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      <title>Basilica di Assisi  by Stefano Lo Presti</title>
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      <description>Basilica di assisi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-05-28 14:39:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>La basilica di san Francesco d’assisi è stata costruita dal 1228.  La chiesa aveva svariate funzioni. Infatti era il luogo di sepoltura del fondatore dell'ordine, Francesco, che per questo si predispose una dimensione adeguata ad una meta di pellegrinaggio e devozione popolare. D’altra parte il papato vedeva ormai nei francescani gli alleati per ripristinare i legami con i ceti più umili e popolari. Questo porto alla costruzione di ambienti ampi, adatti a ospitare molte persone, mantenendo lo schema di una cappella palatina secondo gli influssi gotici. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-28 15:22:48 UTC</pubDate>
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         <title>Descrizione </title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>La basilica è formata da due edifici sovrapposti, due chiese, legate a due diverse fasi costruttive: la prima al romanico umbro, la seconda al gotico, di matrice francese.</div><div>L'abside ha forma semicircolare, che dal basso diventa poligonale in alto. Fiancheggiata da due colonne i cilindriche dove si aprono finestroni gotici.<br><br>CHIESA INFERIORE <br><br></div><div>Vi era un’edifico, probabilmente un'aula rettangolare, corrispondente all'odierna seconda, terza e quarta campata dell'odierna chiesa. Le decorazioni della basilica sono attribuite a Giotto, a Cimabue e a Simone Martini. </div><div><br>CHIESA SUPERIORE <br><br>La chiesa inferiore invece è una chiesa sepolcrale, vi è infatti la cripta. La struttura è quasi romanica: priva di elevazione, le crociere sono larghe, i costoloni hanno una sezione quadrangolare, i pilastri sono bassi e larghi per sostenere il grave peso della chiesa superiore. LO stile gotico, invece, è reso dal forte distacco dei costoloni dalle vele. <br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 09:15:38 UTC</pubDate>
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         <title>Decorazione</title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>La decorazione ad affresco inizio nella basilica inferiore con le scene nel transetto ad opera del Maestro di San Francesco (1253 circa). In seguito Cimabue dipinse la Maestà nel transetto destro della basilica inferiore (nel 1278 circa), il risultato spinse i committenti a farlo dipingere nel coro e nel transetto della basilica superiore. </div><div>Intorno al 1290, vennero dipinte le vele e i registri superiori della navata, grazie a maestranze romane, come Jacopo Torriti, e toscane. Uno di questi artisti, che dipinse parte delle queste Storie dell'Antico e di quelle del Nuovo Testamento, spiccò diventando un maestro innovatore, chiamato Maestro di Isacco, identificato col giovane Giotto o con un artista romano, Pietro Cavallini. A questo maestro venne affidato il ciclo più importante, le 28 Storie di san Francesco. </div><div>Il processo decorativo ricominciò dalla basilica inferiore intorno al 1307 e in questo periodo è storicamente accertata la partecipazione di Giotto. Il gruppo del giovane artista si occupò della Cappella della Maddalena, del transetto destro e della volta sopra l'altare con le Allegorie francescane, fino al 1311 circa. </div><div>La volta con le Allegorie, caratterizzata da   uno sfarzoso sfondo dorato, in controsenso con la visione del santo e dei francescani da una caratterizzazione che prevedeva una decorazione povera e informale a una sempre più ricca, per via di un processo graduale avviato dal generalato di Giovanni da Murro. Dal 1630 in poi arrivarono ad Assisi i pittori senesi, in particolare Simone Martini e Pietro Lorenzetti, autori di fantastici cicli nella Cappella di San Martino e nel transetto sinistro della basilica inferiore. Entro la fine del decennio la decorazione poteva dirsi completata. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 14:31:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Particolare della chiesa superiore</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 14:37:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Particolare della chiesa inferiore<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 14:39:50 UTC</pubDate>
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         <title>Gli affreschi  di Giotto</title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il celebre artista comincia , probabilmente, a lavorare nella chiesa superiore intorno al 1290. Giotto viene affiancato a Cimabue. Gli affreschi  attribuiti a Giotto in questo edifico sacro sono indubbiamente opere come "Il dono del mantello" e "la rinuncia degli averi". entrambe le opere risalgono ai sei anni dal 1290 al 1296. Il primo affresco è stato il primo a essere realizzato, ma mostra già molti elementi innovativi, tra i quali il chiaroscuro. La narrazione si svolge da sinistra a destra. Grazie al chiaroscuro i corpi sono messi il più in evidenza possibile, conferendo all'opera un' effetto che porta le sagome a proiettarsi verso l'osservatore. Ciò è dovuto anche alla resa del paesaggio, si tratta infatti di calanchi,  formazioni rocciose comuni specialmente in umbria e marche, che conferiscono profondità all' intera opera. Il paesaggio pone due diagonali che conferiscono sulla testa del santo, cinta dall'aureola, che rende la monumentalità  della figura di Francesco. La scelta di raffigurare un momento sacro in una cornice di vita quotidiana, come vediamo con il cavallo e il paesaggio, è del tutto attinente alla figura del santo.  La seconda opera che è stata citata, La rinuncia degli averi, mostra un momento dell'infanzia di francesco, raffigurato come un giovane ragazzo con i capelli biondi, che si spoglia delle sue ricche vesti rinunciando a tutti i beni materiali. Colpisce la rigorosa geometria delle figure, sulla destra il santo  rivolge lo sguardo alla mano di Dio. Dalla parte sinistra, il padre che regge le vesti del giovane con un braccio, e l'altro, posto sulla diagonale dell'affresco, è trattenuto fermamente da un personaggio che, a giudicare dalle vesti, sembrerebbe un autorità, il volto di questo misterioso personaggio è ben definito. La scelta della separazione tra i due gruppi vuole rendere la divisione tra la vecchia vita del santo e la sua nuova vita. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-30 10:29:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>La rinuncia degli averi 270X230</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-30 11:05:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>loprestistefano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il dono del mantello 270X230</div>]]></description>
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