano di ristrutturazione portò il Giappone a diventare la seconda economia più grande del mondo, un fenomeno noto come il miracolo economico giapponese del dopoguerra. Il conflitto arabo-israeliano ha dominato gran parte della storia recente del Medio Oriente. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, c'erano molte nuove nazioni indipendenti in Asia centrale.<br>7. In Asia lo spettro linguistico è molto più ampio di quello dell'Europa, comprende il cinese, l'hindi, l'inglese, il russo, l'indonesiano, il bengalese e il giapponese.<br>La lingua più parlata in Asia è la lingua cinese a causa della posizione della Cina come paese più popolato del mondo con una popolazione di circa 1.4 miliardi di persone. La lingua cinese è composta da diversi dialetti parlati da circa 1 miliardo di persone in Asia e da circa 1.2 miliardi di persone a livello globale. Il mandarino è il dialetto più parlato della lingua e della lingua ufficiale della Cina. Altri dialetti includono Wu, Min e Yue. <br>L'hindi è una lingua indo-europea parlata da circa 550 milioni di persone in Asia. L'hindi è parlato anche negli Emirati Arabi Uniti e nelle Mauritius. Una grande percentuale di coloro che parlano l'hindi è in India, ma non è la lingua nazionale del paese. <br>Circa 300 milioni in Asia parla la lingua inglese. È utilizzato in veste ufficiale in India, Hong Kong, Mauritius, Seychelles e Singapore. È usato nella capacità ufficiosa del Brunei, nelle Filippine, e come inglese Pidgin in Papua Nuova Guinea. L'inglese è stato introdotto in questi stati durante il periodo coloniale o adottato a causa del suo uso globale. <br>La lingua russa è parlata da circa 260 milioni di persone in Asia. È utilizzato in veste ufficiale in Kazakistan, Kirghizistan e Bielorussia.<br>8. L'Asia è un continente talmente grande che presenta una serie pressoché sterminata di usanze e tradizioni, alcune alquanto bizzarre per noi occidentali.<br>Ad esempio il Festival delle Lanterne che segna la fine dei festeggiamenti del capodanno cinese</strong> <strong>e avviene con la prima luna piena dell'anno. È una notte speciale, magica e piena di luci che i cinesi fanno avverare. Di notte ci sono migliaia di luci e lanterne che inondano le case e gli edifici.<br>Questa festa è vissuta con gioia e ci sono sfilate, musica, tamburi, balli, acrobati ... e fuochi d'artificio. I bambini portano le torce elettriche e le famiglie si riuniscono per mangiare il riso e invocare fortuna e unità familiare.<br>Troviamo il Songkran Festival (la guerra dell'acqua) che è la festa più importante della Thailandia. Songkran è il capodanno buddista, tradizionalmente le persone bagnavano le loro figure di Buddha e mostravano loro rispetto in questo modo. Nel tempo questa tradizione si è trasformata ed è diventata una guerra dell'acqua tra le persone, in quanto in molte feste di questo tipo di solito c'è anche molto alcol. Si svolge sulla Khao San Road a Bangkok.<br>Un altro dei costumi nella cultura asiatica è costituito dal togliersi le scarpe in casa, è un qualcosa di diffuso in tutta l'Asia. Questo viene fatto in segno di rispetto o perché il pavimento deve rimanere pulito. Quindi, se visiti qualcuno dall'Asia e vai a casa sua, sarà importante per lui lasciare le scarpe fuori casa come dimostrazione di rispetto.<br>I cinesi credono in un numero magico, si tratta del Numero 8, che secondo la credenza cinese è un numero molto fortunato che ha a che fare con denaro e arricchimento. Normalmente le coppie che vogliono prosperità tendono a sposarsi l'8 di ogni mese, meglio ancora se è l'8 agosto. Come se non bastasse, ti interesserà sapere che l'astrologia cinese è composta da 8 segni zodiacali; hanno anche 8 punti cardinali. Semplice coincidenza o 8 è davvero un numero speciale!?<br>In Indonesia, ad esempio, non dovresti mai usare la mano sinistra per offrire un oggetto a un'altra persona poiché questo atteggiamento è un simbolo di mancanza di rispetto, in ogni caso andrebbe usata la mano destra. E lo stesso vale per i saluti o qualsiasi contatto con un'altra persona, la mano sinistra è meglio non usarla, sarà sempre desiderabile avere la destra libera.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-18 16:26:46 UTC</pubDate>
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         <title>EUROPA</title>
         <author>leonardosam94</author>
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         <description><![CDATA[<div>1. GEOPOLITICA<br>2. POPOLAZIONE<br>3. CLIMA<br>4. RISORSE<br>5. TURISMO<br><strong>6. STORIA<br>7. LINGUA<br>8. USI E COSTUMI<br><br></strong>1. L'Europa comprende una parte continentale e una parte peninsulare, separate dall'istmo ponto-baltico (mar Nero-mar Baltico). È uno dei continenti più piccoli: la sua superficie si estende per soli 10091000 km², estensione poco superiore a quella dell'Oceania, il continente più piccolo della Terra; nello stesso tempo, il continente europeo è il secondo per densità di popolazione.<br>Il confine naturale d'Europa è in gran parte costituito da mare: essa è delimitata a nord dal Mar Glaciale Artico, ad ovest dall'oceano Atlantico e a sud dal mar Mediterraneo e dal mar Nero. Ad est, invece, il concetto di Europa sfuma gradatamente nell'Asia ed è definito solo attraverso linee convenzionali, molte delle quali ricadenti in territorio russo e nel Caucaso. Ad est l'Europa confina con l'Asia. Il confine tra i due continenti è convenzionale e ricade quasi completamente in Russia. Il mar Nero, il Bosforo e i Dardanelli sono universalmente riconosciuti come confine meridionale tra Europa e Asia. Il mar Mediterraneo separa l'Europa dall'Africa. Cipro e le isole greche situate nei pressi della costa turca sono territori tradizionalmente considerati parte integrante d'Europa, anche se da un punto di vista strettamente geografico si potrebbero considerare asiatici.</div><div>Ad ovest il confine è dato dall'Oceano Atlantico, includendo l'Islanda all'interno dell'Europa. Il Mar Glaciale Artico è il limite settentrionale del continente europeo, nel quale sono incluse anche tutte le isole artiche situate tra la costa e il Polo Nord. La linea di demarcazione parte dal Mar Glaciale Artico, segue poi il margine orientale dei monti Urali, prosegue lungo il corso del fiume Ural, la costa nord-occidentale del mar Caspio e arriva infine alla foce del fiume Don, nel Mar d'Azov.&nbsp;<br>L'Europa è composta da un insieme di penisole connesse. La più grande è la Scandinavia, nel nord del continente. Tre altre penisole, l'iberica, l'italiana e la balcanica, si trovano invece a sud, protendendosi nel mar Mediterraneo. I rilievi in Europa mostrano grandi dislivelli in aree relativamente piccole. Le regioni meridionali sono prevalentemente montuose, mentre, procedendo verso nord, il terreno scende da Alpi, Pirenei e Carpazi, verso altopiani collinosi e poi le ampie e basse pianure del nord, particolarmente vaste a oriente. La zona pianeggiante è conosciuta come la Grande Pianura Europea, e ha il suo centro nel Bassopiano germanico. Un arco montano esiste anche sulla costa nord-occidentale, comincia ad ovest con le Isole Britanniche e continua lungo l'asse montagnoso, tagliato dai fiordi, della Norvegia.<br>2. La popolazione è stimata sui 723 milioni di abitanti, con una densità di 70,5 ab/km². Alcune tra le città più importanti sono Roma (ITALIA), Parigi (Francia), Bruxelles (BELGIO), Berlino (GERMANIA), Madrid e Barcellona (SPAGNA).<br>3. L'Europa è caratterizzata da quattro differenti ambienti climatici, dovuti soprattutto all'ampia estensione in latitudine del continente:</div><ul><li>il clima subartico di alta montagna (tipico del Nord Europa);</li><li>il clima continentale (che si divide in clima continentale fresco e clima continentale freddo; tipico dell'Europa sud-occidentale e sud-orientale);</li><li>il clima temperato umido (tipico di Gran Bretagna e Irlanda, di parte della Svezia e della Norvegia, del Portogallo, delle coste spagnole, francesi, polacche e tedesche, dei Paesi Bassi, del Belgio e della Danimarca);</li><li>il clima mediterraneo (tipico parzialmente di Spagna, Italia, Francia, Grecia, Turchia, Croazia, Montenegro e Albania).</li></ul><div>Tra questi il clima prevalente è quello continentale (soprattutto il continentale freddo).<br>La flora e la fauna che ritroviamo nelle regioni a clima continentale variano molto tra di loro a seconda del continente, in Europa con queste caratteristiche climatiche l'ambiente sviluppa la taiga e la steppa.</div><div>Nella taiga crescono gli alberi delle conifere, ossia quelli che producono pigne, come abeti e pini, e in queste foreste vivono orsi, cervi, renne, scoiattoli e castori. L'ambiente della steppa è invece molto desolato, si tratta di grandi distese pianeggianti e aride in cui vivono serpenti, marmotte e talpe.<br>4. L'economia dell'Europa comprende più di 743 milioni di persone in 50 diversi Stati. Come altri continenti, la ricchezza degli stati in Europa varia, anche se gli stati più poveri sono ben al di sopra dei più poveri stati di altri continenti in termini di PIL e livelli di vita. La differenza di ricchezza in Europa può essere vista grossomodo durante la guerra fredda, dove si può notare il divario tra paesi come: Portogallo, Slovenia e Repubblica Ceca. Mentre gran parte degli Stati europei hanno un PIL pro capite superiore alla media del mondo e sono molto sviluppate (Liechtenstein, Lussemburgo, Principato di Monaco, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, Svizzera), alcune economie europee, nonostante la loro posizione superiore alla media mondiale (tranne per la Moldavia) hanno un Indice di sviluppo Umano (Armenia, Kosovo, Macedonia, Ucraina, Azerbaigian, Georgia, Bosnia-Erzegovina, Albania) al di sotto dei paesi europei più ricchi.<br>L'Europa è una delle zone più ricche del globo: troviamo infatti grandi potenze dal punto di vista economico, quali Germania, Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, e Russia i quali detengono un PIL Nominale molto alto. L'economia europea può essere geograficamente divisa in due grandi zone: quella Occidentale, caratterizzata da economie fortissime e valori di sviluppo alti, e quell'Orientale, in cui la ricchezza decresce verso Est, pur essendovi economie caratterizzate da un forte tasso di crescita. Grazie alla sua varietà di luoghi e di storia, l'Europa ha tutti i settori economici molto sviluppati: l'agricoltura, con il Bassopiano Sarmatico, il Bassopiano Francese, la Pianura Padana, il Bassopiano Germanico e le pianure spagnole, l'industria, con le aree di Parigi, Berlino, Milano, Londra, Mosca, Istanbul (in parte in territorio Asiatico), Barcellona, Roma e molte altre, e il settore terziario, in cui, oltre alle attività finanziarie, assicurative e bancarie, spicca il turismo: infatti in Europa vi sono 3 delle nazioni più visitate al mondo: Italia, Spagna e Francia.<br>5. L’Europa è la principale meta turistica mondiale. Il turismo riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo di molte regioni europee, soprattutto di quelle in ritardo di sviluppo, per la forte ricaduta che produce e il suo potenziale di creazione di posti di lavoro, specialmente per i giovani. Ha inoltre dato prova di una notevole resilienza e ha subito una crescita costante persino durante la recente crisi.<br>Tra le città europee più visitate troviamo: Londra, Parigi, Roma, Praga, Amsterdam, Barcellona, Milano e molte altre ancora.<br><strong>6. Per storia dell'Europa si intende convenzionalmente la storia dell'omonimo continente e dei popoli che l'hanno abitato e che lo abitano dall'inizio della documentazione scritta. Durante il neolitico e il periodo delle migrazioni indoeuropee, in Europa giunsero flussi umani da est e sud-est che successivamente permisero importanti scambi culturali e di materiali.<br>Il periodo noto come età antica iniziò con l'emergere delle città-stato dell'antica Grecia. Successivamente l'Impero romano arrivò a dominare l'intero bacino del Mediterraneo. La consuetudine pone al 476 d.C. la caduta dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Medioevo. A partire dal XIV secolo il Rinascimento della conoscenza sfidò le dottrine scientifiche e teologiche tradizionali. Allo stesso tempo, la Riforma protestante fece nascere, principalmente in Germania, Scandinavia e Inghilterra, le chiese protestanti.<br>Dopo il 1800, la rivoluzione industriale portò prosperità in Gran Bretagna e nell'Europa occidentale. Le principali potenze europee stabilirono colonie nella maggior parte delle Americhe, dell'Africa e in parte dell'Asia. Durante il XX secolo, la prima e la seconda guerra mondiale provocarono un numero enorme di morti. La Guerra fredda tra Russia e Stati Uniti dominò la geopolitica europea dal 1947 al 1989. Dopo la caduta della Cortina di ferro, i paesi europei si sono avvicinati e molti di essi hanno formato l'Unione Europea (1992 con il trattato di Maastricht).<br>7. I dialetti e le lingue romanze, parlate in Europa da quasi 300 milioni di persone, sono tutte scritte usando l'alfabeto latino e dovrebbero corrispondere a quello di tutte le varietà neolatine (dette dialetti romanzi) parlati all'interno della Romània. Alcune di queste lingue però hanno subito nel corso del tempo delle normalizzazioni e godono di uno status di ufficialità: il portoghese (con oltre 11 milioni di parlanti), lo spagnolo (con quasi 50 milioni di parlanti), il francese (con quasi 75 milioni di parlanti), l'italiano (con oltre 65 milioni di parlanti), il romeno (con quasi 25 milioni di parlanti) e il catalano (con quasi 10 milioni di parlanti).<br>A queste possiamo aggiungere le lingue alle quali è stato riconosciuto uno status di ufficialità in ambito locale, sebbene non abbiano ricevuto una normalizzazione o l'abbiano ricevuta incompleta o non unanimemente accettata dai parlanti; le lingue germaniche, parlate da oltre 300 milioni di persone, usano l'alfabeto, a volte leggermente modificato.<br>Le lingue slave sono parlate da oltre 315 milioni di persone abitanti in Europa centro-orientale e balcanica. Alcune lingue slave usano l'alfabeto latino con alcuni segni diacritici (</strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_bosniaca"><strong>bosniaco</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ceca"><strong>ceco</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_croata"><strong>croato</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_polacca"><strong>polacco</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_slovacca"><strong>slovacco</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_slovena"><strong>sloveno</strong></a><strong>), altre quello cirillico (</strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_bielorussa"><strong>bielorusso</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_bulgara"><strong>bulgaro</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_macedone"><strong>macedone</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_russa"><strong>russo</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_serba"><strong>serbo</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ucraina"><strong>ucraino</strong></a><strong>), con variazioni minime tra una lingua e l'altra.<br>Altre lingue indoeuropee al di fuori dei tre gruppi principali includono le lingue baltiche, le lingue celtiche, il greco, l'armeno e l'albanese.<br>Una distinta famiglia non indoeuropea di lingue uraliche (</strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_estone"><strong>estone</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_finlandese"><strong>finlandese</strong></a><strong>, </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ungherese"><strong>ungherese</strong></a><strong>) è parlata principalmente in Estonia, Finlandia, Ungheria e parti della Russia.<br>8. Ogni anno, centinaia, forse migliaia, di feste e manifestazioni si svolgono in tutte le città europee. Alcune fanno parte di tradizioni che si tramandano da secoli e costituiscono una forte attrattiva sia per gli abitanti che per i turisti, i quali viaggiano per raggiungere queste mete e godersi le città in festa.<br>Elencarle tutte sarebbe impossibile, ma è anche evidente come alcune specifiche feste e tradizioni siano quelle più particolari, coinvolgenti o, più semplicemente, le più famose.<br>Tra i paesi che vantano alcune tra le tradizioni più popolari e famose non manca certamente l’Italia. Il nostro paese ospita due tra quelli che sono gli appuntamenti di intrattenimento che attraggono una quantità sorprendente di visitatori e turisti ogni anno. La prima festa è il notissimo carnevale di Venezia, il quale si tiene nella città tra Gennaio e Febbraio.<br>Un’altra tradizione, molto più recente, è costituita dal Gelato Festival, nato nel 2010 a Firenze. Il capoluogo toscano è, infatti, la città che ha dato i natali a Bernardo Buontalenti, personalità del XVI secolo alla quale viene comunemente attribuita l’invenzione del gelato.<br>Con tradizioni individuali e sempre diverse tra loro, le città e i paesi europei ospitano una varietà di feste tra le più interessanti e colorate.<br>Tra i festival più popolari d’Europa, troviamo certamente l’Oktoberfest. Esso si tiene ogni anno nella città di Monaco di Baviera, in Germania, durante il mese di Ottobre. Durante l’Oktoberfest, milioni di appassionati di birra si incontrano e festeggiano, accompagnando la bevanda ad altri prodotti tipici della zona, come salsicce bavaresi e bretzel.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-18 16:33:08 UTC</pubDate>
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         <title>AMERICA DEL SUD</title>
         <author>leonardosam94</author>
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         <description><![CDATA[<div>1. GEOPOLITICA<br>2. POPOLAZIONE<br>3. CLIMA<br>4. RISORSE<br>5. TURISMO <br><strong>6. STORIA<br>7. LINGUA<br>8. USI E COSTUMI <br><br></strong>1. L'America del Sud è la parte del continente americano posta a sud dell'Istmo di Panama fino a Capo Horn, comprendendo buona parte dell'America Latina, una delle tre macroregioni in cui attualmente viene suddivisa l'America assieme all'America settentrionale e l'America centrale. Contenuta interamente nell'emisfero occidentale e per la maggior parte nell'emisfero australe, è bagnata ad ovest dall'oceano Pacifico, a nord e ad est dall'oceano Atlantico. Ha una superficie di circa 18 mila km².<br>Il Sudamerica occupa una parte consistente della regione geografica chiamata "Nuovo Mondo". In questo continente si trovano le più alte cascate del mondo, il Salto Angel in Venezuela, e il più grande fiume in termini di portata d'acqua, il Rio delle Amazzoni, e la più lunga catena montuosa, le Ande, il deserto più secco, il deserto di Atacama, la più vasta foresta pluviale, l'Amazzonia, la più alta capitale, La Paz in Bolivia, il più alto lago commerciale navigabile, il lago Titicaca, e la città più meridionale del mondo, la città di Puerto Toro in Cile. Il paese di gran lunga più grande, sia in termini di superficie che di popolazione, è il Brasile, seguito dall'Argentina.<br>2. La popolazione è stimata sui 422,5 milioni di abitanti, con una densità di 20,4 ab/km². Alcune tra le città più importanti sono Buenos Aires (ARGENTINA), Brasilia, San Paolo e Rio de Janeiro (BRASILE), Santiago del Cile (CILE), Bogotà (COLOMBIA), Montevideo (URUGUAY) e Caracas (VENEZUELA). <br>3. L'America del Sud ospita una grande varietà di climi: quello caldo umido della foresta pluviale amazzonica, quello freddo secco della Patagonia, quello arido del deserto di Atacama, quello ventoso gelido della Terra del Fuoco. Ciò dipende dall'ampiezza della latitudine che occupa il continente, la differenza di temperatura tra i due oceani e la presenza delle Ande, la cui temperatura varia notevolmente a seconda dell'altitudine. Il Sudamerica è la patria di molte specie animali uniche, tra cui lama, anaconda, piranha, giaguaro e tapiro; le foreste dell'Amazzonia comunque posseggono un alto livello di biodiversità.<br>4. L'economia sudamericana è stata caratterizzata in questi ultimi decenni da una bassa crescita e una bassa competitività rispetto ai ben più dinamici mercati emergenti di Cina e India. Dal 2004 la situazione è cambiata: la maggior parte della ricchezza è concentrata nelle mani di una piccola parte di popolazione, mentre milioni di individui sperimentano livelli di privazione che raggiunge, in casi estremi, la povertà assoluta. L'economia sudamericana è ripartita tra le estrazioni minerarie della regione amazzonica e l'agricoltura presente in quasi tutti i paesi. L'industrializzazione è ad un livello medio in varie regioni, anche se è molto forte la presenza di gruppi multinazionali. L'estrazione e l'esportazione di petrolio è importante in Venezuela, che possiede alcune delle più grandi riserve mondiali, in Argentina e nell'Oceano Atlantico davanti a Rio de Janeiro. La Bolivia si distingue per la produzione di gas naturale. Le più ricche e industrializzate regioni del continente sono: in primo luogo lo Stato di San Paolo, che possiede la più grande economia del Sudamerica, dove è presente il principale centro finanziario, e i principali poli tecnologici e il più grande e movimentato porto; segue per importanza la zona industriale in Argentina con Buenos Aires come fulcro (secondo maggior porto e seconda città in termini di PIL più alto). <br>I quattro paesi con la maggiore agricoltura in Sud America sono Brasile (canna da zucchero, soia, caffè, arancio, guaranà, mais, tabacco, ananas, banana, cotone), Argentina (limone, pera, orzo, carciofo, pompelmo), Cile (ciliegia, mirtillo rosso, kiwi, pesca, uva, mela) e Colombia (caffè, avocado, olio di palma, cacao).<br>5. Nella lista delle destinazioni turistiche mondiali, nel 2018, l'Argentina è stato il 47° paese più visitato, con 6,9 milioni di turisti internazionali (e ricavi per 5,5 miliardi di dollari); il Brasile è stato il 48° più visitato con 6,6 milioni di turisti (e ricavi per 5,9 miliardi di dollari); il Cile al 53° posto con 5,7 milioni di turisti (e un reddito di 2,9 miliardi di dollari); il Perù in posizione 60 con 4,4 milioni di turisti (e un reddito di 3,9 miliardi di dollari); la Colombia al 65° con 3,8 milioni di turisti (e ricavi per 5,5 miliardi di dollari); l'Uruguay al 69° con 3,4 milioni di turisti (e un reddito di 2,3 miliardi di dollari). In conclusione, si può affermare che il turismo in Sud America è ancora poco evoluto.<br><strong>6. Le prime prove dell'esistenza di pratiche agricole in Sudamerica risalgono a circa il 6500 a.C.; nel corso della grandi epoche migratorie, e soprattutto dopo la scoperta dell'agricoltura, gli antichi colonizzatori americani si insediarono nelle regioni e nelle aree ritenute più favorevoli al loro sviluppo e al loro stile di vita. Il primo europeo a giungere in America Meridionale fu probabilmente Amerigo Vespucci, il cui primo viaggio è datato 1497. La colonizzazione e l'esplorazione del Sudamerica accelerò di colpo, quando si venne a sapere che esisteva un impero ricco d'oro a sud. Era l'impero degli Inca, e fu raggiunto da Francisco Pizarro nel 1527 e conquistato negli anni successivi; in tal modo il dominio spagnolo si allungò fino al Cile e i comandanti di Pizarro si dispersero ai quattro venti poco dopo per esplorare le zone circostanti nella speranza di trovare altre ricche civiltà (ma invano). Francisco de Orellana nel 1542 fu il primo ad attraversare il continente discendendo il Rio delle Amazzoni fino alla foce dal Perù, Diego de Almagro esplorò il Cile settentrionale fino a Santiago nel 1536, e Sebastiano Caboto penetrò nell'Argentina dal Rio della Plata (Paranà) in cerca di una "montagna d'argento" nel 1526. Nel corso del 1800 le pressioni dell'imperatore francese Napoleone Bonaparte scatenarono una serie di eventi che peggiorarono ulteriormente la già compromessa situazione spagnola. Il processo delle Guerre di Indipendenza ispanoamericana iniziò con la Rivoluzione di La Paz nel 1809 nell'Alto Perù e culminò con l'occupazione della fortezza del Callao nel 1826. Nel 1817 il generale Josè de San Martìn attraversò le Ande per sconfiggere i realisti in Cile e successivamente si diresse a Lima, al fine di colpire il centro del potere spagnolo. Nel corso del XXI nel Sudamerica si insediarono diverse dittature e salirono al potere molti uomini forti. Ma verso la fine del secolo la maggior parte del continente di fatto era retto da governi eletti democraticamente, anche se non in tutti i casi si vennero a stabilire istituzioni di carattere duraturo. Lo sviluppo economico di Argentina, Brasile, e Uruguay contribuirono all'inizio del Novecento ad attrarre un gran numero di immigrati, soprattutto provenienti da Europa e Asia. La guerra fredda ebbe conseguenze significative sul suolo americano. Nel primo semestre del 1960 la rivoluzione comunista a Cuba, guidata da Fidel Castro e Che Guevara, diresse la politica del paese verso l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), divenendo un alleato incondizionato a scapito degli interessi geostrategici degli Stati Uniti. Si pose un ferreo blocco economico all'isola. Fra gli anni sessanta e settanta alcuni governi, in Argentina, Brasile, Cile, Uruguay, furono allontanati o rovesciati da una serie di dittature non allineate. Con la fine della Guerra Fredda, e con la caduta del muro di Berlino, il continente ha visto affacciarsi il neoliberismo, un insieme di proposte politico-economiche con l'accento sulla libera circolazione dei capitali e la privatizzazione delle imprese pubbliche.<br>7. Le cinque lingue coloniali del Sud America sono il portoghese (52%), lo spagnolo, l'inglese, l'olandese e il francese (1%). Ma ci sono anche delle lingue parlate non europee come la lingua guarani, parlata soprattutto in Paraguay.<br>8. La cultura dell'America Latina è il risultato della commistione di più culture differenti: quella dei popoli nativi americani, quella dei conquistatori europei, quelle africana, influente soprattutto a causa della secolare tratta degli schiavi, e infine quella asiatica, determinata dalle migrazioni avvenute tra il XIX e il XX secolo. <br>Oltre alla ricca tradizione artistica precolombiana, lo sviluppo dell'arte visiva latinoamericana deve molto all'influenza della pittura barocca spagnola, portoghese e francese, che a sua volta seguiva spesso le tendenze dei maestri italiani. In generale, questo eurocentrismo artistico iniziò a svanire all'inizio del XX secolo, quando i latinoamericani iniziarono a riconoscere l'unicità della loro condizione e a sviluppare una produzione originale. <br>L'America Latina è sede di una ricca tradizione letteraria. Le culture precolombiane privilegiavano la trasmissione orale, tuttavia alcuni miti precolombiani furono trascritti dai </strong><strong><em>conquistadores</em></strong><strong> spagnoli. Nei secoli successivi la cultura scritta fu soprattutto appannaggio della Chiesa Cattolica, anche se tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo emerse una tradizione letteraria creola.</strong></div><div><strong>La letteratura latinoamericana ha sperimentato una sorta di </strong><strong><em>boom</em></strong><strong> tra gli anni '60 e '70 del XX secolo, soprattutto nel filone del realismo magico, il cui massimo esponente fu Gabriel Garcia Marquez, e il rinnovato interesse per la letteratura latinoamericana portò alla riscoperta di autori precedenti, come ad esempio Jorge Luis Borges. Tra gli autori contemporanei quelli di maggior successo sono probabilmente Paulo Coelho e Isabel Allende.</strong></div><div><strong>L'America latina può vantare sei Premi Nobel per la letteratura: Gabriela Mistral (1945), Pablo Neruda (1971), Miguel Angel Asturias (1967), Gabriel García Márquez (1982), Octavio Paz (1990) e Mario Vargas Llosa (2010).</strong></div><div><strong>L'artista visiva latinoamericana più rappresentativa è probabilmente Frida Kahlo, fautrice di uno stile che unisce realismo, simbolismo e surrealismo.<br>L'America Latina è conosciuta per le sue musiche ed i suoi balli; ci sono infatti: la salsa, il tango, la </strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bachata"><strong>bachata</strong></a><strong>, il cha cha cha, il merengue, il rock latino, la danza moderna e molte altre ancora. Questi tipi di balli prevedono specialmente il movimento delle spalle, del bacino e dei piedi.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-23 15:17:25 UTC</pubDate>
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         <title>AMERICA DEL NORD</title>
         <author>leonardosam94</author>
         <link>https://padlet.com/leonardosam94/kp2cidtcsagto2wy/wish/2109950830</link>
         <description><![CDATA[<div>1. GEOPOLITICA<br>2. POPOLAZIONE<br>3. CLIMA<br>4. RISORSE<br>5. TURISMO<br><strong>6. STORIA<br>7. LINGUA<br>8. USI E COSTUMI<br></strong><br></div><div>1. L'America del Nord è la parte del continente americano posta a nord dell'Istmo di Panama e dell'America Latina, è considerata un subcontinente facente parte del continente America. Contenuta completamente nell'emisfero boreale, è delimitata a nord dal Mar Glaciale Artico, a est dall'Oceano Atlantico, a sud-est dall'America Meridionale e dal Mar Caraibico, a sud e a ovest dall'Oceano Pacifico. Copre una superficie di circa 24 milioni di km²; considerata come continente, per superficie è il terzo del mondo (dopo Asia e Africa) e il quarto per popolazione, dopo le due citate e l'Europa. <br>Numerose sono le isole a largo del continente; il continente può essere diviso in 4 grandi regioni. L'America Settentrionale è caratterizzata da due grandi catene montuose: le catene costiere e le Montagne Rocciose, la vetta più alta è il Monte Denali in Alaska. I fiumi più importanti sono il Mississipi, il Missouri e il San Lorenzo.<br>2. La popolazione dell'America del Nord è di circa 580 milioni di abitanti, con una densità di 23 ab/km². Alcune tra le città più importanti sono New York e Washington (STATI UNITI), Città del Messico (MESSICO), Ottawa (CANADA) e L'Avana (CUBA).<br>3. In America Settentrionale si possono distinguere 5 zone climatiche che incide sulla flora e sulla fauna: zona delle tundre, per 7/8 mesi all'anno la temperatura si mantiene a livelli molto bassi, troviamo poca vegetazione e pochi arbusti, gli animali presenti sono la volpe polare e l'orso bianco, nei mari trichechi, balene e foche; zona delle foreste, il clima è continentale con inverni rigidi ed estati calde e piovose, abbondano le conifere e gli orsi, i castori, gli scoiattoli, puma e linci; zona temperata, molte culture agricole come il mais e il frumento, troviamo vaste praterie utilizzate per l'allevamento degli equini, dei bovini e dei suini; zona tropicale con temperature elevate e piogge abbondanti, le pianure costiere sono utilizzate per le piantagioni di caffè e tabacco, la fauna è molto abbondante e variegata; zone costiere con inverni miti ed estati temperate, sono diffuse le coltivazioni della canna da zucchero e del cotone, oltre alla coltivazione della vite e delle piante da frutto.<br>4. L'America del Nord possiede grandi giacimenti di ferro, rame, nichel e uranio; importanti i giacimenti di carbone in Canada e negli Stati Uniti orientali e occidentali, i giacimenti di petrolio e gas naturale in Messico.<br>5. L'America del Nord è una meta così grande e variegata che si adatta ad ogni tipo di viaggiatore. Tra le città più famose da visitare negli Stati Uniti New York, Washington, San Francisco, Los Angeles e Las Vegas. Non mancano tra le attrazioni parchi naturalistici come il Grande Canyon o le Cascate del Niagara al confine tra USA e Canada. Per un viaggio <em>on the road</em> ci sono l’iconica <em>Route</em> 66 oppure un avventuroso itinerario <em>Coast to Coast</em>.<br><strong>6. Prima dell'arrivo degli europei, l'America Settentrionale era popolata da innumerevoli tribù indigene non molto evolute che si distinguevano in grossi gruppi, tutti presumibilmente discendenti da genti asiatiche. Tra le popolazioni antiche più importanti ricordiamo gli Aztechi, che poi migrarono verso sud. I primi a giungere nell'America del Nord dall'Europa furono i Vichinghi intorno all'anno 1000; successivamente tra la fine del 1400 e l'inizio del 1500 molti viaggiatori raggiunsero queste coste (Giovanni Caboto e Amerigo Vespucci). Dopo francesi e spagnoli, anche gli inglesi si interessarono alla colonizzazione di questi territori e fondarono varie colonie (Jamestown), gli olandesi fondarono New Amsterdam (l'odierna New York). Si ricorda l'episodio dei "Padri Pellegrini", puritani inglesi giunti nel 1620 in Massachusetts sulla </strong><strong><em>Mayflower</em></strong><strong>. La guerra dei 7 anni (1756-1763) consolidò il predominio degli inglesi sui francesi; tuttavia nel 1776 le Tredici colonie che componevano i possedimenti inglesi della costa orientale ottennero l'indipendenza e nacquero gli Stati Uniti d'America, la prima nazione del nuovo mondo. Nel corso del 1800 si assiste ad una totale decolonizzazione dell'America Settentrionale e con la guerra di secessione americana (1861-1865) gli Stati Uniti si imposero come potenza moderna ed effettiva. Il potere europeo in America Settentrionale svaniva del tutto con la totale indipendenza del Canada dal Regno Unito e il suo ingresso nel </strong><strong><em>Commonwealth</em></strong><strong> nel 1931. Il novecento vide il trionfo degli Stati Uniti come effettivi dominatori del globo: nella loro sfera d'influenza gli Stati Uniti ottennero un prestigio a livello culturale, sostituendo il loro dominio intercontinentale a quello che avevano esercitato gli inglesi fino a pochi decenni prima: nacque la globalizzazione, che portò al trionfo del sistema democratico e della cultura occidentale in ogni dove, nonché all'ingerenza economica e politica di questa nazione dappertutto; gli Stati Uniti, con la definitiva vittoria sulla Russia (Guerra fredda) alla fine del secolo non hanno avuto più ostacoli nella politica planetaria, ma di fronte a nuove superpotenze (India, Cina, Brasile, Giappone, Corea) sembra che il loro potere sia progressivamente messo in discussione. La loro influenza mediatica è consolidata, come anche la loro posizione di predominio nel nuovo continente.<br>7. Le lingue più diffuse nel Nord America sono inglese, spagnolo e francese. La lingua francese ha storicamente svolto un ruolo significativo nel Nord America e conserva una presenza distintiva in alcune regioni: il Canada è ufficialmente bilingue (francese ed inglese).<br>8. Nonostante sia un paese con una storia piuttosto recente, l'America si distingue per usi e costumi ormai diventati parte integrante di molti stati nel mondo, contribuendo ad arricchirne le tradizioni. Sono grandi le differenze che caratterizzano gli usi e i costumi dei vari stati degli Usa, probabilmente grazie al variegato mix culturale di ognuno di essi, spesso abitati da immigrati che si sono portati dietro le proprie usanze. Mai come in America si può parlare di multiculturalità in quanto le tradizioni del paese si sono unite a quelle d'importazione, consentendo di creare un interessante substrato particolarmente vario. Un'usanza che comunque accomuna tutti è la ricorrenza del 4 luglio, che ricorda la Festa dell'Indipendenza, durante cui quasi ogni città organizza eventi come sfilate, mercati e fuochi d'artificio. Un'altra ricorrenza tipicamente Americana che viene festeggiata ovunque, anche oltre oceano, è Halloween, un'usanza d'importazione Celtica che ha subito il notevole influsso delle tradizioni statunitensi. La Festa del Ringraziamento, che ricorre nel IV giovedì del mese di novembre, è un'altra occasione che accomuna tutti gli Americani a ricordare l'arrivo nel paese dei Padri Pellegrini che, aiutati dai nativi, furono in grado di fondare le prime colonie. Nato per festeggiare la fine dell'estate, il Labor Day ricorre i primi giorni di settembre per ricordare i lavoratori, analogamente a quanto succede il primo maggio in altri paesi. Festeggiato principalmente nello stato di New York, il Columbus Day celebra la Scoperta dell'America da parte dell'esploratore Italiano Cristoforo Colombo. Una ricorrenza tipica degli stati del nord è il Memorial Day, una giornata dedicata al ricordo dei soldati Americani caduti in tutte le guerre e che ricorre l'ultimo lunedì di maggio. Nella zona di Philadelphia, nei primi giorni di Febbraio (solitamente il 2), si festeggia il Groundhog Day, conosciuto anche come "Giorno della Marmotta".</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-23 15:17:42 UTC</pubDate>
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