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      <title>Le Magistrature nella Roma repubblicana by Matteo Boraso</title>
      <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica</link>
      <description>Realizzato con un amore e insalata</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-29 15:02:30 UTC</pubDate>
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         <title>Consoli</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150093946</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>il consolato, fu caratterizzato, fin dagli inizi,  dalla collegialità e dalla annualità.</li><li>I due consoli della Repubblica erano i più alti in grado tra i magistrati ordinari, erano eletti ogni anno (da gennaio a dicembre) dai comizi centuriati e detenevano il supremo potere sia in materia civile sia militare. Dopo la loro elezione, ottenevano l'<em>imperium</em> dall'assemblea.</li><li>Durante l'anno, uno dei due consoli era superiore in grado rispetto all'altro, e questa graduatoria tra i due Consoli veniva capovolta ogni mese.</li><li> I consoli avevano il potere supremo sia in materia civile sia in quella militare, e ciò era dovuto in parte al fatto che erano i magistrati ordinari più alti in grado e quindi con maggior <em>Imperium</em> (potere di comando). A Roma, il console era a capo del governo romano e, poiché rappresentava la massima autorità di governo, anche di tutta una serie di funzionari e magistrati della pubblica amministrazione, a cui erano delegate varie funzioni.</li><li> I consoli presiedevano le sedute del Senato romano e le assemblee cittadine, avendo la responsabilità ultima di far rispettare le politiche e le leggi adottate da entrambe le istituzioni.</li><li>Il console era anche il capo della diplomazia romana, potendo effettuare affari con le popolazioni straniere e facilitando le interazioni tra gli ambasciatori stranieri e il Senato. A fronte di un ordine da parte del senato, il console diveniva responsabile per l'adunata delle truppe ed il comando di un'armata. Mentre erano all'estero, il console aveva un potere assoluto sui suoi soldati e su ogni provincia romana.</li></ul><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-29 15:15:01 UTC</pubDate>
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         <title>Pretori</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150094767</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>I pretori amministravano la legge, comandavano anche le armate provinciali ed eventualmente presiedevano i tribunali. Di solito si candidavano con i consoli di fronte all'assemblea dei comizi centuriati.&nbsp;</li><li>Dopo essere stati eletti, gli veniva conferito l'<em>imperium</em> dall'assemblea. In assenza di entrambi i consoli dalla città, <em>senior</em> e <em>junior</em>, il pretore urbano governava Roma, e presiedeva l'assemblea del Senato e le altre assemblee romane.</li><li>Altri pretori avevano responsabilità all'estero, e spesso agivano come governatori di provincia. Fino a quando i pretori tenevano l'<em>imperium</em>, essi potevano comandare un esercito.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-29 15:26:26 UTC</pubDate>
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         <title>Ex Pretori</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150094985</link>
         <description><![CDATA[<div>A tutti gli ex pretori, una volta finito il loro mandato, si offriva la possibilità di continuare la carriera politica, rivestendo una delle cariche pretorie. In genere, i pretorii di origine plebea rivestivano tre o quattro incarichi pretorii prima di candidarsi al consolato, accedendo in media alla massima magistratura all’età di quaranta anni, mentre i pretorii di origine patrizia potevano saltare la carriera pretoria, candidandosi al consolato a trentadue anni.<br><br></div><div>Le cariche pretorie erano divise in due gruppi: le meno prestigiose, come quella di amministratore di una città o di assistente di un governatore di provincia, si rivestivano all’inizio della carriera pretoria, mentre alle cariche più importanti, come il comando di una legione o il governatorato di una provincia,  si accedeva alla fine della carriera pretoria.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-29 15:30:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150828372</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-02-01 14:06:35 UTC</pubDate>
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         <title>Censori</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150828668</link>
         <description><![CDATA[<div>Un altro magistrato era il censore, che era preposto al censimento ogni cinque anni, durante il quale poteva nominare nuovi senatori o anche eliminarne di vecchi.</div><ul><li>Ne venivano eletti due per una&nbsp; durata di diciotto mesi.&nbsp;</li><li>Dal momento che si poteva abusare facilmente di questa carica (a causa del suo potere su ogni cittadino), venivano eletti solo gli ex consoli (normalmente patrizi). Questo fu il motivo per cui la carica ebbe un particolare prestigio.&nbsp;</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-01 14:07:21 UTC</pubDate>
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         <title>Edili</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150831701</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Gli edili erano magistrati eletti per condurre gli affari interni di Roma, e spesso collaboravano con le più alte cariche magistratuali.&nbsp;</li><li>Questa carica non rientrava nel cosiddetto <em>cursus honorum</em>, e perciò non segnava l'inizio di una carriera politica.&nbsp;</li><li>Ogni anno, due <em>edili curuli</em> e due <em>edili plebei</em> erano eletti. I <em>comitia tributa</em>, sotto la presidenza di un magistrato di grado più elevato (un console o un pretore), eleggevano i due <em>edili curuli</em>, i quali disponevano entrambi di una sedia curule, ma non dei littori e neppure del potere di <em>coercitio.</em> Il <em>Concilium plebis</em>, invece, sotto la presidenza di un tribuno della plebe, eleggeva i due <em>edili plebei</em>.&nbsp;</li><li>Tutti gli edili avevano ampi poteri sugli affari giornalieri interni alla città di Roma, compreso l'approvvigionamento della città di Roma e sul mantenimento dell'ordine pubblico. Avevano potere sui mercati cittadini, sui giochi pubblici e gli eventi, nel riparare e preservare i templi, fognature, acquedotti, mantenere i registri pubblici ed emettere pubblici editti. Ogni spesa pubblica fatta da un <em>edile curule</em> o da un <em>edile plebeo</em>, doveva però essere autorizzata dal Senato.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-01 14:15:14 UTC</pubDate>
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         <title>Questori</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150832910</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>La carica di questore era considerata il più basso grado di tutte le maggiori cariche poilitiche romane.&nbsp;</li><li>I questori normalmente prestavano assistenza sia ai consoli a Roma e chiamati perciò <em>urbani</em>, occupandosi dell'amministrazione del tesoro pubblico, vale a dire delle entrate ed uscite finanziarie, spesso parlando pubblicamente dei saldi disponibili nella tesoreria; oltre ai governatori provinciali, nelle attività finanziarie come loro segretari, come l'allocazione delle risorse o il pagamento delle armate provinciali.&nbsp;</li><li>I questori potevano emettere denaro pubblico per particolari necessità, solo se erano stati precedentemente autorizzati a farlo da parte del Senato. Erano, quindi, assistiti da numerosi <em>scriba</em>, che collaboravano nel gestire la contabilità del tesoro centrale o provinciale.&nbsp;</li><li>Il tesoro costituiva un enorme deposito sia per i documenti sia per le riserve monetarie. Non a caso i testi delle leggi emanate o anche i decreti del Senato romano, erano depositati nel tesoro sotto la custodia dei questori.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-01 14:18:16 UTC</pubDate>
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         <title>Tribuni  della plebe</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150834477</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><ul><li>Dato che venivano eletti dal Cincilium Plebis, i tribuni non erano considerati dei veri e propri <em>magistrati</em> e non disponevano della <em>maior potestas</em>. Il termine "magistrato plebeo" risulterebbe, pertanto, un uso improprio del termine.</li><li>Dal momento che i tribuni erano considerati l'incarnazione del ceto medio-basso (i plebei), erano per definizione <em>sacrosancti</em>. La loro <em>sacrosanctitas</em> era rafforzata da un impegno, preso con i plebei, di uccidere chiunque avesse danneggiato o interferito con una tribuno durante il suo mandato.&nbsp;</li><li>Tutti i poteri dei tribuni derivavano dalla loro <em>sacrosanctitas</em>. Un'ovvia conseguenza di ciò fu che si considerava un'offesa capitale era di danneggiare un tribuno, l'ignorare il suo veto, o l'interferire con lui.&nbsp;</li><li>La <em>sacrosanctitas</em> di un tribuno (e quindi anche tutti i suoi poteri giuridici) avevano effetto solo nella città di Roma. Se il tribuno era fuori dalle mura cittadine, i plebei in Roma non potevano far valere il loro giuramento di uccidere qualsiasi persona avesse danneggiato o interferito con il tribuno.</li><li>Se un magistrato, un'assemblea o il Senato, non rispettavano le disposizioni di tribuno, quest'ultimo poteva interporre la <em>sacrosanctitas</em> della sua persona per fermare quella particolare azione. Qualsiasi resistenza contro il tribuno equivaleva a una violazione del suo figura sacra, e comportava la pena di morte.La loro mancanza di poteri magistratuali li rendeva indipendenti da tutti gli altri magistrati, tanto che nessun altro magistrato poteva porre il proprio veto contro un tribuno.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-01 14:22:27 UTC</pubDate>
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         <title>Magistrature Straordinarie</title>
         <author>BorasoMattteo</author>
         <link>https://padlet.com/BorasoMattteo/magistratureromarepubblica/wish/150836519</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Dittatura</strong></div><ul><li>In caso di estrema emergenza militare (o per altri motivi), era nominato un dittatore (<em>magister populi</em>) per soli sei mesi. l potere del dittatore sul governo di Roma era assoluto e non poteva essere controllato da nessuna istituzione o altro magistrato.&nbsp; Spesso il dittatore rimaneva in carica fino a quando non era cessato il pericolo, per poi dimettersi e restituendo i poteri concessigli.&nbsp;</li><li>I magistrati ordinari (come consoli e pretori) rimanevano in carica, ma perdevano la loro indipendenza poiché diventavano dei subordinati del dittatore. Nel caso in cui avessero disubbidito agli ordini del dittatore, potevano anche essere costretti a dimettersi. &nbsp;</li><li>Il suo potere equivaleva alla somma dei poteri di due consoli insieme, senza alcun controllo sul suo operato da parte di alcun organo di governo. Così, quando vi era questa necessità, è come se per sei mesi Roma tornasse al periodo monarchico, con il dittatore che prendeva il posto dell'antico <em>Rex</em>.</li></ul><div><strong>Comandante della cavalleria</strong></div><ul><li>Ogni dittatore nominava un <em>magister equitum</em> (comandante della cavalleria), che lo servisse come suo luogotenente. Egli deteneva un'autorità costituzionale (<em>imperium</em>) pari ad un pretore, e spesso, quando era nominato un dittatore, il senato specificava che doveva essere nominato anche un <em>magister equitum</em>. Egli aveva funzioni similari ad un console, quindi subordinato al dittatore.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-01 14:27:12 UTC</pubDate>
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