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      <title>Nella settimana della memoria... by </title>
      <link>https://padlet.com/2C_prato/cesarino23</link>
      <description>In occasione  della Settimana della Memoria, abbiamo lavorato sulla tipologia testuale del diario come scrittura intima ed espressiva. Abbiamo così pensato di realizzare un Padlet partendo dalla lettura di alcune pagine  del famoso diario di Anne Frank ... Classe 2°C</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-01-18 11:44:53 UTC</pubDate>
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         <title>Il diario di Anne Frank</title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Credo nel sole anche quando piove"</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 11:46:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lorilloivan</author>
         <link>https://padlet.com/2C_prato/cesarino23/wish/2448227549</link>
         <description><![CDATA[<div>Anne Frank, una ragazzina ebrea di 13 anni costretta a scappare dalla Germania per nascondersi in una casa ad Amsterdam dove per due anni è rimasta chiusa scrivendo un diario, che è stato pubblicato nel 1947, ed è diventato famoso in tutto il mondo<br>Il 27 gennaio non è una data come le altre: il 1 novembre del 2005 l’assemblea generale delle Nazione Unite ha deciso che è la Giornata internazionale della memoria.<br><br>Ma cos'è e chi si ricorda?<br><br>Le vittime dell’Olocausto, cioè gli ebrei e altri “indesiderabili” (omosessuali, testimoni di Geova, rom, malati di mente, disabili e prigionieri politici) sterminati dai nazisti tedeschi e dai loro alleati durante la seconda Guerra mondiale. In totale si stima che furono uccise quindici milioni di persone tra il 1941 e il 1944, tra cui circa sei milioni di ebrei (la persecuzione degli ebrei viene ricordata anche con il termine Shoah): uomini, donne e bambini. Anne Frank era una di loro, una ragazzina ebrea di 13 anni costretta a scappare dalla Germania per nascondersi in una casa ad Amsterdam dove per due anni è rimasta chiusa scrivendo un diario, che è stato pubblicato nel 1947, ed è diventato famoso in tutto il mondo. Il 4 agosto del 1944 Anne e gli altri clandestini nascosti furono traditi e vennero arrestati dai nazisti. Di recente è stata fatta una nuova ipotesi: il blitz che portò all’arresto potrebbe essere stato frutto di un’indagine sul lavoro illegale nella casa dove Anne e la sua famiglia erano nascosti. Quel che è certo è che Anne finì prima nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e poi in quello di&nbsp;<br>Bergen-Belsen, dove morì insieme alla sorella più grande Margot.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 12:00:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il diario per definizione è una scrittura intima, un parlare con se stessi. Ma proprio per la sua natura intimistica, può diventare un percorso di autoconsapevolezza, si presume che in un diario si parli di sé senza schemi e senza paradigmi sociali.</title>
         <author>lorilloivan</author>
         <link>https://padlet.com/2C_prato/cesarino23/wish/2448245290</link>
         <description><![CDATA[<div>Non solo Anna Frank: diari di bambine dall’Olocausto<br>by ANNALISA LO MONACO<br>Anna Frank e il suo Diario – commovente racconto della vita di una bambina come tante altre, costretta alla clandestinità dal delirio nazista – devono rimanere come punto fermo nella memoria di tutti per non dimenticare l’orrore dell’olocausto.<br>Rutka Laskier, Renia Spiegel, Eva Heyman, sono i nomi di ragazze meno conosciute, eppure anche a loro, come ad Anna Frank, fu sottratta l’infanzia e l’adolescenza, e ne scrissero in diari personali che sono ugualmente una testimonianza della vita quotidiana di chi continuava, nonostante tutto, a credere in un futuro.<br><br>Rutka Laskier inizia a scrivere il suo diario a 14 anni. E’ stata rinchiusa, insieme alla famiglia, nel ghetto della città polacca di Będzin fin dall’inizio della guerra, ma solo nel gennaio del 1943 inizia a tenere un diario. Scrive delle sue giornate, delle amicizie, delle prime cotte da adolescente, e dell’orrore dell’occupazione nazista. E’ breve il suo racconto, perché dopo tre mesi viene deportata ad Auschwitz, dove muore. Il suo diario è stato conservato per oltre sessant’anni da un amico sopravvissuto, che lo ha reso pubblico nel 2005. Bastano poche parole per capire l’angoscia che opprimeva questa bambina.<br><br>Renia Spiegel<br>Sette quaderni di scuola cuciti insieme: il diario di Renia. In quasi 700 pagine la ragazza racconta gli ultimi quattro anni della sua vita, tra i 15 e i 18 anni. Parla quindi di argomenti “normali” per un adolescente: la scuola, le amicizie, il primo bacio con il fidanzato, ma anche di cose troppo difficili da sopportare, come vivere da ebrea nella Polonia occupata dai nazisti e del trasferimento nel ghetto di Przemyśl, nel 1942.<br><br>Ricorda questo giorno; ricordalo bene, un giorno racconterai alle generazioni che verranno. Oggi alle 8 siamo stati chiusi nel ghetto. Vivo qui adesso; il mondo è separato da me e io sono separata dal mondo<br><br>Renia e sua sorella Ariana vivono con i nonni per alcune settimane nel ghetto, finché il suo fidanzato, Zygmunt Schwarzer, che può uscire grazie a un permesso di lavoro, nasconde la ragazza e i propri genitori nella soffitta della casa di un suo zio. Il nascondiglio viene scoperto grazie a un informatore dei nazisti, e Renia, insieme ai genitori di Zygmunt, sono fucilati per strada. Il ragazzo scrive le parole conclusive del diario:<br><br>“Tre colpi! Tre vite perse! E’ successo ieri sera alle 22.30. Il destino ha deciso di portarmi via i miei cari. La mia vita è finita. Tutto ciò che sento sono colpi, colpi… Mia cara Renusia, l’ultimo capitolo del tuo diario è completo.”<br><br>Zygmunt, nonostante tutto, sopravvive ad Auschwitz e Bergen-Belsen, e dopo molti anni, quando ormai si è stabilito negli Stati Uniti, consegna il diario alla madre di Renia, scampata allo sterminio insieme alla figlia più piccola. Il diario è stato stampato in polacco nel 2016, e uscito in inglese lo scorso 19 settembre.<br><br>Eva Heyman<br>eADV<br><br>STORIA<br>,<br>&nbsp;<br>STORIA CONTEMPORANEA<br>Non solo Anna Frank: diari di bambine dall’Olocausto<br>by ANNALISA LO MONACO<br>Anna Frank e il suo Diario – commovente racconto della vita di una bambina come tante altre, costretta alla clandestinità dal delirio nazista – devono rimanere come punto fermo nella memoria di tutti per non dimenticare l’orrore dell’olocausto.<br><br><br>Rutka Laskier, Renia Spiegel, Eva Heyman, sono i nomi di ragazze meno conosciute, eppure anche a loro, come ad Anna Frank, fu sottratta l’infanzia e l’adolescenza, e ne scrissero in diari personali che sono ugualmente una testimonianza della vita quotidiana di chi continuava, nonostante tutto, a credere in un futuro.<br><br>Rutka Laskier<br><br>Rutka Laskier inizia a scrivere il suo diario a 14 anni. E’ stata rinchiusa, insieme alla famiglia, nel ghetto della città polacca di Będzin fin dall’inizio della guerra, ma solo nel gennaio del 1943 inizia a tenere un diario. Scrive delle sue giornate, delle amicizie, delle prime cotte da adolescente, e dell’orrore dell’occupazione nazista. E’ breve il suo racconto, perché dopo tre mesi viene deportata ad Auschwitz, dove muore. Il suo diario è stato conservato per oltre sessant’anni da un amico sopravvissuto, che lo ha reso pubblico nel 2005. Bastano poche parole per capire l’angoscia che opprimeva questa bambina:<br><br>Se solo potessi dire, è finita, muori una volta sola… Ma non posso, perché nonostante tutte queste atrocità, voglio vivere, e aspettare il giorno dopo<br><br>Renia Spiegel<br><br><br><br>Sette quaderni di scuola cuciti insieme: il diario di Renia. In quasi 700 pagine la ragazza racconta gli ultimi quattro anni della sua vita, tra i 15 e i 18 anni. Parla quindi di argomenti “normali” per un adolescente: la scuola, le amicizie, il primo bacio con il fidanzato, ma anche di cose troppo difficili da sopportare, come vivere da ebrea nella Polonia occupata dai nazisti e del trasferimento nel ghetto di Przemyśl, nel 1942.<br><br>Ricorda questo giorno; ricordalo bene, un giorno racconterai alle generazioni che verranno. Oggi alle 8 siamo stati chiusi nel ghetto. Vivo qui adesso; il mondo è separato da me e io sono separata dal mondo<br><br>Renia e sua sorella Ariana vivono con i nonni per alcune settimane nel ghetto, finché il suo fidanzato, Zygmunt Schwarzer, che può uscire grazie a un permesso di lavoro, nasconde la ragazza e i propri genitori nella soffitta della casa di un suo zio. Il nascondiglio viene scoperto grazie a un informatore dei nazisti, e Renia, insieme ai genitori di Zygmunt, sono fucilati per strada. Il ragazzo scrive le parole conclusive del diario:<br><br>“Tre colpi! Tre vite perse! E’ successo ieri sera alle 22.30. Il destino ha deciso di portarmi via i miei cari. La mia vita è finita. Tutto ciò che sento sono colpi, colpi… Mia cara Renusia, l’ultimo capitolo del tuo diario è completo.”<br><br>Zygmunt, nonostante tutto, sopravvive ad Auschwitz e Bergen-Belsen, e dopo molti anni, quando ormai si è stabilito negli Stati Uniti, consegna il diario alla madre di Renia, scampata allo sterminio insieme alla figlia più piccola. Il diario è stato stampato in polacco nel 2016, e uscito in inglese lo scorso 19 settembre.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-18 12:19:05 UTC</pubDate>
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         <title>Eva Heyman                                                                    Era spaventata Eva, molto spaventata e consapevole del terribile destino cui andava incontro:“Mio piccolo Diario, io non voglio morire, voglio vivere anche se di tutto il distretto rimanessi soltanto io. Aspetterei la fine della guerra in una cantina o in una soffitta, o in un buco qualsiasi; mio piccolo Diario io mi lascerei baciare dal gendarme dagli occhi storti che ci ha portato via la farina, basta che non mi uccidano, che mi lascino vivere!”Sono le ultime parole del Diario di una bambina di soli tredici anni, scritte il 30 maggio del 1944. A una settimana di distanza i nazisti prelevano lei e i suoi nonni per deportarli ad Auschwitz, dove moriranno. Eva inizia a scrivere il suo diario nel giorno del suo tredicesimo compleanno, il 13 febbraio del 1944, forse l’ultimo piacevole evento di una vita ancora “normale”, all’interno di una famiglia agiata, anche se divisa: a Nagyvárad (oggi è Oradea, in Romania, ma allora era in territorio ungherese) vive con i nonni perché i genitori si sono separati.Nel giro di poche settimane tutto cambia: i rastrellamenti, il ghetto, e la deportazione della sua migliore amica, Marta, che la mette di fronte a quello che sarà il suo probabile destino, al quale però non vuole rassegnarsi: “Io voglio vivere a tutti i costi”.La madre, Ágnes Zsolt, definita da Eva “più bella di Greta Garbo” vive a Parigi con il secondo marito, ma torna a Budapest quando i nazisti invadono la Polonia, perché in ansia per la sorte della figlia. Viene internata nel campo di Bergen-Belsen, e riesce a salvarsi. Alla fine della guerra qualcuno le racconta che la figlia è stata mandata alla camera a gas da Josef Mengele – il dottor Morte – in persona.Ora guardati rana, i tuoi piedi sono sporchi, puzzolenti di pus! Sali sul camion!Le struggenti memorie della bambina vengono consegnate alla madre da una donna che era a servizio nella casa di Eva. Ágnes fa pubblicare il diario nel 1947, e continua a vivere con chissà quanto dolore dentro, fino al 1951, quando di suicida.Ma ci sono altre terribili testimonianze, come quella di Tanya Savicheva, incredibilmente breve quanto potente.E si possono citare Hélène Berr, ebrea francese morta a Bergen-Belsen pochi giorni prima della liberazione, che per due anni tiene un diario dove racconta la vita a Parigi durante l’occupazione nazista; e ancora Ruth Maier, Philip Slier, Rywka Lipszyc, Miriam Wattemberg (unica sopravvissuta), Peter Ginz: tutti ragazzi e ragazze che hanno lasciato una struggente testimonianza di come sia comunque possibile vivere anche quando tutto il mondo intorno precipita nella follia. Non sono sopravvissuti, ma hanno lasciato qualcosa d’importante:La memoria, unica arma per non ricadere nuovamente nell’orrore…</title>
         <author>lorilloivan</author>
         <link>https://padlet.com/2C_prato/cesarino23/wish/2450745317</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 07:31:53 UTC</pubDate>
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         <title>Un diario iniziato per resistere e compilato al rifugio, di notte, registrando incessantemente quanto stava accadendo attorno a lei.Yeva è una ragazzina ucraina di dodici anni. Vive con nonna Irina in una grande casa dal soggiorno luminoso e l&#39;arredamento italiano, affacciata sulla città di Kharkiv da un lato, con il suo delfinario dove nuotano i beluga, le piazze e i parchi, e i campi vuoti che proseguono fino al confine russo dall&#39;altro. La mattina del suo compleanno, il 14 febbraio, una sorpresa la aspetta sopra al letto: cinque palloncini colorati! Le voci che parlano della Russia sono ancora solo un sottofondo. In queste pagine Yeva ha riversato il drammatico racconto della sua vita precipitata all&#39;improvviso sotto le bombe, momento dopo momento, durante la guerra con la Russia, e il suo successivo viaggio verso la salvezza. Un diario iniziato per resistere e compilato al rifugio, di notte, registrando incessantemente quanto stava accadendo ma anche le emozioni e i pensieri: gli scoppi, i morti, la distruzione attorno a sé, e poi la fuga dal suo Paese devastato e l&#39;epopea che ha condotto lei e la coraggiosa nonna Irina fino in Irlanda, la terra che le ha generosamente accolte. Prefazione di Micharl Morpurgo. Età di lettura: da 12 anni.</title>
         <author>lorilloivan</author>
         <link>https://padlet.com/2C_prato/cesarino23/wish/2450750327</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 07:38:37 UTC</pubDate>
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         <title>Zlata Filipovic ha 11 anni quando esplode l&#39;inferno di Sarajevo. Come tante sue coetanee tiene un diario dove registra gli eventi minimi dell&#39;esistenza quotidiana. Ma scoppia la guerra e Zlata cambia in fretta, matura. Il suo mondo è in pezzi, ora vi dominano l&#39;odio cieco, la paura, la disperazione. Al diario, come a un&#39;amica immaginaria di nome Mimmy, consegna la cronaca di giornate profondamente mutate: le notti passate in cantina, l&#39;esplodere delle granate, le raffiche dei cecchini, gli amici uccisi. Zlata scrivendo vuole dar voce &quot;ai tremila bambini morti sotto le bombe, agli invalidi che s&#39;incontrano per le strade privi di un braccio o di una gamba&quot;. E la sua testimonianza diventa simbolo delle sofferenze di un popolo, invocazione di pace.</title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <pubDate>2023-01-20 07:47:29 UTC</pubDate>
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         <title>Anne Frank... in altri linguaggi.                                 Anne no Nikki  </title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anne no nikki (アンネの日記? lett. "Il diario di Anna") è un film d'animazione del 1995 diretto da Akinori Nagaoka<br>La pellicola è stata prodotta dallo studio Madhouse e ancora inedita in Italia. La storia è tratta dal Diario scritto da Anna Frank dal 1942 al 1944 durante la sua clandestinità, prima di essere catturata e internata nei campi di sterminio nazisti dove morirà di tifo.<br><br>Dallo stesso soggetto era stato precedentemente tratto Anne no nikki: Anne Frank monogatari, anime prodotto dalla Nippon Animation nel 1979 per la regia di Eiji Okabe e anch'esso ancora inedito in Italia.<br><br>https://m.youtube.com/watch?v=gd6N_OssLj0&nbsp;<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 07:57:26 UTC</pubDate>
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         <title>Fumetti su Anne Frank </title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <description><![CDATA[<div>Settant'anni fa usciva il "Diario" di Anne Frank. Il mondo scopriva il volto intimo dello sterminio nazista attraverso gli occhi di una ragazzina "qualunque". E oggi, grazie allo sceneggiatore e regista Ari Folman e all'illustratore David Polonsky, le parole di Anne si trasformano in un graphic novel capace di conservarne la forza e di enfatizzarne la straordinaria qualità letteraria. Basandosi sull'unica edizione definitiva del Diario, autorizzata dall'Anne Frank Fonds fondata da Otto Frank, Folman e Polonsky ci consegnano, per mezzo di una prospettiva inedita, la voce di un'adolescente allegra e irriverente, che come ogni sua coetanea - di ieri, di oggi, di sempre - desidera soltanto scoprire un mondo che invece è costretta a sbirciare di nascosto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 08:12:55 UTC</pubDate>
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         <title>Filmografia su Anne Frank </title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <description><![CDATA[<div>1. IL DIARIO DI ANNA FRANK (1959)<br>2. ANNE NO NIKKI: ANNE FRANK MONOGATARI (1978)<br>3. ANNE FRANK REMEMBERED (1995)<br>4.#ANNEFRANK. VITE PARALLELE (2019)<br>5. ANNA FRANK E IL DIARIO SEGRETO (2021)</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 08:22:48 UTC</pubDate>
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         <title>Anne Frank...in Arte</title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <pubDate>2023-01-20 08:26:22 UTC</pubDate>
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         <title>Anne Frank brucia la Z di Putin</title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <pubDate>2023-01-20 08:35:04 UTC</pubDate>
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         <title>Il film che andremo a vedere...</title>
         <author>lorilloivan</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://m.youtube.com/watch?v=esEZSLCsYZA</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-01-20 08:44:59 UTC</pubDate>
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