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      <title>Un viaggio nella Sicilia Bizantina by Antonio Tringali</title>
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      <description>L&#39;architettura e le testimonianze sacre nelle varie città</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-02-27 15:53:40 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa Santissima Annunziata dei Catalani, Via Giuseppe Garibaldi, Messina, ME</title>
         <author>antoniotringali94</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>Chiesa SS. Annunziata dei Catalani </strong>XII<strong> </strong>secolo, gioiello d'arte arabo-normanna con componenti bizantini, è uno dei pochi grandi monumenti che hanno resistito alle devastazioni dei terremoti e alla furia delle bombe incendiarie degli eventi bellici, disastroso il danno artistico-architettonico procurato dagli americani nell'ultimo conflitto mondiale.</div><div>Questa splendida chiesa, sia pure nei pressi del Porto, ha resistito ed oggi sta a testimoniare la grande arte araba, normanna e bizantina in Sicilia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:08:09 UTC</pubDate>
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         <title>Duomo di Monreale, Piazza Guglielmo II, Monreale, PA</title>
         <author>antoniotringali94</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Duomo di Monreale è considerato uno dei più spettacolari templi della cristianità, impreziosito al suo interno da straordinarie raffigurazioni bizantine realizzate in mosaico che lo rendono uno dei monumenti più importanti e ammirati d'Italia e del Mondo.<br>I mosaici che impreziosiscono il Duomo costituiscono la più grande decorazione di questo genere in Italia, con 0,75 ettari di tessere di pietra ed almeno 100 milioni in vetro a formare una superficie complessiva di 6240 mq. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:09:31 UTC</pubDate>
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         <title>Cappella Palatina, Piazza del Parlamento, Palermo, PA</title>
         <author>antoniotringali94</author>
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         <description><![CDATA[<div>All’interno del <strong>Palazzo Reale di Palermo</strong>, detto anche Palazzo dei Normanni, si trova la <strong>Cappella Palatina</strong>, capolavoro di arte arabo-normanna, <strong>patrimonio UNESCO</strong> e definita da Guy de Maupassant la chiesa più bella del mondo. <br>La <strong>Cappella Palatina</strong> è stata costruita tra il 1130 ed il 1145 per volontà di Ruggero II, primo re normanno in Sicilia. Si tratta quindi di una cappella privata interna al palazzo. Qui spiccano i numerosissimi mosaici bizantini che rivestono tutte le pareti della cappella e che ripropongono scene della Bibbia. Sopra l’altare troviamo il <strong>Cristo Pantocratore</strong>, raffigurazione di Gesù tipica dell’arte bizantina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:10:01 UTC</pubDate>
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         <title>Cattedrale di Cefalù, Piazza del Duomo, Cefalù, PA</title>
         <author>antoniotringali94</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mosaico">decorazione musiva</a> fu realizzata solamente nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Presbiterio">presbiterio</a> e ricopre attualmente l'abside e circa la metà delle pareti laterali. I mosaici coprono una superficie di oltre 600 m² e furono realizzati entro il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1148">1148</a> (prima fase) e poi probabilmente tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1154">1154</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1166">1166</a>. I più antichi sono quelli dell'abside e della crociera. Ruggero II chiamò maestri <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_bizantina">bizantini</a>, di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantinopoli">Costantinopoli</a>, che adattarono ad uno spazio architettonico per loro anomalo, di tradizione nordica, cicli decorativi di matrice orientale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:11:47 UTC</pubDate>
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         <title>Cappella Bonajuto, Via Bonajuto, Catania, CT</title>
         <author>antoniotringali94</author>
         <link>https://padlet.com/sottogruppo10tic/k8roav8uoee1y9kr/wish/2496623854</link>
         <description><![CDATA[<div>Un <strong>gioiello di raro valore e testimonianza dell’epoca bizantina</strong> che vive in uno dei quartieri più antichi e suggestivi. Sita nel <strong>quartiere Civita</strong>, la<strong> Cappella Bonajuto</strong>. <br>La Cappella si presenta con <strong>croce greca a pianta quadrata</strong>, cupola e<strong> tre absidi</strong> (<em>«cellae trichorae» o «chiesa a trifoglio»</em>) in forma analoga alla cuba bizantina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:12:18 UTC</pubDate>
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         <title>Terme di Dafne, Via dell&#39;Arsenale, Siracusa, SR</title>
         <author>antoniotringali94</author>
         <link>https://padlet.com/sottogruppo10tic/k8roav8uoee1y9kr/wish/2496631931</link>
         <description><![CDATA[<div>Le <strong>terme di Dafne</strong>, conosciute anche con il nome di <strong>Bagno di Dafne</strong>, sono parte di un complesso archeologico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Siracusa">siracusano</a>, al cui interno venne già rinvenuto il cosiddetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arsenale_greco_di_Siracusa">arsenale greco di Siracusa</a>, sito nei pressi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Porto_di_Siracusa">porto piccolo</a> della città, precisamente tra le fondamenta di un edificio civile ad ovest dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arsenale_greco_di_Siracusa">arsenale greco</a>. Alcuni studiosi hanno ipotizzato, sebbene non sia stato provato, che queste terme vadano identificate con quelle di cui parla lo storico bizantino <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teofane_Confessore">Teofane</a>, il quale nella sua <em>Chronographia</em>, asserisce che nelle terme di Dafne, site nella città di Siracusa, venne assassinato l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatori_bizantini">imperatore bizantino</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costante_II">Costante II</a>, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/668">668</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:17:10 UTC</pubDate>
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         <title>San Micidiario, Sortino, SR</title>
         <author>antoniotringali94</author>
         <link>https://padlet.com/sottogruppo10tic/k8roav8uoee1y9kr/wish/2496646010</link>
         <description><![CDATA[<div>La chiesa di <strong>San Micidiario</strong> e l'<strong>Oratorio</strong> giaciono su un antico villaggio <strong>Bizantino</strong>. Il piccolo paesello conta circa 150 abitazioni scavate nelle rocce, tutte affacciate verso la vallata, la chiesetta è collocata sull'orlo di un dirupo. La chiesa funse da riparo, per una piccola comunità, contro le continue <strong>razzie e scorrerie Arabe,</strong>lungo le coste. L'oratorio tutt'oggi presenta deboli tracce di <strong>affreschi</strong> e <strong>iscrizioni rupestri</strong> in pessime condizioni, ciò che però è distinguibile è il <strong>Cristo Pantocratore con a lato 2 angeli.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:25:46 UTC</pubDate>
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         <title>Monastero Santa Maria del Rogato, Alcara li Fusi, ME</title>
         <author>antoniotringali94</author>
         <link>https://padlet.com/sottogruppo10tic/k8roav8uoee1y9kr/wish/2496743154</link>
         <description><![CDATA[<div>Custodisce uno dei più preziosi affreschi bizantini della Sicilia, dall’importante valore artistico e simbolico. In contrada Carbuncolo, ad <strong>Alcara Li Fusi</strong>, borgo incastonato nei Nebrodi, si trova una chiesetta, di grande valenza storica, nella quale si intrecciano momenti della vita del <strong>santo patrono Nicolò Politi</strong> con l’assunzione di Maria Vergine al cielo. È la chiesetta di <strong>Santa Maria del Rogato, annessa a un antico monastero basiliano</strong>, utilizzata dai monaci del comprensorio del Val Dèmone. Non vi è una data certa riguardante la costruzione, ma risulta esistente già nel 1105 come indicato nel testamento spirituale del 1116 dell’abate <strong>Gregorio di Fragalà</strong>, rettore del monastero di San Filippo di Fragalà a Frazzanò.<br>Un elemento di pregio della chiesa del Rogato è<strong> l’affresco bizantino</strong> (risalente secondo gli studiosi tra il 1196 e il 1291) che gli ultimi restauri del 2014 hanno riportato fruibile. È la <strong><em>Koimesis </em></strong><strong>(Dormitio Virginis)</strong><strong><em>, Dormizione della Santissima Madre di Dio</em></strong>. È questo l’unico affresco leggibile e meglio conservato tra i quattro presenti che si trovano ai due lati delle pareti dell’unica navata della chiesa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 17:26:13 UTC</pubDate>
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