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      <title>GLI ARTISTI DEL NOVECENTO by Giacoma Russotto</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-12-28 16:05:08 UTC</pubDate>
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         <title>FRIDA KAHLO</title>
         <author>giacomarussotto</author>
         <link>https://padlet.com/giacomarussotto/kirkjtuc2lfqhoqj/wish/2429928536</link>
         <description><![CDATA[<div>Frida Kahlo<br>Non c’è alcun dubbio che <strong>Frida Kahlo</strong> sia una figura centrale dell’arte messicana, nonché la pittrice latinoamericana più celebre del XX secolo. Con il marito<strong> Diego Rivera</strong>, tra i più importanti muralisti del Messico, formano una delle coppie più emblematiche della storia dell’arte mondiale. Frida, da bambina, fu colpita dalla poliomielite, una malattia che l’avrebbe resa per sempre claudicante dalla gamba destra; più tardi, a 18 anni, fu vittima di un incidente: l’autobus sul quale viaggiava si scontrò con un tram, e lei subì diverse fratture alla colonna vertebrale, alle vertebre lombari e all’osso pelvico, oltre a una ferita penetrante all’addome. Fu durante la lunga convalescenza che iniziò a dedicarsi alla pittura. I postumi dell’incidente ne resero l’esistenza piuttosto tormentata. Frida, infatti, ebbe diversi aborti e dovette affrontare oltre trenta operazioni, tutti eventi infausti che rappresentò nei suoi dipinti, dai quali trapelava inoltre l’immenso dolore interiore provocatole dai continui tradimenti di Diego. L’opera di Frida affonda le proprie radici nella tradizione popolare, ma anche nelle sue esperienze di vita e nelle sofferenze patite, che riesce a esprimere con straordinario talento: il caos interiore e il travaglio esistenziale sono espressi attraverso una produzione artistica eccezionale, capace di trascendere ogni epoca e frontiera</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-28 16:14:12 UTC</pubDate>
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         <title>Pablo picasso</title>
         <author>sergioscaduto79</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pablo Ruiz y Picasso, semplicemente noto come Pablo Picasso (Malaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973), è stato un pittore, scultore e litografo&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-07 16:42:13 UTC</pubDate>
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         <title>Salvador Dalì</title>
         <author>ssantodonato82</author>
         <link>https://padlet.com/giacomarussotto/kirkjtuc2lfqhoqj/wish/2459728938</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech</strong> (Figueres, 1904 - 1989) è una delle figure più importanti ed eccentriche della storia dell’arte, ed è noto a livello mondiale per le sue opere surrealiste. Conosciuto soprattutto per il suo approccio al <strong>surrealismo</strong> con il <strong>metodo paranoico-critico</strong>, è autore di numerose opere famosissime come <em>La persistenza della memoria </em>(1931)<em>, Morbida costruzione con fagioli bolliti</em>: <em>premonizione di guerra civile </em>(1936),<em> Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio</em> (1944),<em> Gli Elefanti </em>(1948)<em>, Galatea delle Sfere </em>(1952)<em>. </em>La sua produzione artistica, inoltre, non si limita solo alla creazione di opere pittoriche, ma, al contrario, spazia anche nel campo del <strong>cinema</strong> con la realizzazione insieme a Luis Buñuel di <em>Un Chien Andalou </em>(1929)o nel campo del design con la progettazione di oggetti famosi come il<em> Telefono aragosta </em>(1936) o il<em> Divano - labbra di Mae West </em>(1937)<em>. </em>Oltre che per le sue doti artistiche è conosciuto anche per la sua personalità eccentrica e per il suo modo di vestire e acconciarsi: ancora oggi i suoi baffi costituiscono il suo segno particolare e di riconoscimento.<br><br></div><div>Il <strong>Surrealismo</strong>, di cui Dalí ha fatto parte per un periodo, è un movimento artistico nato negli anni Venti che mette in luce, attraverso le opere dei propri membri, un nuovo modo di vedere la realtà, enfatizzando il <strong>surreale</strong> e il <strong>sogno</strong>. Ai surrealisti piace definire lo stile come un <strong>“automatismo psichico”</strong>, in cui l’inconscio domina l’opera d’arte senza lasciarsi influenzare da luoghi comuni o da freni inibitori. Le tematiche dunque più legate al gruppo sono l’amore, il sogno e la <strong>follia</strong> e la liberazione dell’individuo. Tra i più importanti surrealisti nelle arti visive troviamo Yves Tanguy, René Magritte, Max Ernst, Hans Arp e Man Ray.<br><br></div><div>A seguito di numerose divergenze Salvador Dalí viene espulso dal gruppo, probabilmente cacciato a seguito del suo <strong>rifiuto di prendere posizioni politiche nette</strong> contro Francisco Franco o contro Adolf Hitler. Dalí preferisce infatti <strong>lasciare la politica fuori dalle sue argomentazioni e dalle sue opere</strong> non facendosi così influenzare dai suoi colleghi, dichiaratamente di sinistra. Nonostante l’espulsione viene però invitato a partecipare a varie mostre surrealiste. La persona con cui ha più divergenze e conflitti all’interno del gruppo è <strong>André Breton</strong>, poeta e saggista surrealista, che lo accusa di mercificare la sua arte solo per trarne un vantaggio economico, affibbiandogli il soprannome di <strong>“Avida Dollars”</strong> (anagramma del nome del pittore il cui significato è “bramoso di soldi”). Dalí tuttavia non si preoccupa molto né di questo soprannome né dell’espulsione rispondendo con una celebre citazione: “Il Surrealismo sono io”. Durante tutta sua vita viene perseguitato dal pensiero di essere la reincarnazione di suo fratello, morto prematuramente a seguito di una meningite. Il suo sospetto è anche indotto dai suoi genitori che lo chiamano Salvador, proprio come il <strong>fratello defunto</strong>. In merito a questo suo sospetto e preoccupazione dichiara: "Ci somigliavamo come due gocce d’acqua, ma rilasciavamo riflessi diversi. Probabilmente lui era una prima versione di me, ma concepito in termini assoluti”. Suo fratello diviene anche protagonista di una sua opera, intitolata appunto <em>Ritratto di mio fratello morto </em>del 1963.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-28 10:59:25 UTC</pubDate>
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         <title>MARCELL DUCHAMP</title>
         <author>giacomarussotto</author>
         <link>https://padlet.com/giacomarussotto/kirkjtuc2lfqhoqj/wish/2478522101</link>
         <description><![CDATA[<div>Pittore francese (Blainville, Rouen, 1887 - Neuilly-sur-Seine 1968), fratello di J. Villon e di R. Duchamp-Villon. Tra i maggiori artisti del Novecento europeo, influenzò l'arte d'avanguardia e anticipò molti movimenti artistici del secondo dopoguerra. È autore di opere provocatorie, come il Nu descendant un escalier n. 2 (1912), che quando fu presentato suscitò grande scandalo.<br>Le sue prime opere risentono dell'impressionismo e della pittura fauve; attratto dal cubismo, D. ne è interprete originalissimo: La partie d'échecs (1910), Nu descendant un escalier (1911). Il Nu descendant un escalier n. 2 (1912) fu presentato nel 1913 all'Armory Show a New York e ottenne grande risonanaza. Nella Mariée (1912) abbandonata la scomposizione geometrica, D. creò un inquietante macchinario ermeticamente allusivo. Nel 1913 con il suo primo ready made (una ruota di bicicletta montata su uno sgabello), formulò l'enunciato rivoluzionario per cui una pura operazione mentale di scelta trasforma un oggetto comune in opera d'arte. Durante i suoi soggiorni a New York (dal 1915 al 1918 e poi ancora dopo il 1920), D. creò numerosi ready mades; con F. Picabia, Man Ray e il collezionista Arensberg, si impegnò in una serie di pubblicazioni dadaiste (Rong-wrong, The blind man, New York dada), lavorando contemporaneamente a La Mariée mise à nu par ses célibataires, même (1915-23), opera enigmatica (conosciuta anche come Le grand verre) che né le note stese da D. stesso, né l'interpretazione di A. Breton, né le successive in chiave alchemica nonché psicanalitica riescono a chiarire fino in fondo. Dopo Le grand verre, l'attività artistica di D. fu solo episodica: partecipò al film di R. Clair Entr'acte e realizzò Anémic Cinéma con audaci ricerche cinetiche, ma essenzialmente si dedicò al gioco degli scacchi. Negli ultimi anni realizzò una serie di multipli dei suoi più famosi ready mades e si dedicò all'ultimo suo complesso lavoro: una sorta di environment scultoreo-erotico chiuso alla vista da un grande portone e spiabile soltanto attraverso due piccoli fori (Etant donnés: 1° la chute d'eau, 2º le gaz d'éclairage, 1946-66). La maggior parte delle opere di D., che ha avuto grande influenza sull'arte d'avanguardia fra le due guerre ed è stato precursore e ispiratore di molti dei movimenti artistici del secondo dopoguerra, è conservata al Museum of Art di Filadelfia. Tra i numerosi scritti, che accompagnano spesso in modo complementare la sua produzione artistica, ricordiamo: le raccolte di note (Boîte, 1914; La boîte verte, 1939; La boîte blanche, 1966 e le Notes, pubblicate postume 1980) e Rose Sélavy (1939).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-13 07:46:43 UTC</pubDate>
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