<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Oro nero vs oro bianco by Camilla Di Marzio</title>
      <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-01-14 16:15:53 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-01-15 16:30:30 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title></title>
         <author>camilladimarzio</author>
         <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444796014</link>
         <description><![CDATA[<div>La Basilicata deve il suo nome al termine &nbsp; «<strong>basilikós</strong>». Costui attorno all' XI - XII secolo era il «funzionario del re» che governava su una parte della regione, &nbsp; allora nelle mani dei bizantini. Il termine più antico Lucania, deriva invece dal termine latino " "<strong><mark>lucus</mark></strong> " ossia terra dei boschi. Fatta questa breve premessa è importante sottolineare come la nostra terra un tempo ricca di boschi e di acque limpide oggi con una ricerca discutibile di modernizzazione , stia rischiando un grave danno ambientale. Le estrazioni del petrolio e del gas nella valle dell'Agri ad oggi costituiscono un grave problema per la nostra terra e i suoi cittadini. La domanda che vi pongo allora dopo aver visionato il materiale del padlet, nella nostra regione vengono rispettati di punti ribaditi dallìAgenda 2030?</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/986413274/0627e10c7da386ce1cde9411ca7d169e/Regione_Basilicata.pdf" />
         <pubDate>2023-01-15 15:45:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444796014</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>camilladimarzio</author>
         <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444800938</link>
         <description><![CDATA[<div>Più dell’80% del petrolio italiano si estrae in Basilicata. In 9.995 Kmq. si concentrano 487 pozzi petroliferi, 19 concessioni di coltivazione, 6 permessi di ricerca già accordati. Il primo è a Pisticci, in Val Basento.&nbsp; Il secondo, il Centro Olio Val d’Agri&nbsp; (COVA), è la più grande piattaforma estrattiva in terraferma d’Europa. Il terzo, a Tempa Rossa. Milioni di metri cubi di gas e ben 85.000 barili/giorno – che potrebbero diventare 104.00 – vengono estratti in Val d’Agri ed altri 50.000 (forse 60.000) si estrarranno a Tempa Rossa.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://static.nexilia.it/michelesantoro/2016/04/petroliobasilicatapt2.jpg" />
         <pubDate>2023-01-15 15:55:00 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444800938</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>camilladimarzio</author>
         <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444804811</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutto questo accade in una regione molto ricca di acqua: il 70% del territorio è occupato dai bacini di cinque fiumi lucani – il Bradano, il Basento, il Cavone, l’Agri ed il Sinni – ed il rimanente 30% dai bacini&nbsp; di fiumi “interregionali”: l’Ofanto ed il Sele a Nord ed il Noce a Sud. A questi si aggiungono molti corsi d’acqua minori e numerose sorgenti. Grazie a tutto ciò la Basilicata fornisce acqua per uso potabile, irriguo ed industriale anche alla Puglia e ad alcune aree della Campania e della Calabria per un totale di circa 5 milioni di utenti.<br><br></div><div>Purtroppo questo grande patrimonio, importantissimo localmente ed addirittura prezioso in un contesto mondiale di progressivo depauperamento del bene acqua, invece di essere scrupolosamente protetto con un adeguato Piano Regionale di Tutela delle Acque – a tutt’oggi inesistente – è oggetto di innumerevoli aggressioni causate dall’intero ciclo dell’attività estrattiva.<br><br></div><div>In fase di ricerca ed estrazione, con trivellazioni profonde migliaia di metri si estraggono, insieme al greggio,&nbsp; anche sostanze radioattive ed inquinate chimicamente che molto spesso contaminano le falde attraversate: negli ultimi anni è stato più volte vietato l’uso di pozzi e sorgenti in molti comuni lucani. Numerose analisi di acque e sedimenti della diga del Pertusillo –che fornisce acqua alla Puglia – hanno evidenziato la presenza di idrocarburi e metalli pesanti e nei pesci sono stati rilevati contaminanti industriali e cianotossine. L’estrazione spreca, inoltre, enormi quantità di acqua spesso sorgiva (circa 8 litri per ogni litro di greggio) che si contamina e diventa rifiuto da smaltire.<br><br></div><div>Durante la preraffinazione&nbsp; le sostanze inquinanti immesse in atmosfera dai camini dei centri olio si depositano sul terreno e sulle acque superficiali anche a distanze elevate.<br><br></div><div>In fase di stoccaggio e trasporto il petrolio lucano, corrosivo perché ricco di zolfo, causa forature sia nei serbatoi di stoccaggio dei centri olio che nelle tubature dell’oleodotto per Taranto.<br><br></div><div>Sono innumerevoli i casi di perdite diffuse nell’oleodotto ed a gennaio del 2017&nbsp; un’enorme quantità di greggio fuoriuscì dai serbatoi del COVA inquinando terreni e falde. L’episodio fu classificato come “incidente rilevante” ed ENI parlò di 400 tonnellate di greggio sversato ma oggi, dopo ben due anni, le idrovore stanno ancora lavorando a pieno ritmo. A questo danno si rischia poi di aggiungerne un altro in quanto si ipotizza di riversare la miscela acqua-petrolio recuperata, dopo una “depurazione” chimica con sostanze inquinanti, nel fiume Agri, affluente del Pertusillo.<br><br></div><div>Lo smaltimento delle scorie viene effettuato con tecniche diverse: quelle del COVA (ENI) vengono reiniettate a forte pressione ed in profondità nel pozzo esaurito di Costa Molina 2, non distante dal Pertusillo e con l’inevitabile coinvolgimento delle falde.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.tricasenews.it/wp-content/uploads/2017/02/Tricasenews_inquinamento_diga_pertusillo.jpg" />
         <pubDate>2023-01-15 16:02:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444804811</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>camilladimarzio</author>
         <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444807436</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=P6QkVUVo9TU" />
         <pubDate>2023-01-15 16:07:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444807436</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>camilladimarzio</author>
         <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444807821</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=sS7vz8R0JxE" />
         <pubDate>2023-01-15 16:08:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444807821</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>camilladimarzio</author>
         <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444815564</link>
         <description><![CDATA[<div>Obiettivo 9: <strong>Costruire un'infrastruttura resiliente, promuovere l'industrializzazione inclusiva e sostenibile e sostenere l'innovazione</strong>. Gli investimenti in un'infrastruttura sostenibile e nella ricerca scientifica e tecnologica favoriscono la crescita economica, creano posti di lavoro e promuovono il benessere.</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.dirolamia.it/wp-content/uploads/2018/01/obiettivo_9-300x300.jpg" />
         <pubDate>2023-01-15 16:22:04 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444815564</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>camilladimarzio</author>
         <link>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444816766</link>
         <description><![CDATA[<div>L'obiettivo 12 <strong>promuove l'attuazione del programma decennale dell'ONU per un modello di consumo e di produzione sostenibile</strong>. L'obiettivo è adottare un approccio rispettoso dell'ambiente ai prodotti chimici e ai rifiuti. Il volume dei rifiuti dovrà essere notevolmente ridotto, tra le altre cose grazie al recupero.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://polvese.it/wp-content/uploads/2017/10/agenda-2030-sviluppo-sostenibile-consumo-produzione-responsabili-obiettivo-12.jpg" />
         <pubDate>2023-01-15 16:23:48 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/camilladimarzio/ko83797m2v8ybymu/wish/2444816766</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
