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      <title>Sciasci@informa_dicembre 2017 by COMUNICAZIONI SCIASCIA</title>
      <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt</link>
      <description>newsletter per docenti Sciascia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-12-13 04:52:42 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-03-12 09:02:15 UTC</lastBuildDate>
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         <title></title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215671294</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.notiziedellascuola.it/news/2017/dicembre/nuove-norme-sull2019accompagnamento-dei-minori" />
         <pubDate>2017-12-13 04:59:51 UTC</pubDate>
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         <title>Gazzetta Ufficiale anno 158°-Numero 284 del 5 dicembre 2017</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215671488</link>
         <description><![CDATA[<div>Legge 4 dicembre 2017 n.172</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:01:33 UTC</pubDate>
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         <title>Dal mondo INDIRE</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672147</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.indire.it/2017/12/12/a-scuola-di-clil-nuova-diretta-gratuita-di-tuttoscuola-il-14-dicembre/" />
         <pubDate>2017-12-13 05:09:28 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;è il CLIL?</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672184</link>
         <description><![CDATA[<div>Il CLIL è una metodologia didattica che prevede l’insegnamento di<br>una materia non linguistica in lingua straniera. Le attività in lingua sono generalmente caratterizzate da una variegata gamma di approcci didattici (associazioni di parole a immagini, brevi dettati, brainstorming, esercizi di ascolto, esercizi di  riempimento/completamento, letture con risposte aperte, esercizi a risposta multipla, uso di filmati e animazioni, uso della piattaforma e-learning ed esperimenti nei laboratori).<br>La sfida nella programmazione di attività CLIL si concretizza<br>nell'elaborazione di metodologie didattiche adattabili alla varietà dei<br>saperi, evitando di disattendere le aspettative degli studenti<br>generalmente ben disposti nei confronti di questo tipo di esperienza didattica. E’ riduttivo pensare al CLIL come ad una semplice azione di traduzione di termini da una lingua all'altra. Particolare enfasi è data<br>infatti all’ attività di programmazione dei moduli che richiede molta attenzione soprattutto all'aspetto dell'eterogeneità dei discenti, ed in<br>particolare nella fase della trasmissione delle informazioni che si intendono convogliare. Diventa fondamentale quindi diversificare al massimo le metodologie didattiche in modo da renderle fruibili ad un pubblico diverso, attraverso l'uso spontaneo della lingua straniera e contestualmente attraverso un adeguato consolidamento dei contenuti<br>disciplinari. Gli studenti mostrano solitamente grande motivazione e<br>interesse durante la trattazione degli argomenti in lingua, e gli esiti<br>emersi dai test somministrati nel corso delle esperienze passate sono risultati, nella maggioranza dei casi, più che soddisfacenti.<br>Il CLIL è una metodologia che favorisce la promozione<br>dell’educazione interculturale, l’approccio plurilingue e i paragoni<br>linguistici. Agevola l’utilizzo della lingua in un altro ambito cognitivo.<br>Favorisce l’uso della lingua per PROMUOVERE UN CONTENUTO,<br>LIBERANDOLA DAI “FALSI PRAGMATICI”, ovvero utilizza la lingua per trasmettere contenuti svincolandola dalle funzioni e dalle strutture grammaticali facendola diventare un’azione istintuale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:10:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PERCHE&#39; FARE CLIL?</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672346</link>
         <description><![CDATA[<div>- Per dare agli studenti l'opportunità di usare la L2 come lingua<br>veicolare in contesti cognitivi significativi e diversi.<br>- Perché permette di usare subito la lingua, quindi risulta motivante.<br>-Perché tiene conto di stili cognitivi diversi, utilizzando metodi e tipi<br>di attività diversificati.<br>- Abitua gli studenti a condividere, confrontarsi, negoziare.<br>- Per educare ad un approccio multiculturale e multidisciplinare del<br>sapere.<br>-Per migliorare le competenze nella lingua straniera attraverso lo<br>studio di contenuti disciplinari.<br>- Per stimolare una maggiore consapevolezza dei contenuti<br>disciplinari attraverso l'apprendimento in lingua straniera.<br>-Perché si può usare in tutti i livelli scolastici.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-12-13 05:12:03 UTC</pubDate>
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         <title>PROFILO DEL DOCENTE</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672359</link>
         <description><![CDATA[<div>Ambiti di competenza:<br>- competenza linguistica nella lingua straniera veicolare almeno<br>ad un livello B2/C1;<br>- competenza disciplinare in relazione alle conoscenze<br>disciplinari e la didattica della disciplina;<br>- competenza metodologica ovvero la conoscenza delle basi<br>della metodologia CLIL per trasporre in chiave didattica la disciplina,<br>integrando contenuti disciplinari e lingua.<br>L’insegnante clil deve essere in grado di praticare un insegnamento<br>“sensibile alla lingua”, vale a dire avere una sensibilità particolare<br>nel presentare le difficoltà linguistiche insite nei contenuti della materia. Per questo l’insegnamento integrato di contenuti e lingua<br>presuppone un lavoro di team all’interno del quale il<br>coinvolgimento dell’insegnante di lingua è molto forte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:12:13 UTC</pubDate>
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         <title>CLIL: QUALI DISCIPLINE?</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672528</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutte le discipline possono essere coinvolte ed essere impartite<br>in metodologia CLIL, da quelle umanistiche a quelle matematicoscientifiche,<br>motorie e tecnico-pratiche. Le materie umanistiche<br>generalmente richiedono una conoscenza più approfondita della<br>lingua straniera per poter essere veicolate adeguatamente<br>evitando di togliere sfumature di significato considerevoli ai fini<br>della trasmissione del contenuto. Le materie scientifico-matematiche,<br>tecnico-pratiche e motorie hanno un linguaggio<br>generalmente più asciutto e contenuto, quindi richiedono una<br>conoscenza linguistica meno elaborata. Partendo dal presupposto<br>che tutte le discipline hanno particolari caratteristiche e nuclei<br>fondanti e un proprio microlinguaggio, la scelta di quali discipline<br>veicolare in modalità CLIL dipenderà dalle caratteristiche della<br>classe in cui si intende realizzare il modulo o l’attività, come per<br>esempio il livello linguistico, la difficoltà dell’argomento, la<br>motivazione per la materia, l’aspetto interdisciplinare per poter<br>usufruire di concetti di altri ambiti già noti etc.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:15:02 UTC</pubDate>
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         <title>COME PROGETTARE UN PERCORSO CLIL</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672593</link>
         <description><![CDATA[<div>1. Partire da un argomento già noto agli alunni svolto<br>precedentemente nella DNL.<br>2. Reperire il materiale in L2 in formato cartaceo o digitale. NON E'<br>PREVISTA LA TRADUZIONE DEL MATERIALE DIDATTICO<br>DALLA L1 ALLA L2.<br>3. Semplificare i testi che si presentano troppo lunghi e di difficile<br>comprensione.<br>4. Elaborare attività diverse tenendo conto delle differenze<br>cognitive dei discenti.<br>5. Valutare il percorso e le competenze acquisite dagli studenti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:16:22 UTC</pubDate>
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         <title>VALUTAZIONE</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672631</link>
         <description><![CDATA[<div>Il momento della verifica/valutazione è molto delicato e<br>comporta l’analisi di criticità che esigono l’impiego di criteri<br>valutativi il più trasparenti possibile, in modo che gli studenti siano<br>consapevoli di come e perché vengono valutati. La valutazione<br>include sia l’apprendimento che il percorso messo in atto per<br>ottenerlo. La valutazione dell’apprendimento ha lo scopo di rilevare<br>lo sviluppo delle competenze e può avvenire attraverso verifiche<br>formative, di solito in itinere, o sommative a conclusione<br>dell’esperienza. Anche le osservazioni in classe, i portfoli e feedback<br>degli studenti possono rappresentare strumenti utili ai fini della<br>rilevazione delle competenze. La valutazione del percorso invece<br>mira a rilevare se le strategie adottare sono risultate efficaci e<br>adeguate al contesto della classe. Essa può realizzarsi attraverso<br>osservazioni periodiche sottoforma di “diari di bordo” o<br>a cura della Commissione Clil dell’ Istituto d’Istruzione Superiore IC Primiero 4<br>semplicemente attraverso scambi di opinioni tra docenti e studenti<br>in riunioni periodiche.<br>La valutazione è legata alla DUALITA’ degli obiettivi: ovvero gli<br>obiettivi disciplinari da ottenere attraverso la lingua straniera, e gli<br>obiettivi linguistici da ottenere attraverso la disciplina. Se nella fase<br>della programmazione gli obiettivi sono stati esplicitati in modo<br>chiaro non dovrebbero nascere particolari problemi. La criticità più<br>spiccata nella fase della valutazione è rappresentata dalla modalità<br>di verifica, vale a dire quali modelli di verifica adottare e<br>predisporre, quale peso dare agli aspetti contenutistici e a quelli<br>linguistici, quali parametri adottare per “l’attribuzione del<br>valori.”(Coonan 2011, Assessment of learning)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:16:58 UTC</pubDate>
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         <title>FASI DI REALIZZAZIONE</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215672671</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima di trattare analiticamente le fasi insite nella metodologia<br>è bene precisare che durante la realizzazione di attività in<br>metodologia clil, che possono prevedere semplicemente moduli di<br>breve durata o interventi a lungo raggio spalmati su un semestre o<br>un anno scolastico, il ruolo principale è svolto dal discente che è al<br>centro della lezione ed è corresponsabile del proprio<br>apprendimento. L’insegnante ha un ruolo di regista e<br>consulente che costruisce conoscenze e competenze insieme agli studenti. Allo stesso tempo dovrà prestare molta attenzione alla lingua in quanto il contenuto è centrale, ma il processo di<br>apprendimento del contenuto è reso possibile dal fatto che allo<br>stesso tempo si rendono accessibili anche i mezzi linguistici,<br>strutturali e lessicali ad esso necessari. E’ molto importante il<br>momento della progettazione dell’unità didattica, dalla<br>pianificazione del percorso alla strutturazione del modulo tematico,<br>delle unità di lavoro e delle singole lezioni.<br>Le variabili che seguono devono essere considerate con estrema<br>attenzione:<br>- Organizzazione della classe<br>- Comprensione da parte degli alunni<br>- Possibile feedback degli alunni<br>- Valutazione<br>A seguire le fasi nella progettazione di una lezione:<br>1. Brainstorming in L2 sull’argomento, per esempio<br>con l’uso di immagini.<br>2. Introduzione del lessico specifico.<br>Es. match exercises (associazione di immagini a parole,<br>associazione di definizioni a parole) cruciverba, semplici domande,<br>lista di parole in L1 ed un’altra in L2 presentate in disordine, etc.)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:17:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215673111</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.istruzione.it/esame_di_stato/index.shtml" />
         <pubDate>2017-12-13 05:24:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215673402</link>
         <description><![CDATA[<div>La legge 107 del 2015 definisce la formazione del personale della scuola come “obbligatoria, permanente e strategica” e la riconosce come opportunità di effettivo sviluppo e crescita professionale, per una rinnovata credibilità sociale di contributo all’innovazione e alla qualificazione del sistema educativo.&nbsp;</div><div>Il nuovo quadro normativo indica alcuni strumenti innovativi:</div><ol><li>il principio della obbligatorietà della formazione in servizio;</li><li>l’assegnazione ai docenti di una card personale per la formazione;</li><li>la definizione di un Piano nazionale di formazione (triennale), con relative risorse finanziarie;</li><li>l’inserimento nel piano triennale dell’offerta formativa di ogni singola scuola della ricognizione dei bisogni formativi e delle azioni formative progettate;</li><li>il riconoscimento della partecipazione alla ricerca, alla formazione, alla documentazione di buone pratiche, come criteri per valorizzare e incentivare la professionalità docente.</li></ol>]]></description>
         <enclosure url="http://www.miur.gov.it/web/guest/corsi-di-formazione-per-docenti-di-lingua" />
         <pubDate>2017-12-13 05:29:24 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Piattaforma SOFIA</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215673539</link>
         <description><![CDATA[<div>La piattaforma S.O.F.I.A. è il Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di<br>Aggiornamento dei docenti all'indirizzo http://sofia.istruzione.it/</div>]]></description>
         <enclosure url="http://sofia.istruzione.it/" />
         <pubDate>2017-12-13 05:31:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Videotutorial SOFIA</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215673701</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=W8KPPN6XiNk" />
         <pubDate>2017-12-13 05:34:13 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215673996</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="http://www.oggiscuola.com/web/2017/04/06/arrivano-nev-la-valutazione-esterna-delle-scuole/" />
         <pubDate>2017-12-13 05:39:40 UTC</pubDate>
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         <title>Come sono individuate le scuole da valutare?</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215674049</link>
         <description><![CDATA[<div>Le scuole che ricevono la visita di valutazione esterna sono individuate tramite una procedura di campionamento casuale. Con questo sistema tutte le scuole hanno uguale probabilità di essere selezionate, indipendentemente dalle loro caratteristiche .La procedura di campionamento tiene conto della numerosità delle scuole nelle diverse aree geografiche del paese (nord est, nord ovest, centro, sud e sud-isole) e del grado di scuola (scuole primarie e secondarie di primo grado, scuole secondarie di secondo grado).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:40:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Come si svolge la visita di valutazione esterna?</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215674119</link>
         <description><![CDATA[<div>Il percorso di valutazione esterna è articolato in tre fasi: prima della visita a scuola il nucleo di valutazione esterna legge e analizza i documenti e i dati sulla scuola e organizza la visita di valutazione esterna; durante la visita il nucleo procede con la raccolta di dati e informazioni attraverso interviste, analisi di documenti e osservazione degli spazi; dopo la visita il nucleo formula i giudizi sulla scuola e le relative motivazioni, stende il rapporto di valutazione esterna e restituisce i risultati alla scuola.<br>Per conoscere la scuola prima della visita i valutatori leggono i documenti più importanti prodotti dalla scuola, con particolare attenzione al Rapporto di autovalutazione (RAV) e al Piano dell’Offerta Formativa (POF o PTOF). Considerano inoltre anche i documenti gestionali e consultano il sito web della scuola. Questi documenti forniscono nel loro insieme molte informazioni di dettaglio e permettono di cogliere la rappresentazione che la scuola offre di se stessa.<br>I valutatori esaminano inoltre i dati e gli indicatori - disponibili sulla piattaforma online del MIUR - che offrono una fotografia dall’esterno della scuola. I NEV devono conoscere entrambe le prospettive - quella interna presente nei documenti redatti dalla scuola e quella esterna offerta dai dati - al fine di orientare la visita a scuola.<br>La visita di valutazione esterna ha una durata di tre giorni e si articola di norma in questo modo: incontro iniziale con il dirigente scolastico, lo staff di dirigenza e il nucleo interno di valutazione (NIV); raccolta delle evidenze attraverso interviste individuali e di gruppo e esame della documentazione della scuola; visita e osservazione degli spazi della scuola; incontro conclusivo con il dirigente scolastico, lo staff di dirigenza e il nucleo interno di valutazione e breve comunicazione informale sugli esiti della visita.<br>L’incontro iniziale è un primo momento di confronto durante il quale il NEV riassume i punti di forza e le aree più deboli riscontrate a partire dalle informazioni disponibili. I valutatori presentano brevemente quanto emerso dalla lettura incrociata dei documenti e dei dati sulla scuola, nonché le considerazioni emerse dallo studio dei dati sui risultati, chiedendo, se opportuno, ulteriori approfondimenti. Nel primo incontro si illustrano inoltre le finalità e la struttura della visita e si definiscono gli aspetti organizzativi e logistici.<br>Nel corso della visita le interviste hanno lo scopo di indagare il punto di vista delle diverse componenti della scuola: il dirigente scolastico e il direttore dei servizi generali e amministrativi (DSGA); i docenti con incarichi organizzativi o con responsabilità retribuite; i docenti disciplinari e di sostegno; il personale non docente (amministrativo, tecnico e ausiliario); gli studenti; i genitori. Accanto alle interviste individuali sono organizzate anche interviste di gruppo, che permettono di fare emergere la prospettiva della comunità professionale (intervista di gruppo con i docenti) e della comunità scolastica più ampia (intervista di gruppo con gli studenti, intervista di gruppo con i genitori).<br>La visita degli spazi della scuola è svolta al fine di osservare non solo le strutture e le dotazioni disponibili, ma anche il loro utilizzo. In particolare si osservano le aule, i laboratori, la palestra, la biblioteca, gli spazi per attività comuni (aula magna, teatro, cortile/giardino, ecc.).<br>L’incontro conclusivo è coordinato dal dirigente tecnico ed è finalizzato a fornire un primo sommario resoconto delle evidenze emerse durante la visita. Il feedback fornito dal NEV intende mettere in evidenza da un lato le buone pratiche e gli elementi di forza riscontrati, dall’altro gli aspetti problematici. Questo incontro rappresenta un primo momento informale, che anticipa e non sostituisce il Rapporto di valutazione esterna che la scuola riceverà formalmente nelle settimane successive alla visita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:41:19 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Come sono valutate le scuole?</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215674270</link>
         <description><![CDATA[<div>Sulla base delle evidenze emerse durante la visita il NEV formula un giudizio collegiale per ciascun ambito oggetto di valutazione. Il giudizio scaturisce dal confronto tra i valutatori, che esprimono le loro considerazioni sulla documentazione esaminata e sugli esiti degli incontri con le diverse componenti scolastiche (dirigenza e staff, docenti, studenti e famiglie).<br>Il giudizio valutativo, per ciascuno degli ambiti oggetto di valutazione, consiste nell’attribuzione del livello che descrive meglio la situazione della scuola, scelto tra i sette previsti dalla scala di valutazione, da 1 ("situazione molto critica") a 7 ("situazione eccellente").<br>Ciascun giudizio è motivato esplicitando le evidenze che hanno portato alla scelta del livello di collocazione della scuola. Per ogni area di processo (pratiche educative e gestionali) e per i risultati (voti scolastici, prove standardizzate, risultati nelle scuole successive e competenze di cittadinanza) il nucleo fornisce un giudizio descrittivo, in cui siano brevemente presentati alla scuola i principali elementi emersi e i punti di forza e di debolezza. Nei casi in cui il giudizio sia differente da quello che la scuola si era assegnata nel RAV, il nucleo esplicita chiaramente le motivazioni alla base di questa scelta.<br>Complessivamente il NEV esprime un giudizio sulla coerenza tra il RAV compilato e le priorità e i traguardi indicati, anche in base alle risorse e al contesto della scuola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:43:01 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa succede dopo la visita di valutazione?</title>
         <author>comunicazioni_sciascia</author>
         <link>https://padlet.com/comunicazioni_sciascia/k3cn1mqm2ddt/wish/215674305</link>
         <description><![CDATA[<div>Al termine della visita è prevista una breve riunione conclusiva nella quale il coordinatore del nucleo esprime alcune impressioni generali sulla visita focalizzando, anche con esempi, gli aspetti positivi rilevati e evidenziando gli eventuali aspetti che hanno destato qualche perplessità (“comunicazione informale di fine visita”). La comunicazione di fine visita avrà carattere riservato e si rivolgerà esclusivamente al dirigente scolastico e ai membri del suo staff.<br>Dopo la visita valutativa il NEV redige un Rapporto di valutazione esterna (RVE) e lo invia alla scuola. Il rapporto contiene i giudizi su ciascuna area oggetto di valutazione, espressi attraverso delle rubriche di valutazione, nonché le motivazioni per ciascun giudizio. La scuola pertanto progetta in autonomia il proprio piano di miglioramento tenendo conto dei giudizi contenuti nel Rapporto.<br>Dopo avere steso il RVE uno dei valutatori - generalmente il dirigente tecnico oppure l’esperto interno al mondo della scuola - torna a scuola per presentare i risultati della valutazione. Questa restituzione avviene successivamente all’invio del RVE e dopo che la scuola ha potuto visionarlo ed eventualmente commentarlo. In questo modo si creano le condizioni affinché i partecipanti all’incontro di restituzione possano confrontarsi in un clima di apertura e reciproco ascolto. La restituzione in presenza rappresenta un momento di ulteriore confronto con la comunità scolastica che ha soprattutto la finalità di dialogare e riflettere insieme sugli aspetti da migliorare a partire dagli esiti della valutazione, in un’ottica formativa.<br>Gli incontri di restituzione hanno la finalità di favorire una connessione convincente tra la fase diagnostica della valutazione esterna e quella più operativa dell’individuazione degli obiettivi del PdM. Questa finalità è perseguita nella consapevolezza che valutazione e supporto al miglioramento sono compiti diversi e che l’implementazione del miglioramento ricade all’interno dell’autonomia scolastica.<br>Nell'incontro il valutatore dedica una speciale attenzione ad argomentare i giudizi di valutazione esterna che si discostano dai giudizi di autovalutazione, nonché a riflettere insieme alla scuola sulle priorità di miglioramento individuate.<br>Concretamente, la restituzione avviene nel contesto di un dialogo nel quale i risultati della valutazione sono commentati individuando possibili connessioni tra lo sviluppo di specifici processi e le ricadute sul funzionamento scolastico, oppure presentando casi nei quali criticità simili sono state affrontate con successo, illustrando buone pratiche utilizzate in altri contesti nazionali o internazionali, fornendo indicazioni per approfondire tematiche specifiche e così via.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-13 05:43:43 UTC</pubDate>
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