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      <title>I Promessi Sposi nel cinema e nella musica by Salvo Costa</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-03-19 23:34:24 UTC</pubDate>
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         <title>Recensione del film &quot;I Promessi Sposi&quot;</title>
         <author>vosalcosta</author>
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         <description><![CDATA[<p>I Promessi Sposi al cinema e in televisione</p><p>Fin dalle origini dell’industria cinematografica i registi e gli sceneggiatori si sono ispirati a fonti letterarie. Non fa eccezione il romanzo <em>I Promessi Sposi</em> di Alessandro Manzoni, più volte rappresentato sul grande e piccolo schermo. Tuttavia <em>I Promessi Sposi</em> non è affatto un romanzo semplice da rielaborare, vista la complessità dei personaggi, degli eventi e di tutte le sfumature a cui il Manzoni si è dedicato in maniera “capillare”.<br>Vi suggeriamo, quando possibile, di dedicare un po’ del vostro tempo alla visione di queste pellicole, che se anche non sempre possiamo definire dei capolavori, vi faranno comunque ripercorrere la storia del cinema italiano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-19 23:38:20 UTC</pubDate>
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         <author>vosalcosta</author>
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         <pubDate>2024-03-19 23:40:25 UTC</pubDate>
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         <author>vosalcosta</author>
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         <pubDate>2024-03-19 23:44:39 UTC</pubDate>
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         <author>vosalcosta</author>
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         <pubDate>2024-04-03 19:01:37 UTC</pubDate>
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         <author>vosalcosta</author>
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         <description><![CDATA[<p><em>1972 La Colonna Infame </em>di Nelo Risi</p><p>Dal saggio storico di Alessandro Manzoni, il racconto-denuncia dello sciagurato processo ai presunti “untori” della peste.</p><p>Nel 1972 Nelo Risi porta sul grande schermo <strong><em>La colonna infame</em></strong> di <strong>Alessandro Manzoni</strong>. Ci troviamo negli anni delle leggi sul terrorismo, e le tematiche di questa <strong>appendice dei Promessi Sposi</strong> risultano attuali.<br>Il film fedele al saggio storico di Manzoni, racconta la storia di <strong>Guglielmo Piazza</strong>, commissario di sanità del rione di Porta Ticinese, che viene accusato da due donne di essere l’untore e colpevole del dilagare del morbo. Arrestato, Guglielmo si proclama inizialmente innocente, ma le torture e la promessa di impunità se si professerà colpevole e accuserà di complicità <strong>Giacomo Mora</strong>, un povero barbiere, lo porteranno a confessare una colpa non commessa. Torturato a sua volta, anche il barbiere cede e si autodenuncia. I due tentano di coinvolgere nel loro processo un nobile spagnolo, nella speranza di essere risparmiati, ma il potente viene assolto, mentre Mora e Piazza vengono condannati a morte. Dopo aver attraversato la città su un carro e aver subito la mutilazione della mano destra e lo stritolamento delle ossa, vengono bruciati vivi. La casa di Mora che viene demolita e al suo posto le autorità fanno costruire la cosiddetta “Colonna Infame”<br><strong>Risi e Vasco Pratolini</strong> lavorano alla sceneggiatura con grande attenzione al testo di Manzoni. I dialoghi seguono da&nbsp;vicino i verbali processuali, mentre gli interrogatori dei presunti untori vengono raccontati per immagini. Ma nonostante questo talvolta la regia indugia nel truculento perdendo la sobrietà tipica del testo.<br>Per la scenografia viene ingaggiato l’architetto Balsan, incaricato di ricostruire a Cinecittà la Milano del 1600. Il risultato sarà un complesso infernale dai gironi culminanti nelle celle della tortura, dove soni rinchiusi gli indagati. La fitta penombra, in cui si muovono i personaggi, è però interrotta da fasci di luce. E il contrasto vuole mettere in evidenza la doppiezza della giustizia manzoniana, del suo credersi “luce” ed essere invece “ombra”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-03 19:03:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vosalcosta</author>
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         <description><![CDATA[<p><em>1964 I Promessi Sposi </em>di Mario Maffei</p><p>I Promessi Sposi in versione western</p><p>I promessi sposi di Maffei nascono da una produzione italo-spagnola che si distribuisce a tavolino i diversi incarichi. Tali premesse non smentiscono il risultato finale: I promessi Sposi versione western.<br>Lo spirito del testo, viene stravolto con dialoghi stucchevoli tipici di un fotoromanzo, e anche quando restano fedeli al testo ne perdono il significato. Anche la scenografia appare di basso livello, quasi irreale, sicuramente più adatta ad un film del Far West.<br>L’effetto del film di Maffei è spesso quello di una parodia involontaria del capolavoro manzoniano. Il dizionario Morandini la definisce una versione “inetta, filodrammatica, sciatta”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-03 19:04:42 UTC</pubDate>
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         <author>vosalcosta</author>
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         <description><![CDATA[<p>1913 <em>I Promessi Sposi</em> di Eleuterio Rodolfi</p><p>Il primo film girato nel Lecchese, sui luoghi del romanzo, cosa rara per l’epoca.</p><p>Nel 1913 ricorre il quarantennale della morte di Manzoni e la casa di produzione Ambrosio affida a Eleuterio Rodolfi la regia dei <em>Promessi&nbsp; Sposi</em> che si caratterizza per un’inusuale ricerca di realismo che emerge soprattutto nelle scene di vita contadina.</p><p>Girato per gli esterni nel lecchese sui luoghi del romanzo, il film esce nel settembre 1913 con una “prima” al Lido di Venezia.<br>A Rodolfi va il merito di aver saputo cogliere la dimensione umoristica del romanzo, che conduce lo spettatore ad avere uno sguardo anche benevolo verso un personaggio controverso come quello di don Abbondio.</p><p>La società Ambrosio realizza inoltre cartoline dai fotogrammi creando un rimbalzo di profitti tra il film e i gadget. Stiamo assistendo alla nascita delle nuove strategie di mercato, basti pensare che due anni dopo, nel 1915 Hoepli pubblicherà una nuova edizione dei “Promessi Sposi” e al posto delle illustrazioni sceglierà alcuni fotogrammi del film.</p><p>Quello stesso anno esce un’altra versione tratta dalla famosa opera del Manzoni prodotta dalla “Pasquali” e diretta da Ubaldo Maria Del Colle. L’uscita quasi contemporanea costituisce il primo caso di diretta concorrenza tra società produttrici torinesi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-03 19:05:51 UTC</pubDate>
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         <author>vosalcosta</author>
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         <description><![CDATA[<p><em>I Promessi Sposi</em> di Mario Camerini del 1941</p><p>Il primo Kolossal dedicato ai Promessi Sposi</p><p>Nel 1940 Camerini viene contattato dal ministro Pavolini per girare un film sull’aviazione italiana. Ma il lavoro a un film di propaganda non si concilia con il credo politico del regista che facendo appello ai propri disturbi di salute rifiuta l’incarico poiché la sofferenza al cuore non gli consentirebbe di salire sugli aerei. Tuttavia, per non perdere l’occasione Camerini rilancia con una sua proposta: trasporre al cinema il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.eccolecco.it/i-promessi-sposi/i-promessi-sposi-romanzo/i-promessi-sposi/"><strong>romanzo dei <em>Promessi Sposi</em></strong></a> in occasione del centenario della versione illustrata. Il regime fascista, appoggia e rende possibile il progetto in cui vede i tre pilastri fondanti del fascismo: Stato, Chiesa, Famiglia. Ma Camerini attraverso questo film in costume, arriva invece a realizzare un’opera dalle valenze politiche opposte, come dichiara egli stesso in un’intervista del dopoguerra, “se c’è una storia antifascista, è proprio questa”.</p><p>Il lavoro di preparazione del film, dura sei mesi, e si propone di perseguire fedelmente il romanzo di Manzoni e per questo fine vengono consultati vari esperti, tra cui il direttore della Pinacoteca di Brera e Marino Parenti, conservatore del Centro Nazionale di Studi Manzoniani. Camerini studia le illustrazioni di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.eccolecco.it/i-promessi-sposi/i-promessi-sposi-romanzo/promessi-sposi-illustrati-gonin/"><strong>Gonin</strong></a>, e le opere seicentesche e ne trae profonda ispirazione per la realizzazione del film. Tuttavia Camerini non mette la stessa cura su altri aspetti altrettanto importanti che impediscono al film di raggiungere le vette più alte della cinematografia. Gli attori non si rivelano all’altezza dei personaggi manzoniani e la mole del romanzo porterà al taglio di parti importanti del romanzo.<br>Data la consistenza dei mezzi tecnici e del cast che la casa produttrice Lux Film mette in campo a Camerini va comunque riconosciuto il merito di aver realizzato con<em> I Promessi Sposi</em> un vero e proprio kolossal.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-04-03 19:08:42 UTC</pubDate>
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