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      <title>Il mio portfolio by Caterina Gasperin</title>
      <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w</link>
      <description>IL MAGICO E COLORATO MONDO DEL CARNEVALE</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-11-18 14:39:58 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-04-29 13:50:40 UTC</lastBuildDate>
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         <title>BENVENUTI NEL MIO PORTFOLIO</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278699714</link>
         <description><![CDATA[<p>Questo portfolio raccoglie gli elementi più significativi del mio tirocinio relativi all’ultimo anno di corso, documentando esperienze e riflessioni attraverso materiali eterogenei come fotografie e diari di bordo. Questo padlet ha una doppia finalità: conservare traccia dei progressi compiuti e analizzare criticamente le competenze sviluppate. </p><p>Personalmente ho deciso di suddividerlo in quattro sezioni principali, ognuna con un colore distintivo:</p><ul><li><p><em><mark>PRESENTAZIONE (AZZURRO)</mark></em></p></li><li><p><em><mark>DIMENSIONE ISTITUZIONALE (VERDE)</mark></em></p></li><li><p><em><mark>DIMENSIONE DIDATTICA (GIALLO)</mark></em></p></li><li><p><em><mark>DIMENSIONE PROFESSIONALE (VIOLA)</mark></em></p></li></ul><p>Vorrei che questo portfolio non sia solo contenitore di materiali, bensì uno strumento di crescita e autovalutazione, essenziale per la costruzione della mia identità professionale, attuale e futura.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 14:46:16 UTC</pubDate>
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         <title>GRIGLIA DI AUTOVALUTAZIONE INIZIALE</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278701874</link>
         <description><![CDATA[<p>Nella parte iniziale di questo percorso di tirocinio ho dedicato uno spazio all’autovalutazione, qui narrata attraverso una griglia che mi ha permesso di indagare i livelli di preparazione che sentivo di possedere prima di addentrarmi concretamente nella progettazione e nella condotta degli interventi didattici (ne seguirà poi un confronto con l'autovalutazione finale).<br>"<em>Come potete vedere gli aspetti della mia formazione professionale che percepisco come più consolidati riguardano la conduzione degli interventi didattici e la gestione delle relazioni interpersonali nei gruppi e nelle organizzazioni; queste sono competenze che sento di aver sviluppato solidamente durante le attività formative e le esperienze pratiche condotte fino a oggi.<br>Al contrario, le aree su cui ritengo di dover lavorare ancora e maggiormente includono la lettura del contesto scolastico ed extra-scolastico e la valutazione degli interventi didattici. Questi elementi risultano ancora relativamente meno esplorati nel mio percorso formativo, e sono consapevole della necessità di approfondirli per acquisire una visione più completa e consapevole del mio ruolo professionale.<br>Riconosco inoltre l'importanza di rafforzare la conoscenza teorica alla base della progettazione didattica, così da rendere i miei interventi sempre più mirati ed efficaci.<br>Questa riflessione mi guiderà nel definire le priorità del mio percorso formativo, permettendomi di affrontare il tirocinio con maggiore consapevolezza e determinazione</em>".</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 14:49:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>IO COME UN ALBERO: RIFLESSIONE SUL PROFILO PROFESSIONALE EMERGENTE</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278704576</link>
         <description><![CDATA[<p>L’albero che ho creato rappresenta ciò che sono oggi come insegnante. </p><p>Le radici sottili ma numerose rappresentano la rete di conoscenze, esperienze e valori che ho costruito durante il mio percorso formativo di cinque anni. Non sono ancora forti e ben ancorate per mancanza di esperienza lavorativa continua ma sono fiduciosa che cresceranno ogni anno di più! Ogni radice è un tassello della mia educazione, delle relazioni che ho intrecciato con i bambini durante il tirocinio, e delle mie riflessioni continue sulla pratica didattica. Sono radici che si estendono in profondità, pronte a sostenere e nutrire la mia crescita professionale, così come quella degli alunni che accompagnerò. </p><p>Il tronco intrecciato e flessibile rappresenta la mia capacità di adattamento. Come una pianta che deve affrontare le intemperie, anche io, come futura insegnante, sarò esposta a sfide e cambiamenti costanti. La scuola, la tecnologia, le esigenze dei bambini sono tutte realtà in continua evoluzione e per questo vedo il tronco come simbolo della mia flessibilità, della capacità di piegarmi senza spezzarmi, accogliendo il cambiamento a mente aperta ma mantenendo sempre la mia identità educativa salda. </p><p>I rami che si espandono verso l'alto e lateralmente, rappresentati dai fili colorati che si allargano e si intrecciano, simboleggiano le infinite possibilità che ogni giorno in classe offre. Ogni filo rappresenta una strada diversa che un bambino può percorrere. </p><p>Come insegnante, mi vedo come una guida che non impone un'unica direzione, ma incoraggia ciascuno a esplorare il proprio percorso (che sia in verticale o in orizzontale). I colori vivaci dei fili riflettono la diversità dei bambini che incontrerò: ognuno con le proprie esperienze, i propri sogni e le proprie sfide. Il mio ruolo sarà quello di supportare ogni ramo nel suo percorso di crescita e fioritura. Ho voluto rappresentare un albero in continua evoluzione, radicato nella formazione e alimentato dalla passione per l'insegnamento e per i bambini.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 14:53:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LE FONDAMENTA DELLA LAGUNA: IL MIO PARADIGMA </title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278706522</link>
         <description><![CDATA[<p>Proprio perché questo percorso mi ha segnata anche nell'io interiore, il paradigma che sento più vicino è il paradigma dell'insegnante PERSONA, il quale sottolinea la responsabilità e l'importanza dello sviluppo del proprio sé professionale in relazione con gli altri. </p><p>Questa scelta è sicuramente legata alla consapevolezza che l'insegnamento non è solo una trasmissione di conoscenze, ma un percorso di crescita personale e professionale continuo, in cui si intrecciano l'aspetto umano e quello educativo. </p><p>L'insegnante PERSONA rappresenta ciò che vorrei essere una volta laureata, ovvero un docente che valorizza il proprio sviluppo interiore, coltiva relazioni autentiche con gli studenti e i colleghi, ed è capace di integrare la dimensione emotiva e umana nell'ambito didattico. Questo paradigma, secondo me, mette in evidenza l'importanza di essere un modello di comportamento, non solo per le competenze disciplinari, ma anche per i valori, l'empatia e la capacità di costruire un ambiente scolastico sicuro e stimolante. Dal punto di vista di studentessa, il percorso universitario mi ha fornito una profonda comprensione di quanto sia cruciale essere consapevoli del proprio ruolo educativo a livello umano. Essere un insegnante PERSONA credo significhi riconoscere che ogni alunno possieda una propria identità, delle proprie necessità e storie personali che meritano attenzione e rispetto. Inoltre, la mia crescita professionale, accompagnata dall’esperienza di tirocinio, mi ha permesso di sviluppare una maggiore sensibilità verso il benessere emotivo e psicologico dei bambini, contribuendo al loro sviluppo globale. <br>Nel mio futuro vorrei essere un’insegnante capace di ascoltare, accogliere e supportare gli studenti in tutte le loro dimensioni, non solo quella cognitiva ma anche quella emotiva e relazionale.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 14:56:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>PRIMA PERO&#39; PREPARIAMOCI INSIEME: L&#39;ANALISI SWOT</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278713225</link>
         <description><![CDATA[<p>L’analisi SWOT del mio progetto di tirocinio evidenzia punti di forza, criticità, opportunità e rischi, aiutandomi a prepararmi alle sfide presenti e future.</p><p>Tra i punti di forza spiccano l’interdisciplinarità, che integra diverse aree di apprendimento, e l’approccio inclusivo, che garantisce la partecipazione attiva di tutti i bambini. Il legame con le tradizioni locali rafforza inoltre il senso di appartenenza al territorio.</p><p>Le criticità riguardano la gestione del tempo, le risorse limitate e la difficoltà nel coinvolgere tutte le famiglie, oltre alla necessità di strategie mirate per mantenere l’attenzione dei più piccoli.</p><p>Le opportunità includono l’apprendimento cooperativo tra bambini di età diverse, che favorisce empatia e competenze trasversali, e la possibilità di adattare il progetto ad altri contesti educativi.</p><p>Infine, i principali rischi sono la scarsa partecipazione per difficoltà organizzative o assenze e la necessità di una gestione attenta della sicurezza, soprattutto durante la sfilata e i laboratori.</p><p>In sintesi, questa analisi mi permette di pianificare strategie efficaci per valorizzare i punti di forza, affrontare le criticità e garantire il successo del progetto.<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 15:07:31 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LETTURA DEL CONTESTO ISTUTUZIONALE: PRESENTAZIONE DELLA BARCA-GONDOLA (SCUOLA) </title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278717217</link>
         <description><![CDATA[<p>La Scuola Santa Dorotea di Padova è un istituto paritario cattolico che offre servizi educativi per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. </p><p>Fondata nel 1842 e gestita dall'Istituto delle Suore Maestre di Santa Dorotea, la scuola si trova nel centro storico di Padova.<br>Personalmente, durante questa annualità, svolgerò il mio percorso presso la scuola dell'infanzia.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 15:11:59 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>CONOSCERE MEGLIO LA QUOTIDIANITA&#39; DELLA SCUOLA: DIARIO DI BORDO RELATIVO AL PRIMO GIORNO DI OSSERVAZIONE</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278717917</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 15:12:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>CONOSCENZE TEORICHE IN RELAZIONE AL PW</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278720545</link>
         <description><![CDATA[<p>A livello teorico, il progetto si ispira a concetti fondamentali dell’educazione esperienziale, enfatizzando l'importanza del gioco e dell'interazione come strumenti di apprendimento. Le teorie di Maria Montessori, John Dewey, Vygotskij e Bruner sono alla base delle attività, che promuovono l'apprendimento pratico (learning by doing) e ludico (play) per sviluppare competenze cognitive, motorie, sociali ed espressive. L'approccio teorico incoraggia la collaborazione tra bambini di diverse età, favorendo l'inclusione e l'immersione nelle tradizioni locali.</p><p><br></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 15:17:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>VOGHIAMO INSIEME VERSO DEGLI OBIETTIVI COMUNI: IL PTOF</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278755240</link>
         <description><![CDATA[<p>Il PTOF della scuola paritaria Santa Dorotea di Padova definisce l’identità educativa dell’istituto, fondato su una visione che pone al centro la persona e la relazione. L’approccio educativo integra tre dimensioni fondamentali: </p><p><mark>-culturale (sviluppo del pensiero critico)</mark></p><p><mark>-caritativa (educazione empatica e relazionale) </mark></p><p><mark>-missionaria (integrazione tra fede e cultura)</mark></p><p>La scuola promuove una crescita armoniosa in tutte le dimensioni della persona (fisica, emotiva, relazionale, estetica e morale) valorizzando le esperienze pregresse e guidando gli alunni verso un pensiero più strutturato. Particolare attenzione è data all’inclusione, al rispetto della diversità e alla formazione alla cittadinanza attiva.</p><p>Dal punto di vista metodologico, l’Istituto adotta pratiche didattiche flessibili e innovative: lezioni dinamiche, lavoro di gruppo, circle time, uso di tecnologie digitali (LIM, tablet, Chromebook), attività sul territorio e laboratori espressivi.</p><p>L’obiettivo è offrire un’<mark>educazione integrale</mark>, che formi cittadini consapevoli, solidali e capaci di affrontare il mondo con responsabilità e spirito critico.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 16:17:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OH OH E NEL CASO DI ACQUA ALTA? ECCO CHE CI VIENE IN AIUTO IL MODELLO DI CENERINI</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278770696</link>
         <description><![CDATA[<p>Durante il mio tirocinio ho avuto modo di approfondire il modello di Cenerini, il quale propone una visione del docente come figura di riferimento non solo per la didattica, ma anche per il benessere emotivo e cognitivo degli studenti. Questo approccio mi ha aiutato a comprendere quanto sia fondamentale conoscere le caratteristiche individuali degli alunni e adattare le strategie didattiche ai loro bisogni specifici.</p><p>Il modello sottolinea anche l'importanza di riflettere sulle proprie pratiche e di confrontarsi con i colleghi per migliorare continuamente l'insegnamento. Il modello di Cenerini si ispira agli studi di Charlotte Danielson e al contributo dell'Associazione Docenti Italiani (ADI), ponendo l'accento su cinque aree fondamentali: conoscenza degli studenti, competenze disciplinari e didattiche, gestione dell’ambiente di apprendimento, riflessione continua e coinvolgimento nella comunità scolastica.</p><p>Durante il mio tirocinio, questo modello si è rivelato particolarmente utile per comprendere l'importanza di adattare le strategie didattiche ai bisogni individuali degli studenti e per sviluppare una mentalità critica e riflessiva sulle mie pratiche. L’osservazione dei docenti esperti e il confronto con la mia tutor mi hanno permesso di cogliere come tali competenze si traducano concretamente nella gestione dell’aula e nella costruzione di relazioni significative.</p><p>In questo senso, osservare docenti esperti e confrontarmi con la mia tutor si è rivelato prezioso per sviluppare una maggiore consapevolezza professionale.</p><p>Infine, il forte accento sulla collaborazione con la comunità scolastica mi ha fatto capire quanto il lavoro di squadra sia essenziale per creare un ambiente educativo sereno e inclusivo. Questo modello mi ha offerto spunti concreti per vivere al meglio il mio percorso di formazione, aiutandomi a crescere come futura insegnante.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 16:43:57 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>NASCITA DELL&#39;IDEA PROGETTUALE</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3278778786</link>
         <description><![CDATA[<p>Il progetto è nato grazie alla <mark>collaborazione con la mia tutor mentore</mark>, la quale mi ha supportata da subito con numerosi spunti teorico-pratici. </p><p>Nella fase iniziale, avevo ipotizzato un percorso dedicato alla natura per bambini di 3 e 4 anni, con una possibile uscita in un parco naturalistico. Tuttavia, dopo l’ingresso in sezione, ho dovuto rivedere l’idea: il tema era già stato trattato l’anno precedente e non era prevista un’uscita per motivi economici.</p><p>Confrontandomi con la tutor, abbiamo pensato di orientare il percorso sul <strong><mark>Carnevale</mark></strong>, un tema stimolante e originale, che era sentito e piaceva parecchio ad entrambe, perfettamente in linea con il periodo del mio tirocinio. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-02 16:56:28 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>VALORE FORMATIVO DELLA PROPOSTA DIDATTICA</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3279177458</link>
         <description><![CDATA[<p>Il progetto PW, rivolto a bambini di 3 e 4 anni, propone un'esperienza educativa multidisciplinare, ricca e inclusiva, che valorizza cultura, arte e pensiero logico. Ispirato alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner e al pensiero di Bruner, promuove lo sviluppo integrale del bambino – cognitivo, sociale, emotivo e creativo – attraverso attività pratiche e simboliche come laboratori artistici, giochi strutturati e drammatizzazioni. Mira a potenziare competenze trasversali (sociali, civiche e di apprendimento), offrendo esperienze significative, accessibili e rispettose delle diverse modalità di apprendimento.</p><p>Nel PW viene poi favorita la competenza di “imparare a imparare” e si valorizza l’espressione culturale attraverso esperienze e il legame con la tradizione locale veneta.</p><p>Infine l’inclusività è un principio importante del progetto, il quale cerca di tenere conto delle diverse modalità di apprendimento di tutti i bambini. </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-03 08:15:33 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PRESENTAZIONE DEL PERCORSO: 4^ anno di tirocinio</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3279665440</link>
         <description><![CDATA[<p>Il mio quarto anno di tirocinio lo immagino come una nave che salpa verso un’altra isola inesplorata, carica di sogni, entusiasmo e strumenti ancora da scoprire. </p><p>E' vero, come marinaio possiedo già 3 anni di esperienza concreta e consolidata in questo mare, ma il vento della curiosità che gonfia le vele è ancora molto forte. L’equipaggio è composto da tutti coloro che mi accompagneranno in questo viaggio: bambini della scuola dell'infanzia, colleghi e tutor. </p><p>Ogni porto toccato sarà un’esperienza arricchente e ogni tempesta, una sfida per crescere. </p><p>Ecco che allora il mio punto di partenza vuole essere <strong><mark>Venezia</mark></strong>, città storica e ricca di tradizioni!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-04 09:03:12 UTC</pubDate>
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         <title>FASI DELL&#39;INTERVENTO DIDATTICO</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
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         <description><![CDATA[<p>L'intervento didattico sarà proposto in diverse <strong>6</strong> fasi.</p><p><br></p><p><strong><mark>FASE 1</mark></strong><mark>: introduzione ed esplorazione del mondo carnevalesco e presentazione di Arlecchino, figura guida nel percorso (6H)</mark></p><p><br></p><p><strong><mark>FASE 2</mark></strong><mark>: esplorazione delle tradizioni, maschere e danze tipiche del Carnevale veneto(4H)</mark></p><p><br></p><p><mark>FASE 3: tre laboratori che prevedono la creazione di maschere, giochi, gondole e strumenti musicali tipici (12H, 4H ciascun laboratorio)</mark></p><p><br></p><p><mark>FASE 4: sfilata di Carnevale nel centro cittadino (2H)</mark></p><p><br></p><p><mark>FASE 5: presentazione ed esplorazione delle tradizioni culinarie tipiche del Carnevale veneto, preparazione e decorazione di biscotti tipici e successivo buffet condiviso con l'altra sezione (5H)</mark></p><p><br></p><p><mark>FASE 6: conclusione e feedback (1H)</mark></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-04 09:49:26 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>AUTOVALTARMI...</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3279686939</link>
         <description><![CDATA[<p>Per riflettere sul mio operato durante la messa in atto del mio project work, adotterò un approccio basato su osservazione continua, autovalutazione e confronto con i soggetti coinvolti, per migliorare la mia pratica educativa. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-01-04 10:35:50 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LA GESTIONE DELLA CLASSE: COMPETENZE RELAZIONALI E DIDATTICHE </title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3375195746</link>
         <description><![CDATA[<p>In questi mesi la riflessione proposta dal professor Fedeli mi ha spinto a interrogarmi sulle mie ansie, reazioni e strategie nella gestione della classe durante il mio percorso di tirocinio.</p><ol><li><p><strong>Quali eventi, comportamenti e compiti mi mettono maggiormente in ansia?</strong></p></li></ol><p>Durante il tirocinio, ciò che mi ha messo più in difficoltà sono stati i comportamenti provocatori da parte degli studenti, specialmente negli ultimi anni della scuola primaria. Non è tanto la provocazione in sé a destabilizzarmi, quanto la sensazione di perdere il controllo della situazione. In quei momenti mi domando se la mia reazione sia stata adeguata o se avrei potuto agire diversamente per prevenire o gestire meglio la tensione.</p><ol start="2"><li><p><strong>Come reagisco a condotte provocatorie, sfidanti o problematiche delle/degli allieve/i? Come cambia il mio comportamento in situazione di stress emotivo?</strong></p></li></ol><p>In passato, la mia reazione istintiva era irrigidirmi e cercare di ristabilire l'ordine in modo deciso, spesso con scarso successo. Grazie all'esperienza e ai suggerimenti del professor Fedeli, ho capito che l'osservazione è fondamentale: dietro a una provocazione c'è spesso un disagio che merita attenzione. Oggi cerco di mantenere la calma e rispondere con maggiore consapevolezza, dedicando tempo a comprendere cosa si cela dietro il comportamento problematico. Inoltre, sto imparando a rallentare e a prendermi una pausa mentale nei momenti di forte stress, consapevole che il mio tono di voce e il mio atteggiamento influenzano l'intera classe.</p><ol start="3"><li><p><strong>Riesco a distribuire la mia attenzione a tutta la classe/sezione? Gestisco in modo consapevole la mia comunicazione, modificandola in base all'interlocutore?</strong></p></li></ol><p>Ammetto che in passato mi è capitato di concentrare la mia attenzione sugli studenti più vivaci o in difficoltà, rischiando di trascurare chi rimaneva in silenzio. Nell'ultimo anno, ho lavorato molto per migliorare questo aspetto, cercando di ampliare il mio sguardo e coinvolgere anche gli alunni più riservati. Inoltre, ho preso maggiore consapevolezza del mio modo di comunicare: cerco di modulare il linguaggio e il tono di voce in base alle esigenze e alle sensibilità dei miei interlocutori, mantenendo sempre un atteggiamento empatico.</p><ol start="4"><li><p><strong>Quali azioni educative metto in atto per una migliore gestione della classe/sezione?</strong></p></li></ol><p>Una delle strategie più efficaci che ho sperimentato è stata la creazione di un sistema di regole condiviso con gli studenti: poche, ma chiare e costruite insieme. Questo approccio ha contribuito a creare un clima più sereno e collaborativo. </p><p>Durante il mio tirocinio Erasmus in Norvegia, ho inoltre scoperto l'importanza del feedback: offrire agli studenti uno spazio per esprimere il loro punto di vista sulla lezione si è rivelato estremamente utile per migliorare l'ambiente scolastico. Infine, ho imparato che il confronto con i colleghi e il dialogo con le famiglie sono strumenti essenziali per costruire una rete di supporto che renda la gestione della classe più efficace e partecipata.</p><p>Gestire la classe significa accettare che ci saranno sempre sfide e imprevisti, ma anche riconoscere che ogni difficoltà è un'occasione per crescere professionalmente e affinare le proprie competenze relazionali ed educative.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-20 15:46:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PONTI IN COSTRUZIONE: LA MIA IDENTITA&#39; PROFESSIONALE TRA RIFLESSIONE E RELAZIONE</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3376481541</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><strong>Punti di forza<br></strong>Tra i miei punti di forza sento di aver sviluppato, durante questi anni, la capacità di ascolto, la flessibilità nell'adattarsi la comunicazione in base agli interlocutori e l'attenzione al coinvolgimento di tutta la classe. Mi sforzo costantemente di dare spazio a tutti e credo di aver sviluppato un forte adattabilità. Inoltre, l'esperienza in una scuola norvegese durante l'Erasmus ha rafforzato la mia consapevolezza sull'importanza del dialogo e del feedback con gli studenti. Questa esperienza ha rafforzato anche le mie competenze interculturali, migliorando la mia flessibilità metodologica e la capacità di comprendere e integrare approcci educativi diversi. Inoltre, in questi anni, ho sviluppato una crescente consapevolezza del ruolo dell'osservazione e della riflessione critica nel processo educativo.</p><p><strong>Elementi di criticità<br></strong>Uno dei miei principali punti di debolezza è la gestione dello stress emotivo in situazioni di tensione; di fronte a situazioni complesse infatti ho talvolta riscontrato difficoltà nel mantenere una completa stabilità emotiva, il che ha influenzato la mia capacità di prendere decisioni tempestive ed efficaci. Di fronte a comportamenti provocatori o sfidanti, ad esempio, tendo a irrigidirmi e a voler ristabilire l'ordine in modo eccessivamente diretto. So che questa risposta, sebbene istintiva, non è sempre la più efficace. <br>Inoltre, la mia insicurezza da tirocinante (su cui appunto ci stiamo lavorando ed è in corso un cantiere) a volte mi spinge a dubitare delle mie scelte, rischiando di perdere di vista l'equilibrio tra attenzione ai singoli e gestione del gruppo.</p><p><strong>Evidenze che documentano la mia analisi riflessiva<br></strong>Le esperienze vissute durante il tirocinio, sia in Italia che all'estero, rappresentano per me le evidenze principali della mia crescita professionale. In particolare, il confronto con le tutor e l'osservazione di strategie educative diverse mi hanno permesso di identificare quali metodi risultano più efficaci e quali aspetti richiedono ulteriore lavoro. </p><p>Il contributo del professor Fedeli, visionato nelle scorse settimane, ha stimolato ulteriormente questa riflessione critica, aiutandomi a considerare la gestione della classe come un processo dinamico e relazionale.<br>Inoltre, queste riflessioni ed episodi vissuti durante il tirocinio sono, e sono sempre stati, documentati attraverso:</p><ul><li><p>Diari di bordo con annotazioni sulle esperienze didattiche.</p></li><li><p>Feedback ricevuti dai tutor scolastici e universitari.</p></li><li><p>Autovalutazioni in cui ho analizzato le scelte metodologiche e relazionali adottate.</p></li></ul><p><br/></p><p><strong>Collegamento con i riferimenti teorici<br></strong>Il modello di Cenerini, come abbiamo già visto, fornisce una chiave di lettura importante per comprendere la mia esperienza. Il principio della riflessione continua, presente nel modello, credo si rispecchi nel mio impegno a interrogarmi sulle mie scelte educative e sulle dinamiche che si instaurano in aula. Anche il richiamo alla collaborazione con la comunità scolastica trova riscontro nella mia volontà di lavorare in sinergia con colleghi e famiglie per creare un clima educativo positivo.<br>La mia esperienza può essere interpretata anche alla luce del modello di Kolb sull’apprendimento esperienziale, il quale evidenzia il ciclo continuo di esperienza concreta, riflessione, concettualizzazione e sperimentazione. </p><p>Inoltre, la teoria della zona di sviluppo prossimale di Vygotskij si riflette nella mia crescita professionale, poiché il supporto ricevuto da tutor e colleghi mi ha permesso di affrontare con maggiore sicurezza le sfide incontrate.</p><p><strong>6. Sviluppo futuro delle mie competenze professionali<br></strong>Per migliorare ulteriormente le mie competenze, per il futuro mi propongo di:</p><ul><li><p>Continuare a osservare e imparare da insegnanti esperti (tutor e non), facendo tesoro delle strategie che adottano per gestire situazioni critiche.</p></li><li><p>Lavorare sulla gestione emotiva dello stress, cercando di adottare tecniche e strategie per gestire al meglio situazioni di tensione.</p></li><li><p>Rafforzare la mia capacità di comunicazione verbale e non verbale, rendendo i miei linguaggi più sicuri e coerenti.</p></li><li><p>Sperimentare strategie didattiche inclusive, con particolare attenzione agli studenti più riservati e bisognosi di supporto.</p></li></ul><p>Ogni giorno in aula rappresenta per me un'opportunità per crescere, riflettere e migliorarmi come futura insegnante.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-03-21 10:38:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>MA COME MAI SALPIAMO PROPRIO DA VENEZIA?</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3396053778</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel mio progetto ho scelto di partire da Venezia e di affrontare il tema del Carnevale perché è una festa che sento profondamente vicina. Sono veneta e con questo progetto desidero valorizzare la mia terra, le sue tradizioni e la sua bellezza. </p><p>Vengo da Belluno, la mia infanzia è stata caratterizzata dall'amore per la montagne e il freddo ma, ricordo con profondo piacere ed affetto, le trasferte di Carnevale a Venezia, con i suoi colori, le sue maschere e la sua magia. Personalmente è stata, ed è tutt'ora, un'usanza che mi piace vivere annualmente perché, ogni volta, mi trasporta fuori dall'ordinario, una sorta di fuga magica dalla realtà. </p><p>Questa tradizione tipica veneziana risulta perciò essere un patrimonio culturale straordinario, capace di parlare anche ai più piccoli attraverso il gioco, l’immaginazione e l’esplorazione di nuove identità.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-04 13:09:33 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>REMIAMO INSIEME: LA COLLABORAZIONE SISTEMICA</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Verso la metà del percorso, verrà inserita, durante un’attività laboratoriale, una collaborazione sistemica con l’insegnante (Maestra Camilla) e i bambini più grandi della sezione dei delfini, composta da 15 bambini aventi 5 anni. </p><p>Questa struttura è stata pensata per facilitare gli scambi intergenerazionali e promuovere un apprendimento cooperativo, in linea con le finalità dell'offerta formativa.&nbsp;</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-04 13:16:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IL MIO PROGETTO E&#39; IN GRADO DI ATTRACCARE AL CARNEVALE DI VENEZIA? E&#39; IN LINEA CON IL PTOF?</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3396066977</link>
         <description><![CDATA[<p>Ebbene si signor capitano! 🙂</p><p>Possiamo scendere ed ammirare Venezia ed il suo Carnevale.</p><p>Le attività pensate nel mio PW infatti si inseriscono negli obiettivi educativi del PTOF dell'istituto di Santa Dorotea, il quale promuove esperienze interdisciplinari, collaborazione e valorizzazione del patrimonio culturale. </p><p>Il progetto, inoltre, mira a sviluppare identità, autonomia, competenza e cittadinanza attiva, sfruttando un approccio ludico, creativo e partecipativo. </p><p>Il progetto, anche se in aula non vi sono alunni con particolari difficoltà, prevede, ai sensi della L.104/92, strategie educative condivise e inclusive. </p><p>Il mio project work sul Carnevale cercherà dunque di sfruttare un tema coinvolgente e trasversale per promuovere uno sviluppo olistico dei bambini, valorizzando le risorse dell’istituto e rispettando le esigenze individuali di ciascun bambino.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-04 13:20:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ma prima... una tappa a Bergen!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3419306284</link>
         <description><![CDATA[<p>Lo scorso anno ho avuto la fortuna di aver fatto tappa in un porto speciale, il quale ha segnato un momento importantissimo nel mio percorso universitario e nella mia vita personale: Bergen (Norvegia). </p><p>Aver svolto il tirocinio del quarto anno di corso in Erasmus è stata un'enorme opportunità e un'avventura adrenalinica; ogni giorno mi ha donato nuove lezioni, non solo sul piano professionale, ma anche di vita. </p><p>Bergen mi ha insegnato che non sempre le cose vanno come ce le aspettiamo, ma che sapersi adattare, accogliere le sfide con apertura e curiosità, è ciò che ci rende più forti e flessibili.</p><p>Questa esperienza mi ha mostrato l’importanza di sapersi mettere in gioco, di creare legami autentici, di imparare a navigare tra l’incertezza e la novità con pazienza e un sorriso, anche quando le acque sembrano un po’ più mosse. </p><p>Adesso, parto per l'ultimo anno con un bagaglio pieno di esperienze che mi hanno insegnato a stare tranquilla anche quando il vento cambia direzione. Un bagaglio ricco di aspettative, sì, ma anche di spirito di adattamento, pronto ad affrontare quello che verrà, con fiducia e con una mente aperta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-22 08:42:03 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>QUANDO SARA&#39; IL NOSTRO PERIODO DI NAVIGAZIONE E DOVE SIAMO DIRETTI?</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3419510632</link>
         <description><![CDATA[<p>Da gennaio a marzo, come il Carnevale stesso, il mio progetto vuole essere un’esperienza immersiva, pensata per coinvolgere bambini, tutor e colleghi in un viaggio condiviso. </p><p>Ogni attività proposta vorrà essere come una maschera ovvero un’opportunità per guardare il mondo con occhi diversi. </p><p>L’obiettivo è quello di trasformare l’apprendimento in un’avventura, dove la curiosità è la bussola e la creatività il vento che spinge le nostre vele.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-22 11:33:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>3, 2, 1, SALPIAMO! OH NO...IMPREVISTO</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3419613194</link>
         <description><![CDATA[<p>Purtroppo prima di trovare la scuola in cui avrei svolto il  tirocinio del quinto anno, mi sono trovata nel mezzo di una vera e propria tempesta. </p><p>Dopo due annualità trascorse in acque relativamente calme a Belluno, e un anno vissuto lontano, tra i fiordi della Norvegia, pensavo di essere pronta ad affrontare nuovi mari. A luglio 2024, appena rientrata dall'Erasmus, avevo deciso di spostarmi definitivamente a Padova, anche nel tirocinio, spinta da motivazioni personali.</p><p>Ma quella scelta – per quanto sentita – non si rivelò subito un porto sicuro.</p><p>La burocrazia si è alzata come un vento contrario, confondendo le rotte e rallentando l’approdo; a novembre navigavo a vista, con dubbi e incertezze che mi scuotevano come onde alte. </p><p>In questo mare mosso, le tutor di tirocinio indiretto sono state presenti, pazienti e accoglienti, aiutandomi a trovare una scuola che potesse accogliermi nel centro cittadino di Padova. </p><p>Anche quando finalmente l'abbiamo trovata, quel nuovo approdo non ha significato subito pace. Infatti per me era un contesto del tutto sconosciuto: ero in un territorio straniero, non ne conoscevo le regole né i confini.</p><p>Ma è proprio dopo la tempesta che si impara a riconoscere la solidità della propria barca...in questo caso gondola...no?</p><p>Quindi andiamo a conoscere meglio questa gondola!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-22 12:46:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ECCO A VOI LA MIA CIURMA! (SEZIONE)</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3419656358</link>
         <description><![CDATA[<p>La sezione in cui svolgo il mio percorso di tirocinio è per me un contesto nuovo e dunque estremamente stimolante. </p><p>Gli alunni, conosciuti nelle prime fasi di osservazione, fanno parte di una sezione eterogenea dei pulcini (3 anni) e scoiattoli (4 anni). </p><p>Il gruppo di alunni è costituito da 19 bambini, nello specifico 10 appartenenti alla sezione dei tre anni e 9, invece, appartenenti alla sezione dei quattro anni.</p><p>In aula, la composizione di genere è di 10 bambine e 9 bambini.&nbsp;</p><p>La mia tutor mentore si chiama Elena, è l'insegnate della sezione e, in quanto tale, salirà a bordo con noi. In questi mesi lei sarà la mia guida e mi aiuterà a condurre e a gestire il timone di questa esperienza.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-22 13:14:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LA PROPOSTA DIDATTICA</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3419702231</link>
         <description><![CDATA[<p>Il progetto didattico è intitolato "<strong><em><mark>Il magico e colorato mondo del Carnevale</mark></em></strong>".</p><p>Esso vuole avere un forte ed elevato valore formativo, supportato da  principi teorici coerenti ed attuali. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-22 13:40:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>NORMATIVAMENTE PARLANDO...</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3419791293</link>
         <description><![CDATA[<p>Dal punto di vista normativo, il progetto si conforma al PTOF dell’istituto e alle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione (2012). </p><p>Il mio PW vuole rispettare la Legge 104/92 per garantire strategie inclusive e promuove lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia e della competenza, nonché l’educazione alla cittadinanza attiva. </p><p>Le attività sono progettate per essere adattabili alle esigenze individuali, permettendo una partecipazione attiva di tutti i bambini, nel rispetto delle diversità e dei bisogni evolutivi.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-22 14:31:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ABBIAMO DEI SALVAGENTI CHE CI POSSANO AIUTARE IN CASO DI DIFFICOLTA&#39;?</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3420300034</link>
         <description><![CDATA[<p>Certo che si!</p><p>Nel caso ci trovassimo in difficoltà durante questi mesi abbiamo a disposizione vari ausili, alcuni più pratici, altri più teorici:</p><ul><li><p>Curricolo della scuola dell’infanzia</p></li><li><p>Indicazioni Nazionali 2012 (e relative Linee Guida)</p></li><li><p>Documentazione scolastica</p></li><li><p>Confronto con le tutor (mentore e universitarie)</p></li><li><p>Confronto con i colleghi universitari</p></li><li><p>Confronto con altre figure dell'Istituto</p></li><li><p>Manuali universitari</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-22 21:38:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>OK SI PARTE...CACCIA AL TESORO!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Per introdurre il tema del Carnevale, ho proposto una caccia al tesoro come attività di lancio, pensata per stimolare curiosità, collaborazione e partecipazione attiva. <br>L’idea centrale che mi ero prefissata era rendere l’approccio al tema giocoso e coinvolgente, attraverso una narrazione: Arlecchino, personaggio guida, aveva nascosto indizi nella scuola per farsi trovare dai bambini tramite degli indovinelli.</p><p><br><strong>Gli indizi trovati dai bambini:</strong> stelle filanti, fotografie di Venezia, di carri e gondole, maschere, coriandoli, crostoli, ecc. <br><strong>Tesoro finale</strong>: manichino di Arlecchino (amico guida) e la sua storia.</p><p><br>Ho scelto di condividere questa evidenza poiché ho trovato molto stimolante l'intreccio tra gioco e narrazione, il quale è riuscito a trasformare uno spazio quotidiano in un ambiente ricco di mistero e scoperta. I bambini hanno risolto gli indovinelli, erano coinvolti e motivati e hanno dimostrato grandi capacità collaborative per trovare oggetti tipici del Carnevale, i quali sono stati poi riutilizzati nelle lezioni successive.</p><p>Come prima lezione direi un successo e ne sono rimasta molto colpita, anche se l'emozione mista agitazione era tanta!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 12:59:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>UN VESTITO, MILLE COLORI E MILLE FORME...GEOMETRICHE!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421514664</link>
         <description><![CDATA[<p>Sempre come introduzione al tema del Carnevale, ho cercato di proporre un'attività originale e coinvolgente: costruire il vestito di Arlecchino usando le figure geometriche. <br>Dopo aver ascoltato la storia su questo personaggio simpatico e l’origine del suo coloratissimo vestito, ho chiesto ai bambini di dare vita al suo costume incollando sul cartellone tante forme colorate – cerchi, quadrati, triangoli e rettangoli – ognuna scelta con attenzione per forma e colore.<br>È stata un'attività semplice ma piena di significato: ha unito narrazione, gioco e apprendimento visivo, attivando memoria, logica e motricità. I bambini si sono sentiti protagonisti fin da subito, e la figura di Arlecchino è diventata definitivamente il filo conduttore.<br>Mi è piaciuto come da un gesto creativo si sia potuto introdurre un tema più ampio, rendendolo concreto, visibile e... divertente!</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 13:07:08 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>MUSICA A SUPPORTO🎵</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421524443</link>
         <description><![CDATA[<p>Una filastrocca sotto forma di musica per aiutarci a memorizzare ed interiorizzare i concetti su cui abbiamo giocato insieme</p>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/2mJflYaIddw?feature=shared" />
         <pubDate>2025-04-23 13:13:44 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ESPLORAZIONE DELLA TRADIZIONE...ARLECCHINO HA DEGLI AMICI?</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421543711</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 13:25:42 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>UN ALBO ILLUSTRATO PER COMINCIARE...</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421547934</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Dubac, É.</strong> (2021). <em>Il carnevale degli animali</em>. Milano: Terre di Mezzo Editore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 13:28:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>UN VIAGGIO A VENEZIA CON UNA GONDOLA IMMAGINARIA!⛵️</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421584629</link>
         <description><![CDATA[<p>Per far scoprire Venezia ai bambini, ho trasformato una semplice coperta in una gondola immaginaria e siamo usciti nel giardino della scuola (visto che la giornata lo permetteva...☀️)</p><p> "<em>Oggi vi porto a Venezia, la città speciale di... Arlecchino!</em>"; con questa frase è iniziato il nostro viaggio fantastico in cui abbiamo scoperto, tramite delle fotografie ed esperienze personali, come sono fatte le gondole, chi le guida e cosa rende Venezia così unica al mondo. </p><p>I bambini, seduti ordinatamente sulla coperta, si sono mossi come veri gondolieri: </p><ul><li><p>si abbassavano sotto i ponti</p></li><li><p>ondeggiavano tra le onde</p></li><li><p>remavano con forza</p></li><li><p>si coprivano dai gabbiani </p></li><li><p>salutavano i turisti con entusiasmo</p></li></ul><p>È stato un modo semplice ma, secondo me, efficace per unire:</p><ol><li><p>narrazione</p></li><li><p>movimento </p></li><li><p>immaginazione </p></li></ol><p>I bambini hanno imparato vivendo il racconto con il corpo, in un’esperienza che ha reso Venezia concreta, divertente e piena di emozioni. </p><p>L’arrivo finale in Piazza San Marco, con tanto di selfie di Arlecchino, ha chiuso il viaggio in bellezza. </p><p>Un’attività che ha lasciato il segno – in loro, e in me.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 13:51:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>VIA AI LABORATORI, INIZIAMO A MASCHERARCI!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421634663</link>
         <description><![CDATA[<p><em>“Cari bambini, sono il vostro amico Arlecchino e ho pensato di farvi un regalo speciale! Per la vostra tirocinante ho portato una maschera di Carnevale tutta colorata, mentre per ciascuno di voi ho lasciato un foglio bianco con una sagoma a forma di maschera. Il mio desiderio è che possiate decorarle con fantasia e creatività, così da portare in aula un tocco di allegria e colore. Divertitevi e buon Carnevale!”</em></p><p>Materiali di lavoro:</p><ul><li><p>fogli con la sagoma di una maschera </p></li><li><p>pennelli </p></li><li><p>tempere colorate </p></li><li><p>brillantini colorati</p></li><li><p>forbici</p></li><li><p>nastri colorati</p></li><li><p>cassa per musica di sottofondo</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 14:16:41 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LABORATORIO SISTEMICO: COSTRUIAMO UNA MINI GONDOLA PERSONALIZZATA</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421663606</link>
         <description><![CDATA[<ul><li><p>base di cartone</p></li><li><p>cartoncino blu: rappresenta il proprio "mare" (disegni di pesci, onde, coralli, ecc. a piacere)</p></li><li><p>cartoncino nero: da decorare a piacere e da piegare-incollare per assemblare la gondola seguendo le indicazioni fornite</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 14:35:00 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>DONDOLA O GONDOLA?</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421685529</link>
         <description><![CDATA[<p>Molti bambini, durante l'attività di collaborazione sistemica con la maestra Camilla e i Delfini (sezione 5 anni), chiamavano la "gondola" con il termine "dondola". All’inizio mi è sembrato solo un errore buffo e tenero, ma poi ho iniziato a chiedermi il perché di questa sostituzione.</p><p>Questo fenomeno mi ha sorpreso, perché non si trattava di un singolo bambino, ma di una tendenza piuttosto diffusa!</p><p>Ho iniziato a riflettere sul fatto che, molto probabilmente, la parola "gondola" non fa parte del vocabolario quotidiano di un bambino di quell'età. È una parola poco comune, e in più contiene suoni non semplicissimi da articolare. </p><p>Al contrario, "dondola" è un verbo che probabilmente i bambini hanno già sentito più volte, magari associato a giochi, altalene, ninne nanne o movimenti che conoscono bene. </p><p>"Dondola" forse richiama qualcosa che si muove dolcemente sull’acqua, un'immagine che, curiosamente ed effettivamente, non è poi così distante dalla realtà di una gondola...</p><p>Mi sono chiesta anche se, in fondo, questa confusione non fosse frutto di un'associazione spontanea e creativa: i bambini vedono l’oggetto che ondeggia e lo collegano immediatamente a un’azione che già conoscono e sanno nominare, cioè "dondolare". In un certo senso, trasformano un sostantivo difficile in un verbo che dà un senso a ciò che stanno osservando o costruendo. È un meccanismo istintivo, naturale, ma allo stesso tempo profondamente intelligente!</p><p>Questo caso, per me un'importante evidenza in questo portfolio, mi ha fatto riflettere su quanto sia importante ascoltare il linguaggio dei bambini non solo per correggerli, ma per capire come percepiscono il mondo e come cercano di raccontarlo con le parole che hanno a disposizione. </p><p>A volte, l’errore non è solo un errore: è una porta aperta sulla loro logica e sul loro modo di pensare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 14:48:30 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>VIA ALLE DANZE CON LE MARACAS🥁🔊💃</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421703577</link>
         <description><![CDATA[<p>A supporto della creazione di strumenti musicali (LAB. 3, in questo caso le maracas costituite da bottiglie di plastica, riso, fagioli e coriandoli) ho inserito questa storia coinvolgente.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 15:00:02 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>ED ECCO L&#39;EVENTO PIU&#39; ATTESO: LA SFILATA DI CARNEVALE!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421725948</link>
         <description><![CDATA[<p>Ecco che indossare un costume non è solo un gioco: è un modo per esplorare emozioni, uscire da sé, provare a essere qualcun altro. </p><p>In questo evento ho avuto modo di vedere bambini solitamente timidi e riservati <strong>trasformarsi</strong> in piccoli attori, muoversi con sicurezza e sorridere orgogliosi ai passanti.</p><p>La sfilata ci ha insegnato il valore del gruppo, della condivisione, dell’espressione creativa. </p><p>E la città di Padova per un giorno si è fermata a guardarci, ci ha fatto sentire importanti e protagonisti...</p><p>Questa evidenza è stata per me la conferma che anche attraverso un gesto semplice e gioioso si può educare, emozionare e far crescere.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 15:15:42 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>CARNEVALE...IN TUTTI I SENSI!😋👁️👂👃✋</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3421749974</link>
         <description><![CDATA[<p>Per introdurre la 5^ fase del percorso ai miei alunni, ho voluto farli immergere con TUTTI I LORO SENSI. </p><p>Ho perciò creato per loro una serie di postazioni sensoriali per cercare di capire insieme quali ingredienti <strong>si</strong> e quali <strong>no</strong> si usano solitamente per fare i dolci tipici del Carnevale. </p><p>Ci siamo così addentrati al capitolo dolce del nostro viaggio insieme...</p><p>Ci siamo lasciati guidare SOLO da ciò che sentivamo: un profumo, una consistenza, una sensazione sulla pelle o nel naso. </p><p>E' stato come se il tempo rallentasse e i sensi si accendessero...</p><p>Questa evidenza mi piace particolarmente perché ho visto nei bambini qualcosa di prezioso: la <strong>meraviglia del “sentire”</strong>. Toccare la farina, annusare la scorza di limone, riconoscere il cacao solo dal profumo… sono stati gesti che li hanno trasportati in un mondo fatto di percezioni pure, senza filtri.</p><p>Per me, che li guardavo da fuori, era bellissimo vedere i loro sorrisi quando indovinavano, o le loro espressioni curiose quando non riuscivano.</p><p>Mi è piaciuto anche perché è stata un’attività che ha dato valore alla lentezza, all’ascolto del proprio corpo e alla fiducia. </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 15:33:32 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>A PROPOSITO DI FIDUCIA...</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3422059204</link>
         <description><![CDATA[<p>Durante l'attività sensoriale, una bambina del gruppo dei pulcini aveva paura di farsi bendare (l'avevo invitata tra le prime a partecipare). </p><p>Inizialmente, si è rifiutata categoricamente di provare, mostrando una forte resistenza. La mia tutor ha cercato di insistere, ma io le ho detto: "Tranquilla  S., vieni dopo, va bene?" e lei ha risposto di no.</p><p>Tuttavia, con il passare del tempo, vedendo gli altri bambini divertirsi, ha cambiato idea. </p><p>Alla fine, era così entusiasta e impaziente che scalpitava per essere chiamata a sua volta.</p><p>Questo episodio mi ha dimostrato che, nonostante la paura iniziale, la bambina ha acquisito fiducia e ha trovato il coraggio di unirsi al gruppo, proprio come gli altri. Mi rende felice vedere che ha superato la sua incertezza e ha potuto partecipare in modo positivo.</p><p>Credo che questo momento incarni perfettamente lo spirito della pedagogia della lumaca di Gianfranco Zavalloni: dare tempo ai bambini, rispettare i loro ritmi e permettere che siano loro, in autonomia, a scegliere quando sentirsi pronti. È proprio qui, nell'attesa e nella fiducia, che si creano le condizioni per una crescita autentica e profonda.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 19:41:12 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PRONTI, PARTENZA E SU LE MANICHE: MANI IN PASTA!👨‍🍳👩‍🍳🍽️🧂🍲🍕🍰🔥</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3422068200</link>
         <description><![CDATA[<p>Per concludere questo percorso, ho voluto portare qualcosa che parlasse davvero di me, delle mie radici e di ciò che, da bambina, mi faceva sentire amata: i dolci del Carnevale. </p><p>In particolare, ho scelto di preparare con i bambini i biscotti con gli zuccherini colorati con una ricetta che ho ereditato da mia nonna.</p><p>Ricordo ancora il profumo della sua cucina nei giorni di festa, le mani infarinate e i racconti intrecciati al ritmo delle sue ricette. Era il suo modo di insegnarmi, senza mai impormi nulla, con dolcezza, con lentezza — proprio come insegna la pedagogia della lumaca di cui parlavamo prima. E chissà, probabilmente questo è stato anche un gesto per insegnarmi come si manifesta l'amore. </p><p>Far rivivere questo gesto insieme ai bambini è stato per me un modo per tenere vivo un ricordo, ma anche per trasmettere a loro un pezzetto di quella cura, di quella gioia semplice.</p><p>Una delle evidenze più belle che ho colto è stato lo stupore nei loro occhi nel vedere gli zuccherini sciogliersi al forno e trasformare quei biscotti in qualcosa di magico, colorato, unico. È stato un momento di condivisione autentica, in cui la tradizione è diventata occasione di relazione, di scoperta, di festa.</p><p>Concludere così, con le mani in pasta e i cuori leggeri, mi ha fatto capire quanto l’educazione passi anche da questi piccoli, grandi gesti: il calore di un impasto, il profumo di casa, il tempo dedicato insieme. Perché educare, in fondo, è anche questo: mescolare memorie, affetti e semplicità, per creare qualcosa che resta.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 19:50:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>VALUTARE ALL&#39;INFANZIA? SI PUO&#39; FARE!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3422114422</link>
         <description><![CDATA[<p>Prima di mettere in pratica il Project Work, mi ero prefissata che la valutazione dell’esperienza sarebbe stata <mark>sia formativa che sommativa</mark>, con l’obiettivo di monitorare il percorso e i risultati ottenuti, sia da parte mia sia da parte degli alunni. Durante le varie attività didattiche, con gli studenti sono state messe in pratica <mark>osservazioni </mark>per annotare comportamenti, interazioni e progressi individuali attraverso l’uso di <mark>griglie e di note narrative.</mark> </p><p>E' stato creato un <mark>portfolio individuale per ciascun bambino</mark>, in cui si sono raccolti elaborati, disegni, fotografie e descrizioni delle attività svolte, con l’obiettivo di evidenziare lo sviluppo delle competenze. </p><p>Infine, attraverso <mark>questionari dedicati</mark>, i genitori hanno potuto esprimere delle valutazioni sul progetto e sul loro coinvolgimento, offrendo preziosi spunti per ulteriori miglioramenti. </p><p>Per questo progetto, e per la mia carriera futura, voglio pensare alla valutazione come uno strumento di promozione dell’apprendimento, di orientamento rispetto alle decisioni, come sostenuto da Grion in <em>Valutare a scuola e nei contesti educativi</em> (p. 29).</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 20:50:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>VALUTARE GLI ALUNNI ALLA SCUOLA DELL&#39;INFANZIA...</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3422121154</link>
         <description><![CDATA[<p>La mia vuole essere una valutazione integrata che unisce aspetti formativi e sommativi, rispettando i tempi e i bisogni di ciascun bambino.</p><ul><li><p><strong>Valutazione formativa</strong>, attraverso osservazioni quotidiane e spontanee, valorizzando ogni gesto significativo, ogni tentativo, ogni entusiasmo nascosto tra un disegno e una storia (personalmente usavo una griglia simile a quella allegata per tenere nota dei progressi di ogni studente).</p></li><li><p><strong>Valutazione sommativa</strong>, con la costruzione del portfolio individuale, che ha raccolto tracce reali di crescita, e una conversazione clinica finale, condotta in un clima di fiducia e gioco, per dare parola a tutti i loro ricordi e conoscenze acquisite.</p></li></ul><p>Ritengo questo passaggio un'evidenza fondamentale:</p><p>Quando ho chiesto loro cosa ricordassero del progetto, non mi hanno parlato di attività, bensì di <strong>momenti</strong>.</p><p>Frasi riportate dagli appunti: </p><p><em>«Quando ho fatto la maschera con te mi è piaciuto tanto», «Io mi ricordo bene quando abbiamo ballato tutti insieme con gli amici di Arlecchino. Pantalone è il mio preferito», «Mi ricordo che prima di trovare Arlecchino abbiamo dovuto fare una caccia al tesoro». </em></p><p><br/></p><p>La valutazione è diventata anch'essa un viaggio, in questo caso a ritroso nella memoria emotiva più che nella prestazione. Insieme non abbiamo solo imparato, ma abbiamo costruito ricordi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 20:59:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>FEEDBACKS DEGLI ALUNNI</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3422121360</link>
         <description><![CDATA[<p>Al termine del progetto, ho proposto un gioco-espressione per permettere ai bambini di consolidare le conoscenze acquisite e di esprimere le loro preferenze in modo semplice e divertente riguardo il cammino fatto assieme. </p><p>Utilizzando tre cestini colorati (verde, giallo e rosso) associati a diverse emozioni (piaciuto molto, così così, non piaciuto), ogni bambino ha potuto collocare un’immagine rappresentativa di una delle attività svolte nel corso del progetto.</p><p><br/></p><p><strong>Risultati raccolti:</strong></p><ul><li><p>🟢 Verde – "Mi è piaciuto molto!" 😊: 18 bambini</p></li><li><p>🟡 Giallo – "Un po’ sì e un po’ no." 😐: 1 bambino</p></li><li><p>🔴 Rosso – "Non mi è piaciuto per niente." ☹: 0 bambini</p></li></ul><p><br/></p><p>Il risultato è stato altamente positivo: <strong>18 su 19 bambini (circa il 95%)</strong> hanno espresso entusiasmo e gradimento verso le attività proposte, segnalando un elevato livello di coinvolgimento e soddisfazione. </p><p>Un unico bambino ha espresso un giudizio più neutro, collocando la sua immagine nel cestino giallo; ciò mi suggerisce la possibilità di differenziare ulteriormente le attività per incontrare ancor più le preferenze individuali.</p><p>Questo semplice ma efficace strumento di valutazione ha permesso di raccogliere feedbacks in modo ludico, rispettando i tempi e i modi di espressione dei miei alunni, bambini di 3-4 anni, e mi conferma la riuscita complessiva del progetto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 20:59:57 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>INFINE CHIEDIAMO ANCHE IL PARERE DEI GENITORI</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3422145097</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 21:33:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>A CARNEVALE...OGNI SCHERZO VALE!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3422187593</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel progetto in questione, ho scelto di affidarmi alla figura di Arlecchino, maschera vivace e birichina, per introdurre un elemento speciale: lo scherzo come aiuto didattico. Non uno scherzo per deridere, ma uno scherzo pensato apposta per attirare l’attenzione, per incuriosire, per creare un piccolo mistero che stimola i bambini a osservare, a pensare, a collaborare.</p><p>L'amico Arlecchino fa scherzetti, nasconde oggetti, cambia le cose di posto, fa cadere dei fogli, sparge i coriandoli mentre i piccoli fanno le nanne, lascia sorprese... </p><p>Dietro ogni gesto però c’è un’intenzione educativa: catturare lo sguardo del bambino, invitarlo a partecipare, fargli vivere l’esperienza del gioco come momento di scoperta. </p><p>In questo modo, lo scherzo, così interpretato, diventa uno strumento pedagogico, leggero ma potente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-23 22:49:18 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DOCUMENTARE E DOCUMENTARSI</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423653983</link>
         <description><![CDATA[<p>Ho curato con attenzione la documentazione didattica e professionale, considerandola un’opportunità per riflettere sul mio percorso. Ho raccolto materiali significativi, anche multimediali, che mostrano con chiarezza le scelte educative fatte e i risultati osservati.</p><p>Per la documentazione del tirocinio diretto, come avete potuto notare, ho prodotto osservazioni, progettazioni e schede per le attività; per quella del tirocinio indiretto, riflessioni teoriche con diari di bordo e progettazioni simulate.</p><p>Anche la mia documentazione personale, fatta di pensieri, appunti e riflessioni, ha avuto un ruolo importante nel rendere visibile la mia crescita. Ho cercato di curare la chiarezza espositiva e la correttezza linguistica, adottando un lessico professionale e coerente.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-24 16:30:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>E&#39; VERO VENEZIA E&#39; ROMANTICA... MA QUANTO AFFETTO NELLA NOSTRA AULA!!!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423679462</link>
         <description><![CDATA[<p>E' vero, dal punto di vista tecnico e metodologico, ho potuto osservare e sperimentare tantissime cose in questi mesi: dinamiche educative, competenze legate alla gestione del gruppo, alla progettazione didattica e all’osservazione dei comportamenti, strumenti utili per costruire relazioni educative efficaci e consapevoli.</p><p>Ciò che però ha realmente lasciato un segno profondo è stata la dimensione affettiva che questa esperienza in particolare mi ha restituito. Il contatto quotidiano con i bambini mi ha permesso di percepire un affetto autentico, spontaneo, disarmante che non avevo mai trovato prima così potente in altre classi. Gesti semplici, come un sorriso al mattino o un disegno regalato con entusiasmo, hanno assunto un valore enorme dal punto di vista professionale e personale. Essere riconosciuta, cercata, apprezzata dagli alunni ha rappresentato per me una conferma silenziosa ma potente dell’impatto che può avere la mia presenza educativa.</p><p>Questo legame affettivo ha arricchito profondamente la mia visione del ruolo educativo. L'esperienza del quinto anno mi<strong> </strong>ha resa più competente e ancora più consapevole dell’importanza della dimensione emotiva nell’ambito educativo.<br>E, soprattutto, ha riconfermato con forza la mia vocazione. La vocazione a essere un punto di riferimento nella crescita dell’altro, a vivere ogni giorno l’educazione non solo come un mestiere, ma come una scelta di senso, una responsabilità profonda, e una fonte continua di arricchimento umano e professionale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-24 16:51:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>TANTO AMORE...MA COME MAI? SI E&#39; FORSE ABBASSATA LA MAREA DELL&#39;INSICUREZZA?</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423697190</link>
         <description><![CDATA[<p>Sono ormai quattro anni che svolgo tirocinio in ambito educativo. Ogni anno mi ha insegnato qualcosa, ogni esperienza ha portato con sé un tassello in più. Ma quest’anno… qualcosa è stato diverso.<br>C’era un’aria nuova, una sensazione sottile ma profonda. I bambini sembravano più legati a me, più affettuosi. Mi cercavano, mi coinvolgevano, come se percepissero qualcosa che io stessa stavo ancora imparando a riconoscere.</p><p>Mi sono chiesta: perché? Perché quest’anno ho sentito questo legame così intenso?<br>La risposta l’ho trovata rileggendo i miei vecchi diari di bordo. Anno dopo anno, una parola tornava sempre: <em>insicurezza</em>. La paura di non essere abbastanza, di non avere voce, di non riuscire a reggere il peso di un ruolo così delicato...<br>Ma quest’anno qualcosa si è mosso dentro di me. È come se, metaforicamente, il livello dell’acqua si fosse abbassato, come succede a Venezia durante la bassa marea.<br>E ciò che prima era sommerso, nascosto, avvolto da un’incertezza costante, ora ha iniziato a emergere con chiarezza.</p><p><strong>Ho respirato meglio.</strong><br>Non perché ogni dubbio sia sparito (sia mai😛) ma perché ho iniziato a riconoscere e a valorizzare le fondamenta che, con fatica, ho costruito negli anni.<br>La mia insicurezza non è svanita, ma si è trasformata: non è più una barriera, ma una parte di me che ho imparato a guardare con rispetto.<br>E credo che questo cambiamento si sia riflesso anche fuori: nella risposta dei bambini, nel modo in cui mi accoglievano, nella naturalezza con cui mi facevano spazio nel loro mondo.</p><p>Quest’anno non mi sono sentita arrivata, ma finalmente emersa.<br>Come la nostra città che si svela quando l’acqua si ritira, ho riscoperto la mia struttura interiore. E ora, quando entro in aula, non mi sento perfetta, ma presente. Non invincibile, ma radicata. </p><p>E questa, per me, è la conquista più grande a cui potessi ambire.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-24 17:07:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Un gentile promemoria in camera mia...</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423713599</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-04-24 17:23:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423713599</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LA MIA TUTOR, LA MIA BUSSOLA</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423851359</link>
         <description><![CDATA[<p>Quando ho saputo dove avrei svolto il mio tirocinio quest’anno, non lo nego: ero piena di pregiudizi.<br>Non conoscevo la scuola, non sapevo nulla dell’ambiente, né tantomeno di chi sarebbe stata la mia tutor. E dentro di me, inutile nasconderlo, c’era anche una vocina che diceva: 'Figurati se sarà stimolante come lo scorso anno in Norvegia… magari mi capita la classica tutor un po’ vecchia scuola, distante, formale, senza troppo entusiasmo.'<br>E invece… è arrivata Elena.</p><p>Elena per me è stata una sorpresa, di quelle che ti cambiano l’intera prospettiva.<br>In passato ho avuto tutor preparate, competenti, ma mai nessuna che mi trasmettesse davvero un grande entusiasmo. Lei invece è stata diversa. Fin dai primi giorni ha fatto con me ciò che faceva con i bambini: ha usato il rinforzo positivo, l’incoraggiamento costante, lo sguardo gentile che sa valorizzare anche il più piccolo passo avanti.</p><p>E questo atteggiamento – che sembrava semplice – in realtà ha avuto su di me un impatto profondissimo. Ho compreso e provato sulla mia pelle quanto un feedback positivo, dato con sincerità, possa cambiare tutto.<br>Ma dico davvero, l’ho sentito sulla pelle: un suo commento incoraggiante bastava per farmi vedere le cose in modo diverso, per farmi credere di più in me stessa, per ridurre l'insicurezza, per farmi dire 'ok, forse allora ce la posso fare davvero'.</p><p>Grazie a lei ho iniziato a fidarmi di più del mio operato perché ha saputo guidarmi senza impormi, sostenermi senza giudicarmi. Mi ha fatto sentire vista, riconosciuta, stimata. E sempre non solo come tirocinante, ma come persona.<br>Elena per me non è stata solo una tutor: è stata un esempio, una guida ed una confidente.</p><p>Oggi posso dire che lei incarna esattamente il tipo di insegnante che io sogno di diventare un giorno: professionale, empatica, appassionata, presente. </p><p>Se mai un domani dovessi avere la fortuna di accompagnare una futura educatrice nel suo percorso, vorrei riuscire a farla sentire come Elena ha fatto sentire me: capace, accolta, motivata.</p><p><strong><mark>Non c’è niente di più potente, in un percorso formativo, di incontrare qualcuno che ti guarda con fiducia prima ancora che tu riesca a farlo da sola.</mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-24 19:41:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423851359</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GRIGLIA DI AUTOVALUTAZIONE FINALE</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423870382</link>
         <description><![CDATA[<p>Ebbene oggi, quel primo sguardo dato dall'autovalutazione iniziale, seppur parziale e inevitabilmente acerbo, è stato il seme da cui ha germogliato una trasformazione profonda, guidata da esperienze sul campo, studio teorico e confronto costante con alunni, docenti e tutor.</p><p>A distanza di mesi, rileggere e confrontare i punteggi dell'autovalutazione iniziale con quelli della valutazione finale è stato come guardarsi allo specchio dopo un lungo viaggio: non tanto per cercare differenze esteriori, ma per riconoscere la crescita che è avvenuta dentro (in pochissimi mesi tra l'altro!!).</p><p>Le aree che inizialmente percepivo come fragili (in particolare la lettura del contesto scolastico ed extra-scolastico e la valutazione degli interventi) sono diventate oggi spazi di maggiore consapevolezza. L’esperienza diretta e il confronto diretto mi hanno permesso di sviluppare uno sguardo più attento e critico, capace di leggere situazioni complesse e valutarle con strumenti più solidi.</p><p>Le competenze già consolidate, come la conduzione didattica e la gestione delle relazioni, si sono affinate, confermando la mia attitudine e rafforzando la sicurezza nel mio ruolo.</p><p>Alcuni aspetti sono rimasti stabili nei "punteggi", ma non nella sostanza: ho imparato ad approfondirli con maggiore maturità, cercando di integrare teoria e pratica con coerenza.</p><p>Questa documento non vuole essere solo un confronto tra punteggi, ma l'evidenza di un cambiamento: sono cresciuta, ho sbagliato, ho riflettuto e, soprattutto, ho iniziato a guardarmi con più fiducia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-24 20:05:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3423870382</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ANCHE I NAVIGATORI CON ESPERIENZA HANNO PAURA: I MIEI TIMORI INIZIALI</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3424723156</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-04-25 08:08:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3424723156</guid>
      </item>
      <item>
         <title>IL VENTO DEL NORD...E&#39; ARRIVATO ANCHE IN ITALIA!</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3424800729</link>
         <description><![CDATA[<p>Come suggerito dalle mie colleghe nella peer review delle scorse settimane, approfondisco un attimo quello che ho imparato, dal punto di vista professionale, in Norvegia e come l'ho "trasportato" nella mia esperienza- carriera in Italia.</p><p>L’esperienza di tirocinio in Erasmus ha rappresentato un’opportunità preziosa per la mia crescita professionale. Immersa in un contesto educativo diverso, ho potuto osservare un approccio centrato sull’autonomia dello studente, la partecipazione attiva e l’apprendimento esperienziale.</p><p>Mi ha colpito in particolare l’uso dell’ambiente naturale come spazio didattico: lezioni all’aperto, attività esplorative e cooperative che stimolavano curiosità e coinvolgimento. Ho integrato nella mia pratica e nel lavoro di questa annualità alcune di queste strategie, come il lavoro in piccoli gruppi, il learning by doing, l'outdoor education, la valutazione formativa-dialogica e la valorizzazione dei tempi individuali di apprendimento. Ho iniziato a proporre attività più aperte, a ridurre l’impostazione frontale delle lezioni e a lavorare di più sull’ascolto attivo. Anche la gestione della classe è cambiata: oggi attribuisco maggiore importanza al clima relazionale e alla costruzione condivisa delle regole, elementi che in Norvegia ho visto valorizzati con grande efficacia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-25 09:33:46 UTC</pubDate>
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         <title>VERSO NUOVI MARI...👋⛵</title>
         <author>caterinagasperin1_2</author>
         <link>https://padlet.com/caterinagasperin1_2/k4eijqzd0shl970w/wish/3424822861</link>
         <description><![CDATA[<p>Grazie per aver letto il mio portfolio e per essere giunti fino a qui. Sono grata per la grande opportunità di crescita che mi è stata offerta in questi anni. Questo percorso mi ha permesso di acquisire strumenti, consapevolezze e visioni che porterò con me nel mio futuro professionale. Ora inizia una nuova fase: sarò da sola in aula, con la responsabilità e la bellezza di accompagnare i bambini nel loro cammino di vita.</p><p>Si apre un altro viaggio, fatto di sfide, sogni e nuove scoperte. Porto con me tutto ciò che ho imparato… pronta a lasciarmi guidare, ancora, da ciò che ogni giorno l’esperienza mi insegnerà!</p><p>Buon viaggio anche a voi e chissà...magari un giorno ci ritroveremo insieme, in qualche porto, in giro per il mondo!</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-25 10:01:39 UTC</pubDate>
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