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      <title>Il Santuario di Fortuna Primigenia by Beatrice Gentili</title>
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      <description>Realizzato da: Camilla Maria Bartocci, Alessia D&#39;Auria, Beatrice Gentili, Giorgia Vecchio</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-15 16:35:19 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo Cicerone, come scritto nel secondo libro della sua opera “De Divinatione”, fu Numerio Suffustio che, a causa di sogni ricorrenti, fu indotto a scavare in un punto preciso della roccia del monte Ginestro, dove gli apparvero le Sortes: in quel luogo venne costruito il Santuario della Fortuna Primigenia, di tipo ellenistico e risalente al II secolo a.C..&nbsp;<br><br></div><div>Nell’Alto Medioevo il Santuario venne adattato a palazzo baronale dai conti del Tuscolo, dai Colonna ed infine dai Barberini, che lo acquistarono da Francesco Colonna nel 1629. Furono i Colonna ad edificare il palazzo a partire dall’XI secolo, ma Palazzo Barberini, così com’è oggi, risale al 1640. Lo stesso edificio subì ingenti danni nei bombardamenti del 1944: la parte alta della città fu quasi completamente distrutta e l’ingresso scomparve tra cumuli di macerie.<br><br></div><div>La ristrutturazione avrebbe richiesto una somma di denaro eccessiva per i Barberini, che decisero di cedere il palazzo allo Stato. Quest’ultimo, negli anni 50, lo adibì a Museo Archeologico Prenestino, affidandone la ristrutturazione e l’allestimento all’architetto Fulvio Fasolo e all’archeologo Giorgio Gullini.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:37:33 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <pubDate>2018-02-15 16:37:59 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <pubDate>2018-02-15 16:38:19 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le Fortune Anziatine</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:39:01 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il culto della Fortuna Primigenia era legato alla fecondità e al vaticinio. Le cosiddette “Fortune Anziatine” rappresentano le due declinazioni della dea, la prima più femminile, che rappresentava la fortuna legata alla fertilità ed individuale, la seconda più maschile e bellicosa, che rappresentava la fortuna della <em>Res Publica</em>. La Fortuna era la primordiale generatrice del Cosmo e veniva considerata la protettrice della maternità, della fecondità per i campi e fertilità per gli uomini e gli animali. Inoltre, poiché il suo aspetto poteva essere anche di guerriera, si presuppone che avesse i tre classici volti di colei che da’ la vita, che nutre e che da’ la morte. L’iconografia di Fortuna Primigenia era molto varia, ma la più rilevante e diffusa vede la divinità sorreggere con le braccia una cornucopia, simbolo dell’abbondanza, che molto spesso era rovesciata per simboleggiare il profluvio di beni della Terra. Attorno alla fine del II sec. a.C. si assistette alla fusione tra la Fortuna e la divinità egizia Iside, cioè Isityche, che condivideva i tratti primigeni e materni delle due divinità. Ciò è dimostrato dalla statua in marmo bigio rinvenuta in prossimità del foro, che presenta caratteristiche proprie della divinità orientale. Cicerone nella sua opera “De Divinatione” affermava che Numerio Suffustio fu indotto da sogni ricorrenti a scavare in un certo punto nella roccia, dove sarebbero apparse le <em>Sortes</em>, grazie alle quali la dea comunicava con gli uomini; contemporaneamente da un olivo poco distante sarebbe stillato del miele e tale prodigio sarebbe stato considerato garanzia di importanza e veridicità.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:39:44 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Isityche</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:39:53 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Il Santuario di <em>Praeneste</em> è un complesso monumentale risalente alla fine del II sec. a.C. ispirato ai santuari ellenistici, che si articola in una serie di terrazze artificiali collegate tra loro mediante un sistema di rampe e scale. Nel prezioso monumento convergono la perfetta assialità e gli aspetti scenografici legati ai portici e agli ordini caratteristici della Grecia e l'inserimento di tecniche costruttive&nbsp; tipicamente romane.&nbsp; Partendo dal basso vi sono due scalinate che portano alle varie terrazze. Nella prima, la terrazza degli Emicicli, si trova il pozzo delle <em>Sortes</em>, luogo dell’oracolo e dove le matrone assistevano ai riti. La seconda, dei Fornici a semicolonne, era il luogo destinato alle botteghe nelle quali si potevano acquistare i votivi da offrire alla dea. La terza terrazza, della Cortina, consiste in un ampio piazzale ad U, delimitato su tre lati da un doppio portico di colonne corinzie, aperto sul lato meridionale, in direzione della vallata; al centro del lato di fondo il porticato si interrompe per accogliere la cavea teatrale e si trasforma in criptoportico, ovvero una galleria voltata conclusa alla sommità da una tempietto, monoptero o a tholos, di cui restano solo le sostruzioni.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:41:11 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <description><![CDATA[<div>I percorsi devozionali e la struttura del Santuario</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:41:49 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <description><![CDATA[<div>I pellegrinaggi al Santuario di Fortuna Primigenia erano di due nature: oracolare e matriarcale. Prima di iniziare il percorso cultuale, tutti i pellegrini dovevano purificarsi in vasche lustrali. Per il percorso oracolare si accedeva al Santuario tramite una scalinata coperta che conduceva sino alla terrazza degli Emicicli, che accoglie il Pozzo dal quale venivano estratte da un <em>puer</em> le <em>Sortes</em>, ossia tavolette di legno da cui si traevano auspici per il futuro. Successivamente si giungeva in compagnia del sacerdote alla <em>tholos</em>, presso la quale si interpretava il responso dell’oracolo. Probabilmente il percorso di uscita veniva eseguito tramite la scalinata laterale. Le <em>castissimae matres</em> invece, attraverso due rampe simmetriche, giungevano alla terrazza degli Emicicli, dove era collocata la statua del culto raffigurante la dea Fortuna che allatta Giove e Giunone fanciulli, secondo quanto riportato da Cicerone (De Divin ll, 41). Qui le donne offrivano alla dea i votivi, che potevano essere acquistati anche nelle botteghe dei vasai nella terrazza dei fornici a semicolonne. Alla fine del rito si scendeva lungo la scalinata speculare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:42:25 UTC</pubDate>
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         <author>beatrice001</author>
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         <pubDate>2018-02-15 16:42:32 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Dai resti delle antiche strutture idrauliche individuate è stato possibile ricostruire i tracciati di altri quattro nuovi acquedotti, due dei quali connessi all’alimentazione idrica del Santuario della Fortuna Primigenia. Si ipotizza che le acque sgorganti dalla canaletta della <em>tholos</em> sommitale alimentassero tutte le fontane del Santuario.&nbsp;</div><div>Sulla terrazza dei fornici a semicolonne, il pavimento in cocciopesto proteggeva da infiltrazioni meteoriche gli ambienti sottostanti e ospitava delle canalette di deflusso incassate a filo del pavimento. Proseguendo lungo la rampa si giunge al piano degli emicicli dove le vasche di due fontane, forse utilizzate per le abluzioni dei sacerdoti, facevano defluire le acque nelle sottostanti canalizzazioni fino ad arrivare nei due pozzi opposti che alimentavano le rispettive fontane sottostanti. Le acque confluite all'interno delle vasche delle fontane passavano in cunicoli all'interno di sostruzioni del terrazzo degli emicicli, dal quale avveniva l'alimentazione della più grande fontana del tempio. La fontana posta ai piedi della rampa occidentale, alimentava un'ultima fontana che era funzionale all'abluzione dei pellegrini che iniziavano l'ascensione al tempio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-15 16:42:53 UTC</pubDate>
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