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      <title> PROCIDA by Carla</title>
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      <description>CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-02-22 14:19:45 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-03-18 10:30:33 UTC</lastBuildDate>
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         <title>L&#39;Isola di Procida</title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
         <link>https://padlet.com/carla_ammendola_2002/kovbrscebyp0ouwg/wish/1226605620</link>
         <description><![CDATA[<div>L'isola di Procida è la più piccola delle isole partenopee, è situata a nord del golfo di Napoli, ed insieme a Ischia e Vivara può essere considerata un prolungamento dei Campi Flegrei. Procida, proprio quell’isola piccola ma così particolare, è stata nominata Capitale italiana della cultura 2022. È la prima volta che il riconoscimento va a un borgo e non a un capoluogo di provincia o regione. La prima cosa che si scopre di Procida è l’insieme variopinto delle case. Giallo, azzurro, rosso, arancione, bianco: un arcobaleno che accoglie il viaggiatore e gli dà il benvenuto su questa piccola isola, poco turistica e così straordinariamente autentica. La bellezza di Procida è tutta qui: pescatori, mare azzurro e barche, limoni, colline, piccoli borghi fermi nel tempo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 14:25:00 UTC</pubDate>
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         <title>Progetto di Procida</title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
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         <description><![CDATA[<div>IL PROGETTO DI PROCIDA È: <strong>"</strong><strong><mark>LA CULTURA NON ISOLA</mark></strong><strong>". '</strong> Procida, La cultura non Isola' è il titolo del dossier di candidatura che evidenzia come" <strong>la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza</strong> ''. Per il prossimo anno sono in programma 44 progetti culturali, 330 giorni di programmazione, 240 artisti, 40 opere originali, 8 spazi culturali rigenerati Cinque le sezioni del programma: </div><div>- <strong>Procida inventa. </strong>Progetti che pianificano processi ed eventi propriamente artistici: mostre, cinema, performance e opere site specific;</div><div>- <strong>Procida ispira. </strong>Progetti che candidano l'isola quale fonte d'ispirazione, sia come luogo reale, che come spazio dell'immaginario;</div><div>- <strong>Procida include. </strong>Progetti di inclusione sociale che utilizza i linguaggi dell'arte come strumenti di espressione dell'individuo posto in relazione alla collettività;</div><div>- <strong>Procida innova. </strong>Progetti che promuovono il rapporto tra cultura e innovazione, favorendo momenti di confronto tra la comunità nazionale degli innovatori e la comunità locale, in un percorso di ripensamento strategico del proprio patrimonio culturale;</div><div>- <strong>Procida impara. </strong>Progetti che promuovono il rafforzamento di una comunità educante, mediante la creazione di alleanze aperte che mirano al coinvolgimento di tutti i soggetti territoriali dal pubblico al privato sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 14:27:28 UTC</pubDate>
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         <title>Le 3 Marine di Procida</title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
         <link>https://padlet.com/carla_ammendola_2002/kovbrscebyp0ouwg/wish/1226662804</link>
         <description><![CDATA[<div>L'isola di Procida ha 3 marine: Sul lato nord c'è Marina Grande, il porto commerciale, porto per i traghetti e aliscafi provenienti dalla terraferma e dalle altre isole del golfo. A Nord Est, c'è Marina Corricella, il villaggio dei pescatori, di una bellezza esotica e quasi africana. Alla Corricella troviamo gli esempi più preziosi della cosiddetta "architettura mediterranea". Nella notte le case si specchiano con i loro colori leggeri e scoloriti nelle acque quiete del porticciolo, come sciacquati nella luce della luna. La terza marina, situata a sud dell'isola, è Marina Chiaiolella, sovrastata dall'antico Cenobio benedettino di Santa Margherita Vecchia, è sede di un porticciolo turistico bene attrezzato che accoglie barche da divertimento di ogni tipo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 14:34:36 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa si può visitare</title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
         <link>https://padlet.com/carla_ammendola_2002/kovbrscebyp0ouwg/wish/1226693329</link>
         <description><![CDATA[<div>In questa piccola ma bella isola che pur non essendo la più ricca e la meta meno considerata, in un periodo così particolare ha ottenuto l'essere '' CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA '', con i suoi colori particolari possiamo visitare dei posti magnifici, come :</div><div><strong>MARINA GRANDE </strong></div><div>Marina Grande è il biglietto da visita di Procida e si presenta ai turisti con un insieme di casette multicolore affacciate sul selciato, dominate dalla cornice merlata del Palazzo Montefusco. Sul piazzale del porto troverete la fermata degli autobus, stazionamento di taxi e microtaxi, bar, locali e ristoranti, mentre sulla sinistra si apre Via Roma, il cuore commerciale e turistico di Procida. Lungo Via Roma ci sono negozi, boutique e botteghe di artigianato perfetti per lo shopping, ma anche testimonianze storiche ed edifici religiosi dell'isola. Meritano una visita la Chiesa della Pietà, con il suo inconfondibile campanile Barocco, e il crocifisso ligneo, in piazza Sancio Cattolico.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 14:39:12 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa si può visitare</title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
         <link>https://padlet.com/carla_ammendola_2002/kovbrscebyp0ouwg/wish/1226739006</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>CASALE VASCELLO</strong></div><div>Si tratta di un antico borgo fortificato, il primo nucleo abitato creatosi in seguito alle invasioni saracene. La sua struttura architettonica particolare, tante case colorate ed affiancate l'una all'altra, impediva l'attacco ed il passaggio dei nemici. Queste abitazioni, sono contraddistinte dal Vefio, un piccolo balcone ricoperto da una volta ad arco, che ricorda un po 'il mondo arabo. I colori delle abitazioni sono vivaci e forti, spiccano l'azzurro, il pesca ed il giallo. Il complesso, è tutto concentrato in un grande cortile centrale, piccolino e grazioso, spesso utilizzato d'estate come teatro all'aperto per spettacoli culturali. Il nome originario era Vascello sfondato, probabilmente per il doppio ingresso. Al casale infatti, si può entrare anche da Via Salita Castello. Ma è anche vero che il nome ricorda molto l'espressione dialettale “vascieddo”, che significa basso, di giù. Quest'altra ipotesi sottolinea il decentramento delle abitazioni, tutte rivolte verso il basso. </div><div><strong>MARINA DELLA CORRICELLA</strong></div><div>Caratteristica, suggestiva e romantica, Marina Corricella è il borgo marinaro più antico di Procida. Disposto ad anfiteatro sul mare e cats from reti posate on banchina, this small borgo di pescatori è un rifugio tranquillo e seducente per chi predilige le vacanze all'insegna del relax. L'odore di mare, le stradine caratteristiche, la singolare architettura e l'assenza totale di autoveicoli rendono la Corricella un mondo a parte. Il porticciolo secentesco è famoso e apprezzato per la sua peculiare architettura: qui è possibile scorgere un intreccio di archi, cupole, finestre, gradinate, logge, scale e facciate variopinte che danno vita a un complesso edilizio più unico che raro per forme, colori e disposizione delle abitazioni. </div><div><strong>VIVARA E L'AREA MARINA PROTETTA</strong></div><div>L'isola di Vivara, misteriosa e affascinante porzione di terra collegata a Procida da un vecchio ponte è un'oasi naturalistica protetta dal 1974 e riserva naturale dello Stato dal 2002. Piccola, selvaggia e incontaminata Vivara, oltre a essere popolata da piante rare, conigli selvatici e numerosi uccelli acquatici, è sede di importanti ritrovamenti archeologici di origine micenea. I suoi fondali, spettacolari e ricchissimi di piante marine sono, inoltre, un richiamo per tutti gli amanti dello snorkeling e delle immersioni subacquee. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 14:47:08 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa si può visitare</title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
         <link>https://padlet.com/carla_ammendola_2002/kovbrscebyp0ouwg/wish/1226800049</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>PALAZZO D'AVALOS E TERRA MURATA </strong></div><div>Tra le isole del Golfo di Napoli, Procida conserva più delle altre la sua identità caratteristica legata al mare e alle attività lavorative della nautica e della pesca, posata sulle sponde con la sua tipica architettura colorata che spicca nello sfondo azzurro del cielo e del mare. Tanti sono i luoghi della memoria sull'isola, ma uno in particolare trasmette una particolare suggestione e permette di vivere un'esperienza di recupero del passato che sembra potersi ancora toccare con mano. Nel borgo di Terra Murata si può fare visita al bagno penale borbonico, già Palazzo D'Avalos, e carcere dismesso nel 1988. Terra Murata è il primitivo nucleo abitativo di Procida, l'antica Terra Casata così chiamata per la presenza di numerose case addossate le une alle altre, con una brevissima distanza tra loro per impedire il passaggio dei pirati barbareschi. Nella ristrutturazione dei D'Avalos venne costruita la via del Castello che portava al palazzo e la piazza circostante la struttura. All'interno del carcere si vedono ancora i soffitti rinascimentali nelle stanze enormi riadattate a celle, con i semiarchi spezzati da muri divisori costruiti nel 1830. Del palazzo D'Avalos resta il cortile con il pozzo e la facciata rinascimentale che ricorda i palazzi dell 'Italia centrale, con un rivestimento in piperno. Il magazzino vestiario e la caserma agenti sono invece i resti delle sovrapposizioni ottocentesche. C'era un settore dedicato alle lavorazioni, tra cui le telerie, la falegnameria, la legatoria istituite intorno agli anni 1830-40 dai gesuiti affinché il detenuto fosse impegnato in attività lavorative per redimersi. Intorno alla struttura dedicata alle lavorazioni si vedono le mura di cinta e le garitta per le sentinelle e il tenimento agricolo della Spianata, luogo così chiamato perché era la zona 'spianata' dal cardinale D'Avalos per la costruzione di via del Castello. Nel cortile si vedono gli uffici del sopravvitto in cui si recavano i detenuti che avevano necessità di un supplemento di vitto e in questi uffici veniva ratificata la richiesta. Il carcere è diviso in cinque sezioni, una parte segue il sistema cubicolare con un detenuto per cella, mentre il resto è multiplo con un numero variabile di detenuti all'interno, addirittura fino a quaranta per stanza. Le celle cubiculari sono colorate in modo diverso perché i detenuti avevano la possibilità di dipingerle in modo diverso. Negli ambienti si vedono le feritoie rettangolari, strette fuori e larghe all'interno per aumentare la visuale tra le stanze per i controlli di routine. Suggestive sono le doppie grate in ferro alle finestre che, per tre volte durante la notte, a mezzanotte, alle tre e alle sei, le guardie battevano con un bastone per controllare il rumore, sordo nell'eventualità le inferriate fossero state segate. Luoghi di particolare suggestione sono gli ambienti che conservano i cumuli di divise degli agenti di custodia e dei detenuti o il lino destinato alla lavorazione ei vecchi telai. Restano ancora le divise invernali di panno pesante di colore marrone e le divisa estive di tela, le scarpe senza lacci per impedire che i detenuti potessero auto lesionarsi. Suggestive sono le doppie grate in ferro alle finestre che, per tre volte durante la notte, a mezzanotte, alle tre e alle sei, le guardie battevano con un bastone per controllare il rumore, sordo nell'eventualità le inferriate fossero state segate. Luoghi di particolare suggestione sono gli ambienti che conservano i cumuli di divise degli agenti di custodia e dei detenuti o il lino destinato alla lavorazione ei vecchi telai. Restano ancora le divise invernali di panno pesante di colore marrone e le divisa estive di tela, le scarpe senza lacci per impedire che i detenuti potessero auto lesionarsi. Suggestive sono le doppie grate in ferro alle finestre che, per tre volte durante la notte, a mezzanotte, alle tre e alle sei, le guardie battevano con un bastone per controllare il rumore, sordo nell'eventualità le inferriate fossero state segate. Luoghi di particolare suggestione sono gli ambienti che conservano i cumuli di divise degli agenti di custodia e dei detenuti o il lino destinato alla lavorazione ei vecchi telai. Restano ancora le divise invernali di panno pesante di colore marrone e le divisa estive di tela, le scarpe senza lacci per impedire che i detenuti potessero auto lesionarsi. Luoghi di particolare suggestione sono gli ambienti che conservano i cumuli di divise degli agenti di custodia e dei detenuti o il lino destinato alla lavorazione ei vecchi telai. Restano ancora le divise invernali di panno pesante di colore marrone e le divisa estive di tela, le scarpe senza lacci per impedire che i detenuti potessero auto lesionarsi. Luoghi di particolare suggestione sono gli ambienti che conservano i cumuli di divise degli agenti di custodia e dei detenuti o il lino destinato alla lavorazione ei vecchi telai. Restano ancora le divise invernali di panno pesante di colore marrone e le divisa estive di tela, le scarpe senza lacci per impedire che i detenuti potessero auto lesionarsi.</div><div>Nella quarta sezione si vedono le celle di restrizione in cui il detenuto veniva rinchiuso per una quantità di giorni adattata alla pena che doveva scontare. Due sono le celle imbottite dove i detenuti con la camicia di forza vengono lasciati a sfogarsi senza potersi far male contro le pareti rivestite di gomma piuma. In una delle celle imbottite c'è ancora il letto di contenzione su cui sono stati legati i detenuti pericolosi. Il carcere, luogo di incredibile conservazione della memoria, fu chiuso a causa dell'insufficienza nei servizi igienici, non idonei a supportare un carico di persone che è arrivato negli anni ad ospitare fino a 500 persone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 14:57:22 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa mangiare?</title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>I piatti tipici di Procida</strong> sono la maggior parte tutti a base di pesce come: alici, branzini, orate, palamiti e frutti di mare, linguine all'astice e la pasta della pescatora povera, con alici fresche e peperoncini verdi fritti. Ma ci sono <strong>anche quelli di terra</strong> come: tortano con i carciofi, in cui i carciofi di Procida sono racchiusi insieme a provola e salsiccia in un delizioso scrigno di pasta di pane, e il coniglio alla procidana, che si serve insaporito da pomodoro ed erbe aromatiche dopo essere stato stufato a lungo in tegami di terracotta. <strong>Concludono il pasto a Procida i dolci</strong> : Delizia al Limone e soprattutto le Lingue di Suocera, deliziosi strati di pasta sfoglia farciti con crema ai limoni di Procida.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-22 14:59:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carla_ammendola_2002</author>
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