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      <title>L&#39;uomo rinascimentale by HUB Scuola</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-04-07 11:11:38 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Jean-Paul Sartre, </strong><strong><em>L’esistenzialismo è un umanismo</em></strong><strong> (1946)<br><br>Jean-Paul Sartre</strong> (1905-1980) è uno dei massimi esponenti dell’<strong>esistenzialismo</strong>, la corrente culturale e filosofica che a partire dagli anni Venti e Trenta del Novecento manifesta la crisi e le inquietudini dell’uomo contemporaneo nel periodo più tragico della storia europea. Sartre sosteneva che la filosofia dell’esistenza fosse prima di tutto una filosofia dell’uomo e della sua <strong>capacità di autodeterminarsi</strong>.<br><br></div><blockquote>L’uomo non è altro che ciò che si fa. Questo è il principio primo dell’esistenzialismo […]. Ma, se veramente l’esistenza precede l’essenza, l’uomo è responsabile di quello che è […]. Così come sono responsabile per me stesso e per tutti e creo una certa immagine dell’uomo che scelgo. Scegliendomi, io scelgo l’uomo. Se davvero l’esistenza precede l’essenza, non si potrà mai fornire spiegazioni riferendosi a una natura umana data e fissata: in altri termini non vi è determinismo: l’uomo è libero, l’uomo è libertà.</blockquote><div><br><em>Prova a trovare connessioni tra il brano riportato (tratto da una conferenza tenuta dall’autore nel 1945) e l’analisi dell’essere umano compiuta da Pico della Mirandola.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-07 11:15:06 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Una nuova concezione dell'uomo<br></strong><br>Senza dubbio, con il Rinascimento si afferma una nuova concezione dell'uomo. Si cadrebbe però in errore se ci si fermasse a una schematica contrapposizione tra una <strong>visione teocentrica</strong> propria del Medioevo, per cui al centro dell'universo l'uomo medievale pone Dio, e una <strong>visione antropocentrica</strong> propria del Rinascimento, per cui&nbsp; in tale posizione l'uomo rinascimentale pone se stesso.<br><br>Anche il <strong>cristianesimo</strong>, così come le altre due grandi religioni monoteiste – l'ebraismo e l'islam –, attribuisce infatti grande importanza all'<strong>uomo</strong> assegnandogli una cruciale <strong>centralità all'interno dell'intero creato</strong>: creatura più perfetta, nella Bibbia l'uomo è destinato al dominio su tutti gli altri esseri viventi.<br><br>Quello che cambia radicalmente, nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento, è la percezione che l'uomo ha di se stesso. Mentre l'uomo medievale àncora la propria dignità all'essere creato da Dio e aspira a riscattarsi dal peccato originale che lo ha degradato, l'<strong>uomo rinascimentale</strong>, pur sentendosi comunque creatura, è consapevole che la sua <strong>dignità</strong> e <strong>grandezza</strong> è racchiusa nella <strong>libertà</strong> e nelle <strong>capacità creative</strong> che Dio stesso gli ha donato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 08:34:19 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Pico della Mirandola: la dignità dell'uomo e la sua grandezza<br></strong><br>Considerato come il manifesto culturale e filosofico dell'Umanesimo, il <strong><em>De hominis dignitate</em></strong> (<em>Sulla dignità dell'uomo</em>) è l'opera più celebre di <strong>Giovanni Pico della Mirandola</strong>. In essa il famoso umanista vi sostiene una concezione dell'uomo che ne rintraccia la <strong>grandezza</strong> non tanto nel suo essere – biblicamente – signore di tutte le creature, quanto nella sua libertà di essere <strong>signore di sé, capace di plasmare il proprio destino</strong>.<br><br>A differenza delle altre creature, che hanno una natura fissa e determinata, l'uomo possiede la più grande <strong>libertà </strong>che si possa immaginare<strong>,</strong> quella di poter decidere che cosa vuole essere.   </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 09:09:43 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Pico della Mirandola, S</strong><strong><em>ulla dignità dell'uomo</em></strong><strong> (1846)<br><br></strong><em>Leggi un estratto dal </em>De hominis dignitat<em>e di Pico della Mirandola.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 09:28:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;     </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 09:30:19 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>L'</strong><strong><em>Uomo vitruviano</em></strong><strong> di Leonardo<br><br></strong>L'<strong><em>Uomo vitruviano</em></strong>, il celebre disegno di <strong>Leonardo da Vinci</strong> (1452-1519), è considerato uno dei <strong>simboli dell'arte rinascimentale</strong> e della concezione dell'uomo propria della «rinascita».<br><br>Attraverso lo studio delle <strong>proporzioni geometriche</strong>, e prendendo spunto dagli studi dell'architetto romano <strong>Vitruvio</strong> (80-15 a.C.), Leonardo ci consegna una visione dell'<strong>uomo come specchio dell'universo e della sua armonia</strong>, che da secoli affascina gli studiosi per la sua modernità e per il suo messaggio universale.<br><br><em>Guarda il video che affronta l'intimo legame che lega, nel Rinascimento e in particolare nell'opera di Leonardo, arte e scienza. Credi che qualcosa di simile sia ancora oggi riscontrabile?&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-08 09:51:38 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Michelangelo Buonarroti, </strong><strong><em>La creazione di Adamo</em></strong><strong> (1510)<br><br></strong>Anche <strong>Michelangelo</strong> <strong>Buonarroti</strong> (1475-1564), con <strong><em>La creazione di Adamo</em></strong>, il più straordinario degli affreschi che ricoprono la volta della Cappella Sistina, consegna alla storia una sua personale visione dell'uomo e della sua natura.<br><br>Con le mani tese l'uno verso l'altro, nel tentativo di ricongiungersi, Michelangelo raffigura Adamo e Dio, nell'atto in cui quest'ultimo sta per <strong>trasmettere all'uomo la scintilla della vita</strong>. Ed è <strong>come se Dio si rispecchiasse in Adamo</strong> e rivedesse in lui le sua giovinezza, in una potentissima metafora visiva dell'inestricabile, per quanto inesauribile e mai compiuto, <strong>rapporto tra Dio e l'uomo</strong>, che Michelangelo raccoglie nello spazio infinitesimo in cui il dito indice di Dio e quello di Abramo <strong>non riescono a toccarsi</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-09 08:54:43 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Raffaello Sanzio, </strong><strong><em>La scuola di Atene</em></strong><strong> (1510-1511)<br><br></strong>La <strong>riscoperta dei classici</strong> <strong>greci e latini</strong> e il culto delle <strong><em>humanae litterae</em></strong> rappresentano il cardine della formazione dell'umanista e dell'uomo colto del Rinascimento.<br><br>La profonda ammirazione per il mondo antico, e per la sapienza, i valori e le virtù che esprimeva, trova una sua mirabile rappresentazione nella <strong><em>Scuola di Atene</em></strong>, il celebre affresco di <strong>Raffaello Sanzio</strong> (1483-1520), ospitato nella Stanza della Segnatura nel Palazzi Vaticani a Roma.<br><br>Attorno ai supremi filosofi, Platone e Aristotele, si raccoglie – nella composizione ideata da Raffaello – <strong>tutta la sapienza umana</strong>, in un <strong>intreccio tra passato e presente</strong> in cui i maestri del pensiero assumono le sembianze dei grandi artisti contemporanei di Raffaello. Si possono così riconoscere Leonardo nei panni di Platone, Donato Bramante (1444-1514) in quelli di Euclide e Michelangelo in quelli di Eraclito. Raffaello stesso, infine, appare nell'estremo lembo destro dell'affresco, alla spalle del suo maestro Perugino (1446-1523), creando – con il suo sguardo – un immediato contatto con lo spettatore.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-10 09:21:35 UTC</pubDate>
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         <title>CINEMA E TV</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tom Fontana, </strong><strong><em>I Borgia</em></strong><strong> (2011-2014)<br><br></strong>La serie racconta l'altra faccia, per così dire “ferina”, dell'uomo rinascimentale, incarnata nei vari personaggi che ruotano intorno alle vicende dei <strong>Borgia</strong>, nobile famiglia di origine spagnola, tra le più influenti nell'Italia nel XV e XVI secolo.<br><br>Quello delle corti rinascimentali italiane, infatti, è un mondo percorso da <strong>congiure</strong>, <strong>lotte intestine</strong>, <strong>intrighi</strong>, dove – spinti dalla brama di potere – gli uomini sono disposti a compiere ogni tipo di efferatezza e a non risparmiare spargimenti di sangue per raggiungere i loro cinici obiettivi.<br><br><em>Guarda il trailer ufficiale della serie.&nbsp;</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/iNpBd3Kberg" />
         <pubDate>2022-04-10 09:36:03 UTC</pubDate>
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         <title>LETTERATURA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Erasmo da Rotterdam, </strong><strong><em>Elogio della follia</em></strong><strong> (1511)<br><br></strong>La statura filosofica e morale di <strong>Erasmo da Rotterdam</strong> (1466 o 1469-1536) fu ben chiara ai suoi contemporanei, tanto da farne ancora oggi una delle figure più importanti ed emblematiche del Rinascimento europeo. <br><br>L’<strong><em>Elogio della follia</em></strong>, una delle opere più famose del tempo, da cui emerge tutta la modernità del pensiero di Erasmo, è pervaso dall’<strong>ironia di matrice socratica</strong>, capace di ribaltare&nbsp;</div><div>il mondo per denunciarne i limiti e le contraddizioni, mentre la <strong>vita umana</strong> è <strong>paragonata a una commedia</strong>, in linea con l’importanza che il teatro assume nel Rinascimento, come puoi leggere nel seguente passo:<br><br></div><blockquote>Invece è da uomo veramente prudente, una volta che siamo mortali, non aspirare ad una saggezza superiore alla propria sorte. Bisogna rassegnarsi o a chiudere un occhio qualche volta, insieme con tutta l’immensa folla degli uomini, o a commettere sfarfalloni, umanamente. Ma questo, diranno, sarebbe un agire da dissennati: Non lo negherei, purché d’altra parte non si conceda, che tale è la vita, la commedia della vita che recitiamo.</blockquote><div><br><br><em>A che cosa rimanda tale metafora della vita come commedia? Può essere considerata ancora valida nel nostro tempo? Conosci testi narrativi o film dove il tema della vita umana come finzione viene sviluppato?</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-10 09:46:39 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Servono ancora le materie umanistiche?<br><br></strong>In una società come quella odierna, in piena <strong>rivoluzione digitale</strong> e con un sempre più massiccio ricorso alle <strong>tecnologie</strong> <strong>più</strong> <strong>avanzate </strong>– come, per esempio, l'intelligenza artificiale – nel campo delle attività economiche, in molti si chiedono quale ruolo possano ancora rivestire nel <strong>processo di formazione e istruzione</strong> le materie umanistiche.<br><br>Sembrerebbe infatti che, di fronte a una progressiva specializzazione dei percorsi formativi intorno alle <strong>materie scientifiche-tecnologiche</strong>, il destino dei <strong>saperi umanistici</strong> (letterari, storici, artistici e filosofici) sia inevitabilmente consegnato a una <strong>irreversibile marginalizzazione</strong>. Si tratta dall'analisi proposta da una delle più importanti filosofe del nostro tempo, la statunitense <strong>Martha Nussbaum </strong>(1947).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-10 09:50:38 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/kkoj3xsq81m0u75l/wish/2137917298</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Leggi un estratto da </em>Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica.<em>&nbsp;Trovi che sia fondata la posizione espressa da Nussbaum sul rapporto tra le capacità fondamentali per la vita democratica e i saperi umanistici?</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-10 10:42:44 UTC</pubDate>
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