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      <title>Trekking naturalistico: Alla scoperta della fiumara di Naso by Arianna Giorgio</title>
      <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd</link>
      <description>Analisi e descrizione della vegetazione ripariale e circostante </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-05-03 07:52:59 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-05-03 09:14:48 UTC</lastBuildDate>
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         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434842392</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>OBIETTIVO FOTOGRAFICO: IL GIUNCO </mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:15:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL GIUNCO </title>
         <author>ariannagior98</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CARATTERISTICHE BOTANICHE </mark></strong></p><p><br/></p><p><strong><em>Famiglia: </em></strong><em>Giuncacee</em></p><p><strong><em>Nome scientifico: </em></strong><em>Juncus effusus</em></p><p><br/></p><p>E' una pianta con stelo lungo e verde, alta da centoventi centimetri a due metri. Esistono anche varietà nane che non superano i dieci centimetri di altezza. Lo stelo è piatto o cilindrico, circondato da foglie sottili dello stesso colore e della stessa forma. I fiori sono generalmente di colore verde o marrone ed hanno la forma di un ventaglio. Il frutto è una capsula che contiene i semi. Il periodo di fioritura del giunco varia in base alla varietà, così come diversa può essere la forma dei fiori e la resa ornamentale della pianta. Esistono specie di giunchi che producono dei fiori molto belli e che vengono coltivati nei giardini acquatici proprio per fini ornamentali. Il giunco appartiene alle specie erbacee perenni dal portamento cespuglioso.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:18:32 UTC</pubDate>
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         <title>IL GIUNCO </title>
         <author>ariannagior98</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CURIOSITA'</mark></strong></p><p>Il giunco viene usato per produrre oggetti ed arredi intrecciati. L’uso di questa pianta per fini di arredamento è molto antico, e la produzione di arredi, contenitori e cesti prospera ancora oggi. Dalla pianta, opportunamente lavorata, si ricava un materiale intrecciabile che consente di creare tavoli e poltrone da esterno dallo stile rustico e particolarmente apprezzato. Il giunco per la produzione di arredi viene raccolto in estate, falciato e poi bollito e fatto essiccare al sole. Gli steli ingialliti vengono poi intrecciati da abili artigiani che confezionano arredi e accessori molto utili in giardino e non solo. Pochi sanno che gli arredi in midollino o rattan sono ottenuti proprio dal giunco. I pezzi in midollino, ricavati dal giunco senza corteccia, si possono dipingere; esistono anche arredi ottenuti da steli molto sottili del giunco e che non possono essere dipinti. I pezzi d’arredo in rattan originale sono molto costosi, ma sono certamente dei pezzi unici ricavati da una pianta che oltre all’uso in un giardino sa riservare molte altre sorprese anche nel campo dell’arredo outdoor.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:22:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><mark>OBIETTIVO FOTGRAFICO: L'EQUISETO</mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:26:45 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;EQUISETO</title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434847739</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CARATTERISTICHE BOTANICHE </mark></strong></p><p><br></p><p><strong>Famiglia</strong>: Equisetaceae.</p><p><strong>Nome scientifico</strong>: Equisetum</p><p><br></p><p>Piante vascolari che soddisfano un ciclo vitale di aplodiplonte, cioè vivono una fase aploide multicellulare seguita da una fase diploide multicellulare. Si osserva infatti una manifesta alternanza di generazioni: sporofiti e gametofiti indipendenti con spore come unità di dispersione e resistenza.</p><p>I gametofiti rappresentano il tallo o struttura senza organizzazione, e gli sporofiti costituiscono il cormo rappresentato da radici, fusto e sistema vascolare. Queste caratteristiche hanno permesso di classificare gli equiseti nel gruppo delle pteridofite.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:31:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L&#39;EQUISETO</title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434849886</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CURIOSITA'</mark></strong></p><p><br></p><p>L'equiseto è una delle piante più utilizzate nella medicina tradizionale per la presenza di elementi attivi che forniscono proprietà terapeutiche e curative. Ad esempio, ingredienti come l'acido salicilico, presente nelle foglie e nei gambi, agiscono sul sistema osseo e sul tessuto connettivo.</p><p>La specie E. arvense contiene numerosi composti minerali come il silicio, sotto forma di silice, che favorisce la remineralizzazione delle ossa. Inoltre la presenza di flavonoidi e saponine esercita un'azione diuretica sul sistema urinario, facilitando l'eliminazione delle tossine.</p><p>Il suo consumo accelera la coagulazione del sangue, che influisce sulla guarigione di ulcere e ferite interne o esterne. D'altra parte, consente di regolare il flusso sanguigno e livelli ematici eccessivi durante le mestruazioni.</p><p>Il suo utilizzo ha portato a buoni risultati come antinfiammatorio, antimicrobico e antimicotico. Per questo motivo è efficace nell'alleviare diverse infezioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:39:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434850335</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>OBIETTIVO FOTOGRAFICO: ROBINIA PSEUDOACACIA</mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:40:42 UTC</pubDate>
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         <title>ROBINIA PSEUDOACACIA</title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434850528</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CARATTERISTICHE BOTANICHE</mark></strong></p><p><strong><mark>Famiglia: </mark></strong><em> Leguminose</em></p><p><strong><mark>Nome scientifico: </mark></strong><em>Robinia Pseudoacacia</em></p><p><br></p><p>Nota anche come <em>gaggia</em> o <em>falsa acacia</em>, la <em>Robinia</em> <em>pseudoacacia</em> è un<strong> </strong>arbusto appartenente alla famiglia delle <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.tuttogreen.it/leguminose-coltivazione-benefici/">leguminose<strong> </strong></a>originaria dell’America Settentrionale, ma da tempo diffusa anche nelle regioni Mediterranee.</p><p>Il suo nome&nbsp;è stato dedicato da Carlo Linneo a Jean Robin,&nbsp;giardiniere di Enrico IV e Luigi XIII e fondatore nel 1590 dell’Orto Botanico di Parigi. Fu proprio in questo luogo magico che all’inizio del&nbsp;Seicento Robin coltivò per la prima volta la pianta&nbsp;dando vita ad una lunga tradizione dedita alla coltivazione di molte varietà appartenenti allo stesso genere.</p><p>In tempi più moderni, ha trovato un posto d’onore in tutte le città italiane per il suo aspetto elegante, ma sopratutto per la sua resistenza allo smog e&nbsp;agli scarichi industriali.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:41:26 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ROBINIA PSEUDOACACIA</title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434852565</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CURIOSITA'</mark></strong></p><p>Oltre ad offrire un economico e sicuro sistema di difesa del suolo contro l’erosione, la robinia ha una elevata resa di biomassa: in molti casi, in un ettaro e in un anno se ne formano venti tonnellate avente un valore energetico equivalente a quello di molte tonnellate di petrolio.<br>La terza virtù sta nel fatto che essa è una leguminosa; le sue foglie hanno, perciò, un elevato contenuto di proteine, dal 200 a 250 grammi per chilogrammo di foglie secche, e sono quindi adatte per l’alimentazione del bestiame; inoltre le foglie che restano nel terreno restituiscono l’azoto al terreno stesso.<br>I fiori della robinia attraggono le api che elaborano un miele di qualità, molto buono, commerciato come “miele di robinia (o di acacia)”; un ettaro di robinieto in un anno può dare anche 800 chili di questo miele. Il maggiore interesse è rivolto al legno di robinia che è stato ed è usato come combustibile perché brucia bene, con poco fumo anche quando è ancora umido, e con elevato potere calorifico. Oltre che come combustibile tale legno, fra i più duri, resistente agli incendi, è molto ricercato sia per la fabbricazione di mobili, giocattoli di legno, parquet, addirittura case, sia per l’impiego come pali e traversine, resistenti nel terreno senza bisogno di alcun trattamento.<br>Se la robinia ha tante virtù, qualche difetto dovrà pure averlo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:47:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434853140</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>OBIETTIVO FOTOGRAFICO: GINESTRA </mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:49:48 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434853993</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CARATTERISTICHE BOTANICHE</mark></strong></p><p><strong><mark>Famiglia: </mark></strong><em>Fabacee</em></p><p><strong><mark>Nome scientifico: </mark></strong><em>Spartium junceum</em></p><p><br></p><p>Dal punto di vista morfologico è una pianta che si presenta con portamento arbustivo (alto da 0,5 a 3,00 m), perenne, con lunghi fusti. I fusti sono verdi cilindrici compressibili ma resistenti, eretti, ramosissimi e sono detti vermene. Le foglie sono del tipo lanceolato, i fiori sono portati in racemi terminali di colore giallo vivo. L’impollinazione è tipicamente entomogama (tramite insetti). I frutti sono dei legumi che a maturazione assumono un colore nerastro). I legumi contengono 8-12 semi, piccoli e neri. Per quanto riguarda i semi vengono lasciati cadere per gravità a poca distanza dalla pianta madre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:52:54 UTC</pubDate>
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         <title>GINESTRA</title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434856391</link>
         <description><![CDATA[<p>CURIOSITA'</p><p>La raccolta vera e propria veniva effettuata in agosto, con l’uso della falce.<br>I fasci di ginestra venivano trasportati in paese a spalle o sul dorso di un asino, dove, raccolti in mazzetti, venivano messi a bollire in un’apposita pentola, chiamata <em>kusia</em>.<br>I fascetti dovevano essere rivoltati più volte, in quanto una bollitura prolungata determinava non pochi inconvenienti.<br>Finita la bollitura (<em>ziemi sparten</em>), si lasciavano raffreddare, prima di iniziare a sfilacciarli.<br>La ginestra sfilacciata si raccoglieva in ulteriori mazzetti (strumbilje) che, in numero di 5, venivano infilati in rametti della stessa pianta e trasferiti presso dei corsi d’acqua. Qui venivano immersi dagli otto ai dieci giorni.<br>L’immersione consentiva di completare il processo di maturazione.<br>In seguito, i mazzetti venivano esposti al sole. Questo, oltre a permettere l’imbiancamento delle fibre, creava una filaccia grezza, che veniva battuta con un apposito bastone di legno (<em>kupani</em>).</p><p>Il filo, allungato e assottigliato, veniva fissato al fuso. Lo si faceva prillare con la mano destra, mentre la sinistra continuava a fornire la fibra necessaria per l’operazione. Il filo così ottenuto veniva raccolto in matasse, candeggiato in acqua e cenere e, in alcuni casi, tinteggiato.<br>Quello a cromatismo naturale era destinato alla tessitura di lenzuola, asciugamani, tovaglie e indumenti intimi.<br>La fibra così ottenuta veniva usata per confezionare vestiti, coperte e bisacce. Poteva essere colorata con sostanze vegetali, aventi differenti metodi di estrazione e quindi di applicazione. Gli stessi <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="google-anno" href="https://www.coltivazionebiologica.it/ginestra/#">&nbsp;fiori</a> di ginestra erano usati per tingere di giallo. Per il colore marrone, invece, si usava il decotto con il mallo di noce. Il rosso, infine, era estratto dalle radici della robbia.<br>La lavorazione della ginestra, dunque, rappresentava una vero e proprio comparto di artigianato tessile. Per fortuna, in alcune località queste antiche tradizioni si sono tuttora mantenute.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 08:59:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434856846</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>OBIETTIVO FOTOGRAFICO: PIOPPO </mark></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 09:01:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434857959</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>CARATTERISTICHE BOTANICHE</strong></p><p><strong>Famiglia: </strong><em>Salicaceae</em></p><p><strong>Nome scientifico: </strong><em>Populus nigra</em></p><p><br></p><p>Il pioppo è una pianta <em>dioca</em>, ciò significa che ci sono sia esemplari maschili che femminili. I primi hanno gemme più piccole e numerose e chiome slanciate, mentre i secondi hanno rami spessi, chioma folta e gemme più grosse.</p><p>I fiori, diversi nei maschi e nelle femmine, spuntano all’inizio della primavera, ovvero prima delle foglie, mentre i frutti, verdi o bruno-rossicci e racchiusi in capsule, maturano tra metà primavera e metà estate.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 09:04:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434858874</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><mark>CURIOSITA'</mark></strong></p><p>E’ usato soprattutto per<strong> imballaggi, impiallacciature e per i fiammiferi</strong>. Uno dei principali attributi del legno di pioppo è che può essere ridotto in <strong>fogli </strong>di ampia superficie e privi di difetti che consentono di produrre un <strong>compensato </strong>dalle caratteristiche di aspetto esteriore pressoché uniche. La semplicità di posa in opera e la versatilità di impiego costituiscono ulteriori elementi di pregio.</p><p>Essendo un legno tenero è facilmente <strong>attaccabile da parassiti </strong>se non trattato, ma essendo molto economico è apprezzato e molto usato.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 09:07:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
         <link>https://padlet.com/ariannagior98/k1niulqkkvsf7rkd/wish/3434859109</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-05-03 09:08:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ariannagior98</author>
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