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      <title>Discorso Calamandrei  by Yang Zhang</title>
      <link>https://padlet.com/yangzhang5/juxswv2qqmzb23mn</link>
      <description>C. Belia, M. Cangi, E. Capuccini, C. Gualtieri, Y. Zhang</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-11 15:55:59 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-12-11 16:37:28 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Discorso completo</title>
         <author>yangzhang5</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 15:59:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>caterinabelia</author>
         <link>https://padlet.com/yangzhang5/juxswv2qqmzb23mn/wish/2821250685</link>
         <description><![CDATA[<p>Calamandrei introduce il suo discorso citando l’articolo 34 della Costituzione che afferma il diritto delle persone meritevoli a raggiungere i livelli più elevati d’istruzione anche se prive di mezzi finanziari sottolineando così l’importanza di garantire l’accesso all’istruzione indipendentemente dalla situazione economica-sociale. In assenza di questi mezzi finanziari entra in gioco quello che Calamandrei definisce l’articolo più importante della Costituzione, ovvero l’articolo 3 che co ribadisce il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedendo così il pieno sviluppo individuale e la partecipazione di tutti alla vita politica, economica e sociale del Paese. L’articolo 3 definisce la necessità di fornire lavoro, giusta retribuzione, istruzione e dignità a tutti gli individui affinché la nostra Repubblica possa definirsi realmente una democrazia fondata sul lavoro. Nel discorso si spiega come la Costituzione sia solo in parte realtà e come rappresenti solamente un programma, un ideale, un impegno di lavoro ancora da realizzare. Ciò richiede un impegno costante e graduale per garantire l’uguaglianza di fatto e non solo di diritto. Calamandrei sostiene che le costituzioni generalmente nascono in polemica con il recente passato specialmente quando si tratta di diritti di libertà e ai rapporti civili, ma sostiene pure che la polemica possa essere estesa anche contro la società presente nel momento in cui, come evidenziato nell’articolo 3, lo Stato viene richiamato ad adoperarsi a rimuovere gli ostacoli di carattere economico e sociale.</p><p><br>Questa non è una costituzione immobile, ma una costituzione rinnovatrice che mira alla trasformazione di questa società in cui può accadere che le libertà giuridiche e politiche siano rese inutili dalle disuguaglianze economiche e dalla impossibilità per molti cittadini di accorgersi di essere&nbsp; persone, di accorgersi che dentro di loro c’è una fiamma che se alimentata potrebbe anch’essa contribuire al progresso della società. Quindi, polemica contro il presente in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente. La Costituzione, non è una macchina che una volta accesa va avanti da sè: per far si che si muova ogni giorno dobbiamo inserire il combustibile, dobbiamo metterci l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse e la propria responsabilità.&nbsp;</p><p>Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo politico, e mi viene sempre in mente una storiellina a questo proposito:&nbsp; “Uno dei contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava. E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: «Ma siamo in pericolo?», e questo dice: «Se continua questo mare, il bastimento tra mezz’ora affonda». Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno e dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, tra mezz’ora il bastimento affonda!». Quello dice: «Che me ne importa, non è mica mio!»”.</p><p>Questo è l’indifferentismo politico: così bello e comodo, la libertà c’è, non serve preoccuparsi di politica, perché la politica non è una piacevole cosa.</p><p><br>Calamandrei sottolinea l'importanza della libertà, paragonandola all'aria che si apprezza appieno solo quando comincia a mancare. Calamandrei esprime il senso di asfissia che la sua generazione ha sperimentato per vent'anni, presumibilmente facendo riferimento a un periodo di privazione di libertà. Si fa riferimento alle prime elezioni dopo la caduta del fascismo nel 1946, evidenziando il significato simbolico del voto come espressione della dignità umana e della partecipazione alla vita politica. Calamandrei invita i giovani a proteggere libertà e a contribuire attivamente alla vita politica.</p><p><br>Calamandrei conclude dicendo che la costituzione italiana racchiude in sé tutta la storia del nostro paese e con essa la memoria dei grandi personaggi che ne hanno fatto parte, come Mazzini, Cavour, Cattaneo, Garibaldi, Beccaria. Passa poi a ricordare il sacrificio di tutti quei giovani morti nei vari conflitti per permettere il raggiungimento della stesura della Costituzione Italiana, definendo quest’ultima non come un semplice pezzo di carta con delle leggi scritte sopra, ma come il testamento di tutti quei giovani caduti, il “testamento di centomila morti”.</p><p><br></p><p>COMMENTO:</p><p>Entrata in vigore della Costituzione→ 01/01/1948</p><p>La Costituzione è un’opera d’arte, è un canto che conta la libertà e la dignità dell'uomo.</p><p><br></p><p>Ci dice che un mondo migliore è possibile, un mondo senza violenza, senza ingiustizia.</p><p><br></p><p>E questa cosa ci fa sognare, la Costituzione è un sogno fabbricato da uomini svegli.</p><p><br></p><p>La Costituzione è stata fatta in pochissimo tempo, è stata una folgorazione.</p><p><br></p><p>I padri e le madri costituenti erano in tutto 550, tutti di partiti diversi, tutti che la pensavano diversamente, ma tutti favorevoli a una cosa, l’essere uniti.</p><p><br></p><p>Per la prima volta nella storia del diritto la Costituzione non si rivolge alla società del presente, ma al futuro.</p><p><br></p><p><strong>ART.11</strong></p><p><strong><em>L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA.</em></strong></p><p>Se tutti i Paesi avessero adottato questo articolo non esisterebbe più la guerra sulla faccia della Terra.</p><p><br></p><p><strong>ART.21</strong></p><p><strong><em>TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO.</em></strong></p><p>C’era bisogno di scriverlo? È come dire che tutti hanno il diritto di respirare, dovrebbe essere una cosa scontata e invece se l’hanno scritto vuol dire che ce ne era il bisogno.</p><p><br></p><p>Prima della Costituzione c’era un regime diverso, in cui la propria opinione valeva 0.</p><p><br></p><p>L’articolo 21 ci ha liberati dall’obbligo di avere paura.</p><p><br></p><p>In paesi vicini a noi delle persone vengono condannate per essersi prese la libertà di aver mostrato i propri capelli, per aver ballato, per aver cantato o semplicemente parlato.</p><p><br></p><p>BISOGNA RICORDARCI CHE TUTTO CIÒ CHE ABBIAMO CI PUÒ ESSERE TOLTO DA UN MOMENTO ALL’ALTRO.</p><p><br></p><p>L’ultima pagina della Costituzione è una pagina bianca, perché le madri e padri costituenti sapevano che a scriverla saremmo dovuti essere noi con la nostra vita.</p><p><br></p><p>Dobbiamo far vivere la nostra Costituzione.</p><p>BISOGNA FAR DIVENTARE QUESTO SOGNO REALTÀ.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 16:20:47 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/yangzhang5/juxswv2qqmzb23mn/wish/2821250685</guid>
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         <title>Calamandrei e la Libertà: Riflessioni sulla Necessità di Proteggere e Partecipare</title>
         <author>yangzhang5</author>
         <link>https://padlet.com/yangzhang5/juxswv2qqmzb23mn/wish/2821250820</link>
         <description><![CDATA[<p>Calamandrei, metaforizzando la libertà come l'aria apprezzata solo in mancanza, denuncia l'asfissia vissuta dalla sua generazione durante anni di privazione di libertà, con particolare riferimento alle elezioni del 1946, esortando i giovani a difendere la libertà e ad essere attivi nella vita politica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 16:20:53 UTC</pubDate>
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